Discorso del Presidente Andrea Gehri in occasione della 104esima AGO Cc-Ti

Ecco la versione integrale del discorso pronunciato dal Presidente Andrea Gehri alla nostra 104esima Assemblea Generale Ordinaria, tenutasi il 15.10.2021 presso l’Espocentro di Bellinzona.

Carissimi associati,
Egregi Rappresentanti delle Associazioni di categoria,
Cari ospiti, gentili signore ed egregi signori,

a nome della Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino, in rappresentanza delle 47 associazioni affiliate, dei 1’000 soci individuali, dei 135000 ca. posti di lavoro e delle 18 Camere di commercio e dell’industria svizzere vi porgo il più cordiale benvenuto alla nostra 104esima Assemblea generale ordinaria.

È con una certa emozione che affronto la mia prima assemblea generale ordinaria da Presidente in carica. Un anno turbolento per i motivi che tutti conosciamo, che ha posto le imprese di fronte a sfide epocali, mai vissute prima d’ora dalla nostra generazione.

Alcune vinte, altre sono ancora in corso, ma un fatto è inconfutabile! Sono fiero di rappresentare un mondo imprenditoriale sano e dinamico, che sa affrontare ogni situazione in modo costruttivo, anche e soprattutto dinnanzi alle difficoltà.

  • Un Cantone e un’economia forti e da promuovere

Ticino terra d’artisti si diceva una volta. Ticino terra di imprenditori dico io.

Sì perché, malgrado le cassandre che si ostinano, più per calcolo politico che sulla base di fatti concreti, a definire la nostra economia debole, nel confronto nazionale dimostriamo sempre doti di resilienza e solidità. Una realtà ormai da più di vent’anni. Chi afferma il contrario offende pesantemente le migliaia di imprenditori e imprese che, con i loro dipendenti, lavorano duramente ogni giorno per contribuire al benessere del cantone, “tirando la carretta”, facendo sacrifici, creando, innovando e favorendo la crescita economica del nostro Cantone.

Purtroppo, il malcostume di considerare esemplari alcuni casi di furfanti senza scrupoli continua a fare breccia e questo è clamorosamente controproducente in un periodo in cui occorrerebbe fare fronte unito per promuovere ancora di più il nostro territorio, contribuendo anche ad attirare eccellenze che favoriscanola nostra crescita economica, culturale e sociale.

La Svizzera e il Ticino si sono distinti da altri paesi per la gestione ponderata degli ultimi difficili periodi e questo messaggio non è passato inosservato anche all’estero, tanto che l’interesse per il nostro cantone ha conosciuto un chiaro rilancio, quasi insperato.

Lodevoli sono gli forzi di promozione territoriale attuati dal Cantone, se pensiamo all’adesione alla Greater Zurich Area, ad esempio, e la Camera di commercio e dell’industria, nello spirito di collaborazione che da sempre la contraddistingue, si è prodigata senza chiedere nulla in cambio, semplicemente e unicamente per la ferma convinzione nella causa.

Un apporto che intendiamo rafforzare ulteriormente, nell’ottica di una collaborazione pubblico-privato che coinvolga anche altri attori come, per esempio, i comuni.

Differenti azioni sono già previste, ma occorre affrontare un discorso sistemico, affinché vi sia una strategia concreta e promozione quotidiana, accompagnando e affiancando in questa via, in primis, chi già si trova sul nostro territorio.

Si tratta in sostanza di concretizzare il principio del Ticino come Terra di accoglienza, concetto purtroppo smarrito nei tempi più recenti. Per far ciò bisogna che qualcuno se ne occupi concretamente in prima persona; essere accoglienti, ospitali ed essere di sostegno significa dimostrare interesse, efficienza e uno Stato attento alle esigenze dei cittadini, delle persone e delle imprese!

Assurde cacce alle streghe per allontanare figure imprenditoriali che potrebbero contribuire alla ricchezza del nostro cantone materialmente e immaterialmente, non hanno nulla a che vedere con la legittima e sacrosanta lotta agli abusi. Un atteggiamento scostante in questo senso crea danni di immagine e sostanza gravissimi per il cantone. Purtroppo, ce ne renderemo conto quando sarà troppo tardi.

  • No ad aumenti di imposte e applicazione senza indugi della riforma fiscale

In questo contesto, dobbiamo affermare con decisione che la riforma fiscale già approvata da Parlamento e popolo deve essere applicata senza indugi perché essenziale per mantenere alto il livello competitivo delle nostre aziende e del Ticino. Che, tra l’altro, si troverà, grazie anche a questa riforma, perfettamente in linea con quelle che saranno verosimilmente le nuove regole internazionali.

Indugiare su questo punto sarebbe fatale e ingiustificato, anche perché la riforma sociale che accompagnava quella fiscale è già entrata in vigore e le aziende già stanno contribuendo in modo sostanziale con le nuove deduzioni frutto del compromesso concluso a suo tempo. Farle pagare, ma negare loro la riduzione dell’aliquota sugli utili sarebbe una beffa ingiusta e senza alcun motivo plausibile.

E’ evidente inoltre, che non possiamo assolutamente accettare la riforma proposta recentemente dal Partito socialista, di un presunto piano di rilancio del cantone, l’ennesimo e basato essenzialmente, e chi aveva dubbi ?, su aumenti di imposta generalizzati.

Rappresenta l’esatto contrario di quanto l’economia necessita e quindi, di riflesso, la nostra cittadinanza. Non va dimenticato che i mezzi finanziari prima di essere redistribuiti vanno innanzitutto prodotti e questo è tutt’altro che scontato.

Prevedere una spesa supplementare di 230 milioni per lo Stato non è lungimirante ma soprattutto non ha senso finanziare ulteriori piani sociali attraverso l’aumento delle imposte, tanto più che la metà sarebbero raccolti, ahimè!, con l’aumento dei valori di stima (circa 100 milioni), andando a gravare anche su tantissimi piccoli proprietari di immobili.

Per contro sarebbe auspicabile promuovere finalmente un’analisi sui margini di risparmio nella gestione corrente dello Stato, e ve ne sono! Le aziende sono abituate a fare questi conti e un po’ di sana gestione aziendale non farebbe male, qualche volta, anche al Cantone. Giocare facile mettendo sempre le mani nelle tasche del contribuente non è più accettabile.

  • Una trasformazione digitale effettiva e non solo a parole

Mai come oggi è necessario equilibrare giudizi e comportamenti. Lo spirito di accoglienza, delle idee, delle persone, deve essere un principio imprescindibile per affrontare gli ostacoli che la vita quotidiana ci pone davanti. La trasformazione digitale è uno di questi, ma non solo!

Di urgente attualità sono anche i prezzi e la carenza delle materie prime, dalla potenziale carica inflazionistica, ma soprattutto in grado di sovvertire molti modelli di business che sembravano essersi finalmente consolidati.

Senza dimenticare le preoccupazioni in tema di approvvigionamento energetico, seriamente compromesso dopo l’abbandono di un Accordo quadro con l’Unione europea che, almeno su questo punto avrebbe permesso di fare chiarezza e di garantirci maggiore tranquillità.

Oggi invece ci troviamo a ripensare a un negoziato difficile, con paesi molto energivori e che certamente utilizzeranno le risorse per le proprie esigenze, sicuramente prima di condividerle con altri.

