Repubblica Dominicana, l’hub logistico dei Caraibi

La Repubblica Dominicana è conosciuta come una delle Nazioni caraibiche con le mete turistiche per eccellenza. Questo è dovuto, tra altri fattori, alle sue spiagge paradisiache, ai suoi campi da golf, al turismo interno e alla calorosa accoglienza che riceve chi visita l’isola.

Lo slogan del Paese recita “La Repubblica Dominicana ha tutto”, e non può essere altrimenti. È una Nazione insulare situata al centro dell’arcipelago dei Caraibi. Questa posizione centrale è perfetta per le aziende internazionali che cercano un accesso facilitato all’America del Nord e del Sud, in particolare gli Stati Uniti. Le aziende manifatturiere e commerciali possono raggiungere gli States in 3 giorni via mare e 2 ore di volo. Inoltre, i call center e altre attività orientate ai servizi si situano nello stesso fuso orario della costa orientale degli Stati Uniti (EST) e ciò rappresenta un vantaggio non indifferente in termini di possibilità di sviluppo del business.

L’economia della Repubblica Dominicana rende questo Stato un luogo ideale per gli investitori che desiderano ridurre i costi operativi, mitigando al contempo i rischi. In prospettiva futura, il Paese continua a impegnarsi per raggiungere l’eccellenza macroeconomica, grazie al forte sostegno del Governo e a un regime di zone franche.

Numerose aziende internazionali hanno scelto la Repubblica Dominicana come meta per lo sviluppo delle proprie attività commerciali. Secondo gli indicatori di governance della Banca Mondiale, la Repubblica Dominicana rappresenta uno dei 5 Paesi più sicuri per fare affari in America Latina.

Dopo 50 anni di regime democratico, lo Stato continua a fare progressi verso istituzioni sempre più aperte e trasparenti. Negli ultimi dieci anni, il Governo ha fatto grandi passi avanti per consolidare la stabilità attraverso misure come la riforma costituzionale, l’adesione all’“Asociación de Gobierno Abierto” (un’organizzazione internazionale il cui scopo è valutare e sviluppare meccanismi per promuovere governi “più aperti, responsabili e sensibili ai cittadini”) e iniziative anticorruzione.

La Repubblica Dominicana vanta 79 parchi industriali con zone franche che offrono servizi e infrastrutture altamente competitivi. Molti parchi sono specializzati in attività produttive di nicchia e offrono alle aziende un interessante pacchetto di incentivi fiscali, tassi agevolati e collegamenti. I vantaggi competitivi sono molto importanti e hanno consentito lo sviluppo di forti cluster in un’ampia gamma di settori industriali.

Dagli anni ‘80, ad esempio, la Repubblica Dominicana ha lavorato per posizionarsi tra i principali attori nella catena di approvvigionamento globale di dispositivi medici e di prodotti farmaceutici. La produzione di dispositivi medici rappresenta, infatti, una delle industrie di esportazione più dinamiche del Paese. Attualmente 33 produttori di dispositivi medici e prodotti farmaceutici operano nelle zone franche. Qui hanno sede cinque dei primi dieci produttori mondiali di dispositivi medici, fra cui: B Braun, Cardinal Health, Baxter Healthcare e altri. Tra i principali prodotti figurano: dispositivi per stomia, teli chirurgici e strumenti elettromedicali. Per sostenere lo sviluppo continuo, gli organi governativi delle zone franche hanno istituito un cluster di produttori di dispositivi medici che opera per difendere l’industria del settore.

Il settore dell’elettronica è progredito grazie agli ottimi servizi logistici offerti da alcuni parchi delle zone franche. Attualmente, 22 società attive nell’elettronica operano in queste piattaforme. Queste aziende possiedono capacità distinte che vanno dalla produzione di componenti intermedi all’assemblaggio di prodotti finali, e comprendono produttori a contratto e marchi prestigiosi quali Vishay o Rockwell Automation.

Calzature, tabacco, tessile, gioielleria e back office sono altri settori con grande presenza nel Paese.

I parchi logistici e le aree di attività sono stati creati o ampliati per facilitare attività come lo stoccaggio, il deconsolidamento, l’imballaggio, il riconfezionamento, l’etichettatura, la rietichettatura, la distribuzione e la riesportazione delle merci. Tra le aziende che hanno già stabilito centri logistici e/o di distribuzione nel Paese figurano: IKEA, Caterpillar, Rolex, Diageo, Evergreen, ecc..

Anche la Svizzera ha affidato la propria produzione alla Repubblica Dominicana con società dedicate principalmente ai settori farmaceutico, degli strumenti medici, del tabacco e dei suoi derivati, dei servizi logistici, del commercio e dell’industria, che globalmente generano all’incirca cinquemila posti di lavoro diretti. Al di fuori delle nostre zone franche, Nestlé o Kuehne + Nagel International hanno sfruttato le opportunità che il Paese offre in termini di collegamenti, infrastrutture e posizione strategica nella regione.

