Emirati Arabi Uniti: grande interesse da parte degli imprenditori ticinesi

Gli Emirati Arabi Uniti sono stati al centro dell’Evento Paese organizzato il 20 novembre presso l’Hotel Villa Sassa a Lugano dalla Cc-Ti, in collaborazione con i partner export (Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti, Credit Suisse, Euler Hermes, PwC e M. Zardi & Co).

I relatori della serata, da sinistra: Gaetano Loprieno, Gehrard Romanescu, Donald McKernan, Patricia Ceppi Bota, Valentina Rossi, Marco Arrighini, Roberto Nanni e Ruedi Büchi.

L’interesse verso gli Emirati Arabi Uniti è alto e ne è stata la prova il numeroso pubblico presente alla conferenza dedicata a scoprire questo mercato. Gli Emirati Arabi Uniti sono un hub centrale che collega il mondo occidentale con quello orientale. La Svizzera, in seno all’AELS, può inoltre godere dei vantaggi dell’accordo di libero scambio siglato con i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG) ed entrato in vigore nel 2014, ha esordito Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti. E gli EAU non mancheranno sicuramente di stupire in vista dell’Expo 2020, che renderà Dubai il fulcro mondiale dell’economia.

La perla del GCC

Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano la destinazione con il più alto volume di esportazioni svizzere tra i Paesi del GCC, ha sottolineato Ruedi Büchi, Senior Consultant Middle East di S-GE. Oltre alle classiche “tre T inglesi”, turismo, commercio e trasporti, gli EAU offrono opportunità interessanti anche in molti altri settori quali ad esempio la sanità, il medtech, le tecnologie aeronautiche e aerospaziali o ancora il cleantech, le energie rinnovabili o l’ICT. Quale migliore occasione quindi per conoscere gli EAU se non partecipare a Expo 2020? La Svizzera sarà presente con lo Swiss Pavilion, nel quale vi saranno momenti dedicati alle aziende elvetiche. Grazie al supporto di S-GE, gli imprenditori potranno attivamente prendere parte all’esposizione internazionale.

Per chi esporrà a Expo 2020, il supporto logistico sarà fondamentale. Gaetano Loprieno e Roberto Nanni di Cippà Trasporti SA suggeriscono di prepararsi per tempo e valutare l’utilizzo di un’esportazione temporanea della propria merce tramite il Carnet ATA. Gli Emirati Arabi Uniti non solo ospiteranno una fiera internazionale dai numeri da record, ma già oggi contano infrastrutture straordinarie come ad esempio il porto di Jebel Ali, il nono porto per container più grande al mondo.

Un settore di punta: il turismo

Gli EAU rappresentano una piazza interessante, ricca ed accogliente nonché facilitatrice nel fare business, ha evidenziato Gerhard Romanescu, Director di PwC. Con la giusta preparazione, possono infatti essere superati senza ostacoli le complicazioni legislative e culturali. Il turismo negli Emirati Arabi Uniti ha registrato un continuo progresso e diversificazione per diventare uno dei settori economici in maggiore crescita nel mondo. Secondo i dati presentati da Romanescu, 25 milioni di persone si recheranno a Dubai entro il 2025, portando la città ad essere la più visitata al mondo.

Rischio basso e inflazione modesta

Con un rischio di business considerato “basso”, gli EAU rappresentano un mercato relativamente sicuro. Le grandi società tendono inoltre ad avere un comportamento di pagamento adeguato. Le piccole e medie imprese possono invece rappresentare un rischio significativo di mancato pagamento, ha dichiarato Marco Arrighini, Head of Southern Region di Euler Hermes Switzerland, invitando a prestare attenzione poiché la legge sull’insolvenza non fornisce purtroppo molto sostegno.

Dall’inizio del 2019, il Paese ha subito una deflazione (2%) a causa del calo dei prezzi delle case e degli effetti dell’introduzione dell’IVA nel 2018 (5%). Nel 2019 Euler Hermes prevede che queste tendenze continueranno e che vi sarà una deflazione media per l’intero anno dell’1,4%, seguita da un ritorno a un’inflazione modesta di circa + 1,5%.

Sapersi adattare al mercato

A portare la propria esperienza diretta negli Emirati Arabi Uniti, la Soho Flordis International Switzerland SA (SFI), azienda di prodotti farmaceutici naturali presente a Bioggio – prima come Pharmanton poi come Ginsana – che oggi vende i propri prodotti in oltre 50 Paesi, come ha presentato Donald McKernan, Head of Business Unit SFI Brands. SFI è presente negli EAU da oltre 33 anni e ha saputo adattare la sua strategia di vendita per penetrare in modo efficace sul mercato.  Come spiegato da Patricia Ceppi Bota, Sales Manager Middle East di SFI, anche il packaging dei prodotti venduti nelle farmacie è stato adattato alla cultura araba. Importante inoltre tenere conto delle diverse registrazioni necessarie per poter operare sul mercato, senza inoltre sottovalutare gli aspetti logistici per giungere a destinazione nelle tempistiche previste.  


Scarica le presentazioni:

Tourism & lodging sector in Dubai, Gerhard Romanescu, Director PwC

Trade Credit Risk Insights,  Marco Arrighini, Head of Southern Region, Euler Hermes Switzerland

Business Opportunities, Ruedi Büchi, Senior Consultant Middle East, S-GE

Gli aspetti logistici, Gaetano Loprieno, ufficio Commerciale e Roberto Nanni, capo area spedizioni aereo & mare, Cippà Trasporti SA

La testimonianza aziendale, Donald McKernan, Head of Business Unit SFI Brands e Patricia Ceppi Bota
Sales Manager Middle East, Soho Flordis International Switzerland SA


La Cc-Ti ringrazia i partner export:
S-GECippà TrasportiCredit SuisseEuler HermesPwC e M.Zardi & Co SA

Germania: partner fondamentale per le aziende elvetiche

Primo partner commerciale della Svizzera, la Germania è stata al centro dell’Evento Paese della Cc-Ti, organizzato il 19 settembre presso il Grand Hotel Villa Castagnola a Lugano, in collaborazione con i partner Export (Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti, Credit Suisse, Euler Hermes, PwC e M. Zardi & Co).