Non è certo il nostro piccolo Ticino a poter cambiare queste dinamiche e ne siamo consapevoli. Tuttavia, il Cantone può assumersi un importante ruolo di sostegno nel costante sforzo dei nostri tanti imprenditori di adattarsi alle continue mutevoli situazioni, anche alle più difficili.

Cogliere i benefici della quarta rivoluzione industriale non porta solo le aziende a dover ripensare il proprio ruolo, bensì impone anche all’ente pubblico un approccio più moderno, in linea con la sua funzione di essere al servizio e al fianco delle cittadine e dei cittadini.

Se nell’ambito dell’innovazione si può constatare un importante, ovviamente sempre migliorabile, sostegno da parte dello Stato nel quadro della relativa legge, nell’ambito digitale l’impressione è che vi sia un netto ritardo. Questo se pensiamo, specialmente, ai servizi o all’offerta di formazione per “le professioni del futuro”.

Siamo d’accordo che il privato può e deve fare la sua parte e anche nelle attività della Camera sono proposti differenziati programmi di formazione continua, dalla comunicazione al marketing, dalla gestione delle risorse umane al diritto, dalla contabilità alle “soft skills”.

Ma una strategia digitale vera e propria da parte dello Stato non la si intravvede ancora, al di là dei lodevoli progetti individuali realizzati dai singoli dipartimenti.

In relazione a questo mi permetto di ricordare che nel 2019 è stata presentata al Consiglio di Stato un’interpellanza interpartitica con la puntuale richiesta, sull’esempio di quanto fatto a livello federale, di alleggerire il carico amministrativo gravante sulle imprese attraverso la semplificazione delle procedure di raccolta dati e l’eliminazione dei doppioni. Ciò per evitare che alle aziende venissero richiesti a più riprese gli stessi documenti. Il Consiglio di Stato si era detto non solo pienamente convinto dell’utilità di tale azione, ma aveva anche espresso la volontà di introdurla nelle misure da attuare nell’ambito del programma legislativo 2019-2023.

Lo scopo era quello di proporre misure concrete che, grazie ai vantaggi offerti dalla tecnologia, permettessero di agevolare i processi burocratici in favore non solo delle imprese ticinesi, ma anche dei privati, così come dei servizi statali stessi.

Da verificare se questo nuovo approccio tecnologico abbia nel frattempo avuto luogo. Saremmo delusi se alle intenzioni non avessero fatto seguito anche i fatti.

Concretamente, lo sviluppo di un coordinamento sarebbe, ad esempio, utile nel contesto dei cosiddetti “fallimenti a catena”. Invece di ipotizzare improbabili modifiche legislative, sebbene a livello federale qualcosa si stia muovendo, lo scambio di informazioni fra i vari dipartimenti permetterebbe di individuare con più facilità i furbetti, come del resto avviene già in altri cantoni.

Coordinarsi andrebbe certamente a snellire quelle procedure che rendono la giustizia civile e amministrativa un po’ macchinosa, con tempi non più sostenibili. Le aziende sane, e sono la gran parte, chiedono una giustizia efficiente, aggiornata e tempestiva, condizione quadro fondamentale per progredire.

  • Talune prassi vanno ripensate

Invochiamo spesso un’azione sull’aggravio burocratico a costo di risultare ridondanti. Purtroppo, si tratta di una realtà che si ripete incessantemente, figlia di un contesto sempre più complesso, ma forse anche non abbastanza audace.

Voglio spiegarmi: le leggi, spesso già complesse nella loro messa in vigore (un riferimento a quella sul salario minimo cantonale non è per nulla casuale), restano spesso in vigore senza che se ne sia mai valutato l’impatto, l’utilità e l’adeguatezza. Chiedere che, analogamente a quanto avviene per molte leggi federali, vi sia dopo un certo numero di anni una procedura di valutazione sugli effetti di una base legale non è quindi sproporzionato. In una realtà in cui taluni chiedono la modifica di una legge ancora prima che essa venga applicata (anche qui il salario minimo cantonale è un riferimento non casuale), non dovrebbe essere scandaloso fare uno sforzo per una verifica ex post. Del resto, a livello federale si sta elaborando una legge che obblighi a verificare e ponderare gli effetti degli atti normativi sulle aziende, le PMI in particolare. Potrebbe apparire surreale che, proprio noi paladini della de-burocratizzazione, invochiamo una legge per verificare le leggi, ma tant’è, se serve…

Riteniamo sarebbe molto più di facile attuazione, a volte, ripensare alla stessa prassi delle Autorità e in tal senso potrebbero essere utili decisioni prima politiche e solo poi legislative. Abbiamo più volte tematizzato che nell’ambito dei permessi degli stranieri si constatava una certa rigidità, in certi casi opinabile, come poi sancito anche dal Tribunale federale. L’auspicio è che una giusta e mirata battaglia contro gli abusi non debba contribuire ad accrescere un contesto generalizzato di sospetto che non favorirebbe la crescita economica del nostro territorio.

Anche in ambito fiscale rileviamo prassi penalizzanti verso i contribuenti e aziende. Un esempio è quello della stima del valore aziendale, legata all’ormai ben nota Circolare 26 emessa dalla Confederazione, con un’interpretazione inflessibile che mette in difficoltà molti imprenditori.

Un altro esempio è la presunzione che l’utile imponibile di un’azienda cresca in maniera lineare, costringendo l’imprenditore, così come altri contribuenti, a dimostrare di non essere “colpevole”, invertendo quindi il principio sacrosanto che deve essere l’autorità a dimostrare che il contribuente ha dichiarato troppo poco e non il contrario. Spesso la risposta a questa contestazione è laconica: “se non è soddisfatto faccia reclamo”. Poco conforme allo Stato di diritto e a un rapporto sano fra Stato e cittadino. Il cittadino è il cliente e il cliente rappresenta in qualsiasi azienda nell’economia privata il bene più prezioso!

Stesso ritornello, ripetuto anche per la prassi fiscale ingiustificatamente severa riguardo le deduzioni per la manutenzione degli immobili, nella quale la maggior parte degli interventi vengono considerati migliorativi e quindi non deducibili se non in casi di manifesta fatiscenza delle strutture. Un’attitudine che va in netto contrasto con le necessità di sostenere la trasformazione ecologica e gli sforzi rivolti alla sostenibilità. Riteniamo sarebbe auspicabile incentivare ulteriormente il risanamento degli immobili, ottimizzando il vantaggio fiscale per gli investimenti e rendendo attrattivi gli interventi di risanamento. Ne beneficerebbero tutti, l’economia attraverso l’effetto virtuoso e circolare che investimenti di tale portata possono generare e lo Stato che, di riflesso, raccoglierebbe attraverso le imposte il frutto virtuoso creato a livello economico.

Dulcis in fundo, i proprietari contribuirebbero a elevare la qualità del parco immobiliare e l’immagine stessa del nostro paese. Anche l’occhio vuole la sua parte!

Abbiamo cercato di evidenziare alcune modalità d’applicazione, modi di interpretare e applicare le regole che, troppo spesso, si discostano dagli intendimenti e finalità pensate all’introduzione delle stesse.

Chiediamo pertanto all’autorità politica uno sforzo per intervenire su queste e altre prassi che inficiano alla base il rapporto con lo Stato, creano un clima di diffidenza nocivo per tutti.

