Con gli Eventi Paese e le missioni economiche si promuove l’internazionalizzazione

A sostegno degli imprenditori nella ricerca di nuovi sbocchi commerciali

Negli ultimi anni le nostre esportazioni non si sono orientate solo sui mercati vicini, ma hanno saputo guardare a Paesi lontani, diversificando con successo gli sbocchi commerciali per merci e servizi. Una crescente vocazione internazionale che la Cc-Ti sostiene fattivamente anche con le missioni economiche all’estero e gli Eventi Paese, per dare la possibilità agli imprenditori di conoscere più a fondo realtà che potrebbero offrire loro opportunità interessanti.

Il nuovo appuntamento degli Eventi Paese, il 21 maggio, sarà sul Giappone. Nonostante una crescita rallentata, il Giappone resta, come PIL, la terza potenza economica mondiale. Se da un lato l’invecchiamento demografico ha  frenato l’economia nipponica, dall’altro ha favorito le esportazioni svizzere di prodotti  farmaceutici e tecnologie mediche. Ma anche l’industria MEM è ben piazzata con un export pari a 840 milioni di franchi. Grazie all’accordo di libero scambio, in vigore dal 2009, le esportazioni hanno conosciuto un crescente dinamismo, che avrà ulteriori impulsi con la ripresa prevista con le Olimpiadi di Tokyo del 2020.
Altrettanto interessante l’Evento Paese del 19 settembre dedicato alla Germania, il nostro principale partner commerciale. Quasi un quinto dell’export elvetico è destinato, difatti, al mercato tedesco, con una netta preminenza dei prodotti farmaceutici e delle forniture per l’industria automobilistica.

Il 20 novembre al centro dell’Evento Paese saranno gli Emirati Arabi Uniti con cui l’interscambio ha raggiunto i 13,9 miliardi di franchi. Dal 2014 l’accordo di libero scambio con gli Stati del Golfo ha decisamente migliorato l’accesso al mercato degli Emirati, le condizioni quadro e la certezza giuridica nelle transazioni commerciali. Nei primi due trimestri del 2018 si è registrato un aumento del 26% dell’export elvetico, rispetto allo stesso semestre  dell’anno precedente. L’Expo 2020 darà nuovi stimoli ad un’economia che sta diversificando la monocoltura petrolifera, incentivando il turismo, le costruzioni, il commercio e i consumi privati.

Sempre a novembre la Cc-Ti proporrà un’altra missione economica in Cina, visto l’interesse suscitato dalla trasferta dell’anno scorso a Shenzhen e Shanghai. I  apporti commerciali tra Cina e Svizzera, primo Stato europeo ad aver siglato un accordo di libero scambio con Pechino, si intensificheranno ulteriormente dopo la recente firma del memorandum sulla nuova “Via della Seta”. La missione multisettoriale aperta a tutte le aziende interessate al mercato cinese, permetterà di visitare anche la “China International Import Expo”, la prima Fiera mondiale delle importazioni, in un Paese la cui domanda di beni e servizi dall’estero supererà presto i 30 trilioni di dollari. La Cina che, sta aprendo il suo immenso mercato agli altri Paesi, riducendo le tariffe, facilitando lo sdoganamento delle merci e  rafforzando la tutela di patenti e brevetti, dal 5 al 10 novembre offrirà nel Centro  espositivo di Shanghai una vetrina planetaria alle migliori imprese del mondo.

Aprirsi a nuovi mercati

Il prossimo evento Paese sarà dedicato alla terza economia mondiale: il Giappone. 

La diversificazione dei mercati è la chiave di volta per garantire ad un’azienda il giusto equilibrio del proprio business e mettersi al riparo da eventuali crisi economiche o cambiamenti improvvisi, che possono minare l’equilibrio aziendale.

È con questa spinta che la Cc-Ti e S-GE s’impegnano ad informare gli imprenditori sulle opportunità di esportazione attraverso l’organizzazione di conferenze durante le quali vengono esplorati nuovi mercati. È il caso ad esempio del prossimo 21 maggio (dettagli nel box a lato), quando gli imprenditori avranno modo di conoscere le opportunità di business in Giappone, che si presenta come la terza economia più grande al mondo.

Per andare più nel dettaglio, nel 2017 la crescita del PIL giapponese è stata superiore al previsto (1,7%), rallentando poi pero all’1% nel 2018. Per il 2019, le previsioni indicano un ulteriore leggero indebolimento. Lo sguardo al futuro rimane tuttavia positivo, soprattutto in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che il governo giapponese spera diano un contributo significativo e stimolino l’economia nei prossimi anni, specialmente in ambito turistico ed edilizio. Tra le sfide con cui si trova confrontato il Paese del Sol levante si possono citare l’invecchiamento della popolazione, l’innovazione e la sostenibilità.

Le relazioni bilaterali con la Svizzera sono regolate da un importante accordo di libero scambio in vigore dal 2009, grazie al quale sono stati eliminati quasi tutti i tributi doganali sui beni industriali, salvo su taluni prodotti agricoli dove vige un certo protezionismo. Di recente, però, l’Unione Europea è entrata a gamba tesa nel mercato nipponico, siglando un importante accordo di libero scambio che è entrato in vigore il 1° febbraio 2019. Il trattato ha eliminato i dazi su circa il 99% dei beni giapponesi importati nell’UE e ha azzerato i tributi sulle merci europee importate in Giappone. Le aziende elvetiche hanno quindi perso un po’ di terreno, ma possono sempre vantare prodotti innovativi e di eccellenza e posizionarsi in modo competitivo sul mercato nipponico.

Articolo a cura di

Monica Zurfluh, Responsabile S-GE per la Svizzera italiana e
Valentina Rossi, Responsabile Servizio Export Cc-Ti

Interessati a partecipare al business lunch del 21 maggio? Le iscrizioni sono aperte online.

