Va incrementata la cultura della verifica

Le truffe basate sull’AI stanno aumentando: come proteggere l’azienda e il proprio business prima di diventarne vittime.

L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui le imprese lavorano e comunicano. Tuttavia, la stessa tecnologia che permette a una piccola o media impresa di automatizzare processi, scrivere contenuti, analizzare dati e servire meglio i clienti viene oggi utilizzata anche dai criminali informatici. Le truffe non sono più soltanto email piene di errori grammaticali o messaggi sospetti facilmente riconoscibili: grazie all’AI, diventano più credibili, personalizzate, rapide e difficili da individuare. L’uso dell’AI in frodi, phishing, deepfake e impersonificazioni aziendali è ormai una minaccia concreta per imprese di ogni dimensione.

Per le PMI, il rischio è particolarmente serio perché spesso dispongono di risorse limitate, team ridotti e procedure meno formalizzate rispetto alle grandi aziende. Un collaboratore amministrativo che riceve una falsa email dal “direttore”, un responsabile pagamenti che riceve una telefonata con voce clonata, o un venditore che clicca su un link inviato da un falso cliente possono causare danni economici, reputazionali e operativi rilevanti. Le frodi quali l’impersonificazione di dirigenti, fornitori o partner tramite email, sono già tra le minacce più costose per le aziende; gli esperti di cybersicurezza segnalano casi di false fatture, richieste urgenti di bonifico e modifiche fraudolente delle coordinate bancarie.

L’aspetto più insidioso è che l’AI rende queste truffe molto più convincenti. Un criminale può generare email perfette nella lingua della vittima, imitare il tono di un manager, creare un sito falso quasi identico a quello di un fornitore o persino clonare una voce da pochi secondi di audio disponibili online. I deepfake audio e video permettono di simulare una riunione, una telefonata o un messaggio vocale di una persona conosciuta, inducendo i dipendenti ad agire con urgenza.

Un altro fronte in rapida crescita è quello delle truffe sui social media e sulle piattaforme di messaggistica. I criminali possono raccogliere informazioni pubbliche su LinkedIn, Facebook, Instagram o siti aziendali per creare messaggi altamente personalizzati: conoscono nomi, ruoli, relazioni commerciali, eventi aziendali e perfino abitudini comunicative.

Oltre alla consueta (ed importantissima) predisposizione di difese tecnologiche e relative alla sicurezza (infrastruttura, hardware, software, ecc.), alla formazione del personale e ad una strutturazione processuale ed organizzativa efficiente, vogliamo qui attirare l’attenzione sull’esigenza di creare una cultura della verifica. Elemento centrale del pensiero critico, la verifica delle fonti comporta il processo di accertamento dell’attendibilità di un’informazione. Consiste nel consultare fonti primarie, incrociare i dati, valutare l’autore dell’articolo e verificare l’autenticità di immagini e video.

Promuovere questa cultura significa responsabilizzare le persone, aiutandole a riconoscere i segnali di una possibile manipolazione prima ancora di reagire al contenuto di una richiesta. In un contesto in cui l’intelligenza artificiale consente di rendere sempre più convincente ciò che è falso, la capacità di verificare diventa una competenza strategica tanto quanto quella di utilizzare gli strumenti digitali.

Le truffe basate sull’intelligenza artificiale stanno aumentando, non attaccano solo i computer, attaccano la fiducia, l’urgenza e l’abitudine delle persone.

Davanti a situazioni simili, in un’azienda ci si dovrebbe chiedere: “questa richiesta è normale, verificabile e coerente con le nostre procedure?”

Se la risposta è negativa, è opportuno fermarsi, effettuare ulteriori verifiche e segnalare la situazione. Le frodi alimentate dall’AI funzionano proprio perché sfruttano la pressione del tempo e una fiducia artificiosamente costruita. La migliore difesa consiste nel rallentare il processo decisionale nei momenti critici, soprattutto quando sono coinvolti pagamenti, accessi informatici, dati sensibili o modifiche delle coordinate bancarie.

In un mondo sempre più digitale, la tecnologia resta fondamentale, ma il primo e più efficace strumento di difesa continua a essere il giudizio critico delle persone.


Parleremo di queste e altre tematiche relative alla sicurezza informatica per le aziende nel ciclo di eventi organizzate con la partnership della Polizia Cantonale “Sicurezza informatica in ambito lavorativo“. I prossimi appuntamenti sono previsti:
22 settembre 2026, Spazi Cc-Ti, Lugano
30 ottobre 2026, Hotel Belvedere Locarno, Locarno – in collaborazione con Hotel Belvedere Locarno e SCIA

Altri approfondimenti

Formazione: Project management – una competenza strategica per le imprese

Il project management è oggi una competenza essenziale per le organizzazioni che vogliono affrontare cambiamento, innovazione e complessità senza perdere capacità di governo. Non riguarda soltanto tempi, costi e attività, ma il modo in cui un’azienda trasforma un’idea in risultato, coordina persone, prende decisioni e crea valore.

