Start-up ed export

Accesso ai mercati esteri: l’importanza di una strategia ben definita già in fase iniziale

L’export è fondamentale per le aziende svizzere, siano esse start-up, micro imprese, PMI o società più grandi.
È questo, in estrema sintesi, il messaggio chiave emerso dall’evento tenutosi online il 16 novembre, co-organizzato dalla Cc-Ti, insieme a USI, SUPSI, CP Start-up, Switzerland Global Enterprise, con il sostegno di Innosuisse – Swiss Innovation Agency.

Benché ogni azienda (a dipendenza della fase che sta vivendo – neocostituita, in espansione, consolidata, ecc.) attribuisca un’importanza diversa alle attività di esportazione, guardare con un occhio di riguardo “oltre i confini” elvetici resta un elemento imprescindibile per lo sviluppo del business.

L’evento si è svolto in streaming e vi hanno assistito una sessantina di partecipanti. Per la Cc-Ti hanno preso parte all’evento il Vice-Direttore Michele Merazzi, con Martina Grisoni e Giulia Scalzi, Responsabili del Servizio Export.
Sono intervenuti anche Francesco Lurati e Alcide Barberis del CP Start-up e Monica Zurfluh di Switzerland Global Enterprise. L’evento è poi proseguito con una testimonianza concreta di un’azienda: Giuseppe Perale di IBI SA ha parlato dell’approccio con le esportazioni e i mercati esteri.

In conclusione, sono emerse numerose domande e riflessioni da parte dei partecipanti, a cui i relatori hanno prontamente risposto fugando ogni dubbio sul tema.
Interessante sottolineare che l’evento in streaming non ha limitato l’interazione tra gli iscritti, anzi, lo scambio di informazioni è stato vivace e interessante.

I relatori della Cc-Ti: Giulia Scalzi, Martina Grisoni e Michele Merazzi

Un’idea chiara per una strategia vincente

Definire un piano di sviluppo e crescita aziendale, con un business plan determinato, e intraprendere i passi necessari per concretizzare la propria idea.

La scalabilità dell’offerta e l’apertura ai mercati esteri sono fondamentali anche in questa fase di previsione e preparazione. È possibile che inizialmente le risorse non permettano grandi manovre o che le priorità strategiche stabilite vadano in altre direzioni (convogliate sul mercato interno, ad esempio).

Comprendere i processi legati all’internazionalizzazione resta importante per le start-up (come pure per le imprese attive sul territorio), così come la conoscenza dei partner, degli attori coinvolti nelle fasi cruciali e dei loro servizi (Camere di commercio e dell’industria, Switzerland Global Enterprise, altre istituzioni, enti, aziende, …).


Per ogni informazione la Cc-Ti, attraverso il Servizio Export, è a disposizione. Contattateci.

Presenti e responsabili, un segnale forte dall’economia al Ticino

Lo scorso 16 ottobre 2020 si è tenuta, in presenza, la nostra 103esima Assemblea generale ordinaria presso l’Espocentro a Bellinzona. Un appuntamento importante, quest’anno riservato solo agli associati della Cc-Ti per evidenti motivi di cautela, ma fortemente voluto per sottolineare la nostra presenza costruttiva nella situazione particolarmente fragile di questo momento.

Non solo l’avvicendamento alla Presidenza della Cc-Ti (dal 1° gennaio 2021) con la nomina di Andrea Gehri che sostituirà Glauco Martinetti meritava un accento di grande soddisfazione, ma anche l’intenzione di mettere in rilievo, in modo marcato, che il mondo imprenditoriale esprime la necessità e la determinazione di voler continuare a lavorare, senza per questo mai sottovalutare il Coronavirus.

Equilibrio fra economia e salute

Quale associazione-mantello dell’economia ticinese sentiamo la responsabilità di dare forma, oggi più che mai, al necessario equilibrio fra economia e salute. Ci siamo volentieri assunti l’incarico di “apripista” a dimostrazione di una concreta possibilità di continuare a costruire, proporre, essere presenti, garantendo, ovviamente e in primis, tutti gli standard di sicurezza. E come nella vita, ci vuole un ragionevole coraggio e anche un po’ di fortuna. Abbiamo imparato a convivere, e quando serve, a ignorare le inevitabili e inutili critiche di taluni che interpretano la volontà di lavorare solo come voglia di imporre il profitto a costo della salute. Siamo certi che operando rettamente, come anche le nostre aziende si affannano a fare in questo contesto più che mai difficile, ogni argomentazione viene puntualmente smentita. La migliore risposta e un esempio, sono stati quelli dati dai fatti, cioè che l’evento ha potuto svolgersi in sicurezza e con successo, osservando scrupolosamente tutte le normative sanitarie vigenti. Un numero chiuso di partecipanti (200 al posto degli usuali 500), tracciamento scrupoloso, misurazione della febbre, attestazione di buona salute da parte di tutti, obbligo di mascherina durante tutto l’evento, ampi spazi a disposizione e distanze sociali assicurate in ogni momento non hanno inficiato la buona riuscita dell’appuntamento. Se l’autorità ha fiducia nell’utilità degli strumenti che indica quotidianamente per la limitazione e contenimento della diffusione del COVID-19, coerenza vuole che queste “buone pratiche”, se usate in modo generalizzato, sistematico e puntuale, devono essere considerate sufficienti a evitare provvedimenti drastici. Altre vie non ve ne sono. Un qualsiasi lockdown generalizzato, anche solo parziale, sarebbe devastante per tutti i settori.