Un atteggiamento di diffidenza e contrarietà a prescindere è inammissibile. Non è puntando indistintamente il dito contro tutti che si tutelano gli interessi elvetici e ticinesi, bensì riconoscendo al partenariato Stato – cittadino il giusto valore e rispetto. Uniamoci, facciamo squadra, e ricostruiamo il rapporto di fiducia di un tempo, che ha contraddistinto e reso invidiabile la Svizzera, senza preconcetti o chiusure aprioristiche. La persona deve tornare ad essere considerata il cliente con la C maiuscola dello Stato, questo è l’approccio che auspichiamo!

Altrimenti inutile sorprendersi se seri investitori ripartono o scelgono altre destinazioni. Un peccato!

Non si tratta solo di questioni finanziarie o di opportunità, ma anche di libertà imprenditoriale, sancita espressamente nell’articolo 27 della Costituzione federale e pilastro portante per lo sviluppo e la prosperità del Ticino e della Svizzera intera. Diritto da noi sempre fermamente difeso ed elemento cardine della nostra missione, non un privilegio per approfittatori, ma caposaldo per il benessere generale.

Con queste considerazioni non vogliamo accodarci alle tante sterili polemiche e nemmeno favorire in qualsiasi modo chi intende eludere le nostre leggi, tutt’altro.

Sollecitiamo un adattamento concreto al contesto attuale e la possibilità per le nostre aziende di operare in modo ottimale, attraverso sostegno e flessibilità nel rispetto delle regole e nell’interesse di tutti. Si tratta quindi di realizzare un cambio di mentalità e di approccio.

La Camera è come sempre disposta e propensa alla collaborazione costruttiva con le autorità. Mettiamo a fattore comune le nostre competenze, le nostre esperienze, le nostre idee e ambizioni e, poi, passiamo dalle parole ai fatti. Uniamo le idee, sviluppiamole assieme e sosteniamole con convinzione!

Il momento giusto è adesso e il Ticino, oltre ad essere terra d’artisti è anche terra d’imprenditori che chiedono di poter lavorare, prosperare e collaborare alla creazione della ricchezza del nostro territorio.

Il momento giusto è adesso!

Prima di concludere il mio intervento all’odierna assemblea generale ordinaria della Camera di Commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino vorrei ringraziare tutti i collaboratori che compongono e rappresentano la Camera e che con passione, dedizione e impegno svolgono quotidianamente un lavoro encomiabile a sostegno delle nostre aziende e dell’economia in Ticino.

In particolare, il Direttore Luca Albertoni che, con la sua squadra, si impegna a garantire una moltitudine di servizi essenziali per gli associati e costanti relazioni costruttive con il mondo istituzionale. Un lavoro talvolta oscuro e dietro le quinte, ma assolutamente fondamentale per lo sviluppo di condizioni quadro sostenibili per la nostra economia.

Non dimentico il supporto e l’importante lavoro svolto da tutto l’Ufficio Presidenziale, dalla nostra Vicepresidente Cristina Maderni, che in questo primo anno mi hanno affiancato e sostenuto nella mia presidenza, GRAZIE DI CUORE!

Concludo ringraziando la mia famiglia che mi accompagna quale persona, imprenditore e Presidente e tutti voi convenuti oggi a Bellinzona.

La vostra presenza è testimonianza di quanto sia apprezzato e importante continuare a lavorare per un Ticino economico forte ed unito.

Crediamoci!

Grazie per l’attenzione e buon proseguimento di serata.

NO ad aumenti di imposte, applicazione senza indugi della riforma fiscale, nuovi servizi della Cc-Ti

La Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino (Cc-Ti) ha tenuto oggi, 15 ottobre 2021, presso l’Espocentro di Bellinzona, la sua 104esima Assemblea Generale Ordinaria. 

Alla presenza di circa 300 partecipanti (numero chiuso per scelta di protocollo interno di sicurezza) si è svolta con successo la 104esima Assemblea Generale Ordinaria della Cc-Ti, osservando strettamente le regole sanitarie, analogamente all’edizione 2020 che aveva potuto tenersi malgrado condizioni difficili e restrittive, senza, fortunatamente, alcuna conseguenza per la salute dei partecipanti.
Ad intervenire, a seguito dei lavori assembleari, sono stati il Presidente Cc-Ti, Andrea Gehri, il Consigliere di Stato Christian Vitta e il Direttore della Cc-Ti, Luca Albertoni, unitamente al CEO Swisscom, Urs Schäppi, e l’avvocato e noto fiscalista ginevrino Xavier Oberson in merito a possibili riforme del sistema fiscale per tenere conto dell’evoluzione tecnologica e della robotizzazione in particolare.

La necessità di lavorare uniti e nella stessa direzione

Il Presidente Andrea Gehri ha sottolineato come l’economia ticinese si sia dimostrata molto resiliente anche in questi ultimi periodi difficili, reggendo il colpo degli effetti della pandemia, in linea con quanto occorso nel resto della Svizzera. Permangono le difficoltà per taluni settori, ma nel suo insieme l’economia ha reagito in maniera positiva.
Preoccupano, oltre alle incertezze sanitarie, soprattutto le difficoltà legate alla reperibilità delle materie prime e al loro rincaro che sta già incidendo in maniera pesante sulle aziende e che toccherà tutti i cittadini.
Inoltre, i rincari nel settore energetico sono importanti e sembrano al momento incontrollabili, il che potrebbe alimentare una pericolosa evoluzione inflazionistica.

In un contesto del genere, è importante che tutti gli attori cantonali operino nella stessa direzione, per promuovere il nostro territorio e attirare importanti investimenti, garantendo quindi anche condizioni interessanti per il mondo imprenditoriale. Anche per questo motivo è assolutamente fondamentale evitare aumenti di imposte e applicare in maniera decisa, definitiva e secondo i tempi stabiliti la riforma fiscale in vigore dal 1° gennaio 2020, approvata dal Parlamento e dal popolo.
Ridurre l’aliquota sugli utili delle persone giuridiche dall’8% al 5% dal 1° gennaio 2025 è essenziale per mantenere il Ticino competitivo, nell’interesse di tutti. Un passo fondamentale verso la modernizzazione del nostro sistema fiscale.
Andrea Gehri ha poi anche lanciato un appello alle Autorità Cantonali affinché talune prassi amministrative che si sono consolidate nel tempo ma che si sono rivelate troppo rigide, vengano riviste in tempi brevissimi.

Nuovi servizi della Cc-Ti, automazione e fiscalità

I lavori assembleari sono proseguiti con l’intervento del Direttore della Cc-Ti, Luca Albertoni, che ha evidenziato in particolare due importanti novità nell’ambito dei servizi offerti dalla Cc-Ti ai propri associati.
La creazione di un servizio “Commercio internazionale”, che va ad ampliare le consulenze alle aziende anche in ambito di import (mentre fino a oggi l’attività di consulenza era limitata all’export). Si tratta della prima Camera di commercio e dell’industria in Svizzera che amplia in questa direzione il suo campo di attività.
La seconda novità è la creazione di una Scuola dell’export che partirà a primavera 2022. È un’emanazione della Swiss School for International Business di Zurigo, di proprietà di alcune Camere di commercio e dell’industria, fra le quali anche quella ticinese (SSIB – Swiss School for International Business / Export & Import). I corsi, finora svolti solo in tedesco, saranno offerti in Ticino in italiano e con la possibilità di sostenere proprio in italiano gli esami riconosciuti dalla Confederazione.
Si tratta di un tassello, di natura interamente privata e senza alcun contributo statale, e certamente un’occasione importante per accrescere le competenze del personale residente in Ticino in ambito internazionale.