Il percorso “Esperto in project management con certificazione” – organizzato dalla Cc-Ti in collaborazione con l’Associazione Project Management Svizzera – e giunto alla seconda edizione, nasce da questa esigenza: offrire una preparazione concreta, strutturata e orientata all’applicazione. Il corso aiuta i partecipanti a leggere il progetto nella sua interezza: obiettivi, stakeholder, ambito, pianificazione, qualità, rischi, opportunità, comunicazione, leadership, cambiamento e valore per l’organizzazione.

La rilevanza di queste competenze è confermata dal World Economic Forum. Nel Future of Jobs Report 2025, il WEF evidenzia che entro il 2030 il lavoro sarà trasformato da tecnologia, transizione verde, cambiamenti demografici, AI, frammentazione geoeconomica e incertezza. Il rapporto prevede un saldo netto positivo di 78 milioni di posti di lavoro e indica i Project Manager tra le categorie professionali che contribuiranno alla crescita occupazionale netta.

In questo scenario, le imprese hanno bisogno di professionisti capaci di guidare iniziative, coordinare risorse e trasformare investimenti in risultati. Ogni organizzazione realizza progetti — digitalizzazione, nuovi prodotti, riorganizzazioni, sostenibilità — e senza metodo questi progetti disperdono energie. Con competenza, diventano leve di crescita.

Il corso si fonda su un’impostazione coerente con la famiglia ISO 21500 / ISO 21502, riferimento internazionale per ruoli, responsabilità e pratiche di project management. Questo allineamento valorizza un profilo professionale riconoscibile e spendibile in contesti internazionali, anche grazie all’adesione al sistema di mutuo riconoscimento Global ACI — cui aderisce anche lo Swiss Accreditation Service.

Il percorso si conclude con una certificazione delle competenze riconosciuta a livello internazionale. Non è soltanto un titolo: è uno strumento che rende visibile e verificabile la preparazione del Project Manager e che offre alle aziende la garanzia di poter contare su figure capaci di operare con metodo, autonomia e responsabilità.

Per il tessuto economico ticinese, investire in project management significa rafforzare una competenza trasversale oggi sempre più richiesta. Significa formare professionisti capaci di portare ordine dove c’è complessità, metodo dove c’è dispersione e valore dove c’è investimento. È una scelta che rafforza competenze, maturità organizzativa e capacità del territorio di affrontare le sfide future.

Il prossimo corso inizierà nel settembre 2026, abbiamo ancora posti a disposizione. Info e iscrizioni

(Articolo a cura di Antonio Bassi, Prof., Presidente Associazione Project Management Svizzera)


Le testimonianze dei corsisti della prima edizione

Sono davvero molto soddisfatta che in Ticino ci sia la possibilità di seguire un corso strutturato e qualificante in project management. Il corso proposto dalla Camera di Commercio risponde, infatti, molto bene alle mie esigenze lavorative e di crescita professionale, perché offre una base tecnica solida e concreta che si può mettere subito in pratica. Già dopo poche lezioni mi ha permesso, infatti, di acquisire maggiore consapevolezza e sicurezza e di guardare ai progetti di cui mi occupo con un approccio più ordinato e consapevole. Nel lavoro di tutti i giorni spesso si tende a dare per scontati molti aspetti gestionali e si pensa di “saper fare” project management (almeno io lo pensavo!). In realtà ho capito quanto siano fondamentali metodologie, strumenti e competenze precise, che non si possono improvvisare. Il fatto che le lezioni si svolgano in remoto è un grande vantaggio, perché mi consente di conciliare lo studio con il lavoro e la famiglia senza rinunciare alla qualità della formazione. Anche se si può perdere parte del lavoro di gruppo in presenza, il numero ridotto di partecipanti permette comunque una buona interazione a distanza. L’impegno richiesto è sicuramente elevato e, proprio per questo, credo che seguire con costanza le lezioni sia fondamentale.
Claudia Pugni, Stellantis

Ho deciso di intraprendere il percorso di “Esperto in project management con certificazione” con l’obiettivo di acquisire strumenti concreti per gestire in modo più strutturato ed efficace i progetti che sto sviluppando. Provenendo da un contesto fortemente operativo e orientato alla crescita, sentivo l’esigenza di rafforzare le mie competenze nella pianificazione, nella gestione delle risorse, nell’analisi dei rischi e nel controllo strategico dei processi. Le competenze apprese durante il corso stanno già avendo un impatto concreto sul mio approccio manageriale, migliorando la capacità di organizzare obiettivi, tempistiche, budget e coordinamento dei collaboratori. Ritengo che oggi, soprattutto per un professionista/imprenditore, saper gestire progetti in maniera professionale rappresenti un vantaggio competitivo fondamentale. Dal punto di vista formativo, l’esperienza si sta rivelando estremamente stimolante e di alto valore. Oltre alla qualità dei contenuti trattati, sto apprezzando molto il confronto con docenti e professionisti provenienti da settori diversi, che arricchisce ulteriormente il percorso con casi pratici e visioni differenti. È un’esperienza che consiglio a chiunque voglia sviluppare una mentalità più strategica, organizzata e orientata ai risultati.
Riccardo Lauria