1° gennaio 2021

Il passaggio di consegne fra Glauco Martinetti e Andrea Gehri è stato all’insegna della continuità, con la conferma del ruolo della Cc-Ti quale interlocutore importante della politica cantonale e federale, come anche avvalorato dal Direttore del DFE Christian Vitta, che ha elogiato la capacità di mediazione della Cc-Ti, in maggior misura, nei momenti più difficili degli scorsi mesi. Andrea Gehri, anche per la natura del suo percorso nel contesto associativo, ha confermato l’intenzione di proporsi come forza affidabile, capace di spirito critico quando necessario, ma senza l’utilizzo di toni esagerati o inutilmente offensivi. Le caratteristiche di indipendenza, equilibrio e creatività della Cc-Ti vanno tutelate e ulteriormente rafforzate perché sono i tratti caratteristici delle aziende rappresentate. Da imprenditore di primo piano nel contesto economico ticinese, Andrea Gehri ha ribadito la necessità di mantenere condizioni favorevoli per le aziende. Il “fare impresa” deve essere possibile senza eccessivi lacci burocratici e mantenendo quello spirito di collaborazione fra pubblico e privato che concede alla Svizzera importanti vantaggi competitivi rispetto a molte altre nazioni. Malgrado alcune debolezze di tipo infrastrutturale del nostro cantone (fiscalità, formazione, collegamenti), non imputabili al mondo economico, il tessuto imprenditoriale ticinese si è dimostrato solido. Anche in questi frangenti di grande difficoltà. È comunque il tempo di scelte strategiche importanti, in ambito politico, sociale ed economico. Scelte magari anche dolorose, ma il momento storico lo impone. Andrea Gehri ha sottolineato come la creatività e la forza degli imprenditori seri, che credono e si identificano nel Ticino, sia e sarà fondamentale per operare e sostenere tali scelte, per cui è importante che l’economia sia considerata un partner, un appoggio da tutti gli attori. Attori chiamati tutti a dare prova di responsabilità sociale. Prinicipio che vale sì per le aziende, ma anche per tutte le cittadine e i cittadini, indipendentemente da quale ruolo ricoprano. La ricchezza va generata prima di poter essere redistribuita e questo non è per nulla scontato. Permettendo alle aziende di crescere in modo virtuoso, con soluzioni fiscali attrattive e all’avanguardia, potrebbe riaprirsi una stagione di prosperità, malgrado il contesto generale molto difficile.

Strumenti concreti a favore delle aziende

Il Direttore della Cc-Ti Luca Albertoni si è concentrato invece sui molti strumenti che la Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino mette a disposizione dei propri associati per facilitarne il lavoro quotidiano. Questo reso possibile anche grazie alla rete nazionale e internazionale delle Camere di commercio e dell’industria, che permette l’elaborazione concertata di soluzioni pratiche che vanno a diretto beneficio delle aziende ticinesi. Un esempio tangibile è il frutto della coordinazione con le altre Camere svizzere che ha portato alla realizzazione di una guida per il telelavoro e la redazione di un modello di contratto adattabile facilmente a ogni situazione aziendale. Inoltre un formulario CSR di autovalutazione, utilizzabile velocemente in modo semplice, che permette alle aziende di misurare in ogni momento la loro situazione in tema di responsabilità sociale delle imprese. Un tema di sempre più stringente attualità e ormai imprescindibile. Un altro esempio è costituito dal Digital Innovation Hub creato con i colleghi della Camera della Svizzera centrale e il CSEM di Lucerna (rinomato istituto che si dedica alla ricerca e all’innovazione) e che nello specifico si prefigge di accompagnare le aziende ticinesi nella trasformazione tecnologica. Attingendo anche a fondi europei e creando un ulteriore tassello nella costruzione cantonale dedicata all’innovazione, di cui possono beneficiare tutte le aziende.
L’approccio della Cc-Ti è in questo senso molto pragmatico e sempre orientato a dare ai propri associati, siano essi associazioni di categoria o singole aziende, soluzioni rapide, concrete e immediatamente applicabili nel lavoro quotidiano. La ripresa dei corsi di formazione, in presenza e con tutte le specifiche per la sicurezza dei nostri utenti, è solo un altro esempio tangibile della volontà di sostegno concreto attraverso informazioni utili e pratiche sui più svariati temi legati alla gestione aziendale. Dal marketing, alla comunicazione,
dalla gestione delle risorse umane all’IVA, dalla revisione della Legge federale sulla protezione dei dati a quella del diritto delle società… Supporto, informazione e formazione sono capisaldi per la Cc-Ti che si adopera per ottimizzare ogni aspetto a favore delle aziende e delle persone che le compongono.


Tutti i dettagli della 103esima AGO Cc-Ti, sono disponibili online sul nostro sito.

Discorso del Presidente eletto Andrea Gehri in occasione della 103esima AGO Cc-Ti

Ecco la versione integrale del discorso pronunciato dal Presidente eletto Andrea Gehri alla nostra 103esima Assemblea Generale Ordinaria, tenutasi il 16.10.2020 presso l’Espocentro di Bellinzona.

Caro Glauco,
Caro Luca,
Stimate autorità politiche nazionali, cantonali e comunali presenti,
Stimati soci della Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino
Cari collaboratori della Camera,
Gentili signore, Egregi signori,

innanzitutto, permettetemi di esprimere i miei più sinceri ringraziamenti per avermi confermato come nuovo Presidente della Camera di commercio dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino.

Un privilegio, un onore al quale, fino a poche settimane fa, non pensavo neppure di ambire!

Riprendere le redini dell’Associazione mantello per eccellenza dell’economia in Ticino, ruolo ricoperto negli anni scorsi da illustre ed affermate personalità del mondo imprenditoriale ticinese, costituisce sicuramente motivo di grande soddisfazione e responsabilità che mi appresto ad affrontare con molto rispetto, altrettanta passione e umiltà.

Glauco Martinetti, che ha presieduto la Camera durante gli ultimi 5 anni, ne è l’esempio più recente, oltre che un modello al quale ispirarsi. Il suo modo di fare garbato, la sua capacità di dialogo, di sintesi e di conferire con le parti, la sua competenza ed esperienza, la sua personalità che esprime simpatia e favorisce l’empatia, sono caratteristiche che hanno ben identificato e rappresentato la Camera durante gli ultimi anni nel tessuto economico in Ticino.

Ben comprendo i vertici dell’Ente ospedaliero cantonale nell’averlo designato futuro CEO, scelta azzeccatissima.

Qualche cenno ora sulla mia persona. Per coloro che non mi conoscono, ritengo sia doveroso raccontarmi.

