Entusiasmo e propositività per il 2019

Nell’intervista a Cassia Casagrande, Responsabile Comunicazione ed eventi Cc-Ti,  scopriamo qualche anticipazione sulle attività targate Cc-Ti e tutte le novità a cui stiamo lavorando per il  prossimo anno.

Il 2018 ha comportato molte innovazioni tecnologiche per il mondo aziendale, a cui avete dedicato grande attenzione. Come evolveranno le attività nel 2019?

Come Cc-Ti non potevamo esimerci dal cambiamento che stiamo vivendo a tutti i livelli. Dal 2018 abbiamo optato per una trasformazione progressiva delle nostre attività per renderle in
linea con le esigenze dei nostri associati, che restano per noi l’obiettivo principale a cui fornire
delle risposte competenti. Il 2019 si appresta ad essere un anno altrettanto dinamico, nel quale
continueremo con approfondimenti costanti a sostegno dell’attività aziendale, offrendo ai nostri associati strumenti e spunti di riflessione innovativi. Attraverso le nostre diverse attività
– siano esse informazioni mirate, eventi e missioni economiche, formazioni puntuali o nuovi
percorsi della Scuola manageriale – continueremo a trattare le tematiche che ci stanno a cuore:
dall’internazionalizzazione alla digitalizzazione passando per la fiscalità, l’innovazione e la
sostenibilità. Insomma temi ampi e apparentemente disparati ma che appartengono ad una
stessa maglia che se ben tessuta può generare benefici importanti per l’intera società. E noi
non vediamo l’ora di contribuire a questo disegno.

Con quale spirito affrontate i mutamenti repentini caratterizzanti la società odierna e le necessità imprenditoriali?

Con spirito propositivo e grande passione per il ruolo che abbiamo la fortuna di poter svolgere, quello di rappresentante di un tessuto economico sano e  dinamico, quale quello ticinese. L’accompagnamento alle aziende, calibrato con servizi concreti e personalizzati, nonché la ricerca continua di stimoli, soluzioni dinamiche sono i principi sui quali operiamo.

Quali sono i progetti a cui state lavorando?

Stiamo continuando a raccogliere le necessità dei nostri soci e ad agire di concerto con attori competenti nelle tematiche a noi più care, per offrire soluzioni concrete. La messa in rete delle aziende, imprescindibile per un business di successo, sarà inoltre ancor più valorizzata, attraverso un accresciuto numero di momenti di incontro e scambio, così come grazie ad un ampliamento dell’“Area soci”, una zona del nostro sito web interamente dedicata a loro.

 

 

Vivere un futuro SMART

Nell’evento del 5 dicembre 2018, intitolato “Smart life, quando la tecnologia migliora la qualità“, la Cc-Ti ha dedicato un importante approfondimento all’intelligenza artificiale ed alle applicazioni che da essa derivano in termini di ‘Smart life’, concetto in cui conglobano economia digitale, progresso tecnologico ed innovazione.

Davanti a un centinaio di partecipanti, provenienti da settori ed aziende diverse, si è tenuto a Pambio Noranco, presso il Centro Serrafiorita, l’ultimo evento tematico Cc-Ti del 2018. Un momento rilevante nel quale abbiamo proposto nuove riflessioni sull’ampio tema della digitalizzazione (sul quale ci siamo ampiamente concertati nel corso dell’anno – dalla cyber security alle opportunità offerte dall’analisi dei big data, dai nuovi modelli di business all’ottimizzazione dell’organizzazione aziendale, dalla formazione alle nuove forme di lavoro, dal cloud alla comunicazione d’impresa, ecc. -), concentrandoci sulla ‘Smart life’.

L’evoluzione costante dell’economia digitale sta trasformando la società ed il sistema aziendale, affermandosi quale nuovo paradigma culturale, mutando al contempo gli stili di vita ed il fare impresa. Assistiamo ad un crescente progresso tecnologico in cui coesistono ecosistemi digitali dove le attività umane (da quelle personali riferite alle nostre vite private, fino ad arrivare ai processi produttivi e aziendali) sono interconnesse in una rete di piattaforme intelligenti che ricevono ed elaborano flussi di dati in modo progressivo.  Quella che è definita “Internet delle cose” – ovvero l’interconnessione e comunicazione dei diversi oggetti con e attraverso internet – è già realtà.

