Lo scorso 29 aprile, davanti a una novantina di partecipanti si è tenuta la prima edizione del ciclo di incontri dedicati al tema della cyber security, in collaborazione con la Polizia Cantonale.
Da sin.: Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti; Stefano Marelli, commissario Polizia Cantonale; Giovanna Staub, Presidente CdA Polus SA; Roland Lucini, Ispettore principale Servizio comunicazione, media e prevenzione Polizia Cantonale e Claudio Guidotti, Direttore presso Ente Regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio ERS-MB.
Nell’evento “Sicurezza informatica in ambito lavorativo” del 29 aprile 2026, organizzato dalla Cc-Ti con la Polizia Cantonale quale partner, e il sostegno di Ente Regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio ERS-MB e Polus SA sono stati trattati i principali rischi in ambito della sicurezza informatica, come riconoscere gli attacchi e ridurre gli errori umani, apprendendo come rispondere in modo adeguato (phishing, hacking, cyber truffe, social engineering, esempi e casi concreti, ecc.).
ALTRI EVENTI CICLO DI INCONTRI DEDICATI AL TEMA DELLA CYBER SECURITY
Seguiranno eventi per le aziende su questo specifico tema anche in altre luoghi del Canton Ticino (luganese, locarnese) nel corso del 2026. Gli appuntamenti saranno agendati sul nostro sito web www.cc-ti.ch/eventi.
In quest’ottica proponiamo il testo della scheda informativa sull’obligo di segnalare ciberattacchi contro le infrastrutture critiche, redatto dall’Ufficio federale della cibersicurezza UFCS, che spiega come – dal 1° aprile 2025 – , i gestori di infrastrutture critiche sono tenuti a segnalare ciberattacchi all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) entro 24 ore dalla loro scoperta.
Il Consiglio federale ha posto in vigore con effetto dal 1° aprile 2025 la modifica necessaria della legge federale del 29 settembre 2023 sulla sicurezza delle informazioni in seno alla Confederazione (Legge sulla sicurezza delle informazioni, LSIn).
Chi deve segnalare? La Legge sulla sicurezza delle informazioni (LSIn) stabilisce quali gestori di infrastrutture critiche sono soggetti all’obbligo di notifica. Tra queste figurano ad esempio le istituzioni nel settore dell’approvvigionamento energetico e idrico, le imprese di trasporto e le amministrazioni cantonali e comunali. Informazioni più dettagliate sulla definizione di infrastrutture critiche sono disponibili nella legge sulla sicurezza delle informazioni (LSIn). Le disposizioni esecutive e le eccezioni sono disciplinate nell’Ordinanza sulla cibersicurezza (OCS).
Quali ciberattacchi devono essere segnalati? Un ciberattacco dev’essere segnalato, tra l’altro, se rischia di compromettere il funzionamento dell’infrastruttura critica interessata, ha comportato una manipolazione o una fuga d’informazioni oppure è correlato ai reati di estorsione, minaccia o coazione.
Come deve essere segnalato? L’UFCS mette a disposizione un modulo di segnalazione sulla sua piattaforma esistente per lo scambio di informazioni (Cyber Security Hub) con i gestori di infrastrutture critiche. Se in occasione della prima segnalazione da effettuare entro 24 ore non è ancora possibile fornire tutte le informazioni necessarie, vige un termine di 14 giorni per completare la segnalazione.
Le organizzazioni che non dispongono di un accesso alla piattaforma possono inviare le segnalazioni anche tramite il modulo e-mail disponibile sul sito web dell’UFCS.
Sanzioni in caso di mancata segnalazione In caso di mancato rispetto dell’obbligo di notifica, la legge prevede multe fino a un massimo di CHF 100’000. Queste sanzioni sono entrate in vigore il 1° ottobre 2025.
Ulteriori informazioni Ulteriori informazioni e video esplicativi sull’obbligo di segnalare sono disponibili sul sito web dell’UFCS: Informazioni sull’obbligo di segnalare.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2026/05/ART26-evt-polizia-balerna-1.jpg8531280Lisa Pantinihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngLisa Pantini2026-05-08 08:23:412026-05-08 08:23:42Sicurezza informatica in ambito lavorativo
Lunedì 15 giugno 2026 alle ore 18.00 presso gli Spazi Cc-Ti al 6° piano
La Cc-Ti organizza una serata informativa per tutti gli interessati ad iscriversi al corso Specialista della gestione PMI (che inizierà a settembre 2026). Durante l’incontro saranno fornite maggiori informazioni inerenti al corso (costi, calendario, docenti e contenuti).