I relatori, da sinistra: Alessandro Monti, Marcus Ehnle, Giovanni Narcisi, Christoph Richter, Valentina Rossi, Nadja Kolb, Aurélie Barthère, Gaetano Loprieno. 

“Il volume degli scambi commerciali tra Svizzera e il Baden-Württemberg equivale a quello con la Cina” ha esordito Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti, aprendo l’Evento Paese e sottolineando l’importanza del commercio con il partner tedesco per le nostre aziende.

Rallentamento economico in vista

La Germania è la maggiore potenza economica a livello europeo. Nonostante ciò, dai dati presentati da Aurélie Barthère, Vicepresident, Multi Asset Investment Management di Credit Suisse, risulta che la nazione tedesca stia per affrontare un periodo di recessione. La diminuzione degli ordini con la relativa riduzione dei margini aziendali, una contrazione del mercato del lavoro più evidente rispetto agli altri Paesi dell’Eurozona, ma anche un aumento della pressione politica sulla coalizione esistente sono tutti segnali che portano gli economisti come Barthère ad indicare anche una diminuzione della crescita del PIL.

Dalle Smart Technologies all’alimentare 

In quali settori puntare in un mercato così ampio? Nadja Kolb, Consultant Germany di S-GE, ha voluto dare qualche consiglio agli imprenditori presenti. Tutto quanto concerne le Smart Technologies è sicuramente d’interesse per i partner tedeschi: dalle smart cities, all’intelligenza artificiale applicata nel campo dell’industria o del commercio. Un altro settore, che potrebbe sembrare saturo, ma – se calibrato nel modo giusto – può attirare l’attenzione risulta essere quello alimentare. La qualità dei prodotti svizzeri è sempre apprezzata, soprattutto nelle nicchie degli alimenti organici, salutari e con nuove fonti proteiche.  Il Governo tedesco spinge inoltre verso le innovazioni digitali nel campo medico volte ad abbattere i costi e ad ampliare le coperture sanitarie. Infine, data l’elevata domanda e i bassi tassi d’interesse, sono in aumento gli investimenti immobiliari, principalmente nelle aree urbane.

Solida garanzia delle imprese

Dopo un inizio del 2019 positivo, le previsioni indicano un’inversione di tendenza per l’economia tedesca che segue d’altronde le tendenze globali in atto, ha esordito Marco Arrighini, Head of Southern Region di Euler Hermes Switzerland. La Germania si conferma comunque il migliore Paese a livello mondiale per quanto concerne i pagamenti. Al di sotto della media, sono 54 i giorni che impiegano le aziende tedesche per saldare i pagamenti. Il consiglio di Arrighini è di tenere alta la guardia – soprattutto nel prossimo futuro a tinte grigie – perché è proprio con i clienti che si conoscono meglio che si tende a fare minore attenzione.

Tra fiscalità e logistica

Nel campo fiscale, ad introdurre le nozioni di base sul transfer pricing in Germania, è intervenuto Christoph Richter, Senior Manager Transfer Pricing di PwC. Le normative tedesche sono in linea con quelle dell’OCSE, dove il principio di libera concorrenza è fondamentale. Licenza per i marchi, perdite permanenti, relocation, stabile organizzazione sono alcuni dei temi fondamentali citati da Richter a cui un’azienda in entrata o in uscita dalla Germania deve fare particolare attenzione.

L’intervento sulla logistica effettuato da Gaetano Loprieno, Resp. ufficio Commerciale e Alessandro Monti, capo reparto trasporti di Cippà Trasporti SA ha toccato gli aspetti principali per una spedizione da e per la nazione tedesca. Anche in questo settore l’aspetto fiscale, declinato in ambito doganale, è di importanza fondamentale. La problematica dell’IVA comunitaria può essere infatti gestita tramite un cosiddetto sdoganamento europeo, un processo che permette ad un’azienda svizzera di vendere ad un soggetto comunitario senza che quest’ultimo anticipi l’IVA al momento dell’importazione, usufruendo di una rappresentanza fiscale all’interno di uno Stato UE.

Un profumo, un marchio

La Germania fa parte del sistema europeo di proprietà intellettuale e ha una lunga ed importante storia in merito, ha esordito Marcus Ehnle, Managing Counsel e European Patent Attorney di M. Zardi & Co. SA. Ehnle ha portato l’esempio di Jean Marie Joseph Farina, imprenditore e profumiere  originario di Santa Maria Maggiore, in Valle Vigezzo (Italia), e creatore della famosa acqua di Colonia che prese il nome della sua città adottiva tedesca, a cavallo tra il 1700 e il 1800. La tutela del marchio e la lotta alla contraffazione durò per decenni tant’è che un’imitazione, la 4711, divenne più famosa dell’originale.

Qualità e presenza in loco per un successo garantito

A concludere la serie di interventi, la testimonianza di un’azienda attiva da oltre 50 anni in Germania: la Trasfor SA del gruppo ABB. Giovanni Narcisi, direttore vendite, ha tracciato una breve storia dell’impresa che negli anni ha visto una forte riduzione dei livelli dei prezzi. Il consiglio dell’azienda di Molinazzo di Monteggio è quello di partecipare alle fiere di settore, molto presenti in Germania, e di non sottovalutare il mercato tedesco perché può anche essere una finestra interessante verso i Paesi dell’est. Infine, il prodotto di alta qualità svizzero, anche se con un prezzo più elevato in un mercato molto concorrenziale, riscuote sempre successo grazie anche al servizio post vendita fornito.