L’Intelligenza Artificiale (IA)

Dopo il saluto di benvenuto da parte di Cassia Casagrande, Responsabile Comunicazione ed eventi Cc-Ti, si è subito entrati nel vivo del tema con la relazione del Prof. Dr. Marco Zaffalon, dell’Istituto dalle Molle. Il Professor Zaffalon ha parlato dell’IA e della sua importanza per lo sviluppo ulteriore di applicativi, soluzioni e misure che andranno, nel prossimo futuro, ad integrarsi con la normale vita privata ed aziendale, migliorando processi e prodotti. L’IA rappresenta un complesso sistema tecnologico in grado di risolvere problemi, svolgere compiti e attività diverse tipicamente umane. Con numerosi esempi, il Professor Zaffalon ha quindi spiegato la necessità dell’accelerazione tecnologica da parte della società in generale, chiedendosi quanto il nostro territorio sia ricettivo e sappia profilarsi nel cogliere le opportunità che si presentano, auspicando che si continui a farlo al meglio.

Esperienze concrete e ‘smart’

L’ondata dell’innovazione digitale sta radicalmente trasformando, migliorandola, la nostra esistenza. Sono state diverse, in questo senso, le testimonianze dirette emerse dalla tavola rotonda moderata da Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti, a cui sono intervenuti: Luca Mascaro, CEO, Sketchin Sagl, Giorgio Ortelli, Direttore generale, Spinelli SA, Davide Rigamonti, Direttore Marketing & Distributions, Cornèrcard ed Enrico Tumminaro, Executive Vice President Mikron SA Agno.

Si è parlato di nuove strategie di governance e comunicazione che tengono conto del progresso tecnologico, di processi nell’ambito della domotica (con case intelligenti, sistemi d’allarme, case medicalizzate per anziani, ecc., solo per citare alcuni casi), a livello bancario e nel settore del fintech (attraverso nuovi metodi di pagamento e soluzioni cashfree, ma anche di controllo dei dati e di sicurezza globali) e di sistemi innovativi in ambito industriale. Il risultato è un Ticino che sa cavalcare l’onda della digitalizzazione, un territorio sano e competitivo, sede di eccellenze diverse.

A livello aziendale è stato messo in evidenza come le nuove tecnologie permettano di rendere i servizi e i prodotti più performanti, sia dal punto di vista produttivo, come pure da quello della customer care. Il servizio al cliente infatti è sempre più necessario: grazie al progresso tecnologico vi è un incremento dell’efficienza aziendale dei clienti stessi, tramite nuovi modelli di business, servizi diversi, progettazione di impianti e processi ‘smart’. Questi ultimi possono essere ottimizzati, monitorandoli, rendendo così la governance aziendale efficace a 360 gradi. In questo senso è fondamentale l’ascolto del cliente e l’analisi del suo comportamento, sempre in evoluzione: tramite le esigenze dei consumatori è possibile plasmare e rendere più efficaci i servizi che poi si andranno ad erogare a tutti i livelli.

Si è anche parlato della complementarietà della macchina all’uomo, sottolineando la necessità della formazione per i collaboratori, poiché stanno nascendo nuove professioni. L’uomo non sarà sostituito dalle macchine, occorre però saper sfruttare le nuove tecnologie per incrementare l’efficienza e migliorare i processi.

Il fil rouge dei diversi casi è stato quello di vivere il cambiamento in modo proattivo. È possibile trovare soluzioni ed idee inedite per le questioni più disparate, poiché le applicazioni date dall’economia digitale e dall’IA sono illimitate. È stato posto l’accento sul fatto che, per mantenere condizioni quadro favorevoli dove fare impresa, le leggi e le normative esistenti devono dar prova di adattabilità per essere maggiormente rappresentative di un contesto trasformato, come quello in cui viviamo.

Alla fine della serata i partecipanti hanno potuto beneficiare di un momento conviviale e di networking di qualità per incrementare la propria rete di contatti in modo fattivo.

Scopri la gallery completa dell’evento sulla nostra pagina Facebook!


L’evento nei media


Ulteriori approfondimenti sul tema dell’economia digitale e documenti utili

Il tema dell’economia digitale è fondamentale per la Cc-Ti e le sue attività verso il tessuto economico ticinese. Stiamo già programmando le prossime attività 2019, che presto saranno pubblicate sul nostro sito web.

La Cc-Ti ringrazia i partner tematici per la co-organizzazione dell’evento: Gruppo Sicurezza SA, Gehri Rivestimenti SA e Cornèrcard.

Il lavoro cambia e le leggi?

Il nostro sistema produttivo si va adattando rapidamente alla rivoluzione digitale, lo stesso, purtroppo, però non succede a livello di pubblica amministrazione e di legislazione.  L’opinione di Cristina Maderni, Vice Presidente Cc-Ti, Presidente Ordine dei Commercialisti del Cantone Ticino e Presidente FTAF.