Coloro che volessero partecipare alla serata sono pregati di confermare la propria presenza al Signor Roberto Klaus all’indirizzo email: klaus@cc-ti.ch.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2023/09/ART23-serata-gestione-PMI.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2026-05-07 11:43:342026-05-07 11:43:34Serata informativa per il corso Specialista della gestione PMI con attestato federale
L’India non è più soltanto un mercato emergente da esplorare con cautela, ma un partner economico sempre più centrale per le imprese svizzere. Questo è il messaggio emerso dall’evento India: New Perspectives for Swiss Trade, tenutosi a Lugano e promosso dalla Camera di Commercio e dell’Industria del Cantone Ticino in collaborazione con la Città di Lugano, l’Ambasciata dell’India in Svizzera e l’ESG Center of Excellence nell’ambito dell’iniziativa India: The Flavor of Chai & Change. In tale contesto, l’entrata in vigore dell’Accordo di partenariato commerciale ed economico tra India ed AELS è stata letta come un passaggio chiave verso una relazione più strutturata e strategica. Di seguito si analizzano il contesto di riferimento, i principali contenuti dell’accordo e le relative implicazioni operative per le imprese.
Perché l’India conta oggi
Dopo i saluti iniziali di Alex Chung, responsabile dell’iniziativa Fair Trade Town per la Città di Lugano, l’Ambasciatore dell’India in Svizzera, S.E. Mridul Kumar, ha delineato il nuovo posizionamento del Paese nel contesto globale, sottolineando come il rafforzamento delle relazioni economiche con Paesi ad alta capacità tecnologica e industriale rappresenti una leva essenziale per la crescita. Parallelamente, è emersa con forza la trasformazione interna dell’India, sempre più riconosciuta non solo come mercato di destinazione, ma come ecosistema di innovazione, in particolare nel settore digitale e fintech, dove infrastrutture avanzate consentono transazioni istantanee anche per microimporti e favoriscono modelli di co-sviluppo tecnologico.
Accordi di libero scambio e AELS
È seguito l’intervento di Pietro Poretti, capo dello sviluppo economico della Città di Lugano, che ha inquadrato il ruolo degli accordi di libero scambio nella politica economica svizzera. La Svizzera, fortemente orientata all’export, ha costruito nel tempo una rete estesa di accordi, principalmente nell’ambito dell’Associazione europea di libero scambio (AELS), per garantire condizioni di accesso ai mercati internazionali e mantenere la competitività rispetto ai principali partner, in particolare l’Unione europea. L’evoluzione di questi strumenti riflette inoltre un ampliamento progressivo dei contenuti, dalla liberalizzazione delle merci all’inclusione di servizi, investimenti, proprietà intellettuale ed e-commerce.
TEPA: impatti e opportunità
L’attenzione si è poi concentrata sull’Accordo di partenariato commerciale ed economico (Trade and Economic Partnership Agreement, TEPA), analizzato da Monica Zurfluh, responsabile del servizio Commercio internazionale della Cc-Ti. L’accordo, entrato in vigore nell’ottobre 2025, migliora significativamente le condizioni di accesso al mercato indiano: circa l’85% dell’export svizzero beneficia di riduzioni tariffarie, percentuale che sale fino al 95% per i beni industriali. Le concessioni sono applicate in parte immediatamente e in parte in modo progressivo, secondo calendari definiti, offrendo maggiore prevedibilità alle imprese. Uno degli elementi più innovativi riguarda la dimensione degli investimenti: per la prima volta, un accordo svizzero include obiettivi quantitativi espliciti, con l’impegno dell’AELS a investire 100 miliardi di dollari in 15 anni e a generare circa un milione di posti di lavoro. Questo segna il passaggio da una logica di semplice scambio commerciale a una più ampia integrazione industriale e sviluppo condiviso. Il quadro delineato va letto nel contesto delle trasformazioni dell’economia globale. Le tensioni geopolitiche e la riorganizzazione delle catene del valore stanno spingendo molte imprese verso strategie di diversificazione, sintetizzate nel paradigma China+1. In questo scenario, l’India si afferma come uno dei principali poli alternativi, grazie alla dimensione del mercato, alla crescita economica sostenuta e a una demografia favorevole. Le opportunità per le imprese svizzere si concentrano in diversi settori chiave. La manifattura avanzata e i macchinari beneficiano della crescente domanda di automazione e precisione. Le tecnologie pulite e le infrastrutture sono sostenute da investimenti legati all’urbanizzazione e alla transizione energetica. Nel medtech cresce una domanda sempre più orientata alla qualità, mentre la mobilità elettrica offre opportunità nella componentistica specializzata. La digital economy, infine, agisce come fattore abilitante trasversale, favorendo innovazione e partenariato.
