Informazioni alle aziende sul “Coronavirus”

Articolo aggiornato all’11 ottobre 2021. Il nostro Servizio giuridico è a vostra disposizione.

Indicazioni aggiornate e utili per fronteggiare l’emergenza Coronavirus


RACCOMANDAZIONI DELL’UFFICIO FEDERALE DELLA SALUTE PUBBLICA

Promemoria e liste di controllo per la sicurezza e la tutela della salute sul posto di lavoro
Comportamento corretto da assumere in azienda per evitare contagi da Covid-19
Ordinanza 2 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID-19)


MISURE DEL CONSIGLIO FEDERALE E DEL CONSIGLIO DI STATO

La lista di tutte le misure adottate nel corso della pandemia in ordine temporale.

PRESTAZIONI DI SOSTEGNO

Una raccolta di informazioni relative ai differenti sostegni all’economia vista la situazione pandemica Covid-19.

INDICAZIONI UTILI

Tutte le diverse informazioni per le aziende relative alla situazione d’emergenza.

INFOGRAFICHE CANTONALI: TEST DI MASSA NELLE AZIENDE

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CERTIFICATO COVID


DISPOSIZIONI SANITARIE GENERALI

Manuale per la preparazione aziendale dell’Ufficio federale della sanità pubblica – UFSP – FAQ Pandemia e aziende – SECO – Flyer “Così ci proteggiamo”


App SwissCovid – contact tracing

Link per scaricare l’app e maggiori dettagli


Sito Easygov – piattaforma della Confederazione con informazioni per le PMI su come affrontare la crisi COVID-19


Le prese di posizione e i comunicati stampa Cc-Ti


L’11 febbraio 2020 l’OMS ha attribuito una nuova denominazione alla malattia causata dal nuovo coronavirus: COVID-19, abbreviazione di «coronavirus disease 2019» o, in italiano, malattia da coronavirus 2019.

Tutte le informazioni del caso e i dettagli su come comportarsi sono disponibili sul sito del Medico cantonale.


Misure del Consiglio Federale e del Consiglio di Stato

La lista di tutte le misure adottate nel corso della pandemia Covid-19 in ordine temporale. Articolo aggiornato periodicamente.

Aggiornamento del 11 ottobre

Coronavirus – Entrano in vigore le nuove disposizioni per i test

Aggiornamento del 1° ottobre

Coronavirus: il Consiglio federale pianifica un’offensiva di vaccinazione – com. stampa del Consiglio federale
Coronavirus: prorogata la procedura di conteggio sommaria relativa al lavoro ridotto – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 24 settembre 2021

Coronavirus: test gratuiti per chi attende la seconda dose di vaccino – com. stampa del Consiglio federale
Coronavirus: entrata in Svizzera
Entrata in Svizzera – Modulo di notifica del test dopo 4-7 giorni

Aggiornamento del 17 settembre 2021

Coronavirus: nuove regole per l’entrata in Svizzera e per il rilascio del certificato COVID alle persone vaccinate all’estero – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento dell’8 settembre 2021

Coronavirus: il Consiglio federale estende l’obbligo del certificato e pone in consultazione nuove disposizioni per l’entrata in Svizzera – com. stampa del Consiglio federale -> MISURA VALIDA DAL 13.9.2021 AL 24.01.2022.

Obbligo di test per il personale sanitario e sociosanitario non vaccinato e certificato Covid per i visitatori delle strutture sociosanitarie – com. stampa cantonale

Aggiornamento del 16 agosto 2021

«Non rimandare: fatti vaccinare.»: L’UFSP avvia una nuova campagna di informazione sulla vaccinazione anti-COVID-19 – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento dell’11 agosto 2021

Coronavirus: il Consiglio federale mantiene i provvedimenti di protezione e invita la popolazione a farsi vaccinare – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 9 luglio 2021

L’UE riconosce il certificato COVID svizzero – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 30 giugno 2021

Coronavirus: introduzione di un «certificato light» con dati ridotti al minimo – com. stampa del Consiglio federale
Coronavirus: il Consiglio federale presenta la strategia per i prossimi mesi – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 23 giugno 2021

Coronavirus: aumento della durata di riscossione del lavoro ridotto e proroga della procedura semplificata – com. stampa del Consiglio federale

Coronavirus: il Consiglio federale decide nuovi, grandi allentamenti e agevola l’entrata in Svizzera – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 18 giugno 2021

Coronavirus: prolungamento del diritto all’indennità di perdita di guadagno – com. stampa del Consiglio federale
Coronavirus: il Consiglio federale lancia la strategia di transizione per la politica economica – com. stampa del Consiglio federale
Coronavirus: ultimi adeguamenti dell’ordinanza COVID-19 casi di rigore a favore delle imprese particolarmente colpite – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento dell’11 giugno 2021

Coronavirus: implicazioni per la sicurezza sociale in un contesto internazionale – com. stampa del Consiglio federale

Coronavirus: il Consiglio federale avvia la consultazione sulla quinta fase di riapertura– com. stampa del Consiglio federale

Coronavirus: il Consiglio federale intende agevolare ulteriormente l’entrata in Svizzera dal 28 giugno 2021– com. stampa del Consiglio federale

Coronavirus: adeguamento delle misure nell’ambito dell’indennità per lavoro ridotto– com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 26 maggio 2021

Pandemia di coronavirus: il Consiglio federale pianifica la normalizzazione della politica economica – com. stampa del Consiglio federale
Coronavirus: quarta fase di riapertura più importante del previsto – com. stampa del Consiglio federale
Grandi eventi nel Cantone Ticino – com. stampa cantonale

Aggiornamento del 19 maggio 2021

Coronavirus: il Consiglio federale concretizza l’impiego del certificato COVID – – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 12 maggio 2021

INFOGRAFICHE CANTONALI: TEST DI MASSA NELLE AZIENDE – FILE 1FILE 2

Coronavirus – «Scudo di protezione» per le grandi manifestazioni – com. stampa cantonale

Coronavirus: il Consiglio federale adotta la strategia per i prossimi mesi e apre la consultazione sulla quarta fase di riapertura – com. stampa del Consiglio federale

Pandemia di coronavirus: modifica della legge COVID-19 riguardante l’indennità di perdita di guadagno e lo sport – com. stampa del Consiglio federale

Coronavirus: estesa a 24 mesi la durata massima del diritto all’ILR – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 5 maggio 2021

Adeguamento della Prestazione ponte COVID – com. stampa cantonale

Aggiornamento del 28 aprile 2021

Coronavirus: più sicurezza per la pianificazione di grandi manifestazioni a partire da luglio – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 21 aprile 2021

Coronavirus: il Consiglio federale intende procedere con un modello a tre fasi – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 14 aprile 2021

Coronavirus: prossima fase di riapertura il 19 aprile – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 31 marzo 2021

Coronavirus: il Consiglio federale adegua l’ordinanza COVID-19 casi di rigore e l’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno – com. stampa del Consiglio federale
Coronavirus: rafforzamento del sostegno al settore della cultura – com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 26 marzo 2021

Coronavirus: piano cantonale per i test di massa

Aggiornamento del 19 marzo 2021

Coronavirus: dal 22 marzo allentamenti per gli incontri privati; rinviate ulteriori riaperture a causa dell’aumento delle infezioni – com. stampa del Consiglio federale
Coronavirus – Adattamento delle disposizioni cantonali

Aggiornamento del 12 marzo 2021

Coronavirus: consultazione sull’avvio della seconda fase di riapertura nonostante la fragilità della situazione – Com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 5 marzo 2021