 

Scarica le presentazioni:
Business opportunities, Nadja Kolb, Consultant Germany, S-GE
Trade Credit Risk Insights, Marco Arrighini, Head of Southern Region, Euler Hermes Switzerland
Introduction to Transfer Pricing landscape in Germany, Christoph Richter, Senior Manager Transfer Pricing, PwC
Gli aspetti logistici, Gaetano Loprieno, Resp. ufficio Commerciale e Alessandro Monti, capo reparto trasporti, Cippà Trasporti SA
Intellectual Property Highlights, Marcus Ehnle, Managing Counsel e European Patent Attorney di M. Zardi & Co. SA

La testimonianza aziendale, Giovanni Narcisi, direttore vendite, Trasfor SA

 

 

La Cc-Ti ringrazia i partner export:
S-GE, Cippà Trasporti, Credit Suisse, Euler Hermes, PwC e M.Zardi & Co SA

 

Giappone: tra innovazione e tradizione

Nella nuova era denominata “bellissima armonia” (Reiwa), il Giappone rappresenta una nazione stabile e innovativa, pronta ad affrontare le sfide economiche e sociali del futuro. Le Olimpiadi di Tokyo nel 2020 non mancheranno di fornire opportunità anche per le aziende elvetiche, com’è stato sottolineato durante l’Evento-Paese del 21 maggio organizzato dalla Cc-Ti, in collaborazione con i partner Export (Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti, Credit Suisse, Euler Hermes, PwC e M. Zardi & Co.).

I relatori, da sinistra: Naoko Wada, Aurélie Barthère, Takashi Wada, Gabriel Haering, Valentina Rossi 

Primo mercato asiatico con il quale la Svizzera ha concluso un accordo di libero scambio bilaterale nel 2009, il Giappone è una nazione che gode di interessanti vantaggi competitivi, ha esordito Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti. I nostri due Paesi sono inoltre molto similari, scarsi di materie prime ma riconosciuti entrambi per una cultura ricca di precisione e di affidabilità, a cui non manca la qualità dei servizi e dei prodotti.

Stabilità tra le incertezze globali

L’industria manifatturiera sta puntando ad una ripresa della produzione, ha sottolineato Aurélie Barthère, Vicepresident, Multi Asset Investment Management di Credit Suisse, ma le recenti tensioni a livello globale hanno rallentato la situazione finanziaria. I dati mostrano però come vi sia un aumento della forza lavoro e una migliore governance aziendale. La fiducia dei consumatori tende invece a diminuire nonostante le contromisure messe in atto.

Gerontech: super-invecchiamento della popolazione

Numerose le opportunità per le aziende elvetiche soprattutto nei settori Gerontech, Medtech, Agritech, HR Tech e Fintech, come ha sottolineato Naoko Wada, Senior Trade Advisor dello Swiss Business Hub Japan. Una delle sfide maggiori per il Giappone è quella generata dal super-invecchiamento della popolazione. Si stima infatti che entro il 2050 quasi il 40% dei cittadini avrà superato i 65 anni e servono quindi soluzioni per aiutare i residenti anziani nonché migliorare le strutture e le cure a loro fornite. Ecco quindi perché le prospettive per tutto ciò che concerne i settori appena citati – soprattutto nell’ambito del Medtech e Gerontech – rappresentano un interessante mercato di sbocco per le aziende elvetiche.

Naoko Wada ha inoltre voluto rimarcare come sia importante affrontare il Giappone in modo preparato e oculato: studiare il mercato, conoscere il proprio cliente o fornitore e prendere coscienza che il Paese del Sol Levante ha le sue regole sono fattori essenziali per poter approcciare adeguatamente. L’Asia non è infatti un grande unico partner: Cina, Corea del Sud o altre nazioni sono molto differenti nel modo di fare business giapponese e bisogna quindi sapersi adattare alla cultura e ai modi di porsi locali.

Un Paese sofisticato e innovativo

Perché quindi espandere le proprie attività in Giappone? Per Takashi Wada, direttore generale di Jetro Ginevra, il Paese del Sol Levante è innanzitutto un mercato in piena espansione che si situa al terzo rango delle economie mondiali. Una nazione sofisticata e innovativa con infrastrutture adatte per promuovere il business – il Giappone è difatti al 4° posto a livello mondiale –  oltre che ad essere una nazione dove è piacevole soggiornare, dato che tra le prime 10 città al mondo vi sono Osaka e Tokyo.

Parola chiave: pazienza

Infine, Gabriel Haering, CEO di Cerbios-Pharma SA ha fornito un’interessante testimonianza aziendale di un’azienda leader nel campo farmaceutico. In Giappone dal 2003, oggi Cerbios-Pharma è presente nella nazione asiatica con prodotti e servizi con il 12,5% del suo fatturato. È fondamentale conoscere le abitudini utilizzate nel mondo del business: all’arrivo bisogna consegnare il biglietto da visita tenendolo con due mani e fare un inchino. Molto apprezzato dall’interlocutore se il biglietto ha il fronte retro in giapponese. Per Gabriel Haering la parola chiave è “pazienza”: i partner del Sole Levante devono prendere fiducia prima nella persona e in seguito con l’azienda. Non bisogna farsi scoraggiare dagli incontri che possono essere molto lunghi (dovuti anche alle esigenze di traduzione), mantenendo un distacco serio e professionale che viene però allentato durante le cene di lavoro che possono rivelarsi molto distensive. Lavorando bene si creeranno dei buoni rapporti di amicizia e i giapponesi saranno partner fedeli e di lungo termine, ha concluso Haering.