Sebbene già nel 2016 il Consiglio federale abbia avviato una prima strategia per “La Svizzera digitale, nelle amministrazioni cantonali e federali, come notava qualche settimana fa il Consigliere nazionale Rocco Cattaneo, la digitalizzazione non decolla. Si scontano pesanti ritardi nello sfruttare risorse tecnologiche che potrebbero alleggerire la burocrazia e ottimizzare i rapporti dei cittadini e delle imprese con lo Stato. Un ritardo analogo si registra anche a livello politico e legislativo. È ormai risaputo che la digitalizzazione sta trasformando il modo di produrre, di lavorare e i nostri stili di vita. Una svolta epocale che richiederebbe, innanzitutto, innovative riforme del diritto del lavoro e delle assicurazioni sociali. Il lavoro è ormai fuoriuscito dai rigidi schemi del secolo scorso, con gli orari predefiniti, il posto fisso e le carriere lineari e automatiche. È già fuori dalle gabbie di mansioni e posizioni prestabilite per sempre.  Aumentano gli impieghi part-time e quelli con più datori di lavoro, si afferma lo smart working, cresce la discontinuità lavorativa e nascono figure professionali inedite, mentre ogni attività si arricchisce di contenuti cognitivi. Oggi il lavoro è governato da nuove logiche, risponde ad un diverso sentimento etico-sociale, si commisura con altre esigenze economiche e di status. Anche la spesso vituperata gig economy, che si sviluppa negli interstizi di una società in rapida evoluzione, risponde a nuovi bisogni di beni e servizi, offrendo a migliaia di persone, che altrimenti resterebbero al di fuori del mercato del lavoro, la possibilità di restare attive e avere dei guadagni. Un grande cambiamento questo che non si può più gestire con l’armamentario del vecchio diritto del lavoro e delle assicurazioni sociali.

Articolo apparso sul CdT del 3 dicembre 2018

Parliamo di queste tematiche e di molto altro, con esempi, testimonianze ed esperienze, nell’evento Cc-Ti di oggi “Smart life, quando la tecnologia migliora la qualità

FinTech e formazione, una combinazione vincente

Nell’intervista a Davide Rigamonti, Direttore Marketing & Distribution,
Cornèrcard, analizziamo come la tecnologia e il FinTech abbiano influito positivamente sui processi bancari.

Oltre a vantare da quattro anni il primato svizzero per la solidità patrimoniale, la Cornèr è stata anche una delle prime banche in Europa a sviluppare il settore delle carte di pagamento e a seguirne con successo l’evoluzione. Grazie ad una costante innovazione del prodotto e del servizio ai clienti.

Sfruttando le risorse del FinTech, sin dal 2012 la banca è attiva nel trading online con la divisione Cornèrtrader, diventando uno dei più importanti player di questa specializzazione nel nostro Paese. “Con la continua innovazione tecnologica, in questi ultimi 20 anni il mondo, anche quello della finanza, è radicalmente cambiato.  E cambiano più rapidamente, rispetto al passato, i modelli organizzativi.  Ma il fattore umano resta fondamentale, perciò, per le banche sono necessari ora più che mai una maggiore formazione interna e l’aggiornamento costante”, dice Davide Rigamonti, Direttore Marketing & Distribution, Cornèrcard, che sarà tra i relatori dell’evento del 5 dicembre dedicato alla Smart Life, promosso dalla Cc-Ti.

La Cornèr è tra i pionieri della diffusione delle carte di pagamento. In futuro queste carte saranno solo un’app dello smartphone?

La tecnologia cambia ad una velocità decisamente superiore rispetto al passato così come il comportamento dei clienti – risponde Rigamonti -. Tuttavia, è difficile prevedere se l’utilizzo della carta di plastica nel futuro verrà completamente rimpiazzato, anche perché che non tutti i Paesi sono sullo stesso livello riguardo la tecnologia (contactless, terminal, ecc.). Sicuramente l’uso di soluzioni mobili prenderanno sempre più quota, ma una percentuale di utilizzo tradizionale comunque rimarrà anche nel medio periodo. Legate a questa previsione sono anche le abitudini della clientela e l’età anagrafica che entro i prossimi 10 anni vedrà l’Europa e, la Svizzera in particolare, tra i Paesi con l’età anagrafica più vecchia al mondo.

La Svezia è decisa ad eliminare il denaro contante, si arriverà ovunque ad una società cashless?

La tendenza anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie è questa, sebbene sarà il passare del tempo a confermarla. Noi, però preferiamo l’espressione cashfree perché da una maggiore sensazione di libertà: vivere liberi dal contante. Detto questo, riguardo al contante ritengo che la quota si ridurrà in maniera direttamente proporzionale al prevalere delle tecnologie e all’aumento sempre più intenso delle transazioni e-commerce.