Coronavirus: il Consiglio federale vuole accompagnare le riaperture con una strategia di test gratuiti per tutti – Com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 24 febbraio 2021

Coronavirus: il Consiglio federale decide prime riaperture prudenti dal 1° marzo – Com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 17 febbraio 2021

Coronavirus: il Consiglio federale amplia il sostegno alle grandi imprese e alle persone disoccupate

Coronavirus: il Consiglio federale prevede prime riaperture prudenti dal 1° marzo

Aggiornamento del 29 gennaio 2021

Presentazione ufficiale della conferenza stampa del DFE del 29.1.2021 sul tema dei casi di rigore in Ticino

Sito web di riferimento cantonaleattivo dal 1.2.2021

Aggiornamento del 27 gennaio 2021

Coronavirus: assunzione dei costi dei test sulle persone senza sintomi e adeguamento delle regole sulla quarantena – Com. stampa del Consiglio federale

Coronavirus: il Consiglio federale potenzia il programma per i casi di rigore e l’assicurazione contro la disoccupazione – Com. stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 13 gennaio 2021

Coronavirus: il Consiglio federale prolunga e inasprisce i provvedimenti – Comunicato stampa del Consiglio federaleMISURE IN VIGORE DAL 18 GENNAIO 2021

Coronavirus: la Confederazione estende il sostegno fornito con i programmi per i casi di rigore

Aggiornamento del 6 gennaio 2021

Coronavirus: ristoranti e strutture per la cultura, il tempo libero e lo sport chiusi sino a fine febbraio – Comunicato stampa del Consiglio federale

Aggiornamento del 30 dicembre 2020

Coronavirus: il Consiglio federale rinuncia a inasprire i provvedimenti

Aggiornamento del 18 dicembre 2020

Coronavirus – Disposizioni cantonali per le festività
Flyer – Disposizioni particolari in vigore dal 22 dicembre al 22 gennaio 2021

Coronavirus: il Consiglio federale inasprisce i provvedimenti e chiude ristoranti e strutture per la cultura, il tempo libero e lo sportMISURE VALIDE DAL 22.12.2020
Coronavirus: il Consiglio federale adegua l’ordinanza casi di rigore e l’ordinanza perdita di guadagno
Coronavirus: rafforzato il sostegno al settore della cultura
Coronavirus: il Consiglio federale disciplina i dettagli per i contributi a fondo perso a favore dello sport di squadra
Coronavirus: proroga e ripristino delle misure in materia di indennità per lavoro ridotto

Tutte le misure del 2020 in ordine temporale

La contabilità digitale è un’opportunità da cogliere per le PMI

La contabilità, insieme alla gestione finanziaria di un’azienda, rappresenta uno dei punti chiave nella progettazione strategica e monetaria delle diverse attività a livello economico. Se ad essa allineiamo il progresso tecnologico, emergono nuove e interessanti opportunità. Quali?

Abbiamo risposto a questa domanda nel webinar del 5 ottobre scorso, organizzato dalla Cc-Ti, a cui è intervenuto John Muschietti, Direttore Fidigit SA, introdotto da Lisa Pantini, Responsabile Relazioni con i soci Cc-Ti.

Dal 1400…

La nascita della contabilità si fa risalire a Frà Luca Bartolomeo de Pacioli, frate e matematico italiano che nel quindicesimo secolo, pubblicò per primo un lavoro sulla partita doppia, pilastro fondamentale del sistema contabile contemporaneo.
L’evoluzione del sistema contabile nel tempo è illustrata nel grafico sottostante, che evidenzia le principali operazioni (imputazione, calcolazione e visualizzazione) e i relativi cambiamenti.

… fino ad oggi

Parlando di contabilità digitale si fa inevitabilmente riferimento alla moltitudine di interconnessioni esistenti fra le diverse sezioni di un’azienda. Esistono procedure e strumenti che possono andare a sostenere i processi rendendoli più snelli.

Possiamo citare, ad esempio: lo sviluppo dei pagamenti e l’avvento della fattura QR, che entro un anno sostituirà la polizza di versamento PVR, in attesa dell’adozione definitiva dell’e-bill.
In merito all’archiviazione delle fatture è oggigiorno possibile ricorrere ad archivi digitali a norma di legge che permettono di risparmiare spazio e costi.
L’“Employee self-service”, il cosiddetto portale dei dipendenti, consente di eseguire una pluralità di operazioni, tra cui il rilevamento ore, la manutenzione anagrafica e la visualizzazione dei differenti dossier.
Grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, la registrazione delle spese può avvenire in tempo reale, da remoto e in modo totalmente automatico tramite smartphone. Le stesse condizioni valgono anche anche per l’electronic banking, che facilita lo svolgimento delle procedure dal proprio gestionale.
Servendosi di strumenti di Business Intelligence, i dati disponibili sui dispositivi possono essere visualizzati velocemente e in panoramica, per meglio comprendere le proprie attività e conseguentemente adottare strategie mirate.
Lo standard xBRL – non ancora utilizzato in Svizzera a differenza che in altri Paesi come, per esempio, la Germania – ha la funzione di automatizzare l’interazione fra la reportistica aziendale e le sue controparti.

Le possibilità per digitalizzare i processi interni alle aziende sono numerose e diversificate, occorre quindi iniziare a valutarle per tempo, dato il repentino progresso tecnologico. Un partner affidabile e su cui contare per una consulenza mirata è la buona strada da cui iniziare.


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Dal Ticino all’Intelligenza Artificiale: ecco Visium

Abbiamo intervistato Matteo Togninalli, Chief Operating Officer di Visium SA

La parola a Matteo Togninalli, figlio del nostro territorio e, ormai, imprenditore di successo nel mondo. Come è nato questo percorso? Un sogno partito alla grande già dal Ticino? Una passione da sempre?

Da sempre, mi sono appassionato per le scienze e la tecnologia. Al momento del liceo, ho cominciato ad interessarmi all’imprenditoria: era infatti uno dei migliori modi per facilmente diffondere nuovi progressi tecnici. Questa realizzazione fu anche il motivo che mi ha spinto verso il politecnico. La passione per le startup è poi sbocciata ai primi contatti con il mondo universitario, dopo aver partecipato a vari eventi sul campus. Fondare e far crescere una ditta è quindi diventata un’evidenza e sapevo che sarebbe stato il mio percorso dopo gli studi.

“Rendere l’Intelligenza Artificiale accessibile a tutti”, visione e/o missione della sua azienda?

Matteo Togninalli

Esattamente, Visium sviluppa programmi di intelligenza artificiale su misura per le imprese. Dal mio primo contatto con questa tecnologia, mi sono reso conto del suo enorme potenziale per gran parte delle attività economiche. Il problema è che, fino al 2016, rimaneva principalmente nelle mani delle grandi industrie internet (GAFAM) o dei laboratori universitari. Quando, durante una cena a Zurigo, Alen mi ha parlato della sua idea di renderla accessibile al resto delle imprese attraverso servizi e prodotti, mi sono immediatamente entusiasmato. Abbiamo quindi cominciato a lavorare su Visium, con l’obiettivo di creare un nuovo attore svizzero ed europeo che possa rispondere a questo bisogno sempre più marcato.

Quali i percorsi di ricerca e i successi che l’hanno resa più soddisfatto e creato sempre nuovi entusiasmi?