Sono del 1964, quindi ho 56 anni, non proprio più un pivello e di primo pelo, nato e cresciuto a Lugano-Pregassona dove risiedo tuttora con mia moglie Manuela nel comune di Cadro. Abbiamo due figli, Deborah e Jonathan, oramai adulti anche loro. Permettetemi a tal proposito di ringraziare la mia famiglia che mi ha sempre permesso di rincorrere i miei obiettivi, assecondandomi nei tanti miei impegni.

Ho conseguito la formazione commerciale e, in seguito, presso la Camera di commercio e dell’industria ho conseguito il diploma di “Capo azienda”, ora definito “Scuola Manageriale per specialista nella gestione di PMI”.

In seguito, ho calzato le cosiddette “salopette” e affrontato il percorso formativo in cantiere per poi ottenere l’Attestato di capacità di piastrellista. Seguito poi da quello di Capo piastrellista, di Maestro piastrellista e infine dal riconoscimento massimo nella professione, ossia quello di Esperto perito federale.

Conduco oramai dal 1990 l’azienda di famiglia, la Gehri Rivestimenti SA che conta un’ottantina di collaboratori attiva nel settore secondario della costruzione, ossia quello dell’artigianato, dove ci occupiamo del commercio, della lavorazione e posa di rivestimenti in ceramica, in pietra naturale e/o artificiale. Stiamo introducendo la terza generazione nel solco della continuità ad una realtà giunta proprio quest’anno ai 50 anni di vita.

Nell’ambito associativo posso vantare una discreta esperienza, ho ricoperto la carica di presidente nazionale dell’Associazione Svizzera dei commercianti di piastrelle dal 2001 al 2007 e quella di Presidente dell’Associazione Svizzera delle piastrelle, sezione Ticino dal 2007 al 2017, mentre siedo nell’Ufficio presidenziale della Camera di commercio dal 2016.

Nutro grande passione per la natura e la montagna che cerco di frequentare durante i ritagli di tempo libero a disposizione, durante il periodo estivo camminando o in mountain bike, mentre in inverno praticando lo sci che, è di fatto, l’altra mia grande passione.

Ecco alcuni brevi cenni personali, ma cosa rappresenta per me la Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino?

La Camera di commercio, dell’industria del Cantone Ticino rappresenta senza ombra di dubbio l’associazione mantello dell’economia cantonale, punto di riferimento privilegiato per autorità politiche federali, cantonali e comunali e per le imprese del nostro territorio.

Credo molto nei valori ai quali si ispira la nostra organizzazione che decodifico come:

  • Indipendenza, garantita da finanziamenti provenienti esclusivamente da parte dei propri soci e dai servizi erogati
  • Equilibrio, ossia attraverso l’analisi, il confronto e la discussione riflettere un’opinione su temi di interesse economico
  • Creatività, significa favorire un approccio imprenditoriale variato e votato a soluzioni concrete ai problemi della quotidianità

Durante il periodo della mia candidatura a Presidente della Camera mi son chiesto a lungo quali fossero le ragioni e le motivazioni di coloro che avrebbero potuto sostenermi, rispettivamente quali fossero i criteri per adempiere ad una carica di tale prestigio.

Ebbene mi sono convinto che la Presidenza assunta da un artigiano, da qualcuno che provenisse dal mondo del fare, potesse in un qualche modo rappresentare le piccole medie aziende nell’ambito di questo nostro tessuto economico molto vasto e variegato.

Le PMI rappresentano senza ombra di dubbio la spina dorsale dell’economia nazionale e cantonale, sulla quale la Svizzera ha costruito il proprio modello di successo economico e anche in Ticino vi sono centinaia, o meglio, migliaia di aziende di piccola e media dimensione che lottano quotidianamente per il successo, per favorire la crescita, per offrire posti di lavoro e per incrementare il benessere dell’intera comunità.

Proprio in questo ambito mi sento particolarmente motivato a dare il mio contributo di imprenditore che, come tanti altri qui presenti e non, vive, ama e lotta quotidianamente per il bene della propria azienda ma anche per il bene del proprio Cantone e della sua economia.

Il Canton Ticino sarà chiamato, in particolare ora e nel futuro prossimo, a scelte strategiche, politiche, sociali ed economiche, per certi versi anche piuttosto dolorose. Il momento storico che stiamo vivendo ci porrà dinnanzi a sfide alle quali non potremo sottrarci ma, attraverso la creatività e la forza degli imprenditori seri, che credono e si identificano nel Ticino, sono convinto che sapremo proporre soluzioni efficaci e pragmatiche per non ipotecare troppo il futuro dei nostri giovani.

Le premesse per poterne uscire indenni devono essere tuttavia chiare ed inequivocabili per tutti gli attori sul mercato, la politica per prima:

  • Senza il varo di condizioni quadro ideali, senza l’abbattimento della burocrazia dilagante, senza il ritorno ad una coscienza e responsabilità sociale che favorisca il tessuto economico interno non potremo ambire ad un’economia virtuosa ed indirizzata alla crescita
  • Classificarsi al 23. esimo posto tra i Cantoni svizzeri in tema di attrattività per le aziende ci deve far riflettere, ma ancor di più ci deve spaventare assai. Società e persone fisiche godono oggigiorno di estrema mobilità e quindi scelgono il loro domicilio secondo criteri di attrattività della localizzazione e, soprattutto della pressione fiscale.
  • Già … La fiscalità! Il Ticino purtroppo non è assolutamente competitivo al contrario di altri Cantoni che, attraverso una politica mirata e lungimirante attraggono e hanno attirato interessanti contribuenti, siano esse persone giuridiche ma anche e soprattutto persone fisiche che, purtroppo da noi vengono pesantemente sfavorite, rischiando di perderle
  • Le imprese per poter superare le difficoltà devono sentire la vicinanza del settore pubblico, le amministrazioni pubbliche devono favorire soluzioni e non intralciare la virtuosità degli imprenditori con aggravi che ne minano la motivazione e le strategie

Per poter ridistribuire la ricchezza alla comunità bisogna prima generarla!
Per generare benessere necessitiamo di condizioni quadro che permettano alle aziende di crescere in modo virtuoso!
Per crescere un’economia virtuosa vogliamo soluzioni fiscali attraenti e all’avanguardia per aziende, imprenditori e per le persone fisiche.