Svizzera e Regno Unito: relazioni stabili

Anche in caso di “no deal” le relazioni bilaterali rimarranno stabili e si potrà contare sugli accordi stipulati dal Consiglio federale nell’ambito della strategia “Mind the gap”.

Era il 23 giugno 2016 quando il popolo britannico decise, con il 51,9% di voti, di uscire dall’Unione Europea (“Leave”). Da allora si è assistito a un iter particolarmente articolato che avrebbe dovuto portare, entro lo scorso 30 marzo, a un distacco del Regno Unito dall’UE. Come la cronaca di questi giorni ci riporta, non è però stato così e le discussioni sono tutt’ora in atto. Il Parlamento britannico non ha ancora trovato un accordo su un piano di uscita ed ora, dopo una prima scadenza che era stata fissata al 30 marzo e poi al 12 aprile, l’UE ha concesso all’UK un’estensione di ulteriori sei mesi, dando così al Regno Unito tempo fino al 31 ottobre per decidere come procedere. L’accordo di recesso potrà entrare in vigore a una data anteriore, se le parti dovessero completare le rispettive procedure di ratifica prima della fine di ottobre (aggiornamenti sulle decisioni disponibili al seguente link – nda).

La Brexit è stata al centro dell’evento dello scorso 9 aprile organizzato da Switzerland Global Enterprise in collaborazione con la Cc-Ti, l’Ambasciata britannica a Berna e la British-Swiss Chamber of Commerce, durante il quale le aziende presenti hanno potuto ripercorrere quanto accaduto dal 2016 e porre domande dirette sulle conseguenze per il business elvetico.

Relazioni bilaterali in crescita

Indipendentemente dall’esito della decisione britannica, “Deal o no Deal”, la Svizzera – grazie alla strategia del Consiglio federale denominata “Mind the Gap” – mira a mantenere stabili le relazioni tra i nostri due Paesi, come ha affermato Noel McEvoy, direttore del Dipartimento per il commercio internazionale dell’Ambasciata britannica a Berna e da Kris Camponi, secondo segretario per gli affari economici presso l’Ambasciata. McEvoy e Camponi hanno inoltre sottolineato l’importanza delle relazioni bilaterali tra UK e Svizzera con scambi di oltre 30 miliardi di sterline nel solo 2018 e con numeri crescenti sia negli investimenti sia nei flussi di persone. La Brexit, secondo McEvoy, ha creato nuove dinamiche sia per il Regno Unito sia per la UE stessa. L’export britannico è aumentato di 110 milioni di sterline e l’UK si posiziona al primo posto quale destinazione per gli investimenti esteri diretti in Europa e al terzo posto globalmente. Nei primi 6 mesi del 2018, l’UK è stata inoltre seconda solo alla Cina, attirando 65.5 milioni di dollari di investimenti contro i 70 milioni del dragone asiatico. La Brexit sembra dunque non far presa nel mondo del business lasciando alla politica le sue incertezze.

Mind the gap

Ad oggi le relazioni tra Regno Unito e Svizzera si basano sugli accordi bilaterali conclusi in seno all’UE. Dopo la Brexit questi trattati non saranno però più applicabili e, in vista della data di uscita, il Consiglio federale ha implementato sin dal 2016 il programma “Mind the gap” per garantire la continuità dei diritti e doveri esistenti.
La Svizzera ha quindi elaborato provvisoriamente cinque nuovi accordi con il Regno Unito che saranno applicati a partire dal momento in cui gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE non saranno più validi per il Regno Unito.  Se vi sarà un periodo transitorio, in questa fase continueranno ad avere efficacia gli accordi bilaterali tra Svizzera e UE nelle relazioni con il Regno Unito. I nuovi accordi entrerebbero in vigore solo allo scadere del periodo transitorio.

Informazioni sempre aggiornate sui rapporti bilaterali tra Svizzera e Regno Unito sono disponibili sul sito della Direzione degli affari europei (DAE).

Il potenziale canadese per le PMI svizzere

Il Canada è un mercato particolarmente interessante per le aziende svizzere grazie alla sua stabilità e grande potenziale. È quanto emerso dall’evento Paese organizzato dalla Cc-Ti, in collaborazione con gli sponsor Export (Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti, Credit Suisse, Euler Hermes, PWC, M. Zardi & Co. S.A) mercoledì 13 marzo al Grand Hotel Villa Castagnola a Lugano. 

I relatori, da sinistra: Claudio Wewel, Hermann Padovani, Susan Bincoletto, Valentina Rossi, Alessandro Russi, Marco Arrighini e Eros Robbiani

 

Una cinquantina di persone hanno seguito con interesse i diversi interventi che si sono focalizzati sulle informazioni pratiche inerenti le opportunità di business del mercato canadese. Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti, ha aperto la conferenza sottolineando l’interesse della Cc-Ti verso il Canada, nato grazie anche agli ottimi contatti instaurati con l’Ambasciata Canadese a Berna e con l’Ambasciatrice Bincoletto. La Cc-Ti si appresta a partire per il Canada dal 27 aprile al 4 maggio 2019, con un programma che si snoderà tra Toronto e Montréal.

Importanti relazioni tra Canada e Svizzera

Ospite d’onore dell’evento della Cc-Ti, l’Ambasciatrice del Canada in Svizzera e Liechtenstein, Susan Bincoletto, la quale ha sottolineato l’importanza delle relazioni diplomatiche, economiche e culturali tra i nostri due Paesi che sono molto simili sia a livello di territorio, ma anche a livello culturale ed economico. Le nostre nazioni confinano con partner economici importanti che danno slancio alla nostra economia, anche se non sempre le relazioni reciproche sono facili. Canada e Svizzera sostengono entrambe il commercio con l’estero e  il ruolo dell’ambasciata è volto a promuovere gli investimenti elvetici e a sostenere gli imprenditori che desiderano installarsi in Canada.