In che modo il FinTech influirà sulle attività delle banche?

Ritengo che il mondo bancario dovrà progressivamente passare dal modello competitivo a quello cooperativo. Con le regole attuali, la tecno-finanza gode di vantaggi competitivi indiretti; sfruttare in termini cooperativi entità FinTech permette di rendere più agili le tradizionali strutture bancarie. Per essere più flessibili e restare sul mercato a condizioni accettabili, bisognerà giocare la partita della cooperazione.

Intervista apparsa sul CdT del 3 dicembre 2018

Parliamo di queste tematiche nell’evento Cc-Ti “Smart life, la tecnologia che migliora la vita” del 5 dicembre 2018.

La grande svolta, dall’intelligenza artificiale all’ecosistema dell’intelligenza ambientale

Tra qualche anno, nel 2023, 70 miliardi di oggetti saranno collegati ad Internet, nel 2030 si arriverà a 200 miliardi. Oggetti intelligenti che si scambiano informazioni tra di loro. Dati che con la diffusione della tecnologia 5G verranno trasmessi con una velocità di mille volte superiore a quella attuale. L’Internet delle cose sarà una ragnatela d’interconnessioni che avvolgerà tutto il pianeta e con le sue infinite applicazioni trasformerà ulteriormente il nostro stile di vita. Ne parliamo il 5 dicembre nell’evento “Smart life, la tecnologia che migliora la vita”.

Lo sviluppo e l’estensione della digitalizzazione non stanno modificando in profondità solo il sistema produttivo, ma rappresentano una vera e propria evoluzione antropologica. Perché, come ricordava Klaus Schwab, il padre del WEF, “non cambia solo ciò che facciamo, ma anche ciò che siamo”.  Si sta affermando un nuovo paradigma economico, sociale e culturale.

Per questo, la rivoluzione digitale – assieme all’internazionalizzazione delle imprese, la sostenibilità e alla Swissness- è una delle quattro aree strategiche che nel corso del 2018 sono state al centro dell’attenzione della Cc-Ti. Con eventi informativi, approfondimenti, corsi di formazione e discussioni pubbliche che hanno toccato tutti i grandi temi della digitalizzazione. Dalla cyber security alle opportunità offerte dall’analisi dei big data, dai nuovi modelli di business all’ottimizzazione dell’organizzazione aziendale, dalla formazione alle nuove forme di lavoro, dal cloud alla comunicazione d’impresa. Un ciclo d’iniziative che il prossimo 5 dicembre proporrà un nuovo importante appuntamento dedicato alla “Smart life”, ovvero quando la tecnologia migliora la qualità della vita. Un pomeriggio di analisi e riflessione sull’intelligenza artificiale, con una tavola rotonda sulle esperienze dirette di alcune importanti aziende del Cantone.

Proprio la dimensione odierna di una vita sempre più Smart rimanda dal concetto di intelligenza artificiale a quella che è ormai la realtà quotidiana che gli studiosi definiscono “intelligenza ambientale”. Un ecosistema digitale in cui tutte le attività umane, da quelle produttive alla fruizione del tempo libero e al modo di vivere, sono facilitate da una rete di software e di piattaforme intelligenti che incrociano e rielaborano un flusso incessante di dati.

Il futuro lo stiamo già vivendo.

L’ondata dell’innovazione digitale sta radicalmente trasformando, migliorandola, la nostra esistenza. Grazie alla domotica si vive in case più sicure e intelligenti dove i consumi di elettricità, acqua, gas, sono programmati da dispositivi elettronici con un notevole risparmio energetico. L’analisi dei big data permette di gestire con più efficacia ed economicità le grandi infrastrutture urbane, la distribuzione di energia, di acqua e lo smaltimento dei rifiuti, cosi come la mobilità. Interessanti, al riguardo, sono i progetti realizzati da Swissicom in alcune città svizzere analizzando i dati della telefonia mobile. Esperienze che prospettano un nuovo approccio, non più basato esclusivamente su tasse e divieti, nella gestione dei flussi di traffico in un Paese in cui 3,9 milioni di persone, ossia 9 lavoratori su 10, sono pendolari e dove code e ingorghi costano alla collettività quasi due miliardi di franchi all’anno. Le automobili a guida autonoma non sono più fantascienza, ormai viaggiamo su veicoli che sono dei “computer su quattro ruote”, il cui costo per il 40% è imputabile alle loro componenti elettroniche.

Il telelavoro consente più flessibilità e autonomia nella scelta dell’orario e delle modalità d’impiego, nella sanità sofisticate apparecchiature digitali permettono tecniche diagnostiche sinora impensabili, la stampa 3D riprodurrà quanto prima anche organi umani, mentre gli algoritmi sono già in grado di analizzare velocemente i dati genomici. Biotecnologie, ingegneria genetica e nanotecnologia aprono nuove frontiere per la medicina.