 

Scarica le presentazioni:
Business opportunities, Naoko Wada, Trade Advisor, Swiss Business Hub Japan
Business Environment in Japan, Takashi Wada, Director Generale, JETRO Geneva
La testimonianza aziendale, Gabriel Haering, CEO, Cerbios-Pharma SA
– Video: Quale logistica da e verso il Giappone, Gaetano Loprieno, Sales Manager, Cippà Trasporti SA

 

 

La Cc-Ti ringrazia i partner export:
S-GE, Cippà Trasporti, Credit Suisse, Euler Hermes, PwC e M.Zardi & Co SA

 

Con gli Eventi Paese e le missioni economiche si promuove l’internazionalizzazione

A sostegno degli imprenditori nella ricerca di nuovi sbocchi commerciali

Negli ultimi anni le nostre esportazioni non si sono orientate solo sui mercati vicini, ma hanno saputo guardare a Paesi lontani, diversificando con successo gli sbocchi commerciali per merci e servizi. Una crescente vocazione internazionale che la Cc-Ti sostiene fattivamente anche con le missioni economiche all’estero e gli Eventi Paese, per dare la possibilità agli imprenditori di conoscere più a fondo realtà che potrebbero offrire loro opportunità interessanti.

Il nuovo appuntamento degli Eventi Paese, il 21 maggio, sarà sul Giappone. Nonostante una crescita rallentata, il Giappone resta, come PIL, la terza potenza economica mondiale. Se da un lato l’invecchiamento demografico ha  frenato l’economia nipponica, dall’altro ha favorito le esportazioni svizzere di prodotti  farmaceutici e tecnologie mediche. Ma anche l’industria MEM è ben piazzata con un export pari a 840 milioni di franchi. Grazie all’accordo di libero scambio, in vigore dal 2009, le esportazioni hanno conosciuto un crescente dinamismo, che avrà ulteriori impulsi con la ripresa prevista con le Olimpiadi di Tokyo del 2020.
Altrettanto interessante l’Evento Paese del 19 settembre dedicato alla Germania, il nostro principale partner commerciale. Quasi un quinto dell’export elvetico è destinato, difatti, al mercato tedesco, con una netta preminenza dei prodotti farmaceutici e delle forniture per l’industria automobilistica.

Il 20 novembre al centro dell’Evento Paese saranno gli Emirati Arabi Uniti con cui l’interscambio ha raggiunto i 13,9 miliardi di franchi. Dal 2014 l’accordo di libero scambio con gli Stati del Golfo ha decisamente migliorato l’accesso al mercato degli Emirati, le condizioni quadro e la certezza giuridica nelle transazioni commerciali. Nei primi due trimestri del 2018 si è registrato un aumento del 26% dell’export elvetico, rispetto allo stesso semestre  dell’anno precedente. L’Expo 2020 darà nuovi stimoli ad un’economia che sta diversificando la monocoltura petrolifera, incentivando il turismo, le costruzioni, il commercio e i consumi privati.

Sempre a novembre la Cc-Ti proporrà un’altra missione economica in Cina, visto l’interesse suscitato dalla trasferta dell’anno scorso a Shenzhen e Shanghai. I  apporti commerciali tra Cina e Svizzera, primo Stato europeo ad aver siglato un accordo di libero scambio con Pechino, si intensificheranno ulteriormente dopo la recente firma del memorandum sulla nuova “Via della Seta”. La missione multisettoriale aperta a tutte le aziende interessate al mercato cinese, permetterà di visitare anche la “China International Import Expo”, la prima Fiera mondiale delle importazioni, in un Paese la cui domanda di beni e servizi dall’estero supererà presto i 30 trilioni di dollari. La Cina che, sta aprendo il suo immenso mercato agli altri Paesi, riducendo le tariffe, facilitando lo sdoganamento delle merci e  rafforzando la tutela di patenti e brevetti, dal 5 al 10 novembre offrirà nel Centro  espositivo di Shanghai una vetrina planetaria alle migliori imprese del mondo.

Aprirsi a nuovi mercati

Il prossimo evento Paese sarà dedicato alla terza economia mondiale: il Giappone. 

La diversificazione dei mercati è la chiave di volta per garantire ad un’azienda il giusto equilibrio del proprio business e mettersi al riparo da eventuali crisi economiche o cambiamenti improvvisi, che possono minare l’equilibrio aziendale.

È con questa spinta che la Cc-Ti e S-GE s’impegnano ad informare gli imprenditori sulle opportunità di esportazione attraverso l’organizzazione di conferenze durante le quali vengono esplorati nuovi mercati. È il caso ad esempio del prossimo 21 maggio (dettagli nel box a lato), quando gli imprenditori avranno modo di conoscere le opportunità di business in Giappone, che si presenta come la terza economia più grande al mondo.

Per andare più nel dettaglio, nel 2017 la crescita del PIL giapponese è stata superiore al previsto (1,7%), rallentando poi pero all’1% nel 2018. Per il 2019, le previsioni indicano un ulteriore leggero indebolimento. Lo sguardo al futuro rimane tuttavia positivo, soprattutto in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che il governo giapponese spera diano un contributo significativo e stimolino l’economia nei prossimi anni, specialmente in ambito turistico ed edilizio. Tra le sfide con cui si trova confrontato il Paese del Sol levante si possono citare l’invecchiamento della popolazione, l’innovazione e la sostenibilità.

Le relazioni bilaterali con la Svizzera sono regolate da un importante accordo di libero scambio in vigore dal 2009, grazie al quale sono stati eliminati quasi tutti i tributi doganali sui beni industriali, salvo su taluni prodotti agricoli dove vige un certo protezionismo. Di recente, però, l’Unione Europea è entrata a gamba tesa nel mercato nipponico, siglando un importante accordo di libero scambio che è entrato in vigore il 1° febbraio 2019. Il trattato ha eliminato i dazi su circa il 99% dei beni giapponesi importati nell’UE e ha azzerato i tributi sulle merci europee importate in Giappone. Le aziende elvetiche hanno quindi perso un po’ di terreno, ma possono sempre vantare prodotti innovativi e di eccellenza e posizionarsi in modo competitivo sul mercato nipponico.