Ho deciso di iscrivermi a questo corso di Project Manager mossa dal desiderio di portare un cambiamento concreto all’interno della piccola ONG per cui lavoro. Il mio obiettivo principale è rendere la nostra organizzazione più efficiente e strutturata, ottimizzando le risorse e i tempi per massimizzare l’impatto dei nostri progetti sociali. Le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte, se non superate: il corso è estremamente ben strutturato e approfondisce ogni argomento con grande cura. Un valore aggiunto fondamentale è rappresentato da Antonio Bassi, un docente eccellente capace di trasmettere competenze complesse in modo chiaro e stimolante. Sono certa che gli strumenti acquisiti mi permetteranno di gestire i flussi di lavoro in modo molto più professionale ed efficace.
Dr Scilla Roncallo, Little Scientists

I nostri nuovi diplomati

I percorsi formativi sono corsi di formazione costituiti da moduli interconnessi, che formano un vero e proprio approfondimento su una tematica specifica. Al termine si sostiene un esame finale e, al superamento dello stesso, viene rilasciato un attestato di frequenza Cc-Ti.

La classe “Competenze nel diritto del lavoro”

Competenze nel diritto del lavoro

“Competenze nel diritto del lavoro” è pensato per coloro che lavorano nel campo delle risorse umane e mirano ad ottenere solide competenze e qualifiche per esercitare una funzione di responsabile/assistente delle risorse umane e per svolgere attività qualificate legate all’ambito del diritto del lavoro.
La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato, nella foto da sinistra: Elisabetta Ciocca (Guess Europe Sagl), Patrizia Libri (My Way Services SA), Mari Anna Oliva (Luxury Goods International SA), Samantha Martinelli (Ferrovia Monte Generoso SA), Cristina Ferrari (Brogioli SA), Samari Yasaman (Traila AG).
La formazione è stata condotta dalle avvocate Roberta Bazzana-Marcoli e Rosella Chiesa-Lehmann, che hanno fornito le basi per maturare conoscenze e strumenti per una gestione efficace dei rapporti di lavoro.
Il prossimo ciclo prenderà avvio il 2 ottobre.

Sales Professional Academy

“Sales Professional Academy”, il nuovo percorso formativo promosso dalla Cc-Ti, in collaborazione con Vendita Svizzera. La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato, nella foto da sinistra: Alessia Eggmann (Biofair Naturapart), Fabio Messina (Emil Frey), Cesar Gullà (Emil Frey), Richard Pesare (Emil Frey), Alessandra Balzarini (BGG Europe SA), Fabio Näf (PM Solving Sagl), Patrizia Ceppi Bota.
A guidare l’Academy, due professionisti del settore: Andrea Carlesso e Stefano Bosia, che hanno accompagnato i partecipanti in un vero e proprio laboratorio di crescita professionale, mantenendo costante il focus su applicabilità e risultati.
Questa prima edizione rappresenta un segnale chiaro per il mercato: cresce la domanda di formazione commerciale di qualità, capace di fornire strumenti concreti e un metodo replicabile.

Oltre l’ABC: strumenti avanzati per capi team

“Oltre l’ABC: strumenti avanzati per capi team” è un percorso pensato per chi vuole alzare il proprio livello di impatto professionale. Non solo “fare bene il proprio lavoro”, ma diventare un punto di riferimento capace di generare valore attraverso persone, processi e relazioni.
La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato, nella foto da sinistra: Mattia Tirotta (Hydac AG), Gianluca De Stefani (Città di Mendrisio), Luana Balestra (Società svizzera sclerosi multipla), Federica Cometti (Guess Europe), Paola Rappoccio (Guess Europe). In seconda fila, da sinistra Aldo Volpatti (Mikron Switerland), Roberta Spinelli (Guess Europe) e Roberto Bissolotti (Comune di Collina d’Oro). La formazione è stata condotta da Andrea Carlesso e Sabina Zucchiatti, che hanno accompagnato i partecipanti in un laboratorio di crescita professionale finalizzato a rafforzare la capacità di contribuire in modo concreto allo sviluppo e alla competitività dell’organizzazione.

ABC della leadership

“ABC della leadership” è un percorso di formazione e sviluppo creato appositamente per i neo-manager. La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato (in ordine alfabetico): Samuel Ardizzoia (Diamond SA), Riccardo Barbatti (Azienda elettrica Ticinese), Elisa Bartesaghi (FFS SA), Nadia Bianchi (Istituto scolastico comunale di Chiasso), Igor Candolfi (SES Collaudi Sagl), Simone Costantino (AOZ), Debora Di Gregorio (Casa Paganini Ré), Giulia Ferlito (Spalluto Comunicazione Sagl), Barbara Fiscalini (Lombardi SA), Ivan Gianetta (Cantone Ticino), Pietro Jolli (Azienda Elettrica Ticinese), Nenad Jovanovic (OCST), Andrea Masarati (Lombardi SA), Flavio Milazzo (Schindler SA), Fabiana Mondada (Lombardi SA), Daniele Peraino (Azienda Elettrica Ticinese), Francesco Pezzali (Diamond SA), Giovanni Pigliapoco (AOZ), Mathias Tavasci (MKS Pamp SA).
A guidare il percorso sono stati Andrea Carlesso e Sabina Zucchiatti, che hanno accompagnato i partecipanti nello sviluppo di una maggiore consapevolezza del proprio ruolo all’interno dell’organizzazione.
Il prossimo ciclo prenderà avvio il 14 ottobre.