Il percorso di studi è stato senz’altro un momento meraviglioso. L’EPFL mi ha offerto la possibilità di soggiornare a due riprese negli Stati Uniti, dove, oltre che a legare amicizie per la vita, ho potuto osservare e prendere ispirazione dalla mentalità “can-do” americana, specie nel mondo imprenditore. Svolgere la mia tesi di master a Stanford, nel cuore della Silicon Valley, è stata la più grande opportunità che ho avuto e mi ha fortemente marcato, in particolare per le mie avventure imprenditori. In seguito, durante il dottorato, l’ETHZ mi ha permesso di viaggiare a grandi conferenze di machine learning attraverso il mondo, dove ho potuto scambiare idee con brillanti ricercatori e prendere ispirazioni per nuovi approcci tecnici. Ultimamente, poter capire le specificità di diverse industrie grazie ai progetti con i nostri clienti è affascinante. Sono quindi le discussioni e gli scambi con altre persone che mi ispirano e continuano a farlo: c’è così tanto da imparare!

Sinergie con grandi aziende e sinergie con piccole aziende. Come progettare a misura, tenendo conto del costo dell’investimento e traducendolo in successo. Quali parametri di analisi dovrebbe affrontare un’azienda per verificare la propria posizione sul mercato? A chi si rivolge Visium?

Investire in progetti di intelligenza artificiale porta sempre dei ritorni. Noi li classifichiamo in ritorno misurabile (il valore aggiunto economico), ritorno strategico (benefici legati agli obiettivi strategici e competitivi della ditta) e il ritorno in capacità (legato alla maturità tecnologica e IA dell’impresa). Anche se a volte i ritorni economici di un progetto di IA non appaiono da subito, gli altri benefici sono sempre sinonimi di progresso immediato per la ditta. Da Visium, abbiamo cominciato a lavorare con piccole e medie imprese e ora accompagniamo principalmente grandi multinazionali per imperativi di crescita. Il nostro obiettivo essendo di democratizzare l’accesso all’IA, stiamo reinvestendo i benefici per sviluppare una serie di prodotti generali e finanziariamente accessibili a tutte le imprese. Per esempio, stiamo per lanciare SalesHunter, un programma che permette ai rappresentanti di vendita di sapere quali prodotti raccomandare ai loro clienti per aumentare le loro vendite.

Dal Ticino, all’America, a Zurigo per formare un team vincente. Quali consigli e caratteristiche per i nuovi imprenditori del futuro? I know-how per questo settore? Come scegliere i compagni di viaggio (soci, collaboratori, …)?

Lanciare una ditta nel mondo informatico non è mai stato così semplice e poco costoso: le risorse abbondano e ci sono migliaia di buone idee. Quello che ci vuole, è il coraggio di lanciarsi. E spesso, è molto più facile trovare questo coraggio quando non si è soli. Sono infatti immensamente grato ad Alen e Timon, con cui continuiamo a motivarci dopo quasi 4 anni, perché sarebbe impossibile altrimenti. Quello che conta per un buon cofondatore, è trovare persone che hanno la stessa etica del lavoro e la convinzione di potercela fare, possibilmente con talenti complementari. Per i collaboratori invece, è molto importante ingaggiare persone che credano nella visione ditta e che non si scoraggeranno alle prime difficoltà. Da noi, questa qualità prevale sulle altre al momento di scegliere i candidati.

Visium è ubicata presso l’Innovation Park a Losanna e presso il Technopark a Zurigo; e mira a raggiungere i 100 collaboratori entro il 2022. Quale panorama si immagina ancora per la vostra azienda?

Vogliamo rendere Visium un vero attore internazionale nel mondo dell’IA. Sarebbe l’occasione perfetta di rimettere la Svizzera e l’Europa sulla mappa mondiale dell’IA e delle tecnologie dell’informazione, attualmente dominata dagli Stati Uniti e dalla Cina. Per fare questo, spingiamo lo sviluppo dei nostri prodotti, più facilmente esportabili, e stiamo iniziando altre collaborazioni a livello europeo.

Fuori e dentro casa: una giornata “smart”

Il neologismo Internet delle cose (IoT, acronimo dell’inglese “Internet of things”) fa riferimento all’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. Concetto che, fino a poco tempo fa, poteva apparire la trama avvincente di un film futuristico, oggi è invece una realtà concreta in continua evoluzione.
Cosa significa – nello specifico – vivere una giornata smart?

Possiamo incrementare le prestazioni e usufruire delle possibilità offerte dai diversi strumenti che abbiamo in uso, ottimizzando i consumi e permettendo l’integrazione di diverse funzioni interessanti che rendono la nostra vita, più “vita”.
Stare a casa, spostarsi, essere in azienda, sulla strada, in città o in un altro Paese… abbiamo oggi la possibilità di gestire al meglio i nostri progetti e i nostri itinerari.

Abbiamo riflettuto su questo tema e sulle sue numerose sfaccettature durante il webinar del 29 settembre scorso, organizzato dalla Cc-Ti in collaborazione con Swisscom, a cui sono intervenuti Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti; Carmen Lüthi, Formatrice Swisscom Academy; Massimo Redigolo, Head of sales autoSense e Marco Doninelli, Direttore UPSA Ticino.

Nella quotidianità…

Con l’espressione “casa smart” si fa riferimento ad un’abitazione interconnessa, il cui scopo è rendere più facile, piacevole e sicura la vita di chi vi abita.

Grazie ad una singola applicazione per smartphone e alla rete di dispositivi connessi al router tramite WiFi capaci di raccogliere, analizzare e condividere determinate informazioni è per esempio possibile accendere/spegnere luci e apparecchi elettronici, attivare e controllare impianti di sicurezza, monitorare e interagire con il proprio animale domestico, il tutto automaticamente o a distanza in qualsiasi momento con un semplice click.

…per gli spostamenti in auto

La tecnologia (come quella di Swisscom) non si limita però esclusivamente al pacchetto “smart home”, ma con la collaborazione di autoSense (ad esempio) si passa al mondo delle quattro ruote.

autoSense, infatti, fornisce i dati necessari per la creazione di una serie di servizi e vantaggi a favore degli automobilisti. Tra questi, per esempio, la possibilità di usufruire all’interno della vettura della stessa funzione WiFi di cui disponiamo a casa (senza più dover ricorrere all’attivazione dell’Hotspots), la facoltà di gestire in autonomia un diario di bordo digitale o quella di restare in contatto 7/24 con il proprio garage di fiducia che è a conoscenza di tutte le informazioni utili riguardo al veicolo anche in caso di soccorso.
In associazione con l’app Easypark, disponibile in tutta Europa e in 600 città svizzere, è inoltre possibile pagare il parcheggio con il cellulare soltanto per il tempo di sosta realmente sfruttato.

Focus sul settore automobilistico

Rispetto a qualche anno fa la scelta dell’automobile in merito all’aspetto della produzione si è notevolmente ampliata: non più solo benzina o diesel ma anche gas, ibride mild, full o plug-in ed elettriche a batteria o idrogeno. I fattori determinati da considerare al momento dell’acquisto sono molteplici come, per esempio, il numero di km percorsi giornalmente, la possibilità di cui si dispone per fare rifornimento e l’importo che si è pronti a spendere.

Oggigiorno l’elettronica non è più solo al servizio della meccanica nel processo di costruzione dei veicoli ma anche nell’ideazione e progettazione dei software.
E se è vero che al momento la vendita online di vetture rimane poco diffusa a causa della complessità del processo di configurazione, essa verrà agevolata in misura sempre maggiore dalla tendenza a costruire autoveicoli forniti di tutto (sensori, sistemi elettronici, ecc.) con la possibilità per l’acquirente di comprare e attivare comodamente dal proprio domicilio tramite un portatile i servizi che desidera.