Luca Albertoni ha poi dialogato con il noto avvocato e professore di diritto fiscale Xavier Oberson su possibili riforme del sistema fiscale nell’ottica dell’evoluzione tecnologica che pervade ormai tutti i settori.
Oberson ha invitato a riflettere sull’eventualità di introdurre una tassa per i robot, togliendo altri fardelli fiscali. Dalla discussione sono comunque emersi molteplici interrogativi da risolvere, a partire dalla definizione dell’automazione, passando per i processi che potrebbero essere imposti, sino ai rischi di frenare le spinte innovative. Il tema merita certamente uno studio e un’osservazione puntuale, anche se, a oggi, si tratta soprattutto di ragionare e ottimizzare i sistemi fiscali esistenti piuttosto che decidere su nuove forme di imposizione.


La Cc-Ti ringrazia i partner dell’evento: EFG Bank e Swisscom.


L’evento nei media

Stampa e portali online

Imprenditori decisi a lavorare per un Ticino forte e unito – CdT, 16.10.2021
Le riforme fiscali non si fermino – LaRegione, 16.10.2021
104esima assemblea: NO ad aumenti di imposte, applicazione senza indugi della riforma fiscale, nuovi servizi della Cc-Ti – etcinforma, 15.10.2021
‘Il riformismo fiscale non deve essere rallentato’ – laregione.ch, 15.10.2021
Camera di commercio riunita in assemblea – tio.ch, 15.10.2021
“Riforma fiscale, senza indugi” – rsi.ch, 15.10.2021
«Imprenditori decisi a lavorare per un Ticino forte e unito» – cdt.ch, 15.10.2021
«Riforma fiscale, senza indugi» – bluewin.ch, 15.10.2021
Camera di Commercio in assemblea: lanciate alcune novità – liberatv.ch, 15.10.2021

Servizi audio e video

(RSI Il Quotidiano/RSI Telegiornale/Teleticino Ticinonews/RSI Cronache della svizzera italiana/Radio Ticino)


Rileggi

Inchiesta congiunturale autunno 2021

L’inchiesta congiunturale condotta in collaborazione con le Camere di commercio e dell’industria della Svizzera romanda è giunta alla sua dodicesima edizione.

Grazie all’impegno delle aziende associate e al loro numeroso e costante contributo possiamo riuscire ad attestare una realtà che i risultati dei dati statistici ufficiali puntualmente poi avvalorano.

Cari soci, il vostro impegno e la vostra collaborazione rafforzano la voce della Cc-Ti a sostegno dei vostri interessi.

Ci permettiamo ricordarvi e chiedervi di voler compilare l’inchiesta seguendo le istruzioni che avete ricevuto via lettera (www.enquetecci.ch, disponibile dal 23.8.2021) e rispedirla entro il 29 settembre 2021 (chiusura del portale web il 1°.10.2021).

Tutti i dati saranno trattati in modo strettamente confidenziale e nel rispetto delle disposizioni di legge in vigore. La Cc-Ti presenterà i risultati dell’inchiesta in modo ufficiale e anticipatamente per coloro che vi hanno partecipato e, in seguito, gli stessi verranno pubblicati sui nostri canali di comunicazione (Ticino Business, Newsletter, social media).

Per informazioni Gianluca Pagani (pagani@cc-ti.ch) è a vostra disposizione.

Gli elementi di un’«azienda felice»

Nelle risorse umane definiamo normalmente tre “pilastri” che abbracciano questa disciplina: il team building, la formazione e il benessere del dipendente. Quando questi tre elementi sono allineati possiamo parlare di «azienda felice».

Il capitale umano rappresenta il vantaggio competitivo di ogni azienda, che va preservato e tutelato mettendo il dipendente al centro della strategia di sviluppo delle HR.

È questo quanto tematizzato il 5 luglio nell’ultimo webinar della Cc-Ti prima della pausa estiva, in cui sono intervenuti quali esperti Andrea Abbatelli, Partner KIAI Sagl; Roberto Sciarra, General Manager OneOnOne Switzerland e Roberto Klaus, Direttore SSIB Ticino; moderati da Lisa Pantini, Responsabile comunicazione Cc-Ti.

Costruire le condizioni win to win

Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo” La citazione di Henry Ford riassume lo spirito del gruppo e del “fare squadra”. Occorre però costruire le condizioni corrette per realizzare un gruppo coeso. Il team occupa un elemento centrale nella gestione delle attività all’interno delle aziende. Avendo bisogno di innovazione e della costruzione di soluzioni che siano sempre più vicine alle esigenze dei clienti, questi due elementi finiscono per combinarsi tra loro. L’uno non potrebbe funzionare senza l’altro.
Nessun dipendente, in realtà, può lavorare da solo; ognuno necessita dell’altro per realizzare i propri compiti – all’interno di un dato sistema -. Diventare ed essere una squadra è però un processo che comporta diversi passaggi e per funzionare al meglio sottostà a regole e dinamiche precise e dinamiche.
Se lavorare in gruppo è faticoso e non banale, tutti sono corresponsabili della costruzione delle condizioni stesse e un team è felice e vincente quando oltre ad ottenere i suoi scopi riesce a costruire anche le corrette opportunità per soddisfare nella totalità i suoi membri. Durante il webinar sono stati fatti numerosi esempi di situazioni in cui gruppi e team si sono mossi e si sono evoluti in modo più o meno positivo a dipendenza dei presupposti sui quali hanno operato.

Il benessere in azienda

Nell’era della tecnologia e con la spinta digitale degli ultimi anni, una giornata lavorativa media per molte persone comporta anche necessariamente, lunghi tempi di sedentarietà, indipendentemente dal tipo di lavoro che si svolge e dal settore. Il concetto di “benessere” nel corso degli anni ha subito numerose modifiche, le quali hanno condotto a una visione del termine più ampia ed esaustiva.
In particolare, dagli anni ‘70 a oggi il ‘benessere’ non è più incentrato soltanto sull’idea di un fisico scolpito, ma si vuole considerare l’intero equilibrio psico-fisico dell’essere umano.
Il benessere è anche un tema che l’azienda può utilizzare quale incentivo per attrarre i futuri collaboratori, fidelizzare i propri e, in generale, per la propria strategia HR. Inoltre, l’attenzione alla salute e alla qualità della vita dei propri collaboratori è un fattore che, nei tempi odierni, è percepito come sempre più determinante per l’incremento della produttività, riflettendosi certamente poi anche sulle dinamiche interne di team. Esistono numerose azioni che possono essere intraprese per progettare un well-being aziendale, più o meno impegnative in termini di strutturazione, dalle quali cominciare per inserire il concetto e la cultura del ‘benessere’ nelle aziende: alcuni esempi possono essere meeting con postazioni attive, eventi dedicati al benessere (‘giornata del benessere’), comunicazione mirata, ecc..

La formazione: quando il sapere crea passione

Lo studio, il porsi domande, l’essere critici è una delle componenti necessarie della crescita e della progressione verso la serenità e la realizzazione personale dell’individuo. Il sapere e la formazione non possono più permettersi di limitarsi alla semplice trasmissione di nozioni e conoscenza. Oggi occorre dare un valore aggiunto con un accompagnamento per orientarsi in modo più marcato e distinguersi. La formazione sul posto di lavoro è determinante per permettere di ottimizzare le conoscenze e il potenziale dei propri collaboratori creando un circolo virtuoso di ‘lifelong learning’ (o apprendimento continuo), qui inteso come processo di apprendimento volto a incrementare le proprie competenze e l’acquisizione di nuovi ruoli. Inoltre, investire in modo costante nella formazione continua dei collaboratori resta una delle migliori azioni concrete da attuare per far fronte alla crescente difficoltà di reperire risorse umane qualificate.