Articolo a cura di

Monica Zurfluh, Responsabile S-GE per la Svizzera italiana e
Valentina Rossi, Responsabile Servizio Export Cc-Ti

Interessati a partecipare al business lunch del 21 maggio? Le iscrizioni sono aperte online.

Svizzera e Regno Unito: relazioni stabili

Anche in caso di “no deal” le relazioni bilaterali rimarranno stabili e si potrà contare sugli accordi stipulati dal Consiglio federale nell’ambito della strategia “Mind the gap”.

Era il 23 giugno 2016 quando il popolo britannico decise, con il 51,9% di voti, di uscire dall’Unione Europea (“Leave”). Da allora si è assistito a un iter particolarmente articolato che avrebbe dovuto portare, entro lo scorso 30 marzo, a un distacco del Regno Unito dall’UE. Come la cronaca di questi giorni ci riporta, non è però stato così e le discussioni sono tutt’ora in atto. Il Parlamento britannico non ha ancora trovato un accordo su un piano di uscita ed ora, dopo una prima scadenza che era stata fissata al 30 marzo e poi al 12 aprile, l’UE ha concesso all’UK un’estensione di ulteriori sei mesi, dando così al Regno Unito tempo fino al 31 ottobre per decidere come procedere. L’accordo di recesso potrà entrare in vigore a una data anteriore, se le parti dovessero completare le rispettive procedure di ratifica prima della fine di ottobre (aggiornamenti sulle decisioni disponibili al seguente link – nda).

La Brexit è stata al centro dell’evento dello scorso 9 aprile organizzato da Switzerland Global Enterprise in collaborazione con la Cc-Ti, l’Ambasciata britannica a Berna e la British-Swiss Chamber of Commerce, durante il quale le aziende presenti hanno potuto ripercorrere quanto accaduto dal 2016 e porre domande dirette sulle conseguenze per il business elvetico.

Relazioni bilaterali in crescita

Indipendentemente dall’esito della decisione britannica, “Deal o no Deal”, la Svizzera – grazie alla strategia del Consiglio federale denominata “Mind the Gap” – mira a mantenere stabili le relazioni tra i nostri due Paesi, come ha affermato Noel McEvoy, direttore del Dipartimento per il commercio internazionale dell’Ambasciata britannica a Berna e da Kris Camponi, secondo segretario per gli affari economici presso l’Ambasciata. McEvoy e Camponi hanno inoltre sottolineato l’importanza delle relazioni bilaterali tra UK e Svizzera con scambi di oltre 30 miliardi di sterline nel solo 2018 e con numeri crescenti sia negli investimenti sia nei flussi di persone. La Brexit, secondo McEvoy, ha creato nuove dinamiche sia per il Regno Unito sia per la UE stessa. L’export britannico è aumentato di 110 milioni di sterline e l’UK si posiziona al primo posto quale destinazione per gli investimenti esteri diretti in Europa e al terzo posto globalmente. Nei primi 6 mesi del 2018, l’UK è stata inoltre seconda solo alla Cina, attirando 65.5 milioni di dollari di investimenti contro i 70 milioni del dragone asiatico. La Brexit sembra dunque non far presa nel mondo del business lasciando alla politica le sue incertezze.

Mind the gap

Ad oggi le relazioni tra Regno Unito e Svizzera si basano sugli accordi bilaterali conclusi in seno all’UE. Dopo la Brexit questi trattati non saranno però più applicabili e, in vista della data di uscita, il Consiglio federale ha implementato sin dal 2016 il programma “Mind the gap” per garantire la continuità dei diritti e doveri esistenti.
La Svizzera ha quindi elaborato provvisoriamente cinque nuovi accordi con il Regno Unito che saranno applicati a partire dal momento in cui gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE non saranno più validi per il Regno Unito.  Se vi sarà un periodo transitorio, in questa fase continueranno ad avere efficacia gli accordi bilaterali tra Svizzera e UE nelle relazioni con il Regno Unito. I nuovi accordi entrerebbero in vigore solo allo scadere del periodo transitorio.

Informazioni sempre aggiornate sui rapporti bilaterali tra Svizzera e Regno Unito sono disponibili sul sito della Direzione degli affari europei (DAE).

Il potenziale canadese per le PMI svizzere

Il Canada è un mercato particolarmente interessante per le aziende svizzere grazie alla sua stabilità e grande potenziale. È quanto emerso dall’evento Paese organizzato dalla Cc-Ti, in collaborazione con gli sponsor Export (Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti, Credit Suisse, Euler Hermes, PWC, M. Zardi & Co. S.A) mercoledì 13 marzo al Grand Hotel Villa Castagnola a Lugano. 

I relatori, da sinistra: Claudio Wewel, Hermann Padovani, Susan Bincoletto, Valentina Rossi, Alessandro Russi, Marco Arrighini e Eros Robbiani

 

Una cinquantina di persone hanno seguito con interesse i diversi interventi che si sono focalizzati sulle informazioni pratiche inerenti le opportunità di business del mercato canadese. Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti, ha aperto la conferenza sottolineando l’interesse della Cc-Ti verso il Canada, nato grazie anche agli ottimi contatti instaurati con l’Ambasciata Canadese a Berna e con l’Ambasciatrice Bincoletto. La Cc-Ti si appresta a partire per il Canada dal 27 aprile al 4 maggio 2019, con un programma che si snoderà tra Toronto e Montréal.