Un mercato stabile

In seguito la parola è passata a Claudio Nicolai Wewel del dipartimento Swiss Macro Economics & Strategy di Credit Suisse che ha esposto una panoramica della realtà macroeconomica canadese e ha sottolineato come questa sia legata all’andamento dell’economia USA. Il PIL negli ultimi anni, per esempio, ha seguito la crescita di quello degli Stati Uniti. Recentemente gli investimenti sono leggermente diminuiti, mentre l’export è in crescita.

Opportunità interessanti

Eros Robbiani, Head of the Swiss Business Hub Canada, ha sottolineato quanto Svizzera e Canada siano simili, soprattutto dal punto di vista dell’apertura del mercato, della competitività e dell’eccellente clima economico. Il Canada è un mercato molto interessante per le aziende svizzere grazie al commercio bilaterale in continua crescita e alle nuove opportunità nate dall’accordo di libero scambio. Un punto debole del mercato canadese potrebbe essere quello di avere un export molto dipendente dagli USA e poco diversificato. Vi è comunque grande potenziale, soprattutto nel settore del cleantech e degli edifici sostenibili, dell’ICT e dell’intelligenza artificiale, del commercio al dettaglio (moda) e del settore MEM.

 

Business a basso rischio

Grazie alla presentazione di Marco Arrighini, Senior Sales Manager presso Euler Hermes Switzerland, è emerso che il rischio di fare business sul mercato canadese è molto basso. Il Canada è caratterizzato da un sistema giudiziario efficiente ed affidabile e da una “cultura del pagamento” eccellente che facilitano il business.

Unica nota dolente è stato il calo dei prezzi dell’energia avvenuto qualche anno fa che ha compromesso l’economia canadese, anche se il danno ha toccato unicamente il settore dell’energia. Il resto dell’economia canadese appare stabile e in crescita continua.

In seguito, Hermann Padovani – European Trademark Attorney presso M. ZARDI & Co. S.A – ha fornito interessanti dettagli sulla proprietà intellettuale, in particolare sulle modifiche che incideranno prossimamente i marchi e i brevetti.

A chiudere l’evento, la tradizionale testimonianza aziendale che in questa occasione è stata affidata ad Alessandro Russi, Sales Director di RKB Europe, importante azienda che opera nel settore della produzione dei cuscinetti volventi dal 1936. Attivi da due anni sul mercato canadese, Alessandro Russi ha portato l’esperienza diretta esponendo i vantaggi e le sfide che attendono l’azienda su suolo canadese. In futuro RKB Europe prevede di creare uno spazio per la logistica, investire in una presenza diretta (è indispensabile che i prodotti siano presenti in loco) ed essere presenti in occasione di eventi chiave del settore.

Pronti a partire?

Interessati quindi a sondare le opportunità del mercato canadese? La Cc-Ti fornisce un’ottima occasione organizzando una missione in Canada dal 27 aprile al 4 maggio 2019. Il programma sarà ricco di interessanti appuntamenti e – non da ultimo – darà la possibilità ai partecipanti di organizzare incontri B2B con partner canadesi. Per tutti i dettagli, vi invitiamo a contattarci.

 

Scarica le presentazioni:
– 
Macroeconomic outlookClaudio Nicolai Wewel, Swiss Macro Economics & Strategy, Credit Suisse
Business OpportunitiesEros Robbiani, Head of Swiss Business Hub Canada
Trade Credit Risk InsightsMarco Arrighini, Senior Sales Manager, Euler Hermes Switzerland
Intellectual Property Highlights, Hermann Padovani, European Trademark Attorney, M. ZARDI & Co. S.A.
La testimonianza aziendaleAlessandro Russi, Sales Director, RKB Europe

 

La Cc-Ti ringrazia i partner export:
S-GE, Cippà Trasporti, Credit Suisse, Euler Hermes, PwC e M.Zardi & Co SA

 

Grande interesse per i Paesi del Mercosur

Sono molteplici le opportunità per le aziende svizzere offerte dai Paesi del Mercosur, Brasile e Uruguay in particolare. Anche se l’apertura di questi mercati è accompagnata da alcune problematiche, durante l’evento Paese del 28 novembre organizzato dalla Cc-Ti, in collaborazione con gli sponsor Export (Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti, CRIF AG, Credit Suisse, Euler Hermes e Titraduce), sono emersi spunti positivi a sostegno degli imprenditori che desiderano fare business con le nazioni dell’America latina.

I relatori dell’evento. Da sinistra: Roberto Nanni, Valentina Rossi, Stefania Padoan, Marco Arrighini, Fabio Speciale

“L’interesse da parte delle aziende svizzere verso il Mercosur è alto e rimaniamo in attesa che la Svizzera possa beneficiare dei vantaggi di un accordo di libero scambio in seno all’AELS volto ad abbattere le barriere tariffarie”, ha esordito Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti. Con un mercato di oltre 260 milioni di abitanti, Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay rappresentano infatti uno sbocco molto interessante per le aziende svizzere.

Tempistiche fondamentali per la Svizzera

Attualmente due terzi delle esportazioni svizzere in America Latina confluiscono, nell’ordine, in Brasile, Messico e Argentina, ha sottolineato Fabio Speciale, Senior Consultant South America di Switzerland Global Enterprise. Dazi elevati, formalità doganali complicate e barriere non tariffarie complicano l’accesso al mercato per le PMI svizzere. L’accordo di libero scambio in negoziazione consentirebbe alle aziende elvetiche di accedere più facilmente ad un vastissimo mercato di consumatori e a una classe media in crescita che rappresentano un potenziale significativo per diversi settori economici. Le tempistiche sono però importanti in quanto il mercato comune sudamericano sta negoziando un accordo simile anche con l’Unione Europea.