Operare in India: ostacoli
Nonostante il miglioramento del quadro generale, restano tuttavia alcune criticità operative. Barriere non tariffarie, requisiti di certificazione, testing e regolamentazioni locali richiedono pianificazione anticipata e una presenza sul territorio. È stato ribadito come l’India non sia un mercato “plug-and-play”, ma richieda un approccio di lungo periodo basato su investimenti, adattamento e, non meno importante, comprensione delle specificità locali.
Relazioni e adattamento
In questo contesto si inserisce il contributo di Marco Casanova, direttore di ESG Center of Excellence, che ha offerto una prospettiva complementare di natura esperienziale. Il suo intervento ha evidenziato come l’India non possa essere considerata un mercato uniforme, ma un sistema estremamente eterogeneo, in cui coesistono dinamiche anche apparentemente contraddittorie. Dal punto di vista operativo, è stata sottolineata la centralità della dimensione relazionale: rispetto a contesti più orientati alla transazione, in India la costruzione della fiducia rappresenta una condizione preliminare all’attività economica. Questo implica tempi più lunghi e un maggiore investimento nelle relazioni personali. Allo stesso tempo, emerge con chiarezza che il mercato indiano non è più esclusivamente sensibile al prezzo. Esiste una domanda crescente per prodotti e servizi di alta qualità, in cui le imprese svizzere possono valorizzare il proprio posizionamento, a condizione di adattare le soluzioni al contesto locale. Infine, è stata richiamata l’importanza di un approccio aperto e non gerarchico: entrare nel mercato indiano richiede capacità di adattamento, comprensione delle aspettative e disponibilità a costruire partnership su un piano di reciproco riconoscimento.
Conclusioni e prospettive
In conclusione, il TEPA rappresenta un punto di svolta nelle relazioni economiche tra India e Svizzera, ma anche un invito a un cambiamento di paradigma. Non si tratta più soltanto di facilitare l’export, bensì di costruire una partnership strategica fondata su investimenti, innovazione e collaborazione. In questo quadro, l’India emerge non solo come mercato, ma come interlocutore chiave nel nuovo equilibrio economico globale. In questa prospettiva, la Camera di Commercio e dell’Industria del Cantone Ticino, su iniziativa di alcuni imprenditori ticinesi, ha previsto l’organizzazione di un viaggio esplorativo in India, in programma dal 30 gennaio al 6 febbraio 2027. L’iniziativa si configura come un’occasione di scoperta e analisi sul campo, volta a offrire alle imprese e agli operatori interessati una comprensione diretta del mercato indiano, attraverso incontri con attori locali, momenti di approfondimento e opportunità concrete di networking.
L’incontro annuale è dedicato all’illustrazione dei percorsi di reinserimento lavorativo di persone che hanno affrontato difficoltà di salute e che, grazie alla collaborazione con le imprese, sono riuscite a ricostruire la propria carriera con impegno e risultati positivi.
Sono stati evidenziati esempi virtuosi di partnership tra aziende e collaboratori, illustrati durante l’evento tramite testimonianze dirette e contributi video, che mostrano un percorso condiviso caratterizzato da soddisfazioni significative.
L’iniziativa ha sottolineato come la sinergia tra tutti i soggetti coinvolti – persona, famiglia, impresa, sistema economico e istituzioni – possa generare effetti positivi per l’intera comunità.
È proprio dall’unione delle forze, dalla capacità di ascoltarsi e sostenersi a vicenda, che emergono risultati concreti e percorsi di rinascita che arricchiscono non solo i singoli, ma anche il tessuto sociale. Come si suol dire, “l’unione fa la forza”: questo evento ne è una prova tangibile.
L’evento si è svolto martedì 14 aprile 2026 presso l’Istituto Cantonale di Economia e Commercio di Bellinzona, alla presenza dei Consiglieri di Stato Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Raffaele De Rosa, Direttore del Dipartimento della Sanità e della Socialità, e Christian Vitta, Direttore del Dipartimento delle Finanze e dell’Economia.
Sono inoltre intervenuti Luca Albertoni, Direttore della Cc-Ti, e Monica Maestri, Capoufficio AI.
Le imprese selezionate per il premio di quest’anno sono le seguenti:
Camponovo SA Impresa Costruzioni – Mendrisio
Comune di Sorengo
GeoMeo Service GmbH – Contone
Complimenti per i risultati raggiunti e per il prezioso esempio che queste realtà rappresentano per l’intero mondo imprenditoriale. Il loro impegno testimonia quanto sia possibile coniugare responsabilità sociale e successo aziendale, ispirando altre imprese a seguire la stessa strada virtuosa.