Per concludere, nonostante le difficoltà del momento, credo personalmente e fortemente nel nostro Canton Ticino e come piccolo imprenditore intendo mettere a disposizione la mia esperienza e la mia sensibilità, nella consapevolezza di poter contare su una struttura della Camera ottimamente organizzata, oltre che efficiente in tutti i suoi ambiti.

Sarà un piacere lavorare con e per tutti voi, affiancato da un Ufficio presidenziale composto da tanti affermati professionisti competenti, ognuno esponente di punta del proprio settore d’attività. Un nuovo e stimolante cammino volto alla crescita e alla difesa degli interessi di tutta la comunità e di tutte le nostre aziende.

Grazie a tutti!

Discorso del Presidente Glauco Martinetti in occasione della 103esima AGO Cc-Ti

Ecco la versione integrale del discorso pronunciato dal Presidente Cc-Ti  in occasione della nostra 103esima Assemblea Generale Ordinaria, tenutasi il 16.10.2020 presso l’Espocentro di Bellinzona. 

Egregio Presidente del CdS NORMANN GOBBI
Egregio Consigliere di Stato CHRISTIAN VITTA
Egregio Consigliere agli Stati MARCO CHIESA
Egregi Consiglieri Nazionali MARCO ROMANO, ALEX FARINELLI, FABIO REGAZZI
Stimato rappresentante delle autorità comunali di Bellinzona SIMONE GIANINI
Stimato Presidente Unione svizzera Imprenditori VALENTIN  VOGT
Stimato Presidente RAI MARCELLO FOA
Caro ex direttore CLAUDIO CAMPONOVO
Carissimi associati, cari ospiti, gentili signore, egregi signori,

A nome delle 45 associazioni affiliate, dei quasi 1000 soci individuali, in rappresentanza di 135’000 posti di lavoro, e delle 18 Camere di commercio e dell’industria svizzere   vi porgo il più cordiale benvenuto alla 103esima Assemblea generale ordinaria della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino

Dopo cinque anni passati alla Presidenza della Camera, per motivi puramente professionali, alla fine di quest’anno lascerò il mio mandato. Durante questa serata sarà eletto il nuovo Presidente e l’Ufficio presidenziale è molto onorato di proporvi la nomina di Andrea Gehri.

È stato, il mio mandato, un periodo intenso, molto arricchente sul piano umano e professionale. Poter vedere in un solo colpo d’occhio le numerosissime sfaccettature dell’economia ticinese vi assicuro che è affascinante. Perché appunto la nostra economia è estremamente variegata, non solo per dimensioni delle nostre aziende, ma proprio per i vari settori che la compongono. Questa sua caratteristica ne fa quindi, di fatto, un’economia di difficile comprensione, difficile da pronosticare, difficile da capire.  Ma dall’altro lato le dà una stabilità, una sicurezza e una resilienza molto interessanti. Come ha dimostrato l’andamento estremamente solido dell’economia cantonale negli ultimi due decenni. Fatto incontestabile, che ci ha portato a essere molto vicini all’evoluzione media dell’economia nazionale. Peccato che taluni si ostinino a parlare di un’economia debole fino ad arrivare ad usare nuovamente quel termine tristemente famoso coniato da Angelo Rossi oramai 35anni fa di “economia a rimorchio”. Nulla di più sbagliato ! 

Forse fragile, perché la volatilità generale obbliga a rimettersi continuamente in discussione e assestare continuamente le nostre realtà. Inoltre le troppe iniziative politiche volte a cambiare il sistema elvetico in maniera profonda creano molta insicurezza. Fragile ma non debole, la differenza è sostanziale. Del resto un’economia cantonale debole non sarebbe mai stata in grado di assorbire colpi duri come quelli del ridimensionamento del settore bancario. Il mantenimento del livello del gettito fiscale delle persone giuridiche su livelli stabili, malgrado la perdita di centinaia di milioni di introiti derivanti appunto dalle banche, ne è una dimostrazione palese.

L’economia ticinese di oggi è molto più forte di venti anni fa, ma la percezione è diversa. Forse le strutture “di un tempo”, penso in particolare alle regie federali e anche alle banche, erano più visibili che non le aziende “leader” di oggi e quindi forse più rassicuranti. Ma i fatti e le cifre dimostrano che questa economia è più solida.

Tutte le associazioni di categoria affiliate alla Cc-Ti, ben quarantacinque (dai banchieri ai piastrellisti, passando per la farmaceutica e i parrucchieri) sono fondamentali per creare e mantenere questa dinamica e la Cc-Ti cerca di sostenerle in ogni modo. D’altra parte è però quasi impossibile trovare la misura unica di sostegno, di rilancio, di aiuto in periodi difficili come quelli che stiamo vivendo. Molto più sovente è invece un insieme di misure e di attività che portano al successo. Per questo motivo l’indirizzo strategico scelto sotto la mia presidenza è stato quello di rafforzare la Camera quale interlocutore privilegiato dell’economia ticinese di fronte alle istituzioni Cantonali e Federali sui temi generali.  

L’ho ripetuto in ogni discorso assembleare:  sui temi specifici settoriali è il settore economico stesso che deve poter improntare la sua linea strategica. Sui temi generali è invece la Camera che ha la miglior visione di insieme e quindi la capacità di indirizzare la via più propositiva.

Questo fatto impone però, alla Camera, di avere una cura particolare nell’improntare la comunicazione che deve essere giocoforza più istituzionale. Dove questo non significa essere remissivi o accondiscendenti, ma impone una capacità di critica misurata, sempre fondata su fatti concreti e mai inutilmente aggressiva. I toni possono essere duri, ma si discute sempre sulle idee, sulle proposte, sui fatti. Il dileggio non è mai stato nelle nostre corde e, mi permetto di suggerire,  mai lo dovrà essere. Una sfida non da poco in un contesto comunicativo estremamente nervoso, troppo superficiale e volto alla distruzione di chi ha un’opinione diversa.

La Camera è stata capace di raccogliere questa sfida e le numerose sollecitazioni dalle istituzioni ci attestano questo riconoscimento. L’equilibrio è molto apprezzato ed è il miglior servizio che si possa dare ai nostri soci.