Le opportunità settoriali

Tre i settori promettenti per le PMI svizzere nella regione citati da Fabio Speciale: il settore healthcare, dell’infrastruttura e della difesa in Brasile nonché il settore agroindustriale, delle energie rinnovabili, oil & gas, manifatturiero e dei servizi finanziari in Argentina. L’Uruguay si presenta invece come hub logistico e di servizi dell’intera America latina, offrendo altresì opportunità nel settore agroindustriale. Il Paraguay, infine, si rivela estremamente interessante per le attività produttive: la legge Maquila consente infatti di creare imprese di produzione/trasformazione di beni e servizi per la successiva esportazione e alle quali sono concesse esenzioni doganali per macchinari e materie prime e altre facilitazioni tributarie.

 

Paesi diversi, rischi simili

Marco Arrighini, Senior Sales Manager di Euler Hermes Switzerland ha voluto esordire il suo intervento fornendo qualche pillola su come approcciare in modo consapevole i Paesi del Mercosur. L’Argentina, ha un rischio elevato ma sta rimettendo in piedi la sua economia; la recessione in Brasile è finita, ma il Paese ha ancora un futuro non privo di rischi; il Paraguay ha una crescita del PIL superiore alla media regionale e politiche appropriate tra rischio esterno ed infine l’Uruguay con una crescita interna è tornato in pista ma è (ancora) dipendente da partner stranieri. In definitiva, per fare business con i Paesi del Mercosur vi è un semaforo arancione incentrato sui rischi, soprattutto per quanto riguarda i pagamenti per i quali vi è un ritardo procedurale nel pagare le fatture. Il consiglio è quindi quello di agire con anticipo o di utilizzare lettere di credito.

Solide ed interessanti testimonianze dirette

Con un intervento congiunto, Stefania Padoan, CEO di Padoan Swiss e Roberto Nanni, di Cippà Trasporti SA hanno portato l’esperienza diretta di un’azienda attiva nel settore industriale, che ha esportato con successo in America latina grazie all’appoggio di uno spedizioniere di fiducia. La vendita con una resa di consegna fino al porto o all’aeroporto di ingresso e lasciare l’onere dell’importazione al cliente è il consiglio basilare che ha fornito Roberto Nanni ai numerosi presenti in sala. Quando si fa business con i Paesi del Mercosur bisogna avere una mentalità diversa e ad agire in modo differente rispetto al mercato occidentale. La brillante testimonianza diretta di Stefania Padoan ha centrato alcuni punti fondamentali per poter entrare con successo in questi Paesi. Conoscere personalmente i clienti e fidelizzarli anche con visite annuali è una delle strategie di Padoan Swiss che si affida anche a partner di fiducia. Sono Paesi dalle grandi potenziali, ha affermato la CEO dell’azienda di San Vittore, ma bisogna far fronte a barriere tariffarie importanti che possono incidere fino al 60% del prezzo di vendita. Con la giusta strategia e con l’appoggio logistico della Cippà Trasporti, oggi la Padoan Swiss può però contare su un solido business nei Paesi del Mercosur che è di buon auspicio per tutte le aziende svizzere.

 

Scarica le presentazioni:
Economic outlook and business opportunities
Fabio Speciale, Senior Consultant South America, Switzerland Global Enterprise

Trade Credit Risk Insights
Marco Arrighini, Senior Sales Manager, Euler Hermes Switzerland

Le testimonianze: fare business in Brasile e la necessità di affidarsi a uno spedizioniere di fiducia
Stefania Padoan, CEO, Padoan Swiss e Roberto Nanni, Capo area spedizioni aereo & mare, Cippà Trasporti SA

Sguardo sul più vasto mercato unico d’America latina

La Cc-Ti, in collaborazione con S-GE e gli sponsor Export, organizza un evento dedicato agli Stati del Mercosur previsto per il prossimo 28 novembre. 

Nell’ambito dell’AELS, la Svizzera sta negoziando un accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) volto ad abbattere le barriere tariffarie e ad aprire alle nostre PMI un mercato estremamente vasto di oltre 280 milioni di abitanti.

Le opportunità offerte da questi Paesi, Brasile e Uruguay in particolare, sono molteplici. Il Brasile innanzitutto è la nona economia più grande al mondo e la più importante dell’America Latina. È anche il principale partner commerciale della Svizzera nella regione (davanti a Messico e Argentina). Il Paese da un lato necessita di ammodernare i settori agricolo e della lavorazione e trasformazione dei prodotti alimentari, che contribuiscono a quasi il 30% del PIL, dall’altro sta consolidando il suo settore sanitario, investendo in nuove tecnologie e incrementando le importazioni di apparecchiature mediche. Settori, questi, in cui la Svizzera eccelle. L’Uruguay, con i suoi 3,5 milioni di abitanti, è un mercato molto più piccolo, ma l’ubicazione strategica, un’infrastruttura di telecomunicazioni moderna (la più avanzata d’America Latina), la stabilità politica e sociale accompagnata da un contesto imprenditoriale favorevole, così come l’elevata qualità di vita e l’alto grado di istruzione rendono il Paese una base logistica ideale per sviluppare la regione.

L’apertura di questi mercati è tuttavia accompagnata da problematiche commerciali quali le barriere (tariffarie e non), le difficoltà logistiche, di valutazione della solvibilità dei potenziali partner, non senza dimenticare del recupero dei crediti. Tutti questi aspetti verranno approfonditi durante un Evento-Paese il prossimo 28 novembre, dove l’accento sarà posto anche sulle testimonianze aziendali di realtà ticinesi attive in loco. Sarà inoltre data anche la possibilità di fissare colloqui individuali gratuiti con gli esperti di S-GE per una consulenza mirata durante la giornata.