La vettura interconnessa

Molteplici sono le applicazioni che attualmente abbiamo a disposizione per gestire da remoto l’automobile. Esse ci consentono di localizzare in qualsiasi momento la vettura, di controllarne lo stato (olio, freni, pneumatici, livello batteria, ecc.) ed eventuali malfunzionamenti (con la relativa organizzazione di servizi di manutenzione) così come di inviare a distanza dei comandi. Si stanno inoltre sviluppando delle app che permetteranno di fare diagnosi a lungo raggio (sulla base, per esempio, dei rumori prodotti dal veicolo) o valutazioni immediate di danni in caso di incidente. Si prevede poi che entro i prossimi due anni lo smartphone rimpiazzerà la chiave di accensione e che in un futuro prossimo l’automobile elettrica fungerà da accumulatore di energia per l’economia domestica. Riguardo al raggiungimento del livello sei della guida autonoma si stima invece – anche in virtù di ragioni giuridiche oltre che tecniche – un’attesa di ancora una ventina d’anni.

Informazioni utili da condividere nelle riflessioni strategiche anche per una PMI o un’azienda che deve gestire il proprio parco veicoli.

Una questione di energia

La necessità dell’approvvigionamento energetico è oggi un argomento da tenere in considerazione.
L’energia serve ad alimentare gli strumenti che utilizziamo nella nostra quotidianità (a livello professionale e personale), resi sempre più performanti ed efficaci, grazie al progresso tecnologico.
Occorre dunque che le discussioni sulle tematiche dell’energia siano condotte con riflessioni che inglobino le diverse forme di produzioni energetiche possibili, senza dimenticare il contesto.


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DOCUMENTI UTILI
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– Leggi gli articoli Cc-Ti sul tema “energia

Le criptovalute al servizio dell’imprenditore

Non ci sono più dubbi che le criptovalute, le valute digitali emesse tramite la tecnologia blockchain, sono un fenomeno destinato a rimanere nel tempo.

In sempre più Paesi i legislatori hanno sancito le regole per l’emissione e la custodia di criptovalute; imprese del calibro di Tesla, Square e Space X hanno pubblicamente annunciato di detenere bitcoin nelle loro tesorerie e praticamente tutti gli Stati si stanno preparando all’emissione delle Central Banks Digital Currencies, ovvero le criptovalute emesse dalle banche centrali. In questo contesto sempre più imprenditori stanno scoprendo l’uso delle criptovalute per la propria attività. In questo contributo vogliamo spiegare come, anche grazie a degli esempi concreti.

Pagamento in criptovalute

Il numero di società che accettano pagamento in criptovalute continua a crescere, anche in Svizzera. Non vi è soltanto il Cantone Ticino, che ad aprile ha deciso di lanciare un progetto pilota per l’accettazione di pagamenti in bitcoin, ma anche imprese storiche, come il Grand Hotel Dolder di Zurigo, i colossi dell’e-commerce quali Digitec e Galaxus, casse malati come Atupri, rivenditori di automobili del calibro di Kessel fino ad arrivare a bar, ristoranti, macellerie, fioristi e persino studi legali. Il motivo di questa decisione è semplice: il pagamento in criptovalute è immediato e con (potenziali) costi minori rispetto a quelli generati da sistemi quali PayPal o le carte di credito, con la rosea prospettiva di abbassare ulteriormente questi costi grazie ai prossimi accorgimenti tecnici, che permetteranno anche di ridurre il consumo energetico di queste valute. Inoltre, vi sono sempre più persone che hanno una parte importante del loro patrimonio in criptovaluta e preferiscono “spendere” direttamente queste valute invece di doverle prima cambiare in denaro con corso legale. Offrire il pagamento in critpovalute permette dunque di attrarre un nuovo tipo di clientela.

Gamification del rapporto con il cliente

La gamification è quel processo che utilizza meccanismi tipici del gioco per rendere gli utenti o i potenziali clienti partecipi delle attività dell’impresa e interessarli ai servizi offerti. Tramite un token (così è chiamata una criptovaluta emessa da un terzo) un’impresa può creare un processo di gamification con il suo potenziale cliente per invogliarlo a utilizzare i propri servizi. Ad esempio, Yuh, la piattaforma finanziaria creata in joint venture da Swissquote e Postfinance, usa un token chiamato Swissqoin per remunerare le azioni svolte da propri utenti (un pagamento, un investimento, l’introduzione di nuovi clienti). Più il cliente è attivo, maggiore è il numero di token che riceve. I token sono comunque limitati in numero e dunque gli utenti più attivi avranno un vantaggio maggiore rispetto agli altri. Per dare un valore al token la società investe parte dei suoi ricavi nello Swissqoin, generando così un guadagno per i suoi utenti. Un altro esempio dell’uso dei token è quello della Città di Lugano con il LVGA token. Invece di concedere uno sconto ai titolari della Lugano Card, come fatto in passato, la città paga l’importo dello sconto in LVGA token, di fatto un token coperto in rapporto 1:1 con il franco. L’interesse della città di Lugano per questa pratica? In questo modo i vantaggi concessi ai detentori della Lugano Card possono essere spesi solo all’interno del circuito e non, ad esempio, all’estero. Questi sono solo due esempi, ma se ne possono immaginare a centinaia.

Corporate governance e finanziamento dell’impresa

La maggiore innovazione portata dalle criptovalute è probabilmente la possibilità di tokenizzare le azioni della propria società (dunque invece di avere le azioni in formato cartaceo possederle in formato digitale). La grande innovazione è la possibilità di automatizzare tutto il processo di governance dell’impresa (votazioni in assemblea, aumenti di capitale sociale, ecc..). Già oggi esistono diverse piattaforme che permettono alle società di digitalizzare la propria governace, permettendo non soltanto un risparmio di tempo, ma anche una maggiore certezza e garanzia delle decisioni prese, che sono registrate sulla blockchain, conferendo agli azionisti e agli organi un portale che permette di avere una visione generale sulle attività svolte dalla società fornendo un’importante trasparenza sulla governance societaria. Le azioni tokenizzate permettono poi alla società di raccogliere capitali tramite i mercati decentralizzati, delle vere e proprie borse gestite non da persone ma da algoritmi, che ne garantiscono il corretto funzionamento. La differenza tra questo tipo di quotazione e quella tradizione risiede nell’enorme risparmio di tempo e denaro che la quotazione in un mercato decentralizzato richiede. Se solo società ben strutturate e disposte a spendere centinaia di migliaia di franchi possono permettersi di entrare nella borsa ordinaria, la quotazione alle borse decentralizzate è alla portata di tutti e necessità solo della pubblicazione di un adeguato prospetto. Non vi sono spese da pagare, poiché si usa un algoritmo e non una borsa regolata, e non è necessario l’intervento di una banca d’affari, concedendo così a tutti la possibilità di quotare le proprie azioni e finanziare la propria impresa. È la democratizzazione della finanza, che è uno degli scopi del movimento legato alle criptovalute. Si tratta chiaramente di un mercato ancora giovane, con i rischi tipici di questa tecnologia, ma che con una liquidità di 140 miliardi di dollari non ha nulla da invidiare ai mercati tradizionali.