Dal touch screen siamo passati al comando vocale con cui possiamo impartire ordini ad una molteplicità di assistenti virtuali. Con un semplice smartphone si accede velocemente a servizi comodi ed economici; la sharing economy segna il passaggio rivoluzionario dalla proprietà di un bene al suo semplice uso quando serve. AirBnb, Blablacar e Uber fanno ormai parte dei consumi di massa. La tecnologia blockchain, che non significa solo bitcoin, trasformerà il concetto di fiducia, la registrazione di documenti e transazioni, e innoverà la decentralizzazione amministrativa e la partecipazione alla vita pubblica. Il futuro lo stiamo già vivendo.

Articolo apparso sul CdT del 3 dicembre 2018

Grande interesse per i Paesi del Mercosur

Sono molteplici le opportunità per le aziende svizzere offerte dai Paesi del Mercosur, Brasile e Uruguay in particolare. Anche se l’apertura di questi mercati è accompagnata da alcune problematiche, durante l’evento Paese del 28 novembre organizzato dalla Cc-Ti, in collaborazione con gli sponsor Export (Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti, CRIF AG, Credit Suisse, Euler Hermes e Titraduce), sono emersi spunti positivi a sostegno degli imprenditori che desiderano fare business con le nazioni dell’America latina.

I relatori dell’evento. Da sinistra: Roberto Nanni, Valentina Rossi, Stefania Padoan, Marco Arrighini, Fabio Speciale

“L’interesse da parte delle aziende svizzere verso il Mercosur è alto e rimaniamo in attesa che la Svizzera possa beneficiare dei vantaggi di un accordo di libero scambio in seno all’AELS volto ad abbattere le barriere tariffarie”, ha esordito Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti. Con un mercato di oltre 260 milioni di abitanti, Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay rappresentano infatti uno sbocco molto interessante per le aziende svizzere.

Tempistiche fondamentali per la Svizzera

Attualmente due terzi delle esportazioni svizzere in America Latina confluiscono, nell’ordine, in Brasile, Messico e Argentina, ha sottolineato Fabio Speciale, Senior Consultant South America di Switzerland Global Enterprise. Dazi elevati, formalità doganali complicate e barriere non tariffarie complicano l’accesso al mercato per le PMI svizzere. L’accordo di libero scambio in negoziazione consentirebbe alle aziende elvetiche di accedere più facilmente ad un vastissimo mercato di consumatori e a una classe media in crescita che rappresentano un potenziale significativo per diversi settori economici. Le tempistiche sono però importanti in quanto il mercato comune sudamericano sta negoziando un accordo simile anche con l’Unione Europea.

Le opportunità settoriali

Tre i settori promettenti per le PMI svizzere nella regione citati da Fabio Speciale: il settore healthcare, dell’infrastruttura e della difesa in Brasile nonché il settore agroindustriale, delle energie rinnovabili, oil & gas, manifatturiero e dei servizi finanziari in Argentina. L’Uruguay si presenta invece come hub logistico e di servizi dell’intera America latina, offrendo altresì opportunità nel settore agroindustriale. Il Paraguay, infine, si rivela estremamente interessante per le attività produttive: la legge Maquila consente infatti di creare imprese di produzione/trasformazione di beni e servizi per la successiva esportazione e alle quali sono concesse esenzioni doganali per macchinari e materie prime e altre facilitazioni tributarie.

 

Paesi diversi, rischi simili

Marco Arrighini, Senior Sales Manager di Euler Hermes Switzerland ha voluto esordire il suo intervento fornendo qualche pillola su come approcciare in modo consapevole i Paesi del Mercosur. L’Argentina, ha un rischio elevato ma sta rimettendo in piedi la sua economia; la recessione in Brasile è finita, ma il Paese ha ancora un futuro non privo di rischi; il Paraguay ha una crescita del PIL superiore alla media regionale e politiche appropriate tra rischio esterno ed infine l’Uruguay con una crescita interna è tornato in pista ma è (ancora) dipendente da partner stranieri. In definitiva, per fare business con i Paesi del Mercosur vi è un semaforo arancione incentrato sui rischi, soprattutto per quanto riguarda i pagamenti per i quali vi è un ritardo procedurale nel pagare le fatture. Il consiglio è quindi quello di agire con anticipo o di utilizzare lettere di credito.