I prossimi corsi di formazione puntuale al via da settembre, il calendario completo è già online!

Primi attestati federali per gli “Specialisti in commercio estero” in Ticino

Tutte le partecipanti alla prima edizione del corso preparatorio all’esame di “Specialista in commercio estero con attestato professionale federale” hanno superato l’esame finale. Questo percorso formativo è gestito dalla Cc-Ti insieme alla SSIB – Swiss School for International Business (di cui la Cc-Ti è azionista).

Le corsiste il giorno dell’esame federale

Gli specialisti in commercio estero svolgono un ruolo fondamentale per le aziende che operano sui mercati internazionali. Grazie a competenze altamente qualificate nel commercio e nel traffico transfrontaliero di merci e servizi, sono in grado di assumere responsabilità operative e dirigenziali nell’ambito dell’import e dell’export, contribuendo concretamente alla competitività aziendale in un contesto globale sempre più complesso e caratterizzato da incertezze geopolitiche e sfide normative.

Tra i loro principali compiti figurano la pianificazione e l’organizzazione dei trasporti internazionali attraverso tutte le modalità di trasporto, il coordinamento con reparti interni e partner commerciali esterni e la garanzia che merci e servizi siano consegnati alla clientela in modo puntuale ed efficiente.

Questi professionisti possiedono inoltre solide conoscenze delle regole d’origine, delle prescrizioni doganali, degli ostacoli al commercio e delle normative IVA. Sono quindi in grado di gestire correttamente le procedure di sdoganamento e la relativa documentazione, nonché di identificare e mitigare i rischi connessi al commercio internazionale, adottando le misure più adeguate a tutela degli interessi aziendali.

Le loro competenze si estendono anche alla verifica delle offerte, al controllo della redditività delle operazioni e alla negoziazione con i fornitori di servizi logistici, selezionati secondo criteri economici e imprenditoriali.

A contraddistinguerli sono infine una forte capacità di pensiero sistemico, elevate competenze metodologiche, sociali e personali e l’utilizzo di strumenti digitali moderni che consentono una gestione efficace dei processi e dei mandati.

Hanno superato brillantemente gli esami federali, conseguendo il titolo di Specialista in commercio estero con attestato professionale federale (in ordine alfabetico): Lisia Berta, Sonia Giordano, Roberta Lanini, Veronica Morabito e Marzia Sartorato.
La prossima edizione del corso prenderà il via nell’ottobre 2026. I posti sono limitati e le iscrizioni sono già aperte.

La Cc-Ti incontra l’Ambasciata di El Salvador

La Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) ha accolto una delegazione dell’Ambasciata di El Salvador in Svizzera, guidata dall’Ambasciatrice Yessenia Lozano, per un incontro dedicato alle prospettive di rafforzamento delle relazioni economiche tra il Paese centroamericano e il Ticino.

Da sinistra: Flor Rodriguez (Ministro consigliere, Ambasciata di El Salvador), Monica Zurfluh (Resp. Commercio internazionale, Cc-Ti), S.E. Yessenia Lozano (Ambasciatrice di El Salvador in Svizzera), Luca Albertoni (Direttore Cc-Ti), Giacomo Zucco (Console onorario di El Salvador in Ticino), Vidar Tobar (Console generale di El Salvador a Ginevra), Alex (Plan B Network).

L’incontro si inserisce in un momento particolarmente significativo per la presenza salvadoregna in Ticino, a seguito dell’inaugurazione, il 1° luglio 2026, del Consolato onorario di El Salvador a Lugano. La rappresentanza costituisce un importante punto di riferimento per lo sviluppo dei rapporti istituzionali ed economici tra i due territori.

Negli ultimi anni El Salvador ha avviato un importante percorso di trasformazione economica e di apertura internazionale. Il Paese continua a registrare una crescita economica sostenuta, prossima al 4%, accompagnata da significativi investimenti nelle infrastrutture di trasporto e nella connettività. Il Governo punta, inoltre, a rafforzarne l’attrattività nei settori del turismo, della logistica, delle tecnologie digitali, dell’innovazione, delle life sciences e della manifattura avanzata, con l’obiettivo di attrarre nuovi investimenti internazionali.

L’incontro ha posto le basi per future iniziative congiunte dedicate alla promozione delle opportunità offerte da El Salvador nei settori del commercio, degli investimenti e del turismo. In questo contesto, la Cc-Ti ha confermato la propria disponibilità a collaborare con l’Ambasciata e il Consolato onorario per valorizzare il potenziale del Paese e rafforzare i rapporti economici tra El Salvador e il Ticino.

Oltre la ‘Great Resignation’: la formazione che trattiene i talenti

La formazione continua svolge un ruolo fondamentale sia dal punto di vista dei collaboratori — in termini di successo professionale e partecipazione attiva al processo lavorativo — sia da quello delle aziende, che ne traggono benefici in termini di produttività, competitività, innovazione e pianificazione della successione.

Inoltre, la formazione rappresenta uno strumento essenziale anche nell’ambito della gestione del rischio. Per Risk Management, o Gestione del rischio, si intende l’insieme di azioni e attività che un’azienda mette in atto per identificare i rischi e sviluppare strategie utili a mitigarli e controllarli.