L’evento ha fatto scoprire al pubblico le opportunità delle professioni ICT. 30 giovani apprendisti si sono inoltre sfidati, mettendo alla prova le loro competenze.
Si è svolta sabato 14 marzo presso il Mercato Resega di Canobbio la quarta edizione della “Giornata dell’Informatica”, promossa e organizzata dall’associazione ICT-Formazione Professionale Svizzera italiana in collaborazione con il progetto Millestrade. Una manifestazione di successo all’insegna della scoperta delle professioni digitali e pensata per avvicinare ragazze e ragazzi delle scuole medie alle professioni ICT, con un’attenzione particolare alla loro crescente versatilità e ai molteplici ambiti di applicazione.
La Giornata dell’Informatica ha offerto a ragazze e ragazzi, famiglie e visitatori interessati l’opportunità di avvicinarsi concretamente al mondo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, mostrando come le competenze digitali trovino applicazione in ambiti professionali sempre più diversificati, dall’industria e i servizi finanziari alla sanità, dall’amministrazione pubblica alla logistica, fino ai settori di formazione e creatività digitale. Attraverso laboratori pratici, dimostrazioni e attività interattive, il pubblico ha potuto confrontarsi direttamente con professionisti, docenti e apprendisti, scoprendo la pluralità di percorsi formativi e sbocchi professionali che caratterizzano oggi il settore.
Il tema della versatilità delle professioni ICT si inserisce in un contesto di grande attualità. Secondo recenti studi di ICT-Formazione professionale Svizzera, entro il 2033 sarà necessario formare ulteriori 54’400 professionisti ICT per garantire capacità d’innovazione e competitività a lungo termine. Un dato che conferma il ruolo centrale della formazione professionale e dell’apprendistato come vie privilegiate di accesso al mondo del lavoro digitale e che rende ancora più rilevante l’impegno nell’orientamento delle nuove generazioni verso competenze trasversali sempre più richieste dall’economia.
Elemento di grande richiamo della manifestazione sono stati i campionati regionali ICT, che hanno visto la partecipazione di oltre 30 giovani apprendisti ICT provenienti dalla Svizzera italiana. Le competizioni, giunte alla loro quinta edizione, hanno offerto ai partecipanti un palco privilegiato per mettere in luce talento e competenze in tre categorie informatiche: cloud computing, web technologies e software solutions for business. I migliori classificati avranno l’opportunità di accedere ai campionati nazionali ICTskills, in programma a Berna nel 2027 nell’ambito dei prestigiosi SwissSkills.
Parallelamente alle competizioni, numerosi appassionati e curiosi del mondo della tecnologia hanno avuto la possibilità di scoprire nel dettaglio tutte le opportunità delle professioni ICT, attraverso attività didattiche dedicate e grazie alla possibilità di porre domande sulla formazione ad esperti, docenti ed apprendisti del Centro professionale tecnico di Trevano e di Locarno, della Scuola Specializzata Superiore di economia e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI). La Giornata dell’Informatica 2026 ha così confermato il proprio ruolo di iniziativa di riferimento per l’orientamento alle professioni ICT nella Svizzera italiana, favorendo l’incontro tra giovani, mondo della formazione e realtà professionali.
L’ICT si profila quindi nuovamente come settore strategico, caratterizzato da un impatto trasversale che coinvolge molti altri ambiti. A fronte di una domanda in costante crescita e di una carenza di personale qualificato, investire nella formazione delle nuove generazioni risulta essenziale. L’obiettivo della Giornata dell’Informatica è proprio quello di sensibilizzare giovani e famiglie sull’importanza delle professioni digitali, non solo per le prospettive occupazionali positive che offrono, ma anche per il contributo determinante che apportano allo sviluppo e al benessere del nostro Paese. L’elevata partecipazione e il forte interesse dimostrato dal pubblico testimoniano una crescente attenzione verso questo settore fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del Paese.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2026/03/ART26-Giornata-informatica.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2026-03-18 13:50:202026-03-18 13:50:20Un’edizione di successo per la Giornata dell’Informatica
L’evento si è tenuto il 22 gennaio 2026 presso M-Space a Bellinzona, in collaborazione con UBS.
Nella splendida cornice della sede del Sopraceneri a Bellinzona, la Cc-Ti, in collaborazione con UBS, ha dato vita a un evento ricco di stimoli: “Sguardo al futuro: tendenze e prospettive economiche per il 2026”. Un’occasione preziosa che ha visto la partecipazione attiva di tanti imprenditori e imprenditrici, pronti a confrontarsi sulle sfide e le opportunità che ci attendono.