Automatizzazione dei processi

Le criptovalute sono considerate le valute di Internet perché sono completamente digitali e permettono, con estrema facilità e senza necessità di una conoscenza tecnica particolare, di automatizzare i processi aziendali. Questo aspetto delle criptovalute è ancora forse poco visibile, ma molto promettente. I primi esperimenti sono stati fatti con il pagamento da parte senza la necessità di un intervento umano. Ad esempio, se un aereo atterra in ritardo, l’informazione è trasmessa in automatico ad uno smart contract (una regola codificata nella blockcain) che gestisce i pagamenti dovuti a lle persone coinvolte. Un altro esempio è quello del frigorifero intelligente in grado di rilevare che il latte è finito e che ora potrà anche comprarlo autonomamente effettuando il pagamento tramite criptovalute e farlo consegnare a casa. I processi di automatizzazione con le criptovalute sono enormi, quando (non se!) tutti i pagamenti avverranno tramite la tecnologia della blockchain ricordiamo che gli Stati stanno emettendo le loro criptovalute e che pertanto questo fatto sarà reale) si potranno sviluppare algoritmi che in automatico e praticamente in tempo reale eseguiranno la contabilità, la revisione, le dichiarazioni fiscali e tanti altri oneri dell’impresa. Insomma, la blockchain e le criptovalute potranno veramente semplificare di molto la burocrazia che oggi attanaglia gli imprenditori.

L’economia del domani sarà sempre più digitale e le criptovalute avranno un grande ruolo da giocare. Per questo è importante che ogni impresa capisca da subito il loro funzionamento e colga al più presto la potenzialità di questa nuova tecnologia.


Articolo a cura di Lars Schlichting, Avvocato, LL.M., Partner Kellerhals Carrard Lugano SA

Tassare i robot?

I robot esistono da una quarantina d’anni, ma solo con l’inizio di questo secolo sono diventati una presenza sempre più diffusa nell’industria e nei servizi. Una realtà che, come succede con tutte le n nuove tecnologie, attrae e spaventa, sollevando timori, in particolare, per i suoi effetti sull’occupazione.

Paure amplificate a dismisura da un’insidiosa tecnofobia che lascia del tutto in ombra i vantaggi dell’automazione sia per le aziende che per i dipendenti, aprendo la strada a proposte che penalizzerebbero l’innovazione, invece d’incoraggiarla. Una visione allarmistica nella quale il ricorso intensivo alla robotica sostituirà progressivamente i lavoratori, creando un esercito di nuovi disoccupati. Di conseguenza diminuiranno anche le entrate fiscali per lo Stato. Dunque, non potendo più tassare questi lavoratori si dovrebbero tassare i robot, per assicurare un adeguato gettito fiscale in grado di finanziare i sistemi previdenziali e i piani d’intervento per aiutare e reinserire nel mondo del lavoro chi ha perso l’impiego.

Una soluzione sostenuta per primo da Bill Gates, il fondatore di Microsoft, rilanciata a Bruxelles dalla deputata socialista Mady Delvaux, ma bocciata dall’Europarlamento, riproposta in Francia dall’ex Ministro del PS Benoît Hamon e dettagliatamente argomentata in Svizzera nel saggio “Taxer les robots – Aider l’économie à s’adapter à l’usage de l’intelligence artificielle” di Xavier Oberson, Avvocato, Professore e fiscalista ginevrino (ospite alla prossima 104esima Assemblea Generale Ordinaria della Cc-Ti del 15 ottobre 2021).

Xavier Oberson suggerisce di tassare uno stipendio “teorico” per l’utilizzo di un robot che corrisponda al salario che l’azienda avrebbe pagato ad un dipendente. Un po’ sul modello del valore locativo che tassa un canone d’affitto teorico. Così, dal profilo delle entrate fiscali, non ci sarebbe differenza alcuna tra l’ assumere un lavoratore o impiegare un robot. Quello che a prima vista sembrerebbe “l’uovo di Colombo” della nuova fiscalità ai tempi della trasformazione digitale, è una soluzione controproducente.

Innanzitutto, bisogna sgomberare il campo dalla falsa credenza secondo cui i robot si “mangiano i posti di lavoro”. È vero piuttosto il contrario. Numerosi studi hanno ampliamente documentato che i Paesi dove più diffusi sono i robot, ad esempio Giappone, Corea e Germania, sono quelli che hanno un tasso di disoccupazione tendenzialmente più basso. Ciò che si registra invece come una costante in questi Paesi è un aumento della qualificazione necessaria per l’impiego. L’utilizzo massiccio della robotica ha, difatti, creato nuove mansioni e nuove figure professionali, anche nel nostro Paese che conta una media di 146 robot industriali ogni 10mila dipendenti, per un totale che l’anno scorso ha toccato le 422mila unità installate.

Queste macchine tecnologicamente avanzate, impiegate nelle imprese per ottimizzare e velocizzare i processi produttivi, contribuiscono, in definitiva, alla creazione di valore che viene già tassato in quanto reddito da capitale. E all’imposte dirette si aggiunge l’IVA, che viene prelevata sull’insieme del valore creato, compreso quello generato dalla robotica. Un’imposta supplementare significherebbe tassare direttamente la tecnologia, ostacolando e scoraggiando di fatto quell’innovazione che salvaguarda la competitività delle aziende. È come se in passato si fossero tassati i telai meccanici, le seghe elettriche, le ruspe o i trattori perché eliminavano posti di lavoro, senza considerare i benefici produttivi, sociali e occupazionali che ne sono poi derivati. Qualcuno ha giustamente ricordato che se negli anni ‘80 si fossero tassati i pc e i loro software, che hanno cancellato in tutto il mondo decine di milioni di impieghi, si sarebbe sicuramente frenato lo sviluppo dell’informatica e, probabilmente, anche la Microsoft di Bill Gates non sarebbe quella che è oggi.

Un equivoco sul digitale

L’idea di un’imposta specifica su queste macchine intelligenti s’inscrive nella storia di una frenesia impositiva che ha già visto proporre tasse sulle e-mail, su Internet o sulle microtransazioni finanziare, in poche parole sull’uso del digitale nella produzione di merci e servizi. Ma oggi con sistemi economici sempre più informatizzati, interconnessi e interdipendenti è arduo persino distinguere o tracciare dei confini netti tra l’economia digitale e quella tradizionale. Anzi, autorevoli studiosi sostengono che siamo già entrati nell’era post-digitale. Un’epoca in cui il “digitale” non è più solo un vantaggio competitivo, ma il requisito minimo per poter restare sul mercato, dove le fortune di un’azienda dipenderanno dalla capacità di utilizzare una molteplicità di tecnologie diversificate.

La robotica è un elemento centrale di questo “requisito minimo, ed è un settore in forte espansione. L’International Federation of Robotics ha calcolato un tasso di crescita esponenziale dei robot negli ultimi sei anni, con punte del più 30% di vendite nel 2017 a livello mondiale, rispetto all’anno precedente, per poi stabilizzarsi su un incremento annuo del 6% che dovrebbe mantenersi sino al 2030. Tentare di rallentare questo trend, usando il freno fiscale, significherebbe inceppare quel progresso tecnologico che permette di creare nuova ricchezza di cui beneficia tutta la società.
È ormai assodato che robotica e automazione accrescono la produttività delle imprese e la loro competitività internazionale. È solo grazie a questa maggiore creazione di valore che si possono ben retribuire i dipendenti, offrire nuovi posti di lavoro e contribuire alla prosperità generale. Solo garantendo, e non mortificando con nuove imposte, l’efficienza economica e la competitività delle aziende, non diminuiranno la produzione di ricchezza né le entrate fiscali per lo Stato.