 

Articolo a cura di
Monica Zurfluh, Responsabile S-GE per la Svizzera italiana e
Valentina Rossi, Responsabile Servizio Export Cc-Ti

Il servizio Export della Cc-Ti e S-GE sono a vostra disposizione per consulenze in ambito di esportazioni.
Contatti email: Servizio Export Cc-Ti e S-GE

Ucraina: una nazione attrattiva per le aziende elvetiche

Perché non espandere il proprio business in Ucraina? Le riforme dell’economia nazionale hanno aperto interessanti opportunità per le aziende elvetiche, anche se bisogna mantenersi vigili e affrontare il mercato con le giuste informazioni. È quanto emerso dall’Evento-Paese del 24 settembre 2018 organizzato dalla Cc-Ti, in collaborazione con gli sponsor Export (Switzerland Global Enteprise, Cippà Trasporti, CRIF AG, Credit Suisse, Euler Hermes e Titraduce).

Il mercato ucraino è particolarmente interessante per le aziende elvetiche, ha esordito Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti. La stretta vicinanza all’Europa centrale e orientale, alle rotte commerciali marittime globali nonché un mercato interno di 45 milioni di consumatori e dei bassi costi di produzione la rendono una nazione attrattiva per il business svizzero. La Cc-Ti ha posto l’accento su questo Paese anche in vista della missione economica organizzata dall’Ambasciata svizzera in Ucraina, in collaborazione con (S-GE), la Joint Chamber of Commerce (JCC) ed economisuisse che prenderà il via ad inizio ottobre.

Investire con un occhio attento

Dopo la crisi del 2015, il PIL pro capite ucraino ha ripreso livelli positivi, ha esordito Michael Kühn, Senior Consultant Russia, CIS and Nordic Countries di Switzerland Global Enterprise. La Svizzera è uno dei più grandi Paesi investitori esteri in Ucraina, situandosi al settimo posto della scala mondiale e con molte aziende elvetiche presenti in loco. In seno all’AELS la Confederazione può inoltre beneficiare di un accordo di libero scambio che facilita le relazioni tra i nostri Paesi. In particolare, come sottolineato da Kühn, gli interessi per l’export elvetico risiedono soprattutto nel settore farmaceutico, nei macchinari, negli orologi e nei prodotti agricoli.

Interessante anche l’analisi di Kühn sul mercato ucraino che ha indicato i diversi punti di forza come ad esempio la prossimità con l’UE, i bassi costi di produzione e le grandi risorse agricole. Le opportunità sono date invece da un sistema politico che implementa continue riforme e progetti infrastrutturali. Da tenere in conto anche gli aspetti negativi, come i possibili pericoli di corruzione, la mancanza di trasparenza e di sicurezza a livello legale e l’instabilità politica causata dalle elezioni del 2019.  Marco Arrighini, Senior Sales Manager di Euler Hermes Switzerland ha poi fornito ai presenti alcuni suggerimenti pratici per far fronte ai rischi di credito. La raccomandazione principale è quella di utilizzare degli accreditivi e di fare attenzione alla volatilità del corso di cambio. In linea generale è sempre consigliato entrare nel mercato con coperture assicurative.

Nonostante l’Ucraina sia un Paese relativamente vicino alla Svizzera, è bene mantenere sempre un occhio di riguardo anche sugli aspetti logistici, come evidenziato da Gaetano Loprieno e Pierluigi Marelli, Responsabili dell’ufficio Commerciale di Cippà Trasporti SA. A seconda dell’urgenza, le diverse modalità di trasporto – via terra, mare o aerea – permettono di raggiungere le principali città ucraine nell’arco di pochi giorni.  I due esperti hanno inoltre evidenziato che è necessario affidarsi a spedizionieri di fiducia che sappiano affrontare anche le incertezze politiche che a volte si scontrano con le necessità economiche delle spedizioni.

In Ucraina per fare business

L’esperienza diretta in Ucraina è stata fornita dal CEO di Designergy SA, Daniel Lepori. L’azienda, che opera nel settore dell’edilizia, ha sviluppato un’idea innovativa per le coperture con un sistema di moduli con eccellente isolamento termico e completa impermeabilità integrati con fotovoltaico. In Ucraina è consigliabile affidarsi a un agente o a un esperto locale, ha sottolineato Lepori. Anche il ruolo dell’ambasciata svizzera è importante per poter accedere al mercato in modo serio. La conclusione di Lepori è stata positiva poiché nonostante alcune sfide da affrontare, le riforme ucraine stanno migliorando il clima economico generale e anche le condizioni di vita della popolazione.

 

 

Scarica le presentazioni:

– Business opportunities
,
Michael Kühn, Senior Consultant Russia, CIS and Nordic Countries, Switzerland Global Enterprise
Trade Credit Risk InsightsMarco Arrighini, Senior Sales Manager, Euler Hermes Switzerland
Aspetti logistici da e per l’UcrainaGaetano Loprieno e Pierluigi Marelli, Responsabili ufficio Commerciale, Cippà Trasporti SA
– La testimonianza aziendaleDaniel Lepori, CEO, Designergy SA

 

 

Gli interessi degli imprenditori sulla Cina

La Cina non smette mai di attirare gli imprenditori ticinesi. Con un 1,4 miliardi di abitanti è uno dei mercati più interessanti e in piena espansione anche per le aziende elvetiche. È quanto emerso dall’evento-Paese organizzato dalla Cc-Ti giovedì 7 giugno al LAC di Lugano.

Un centinaio di persone hanno seguito con interesse i diversi interventi che si sono focalizzati sulle informazioni pratiche per accedere al mercato cinese.

L’attenzione verso la Cina è palpabile ed è stata sottolineata anche da Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti, che ha esordito evidenziando come l’interesse della Cc-Ti verso la Cina è triplice: dopo aver seguito da vicino l’introduzione dell’accordo di libero scambio nel 2014, la Cc-Ti offre ai suoi associati – tramite questa conferenza – ulteriori informazioni per sondare concretamente il mercato ed è pronta ad offrire alle aziende una missione economica a Shenzhen, la capitale tecnologica cinese, nel mese di novembre. Inoltre, a settembre verrà proposto anche un seminario di business etiquette con suggerimenti ad hoc su come affrontare il mercato asiatico.