Nella foto, da sinistra: Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti; Marzio Grassi, Head Corporate Clients Regione Ticino; Andrea Zanetti, Head Executives & Entrepreneurs Regione Ticino; Gabriele Amadò, Head Corporate Clients Sopraceneri; Elena Guglielmin, Senior Credit Analyst, CIO UBS Global Wealth Management.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2026/01/ART26-evt-ubs-22.1.26-scaled.jpg20922560Lisa Pantinihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngLisa Pantini2026-01-29 11:17:252026-01-29 11:20:38Sguardo al futuro: tendenze e prospettive economiche per il 2026
L’incontro con Marco Travaglio, intervistato da Marcello Foa, si è tenuto il 20 gennaio 2026
La sesta edizione del CEO Experience è stata caratterizzata dalla presenza di un ospite non solo prestigioso, ma anche assai stimolante. Marco Travaglio, Direttore de ‘Il Fatto Quotidiano’, etichettato, a torto, come appartenente a una determinata corrente politica di sinistra, in realtà intellettuale di chiara impronta liberale. E soprattutto molto critico con il mainstream mediatico e politico che sta caratterizzando la nostra epoca e che tende a omettere qualsiasi pensiero critico se non allineato con quanto viene ritenuto il “pensiero comune”.
Magistralmente sollecitato da Marcello Foa, ormai conduttore fisso di questi incontri, Marco Travaglio ha spaziato su molti temi, dalla politica e il giornalismo italiani, fino ad alcune scomode tesi sul conflitto Russia-Ucraina, passando per analisi impietose sullo stato dell’Unione Europea. Tesi a tratti anche molto forti, certamente anche discutibili, ma corroborate da fatti inequivocabili che devono indurre a riflettere e sollevano l’importante questione di mantenere sempre uno spirito critico verso quello che quotidianamente ci viene propinato dai media. Poi giustamente ognuno può e deve avere la propria opinione, ma un sano richiamo alla riflessione, alla ricerca, all’analisi e alla valutazione dei fatti è senza dubbio salutare. Anche per il mondo economico si tratta di un elemento essenziale, visto che le aziende devono muoversi in un mondo sempre più complesso e prendere decisioni spesso fondamentali badandosi su informazioni che troppo spesso sono mediate e solo parziali. Ogni possibilità di avere una visione diversa e più completa è quindi assolutamente benvenuta.
Il nostro formato del CEO Experience si è rivelato ancora una volta sede adatta per l’approfondimento di temi importanti dello scenario nazionale e internazionale. Un appuntamento su invito concepito per titolari e dirigenti d’azienda che si vuole uno spazio libero di espressione e che è reso possibile dalla preziosa collaborazione con economiesuisse, Sunrise e Colin&Cie.
Rivivete l’evento
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https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2026/01/ART26-ceo-1.jpg8531280Lisa Pantinihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngLisa Pantini2026-01-29 10:28:542026-02-23 16:08:36CEO Experience con Marco Travaglio
2025: in un quadro complesso e di rallentamento, si attestano il buon andamento dei servizi e le difficoltà per il settore secondario
Nel 2025 i risultati delle aziende ticinesi sono stati in generale soddisfacenti, anche se si confermano alcuni segnali di rallentamento già rilevati nel 2024 per quanto riguarda soprattutto le aziende del settore industriale. Oltre alle difficoltà sorte in particolare a causa delle problematicità di Cina e Germania, che hanno avuto effetti anche sulla nostra regione, si è aggiunta nel corso del 2025 l’incertezza legata alla politica dei dazi degli Stati Uniti. Sebbene quest’ultima abbia avuto un impatto limitato sull’andamento generale dell’economia ticinese, a differenza di quanto avvenuto in altri cantoni, essa ha avuto un forte impatto per le aziende che operano sul e per il mercato americano, con effetti a cascata anche su altre realtà aziendali.
In generale, per il 40% delle aziende l’andamento è stato soddisfacente (36% nel 2024), buono per il 36% (35% nel 2024) ed eccellente per l’1% (2% nel 2024). Il settore dei servizi ha registrato risultati migliori di quello secondario (78% di risultati di segno positivo contro il 73%).
Per il 2026 la tendenza resta sostanzialmente simile, con aspettative più positive nel settore dei servizi (77%) rispetto al settore secondario (67%) per il primo semestre 2026 e con tendenze analoghe per il secondo semestre.