Il momento storico che stiamo vivendo è chiaramente molto particolare. Eppure non sto pensando al COVID-19 ed ai mesi passati.

Penso piuttosto ai prossimi anni e alla quarta rivoluzione industriale che il COVID-19 sta implementando molto più velocemente di quanto potevamo immaginare solo alcuni mesi fa.

Parlo del nuovo modello di business che siamo chiamati a mettere in atto. Ad esempio penso all’economia circolare che si sta sviluppando dal recycling, penso al tema del coworking, penso all’intelligenza artificiale, dove il Ticino è leader tra i cantoni svizzeri, tanto da spingere Swisscom ad investire in una start up ticinese.

È infatti evidente che ci stiamo proiettando a grande velocità verso una nuova società: molto più smart, molto più green, molto più social.

Io stesso nel mio piccolo negli ultimi tre anni ho cambiato il mio modo di operare (che evidentemente non è da confondere con il cambio di business model) : da innumerevoli viaggi in auto ho iniziato a usare il treno per ogni spostamento oltre Gottardo (soprattutto grazie alla facilità di utilizzo della app delle ffs) per poi passare ai vari Teams/Skype/Zoom durante la primavera 2020. Un guadagno di tempo, efficienza, immediatezza e sicurezza incalcolabile. Evidentemente questo è un piccolissimo esempio, forse anche banale e non è che l’inizio.

Dobbiamo ripensare i nostri modelli di business, dobbiamo ripensare l’offerta per i nostri clienti, dobbiamo garantire il passaggio alla quarta rivoluzione industriale delle nostre aziende.

La compenetrazione tra mondo fisico-reale, digitale e biologico è arrivata e pone sfide enormi. Non solo dal punto di vista dell’organizzazione delle aziende, ma anche dal profilo giuridico/legislativo e chiaramente sociale. Anche qui ci vuole equilibrio, perché questa rivoluzione ha risvolti che vanno chiariti e strutturati, per evitare che strumenti interessanti si trasformino in boomerang.

Penso al lavoro da casa, evidentemente interessante, ma per il quale non tutti erano e sono preparati.

Queste accelerazioni comportano anche un’accresciuta rapidità dei cambiamenti, per cui le aziende sono chiamate a reagire rapidamente e in modo flessibile, senza troppi intralci burocratici.

Molte attività si spostano in maniera molto facile e rapida, per cui ci vorranno sempre più soluzioni pragmatiche. Stiamo parlando di una vera e propria rivoluzione !

Tutto il mondo del lavoro si sta trasformando e la Camera ha da tempo puntato sulla creazione di una vera e propria cultura del digitale e sulla valorizzazione della Responsabilità sociale delle imprese ma anche del singolo : già, la responsabilità sociale del singolo individuo.

Termine a volte un po’ vago quello della responsabilità sociale, ma che sotto il suo cappello riassume un po’ tutte le questioni legate alla qualità di vita. Non solo la conciliabilità lavoro-famiglia, di cui spesso giustamente si parla, ma anche la conciliabilità lavoro-vita privata in generale. E’ importante ricordare che quando si parla di sostenibilità, capitolo importante della responsabilità in questione, si intende sempre l’interazione fra la sostenibilità economica, ambientale e sociale. E’ solo tenendo conto di questi tre elementi che i discorsi sulla sostenibilità hanno senso. Purtroppo spesso si dimentica quella economica, che sembra la meno prestigiosa dal punto di vista politico, forse perché garantisce meno consensi rispetto alle altre due. L’aspetto della sicurezza economica delle aziende non deve essere un tabu, esso rappresenta un elemento essenziale per garantire posti di lavoro e quindi un benessere a cittadine e cittadini. 

Sul tema sostenibilità mi piace ricordare la presentazione dei risultati della nostra inchiesta congiunturale. Evento informativo svoltosi lo scorso mese di gennaio, praticamente un secolo fa tenendo conto di quanto successo nel frattempo. In quell’occasione abbiamo avuto modo di rilevare come sul tema della responsabilità sociale delle imprese le nostre aziende siano sul pezzo, con risultati assolutamente comparabili con quelli degli altri cantoni. A volte, e questo è l’aspetto particolarmente interessante, semplicemente svolgendo il loro normale lavoro quotidiano e non rendendosi nemmeno conto di operare secondo i canoni di tale responsabilità. Questa modalità d’azione, che taluni superficiali osservatori sembrano quasi ignorare, indica come il nostro Cantone, la nostra economia, le nostre aziende abbiano molto da offrire: sia in termini di trasformazione digitale, sia in tema di responsabilità sociale. La sfida sarà riuscire a indirizzare tutti ad un cambiamento veloce delle proprie abitudini, delle proprie certezze, dei propri ritmi. Che lo vogliamo o no la società del futuro sarà più fluida. Non a caso si è creato l’acronimo inglese di VUCA (Volatile, Insicura, Complessa e Ambigua) per descrivere la crescente complessità dell’ambiente in cui opera società attuale.   

Il Ticino, grazie anche all’evoluzione tecnologica, non è più la duplice periferia di Zurigo e di Milano ma è invece un luogo centrale ed equidistante molto interessante per fare azienda. È quel luogo che permette un ottimo equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, che negli ultimi 20 anni ha sviluppato un nuovo mondo accademico (USI, SUPSI), dove fare innovazione è diventato più facile (Innovation Park Ticino, Fondazione Agire), dove l’incontro di due culture (latina e germanica) determinano ottime conoscenze linguistiche, dove la spinta delle nuove tecnologie è diventata realtà ad esempio in ambito farmaceutico/medicale/ricerca.  A condizione ovviamente che non si stravolgano le condizioni-quadro (vedi trattati bilaterali) in nome di politiche di chiusura volte più a raccogliere consensi che non a generare vera forza innovativa sul territorio.