Solide ed interessanti testimonianze dirette

Con un intervento congiunto, Stefania Padoan, CEO di Padoan Swiss e Roberto Nanni, di Cippà Trasporti SA hanno portato l’esperienza diretta di un’azienda attiva nel settore industriale, che ha esportato con successo in America latina grazie all’appoggio di uno spedizioniere di fiducia. La vendita con una resa di consegna fino al porto o all’aeroporto di ingresso e lasciare l’onere dell’importazione al cliente è il consiglio basilare che ha fornito Roberto Nanni ai numerosi presenti in sala. Quando si fa business con i Paesi del Mercosur bisogna avere una mentalità diversa e ad agire in modo differente rispetto al mercato occidentale. La brillante testimonianza diretta di Stefania Padoan ha centrato alcuni punti fondamentali per poter entrare con successo in questi Paesi. Conoscere personalmente i clienti e fidelizzarli anche con visite annuali è una delle strategie di Padoan Swiss che si affida anche a partner di fiducia. Sono Paesi dalle grandi potenziali, ha affermato la CEO dell’azienda di San Vittore, ma bisogna far fronte a barriere tariffarie importanti che possono incidere fino al 60% del prezzo di vendita. Con la giusta strategia e con l’appoggio logistico della Cippà Trasporti, oggi la Padoan Swiss può però contare su un solido business nei Paesi del Mercosur che è di buon auspicio per tutte le aziende svizzere.

 

Scarica le presentazioni:
Economic outlook and business opportunities
Fabio Speciale, Senior Consultant South America, Switzerland Global Enterprise

Trade Credit Risk Insights
Marco Arrighini, Senior Sales Manager, Euler Hermes Switzerland

Le testimonianze: fare business in Brasile e la necessità di affidarsi a uno spedizioniere di fiducia
Stefania Padoan, CEO, Padoan Swiss e Roberto Nanni, Capo area spedizioni aereo & mare, Cippà Trasporti SA

La Cc-Ti con successo in Cina

La Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino (Cc-Ti) ha organizzato, in stretta collaborazione con la Città di Lugano, una missione in Cina dal 17 al 23 novembre 2018. L’intenso programma prevedeva una prima parte nella città di Shenzhen – considerata la captale Hi-Tech del Paese – e una seconda parte a Shanghai, centro commerciale e finanziario della Cina continentale.

La Cc-Ti, in collaborazione con la Città di Lugano, ha accompagnato in Cina una delegazione di aziende ticinesi. Si è trattata della prima missione della Cc-Ti nel Paese asiatico ed è nata grazie ai buoni rapporti instaurati con la Camera di commercio di Shenzhen a seguito di un incontro a Lugano nell’ottobre 2017. La prima parte del programma si è tenuta a Shenzhen, città del sud della Cina. Da piccolo villaggio di pescatori, Shenzhen si è trasformata in meno di trent’anni nella capitale Hi-Tech del Paese. La città fa parte della “Greater Bay Area (GBA)” che comprende le città di Guangzhou, Hong Kong e Macau, area che sta diventando a tutti gli effetti una potenza economica a livello mondiale.

Intenso programma di incontri a Shenzhen

A Shenzhen la delegazione, composta da imprenditori di settori diversi, ha avuto modo visitare la “China Hi-Tech Fair”, fiera di importanza internazionale, e di partecipare a diversi momenti ufficiali ed istituzionali e a visite ad aziende locali. Durante l’interessante incontro con il Console Generale svizzero nella Cina del Sud, Martin Bienz, sono state sottolineate le importanti relazioni tra Cina e Svizzera ed è emerso che quest’ultima è il 5° maggior investitore europeo nella regione del Guadong. All’incontro hanno partecipato anche due imprenditori svizzeri attivi già da molti anni nella regione: René Forster (Co-Owner e CEO di Howag-Swisspur) e Philip Kinseher (General Manager presso Audemars Microtec), i quali hanno messo in evidenza i vantaggi e le difficoltà nell’operare in Cina. Durante la visita a Shenzhen la Cc-Ti ha firmato un accordo di collaborazione con la Camera di commercio di Shenzhen. A chiudere il programma, la visita alla sede centrale dell’azienda BYD (il maggior produttore cinese di veicoli elettrici, la cui esperienza è iniziata negli anni ’90 con la produzione delle batterie per i famosi cellulari NOKIA) e a SVV (Shenzhen Valley Ventures), azienda innovativa nel settore del 3D printing e prototyping.