In un quadro difficile, ma tutto sommato contrassegnato da una certa fiducia, desta qualche preoccupazione la flessione negli investimenti. In calo dal 2023, il livello degli investimenti nel 2025 si è attestato sui valori dell’anno precedente (42% delle imprese che hanno investito), ma si riscontra un calo netto per gli investimenti previsti nel 2026 (34% delle aziende si dicono pronte a operare in questo senso). Tradizionalmente le previsioni su questo tema sono abbastanza prudenziali, ma il calo rispecchia il clima di incertezza che regna nel contesto internazionale, con catene di approvvigionamento sempre più complesse e costose e rincari diffusi legati alle materie prime e all’energia. Inoltre, occorre considerare che il franco forte rappresenta sempre una sfida molto impegnativa per le aziende esportatrici. Senza dimenticare le numerose iniziative politiche sul fronte interno (federale e cantonale) che mirano a profondi cambiamenti strutturali che creano ulteriore incertezza e quindi prudenza. In un contesto di importante erosione dei margini, che da anni segnaliamo e che anche in questa inchiesta si conferma, tutti questi elementi da osservare con grande attenzione.
Anche l’autofinanziamento, altro parametro a cui prestiamo sempre particolare attenzione per comprendere lo stato di salute delle imprese, rileva qualche flessione. Malgrado il 36% delle aziende lo consideri buono e il 32% soddisfacente, gli indicatori di segno piuttosto negativi sono passati dal 22 al 27% rispetto al 2024.
Al momento non è ancora possibile dire se si tratti di una tendenza consolidata oppure di un effetto legato alle contingenze.
Come negli anni scorsi, le tendenze rilevate in Ticino sono molto simili a quelle degli altri cantoni e le difficoltà del settore secondario sono il fil rouge che accomuna tutti. Alcune regioni, come la Svizzera orientale, sono maggiormente colpite dal contesto internazionale a causa della struttura del tessuto economico (industriale in particolare).
Analisi dei risultati nello specifico
1- Andamento generale degli affari
L’andamento generale degli affari nel 2025 è risultato di segno sostanzialmente positivo, sebbene il quadro generale presenti elementi di rallentamento già segnalati lo scorso anno. Il 76% delle imprese (71% nel 2024) ha valutato in maniera favorevole l’andamento degli affari nello scorso anno (soddisfacente per il 40% delle aziende, buono per il 36%. I dati delle aziende esportatrici sono senza sorprese inferiori soprattutto per quelle la cui cifra d’affari è costituita per oltre l’80% dalle esportazioni (andamento positivo per il 65% delle aziende). Come nel 2024, le difficoltà nelle esportazioni hanno provocato non poche difficoltà per il settore secondario. Sebbene queste difficoltà non siano generalizzate, restano fonte di preoccupazione per le singole aziende colpite, ma anche per il contesto generale, perché le tensioni internazionali non accennano a diminuire. Ad esempio, l’accordo raggiunto dalla Svizzera con gli Stati Uniti sui dazi non è ancora consolidato e resta un fattore di incertezza ancora presente e soggetto a possibili repentini cambiamenti. Per le previsioni sull’andamento degli affari a breve termine, cioè̀ per i prossimi 6 mesi, le cifre sono sostanzialmente stabili, con il 41% delle aziende che si attende un’evoluzione soddisfacente e il 33% che prevede un andamento buono. Senza sorprese, il settore secondario è più negativo, con il 69% di attese positive rispetto al terziario con il 77%. Il 63% di chi opera prevalentemente nell’export si attende un andamento positivo. Per il secondo semestre del 2026, le previsioni sono di un’evoluzione soddisfacente per il 45% delle aziende e l’andamento buono si attesta sul 33% (eccellente per l’1%, per un totale del 79%). Anche qui le aspettative positive espresse dal settore secondario sono inferiori al terziario (70% contro l’80%), mentre cresce la fiducia di chi lavora principalmente sui mercati internazionali (74%, principalmente legato alla speranza che si instaurino nuovi equilibri maggiormente stabili e un ulteriore margine temporale per adattamenti alle varie situazioni createsi nel corso degli ultimi anni).
2- Margine di autofinanziamento delle imprese
I valori del margine di autofinanziamento delle aziende sono un indicatore importante dello stato di salute delle imprese e quindi anche della capacità competitiva nel sistema nel suo complesso. Il valore è tutto sommato buono, ma in calo rispetto agli anni precedenti. Il 74% delle imprese giudica positivamente il margine di autofinanziamento (32% soddisfacente, 36% buono, 6% eccellente), ma la parte negativa è cresciuta dal 22% al 27% rispetto al 2024. Anche qui i valori del settore secondario sono inferiori a quelli del terziario (68% positivo contro il 76%). È troppo presto per stabilire se si tratti di difficoltà momentanee oppure se si stia instaurando una tendenza vera e propria. Certamente alcune misure rese necessarie dal contesto internazionale hanno influenzato anche questo fattore, considerando la necessità di adottare misure straordinarie per gestire situazioni inedite e rimediare a taluni effetti negativi influenzati dal contesto internazionale, come l’erosione dei margini (v. punto 5). Il dato assume una certa rilevanza anche nell’ottica della capacità di investimento.