Vantaggi, più che svantaggi

L’utilizzazione della robotica presenta numerosi vantaggi di cui beneficiano non solo le aziende ma anche i lavoratori. Innanzitutto, l’accresciuta competitività di un’economia rappresenta un notevole a tout soprattutto per quei Paesi, come la Svizzera, dove i costi del lavoro e degli altri oneri aziendali sono molto elevati, offrendo una risorsa risolutiva agli imprenditori per non essere costretti a delocalizzare all’estero, là dove i costi sono di gran lunga inferiori, produzione, know-how e impieghi. In secondo luogo, la presenza dei robot migliora la sicurezza e l’ergonomia sui posti di lavoro, aiutando o sostituendo del tutto i dipendenti nelle operazioni più faticose, ripetitive o pericolose. Sgravare la manodopera da questi compiti, significa liberare intelligenza produttiva, riorientando competenze ed esperienza professionale verso più avanzate e gratificanti funzioni. Non per nulla oggi si parla di “intelligenza collaborativa” tra uomo e macchine, non solo per aumentare le performances aziendali, ma come fine di un progresso tecnologico che non si sviluppa per sostituirsi all’uomo, quanto piuttosto per potenziare le sue capacità.

Un’evoluzione che con l’affermarsi del digitale e dell’intelligenza artificiale, vede nel propagarsi della “cobotica” (la robotica collaborativa) il suo sbocco naturale. Secondo un recente report di Morgan Stanley, la robotica collaborativa, che attualmente copre appena il 5% all’anno delle installazioni a livello globale, nel giro di un decennio arriverà al 17%, grazie al progressivo perfezionamento e alla riduzione dei prezzi una volta superato lo stadio di sviluppo iniziale. I cobot di nuova generazione poco ingombranti, progettati proprio per affiancare l’uomo nel lavoro, facili da installare e dal costo contenuto, sono ora accessibili anche alle piccole imprese.

Per l’economia si sta aprendo davvero la frontiera del post-digitale che richiederà condizioni quadro più avanzate per il mercato del lavoro, l’innovazione, la fiscalità, la formazione, la ricerca e le infrastrutture. Saranno queste condizioni quadro, e non le tasse, a far sì che lo sviluppo tecnologico non distrugga lavoro, e generi invece più ricchezza, nuovi impieghi e nuove professionalità.

Prestazioni di sostegno

Una raccolta di informazioni relative ai differenti sostegni all’economia vista la situazione pandemica Covid-19. Articolo aggiornato periodicamente.

Casi di rigore

Coronavirus: ultimi adeguamenti dell’ordinanza COVID-19 casi di rigore a favore delle imprese particolarmente colpite – com. stampa del Consiglio federale 21.6.2021

Presentazione ufficiale della conferenza stampa del DFE del 29.1.2021 sul tema dei casi di rigore in Ticino – Sito web di riferimento cantonaleattivo dal 1.2.2021

Coronavirus: il Consiglio federale potenzia il programma per i casi di rigore e l’assicurazione contro la disoccupazione – Com. stampa del Consiglio federale – 27.1.2021

Coronavirus: la Confederazione estende il sostegno fornito con i programmi per i casi di rigore – comunicato del 13.1.2021

Coronavirus: il Consiglio federale adegua l’ordinanza casi di rigore e l’ordinanza perdita di guadagno – comunicato del 18.12.2020

Coronavirus: Il Consiglio federale vuole ampliare le possibilità di sostegno alle imprese – Consiglio Federale – 11.12.2020


Previdenza professionale

Coronavirus: rinnovati i provvedimenti nel settore della previdenza professionale – 11.11.2020


Lavoro ridotto

Coronavirus: prorogata la procedura di conteggio sommaria relativa al lavoro ridotto – com. stampa del Consiglio federale del 1°.10.2021

Coronavirus: aumento della durata di riscossione del lavoro ridotto e proroga della procedura semplificata – com. stampa del Consiglio federale del 23.6.2021

Coronavirus: adeguamento delle misure nell’ambito dell’indennità per lavoro ridotto– com. stampa del Consiglio federale dell’11.6.2021

Coronavirus: estesa a 24 mesi la durata massima del diritto all’ILR – com. stampa del Consiglio federale 12.5.2021

Coronavirus: proroga delle misure in materia di lavoro ridotto19.03.2021

CF – Coronavirus: ampliamento delle misure nel settore del lavoro ridotto per contenere le ricadute economiche – 20.1.2021

Coronavirus: proroga e ripristino delle misure in materia di indennità per lavoro ridotto18.12.2020
Nuove disposizioni per l’Indennità per lavoro ridotto (ILR)NEWS DEL 5 AGOSTO 2020

Coronavirus: Indennità per lavoro ridotto: la durata di percezione è prolungata a 18 mesi – comunicato stampa del Consiglio Federale
Il preannuncio di lavoro ridotto può essere inoltrato all’autorità competente unicamente online, utilizzando l’apposito modulo online.
Altre info: Sito della Divisione dell’economia – FAQ Lavoro ridotto – Informazione per i datori di lavoro indennità LR


Indennità perdita guadagno – disoccupazione

Coronavirus: prolungamento del diritto all’indennità di perdita di guadagno – com. stampa del Consiglio federale del 18.6.2021

Coronavirus: implicazioni per la sicurezza sociale in un contesto internazionale – com. stampa del Consiglio federale dell’11.6.2021

Pandemia di coronavirus: modifica della legge COVID-19 riguardante l’indennità di perdita di guadagno e lo sport – com. stampa del Consiglio federale del 12.5.2021

Adeguamento della Prestazione ponte COVID – com. stampa cantonale 5.5.2021

Circolare sull’indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus – Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (CIC)

Coronavirus: prolungamento del diritto all’indennità di perdita di guadagno anche per i lavoratori indipendenti e le persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro indirettamente colpiti – comunicato del Consiglio Federale del 4.11.2020

Dépliant “Indennità di perdita di guadagno Corona in caso di diritto dal 17 settembre 2020

CF – Coronavirus: indennità di perdita di guadagno per il coronavirus: prolungamento in determinati casi – comunicato stampa del Consiglio federale dell’11.9.2020

Coronavirus: prolungamento delle semplificazioni nell’ambito dell’AD – comunicato stampa del Consiglio federale del 26.8.2020

Coronavirus: Assicurazione contro la disoccupazione: modifica dell’ordinanza COVID-19 AD – comunicato stampa del Consiglio federale del 12.8.2020

Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus: il diritto dei lavoratori indipendenti è prolungato fino al 16.9.2020 – comunicato stampa del Consiglio Federale

Coronavirus: termini chiari per il diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus – comunicato stampa del Consiglio Federale

Indennità per perdita di guadagno Corona per indipendenti – comunicato stampa del Canton Ticino

Disposizioni transitorie concernenti il diritto all’indennità di perdita di guadagno: diritto alle indennità per indipendenti prolungato fino al 16 maggio – comunicato stampa del Consiglio Federale

Coronavirus: estensione del diritto all’indennità di perdita di guadagno ai casi di rigore – comunicato stampa del Consiglio Federale e relativa Ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in relazione con il coronavirus (COVID-19)

Coronavirus: estensione del diritto all’indennità di perdita di guadagno ai casi di rigore – comunicato stampa del Consiglio Federale e relativa Ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in relazione con il coronavirus (COVID-19)

Traitement fiscal des prestations selon l’ordonnance sur les mesures en cas de pertes de gain en lien avec le coronavirus – documento dell’Amministrazione federale delle Contribuzioni del 6 aprile 2020