Cosa rende la Repubblica Dominicana così interessante? L’ampio sistema di infrastrutture del Paese è adatto a supportare il commercio globale. Nel 2019 il “Global Competitiveness Report”, pubblicato dal World Economic Forum, ha classificato la Repubblica Dominicana come lo Stato con l’infrastruttura di trasporti numero 1 nella regione dell’America Latina. Questa rete comprende 9 aeroporti internazionali, 12 porti marittimi e oltre 20’000 chilometri di autostrade e strade. Attualmente nella Repubblica Dominicana giungono circa 90 navi settimanali con rotte dirette verso l’America del Nord, il Centroamerica e i Caraibi, il Sud America, l’Europa e l’Asia. Si contano altresì oltre 270 voli giornalieri, con un’ottima connessione con il Nord America, l’America Centrale e l’Europa.

Il 90% circa della merce che entra ed esce dal Paese transita attraverso il trasporto marittimo. La Repubblica Dominicana ha la capacità di ricevere navi Post-Panamax (ovvero navi le cui dimensioni non permettono loro di transitare nelle chiuse del canale di Panama originale – fanno parte di questa tipologia le superpetroliere e le più grandi navi portacontainer): il parco industriale e logistico “DP World Caucedo”, ad esempio, dispone di 5 gru Super Post-Panamax.

Le aziende che cercano di espandere la loro presenza globale ritrovano nella Repubblica Dominicana uno dei loro migliori alleati.


Autore e contatto:

Litzanna Marmolejos
Ambasciata della Repubblica Dominicana in Svizzera
lmarmolejos@mirex.gob.do

Panama, l’hub per l’America centrale

La Repubblica di Panama è uno Stato dell’America centrale, situato nella parte più stretta della regione istmica, a cavallo fra il Mar delle Antille e l’Oceano Pacifico, la Colombia e il Costa Rica. Con un tasso di disoccupazione tra i più bassi dell’America centrale, l’economia panamense si fonda sul terziario, fortemente influenzata dal settore bancario, dal commercio e dal turismo.

Più di 100 aziende svizzere hanno già scoperto Panama come base per le loro attività in America centrale, di cui oltre 60 sono affiliate alla Camera di commercio svizzero-panamense (CCSP). Per la Svizzera, che nel 2018 era il quarto Paese investitore dietro Colombia, Stati Uniti e Canada, Panama è una Nazione importante quale sede di grandi imprese nella regione centroamericana. Il Paese è però interessante anche per le imprese di medie dimensioni che desiderano entrare nel mercato regionale. Ne sono un esempio GEOBRUGG AG e NESCENS SA, due aziende svizzere che hanno deciso di sviluppare il loro business nella regione operando da Panama. Ovviamente, ogni azienda è diversa e affronta problematiche individuali. Tuttavia, ci sono vantaggi nell’insediarsi a Panama, soprattutto in termini di logistica, sicurezza e stabilità politica e giuridica.

NESCENS sfrutta l’accesso a una regione con un alto tasso di crescita

Per SKINLAB CORP., distributore della linea di cosmetici anti-invecchiamento di origine svizzera NESCENS, Panama funge da porta di accesso per la commercializzazione dei suoi prodotti e servizi in tutta l’America latina, sfruttando i vantaggi logistici e di comunicazione offerti dal Paese. L’ampia connettività che il Paese ha con il resto del Continente e con l’Europa – e che ne fanno “l’Hub delle Americhe” – è senza dubbio uno dei grandi vantaggi che a medio e lungo termine sfrutteranno come primo distributore di prodotti cosmeceutici nel Paese.

Secondo Jessica Julio, Direttrice commerciale di SKINLAB CORP, “stabilirci a Panama significa avere accesso diretto a una delle regioni del mondo con la più alta crescita nelle vendite di prodotti di bellezza, con un fatturato annuale di circa 100 miliardi di dollari, secondo i dati del Consiglio delle associazioni dell’industria cosmetica latinoamericana (CASIC), che comprende il 90% del mercato regionale”. In tutti questi Paesi, il settore industriale è cresciuto costantemente negli ultimi anni. La categoria più grande è quella dei cosmetici, con più di 63,2 miliardi di dollari venduti ogni anno (2018), con una forte spinta all’impegno digitale e una concezione della bellezza ispirata alla salute e all’innovazione, caratteristiche che SKINLAB CORP condivide senza dubbio. “Quale distributore esclusivo di NESCENS in America Latina, sappiamo che i nostri prodotti sono all’avanguardia e il marchio «Swiss Guarantee COS», concesso a NESCENS dall’Associazione per la protezione dell’origine dei cosmetici svizzeri, ci rendono un concorrente molto importante sul mercato latinoamericano, che risulta competitivo”, aggiunge la Direttrice commerciale.