3- Investimenti
Gli investimenti, dopo il calo registrato lo scorso anno, si sono stabilizzati sul 42% di aziende che ha investito. Malgrado le note difficoltà, è confortante il fatto che il settore industriale ha segnalato che il 62% delle aziende abbia investito. Le incertezze influenzano però il 2026, perché la previsione di investimenti scende al 34% ed è una tendenza che si riscontra in quasi tutte le regioni svizzere. Di solito queste previsioni sono sempre abbastanza prudenziali, ma il calo è comunque da tenere in considerazione e da osservare attentamente. Un contesto generale sempre molto teso crea evidentemente incertezze impossibili da ignorare, con un’inevitabile prudenza quanto allo sviluppo dell’area aziendale. Senza dimenticare che, in un panorama già complesso, le aziende svizzere continuano a essere confrontate all’imponente sfida di rimanere competitive malgrado la forza del franco.
4- Occupazione e politica salariale
L’attenzione verso l’occupazione si conferma malgrado le difficoltà, con il 63% delle aziende che segnala una stabilità dell’effettivo e il 76% delle aziende non prevede alterazioni rilevanti per il 2026. Una differenza marcata si riscontra, anche qui, fra settore secondario e terziario (stabilità 52% contro 69% nel 2025 e 69% contro 80% per le previsioni 2026). Gli impiegati a tempo parziale risultano essere il 18% dell’effettivo (75% di impiegati a tempo pieno) e, la percentuale di interinali si attesta sul 3%. Si conferma il 3% di apprendisti nell’effettivo, dato da considerare buono anche nell’ottica della valorizzazione dell’apprendistato in generale. In ambito di politica salariale, il 64% delle aziende ha concesso aumenti di stipendio in diverse misure nel 2025.
5- Conseguenze dell’instabilità geopolitica e misure prese
Questo capitolo è stato dedicato alla valutazione delle conseguenze derivanti da conflitti, guerre, dazi e altri eventi legati a questioni geopolitiche, per capire come sono state colpite le aziende ticinesi e come hanno reagito.
Il 41% delle aziende ha segnalato di essere state colpite in maniera leggera o forte dalla recente instabilità del panorama mondiale. Percentuale più alta, 56%, nel settore industriale, rispetto ai servizi (33%). L’impatto è stato soprattutto sul calo degli ordini e delle vendite per il 66% delle aziende colpite (70% per l’industria e 62% per i servizi).
Sono inoltre stati segnalati:
un aumento del costo delle importazioni per il 29% delle aziende interessate (42% per l’industria, 18% per i servizi);
difficoltà nell’esportazione, 25% (26% per l’industria, 25% per i servizi);
interruzione nella catena di approvvigionamento 14% (14% industria, 13% servizi)
In generale, le aziende non hanno modificato la strategia aziendale (nessuna modifica per il 66% delle aziende (52% nel settore secondario, 73% nel terziario).
Alcune misure che sono state disposte:
ristrutturazione per il 15% delle aziende (20% industria – 13% servizi)
diversificazione dei prodotti 13% (18% industria – 11% servizi)
diversificazione dei mercati 10% (16% industria – 7% servizi)
delocalizzazione 1% (2% industria – 1% servizi).
Confortante è il dato sulla delocalizzazione, che resta per ora un fenomeno abbastanza marginale e costituisce l’ultima ratio, dopo attenta valutazione di altre strategie e se altre misure non si sono rese possibili. A prima vista si potrebbe avere l’impressione che le aziende siano rimaste passive. In realtà, molte misure sono già state prese negli scorsi anni a fronte delle varie crisi già affrontate (crisi finanziaria, difficoltà legate al franco forte, pandemia, ecc.), quindi, nella maggioranza dei casi, si sono resi necessari solo aggiustamenti. Molte misure erano già state predisposte con un certo anticipo con una puntuale lungimiranza.
Va poi tenuto conto che si tratta di risposte multiple, e spesso si tratta di misure cumulative che comunque vengono messe in atto regolarmente. Ad esempio, la valutazione della diversificazione dei mercati è una procedura che la grande maggioranza delle aziende svolge regolarmente e, quindi, non è una misura d’emergenza usata solo in caso di bisogno. Per quanto riguarda i prezzi di vendita, il 24% delle aziende ha modificato i propri prezzi di vendita aumentandoli (36% nel settore secondario, 18% nel terziario). In generale però vi è stata una certa stabilità (68%, con il 51% dell’industria a fronte del 77% dei servizi).