Documento informativo (edito dal Centro d’informazione AVS/AI in collaborazione con l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali) –FAQ (redatte dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS) – Modulo da compilare e spedire alla cassa di compensazione –
Circolare sull’indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus – Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (CIC)


Fideiussioni per PMI

Fideiussioni per start-up
Sito web della Confederazione dedicato “Crediti transitori per le imprese
News del 25.3.2020: Il Consiglio federale licenzia un’ordinanza di necessità concernente la concessione di crediti e fideiussioni solidali da parte della Confederazione
Altre info: Sito della Segreteria di Stato per l’economia – SECO – Regime speciale inerente le Fideiussioni per PMI (flyer SECO)


Richiesta di prestazioni complementari all’AVS/AI (PC) tramite formulario compilabile online

Sul sito dello IAS – Istituto Assic. Sociali è presente la documentazione necessaria per la richiesta di prestazioni complementari compilabile online.
Coronavirus: informazioni per i datori di lavoro e gli indipendenti


Anche le start up innovative ottengono il sostegno della Confederazione

Comunicato stampa della Cofederazione


Nuova Ordinanza Covid-19 per la cultura in vigore fino al 2021

Coronavirus: rafforzamento del sostegno al settore della cultura – com. stampa del Consiglio federale – 31.3.2021
Il DECS comunica che è online la pagina www.ti.ch/covidcultura aggiornata con le nuove indicazioni e i formulari per le richieste di sostegno finanziario in ambito culturale (valido dal 18.11.2020 al 30.11.2021)

Ritrovate l’articolo con tutti i dettagli aggiornati sulle informazioni per le aziende

Swissness: il marchio svizzero

Il prodotto proviene davvero dalla Svizzera se c’è scritto sull’etichetta? Solo se vengono seguite determinate regole.

Il mercato svizzero può vantarsi di avere un alto valore, sia per la qualità che per l’affidabilità, la precisione e l’esclusività. I consumatori svizzeri che vivono nel nostro Paese e all’estero sono pronti a cercare in modo meticoloso tali prodotti poiché confidano nelle caratteristiche sopracitate e, dove possibile, scelgono di acquistare solo prodotti nazionali e locali.
Lo “Swiss made” è, indubbiamente, un punto di forza per le aziende. Ci sono però delle regole da seguire per proteggere il marchio svizzero dagli abusi.
Un utile vademecum in merito.

Che aspetto ha la croce Svizzera?

Questo è chiaramente definito dalla legge: “un quadrato rosso con in mezzo una croce bianca”.

Su di un prodotto può essere raffigurato lo stemma svizzero?

No, lo stemma svizzero, ovvero la croce svizzera bianca su sfondo rosso quadrato è un’espressione del potere statale e un simbolo ufficiale protetto. Pertanto, le aziende private non sono autorizzate ad usufruirne per uso commerciale. Solo la Confederazione Svizzera può utilizzare questo stemma. Lo si può trovare, ad esempio, sul sito web della Confederazione ma non su un cartone del latte, anche se il contenuto proviene al 100% dalla Svizzera.

Esistono delle eccezioni?

Sì, esistono delle eccezioni nelle quali lo stemma può essere utilizzato da altre persone. Ad esempio, può essere mostrato in opere di riferimento o utilizzato nell’allestimento di un festival. Lo stemma può essere anche riportato su un bicchiere o una medaglia commemorativa per un determinato evento.

Sull’etichetta dei prodotti svizzeri può essere raffigurata la croce svizzera?

Solo se provengono effettivamente e in modo verificabile dalla Svizzera. Tuttavia, non si può pretendere alcun collegamento con la Confederazione Svizzera. L’etichetta di una bottiglia d’acqua può essere decorata con la croce elvetica esclusivamente se il contenuto proviene da una fonte svizzera, ma essa non può essere mostrata su un orologio proveniente dalla Cina

Esistono delle eccezioni anche per quanto riguarda la croce Svizzera?

Sì, in alcuni casi la croce elvetica non può essere utilizzata anche se il prodotto proviene effettivamente dalla Svizzera. Per esempio, nelle situazioni in cui essa potrebbe venire confusa con il simbolo della Croce Rossa. Questa regola vale principalmente per i prodotti nel campo medicale.

La croce svizzera può essere utilizzata come decorazione?

La croce svizzera può essere usata per decorare gli articoli turistici come le camicie, le giacche o le bretelle. L’acquirente non deve intendere la croce svizzera come un’indicazione di provenienza, ma bensì come un elemento decorativo; il prodotto non deve necessariamente essere stato fabbricato in Svizzera.

Quando si può indicare il “Made in Switzerland” su un prodotto?

Solo se il prodotto proviene effettivamente dalla Svizzera. Ciò garantisce che esso contenga davvero del materiale di origine elvetica. Lo stesso discorso vale, ad esempio, per le indicazioni «Swiss made» o «Swiss Quality» e per le immagini raffiguranti il Cervino, Guglielmo Tell o Helvetia.

Scoprire un imbroglio nell’utilizzo della croce svizzera: come procedere?

Supponiamo di acquistare un orologio da un negozio svizzero online. L’orologio viene venduto come «Swiss made» e mostra una piccola croce svizzera, ma è stato constatato che è stato prodotto in Turchia. In questo caso sono possibili le seguenti misure:

  • segnalare l’abuso all’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (e-mail: swissnessinfo@ipi.ch). La società in questione sarà informata per iscritto del proprio comportamento illecito e delle multe che potrebbero insorgere
  • informare l’associazione di categoria (per gli orologi l’Associazione dell’industria orologiera svizzera)
  • controllare la ricevuta e leggere le modalità di reso, in Svizzera, tuttavia, non esiste alcun diritto legale per gli acquisti online
  • informarsi sui propri diritti di garanzia nei termini e condizioni generali. Se vi sono indicazioni, si applica la legge in vigore e si può richiedere il rimborso.

Quando un prodotto è originario dalla Svizzera?

Con i prodotti di origine naturale è relativamente semplice: una lattuga è originaria dalla Svizzera se è stata raccolta su territorio elvetico. La carne di manzo è svizzera se l’animale ha trascorso la maggior parte della sua vita nel territorio. Un pesce è di origine svizzera se viene pescato sul suolo nazionale. Le uova sono di origine elvetica se il pollo è stato allevato in Svizzera.

Ma cosa succede quando i prodotti naturali vengono trasformati in alimenti? In questo caso almeno l’80% del peso degli ingredienti deve provenire dalla Svizzera. Mentre per i prodotti lattiero-caseari la percentuale deve essere del 100%.

Inoltre, la fase di lavorazione che conferisce al prodotto le sue proprietà essenziali deve avvenire in Svizzera. Ad esempio: la confezione Tetra Pak del latte può raffigurare il Cervino se tutto il latte che contiene proviene dalla Svizzera. Anche la trasformazione del latte in formaggio, dunque la fase di lavorazione essenziale, deve aver avuto luogo nel nostro Paese.

Sono tuttavia possibili delle eccezioni: quando i prodotti di origine naturale non esistono in Svizzera o sono momentaneamente irreperibili, essi non vengono tenuti in considerazione ai fini della regola del 60% o 80%. Anche l’acqua come ingrediente non è compresa.