Strette relazioni tra la Svizzera, Lugano e la grande Cina

Da molti anni ormai la Città di Lugano può vantare strette relazioni con diverse città cinesi ed il sindaco di Lugano, nel suo saluto di apertura alla conferenza della Cc-Ti, ha sottolineato che negli anni sono stati stretti interessanti legami anche con aziende. Molto attiva anche la presenza luganese su suolo cinese in occasione di passate missioni nonché, grazie alla collaborazione con la Cc-Ti, al viaggio di novembre a Shenzhen, come gli ha fatto eco nel corso della conferenza Alex Chung, delegato per gli affari asiatici della Città di Lugano.

Ospite dell’evento della Cc-Ti, anche il consigliere degli affari economici e commerciali dell’ambasciata cinese a Berna, Wu Jingchun, che ha ribadito la forte presenza di aziende svizzere attive in Cina – se ne contano oltre mille – e rispettivamente le numerose attività cinesi presenti sul territorio elvetico.

La Città di Lugano ha stretto importanti accordi con diverse città cinesi.

Tra sfide e ottimismo

Bisogna essere ottimisti, ha affermato Damian Künzi, del Dipartimento International Wealth Management di Credit Suisse. Molti sono infatti gli aspetti positivi della situazione macroeconomica cinese: dalla “reflazione” – ossia una nuova moderata inflazione che segue a una fase di deflazione e che si accompagna solitamente a una ripresa economica – al riequilibrio dell’economia, alla ripresa del mercato immobiliare. Rimangono però ancora alcune sfide come il problema del debito pubblico, i dati demografici con un invecchiamo della popolazione e – ancora più imminente – la controversia commerciale di cui la Cina è protagonista.

Interessanti opportunità con alcuni rischi

Quali sono i megatrends, le opportunità e le sfide del mercato cinese? Secondo la consulente di S-GE, Mingya YE dello Swiss Business Hub in Cina, il dragone asiatico non è più sinonimo di produzione a basso costo e la classe media è in aumento. Le sfide per gli imprenditori svizzeri sono sicuramente quelle di affacciarsi ad un mercato estremamente vasto e a differenze culturali in ambito business da tenere bene a mente. Ma dove investire? L’e-commerce, l’industria delle macchine e l’assistenza sanitaria ad una popolazione con una speranza di vita in crescita sono i settori su cui focalizzarsi.

E quali sono i rischi nel fare business con i cinesi? Marco Arrighini, Senior Sales Manager e Emanuele Mastrogiacomo, Senior Risk Underwriter di Euler Hermes Switzerland hanno proposto una sintetica panoramica indicando come la media dei pagamenti delle aziende sia di 92 giorni – un numero differenziato a seconda dei settori – e che situa la Cina al secondo posto dei Paesi che tendono a dilungare le fatture. Daniela Tontini, Business Development Manager, e Emanuela Falcone, marketing coordinator di CRIF, hanno inoltre evidenziato come grazie alla loro forte presenza sul territorio, possono vantare un legame direttore con l’economia locale. Il mercato è molto vasto e risulta estremamente importante richiedere informazioni sulle aziende locali.

La sfida è affrontare un vasto mercato come quello cinese tenendo in considerazione le differenze culturali in ambito business.

Infine, non poteva mancare la testimonianza aziendale per conoscere l’esperienza diretta in Cina. È intervenuto Mirko Audemars, direttore generale di Audemars SA, un’azienda con 125 anni di storia attiva sul mercato asiatico dal 1983. Anche Audemars ha ribadito l’importanza di conoscere la cultura cinese per non incorrere in fraintendimenti. L’esempio del coltellino svizzero è lampante: un regalo probabilmente apprezzato, ma che viene interpretato come il taglio di una relazione. Meglio quindi puntare sul numero 8 che porta fortuna.

Pronti a partire?

Interessati quindi a sondare il mercato cinese? Le opportunità concrete vengono fornite grazie alla prima missione in Cina della Cc-Ti nella Città di Shenzhen e, facoltativamente, a Shanghai. Il programma, che è stato presentato da Chiara Crivelli, Head of International Desk della Cc-Ti, è ricco di interessanti appuntamenti e – non da ultimo – dà la possibilità alle aziende di organizzare incontri B2B con partner cinesi. Per tutti i dettagli, vi invitiamo a contattarci.

 

Quale logistica per la Cina?

Roberto Nanni, capo area spedizioni aereo & mare di Cippà Trasporti SA, presenta una panoramica delle particolarità che si devono affrontare nella spedizione di merce in Cina (o, rispettivamente, nella ricezione di prodotti cinesi). Nella presentazione video, Roberto Nanni si focalizza sulle tipologie di trasporto, sugli accordi di libero scambio, sui documenti necessari ed infine fornisce qualche consiglio pratico.

Le presentazioni:
Macroeconomic outlook, Damian Künzi, Dipartimento International Wealth Management, Multi Asset Strategy, CREDIT SUISSE AG
Megatrends, business opportunities and challenges in China,Mingya YE, Trade Promotion Officer, Swiss Business Hub China
Trade Credit Risk Insights, Marco Arrighini, Senior Sales Manager e Emanuele Mastrogiacomo, Senior Risk Underwriter, Euler Hermes Switzerland
Business information to evaluate China’s Partners, Daniela Tontini, Business Development Manager, CRIF AG
Presentazione della Missione a Shenzhen (16-23 novembre 2018), Chiara Crivelli, Head of International Desk, Cc-Ti
Le relazioni tra la Città di Lugano e la Cina, Alex Chung, Asian Affairs Delegate, Città di Lugano
La testimonianza aziendale, Mirko Audemars, Direttore Generale, Audermars SA
Formulario di valutazione
La invitiamo ad aiutarci nella valutazione dell’evento, compilando un breve questionario. Il suo contributo ci permetterà di determinare come migliorare la nostra offerta futura.