Il rischio è un elemento intrinseco alla vita aziendale e dipende da molteplici fattori, sia interni sia esterni. Un’efficace attività di gestione del rischio consente di affrontarlo in modo strutturato, salvaguardando l’organizzazione e permettendole di continuare a generare valore.

Il Risk Management coinvolge tutti i processi aziendali e, per essere davvero efficace, deve essere integrato nella cultura organizzativa, diventando parte integrante del modo di operare dell’impresa.

Un’azienda, inoltre, deve essere in grado di rispecchiare al proprio interno l’architettura, la cultura e la diversità dei mercati in cui opera.

Da un’indagine condotta dal Politecnico di Milano in collaborazione con Doxa, su un campione di 800 lavoratori e 100 aziende, e recentemente ripresa anche da ‘Il Sole 24 Ore’, emerge che il 41% dei lavoratori che hanno lasciato il proprio impiego negli ultimi 12 mesi — pari all’11% del campione totale — si dichiara oggi insoddisfatto della nuova esperienza professionale.

In altre parole, il rischio di passare dalla Great Resignation” alla “Great Regret” è tutt’altro che remoto.

In questo contesto, la formazione continua non è solo uno strumento di crescita, ma anche una leva strategica per trattenere i talenti, accompagnare i collaboratori nei cambiamenti e ridurre il rischio di scelte professionali poco consapevoli.

Quante volte ci si ritrova a desiderare un cambiamento professionale, a immaginare un nuovo lavoro o una carriera più in linea con le proprie aspirazioni? Il desiderio di cambiare è molto diffuso, ma spesso si scontra con la paura dell’ignoto o con l’assenza di un progetto concreto.

Eppure, un cambiamento di carriera può rappresentare un’opportunità straordinaria di crescita, sia personale sia professionale, permettendo di raggiungere nuovi obiettivi e trovare una maggiore soddisfazione nel proprio percorso lavorativo.

Esistono strumenti e guide che aiutano a individuare i passi da seguire: comprendere le proprie motivazioni, scegliere una nuova direzione professionale, affrontare dubbi e timori e costruire un piano d’azione efficace. Allo stesso tempo, è fondamentale mantenere alta la motivazione durante tutto il percorso di transizione.

Sognare di cambiare lavoro, in fondo, è il primo passo verso una svolta significativa. Questo desiderio può nascere da molte ragioni: la ricerca di una maggiore soddisfazione, il bisogno di un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro o la volontà di seguire una vera passione.

La domanda da porsi è quindi: qual è il motivo principale che spinge a voler cambiare lavoro?

Una volta chiarite le motivazioni, è possibile iniziare a trasformare il desiderio in un obiettivo concreto. Questo processo richiede impegno, determinazione e un piano ben strutturato.

Formarsi con la Cc-Ti

L’offerta formativa della Cc-Ti, in particolare nell’ambito dei corsi di lunga durata, è stata introdotta e progressivamente ampliata sulla base delle esigenze espresse dalle aziende e dalle associazioni di categoria affiliate.

Attualmente, essa comprende quattro aree formative, che consentono di conseguire attestati federali, CAS (Certificate of Advanced Studies) e certificati rilasciati dalla stessa Cc-Ti:

  • Specialista della gestione PMI con attestato federale

Questo corso puntuale è destinato a coloro che desiderano acquisire le competenze per assumere la posizione di quadro in una PMI.  Il corso è erogato in collaborazione con l’Istituto svizzero per la formazione dei capi azienda (SIU) di Zurigo.
I partecipanti ampliano le loro conoscenze grazie ad aggiornamenti e approfondimenti, dopo ogni lezione viene consegnato l’incarico di applicare quanto appreso nella propria realtà lavorativa.

Nuova edizione del corso in partenza a settembre 2026. Per dettagli e informazioni
  • Specialista in commercio estero con attestato professionale federale

La formazione come Specialista in commercio estero apre nuove opportunità di carriera. L’attestato federale di capacità offre un trampolino di lancio in questo settore, ed è destinata agli impiegati export, import, commercio internazionale, spedizioni e acquisti, nonché ai commercianti, diplomati di scuole universitarie professionali, professionisti del settore bancario e a tutte le persone coinvolte nella lavorazione e nella vendita delle esportazioni, indipendentemente dal settore.

Il corso viene erogato dalla Cc-Ti in collaborazione con SSIB – Swiss School for International Business.

Nuova edizione del corso in partenza a ottobre 2026. Per dettagli e informazioni
  • CAS – Certificate in Advanced Studies “Supply Chain Management”

Il corso è stato elaborato con la SUPSI – Dipartimento di tecnologie innovative e Spedlogswiss Ticino. La Supply Chain riguarda tutte le fasi che un prodotto attraversa dall’identificazione dei bisogni di mercato alla sua produzione alla vendita. Un ostacolo complesso da gestire è l’interruzione delle forniture che ha messo in crisi la Supply chain di molte aziende del comparto manufatturiero. Le molteplici emergenze sono un segnale di crisi del modello produttivo degli ultimi anni.

Il percorso formativo permetterà ai partecipanti di poter allestire un buon piano aziendale che deve prevedere diversi scenari di rischio e, per quanto riguarda la supply chain, avere cura di identificare e gestire le risorse in modo appropriato.