La Scuola Manageriale della Cc-Ti

La Scuola Manageriale intende offrire formazioni di lunga durata rispetto ai più classici corsi di formazione puntuale brevi orientati alla formazione continua per i leader di domani: tramite le proposte formative studiate e costantemente aggiornate, si propongono ai partecipanti (siano essi imprenditori, dirigenti, futuri quadri, collaboratori, ecc.) percorsi di perfezionamento professionale che garantiscano loro una preparazione adeguata per affrontare le sfide a cui saranno chiamati a rispondere con un nuovo bagaglio di competenze.

Lo “Specialista della gestione PMI con attestato federale” è destinato a coloro che desiderano acquisire le competenze per assumere la posizione di quadro in una PMI. Il percorso di studi, strutturato sull’arco di un anno e mezzo, comprende sei moduli: Gestione generale dell’impresa; Leadership, comunicazione, gestione del personale; Organizzazione aziendale; Contabilità; Marketing e Diritto in materia di gestione d’impresa PMI. A completamento dei moduli si svolge un modulo interdisciplinare finale, durante il quale verranno ripetute e completate le competenze acquisite nei moduli studiati. Dopo ogni modulo i partecipanti sostengono un esame sulla materia. Con il superamento dei 6 esami è possibile accedere all’iscrizione dell’esame federale per il conseguimento del titolo di “Specialista della gestione PMI con attestato professionale federale”.

Il prossimo percorso di studi avrà inizio in ottobre. La Cc-Ti è volentieri a disposizione per tutte le informazioni del caso.


SCARICA LA PRESENTAZIONE COMPLETA DEL WEBINAR

L’araba fenice nel mondo del lavoro

Conosciuta quale simbolo e figura mitologica, l’araba fenice rinasce dalle ceneri. È proprio la rinascita, la capacità di rialzarsi, di cambiare e di riadattarsi dopo un percorso, dopo il fallimento di un progetto o di un rapporto di lavoro terminato, l’esperienza da cui partire per parlare di resilienza.

Nel mondo del lavoro non tutto va sempre come pianificato e ci si scontra con un insuccesso, che può rilevare un’ottica diversa dalla quale ripartire.

È questo quanto tematizzato nel webinar della Cc-Ti del 16 giugno scorso, dove Romina Henle, Professional Development Director di International Coaching Federation Svizzera e Andrea Martone, Director Research and studies di Von Rundstedt & Partner Svizzera SA, sono intervenuti quali esperti; moderati da Lisa Pantini, Responsabile comunicazione Cc-Ti.

Un insegnamento pratico

Le “notti dell’insuccesso” si basano su storie di fallimenti professionali e imprenditoriali a differenti livelli. Se dai successi è possibile trarre un vantaggio evidente e immediato, è l’analisi degli insuccessi che può fornire approcci utili, percorsi diversi e differenti visioni.
Questa testimonianza vuole dimostrare che da un progetto mancato, come un’araba fenice, rinascere più forti e resilienti è possibile.

Se dovessimo dare una definizione di resilienza, potremmo dire che essa è intesa come la capacità delle persone di affrontare in modo costruttivo la pressione delle prestazioni, i cambiamenti e le crisi, di rimanere capaci di agire e, infine, anche di riemergere più forti da tutto questo. Il coaching (inteso come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale) può essere un valido supporto per le ripartenze, in ogni ambito. Diventa per cui un’opportunità per reinventarsi.

Durante l’evento sono stati portati esempi famosi di “arabe fenici” che poi si sono rivelati vincenti.
Possiamo ricordare James Dyson (inventore, designer e imprenditore britannico, fondatore dell’azienda Dyson) che notò che il filtro dell’aria in una cabina di verniciatura risultava costantemente ostruito dalle particelle di polvere (proprio come un sacchetto di aspirapolvere). Così disegnò e costruì una torretta ciclonica industriale, in grado di eliminare le particelle esercitando spinte centrifughe centomila volte maggiori della forza di gravità. A quel punto si domandò se avrebbe potuto applicare lo stesso principio a un’aspirapolvere. E si mise al lavoro: dopo 5 anni e 5’127 prototipi venne alla luce il primo aspirapolvere senza sacchetto al mondo con il marchio Dyson, il Dual Cyclone.
Storia simile anche per quanto riguarda la 3M e i post-it. La colla del Post-it fu scoperta nel 1968 da Spencer Silver, un ricercatore della 3M, che voleva realizzare l’adesivo più potente al mondo, capace di essere impiegato in campo ingegneristico ed aeronautico. L’esperimento si rivelò un fallimento a tal punto che diede vita a un collante così debole da non riuscire a tenere insieme neanche dei fogli di cartoncino, ma solo i foglietti che tutti conosciamo.

Rinascere ogni volta che si cambia lavoro

Quando si cambia lavoro, o quando viene terminato un rapporto di lavoro, non ci si dovrebbe ‘fossilizzare’ solo sull’insuccesso, ma cogliere questa opportunità di crescita, da trasformare in un’esperienza positiva.
Per employability (o impiegabilità) si intende proprio la capacità di un individuo di mantenere nel tempo un impiego o la probabilità di trovarne un nuovo in caso di inoccupazione.

Nel mondo del lavoro e con gli scenari futuri che si prospettano, il “lavoro per sempre” va, purtroppo, scomparendo (dove si intende lavorare per lo stesso datore di lavoro – quale ‘posto fisso’ – dall’inizio della vita lavorativa sino alla pensione): in questo senso l’employability permette di concentrarsi su livelli diversi, in una concezione di “workforce transformation”, che coinvolge più attori di un sistema complesso (lavoratore, azienda, istituzioni).

Per migliorare l’impiegabilità di un collaboratore devono intervenire principalmente tre fattori: la persona stessa (con le sue abilità professionali, capacità comportamentali e aspettative di carriera), l’azienda (per le sue politiche HR e i servizi di ‘job facilities’ che mette in atto) e la società (andamento del mercato del lavoro, servizi a supporto dell’impiego).

Ottimizzare le proprie risorse, rivedere e/o sconvolgere i propri progetti, ripresentarsi in veste diversa, è possibile promuovendo maggiormente questa visione nell’impiegabilità nelle strategie delle risorse umane in azienda. L’essere umano deve restare e distinguersi al centro del sistema.


SCARICA LA PRESENTAZIONE COMPLETA DEL WEBINAR E I DOCUMENTI UTILI INERENTI L’OMAGGIO DI INTERNATIONAL COACHING FEDERATION SVIZZERA

Proteggere business e segreti aziendali

Telefonate, voci, immagini e documenti. Registrare o videosorvegliare con l’ausilio di microspie grandi come la punta di una matita? Solo fantascienza da film d’azione, serie tv o libri di realtà distopiche? La risposta è no.

Basta andare online su siti di e-commerce come Amazon o e-bay per accorgersi che la proposta di dispositivi per attività di monitoraggio a 360° sono oggi alla portata di tutti e facilmente accessibili.