Sponsor export

Egitto: un Paese dalle molte potenzialità

Nell’ambito degli eventi di approfondimento sui Paesi organizzati dalla Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti), in collaborazione con Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti SA, Credit Suisse, CRIF e Euler Hermes, si è svolto lunedì 26 febbraio il business lunch dedicato all’Egitto.

Da sinistra: Gaetano Loprieno, Emanuela Falcone, Giuseppe Rachele, Valentina Rossi e Suhail El Obeid

Gli eventi Paese del 2018 organizzati dal Servizio Export della Cc-Ti hanno preso avvio con l’appuntamento dedicato all’Egitto che si è tenuto lo scorso 26 febbraio e che ha attirato numerose aziende a partecipare al business lunch per scoprire le opportunità di questo Paese. Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti, ha aperto l’evento ringraziando innanzitutto gli sponsor-Export: Switzerland Global Enteprise (S-GE), Cippà Trasporti, CRIF, Credit Suisse, Euler Hermes e TiTraduce.

Davanti a una quarantina di interessati si sono poi succedute le diverse ed interessanti relazioni, che hanno messo in luce opportunità e sfide che l’Egitto presenta per le aziende elvetiche e ticinesi.

Concrete opportunità per fare business in Egitto

Suhail El Obeid, Senior Consultant Africa, Middle East, Iran & Turkey di Switzerland Global Enterprise (S-GE) ha inaugurato il giro delle presentazioni offrendo un’importante panoramica sulla situazione macroeconomica egiziana. L’Egitto è uno Stato con una vasta superficie, di cui sono il 5% risulta coltivato (ossia la parte nei pressi del fiume Nilo). Con una popolazione di oltre 90 milioni di abitanti, ed un tasso di crescita della stessa pari al 1.3%, il Paese arabo ha un PIL pro capite di 3685 USD. L’inflazione si attesta al 21.3% e la crescita del PIL reale al 4.3%.

La Svizzera figura all’ottavo posto quale Nazione importatrice verso l’Egitto, e rispettivamente, al 5° posto per le esportazioni che si attestano a 832 milioni di dollari (dato del 2016). Si stima che la Confederazione Elvetica sia il 12° investitore in Egitto. Suhail El Obeid ha inoltre messo in luce, attraverso alcuni indici, il posizionamento dell’Egitto a livello internazionale, spiegando come il Governo stia attuando delle misure per migliorare alcuni aspetti rilevanti come la comunicazione, l’accesso ad Internet da parte della popolazione, l’abbassamento del tasso di disoccupazione, ecc. “Le opportunità per le aziende svizzere – ha sottolineato El Obeid – si riscontrano soprattutto nei settori della logistica, delle costruzioni e delle infrastrutture nonché dell’industria manifatturiera”.

Secondo le statistiche, si stima che la Confederazione Elvetica sia il 12° investitore in Egitto.

Difficoltà nel reperire le informazioni commerciali

“Valutare le aziende in Egitto: dalla disponibilità dei dati alle informazioni commerciali” era il titolo dell’intervento di Emanuela Falcone, Strategic Marketing Coordinator di CRIF, che ha esposto in modo molto completo il sistema delle imprese egiziane (si stima vi siano complessivamente circa 5 milioni di aziende, di cui registrate circa 3.5). Falcone ha inoltre fornito una dettagliata descrizione delle principali forme giuridiche aziendali e della reale difficoltà nel reperire informazioni aggiornate sulle aziende attive in loco.

Via nave o via aerea: l’Egitto a portata di spedizione

Infine sono intervenuti Giuseppe Rachele (Resp. Trasporti eccezionali) e Gaetano Loprieno (Resp. ufficio Commerciale) di Cippà Trasporti SA, che hanno esposto alla platea gli aspetti logistici di una spedizione in Egitto. “A cosa occorre prestare attenzione?” hanno chiesto ai presenti, interessati a capire come comportarsi con un partner egiziano. Gli esperti di Cippà Trasporti hanno evidenziato come occorra innanzitutto decidere il tipo di spedizione che si desidera effettuare, quale vettore utilizzare (aereo o via nave?) e di conseguenza, quali costi si è disposti a supportare. Inoltre, Rachele e Loprieno non hanno dimenticato l’importanza dei documenti doganali che devono essere conformi per poter esportare correttamente in Egitto, come ad esempio i certificati di circolazione merci Eur1 – nel caso si desideri e si possa sfruttare l’accordo di libero scambio – oppure i certificati d’origine.

Da non dimenticare l’importanza dei documenti doganali come ad esempio gli Eur1 o i certificati d’origine.

Tutti i relatori intervenuti concordano sul fatto che trovare un partner affidabile in Egitto sia uno dei passi principali da intraprendere per fare affari, così come affidarsi a specialisti per consigli e consulenze.

Al termine degli interventi Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti, ha colto l’occasione per ricordare i prossimi appuntamenti in ambito export – in particolare la “Giornata dell’Export” il 26 aprile e l’evento Paese sulla Cina in programma il 7 giugno), prima di lasciare i partecipanti ad un informale business lunch, durante il quale si sono potute stringere nuove relazioni d’affari.

 

In occasione dell’Evento Paese dedicato all’Egitto, alcune impressioni dei relatori che sono intervenuti durante il business lunch. 

 

Nell’intervista all’esperto Hazem Basuny, collaboratore di Titraduce, i consigli principali di Business Etiquette per fare affari in Egitto.