Anche perché siamo confrontati a una grande sfida, riguardante le possibili problematiche sociali che potrebbero nascere da questo mondo sempre più veloce. Il potenziale di sconvolgimento del mercato del lavoro è purtroppo elevato: rischiamo una vera scissione tra bassa competenza/basso stipendio e alta competenza/alto stipendio.  Abbiamo gli strumenti per rimediare a queste evoluzioni. Non si tratta certo dello Statuto speciale invocato da più parti per il Ticino, bensì di attenzione e spinta alla formazione, di flessibilità nelle mentalità, di apertura verso i nuovi sviluppi. Probabilmente necessitiamo però di uno svecchiamento di talune basi legali che oggi, onestamente, sono troppo vetuste e ci stringono su concetti oramai superati. In ogni trasformazione ci sono vincenti e perdenti, il mondo economico ha la responsabilità primaria di creare posti di lavoro e al contempo di minimizzare il numero degli elementi in difficoltà. Da solo però non può farlo e mai come in questi anni è necessaria una politica concertata con tutti gli attori della società e con l’autorità politica. Ci aspettano tempi difficili e abbiamo le potenzialità per affrontarli con coraggio, ma solo se la società di questo cantone saprà stare unita, rinunciando a considerare l’economia come un nemico da abbattere, ma vedendola invece come un tassello fondamentale per garantire la ricchezza del paese.

Questi cinque anni sono letteralmente volati. Lascio una Camera solida, con iniziative dinamiche proiettate al futuro, molto vicina alle aziende in particolare sul tema centrale della formazione. Una Camera che con toni pacati ma decisi è riuscita a farsi sempre più ascoltare, difendendo a spada tratta i diritti delle imprenditrici e degli imprenditori di questo cantone, sicura che nel dialogo e nel confronto aperto risieda il metodo per affrontare i problemi.

Desidero quindi pubblicamente ringraziare tutti i colleghi dell’Ufficio Presidenziale :

per prima la mia Vice Presidente Cristina Maderni, anche Presidente della Commissione strategica, Roberto Grassi, Presidente della Commissione finanze, e tutti gli altri membri che in questi anni mi hanno sempre supportato e ogni tanto anche sopportato.

Un doveroso e sincero ringraziamento a tutto lo staff della Camera, che con grande dedizione e professionalità operano a favore delle nostre aziende:
il nostro brillante Direttore Luca
i Vice Direttori Alberto e Michele,
il delegato alle relazioni esterne Michele
Monica assistente del Direttore e responsabile della comunicazione
Chiara, dedicata al settore internazionale
Lisa per i rapporti con i soci
Martina e Giulia per l’export e le legalizzazioni
Cécile per la formazione puntuale
Roberto e Gianluca per la scuola manageriale e i temi legati alla CSR
Manuela e Lia per i segretariati delle associazioni
Romina per la comunicazione
Germano per l’economato.

Care imprenditrici e cari imprenditori, sono fiero di avervi potuto rappresentare quale Presidente della Cc-Ti e, anche se sarò attivo in un altro contesto, continuerò a seguire da vicino l’imprenditoria ticinese. Una imprenditoria che merita fiducia perché ha saputo portarci a raggiungere livelli di benessere impensabili fino a qualche decennio fa. E’ importante che non vi lasciate scoraggiare dal contesto politico generale che definire ostile è un eufemismo. Avete tutte le qualità per tenere duro e superare anche questo momento difficile : la Cc-Ti è al vostro fianco e si batterà sempre in difesa della libertà imprenditoriale, caposaldo del nostro benessere.

Al mio successore e a voi tutti auguro di saper sfidare sempre di più i vostri limiti invece che di limitare le vostre sfide.
Auguro a voi, ai vostri collaboratori e alle vostre aziende tanti successi e soddisfazioni e, visto il ruolo che andrò a ricoprire da gennaio, soprattutto tanta salute.

Arrivederci!

La 103esima Assemblea generale ordinaria della Cc-Ti

Si è svolta il 16 ottobre 2020 a Bellinzona la 103esima AGO della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) alla presenza di 200 soci. 

La manifestazione si è svolta osservando scrupolosamente tutte le norme sanitarie vigenti. Tracciamento dei partecipanti, misurazione della febbre, attestazione di buona salute di tutti i partecipanti, obbligo di mascherina durante tutto l’evento, ampi spazi a disposizione e distanze sociali assicurate (il numero dei presenti è stato chiuso a 200 invece degli usuali 500).
Malgrado il delicato momento sanitario, è stato deciso di tenere l’Assemblea in presenza per due motivi:
– il cambio della Presidenza della Cc-Ti, che merita particolare attenzione,
– e la volontà di dare un segnale forte che, malgrado le molteplici difficoltà, vi è la necessità e la determinazione di continuare a lavorare, senza sottovalutare il Coronavirus ma convivendoci.

Elemento centrale dell’Assemblea è stato il passaggio di consegne fra Glauco Martinetti, che lascia la Presidenza dopo cinque anni, e Andrea Gehri, nominato all’unanimità dall’Assemblea dei soci. Glauco Martinetti terminerà il suo mandato il 31 dicembre 2020 per assumere la carica di Direttore dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) dal 1° gennaio 2021. Da tale data Andrea Gehri assumerà ufficialmente la Presidenza della Cc-Ti.

Nel suo intervento, Glauco Martinetti ha sottolineato l’importanza del ruolo della Cc-Ti quale associazione-mantello dell’economia ticinese.
Sia per quanto riguarda i contatti con la politica, caratterizzati da spirito di collaborazione, critico su temi quando necessario ma mai inutilmente offensivo.
Sia per i rapporti con le associazioni di categoria, fortemente supportate dalla Cc-Ti.

Sulla situazione attuale, Glauco Martinetti ha evidenziato come sia necessario evitare di obbligare le aziende a indebitarsi eccessivamente per poter sopravvivere, perché a lungo termine questo risulterebbe fatale per tutto il substrato finanziario cantonale.

Andrea Gehri ha dal canto suo illustrato il suo percorso professionale iniziato con l’apprendistato, raggiungendo quest’anno i 50 anni di attività della propria omonima azienda.
Ha posto l’accento sui valori di indipendenza ed equilibrio della Cc-Ti.
Egli ha pure sottolineato l’importanza di mantenere condizioni favorevoli per le aziende che, soprattutto in momenti come questi, devono poter operare senza eccessivi ostacoli.
Riferendosi a talune graduatorie che pongono il Ticino in una posizione sfavorevole, ha poi rilevato che questo non è riconducibile all’economia, ma più a lacune di tipo infrastrutturale (fiscalità, formazione, collegamenti) che fanno parte delle condizioni del nostro territorio.