Coloro che operano, siano essi imprenditori o aziende, con informazioni sensibili sono, loro malgrado, un possibile bersaglio di attenzioni non previste e non gradite, vulnerabili.
Anche di questi aspetti si è discusso nel webinar Cc-Ti dello scorso 20 maggio intitolato “Intelligence Talks: il vostro business è al sicuro?“, condotto da Michel Venturelli, Criminologo e Titolare di IRX Sagl e da Flavio Ferioli, Operatore Technical Surveillance Counter-Measures di IRX Sagl, moderati da Lisa Pantini, Responsabile comunicazione Cc-Ti.

Attività di spionaggio

Concorrenza sleale, segreti industriali trafugati da (ex) collaboratori, manipolazioni ambientali per lo spionaggio, ecc., sono solo alcuni esempi di realtà che, in questo mondo digitale, si palesano ormai, all’ordine del giorno.
Spesso ci si accorge di queste manovre fraudolente solo quando esse sono già in atto e i danni tristemente tangibili.
La prevenzione resta la migliore difesa, almeno inizialmente, e che prevede un’attività di analisi puntuale e dedicata, che occorre riproporsi con una certa regolarità per verificare costantemente la privacy della nostra attività e validare, nel caso, una strategia di difesa immediata con misure mirate più o meno incisive.

È stato citato Edward Snowden (informatico e attivista statunitense, ex tecnico della CIA e fino al 10 giugno 2013 collaboratore di un’azienda consulente della National Security Agency, noto per aver rivelato pubblicamente dettagli di diversi programmi top-secret di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico) che disse “…dalla mia scrivania avevo la possibilità di INTERCETTARE CHIUNQUE, dal commercialista a un giudice federale e persino il Presidente, se solo avessi avuto la sua e-mail personale…”. Tecnologie più o meno sofisticate che permettono di violare la privacy di chiunque, in qualsiasi momento, da qualsiasi luogo.

L’attacco elettronico

Gli strumenti a disposizione sono molteplici, sempre più piccoli e preformanti e davvero ingegnosi. Congegni costruiti e ideati per soddisfare i piani più sofisticati e aggirare la sicurezza già presente.
Oggetti di uso comune modificati e resi “invisibili” al più delle persone (alcuni esempi: Microspie via radio, Microspie GSM, Registratori digitali, Microtelecamere, localizzatori GPS, Malware Trojan…).

Le tecnologie di difesa elettronica

È l’attività di bonifica (chiamate anche T.S.C.M. – Technical Surveillance Counter Measures) che sarà il primo “step” verso una strategia di protezione e prevenzione degli ambienti e delle persone.
Occorre affidarsi solo a professionisti accreditati di questo settore, persone qualificate e, proprio per lo scopo primario della collaborazione, di fiducia assoluta.

È un consiglio da ritenere, quello di restare sempre vigili e non peccare di ingenuità nelle proprie considerazioni istintive. Rivolgersi a questi professionisti aiuterà voi, per primi, a lavorare in un ambiente più rilassato e “libero” da vincoli, per trattare i vostri affari nella massima tranquillità, con la relativa grande resa.

Essere proprietari della propria privacy è oggi un lusso che spesso sottovalutiamo, sino al momento in cui non viene violata in qualche modo. Pensarci per tempo e cautelarci si rivelerà un investimento anch’esso, forse, il più redditizio.

Ogni ambiente (casa, ufficio, auto, garage, telefono, …) richiede strumenti puntuali, alcuni esempi sono, analizzatori di spettro, analizzatori di segnale GSM, rilevatori di giunzioni lineari e non (“spazzolone”), camera lens detector, termocamere, ecc..

È utile sapere che l’intercettazione “pirata” con microspie o telecamere è un reato penale. L’articolo 179 e segg. del Codice penale svizzero lo definisce con chiarezza.


Scarica la presentazione completa e rivedi il webinar

Agiamo Insieme 2021, fra diretta streaming e presenza

Si è svolta in diretta streaming dal Padiglione Conza di Lugano lo scorso 10 maggio 2021 la consegna dei premi per l’8° edizione di Agiamo Insieme.

Il progetto condiviso fra l’Ufficio Invalidità del Cantone Ticino e la Cc-Ti, nell’ambito di un partenariato per la gestione dei dipendenti che hanno subito un danno alla salute, del loro reinserimento in azienda e, conseguentemente, nel mondo lavorativo, è nato nel 2012.
Si tratta di un riconoscimento a quelle aziende del territorio che si sono distinte per il loro modo di operare e per l’attività svolta nel sostegno al collaboratore.

Un momento di riflessione, ormai divenuto una bella consuetudine che valorizza il lato umano delle aziende che, dimostrando grande senso di sostenibilità, racconta il percorso di reinserimento nei posti di lavoro delle persone lese nella loro salute.

Testimonianze, aneddoti, e anche tante emozioni: si celebrano i successi delle aziende e dei propri collaboratori, che con rimarchevole impegno in ambito professionale, evidenziando quanto la collaborazione fra Stato ed economia sia forte, attiva e vincente.

L’evento si è potuto svolgere in modalità ibrida: la diretta streaming ha permesso al pubblico di seguire la premiazione online; si sono collegati online per un discorso i Consiglieri di Stato Raffaele De Rosa, Direttore DSS e Christian Vitta, Direttore DFE; mentre in presenza vi sono stati gli ospiti e le aziende premiate.
Sono intervenuti Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti; Monica Maestri, Capo Ufficio AI e Sergio Montorfani, Direttore IAS; Christian Fischer e Rosy Pozzi della Fondazione ARES, che si occupa del reinserimento professionale di persone colpite dalla Sindrome di Asperger.
La serata è stata animata da Julie Arlin.


Le aziende che si sono distinte

Marché Bellinzona Sud, rappresentata da Walter Caranzano, Direttore Hotel e Marché Bellinzona Sud e Clarisse Sargento, Collaboratrice

Securiton SA, rappresentata da Silvio Ghiggi, Direttore Regionale Securiton e Alessandro Consiglio, Collaboratore

Studio tecnico Colombo, rappresentata da Michele Casado, Direttore Studio Tecnico Colombo e Simone Fornezza, Collaboratore


Gallery dell’evento

RIVEDI L’EVENTO COMPLETO

Quando il digitale incontra l’export

Il 5 maggio scorso si è svolto il webinar “Il digitale incontra l’export” dedicato a un argomento di attualità e in forte espansione. All’incontro online – organizzato dalla
Cc-Ti, in collaborazione con S-GE, hanno assistito una quarantina di partecipanti.

Al webinar sono intervenuti Michele Merazzi, Vicedirettore Cc-Ti; Martina Grisoni, Responsabile Servizio Export Cc-Ti; Silvia Del Vitto, Head of Sales & International Client Management Intarget Suisse e Monica Zurfluh, Head of S-GE Southern Switzerland.

Il COVID-19 ha modificato le abitudini, gli usi, i consumi e gli acquisti di consumatori e aziende attive su mercati nazionali ed internazionali, con profonde trasformazioni.
Le aziende sono spinte verso nuove evoluzioni, rivolgendosi sempre di più verso un mercato digitale, sviluppando nuove strategie di distribuzione.
Dai dati dell’Amministrazione federale delle dogane, il valore dell’export in Svizzera è calato del 7.1% nel 2020, rispetto al 2019; ciò è dovuto anche alla pandemia e ai suoi diversi effetti. Fortunatamente, il 2021 è cominciato in positivo con un incremento del 5.4% rispetto al dicembre 2020. Con dati come questi è difficile fare delle previsioni attendibili per scenari futuri anche a breve termine, la situazione economica dipenderà molto dall’andamento congiunturale e dalla campagna vaccinale a livello globale.