Importanti relazioni tra Canada e Svizzera

Ospite d’onore dell’evento della Cc-Ti, l’Ambasciatrice del Canada in Svizzera e Liechtenstein, Susan Bincoletto, la quale ha sottolineato l’importanza delle relazioni diplomatiche, economiche e culturali tra i nostri due Paesi che sono molto simili sia a livello di territorio, ma anche a livello culturale ed economico. Le nostre nazioni confinano con partner economici importanti che danno slancio alla nostra economia, anche se non sempre le relazioni reciproche sono facili. Canada e Svizzera sostengono entrambe il commercio con l’estero e  il ruolo dell’ambasciata è volto a promuovere gli investimenti elvetici e a sostenere gli imprenditori che desiderano installarsi in Canada.

Un mercato stabile

In seguito la parola è passata a Claudio Nicolai Wewel del dipartimento Swiss Macro Economics & Strategy di Credit Suisse che ha esposto una panoramica della realtà macroeconomica canadese e ha sottolineato come questa sia legata all’andamento dell’economia USA. Il PIL negli ultimi anni, per esempio, ha seguito la crescita di quello degli Stati Uniti. Recentemente gli investimenti sono leggermente diminuiti, mentre l’export è in crescita.

Opportunità interessanti

Eros Robbiani, Head of the Swiss Business Hub Canada, ha sottolineato quanto Svizzera e Canada siano simili, soprattutto dal punto di vista dell’apertura del mercato, della competitività e dell’eccellente clima economico. Il Canada è un mercato molto interessante per le aziende svizzere grazie al commercio bilaterale in continua crescita e alle nuove opportunità nate dall’accordo di libero scambio. Un punto debole del mercato canadese potrebbe essere quello di avere un export molto dipendente dagli USA e poco diversificato. Vi è comunque grande potenziale, soprattutto nel settore del cleantech e degli edifici sostenibili, dell’ICT e dell’intelligenza artificiale, del commercio al dettaglio (moda) e del settore MEM.

 

Business a basso rischio

Grazie alla presentazione di Marco Arrighini, Senior Sales Manager presso Euler Hermes Switzerland, è emerso che il rischio di fare business sul mercato canadese è molto basso. Il Canada è caratterizzato da un sistema giudiziario efficiente ed affidabile e da una “cultura del pagamento” eccellente che facilitano il business.

Unica nota dolente è stato il calo dei prezzi dell’energia avvenuto qualche anno fa che ha compromesso l’economia canadese, anche se il danno ha toccato unicamente il settore dell’energia. Il resto dell’economia canadese appare stabile e in crescita continua.

In seguito, Hermann Padovani – European Trademark Attorney presso M. ZARDI & Co. S.A – ha fornito interessanti dettagli sulla proprietà intellettuale, in particolare sulle modifiche che incideranno prossimamente i marchi e i brevetti.

A chiudere l’evento, la tradizionale testimonianza aziendale che in questa occasione è stata affidata ad Alessandro Russi, Sales Director di RKB Europe, importante azienda che opera nel settore della produzione dei cuscinetti volventi dal 1936. Attivi da due anni sul mercato canadese, Alessandro Russi ha portato l’esperienza diretta esponendo i vantaggi e le sfide che attendono l’azienda su suolo canadese. In futuro RKB Europe prevede di creare uno spazio per la logistica, investire in una presenza diretta (è indispensabile che i prodotti siano presenti in loco) ed essere presenti in occasione di eventi chiave del settore.

Pronti a partire?

Interessati quindi a sondare le opportunità del mercato canadese? La Cc-Ti fornisce un’ottima occasione organizzando una missione in Canada dal 27 aprile al 4 maggio 2019. Il programma sarà ricco di interessanti appuntamenti e – non da ultimo – darà la possibilità ai partecipanti di organizzare incontri B2B con partner canadesi. Per tutti i dettagli, vi invitiamo a contattarci.

 

Scarica le presentazioni:
– 
Macroeconomic outlookClaudio Nicolai Wewel, Swiss Macro Economics & Strategy, Credit Suisse
Business OpportunitiesEros Robbiani, Head of Swiss Business Hub Canada
Trade Credit Risk InsightsMarco Arrighini, Senior Sales Manager, Euler Hermes Switzerland
Intellectual Property Highlights, Hermann Padovani, European Trademark Attorney, M. ZARDI & Co. S.A.
La testimonianza aziendaleAlessandro Russi, Sales Director, RKB Europe

 

La Cc-Ti ringrazia i partner export:
S-GE, Cippà Trasporti, Credit Suisse, Euler Hermes, PwC e M.Zardi & Co SA

 

Grande interesse per i Paesi del Mercosur

Sono molteplici le opportunità per le aziende svizzere offerte dai Paesi del Mercosur, Brasile e Uruguay in particolare. Anche se l’apertura di questi mercati è accompagnata da alcune problematiche, durante l’evento Paese del 28 novembre organizzato dalla Cc-Ti, in collaborazione con gli sponsor Export (Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti, CRIF AG, Credit Suisse, Euler Hermes e Titraduce), sono emersi spunti positivi a sostegno degli imprenditori che desiderano fare business con le nazioni dell’America latina.

I relatori dell’evento. Da sinistra: Roberto Nanni, Valentina Rossi, Stefania Padoan, Marco Arrighini, Fabio Speciale

“L’interesse da parte delle aziende svizzere verso il Mercosur è alto e rimaniamo in attesa che la Svizzera possa beneficiare dei vantaggi di un accordo di libero scambio in seno all’AELS volto ad abbattere le barriere tariffarie”, ha esordito Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti. Con un mercato di oltre 260 milioni di abitanti, Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay rappresentano infatti uno sbocco molto interessante per le aziende svizzere.