Per GEOBRUGG la decisione finale è stata a favore di Panama

L’azienda GEOBRUGG AG, leader mondiale nella produzione e nello sviluppo di sistemi di protezione dai pericoli naturali, ha intuito subito che un ufficio regionale ubicato a Panama sarebbe stato l’ideale per servire i diversi mercati dell’America centrale e già nel 2009 aveva messo gli occhi sul mercato panamense. Tuttavia, anche il Costa Rica era in corsa: infatti, entrambi i Paesi rappresentavano per GEOBRUGG il mercato potenziale più interessante e le economie più dinamiche della regione. Secondo Ricardo de Stefano, Direttore regionale di GEOBRUGG in America Centrale, la decisione finale è stata a favore di Panama per vari motivi:

  • la moneta ufficiale: il balboa è legato al dollaro americano, pertanto la gestione di compra-vendita dei sistemi è più stabile rispetto alle fluttuazioni dei tassi di cambio nell’“exchange market”;
  • la connettività aerea: con voli diretti verso tutte le principali città del continente americano, Panama permette ai professionisti di GEOBRUGG di raggiungere più velocemente i clienti e i progetti in fase di sviluppo nella regione;
  • le zone economiche speciali: esse consentono di mantenere stock regionali di materiale e di sdoganarli nel Paese di destinazione finale del prodotto (poche aree in America latina offrono questa possibilità);
  • l’organizzazione logistica: collegata principalmente con il Canale di Panama, la logistica consente di ricevere merce in stock e di smistare in brevissimo tempo i prodotti inviandoli in altri Paesi della regione;
  • apertura all’investimento: Panama è un Paese favorevole agli investimenti internazionali ed è quindi relativamente semplice costituire aziende in loco.

Panama: uno Stato con tanti vantaggi

Alla menzione di Panama, molte aziende spesso si mettono sulla difensiva. Sì, Panama deve ancora affrontare delle sfide. Vi sono però anche molti esempi a dimostrazione che il Paese è particolarmente adatto quale hub in America Centrale da cui partire per sviluppare la regione. Molte aziende svizzere oltre a GEOBRUGG e NESCENS hanno scelto Panama come sede centrale. Un sondaggio effettuato tra i soci della Camera di commercio svizzero-panamense ha confermato gli argomenti sopra elencati a favore di una gestione centrale degli affari da Panama. Oltre a questa considerazione principalmente economica, altri associati hanno citato il Paese anche per la sua biodiversità e il suo clima tropicale, così come per la cordialità con cui si viene ricevuti dai panamensi.

“Panama, l’hub per l’America centrale”: la Nazione è il punto di partenza ideale per l’espansione di un nuovo business nella regione.

La Camera di commercio svizzero-panamense al vostro fianco

Secondo S.E. l’ambasciatore di Svizzera in Costa Rica, El Salvador, Nicaragua e Panama, Gabriele Derighetti, “la nuova Camera di commercio svizzero-panamense, nata nel gennaio 2020, ha dimostrato di essere un attore chiave per la Svizzera a Panama. Grazie al suo dinamismo, anche in tempi di pandemia, è riuscita a posizionarsi e a farsi apprezzare dai locali e dalle imprese svizzere.”

La Camera di commercio svizzero-panamense è a disposizione per fornire risposte a possibili domande e supporto nello sviluppo delle attività in America centrale partendo da Panama.

Autore e contatto:
Camera di commercio svizzero-panamense (CCSP)
https://swisschamberpanama.org/
info@swisschamberpanama.org

Implicazioni pratiche della Brexit per le aziende svizzere

La Brexit ha creato ostacoli agli scambi di merci e servizi anche tra la Svizzera e il Regno Unito. Pur avendo concluso vari accordi bilaterali per garantire il mantenimento delle loro strette relazioni, alcuni o parti di essi si fondano sull’armonizzazione delle disposizioni tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) e quindi per il momento non vengono applicati (potranno esserlo solo se l’UE e il Regno Unito definiranno soluzioni contrattuali analoghe sulla base di standard armonizzati). Tutto ciò crea difficoltà nelle operazioni quotidiane degli operatori economici dei due Paesi.

Per essere di aiuto concreto ai suoi associati che operano con il Regno Unito, il servizio Commercio internazionale della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) ha riunito le principali disposizioni in una scheda informativa che mira a rispondere a domande pratiche inerenti alle esportazioni di merci (questioni doganali, legislazione prodotti, IVA nell’e-commerce) e alla fornitura di servizi. Laddove di interesse la scheda è completata con informazioni inerenti alle importazioni e alla fornitura di servizi in Svizzera da parte di aziende o lavoratori britannici.