Il nuovo consumatore è globale

Internet è sempre più globale, le aziende necessitano gli strumenti digitali e il digital marketing rappresenta un ponte verso nuove opportunità da sfruttare. Il web non è sicuramente una novità per le aziende, come pure per i consumatori, ma nell’ultimo anno c’è stata una netta escalation del loro utilizzo.

Digital export?

Che cosa si intende quando parliamo di ‘digital export’? Si tratta dell’implementazione di modelli di business B2B o B2C attraverso le leve del marketing digitale e dell’utilizzo di piattaforme online al fine di espandere un’attività al di fuori dai confini nazionali.

Le tendenze confermano che i digital buyers, ossia coloro che compiono acquisti online anche da un marketer straniero, rappresentano oggi più del 30% della popolazione mondiale. E si tratta di una tendenza destinata a crescere.

La sicurezza prima di tutto

e-commerce B2C in Svizzera

La Svizzera è prima nel B2C e-commerce Index 2020, annuale classifica redatta dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD). Le economie sono classificate in base all’accessibilità a server Internet sicuri, affidabilità del servizio postale e della sua infrastruttura e la percentuale di popolazione che usa internet e possiede un account presso un’istituzione finanziaria o un servizio di pagamento mobile.

Prosperare, anche online

Il digitale e l’internazionalizzazione diventano cruciali per aiutare un business a crescere e prosperare raggiungendo nuovi consumatori all’estero.
In questo ambiente dinamico, con un consumatore sempre più attento, le esigenze cambiano costantemente e da mercato a mercato. A cosa prestare attenzione?

  1. Identificare i nuovi mercati
  2. Valutare le barriere all’ingresso
  3. Pianificare l’operatività
  4. Promozione, marketing e pubblicità
  5. Misurazione della performance ed espansione

Con un approccio strategico e con il supporto di strumenti esistenti quali, ad esempio, Google Trends e Google Market Finder, sarà poi possibile identificare nuovi mercati target. In questo modo si potranno prendere decisioni più ponderate, adattando il proprio modello di business ai mercati interessati e ottimizzando l’investimento e le strategie di marketing sulla base delle informazioni più attuali e delle ultime tendenze.

I marketplace

Si definisce tale, un sito online di intermediazione per la compravendita di beni e servizi, come ad esempio Zalando o Amazon, i più conosciuti alle nostre latitudini.
Interessante sottolineare come i marketplace rappresentino oggi il 50% delle vendite online a livello globale. La caratteristica che differenzia un marketplace da un e-commerce è la presenza all’interno del sito di merci, prodotti e servizi di più produttori o venditori.
Questo genere di negozio online si distingue secondo due criteri: orizzontale – se vende prodotti di diverse categorie e verticale – se è specializzato in una sola categoria. Questo tipo di negozi, paragonabili a dei veri e propri supermercati online, offre diversi vantaggi, tra cui al primo posto una favorevole accessibilità economica.

Una nuova normalità: la visibilità online

Visto che la presenza fisica è ormai limitata, occorre aumentare e rafforzare la propria visibilità online, focalizzandosi sul definire la migliore strategia d’entrata sul mercato, ottimizzando il proprio e-commerce e/o sfruttando i marketplace esistenti, considerando però già da ora anche strategie multicanale e non dimenticandosi di chiarire gli aspetti legali, fiscali e logistici della vendita a distanza. Oggigiorno una presenza e una buona immagine online sono qualità necessarie. Se da un lato il proprio sito va curato, aggiornato e ottimizzato (SEO), anche l’impegno nell’essere attivi sui social media va potenziato. Questi ultimi stanno diventando sempre di più un canale preferenziale attraverso i quali i consumatori effettuano i propri acquisti. Da non sottovalutare il fatto che il sito web deve essere ottimizzato per il ‘mobile’.
Switzerland Global Enterprise ha creato un settore dedicato sul proprio sito web  con numerose informazioni e consigli utili e dove offrirà ad inizio giugno anche dei webinar tematici.

Un ulteriore strumento per rendersi visibili sono i mercati e le fiere digitali. C’è ancora molto scetticismo e resistenza alla partecipazione a questi eventi virtuali, non va tuttavia dimenticata l’importanza di questi luoghi d’incontro per testare le acque, restare in contatto con i propri clienti e partner e acquisirne di nuovi. Come avviene per il sito web, il contenuto è la chiave e deve essere accattivante, ma anche autoesplicativo e incoraggiare i visitatori ad essere proattivi e a mettersi in contatto con l’espositore. La sfida maggiore resta il far confluire i visitatori sul proprio stand, risolvibile solo potenziando le proprie attività di web marketing.

La presenza nei database

 Sono diverse le piattaforme che facilitano la visibilità online consentendo nel contempo di far incontrare domanda e offerta, fra cui:

  • Cleantech CUBE Database | S-GE – la banca dati delle aziende svizzere attive nelle cleantech;
  • PartneringOpportunity Database (POD) – la più grande banca dati di scambi commerciali e di innovazioni tecnologiche dell’Unione europea e dei Paesi associati. La Svizzera vi partecipa in qualità di Paese associato e il consorzio EEN svizzero è costituito da S-GE (ricerca di partner commerciali) e da  Innosuisse e Euresearch (ricerca di partner tecnologici);
  • S-GE matchmaking – banca dati in cui le aziende svizzere possono cercare e selezionare esperti e dove vengono pubblicati annunci di aziende estere alla ricerca di fornitori svizzeri.

Valutare nuovi mercati in remoto…

Nell’impossibilità o comunque difficoltà di viaggiare, valutare nuovi mercati e riunire informazioni utili di persona ad una presa di decisione resta difficile per le aziende esportatrici. Online si trovano tuttavia alcuni strumenti utili in proposito, quali il  Market Finder di Google, promosso in collaborazione con S-GE (che consente di stimare le dimensioni di un mercato sulla base delle ricerche effettuate online dal proprio target di clientela e di altri criteri) ) e il GoGlobal Cockpit (basato invece sulle voci di tariffa doganale dei prodotti esportati e presto esteso anche ai determinati servizi).

Va tuttavia tenuto presente che a volte sarà necessario adattarsi ad altri motori di ricerca (Baidu, Yandex…) e utilizzare rispettivamente confrontare i risultati di diversi strumenti per valutare un mercato e pianificare la propria espansione internazionale.

… ma attenzione alle barriere tariffarie e non tariffarie

Dazi doganali, tasse e formalità d’importazione sono tra i fattori più importanti che frenano l’accesso ai mercati ed ogni azienda dovrebbe essere in grado di identificarli per tempo. Uno strumento indispensabile e che si appresa all’uso quotidiano è la banca dati doganale, che fornisce dati in 150 Paesi.

Anche la Cc-Ti offre dei servizi export digitali

Inizialmente, tutti i certificati di origine non preferenziale venivano emessi in modalità cartacea, muovendosi sempre più però verso la digitalizzazione, anche la Cc-Ti ha voluto creare – assieme all’International Chamber of Commerce e alle altre Camere di commercio e dell’industria svizzere – una piattaforma online utilizzata con successo www.certify.ch (accessibile 24h su 24h, 7 giorni su 7, tramite il proprio nome utente e la propria password). Non è mai stato così veloce, pratico e sicuro richiedere l’emissione del Certificato di origine. I certificati e i documenti legalizzati possono essere comodamente stampati dal richiedente o utilizzati in PDF. La piattaforma non ha alcun costo supplementare e i prezzi rimangono invariati. Si guadagna sicuramente in velocità e in sicurezza.