Tempistiche fondamentali per la Svizzera

Attualmente due terzi delle esportazioni svizzere in America Latina confluiscono, nell’ordine, in Brasile, Messico e Argentina, ha sottolineato Fabio Speciale, Senior Consultant South America di Switzerland Global Enterprise. Dazi elevati, formalità doganali complicate e barriere non tariffarie complicano l’accesso al mercato per le PMI svizzere. L’accordo di libero scambio in negoziazione consentirebbe alle aziende elvetiche di accedere più facilmente ad un vastissimo mercato di consumatori e a una classe media in crescita che rappresentano un potenziale significativo per diversi settori economici. Le tempistiche sono però importanti in quanto il mercato comune sudamericano sta negoziando un accordo simile anche con l’Unione Europea.

Le opportunità settoriali

Tre i settori promettenti per le PMI svizzere nella regione citati da Fabio Speciale: il settore healthcare, dell’infrastruttura e della difesa in Brasile nonché il settore agroindustriale, delle energie rinnovabili, oil & gas, manifatturiero e dei servizi finanziari in Argentina. L’Uruguay si presenta invece come hub logistico e di servizi dell’intera America latina, offrendo altresì opportunità nel settore agroindustriale. Il Paraguay, infine, si rivela estremamente interessante per le attività produttive: la legge Maquila consente infatti di creare imprese di produzione/trasformazione di beni e servizi per la successiva esportazione e alle quali sono concesse esenzioni doganali per macchinari e materie prime e altre facilitazioni tributarie.

 

Paesi diversi, rischi simili

Marco Arrighini, Senior Sales Manager di Euler Hermes Switzerland ha voluto esordire il suo intervento fornendo qualche pillola su come approcciare in modo consapevole i Paesi del Mercosur. L’Argentina, ha un rischio elevato ma sta rimettendo in piedi la sua economia; la recessione in Brasile è finita, ma il Paese ha ancora un futuro non privo di rischi; il Paraguay ha una crescita del PIL superiore alla media regionale e politiche appropriate tra rischio esterno ed infine l’Uruguay con una crescita interna è tornato in pista ma è (ancora) dipendente da partner stranieri. In definitiva, per fare business con i Paesi del Mercosur vi è un semaforo arancione incentrato sui rischi, soprattutto per quanto riguarda i pagamenti per i quali vi è un ritardo procedurale nel pagare le fatture. Il consiglio è quindi quello di agire con anticipo o di utilizzare lettere di credito.

Solide ed interessanti testimonianze dirette

Con un intervento congiunto, Stefania Padoan, CEO di Padoan Swiss e Roberto Nanni, di Cippà Trasporti SA hanno portato l’esperienza diretta di un’azienda attiva nel settore industriale, che ha esportato con successo in America latina grazie all’appoggio di uno spedizioniere di fiducia. La vendita con una resa di consegna fino al porto o all’aeroporto di ingresso e lasciare l’onere dell’importazione al cliente è il consiglio basilare che ha fornito Roberto Nanni ai numerosi presenti in sala. Quando si fa business con i Paesi del Mercosur bisogna avere una mentalità diversa e ad agire in modo differente rispetto al mercato occidentale. La brillante testimonianza diretta di Stefania Padoan ha centrato alcuni punti fondamentali per poter entrare con successo in questi Paesi. Conoscere personalmente i clienti e fidelizzarli anche con visite annuali è una delle strategie di Padoan Swiss che si affida anche a partner di fiducia. Sono Paesi dalle grandi potenziali, ha affermato la CEO dell’azienda di San Vittore, ma bisogna far fronte a barriere tariffarie importanti che possono incidere fino al 60% del prezzo di vendita. Con la giusta strategia e con l’appoggio logistico della Cippà Trasporti, oggi la Padoan Swiss può però contare su un solido business nei Paesi del Mercosur che è di buon auspicio per tutte le aziende svizzere.

 

Scarica le presentazioni:
Economic outlook and business opportunities
Fabio Speciale, Senior Consultant South America, Switzerland Global Enterprise

Trade Credit Risk Insights
Marco Arrighini, Senior Sales Manager, Euler Hermes Switzerland

Le testimonianze: fare business in Brasile e la necessità di affidarsi a uno spedizioniere di fiducia
Stefania Padoan, CEO, Padoan Swiss e Roberto Nanni, Capo area spedizioni aereo & mare, Cippà Trasporti SA

Sguardo sul più vasto mercato unico d’America latina

La Cc-Ti, in collaborazione con S-GE e gli sponsor Export, organizza un evento dedicato agli Stati del Mercosur previsto per il prossimo 28 novembre. 

Nell’ambito dell’AELS, la Svizzera sta negoziando un accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) volto ad abbattere le barriere tariffarie e ad aprire alle nostre PMI un mercato estremamente vasto di oltre 280 milioni di abitanti.

Le opportunità offerte da questi Paesi, Brasile e Uruguay in particolare, sono molteplici. Il Brasile innanzitutto è la nona economia più grande al mondo e la più importante dell’America Latina. È anche il principale partner commerciale della Svizzera nella regione (davanti a Messico e Argentina). Il Paese da un lato necessita di ammodernare i settori agricolo e della lavorazione e trasformazione dei prodotti alimentari, che contribuiscono a quasi il 30% del PIL, dall’altro sta consolidando il suo settore sanitario, investendo in nuove tecnologie e incrementando le importazioni di apparecchiature mediche. Settori, questi, in cui la Svizzera eccelle. L’Uruguay, con i suoi 3,5 milioni di abitanti, è un mercato molto più piccolo, ma l’ubicazione strategica, un’infrastruttura di telecomunicazioni moderna (la più avanzata d’America Latina), la stabilità politica e sociale accompagnata da un contesto imprenditoriale favorevole, così come l’elevata qualità di vita e l’alto grado di istruzione rendono il Paese una base logistica ideale per sviluppare la regione.