Aziende svizzere attive in Cina

Da Shenzhen la delegazione si è spostata a Shanghai, la città più popolosa della Cina e del mondo, considerata la capitale economica del Paese. Il programma prevedeva un’interessante visita allo Swiss Center nella Free Trade Zone della città. In questa occasione la delegazione ha potuto incontrare due rappresentanti di aziende basate in Ticino: Premec e Mikron Tool. Parte nevralgica del programma a Shanghai è stato il Forum di scambio tra Cina e Svizzera, organizzato in collaborazione con la Shanghai Pudong Industry Association. Anche a Shanghai la delegazione ha avuto modo di incontrare il Console Generale svizzero della regione, Olivier Zehnder. All’incontro hanno partecipato anche il Direttore di swissnex China, Felix Moesner, e Leo Peng, Trade Officer dello Swiss Business Hub (S-GE).

La missione è stata molto positiva, è stato importante e molto utile vedere con i propri occhi come si sta sviluppando la Cina, nazione che occupa un ruolo fondamentale a livello mondiale. L’economia cinese riserva ancora un considerevole potenziale, confermato pure dalla missione della Cc-Ti. Le opportunità si trovano soprattutto nel settore dei beni di lusso, dell’Hi-Tech, dell’elettronica e dell’e-commerce. Gli imprenditori che hanno seguito la Cc-Ti a Shenzhen e Shanghai hanno potuto toccare con mano la dinamicità di questo mercato ed incontrare possibili partner cinesi. Le missioni organizzate dalla Cc-Ti mirano infatti a dare un supporto concreto per costruire nuovi sbocchi di business all’estero.

La riuscita missione in Cina è stata possibile grazie al supporto di importanti partner svizzeri, come la Città di Lugano, i Consolati Generali svizzeri nella Cina del Sud e a Shanghai, swissnex China, Swiss Business Hub (S-GE), ma anche indispensabili partner cinesi, come la Camera di commercio di Shenzhen e la Shanghai Pudong Industry Association.

 

Opportunità tra obbligo e dinamismo

Davanti ad una trentina di associati si è tenuto il 26 novembre il penultimo Networking Business Breakfast del 2018, dedicato all’obbligo di annuncio dei posti vacanti. Dopo circa 4 mesi dall’introduzione di questa importante modifica legislativa, siamo tornati sul tema per informare nuovamente le aziende su come funziona il processo di annuncio e per rispondere in maniera performante ai dubbi pratici sollevati in sala.

Dopo il saluto introduttivo di Cassia Casagrande, Responsabile Comunicazione ed Eventi Cc-Ti, ha preso la parola Claudia Sassi, Capo della Sezione del lavoro del DFE, nonché relatrice principale del Networking Business Breakfast, che ha illustrato lo stato dell’arte attuale nella procedura di annuncio dei posti vacanti.

Una breve panoramica sull’introduzione di questa normativa 

Nel febbraio 2014 il popolo svizzero ha approvato l’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”. Il nuovo articolo 121a della Costituzione federale prevede l’applicazione di contingenti e del principio della preferenza nazionale nei confronti degli stranieri, compresi i cittadini dell’Unione Europea. In seguito all’esito delle urne il Parlamento elvetico ha deciso di introdurre l’obbligo di annuncio per i generi professionali con un elevato tasso di disoccupazione, alfine di favorire l’occupazione della manodopera in cerca di impiego. Il 1° luglio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di annuncio di un posto vacante all’Ufficio Regionale di Collocamento (URC), con regole ben precise e tempistiche di attuazione diversa (1° luglio 2018/1° gennaio 2020). È possibile analizzare meglio questi aspetti nelle schede di approfondimento già dedicate all’argomento dalla Cc-Ti.

La situazione attuale

I processi si vanno assestando ed emergono i primi adeguamenti da introdurre (tanto livello federale come, a cascata, anche singolarmente nei Cantoni). A livello ticinese ci si è resi conto di come la congiuntura economica ed il suo andamento influiscano molto sulla disponibilità di candidati in un determinato settore, dove vige l’obbligo di annuncio. Si auspica quindi che si possa trovare un buon equilibrio, con una congiuntura stabile, tra quest’ultima e la percentuale del tasso di disoccupazione (attualmente fissato all’8%, dal 1°.1.2020 scenderà al 5%).

Un altro interessante dato affiorato è che, da luglio ad oggi,  i posti vacanti annunciati dalle aziende ticinesi agli Uffici Regionali di Collocamento (URC) ed al Servizio aziende preposto, sono raddoppiati, assestandosi a circa un migliaio al mese. La metà di essi sottostà all’obbligo di annuncio. Vi è quindi una maggiore interazione tra datori di lavoro e istituzioni, sinonimo di una buona partnership funzionante per il mondo del lavoro.