Nuova edizione del corso in partenza a settembre 2026. Per dettagli e informazioni
  • Esperto in project management con certificazione

La gestione dei progetti è diventata un pilastro fondamentale per il successo lo sviluppo delle organizzazioni. Il corso mira a fornire una preparazione strutturata riconosciuta virgola in linea con gli standard internazionali per formare professionisti in grado di affrontare con competenza e visione le sfide del Project Management contemporaneo punto il corso viene offerto in collaborazione con l’Associazione Project Management Svizzera (APMS).

Nuova edizione del corso in partenza a settembre 2026. Per dettagli e informazioni

CEO Experience: le nuove logiche del potere

L’incontro con Gianandrea Gaiani e Luca Tenzi, intervistati da Marcello Foa, si è tenuto il 9 giugno 2026

Il contesto internazionale è attraversato da una progressiva transizione verso un assetto più multipolare, nel quale i rapporti tra Stati appaiono sempre più segnati dalla competizione strategica, dalla tutela degli interessi nazionali e da nuove forme di interdipendenza economica, tecnologica e politica.

Dopo la fase di predominio statunitense successiva alla Guerra fredda, il sistema internazionale appare oggi caratterizzato soprattutto dal confronto strategico tra Stati Uniti e Cina, mentre la Russia mantiene un ruolo rilevante sul piano militare e nucleare. A questi attori si affiancano potenze e aree di crescente peso regionale e globale, tra cui Unione europea, India, Turchia e monarchie del Golfo.

La discussione tenutasi durante l’evento “CEO Experience: le nuove logiche del potere” dello scorso 9 giugno 2026 presso l’Hotel Villa Principe Leopoldo a Lugano (organizzato dalla Cc-Ti con la collaborazione di economiesuisse, UBS Switzerland SA, Sunrise e Colin&Cie Svizzera SA) ha evidenziato come ogni Stato agisca in base ai propri punti di forza e alle proprie vulnerabilità, contribuendo a ridefinire equilibri, alleanze e rapporti di forza a livello globale.

Gli Stati Uniti restano la principale potenza militare e tecnologica, ma il loro ruolo internazionale si sta evolvendo: il sostegno all’Ucraina e il coinvolgimento in Medio Oriente evidenziano una strategia fondata su alleanze, strumenti di deterrenza, gestione indiretta delle crisi e controllo delle tecnologie avanzate.

La Cina, pur mantenendo un approccio generalmente prudente rispetto a un’esposizione militare diretta, si conferma il principale sfidante strategico degli Stati Uniti, rafforzando progressivamente la propria presenza militare, tecnologica ed economica. Il nodo di Taiwan resta uno degli elementi più sensibili nei rapporti sino-americani.

La Russia, pur confrontandosi con limiti tecnologici, pressioni economiche e l’elevato costo umano del conflitto in Ucraina, conserva un ruolo significativo grazie alla deterrenza nucleare, alla capacità industriale bellica e a forme di sostegno politico, economico o tecnologico da parte di partner quali Cina e Iran.

Le tensioni in Medio Oriente, incluse quelle che coinvolgono Iran, Israele e Stati Uniti, mostrano inoltre quanto i conflitti moderni dipendano da droni, intelligence, satelliti, cybercapacità e attacchi a distanza, con ricadute immediate sull’economia globale.

La dipendenza energetica dal Medio Oriente, il ruolo strategico dello Stretto di Hormuz e la volatilità dei prezzi dimostrano come le relazioni tra nazioni non siano più solo militari, ma anche economiche, energetiche e commerciali.

In questo contesto, la competizione non riguarda più soltanto territorio e risorse, ma anche tecnologia, dati, semiconduttori, intelligenza artificiale e controllo delle infrastrutture critiche.

L’Europa si confronta con un contesto di sicurezza sempre più complesso: dopo decenni in cui la garanzia statunitense ha avuto un ruolo centrale nella difesa del continente, diventa oggi prioritario rafforzare le capacità europee in materia di difesa, autonomia tecnologica, sicurezza energetica e base industriale.

All’interno dell’Unione europea, la definizione di una strategia condivisa resta una sfida rilevante: la diversità di interessi, priorità e sensibilità nazionali rende necessario un maggiore coordinamento per rispondere in modo efficace all’evoluzione dello scenario internazionale.

Anche la Svizzera è chiamata a confrontarsi con l’evoluzione di questo scenario. Pur non essendo, allo stato attuale, esposta a un rischio militare diretto comparabile a quello di altri Paesi europei, il contesto internazionale impone una crescente attenzione alle minacce ibride, alla cybersicurezza, alla resilienza economica, alla gestione delle pressioni sulle esportazioni e alla sicurezza degli approvvigionamenti.

In questa prospettiva, per la Svizzera assumono particolare rilievo la salvaguardia della neutralità, il rafforzamento della sovranità tecnologica, la protezione delle infrastrutture critiche, la diversificazione dei fornitori strategici e il sostegno alla ricerca e all’innovazione.

In conclusione, le crisi attuali evidenziano una trasformazione profonda dei rapporti internazionali: alleanze e organizzazioni multilaterali restano importanti, ma sono sempre più condizionate dagli interessi strategici dei singoli Stati.