 


Sponsor export

Le presentazioni:

Macroeconomic Outlook & Business opportunities EGYPT: BASIC INFORMATION, OPPORTUNITIES AND CHALLENGES FOR SWISS SMES
Suhail El Obeid, Senior Consultant Africa, Middle East, Iran & Turkey, Switzerland Global Enterprise
Valutare le aziende in Egitto: dalla disponibilità dei dati alle Informazioni Commerciali
Emanuela Falcone, Strategic Marketing Coordinator, CRIF
Quale logistica per l’Egitto?
Giuseppe Rachele (Resp. Trasporti eccezionali) e Gaetano Loprieno (Resp. ufficio Commerciale), Cippà Trasporti SA
Formulario di valutazione
La invitiamo ad aiutarci nella valutazione dell’evento, compilando un breve questionario.
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Myanmar: molte sfide e numerose opportunità

Nell’ambito degli eventi di approfondimento sui Paesi organizzati dalla Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti), in collaborazione con Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti SA, Credit Suisse, CRIF e Euler Hermes, si è svolto martedì 28 novembre un business lunch dedicato alla Birmania.

ASEAN: la terza area di libero scambio al mondo

Dopo i saluti introduttivi di Marco Passalia, Vicedirettore e Responsabile del Servizio Export della Cc-Ti, è intervenuta Angela Di Rosa, Consultant South-East Asia di Switzerland Global Enterprise (S-GE), che ha dapprima fornito una panoramica dei Paesi ASEAN (ossia: Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia, Vietnam. Maggiori info qui). Queste Nazioni stanno acquisendo un’importanza fondamentale dato che, grazie all’accordo di libero scambio, è il terzo gruppo di Stati più grandi al mondo, dopo il trattato tra i Paesi dell’America settentrionale e quello dell’Unione Europea. Per quanto concerne il Myanmar, Di Rosa ha sottolineato come l’economia birmana ha ottime prospettive di crescita con un +7% per il prossimo anno.

Non mancano le sfide

Con un collegamento in diretta via Skype, è poi intervenuto Aung Thura, esperto di S-GE e CEO di Thura Swiss Ltd. (Yangon), che ha fornito un paragone tra la Birmania e la vicina Thailandia, sebbene quest’ultima sia più avanzata in alcuni ambiti con ad esempio il consumo di elettricità o la presenza di telefoni cellulari, la Birmania ha in realtà saputo colmare talune lacune in breve tempo. Thura ha quindi ribadito che questi ritardi si possono tramutare in opportunità di business poiché per il settore delle comunicazioni si prevedono forti crescite, con un grado di penetrazione di Internet e di rete cellulare sempre più ampio. Altre opportunità sono date dalla logistica, dal settore del petrolio e del gas e dalla tecnologia in ambito finanziario. Per Aung Thura le sfide non mancano: anni di isolamento economico hanno portato alla mancanza di manodopera qualificata, il sistema politico richiede molto tempo per l’applicazione dei processi, vengono offerti solo servizi bancari di base, con una percentuale significativa della popolazione priva di conti bancari e gli uffici o le abitazioni sono difficili da trovare e hanno prezzi molto alti. Con la firma nel 2016 del Myanmar Investment Law (MIL) è stata introdotta maggiore flessibilità alle aziende estere nelle pratiche di assunzione e tale legge consente alle società straniere di intraprendere “attività di trading” in alcuni settori, come ad esempio nei prodotti agricoli o medici.

Per S-GE, l’ASEAN è un mercato regionale con grandi opportunità ma ogni Paese deve essere gestito individualmente, perché ci sono differenze significative in termini di sviluppo economico, clima politico e maturità sociale. Importante, per poter fare business in Myanmar, coinvolgere i partner giusti ed è necessario adattarsi al ritmo e alle pratiche locali.

Emanuela Falcone, Strategic Marketing Coordinator di CRIF, ha fornito le informazioni disponibili e significative per la valutazione della solvibilità delle aziende in Myanmar. La probabilità che il governo non riesca ad ottemperare ai propri obblighi è sotto controllo. Secondo i dati CRIF, il rapporto fra debito pubblico e PIL rimarrà moderato fino al 2019, ovvero poco più del 30% e la moneta locale (kyat) rimarrà debole rispetto al dollaro americano. Persistono inoltre contrasti interni fra le varie etnie e non sembra si intravveda una soluzione a breve termine.

La testimonianza diretta di CNH in Myanmar

Infine, come di consueto, l’evento-Paese ha ospitato anche un testimonial che ha portato la sua esperienza diretta in Myanmar. È intervenuta Christelle Dejean di CNH Industrial, azienda leader a livello mondiale che commercia e produce macchine per l’agricoltura e movimento terra, camion, veicoli commerciali, autobus e veicoli speciali. CNH è da anni presente in Myanmar anche se vigono ancora alcune restrizioni e altre potrebbero essere riapplicate dagli Stati Uniti a causa delle crescenti preoccupazioni per fenomeni di violenza. La presenza di CNH Industrial in Myanmar è cresciuta nel corso degli anni, e nel 2016 ha registrato entrate di circa 20 milioni di dollari nonostante il divieto di importazione che ha avuto un impatto su molte importazioni e vendite al dettaglio. Tuttavia, CNH Industrial ha un obiettivo di crescita significativo nel 2017. Anche secondo Dejean le sfide non mancano, soprattutto perché la valuta locale ha subìto molte fluttuazioni negli ultimi due anni, anche se attualmente risulta stabile rispetto ad altre valute e permette di investire nel Paese. La mancanza di un settore bancario e finanziario sviluppato ostacola la crescita di tutti i segmenti di business affrontati da CNH Industrial: agricoltura, costruzioni e automotive. Senza adeguate soluzioni di finanziamento offerte al mercato, che rendono lo sviluppo accessibile all’intera catena (distributori e clienti), i progressi delle pratiche meccanizzate sono a rischio.


Sponsor export

Le presentazioni
Business opportunities
Angela Di Rosa, Consultant Sud-East Asia, Switzerland Global Enterprise
Dr. Aung Thura, CEO, Thura Swiss Ltd. (Yangon)
Le informazioni disponibili e significative per la valutazione della solvibilità delle aziende in Myanmar
Emanuela Falcone, Strategic Marketing Coordinator, CRIF
La testimonianza aziendale
Christelle Dejean, CNH