Sono stati anche ricordati i principali strumenti a disposizione per le operazioni di annuncio di un posto vacante e ricerca di personale: il portale dedicato lavoro.swiss e i contatti diretti con gli URC. Attraverso il primo strumento le aziende possono attivare un ‘conto utente’ tramite cui contattare direttamente i candidati in cerca di impiego iscritti ad un URC (rientrano qui anche le persone in assistenza che sono idonee al collocamento e fanno già parte del bacino dei candidati degli URC), mentre con un contatto diretto è possibile ottenere le risposte desiderate ai quesiti sulle procedure ed i diversi processi a cui sottostare.

Alla fine dell’evento, dopo le domande specifiche dei partecipanti, si è tenuto un conviviale momento di networking davanti ad un caffè. Un’altra occasione per un accrescimento della propria rete di contatti.

Documenti utili

Ancora domande o dubbi sul tema? Il nostro Sevizio giuridico può fornirvi le risposte con una consulenza dedicata!

Sguardo sul più vasto mercato unico d’America latina

La Cc-Ti, in collaborazione con S-GE e gli sponsor Export, organizza un evento dedicato agli Stati del Mercosur previsto per il prossimo 28 novembre. 

Nell’ambito dell’AELS, la Svizzera sta negoziando un accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) volto ad abbattere le barriere tariffarie e ad aprire alle nostre PMI un mercato estremamente vasto di oltre 280 milioni di abitanti.

Le opportunità offerte da questi Paesi, Brasile e Uruguay in particolare, sono molteplici. Il Brasile innanzitutto è la nona economia più grande al mondo e la più importante dell’America Latina. È anche il principale partner commerciale della Svizzera nella regione (davanti a Messico e Argentina). Il Paese da un lato necessita di ammodernare i settori agricolo e della lavorazione e trasformazione dei prodotti alimentari, che contribuiscono a quasi il 30% del PIL, dall’altro sta consolidando il suo settore sanitario, investendo in nuove tecnologie e incrementando le importazioni di apparecchiature mediche. Settori, questi, in cui la Svizzera eccelle. L’Uruguay, con i suoi 3,5 milioni di abitanti, è un mercato molto più piccolo, ma l’ubicazione strategica, un’infrastruttura di telecomunicazioni moderna (la più avanzata d’America Latina), la stabilità politica e sociale accompagnata da un contesto imprenditoriale favorevole, così come l’elevata qualità di vita e l’alto grado di istruzione rendono il Paese una base logistica ideale per sviluppare la regione.

L’apertura di questi mercati è tuttavia accompagnata da problematiche commerciali quali le barriere (tariffarie e non), le difficoltà logistiche, di valutazione della solvibilità dei potenziali partner, non senza dimenticare del recupero dei crediti. Tutti questi aspetti verranno approfonditi durante un Evento-Paese il prossimo 28 novembre, dove l’accento sarà posto anche sulle testimonianze aziendali di realtà ticinesi attive in loco. Sarà inoltre data anche la possibilità di fissare colloqui individuali gratuiti con gli esperti di S-GE per una consulenza mirata durante la giornata.

 

Articolo a cura di
Monica Zurfluh, Responsabile S-GE per la Svizzera italiana e
Valentina Rossi, Responsabile Servizio Export Cc-Ti

Il servizio Export della Cc-Ti e S-GE sono a vostra disposizione per consulenze in ambito di esportazioni.
Contatti email: Servizio Export Cc-Ti e S-GE

Zoom dedicato alla 101° AGO Cc-Ti

La 101° Assemblea Generale Ordinaria della Cc-Ti, tenutasi il 19 ottobre scorso al Palacinema di Locarno, ha presentato nuovi spunti di riflessione per una crescita economica sostenibile. Dialogo, apertura ed equilibrio: questi gli elementi su cui puntare per orientarsi verso le sfide future. In estrema sintesi è il messaggio emerso dagli interventi che hanno portato visoni diverse (locali, nazionali ed internazionali) ai circa 400 partecipanti presenti.

L’appuntamento, organizzato con i partner  EFG Bank e Swisscom, è stata l’occasione per ribadire anche l’importanza di una visione concertata insieme a tutti gli attori in gioco (economia, autorità, partner sociali) per costruire il Ticino di domani, con una discussione costruttiva. La Cc-Ti è e sarà sempre in prima linea per rafforzare il tessuto economico e affrontare le trasformazioni della realtà socio-economica cantonale.

Nel video di approfondimento, curato ed andato in onda su Teleticino, intervengono il Consigliere federale Ignazio Cassis, il Consigliere di Stato Christian Vitta, il Presidente della Cc-Ti Glauco Martinetti, il Direttore della Cc-Ti Luca Albertoni, la Presidente di Federcommercio Lorenza Sommaruga e Franco Polloni, Head of Switzerland & Italy Region EFG Bank. Scopriamo allora insieme quanto emerso!