La sicurezza futura non dipenderà soltanto dalla forza militare, ma anche dalla capacità dei Paesi di proteggere reti energetiche, dati, telecomunicazioni, sistemi finanziari, tecnologie strategiche e catene di approvvigionamento.

La domanda centrale non è più soltanto come vincere un conflitto, ma come restare resilienti in un mondo instabile, competitivo e sempre più interdipendente.


Rivivete l’evento


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La prevenzione parte dalle persone

Riflessioni della Polizia Cantonale sul ciclo di incontri organizzati in collaborazione con la Cc-Ti sul tema della sicurezza informatica in ambito lavorativo.

Una foto dei relatori del primo appuntamento tenutosi lo scorso 29 aprile 2026 a Balerna.

Negli ultimi anni la trasformazione digitale ha modificato profondamente il modo di lavorare delle aziende e delle associazioni ticinesi. La crescente diffusione di strumenti digitali, piattaforme online, servizi cloud e sistemi di comunicazione interconnessi ha portato importanti vantaggi in termini di efficienza e rapidità operativa, ma ha anche aumentato l’esposizione a rischi informatici sempre più sofisticati. Le statistiche e i casi registrati negli ultimi anni mostrano come molte intrusioni informatiche abbiano origine da semplici errori quotidiani: l’apertura di un allegato sospetto, il clic su un link fraudolento, l’utilizzo di password deboli oppure la condivisione inconsapevole di informazioni sensibili. Per questo motivo la sensibilizzazione delle persone rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per rafforzare la sicurezza.

È partendo da questa consapevolezza che la Polizia cantonale ha avviato un’analisi su come raggiungere il maggior numero di persone operanti del settore aziendale. Il progetto di collaborazione con la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti), nasce dalla constatazione emersa durante varie inchieste penali: gli attacchi informatici non colpiscono esclusivamente grandi gruppi internazionali o realtà altamente tecnologiche. Sempre più spesso, infatti, anche piccole e medie imprese, e non da ultimo le associazioni, diventano bersaglio di cibercriminali che sfruttano vulnerabilità tecniche ma, soprattutto, comportamenti poco consapevoli.

In questo senso, la collaborazione con la Cc-Ti si sviluppa attraverso momenti informativi destinati ai dipendenti e alle dipendenti di aziende e associazioni ticinesi, con l’obiettivo di creare un ponte diretto tra il mondo della prevenzione e il tessuto economico cantonale. Concretamente, nel corso del 2026 sono previste tre mattinate informative dedicate alla cibersicurezza, con contenuti accessibili anche a chi non possiede competenze tecniche specifiche (la prima si è svolta a Balerna lo scorso 29 aprile. Gli altri eventi si svolgeranno a Lugano il 22 settembre 2026 e a Locarno il 30 ottobre 2026). La struttura degli incontri è stata concepita in maniera modulabile e adattabile in base all’evoluzione delle minacce informatiche. I partecipanti e le partecipanti hanno l’opportunità di approfondire temi di stretta attualità, per meglio comprendere i meccanismi utilizzati dai cibercriminali e le principali misure di protezione da adottare sia nella vita professionale sia nella vita privata.

Tra gli argomenti affrontati vi sono il phishing e le email fraudolente, con esempi pratici per imparare a riconoscere messaggi sospetti, siti falsificati e tentativi di furto di credenziali. Vengono inoltre illustrate le principali forme di malware, inclusi i ransomware che negli ultimi anni hanno colpito numerose aziende, causando importanti interruzioni operative, perdita di dati e ingenti conseguenze economiche. Ampio spazio è inoltre dedicato anche al fenomeno delle cyber-truffe, come le truffe del falso CEO o le compromissioni delle e-mail aziendali, fenomeni che sfruttano la fiducia e la pressione psicologica (tempo) per indurre collaboratori, collaboratrici e responsabili finanziari a effettuare pagamenti o condividere informazioni sensibili. Gli incontri toccano inoltre aspetti pratici legati all’utilizzo sicuro di Internet e dei dispositivi digitali: gestione delle password, aggiornamenti software, navigazione sicura e comportamento corretto in caso di sospetto incidente informatico.

Uno degli elementi centrali del progetto è la volontà di promuovere una cultura della sicurezza condivisa. La cibersicurezza non può infatti essere considerata esclusivamente una questione tecnica affidata ai reparti informatici. Ogni collaboratore e collaboratrice, indipendentemente dal proprio ruolo, contribuisce quotidianamente alla protezione dell’azienda.

In questo senso la prevenzione assume un valore strategico. La sensibilizzazione ha lo scopo di ridurre il rischio di errori umani, aumentare la capacità di riconoscere situazioni anomale e favorire una reazione tempestiva in caso di incidente. Un’organizzazione informata è infatti più resiliente e meglio preparata ad affrontare le minacce digitali. La collaborazione tra Polizia cantonale e Cc-Ti rappresenta quindi un esempio concreto di sinergia tra istituzioni e mondo economico a favore della sicurezza del territorio. Attraverso il dialogo, la formazione e la condivisione di esperienze è possibile costruire maggiore consapevolezza e contribuire alla protezione delle aziende e associazioni ticinesi in un contesto digitale in continua evoluzione.