La scheda informativa è riservata ai soci della Cc-Ti e può essere richiesta al servizio Commercio internazionale inviando una e-mail a internazionale@cc-ti.ch

L’Uzbekistan, questo grande Paese sconosciuto

La Svizzera rappresenta il primo mercato d’esportazione dell’Uzbekistan, Stato dell’Asia centrale. Un Paese che offre delle prospettive di crescita importanti, un’economia forte, uno sviluppo demografico marcato e una piazza in via d’industrializzazione tutta da scoprire.

Un panorama di Tashkent, capitale dell’Uzbekistan

L’Uzbekistan fa parte dello stesso gruppo della Svizzera presso la Banca mondiale, dove i rappresentanti delle due nazioni si incontrano. La Banca mondiale prevede nel suo caso una crescita del PIL annuale del 5% per il periodo attuale, confermando il fatto che l’ex Repubblica sovietica è ormai una delle economie con lo sviluppo più veloce al mondo. Il Paese conta circa 33 milioni di abitanti di cui il 65% parla l’uzbeco, la lingua turca ufficiale. Una minoranza della popolazione è russa e il russo è diffuso come lingua di comunicazione sebbene l’inglese inizi sempre di più a prendere piede. A queste si aggiungono altri gruppi e lingue come i Tadjiks, i Kazaki, i Tatari e i Caracalpachi. Circa il 37% della popolazione uzbeka vive nelle città e il 63% in campagna. La maggioranza è in età lavorativa e rappresenta il 57% del totale, mentre il 7% sono pensionati. La crescita demografica è aumentata dell’1,7% (2015) e la speranza di vita si attesta a 64 anni.

Le prospettive di sviluppo a lungo termine di questa nazione situata sulla via che collega la Cina e il Mediterraneo sono positive: una crescita economica vigorosa, un basso debito nazionale, importanti riserve di valute estere e d’oro e da ultimo, ma non meno importante, stupende ricchezze naturali. Esso possiede importanti giacimenti di gas naturali, d’oro, d’uranio e di rame. Grazie anche a un’economia diversificata, nessun settore rappresenta più del 20% del prodotto interno lordo. L’Uzbekistan è tra i primi dieci produttori ed esportatori di cotone. Tra il 2004 e il 2016 l’economia di questo Paese ha visto una crescita annuale dal 7 al 9%. Nell’anno a venire la crescita economica dovrebbe raggiungere una media del 5,5%.

Riforme in corso

Dalla capitale Tashkent, il Presidente Shavkat Mirziyoyev, in carica dal 2016, ha avviato riforme ambiziose: l’iperinflazione – ossia una situazione di inflazione particolarmente elevata tanto da indurre i consumatori ad usare valuta estera e le riforme in ambito legale e fiscale sono state ben accolte dalle società uzbeka. La Nazione si concentra sull’imprenditoria, la privatizzazione e l’apertura.
Le relazioni con i Paesi vicini si sono normalizzate. I risultati di questo operato si notano: l’Uzbekistan è progredito dal 166° posto (2012) al 69° posto (2019) nella classifica “Doing Business” della Banca mondiale. Negli anni a venire si attende un afflusso di investimenti diretti esteri pari a 65 milioni di dollari americani.

Relazioni con la Svizzera

Il fatto che l’Uzbekistan faccia parte dello stesso gruppo della Svizzera presso la Banca mondiale è piuttosto aneddotico. Il legame commerciale tra i due Paesi è molto più importante. Sui 14 miliardi di dollari d’esportazione dell’Uzbekistan, più del 18% sono destinati alla Svizzera, seguita dal Regno unito (17%) e dalla Russia (14%). Per quanto riguarda le importazioni, invece, sui 21 miliardi di dollari, il 23% provengono dalla Cina. La parte che tocca la Confederazione è inferiore all’1% e il volume delle importazioni da questo Paese ammonta a 148 milioni di dollari l’anno (cifre sono intese per l’anno 2019).

“Mercato di confine”

Gli investimenti svizzeri in questo Paese agroindustriale sono aumentati più del 200% nel corso degli ultimi 10 anni; anche le importazioni uzbeke sono incrementate. Solo 10 anni fa, il Paese acquistava 60 milioni di dollari di merce all’anno in Svizzera. I piccoli volumi, il carattere unilaterale e la crescita rapida sono le proprietà evidenti di questo “mercato di confine”, con una rapida industrializzazione.

Fare affari con Paesi come questo può anche comportare dei rischi, ma i successi sono altrettanto significativi. Purtroppo, la poca conoscenza dello Stato, della sua economia e del mercato tende anche a mascherare le opportunità.

Fonte: Testo di Henrique Schneider, USAM; adattamento Cc-Ti