L’apertura di questi mercati è tuttavia accompagnata da problematiche commerciali quali le barriere (tariffarie e non), le difficoltà logistiche, di valutazione della solvibilità dei potenziali partner, non senza dimenticare del recupero dei crediti. Tutti questi aspetti verranno approfonditi durante un Evento-Paese il prossimo 28 novembre, dove l’accento sarà posto anche sulle testimonianze aziendali di realtà ticinesi attive in loco. Sarà inoltre data anche la possibilità di fissare colloqui individuali gratuiti con gli esperti di S-GE per una consulenza mirata durante la giornata.

 

Articolo a cura di
Monica Zurfluh, Responsabile S-GE per la Svizzera italiana e
Valentina Rossi, Responsabile Servizio Export Cc-Ti

Il servizio Export della Cc-Ti e S-GE sono a vostra disposizione per consulenze in ambito di esportazioni.
Contatti email: Servizio Export Cc-Ti e S-GE

Ucraina: una nazione attrattiva per le aziende elvetiche

Perché non espandere il proprio business in Ucraina? Le riforme dell’economia nazionale hanno aperto interessanti opportunità per le aziende elvetiche, anche se bisogna mantenersi vigili e affrontare il mercato con le giuste informazioni. È quanto emerso dall’Evento-Paese del 24 settembre 2018 organizzato dalla Cc-Ti, in collaborazione con gli sponsor Export (Switzerland Global Enteprise, Cippà Trasporti, CRIF AG, Credit Suisse, Euler Hermes e Titraduce).

Il mercato ucraino è particolarmente interessante per le aziende elvetiche, ha esordito Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti. La stretta vicinanza all’Europa centrale e orientale, alle rotte commerciali marittime globali nonché un mercato interno di 45 milioni di consumatori e dei bassi costi di produzione la rendono una nazione attrattiva per il business svizzero. La Cc-Ti ha posto l’accento su questo Paese anche in vista della missione economica organizzata dall’Ambasciata svizzera in Ucraina, in collaborazione con (S-GE), la Joint Chamber of Commerce (JCC) ed economisuisse che prenderà il via ad inizio ottobre.

Investire con un occhio attento

Dopo la crisi del 2015, il PIL pro capite ucraino ha ripreso livelli positivi, ha esordito Michael Kühn, Senior Consultant Russia, CIS and Nordic Countries di Switzerland Global Enterprise. La Svizzera è uno dei più grandi Paesi investitori esteri in Ucraina, situandosi al settimo posto della scala mondiale e con molte aziende elvetiche presenti in loco. In seno all’AELS la Confederazione può inoltre beneficiare di un accordo di libero scambio che facilita le relazioni tra i nostri Paesi. In particolare, come sottolineato da Kühn, gli interessi per l’export elvetico risiedono soprattutto nel settore farmaceutico, nei macchinari, negli orologi e nei prodotti agricoli.

Interessante anche l’analisi di Kühn sul mercato ucraino che ha indicato i diversi punti di forza come ad esempio la prossimità con l’UE, i bassi costi di produzione e le grandi risorse agricole. Le opportunità sono date invece da un sistema politico che implementa continue riforme e progetti infrastrutturali. Da tenere in conto anche gli aspetti negativi, come i possibili pericoli di corruzione, la mancanza di trasparenza e di sicurezza a livello legale e l’instabilità politica causata dalle elezioni del 2019.  Marco Arrighini, Senior Sales Manager di Euler Hermes Switzerland ha poi fornito ai presenti alcuni suggerimenti pratici per far fronte ai rischi di credito. La raccomandazione principale è quella di utilizzare degli accreditivi e di fare attenzione alla volatilità del corso di cambio. In linea generale è sempre consigliato entrare nel mercato con coperture assicurative.

Nonostante l’Ucraina sia un Paese relativamente vicino alla Svizzera, è bene mantenere sempre un occhio di riguardo anche sugli aspetti logistici, come evidenziato da Gaetano Loprieno e Pierluigi Marelli, Responsabili dell’ufficio Commerciale di Cippà Trasporti SA. A seconda dell’urgenza, le diverse modalità di trasporto – via terra, mare o aerea – permettono di raggiungere le principali città ucraine nell’arco di pochi giorni.  I due esperti hanno inoltre evidenziato che è necessario affidarsi a spedizionieri di fiducia che sappiano affrontare anche le incertezze politiche che a volte si scontrano con le necessità economiche delle spedizioni.

In Ucraina per fare business

L’esperienza diretta in Ucraina è stata fornita dal CEO di Designergy SA, Daniel Lepori. L’azienda, che opera nel settore dell’edilizia, ha sviluppato un’idea innovativa per le coperture con un sistema di moduli con eccellente isolamento termico e completa impermeabilità integrati con fotovoltaico. In Ucraina è consigliabile affidarsi a un agente o a un esperto locale, ha sottolineato Lepori. Anche il ruolo dell’ambasciata svizzera è importante per poter accedere al mercato in modo serio. La conclusione di Lepori è stata positiva poiché nonostante alcune sfide da affrontare, le riforme ucraine stanno migliorando il clima economico generale e anche le condizioni di vita della popolazione.

 

 

Scarica le presentazioni:

– Business opportunities
,
Michael Kühn, Senior Consultant Russia, CIS and Nordic Countries, Switzerland Global Enterprise
Trade Credit Risk InsightsMarco Arrighini, Senior Sales Manager, Euler Hermes Switzerland
Aspetti logistici da e per l’UcrainaGaetano Loprieno e Pierluigi Marelli, Responsabili ufficio Commerciale, Cippà Trasporti SA
– La testimonianza aziendaleDaniel Lepori, CEO, Designergy SA