Tutti i dettagli su questi servizi digitali nell’articolo di approfondimento già online sul nostro sito.

Oltre al rilascio dei certificati di origine, la Cc-Ti emette anche il Carnet ATA, questo documento serve all’esportazione temporanea di merce all’estero, per mostre fiere e congressi, campioni commerciali e materiale professionale. Il Carnet ATA, che purtroppo al momento non è ancora del tutto digitale, ha la durata di un anno, nel quale si può varcare il confine senza dover pagare dazio o IVA. Entro la data di scadenza del Carnet ATA tutta la merce esportata deve rientrare in Svizzera, dopo di che si potrà richiedere l’emissione di un nuovo documento per l’anno successivo. Maggiori informazioni le potete trovare sulla piattaforma www.ataswiss.ch. Su questa piattaforma è possibile, dopo essersi registrati, richiedere il Carnet ATA online, che verrà poi stampato dalla Cc-Ti.


DOCUMENTI UTILI
Scarica la presentazione powerpoint del webinar

La formazione professionale quale chiave del successo

Anche nel 2021 la Cc-Ti sostiene Espoprofessioni, la fiera dei mestieri, che torna in una rinnovata veste digitale.

Nel Rapporto d’attività dell’allora “Camera cantonale di commercio” (quella la ragione sociale della Cc-Ti negli anni ’20 del secolo scorso) dell’anno 1922, si parlava e si tematizzava di tirocinio professionale, scuole per apprendisti, insegnamento ai ‘fanciulli’ di 13-14 anni, e così via.
Fatto atipico? No, considerando la lungimiranza che la Cc-Ti ha sempre avuto per molte tematiche, fra cui spicca la formazione professionale di base e continua, quale caposaldo di una visione liberale che l’ha portata fino ad oggi, ben 99 anni dopo quel rapporto d’attività e a 104 anni dalla sua fondazione.

Nel sondaggio della FSEA – Federazione svizzera per la formazione continua 2021 (di cui la Cc-Ti fa parte attraverso la Conferenza della Svizzera italiana per la Formazione continua degli adulti – CFC) sugli erogatori di formazione continua, si evince come sia cambiato – con la pandemia – il modo di erogare e di fruire la formazione, orientandosi sempre più verso la digitalizzazione delle offerte. Anche la Cc-Ti ha percorso questa via; garantendo oggi un’offerta formativa completa in streaming.

Sono questi i due episodi con cui Lisa Pantini, Responsabile della comunicazione e relazioni con i soci della Cc-Ti, ha aperto il suo intervento alla conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2021 di Espoprofessioni.
Tenutasi il 11.3.2021 nel nuovo Auditorium della Scuola cantonale di commercio a Bellinzona, la conferenza stampa ha illustrato le principali novità di un’edizione peculiare, per la maggior parte online e con alcuni eventi selezionati in presenza.

La Cc-Ti riconosce quindi l’importanza della collaborazione fra associazioni economiche/professionali e lo Stato per la formazione professionale. Inoltre affianca le associazioni di categoria e le aziende formatrici con azioni di sostegno mirate, promozione delle professioni di tutti i settori economici e supporto per iniziative di vario genere.

Al momento informativo sono intervenuti, oltre a Lisa Pantini: Manuele Bertoli, Consigliere di Stato e Direttore DECS; Rita Beltrami, Capo dell’Ufficio dell’orientamento scolastico; Oscar Gonzalez, Aggiunto al Direttore della Divisione della formazione professionale; Selina Küpfer, Responsabile comunicazione Svizzera latina, SwissSkills Berna e Barbara Soer, del Segretariato cantonale UAE.

Dopo il rinvio della fiera nella primavera del 2020 causa COVID-19, oggi la fiera del 2021 si ripresenta con una nuova veste perlopiù digitale: nella settimana dal 22 al 27 marzo 2021, Espoprofessioni permetterà agli allievi di scuola media, ai loro genitori e insegnanti, come pure agli apprendisti, agli studenti del medio superiore, ai giovani adulti alla ricerca di percorsi formativi superiori, agli adulti interessati a perfezionamenti e riqualifiche, di esplorare il mondo delle professioni e delle formazioni del postobbligo.  


Tutti i dettagli relativi al programma, alle chat e alle modalità di partecipazione agli eventi sono disponibili sul sito www.espoprofessioni.ch.

Lisa Pantini resta volentieri a disposizione per eventuali domande.



Start-up ed export

Accesso ai mercati esteri: l’importanza di una strategia ben definita già in fase iniziale

L’export è fondamentale per le aziende svizzere, siano esse start-up, micro imprese, PMI o società più grandi.
È questo, in estrema sintesi, il messaggio chiave emerso dall’evento tenutosi online il 16 novembre, co-organizzato dalla Cc-Ti, insieme a USI, SUPSI, CP Start-up, Switzerland Global Enterprise, con il sostegno di Innosuisse – Swiss Innovation Agency.

Benché ogni azienda (a dipendenza della fase che sta vivendo – neocostituita, in espansione, consolidata, ecc.) attribuisca un’importanza diversa alle attività di esportazione, guardare con un occhio di riguardo “oltre i confini” elvetici resta un elemento imprescindibile per lo sviluppo del business.

L’evento si è svolto in streaming e vi hanno assistito una sessantina di partecipanti. Per la Cc-Ti hanno preso parte all’evento il Vice-Direttore Michele Merazzi, con Martina Grisoni e Giulia Scalzi, Responsabili del Servizio Export.
Sono intervenuti anche Francesco Lurati e Alcide Barberis del CP Start-up e Monica Zurfluh di Switzerland Global Enterprise. L’evento è poi proseguito con una testimonianza concreta di un’azienda: Giuseppe Perale di IBI SA ha parlato dell’approccio con le esportazioni e i mercati esteri.

In conclusione, sono emerse numerose domande e riflessioni da parte dei partecipanti, a cui i relatori hanno prontamente risposto fugando ogni dubbio sul tema.
Interessante sottolineare che l’evento in streaming non ha limitato l’interazione tra gli iscritti, anzi, lo scambio di informazioni è stato vivace e interessante.

I relatori della Cc-Ti: Giulia Scalzi, Martina Grisoni e Michele Merazzi

Un’idea chiara per una strategia vincente

Definire un piano di sviluppo e crescita aziendale, con un business plan determinato, e intraprendere i passi necessari per concretizzare la propria idea.

La scalabilità dell’offerta e l’apertura ai mercati esteri sono fondamentali anche in questa fase di previsione e preparazione. È possibile che inizialmente le risorse non permettano grandi manovre o che le priorità strategiche stabilite vadano in altre direzioni (convogliate sul mercato interno, ad esempio).

Comprendere i processi legati all’internazionalizzazione resta importante per le start-up (come pure per le imprese attive sul territorio), così come la conoscenza dei partner, degli attori coinvolti nelle fasi cruciali e dei loro servizi (Camere di commercio e dell’industria, Switzerland Global Enterprise, altre istituzioni, enti, aziende, …).


Per ogni informazione la Cc-Ti, attraverso il Servizio Export, è a disposizione. Contattateci.