Dopo l’intervento del Consigliere di Stato e Direttore del DFE Christian Vitta, il Direttore Luca Albertoni ha sottolineato come sia importante la rete nazionale e internazionale di contatti della Cc-Ti. Questa permette infatti la creazione di contatti e l’introduzione di strumenti che vanno a diretto beneficio delle aziende ticinesi. La collaborazione con le altre Camere svizzere ha portato ad esempio all’elaborazione di modelli di contratti che regolano anche gli aspetti più complessi del telelavoro, a un lavoro comune con il Digital Innovation Hub di Lucerna, che permette alle imprese ticinesi di accedere a una rete internazionale di fondi e allo sviluppo delle competenze digitali. Aiuti concreti e immediati, importanti in questo contesto difficile.

Luca Albertoni ha menzionato una lettera inviata negli scorsi giorni al Consiglio di Stato ticinese, nella quale si rifiuta ogni ipotesi di lockdown generalizzato e si invita l’autorità a ripensare il sistema delle quarantene, che pone attualmente seri problemi di proporzionalità, con effetti gravi per l’economia e quindi per tutto il territorio.

Infine, Valentin Vogt, Presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori, ha ribadito l’importanza dell’appartenenza della Cc-Ti all’associazione nazionale per far valere al meglio gli interessi delle aziende ticinesi. Ricordiamo che la Cc-Ti è membro anche di economiesuisse e dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM).


La Cc-Ti ringrazia i partner dell’evento: EFG Bank e Swisscom.


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L’evento nei media


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Scegliere di scegliere, in azienda

Proponiamo un corso/evento – creato in collaborazione con ARU – sul tema della gestione responsabile di un’organizzazione.

In scenari economici complessi e caratterizzati da volatilità e velocità, è necessario sviluppare strategie flessibili in grado di far muovere rapidamente l’organizzazione e le risorse nei cambiamenti per espandere la propria presenza sui mercati.

Comprendere a fondo il valore del capitale umano presente in azienda e individuare le competenze necessarie alle risorse per affrontare le sfide future, è quindi un fattore competitivo importante per avere successo e per garantire la realizzazione dei cambiamenti, e ciò può essere realizzato solo attraverso una valutazione approfondita delle persone, delle loro esperienze e della loro capacità di affrontare e adattarsi al nuovo.

Scegliere con chi e come affrontare la sfida diventa un imperativo per chiunque debba gestire un’organizzazione e voglia farlo con responsabilità: ma come scegliere? Come assicurare lo sviluppo sostenibile delle competenze, come creare il contratto di fiducia con le persone?

Questo corso ti fornirà gli strumenti necessari a mettere meglio a fuoco l’organizzazione della tua azienda, i driver più importanti per il tuo business e a dimensionare in modo ottimale le risorse, allenando al contempo i capi a creare empowerment e a sviluppare competenze e valore, a dare supporto alle persone nello sviluppo di percorsi finalizzati alla crescita professionale e all’evoluzione personale.

A questo proposito viene proposto questo percorso – sviluppato in collaborazione con ARU – Architettura Risorse Umane – che prevede la possibilità di essere seguito in presenza o in streaming, con un laboratorio interattivo in presenza al termine del ciclo dei 3 seminari.
Tutti i dettagli direttamente sul nostro sito tramite questo link.

In collaborazione con

ARU – Architettura Risorse Umane, Lugano

EDWARD MCMULLEN / Ambasciatore degli Stati Uniti in Svizzera e nel Liechtenstein

L’ambasciatore americano a Berna Edward McMullen – in visita in Ticino – in un incontro con la stampa organizzato dalla Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino e rappresentata dal Delegato per le relazioni esterne, Avv. Michele Rossi, ha fatto il punto sulla collaborazione tra la Confederazione e gli USA focalizzando alcuni temi di stretta attualità.

Da sin.: il Sindaco di Gordola Damiano Vignuta, l’Ambasciatore americano a Berna Edward McMullen, l’Avv. Michele Rossi, Delegato Reazioni esterne Cc-Ti e Alessandro Speziali, Coordinatore progetti di sviluppo per la Valle Verzasca

“Gli importanti valori di fondo che in questo ambito condividiamo anche con la Svizzera – la libertà, la democrazia, il rispetto dei diritti umani – non possono mai essere posti in secondo piano nei nostri colloqui». 

«Gli Stati Uniti hanno attivamente avviato accordi commerciali su più fronti: dalla Gran Bretagna all’UE alla Svizzera. Dalla nostra prospettiva l’Unione europea rimane un partner economico strategico, proprio come lo è anche la Confederazione. Continueremo su questa linea» (CdT,17.9.2020)

Ha parlato degli ottimi accordi bilaterali tra Washington e Berna, di accordo di libero scambio e lodato la competitività elvetica nel settore della innovazione. Negli ultimi 3 anni le compagnie americane hanno mostrato un grande interesse per il Ticino e per la Svizzera motivato dalla competitività, dall’innovazione e dalla formazione riconosciuta al nostro Paese.

“Il compito principale di un’ambasciata è quello di mantenere relazioni stabili, durature e forti. In questo caso tra la Svizzera e gli Stati Uniti d’America.

… Tutti gli argomenti sono importanti e il Presidente degli USA vuole e pretende che queste relazioni siano forti e durature. Il Presidente degli USA vuole Scambi liberi, forti e reciproci. USA e Svizzera stanno lavorando duramente per mantenere questo alto standard.

… Personalmente sono molto soddisfatto del punto in cui siamo arrivati e siamo sicuri che i nostri scambi cresceranno ancora in futuro.