Per quanto riguarda una tavoletta di cioccolato, l’80% del peso degli ingredienti, come lo zucchero e il latte, deve provenire dalla Svizzera. La proporzione di cacao non viene inclusa provenendo da un Paese estero. Per i prodotti industriali, almeno il 60% dei costi di produzione deve essere sostenuto in Svizzera, inoltre l’attività che conferisce al prodotto le sue proprietà essenziali deve svolgersi In Svizzera.

Fonte: Beobachter 16/21, adattamento Cc-Ti

La “rivoluzione” dei dati: sfide e opportunità in ambito sanitario

In ambito sanitario, l’avanzamento tecnologico va di pari passo con il progresso della medicina e quindi persegue, quale obiettivo principale, il continuo miglioramento della salute della popolazione.

Essendo un settore estremamente regolamentato, l’evoluzione tecnologica è disciplinata dalle autorità di omologazione e controllo: Swissmedic per gli agenti terapeutici, l’Ufficio federale della sanità pubblica per i prezzi dei medicamenti e ancora, nel nostro Cantone, la Commissione cantonale per l’autorizzazione di messa in esercizio di attrezzature medico-tecniche a tecnologia avanzata o particolarmente costose.
È dunque implicito che qualsiasi innovazione debba presentare, non solo un rapporto rischio/beneficio favorevole rispetto agli standard in uso, e documentato dalla ricerca clinica, ma anche una valutazione rigorosa del suo impatto sui costi della sanità. Nel rispetto di questi principi di efficacia, adeguatezza ed economicità il nostro sistema sanitario è – grazie anche alla ricerca scientifica svolta nel nostro Paese e alla nostra capacità di adottare le tecnologie più innovative – uno dei più performanti sistemi al mondo.

Nel contesto attuale, in cui siamo tutti confrontati con la pandemia COVID-19, abbiamo l’occasione di prendere coscienza non solo dell’importanza della salute del singolo ma anche del legame con la salute pubblica. Va altresì riconosciuta la solidità del nostro sistema sanitario: anche nei tempi più difficili, e grazie ad un’ottima collaborazione tra il settore pubblico e privato, è riuscito non solo a prendere a carico i pazienti COVID-19 nelle migliori condizioni possibili (rispetto allo stato delle conoscenze del momento) ma a garantire la continuità e l’accesso alle cure a tutti i pazienti, anche non COVID-19. E, bisogna aver l’umiltà di dirlo, nei primi tempi della pandemia le conoscenze rispetto a quello che stava succedendo erano estremamente limitate. In pochissime settimane un nuovo virus, totalmente sconosciuto estremamente contagioso e purtroppo anche molto pericoloso si è diffuso in tutto il mondo. La sfida, che sembrava smisurata per la comunità medica e per la scienza, ha mobilitato enormi risorse in tutto il mondo. Una forza innovativa senza precedenti ha reso possibile l’inimmaginabile: lo sviluppo e l’immissione sul mercato di diversi vaccini in meno di un anno, aprendo una nuova era nello sviluppo di nuovi farmaci. Ed è stato possibile grazie anche alla nostra capacità a generare, analizzare, interpretare e condividere dei dati, partendo dal genoma del virus e delle sue varianti.

L’avanzamento tecnologico in ambito sanitario, come in altri diversi ambiti, è in effetti ampiamente favorito dalla rivoluzione digitale in corso. I “big data” sono entrati da tanti anni nel mondo della medicina in parallelo con lo sviluppo dell’informatica. Pensiamo a tre esempi significativi, in mezzo a tanti altri:
• l’evoluzione della tomografia computerizzata e della risonanza magnetica nella diagnostica per immagini,
• l’identificazione di numerosi nuovi marcatori tumorali – grazie ad una sempre maggior comprensione dei meccanismi fisiopatologici –
• e la mappatura del genoma umano completata 20 anni fa.

Pensiamo che adesso questi dati ci aiutano a capire lo stato di salute di una persona, ci permettono, al di là di una diagnosi, di effettuare una prognosi e di prendere una decisione terapeutica. Pensiamo anche che questi dati possono essere trasmessi ovunque nel mondo per, ad esempio, chiedere una seconda opinione o seguire un paziente nei suoi viaggi. Pensiamo infine che questi dati evolvono nel tempo e che vanno quindi archiviati e monitorati. Il grande cantiere della cartella informatizzata del paziente è in corso ed i suoi obiettivi sono chiaramente descritti nell’omonima Legge Federale: “rafforzare la qualità delle cure, migliorare i processi terapeutici, accrescere la sicurezza dei pazienti e l’efficienza del sistema sanitario, nonché promuovere l’alfabetizzazione sanitaria
dei pazienti”.

Come negli altri settori, per far fronte a questa “valanga di dati” o, meglio, per coglierne i benefici, abbiamo dovuto aumentare in modo esponenziale le nostre capacità analitiche, di sintesi e d’interpretazione, grazie allo sviluppo di algoritmi specifici che permettono, ad esempio, di costruire un’immagine diagnostica o di mettere in evidenza delle anomalie – varianti – genetiche. Con questo, si sta sviluppando anche nel nostro settore, e in modo estremamente veloce, l’intelligenza artificiale. I campi di applicazione sono numerosi: cito ad esempio la ricerca clinica e lo sviluppo di nuovi farmaci, il supporto nella decisione diagnostica e/o terapeutica, la possibilità di concepire farmaci personalizzati e di produrli ad-hoc con una stampante in 3D e, non da ultimo, la telemedicina, con la possibilità di effettuare diagnosi e/o interventi chirurgici a distanza, grazie a robot capaci di adattare le proprie azioni in simbiosi con il chirurgo, intervento dopo intervento.

Se è vero da un lato che tutto questo può sembrare fantascienza, è altrettanto vero che tante di queste applicazioni sono già oggi realtà. La robotica, ad esempio, è entrata in sala operatoria da tantissimi anni come assistenza al chirurgo negli interventi di urologia, ginecologia, chirurgia addominale e otorinolaringoiatria. Esistono dei robot che permettono lo stoccaggio di dispositivi medici ed ultimamente, con la tecnologia 5G, sta aumentando la possibilità di effettuare interventi chirurgici a distanza. Un altro esempio è la medicina di precisione, o la “data driven medicine”, punto di forza dell’azienda vodese Sophia Genetics che ha sviluppato un software che, raccogliendo dati genetici e clinici di un numero crescente di pazienti, diventa sempre più “intelligente” nel capire quale terapia è più adatta ad un determinato profilo genetico (sapendo che il nostro genoma è costituito di oltre 20’000 geni) e quali sono gli effetti collaterali più probabili. Infine, cito anche l’aiuto alla decisione diagnostica in ambito radiologico – quando l’occhio del radiologo ha bisogno di un ulteriore supporto per accertare delle anomalie.

Il tema dell’avanzamento tecnologico in ambito sanitario è in sostanza piuttosto ampio, sicuramente appassionante e costantemente in fase di espansione: questa è una realtà dai numerosi risvolti positivi ma… questo non ci deve far dimenticare che la tecnologia è concepita dall’essere umano, a beneficio dell’essere umano per, specie in sanità, prendersi cura dell’essere umano!
Uno dei più grandi punti di forza nel nostro settore, e l’abbiamo visto durante questa pandemia, sono le persone.

L’intelligenza artificiale è un valido aiuto che ha già apportato e apporterà importanti cambiamenti nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura ma, ciò nonostante, non può ancora sostituirsi all’altra intelligenza, quella “emozionale”, che rimane il punto di forza e di differenziazione nella qualità della cura e nella relazione con il paziente.


Articolo a cura di Michela Pfyffer von Altishofen, Vicepresidente ACPT