L’auspicio è che questa iniziativa possa consolidarsi nel tempo, ampliando progressivamente il coinvolgimento delle imprese e adattando i contenuti alle nuove sfide della cibersicurezza. Perché oggi, più che mai, la prevenzione parte dalle persone.


Scopri e sfoglia la gallery dell’evento del 29 aprile 2026, tenutosi a Balerna, organizzato dalla Cc-Ti con la Polizia Cantonale quale partner, e il sostegno di Ente Regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio ERS-MB e Polus SA.

Highlights dell’evento

Sicurezza informatica in ambito lavorativo

Lo scorso 29 aprile, davanti a una novantina di partecipanti si è tenuta la prima edizione del ciclo di incontri dedicati al tema della cyber security, in collaborazione con la Polizia Cantonale.

Da sin.: Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti; Stefano Marelli, commissario Polizia Cantonale; Giovanna Staub, Presidente CdA Polus SA; Roland Lucini, Ispettore principale Servizio comunicazione, media e prevenzione Polizia Cantonale e Claudio Guidotti, Direttore presso Ente Regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio ERS-MB.

Nell’evento “Sicurezza informatica in ambito lavorativo” del 29 aprile 2026, organizzato dalla Cc-Ti con la Polizia Cantonale quale partner, e il sostegno di Ente Regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio ERS-MB e Polus SA sono stati trattati i principali rischi in ambito della sicurezza informatica, come riconoscere gli attacchi e ridurre gli errori umani, apprendendo come rispondere in modo adeguato (phishing, hacking, cyber truffe, social engineering, esempi e casi concreti, ecc.).

ALTRI EVENTI CICLO DI INCONTRI DEDICATI AL TEMA DELLA CYBER SECURITY

Seguiranno eventi per le aziende su questo specifico tema anche in altre luoghi del Canton Ticino (luganese, locarnese) nel corso del 2026.
Gli appuntamenti saranno agendati sul nostro sito web www.cc-ti.ch/eventi.



In quest’ottica proponiamo il testo della scheda informativa sull’obligo di segnalare ciberattacchi contro le infrastrutture critiche, redatto dall’Ufficio federale della cibersicurezza UFCS, che spiega come – dal 1° aprile 2025 – , i gestori di infrastrutture critiche sono tenuti a segnalare ciberattacchi all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) entro 24 ore dalla loro scoperta.

Il Consiglio federale ha posto in vigore con effetto dal 1° aprile 2025 la modifica necessaria della legge federale del 29 settembre 2023 sulla sicurezza delle informazioni in seno alla Confederazione (Legge sulla sicurezza delle informazioni, LSIn).

Chi deve segnalare?
La Legge sulla sicurezza delle informazioni (LSIn) stabilisce quali gestori di infrastrutture critiche sono soggetti all’obbligo di notifica. Tra queste figurano ad esempio le istituzioni nel settore dell’approvvigionamento energetico e idrico, le imprese di trasporto e le amministrazioni cantonali e comunali. Informazioni più dettagliate sulla definizione di infrastrutture critiche sono disponibili nella legge sulla sicurezza delle informazioni (LSIn). Le disposizioni esecutive e le eccezioni sono disciplinate nell’Ordinanza sulla cibersicurezza (OCS).

Quali ciberattacchi devono essere segnalati?
Un ciberattacco dev’essere segnalato, tra l’altro, se rischia di compromettere il funzionamento dell’infrastruttura critica interessata, ha comportato una manipolazione o una fuga d’informazioni oppure è correlato ai reati di estorsione, minaccia o coazione.

Come deve essere segnalato?
L’UFCS mette a disposizione un modulo di segnalazione sulla sua piattaforma esistente per lo scambio di informazioni (Cyber Security Hub) con i gestori di infrastrutture critiche. Se in occasione della prima segnalazione da effettuare entro 24 ore non è ancora possibile fornire tutte le informazioni necessarie, vige un termine di 14 giorni per completare la segnalazione.

Le organizzazioni che non dispongono di un accesso alla piattaforma possono inviare le segnalazioni anche tramite il modulo e-mail disponibile sul sito web dell’UFCS.

Sanzioni in caso di mancata segnalazione
In caso di mancato rispetto dell’obbligo di notifica, la legge prevede multe fino a un massimo di CHF 100’000.
Queste sanzioni sono entrate in vigore il 1° ottobre 2025.

Ulteriori informazioni
Ulteriori informazioni e video esplicativi sull’obbligo di segnalare sono disponibili sul sito web dell’UFCS: Informazioni sull’obbligo di segnalare.


Scopri l’articolo con le riflessioni della Polizia Cantonale sul tema

Highlights dell’evento

Serata informativa per il corso Specialista della gestione PMI con attestato federale

Lunedì 15 giugno 2026 alle ore 18.00 presso gli Spazi Cc-Ti al 6° piano

La Cc-Ti organizza una serata informativa per tutti gli interessati ad iscriversi al corso Specialista della gestione PMI (che inizierà a settembre 2026). Durante l’incontro saranno fornite maggiori informazioni inerenti al corso (costi, calendario, docenti e contenuti).

Coloro che volessero partecipare alla serata sono pregati di confermare la propria presenza al Signor Roberto Klaus all’indirizzo email: klaus@cc-ti.ch.