… In Ticino sia il settore della farmaceutica, sia quello della tecnologia e dell’innovazione stanno crescendo rapidamente e sono arrivate ad un livello molto alto di competenze. Le compagnie americane cercano questa eccellenza ed è fondamentale per la loro crescita trovare investimenti di livello. La stessa cosa vale per gli imprenditori ticinesi che vogliono investire negli Stati Uniti.” (Ticinonews, 16.9.2020)

Anche la Cc-Ti al ‘CEO Breakfast’ di Basilese Assicurazioni

Il Vice Direttore Cc-Ti Michele Merazzi è stato il moderatore di questo evento che ha riunito esponenti dell’economia e della politica

Si è tenuta a metà settembre la seconda edizione del CEO Breakfast “From CEO for CEOs” organizzato da Basilese Assicurazioni.
Location dell’evento è stata la splendida cornice dell’azienda Artisa Lounge, sita nel Centro Ambrosart a Manno.
Ospite d’eccezione dell’incontro il CEO di Basilese assicurazioni, Michael Müller (nella foto d’apertura, nel mezzo, con M. Merazzi, Vice Direttore Cc-Ti e T. Sacchetti, Agente generale per Lugano di Basilese Assicurazioni). Egli ha presentato i dati rilevanti dell’azienda da lui diretta, focalizzandosi sul modo in cui la sua struttura ha reagito alla pandemia di COVID-19, sia a livello nazionale che cantonale, con una particolare attenzione alle modalità con cui le assicurazioni hanno supportato le aziende in questo difficile frangente.

Per la Cc-Ti è stato invitato Michele Merazzi, Vice Direttore, che ha tenuto un intervento sull’economia ticinese e ha poi moderato la discussione fra i diversi ospiti presenti (fra cui l’Agente generale per Lugano di Basilese Assicurazioni Tiziano Sacchetti; il Sindaco di Lugano On. Marco Borradori; il Sindaco di Manno, On. Giorgio Rossi; Luca Pedrotti, CEO UBS Ticino; Ivano D’Andrea, CEO del Gruppo Multi).

Il Vice Direttore Cc-Ti Michele Merazzi ha spiegato la struttura dell’economia ticinese, rimarcando le eccellenze presenti sul nostro territorio, ponendo l’accento sulla composizione differenziata del tessuto economico-industriale ticinese. In questo contesto gli imprenditori, i dirigenti e i politici presenti hanno potuto confrontarsi sulle sfide poste dal contesto sanitario che abbiamo recentemente affrontato con le inevitabili implicazioni economiche a esso correlate.
Il dibattito che è seguito, in un ambiente colloquiale, ha spaziato su temi diversi fra cui le sfide poste dall’home office e l’opportunità di sfruttare l’immagine di sistema-paese efficiente rappresentato sia la Svizzera e che dal Ticino.

In questo contesto informale sono emersi spunti e idee interessanti. In conclusione Tiziano Sacchetti ha ringraziato i presenti per il loro contributo.

Partecipate all’inchiesta congiunturale 2020/2021

L’inchiesta congiunturale condotta in collaborazione con 5 Camere di commercio e dell’industria della Svizzera romanda è giunta alla sua undicesima edizione. Grazie al numeroso e costante contributo degli associati possiamo riuscire ad attestare una realtà che i risultati dei dati statistici ufficiali puntualmente poi avvalorano.

La grande opportunità di poter paragonare i dati del nostro Cantone con quelli di altri Cantoni svizzeri rafforza la voce della Cc-Ti a sostegno dei vostri interessi.

Ringraziamo sentitamente i soci per il loro impegno e collaborazione e chiediamo alle aziende affiliate alla Cc-Ti di voler compilare l’inchiesta seguendo le istruzioni elencate nella lettera ricevuta e rispedirla entro il 28 settembre 2020.

Tutti i dati saranno trattati in modo strettamente confidenziale e nel rispetto delle disposizioni di legge in vigore. La Cc-Ti presenterà i risultati dell’inchiesta in modo ufficiale e anticipatamente per coloro che vi hanno partecipato e, in seguito, verranno pubblicati sui nostri canali di comunicazione (www.cc-ti.ch, Ticino Business, newsletter, Facebook e Twitter).

Per altre informazioni potete contattare Gianluca Pagani, CSR Manager Cc-Ti.

Responsabilità sociale delle imprese in primo piano

Presentato lo strumento di autovalutazione aziendale in ambito CSR durante il Networking Event mattutino, tenutosi il 2 marzo 2020

Il tema della “Responsabilità sociale delle imprese” (CSR) è ampiamente dibattuto e declinato in svariati progetti a carattere sociale, formativo e ambientale. Una tematica alla quale la Cc-Ti presta da tempo molta attenzione, sostenendo iniziative diverse, con approfondimenti, eventi e formazioni mirate, dedicate alle aziende associate, indipendentemente dalla dimensione e settore economico.

In occasione di questo business event mattutino, tenutosi presso lo Swiss Agile Center a Mendrisio, è stato presentato, in anteprima ai partecipanti, uno strumento di autovalutazione aziendale che permetterà di misurare, in pochi passaggi, i propri dati cardine sul tema della CSR. Sono intervenuti Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti, Jenny Assi e Caterina Carletti, Ricercatrici SUPSI e Gianluca Pagani, CSR Manager Cc-Ti.

Uno strumento per le aziende

Il questionario (promosso dalla Cc-Ti in collaborazione con la SUPSI) sarà disponibile per i soci della Cc-Ti a partire dalla fine di marzo. Si tratta di un’analisi che, in pochi e semplici passaggi, permette la valutazione dell’indice interno CSR su 6 parametri: governance aziendale, rapporti con il mercato, con le HR, con la comunità, tutela dell’ambiente, comunicazione.

La funzione di questo modulo è duplice:

  • le PMI avranno a disposizione uno strumento di autovalutazione puntuale, con risultato personale immediato e sempre aggiornabile;
  • i dati finali permetteranno una migliore comprensione delle esigenze aziendali e un più efficace orientamento delle politiche di sviluppo economico del nostro territorio.

Per le aziende la CSR rappresenta un valore aggiunto importante e sempre più richiesto dal mercato. Il nostro scopo è quello di aiutare a diffondere ulteriormente le buone pratiche e valorizzare quelle già messe in atto e spesso non sufficientemente comunicate.

Il questionario sulla CSR sarà disponibile alla fine del mese di marzo 2020.

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