Da rilevare che il 20% delle imprese ha segnalato una riduzione dei margini (27% nell’industria e 16% nei servizi), il che costituisce una cifra importante perché si tratta di un numero consistente di attività. Trascurabili modifiche sono state segnalate nella gestione delle scorte (79% non ha cambiato nulla, 69% per le industrie, 85% per i servizi).
Si può quindi affermare che le aziende ticinesi sono stato colpite in maniera significativa dalle inquietudini geopolitiche internazionali, ma che sono riuscite a gestire le diverse sfide con misure mirate e già ampiamente sperimentate negli ultimi due decenni, limitando laddove possibile i molti effetti negativi.
6- Oneri burocratici ed effetti
L’inchiesta si è poi conclusa con un capitolo dedicato agli oneri burocratici e alle loro conseguenze. Le aziende sono state sollecitate a fornire indicazioni sui seguenti settori (fra parentesi le percentuali di risposte che indicano oneri elevati e/o abbastanza elevati, risp. all’aumento riscontrato negli ultimi 10 anni):
assicurazioni sociali (57% – 56%)
tasse (45% – 52%)
imposte (50% – 47%)
diritto del lavoro/condizioni di lavoro (54% – 53%)
normative nell’edilizia (25% – 34%)
registro di commercio / FUCS (16% – 19%)
importazioni ed esportazioni (34% – 40%)
appalti pubblici (31% – 34%) –
norme ambientali (37% – 52%)
Disposizioni specifiche per settori di attività (45% – 53%)
Si conferma quindi la tendenza riscontrata negli ultimi 10 anni, di un considerevole aumento delle norme un po’ in tutti i settori, con conseguente incremento del carico di lavoro burocratico, quantificato nel seguente modo:
per il 9% delle aziende, meno di due ore al mese.
per il 34% delle aziende, da 2 a 9 ore al mese;
per il 21% delle aziende, da 10 a 19 ore al mese;
per il 21% delle aziende, da 20 a 49 ore al mese;
per il 14% delle aziende, 50 ore e più al mese;
È pertanto innegabile che gli oneri amministrativi siano sostanzialmente aumentati con incidendo in modo importante sulla gestione ottimale gestionale delle aziende.
Note generali Hanno partecipato all’inchiesta 280 imprese associate alla Cc-Ti, che impiegano in tutto 17’157 dipendenti nel cantone. Si tratta di 89 aziende del settore industria-artigianato e di 191 del comparto commercio e servizi. Un campione di aziende consolidato da un rilevamento che viene effettuato da 15 anni con risultati attendibili e sempre confermati da altre ricerche congiunturali condotte da istituti federali e cantonali e dai dati ufficiali. L’indagine della Cc-Ti, che ha coinvolto 157 realtà̀ aziendali che operano sul mercato interno e altre 123 orientate in parte o totalmente all’export, mira appunto a fornire indicazioni sulle tendenze generali dell’economia ticinese, senza volersi sostituire ad analisi più mirate effettuate da singoli settori economici. L’inchiesta è stata condotta fra agosto e novembre 2025 unitamente alle Camere di commercio e dell’industria di Friborgo, Ginevra, Giura, Neuchâtel, e Vaud. Le Camere di commercio e dell’industria della Svizzera tedesca operano individualmente, ma seguendo lo stesso schema.
Martedì 13 gennaio 2026 alle ore 18.00 presso gli Spazi Cc-Ti al 6° piano
La Cc-Ti organizza una serata informativa per tutti gli interessati ad iscriversi al corso Specialista della gestione PMI (che inizierà a marzo 2026). Durante l’incontro saranno fornite maggiori informazioni inerenti al corso (costi, calendario, docenti e contenuti).
Coloro che volessero partecipare alla serata sono pregati di confermare la propria presenza al Signor Roberto Klaus all’indirizzo email: klaus@cc-ti.ch.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2023/09/ART23-serata-gestione-PMI.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2025-12-16 10:27:372025-12-16 10:27:37Serata informativa per il corso Specialista della gestione PMI con attestato federale
Proseguono le testimonianze dei professionisti che frequentano la nostra Scuola manageriale, in questo numero diamo spazio a Sofia Gianfreda.
Il desiderio di perfezionarmi e sempre stato il motore della mia crescita, sia personale che professionale. Ogni passo avanti, ogni nuova competenza acquisita, ha rappresentato per me un tassello fondamentale per costruire progetti innovativi e dare forma a visioni future. Se dovessi descrivermi con tre aggettivi, sceglierei propositiva, innovatrice e determinata.
Questi tratti non solo delineano la mia personalità, ma rappresentano anche il mio spirito di crescita continua, la mia volontà di non fermarmi mai e di cercare sempre nuove prospettive. E proprio con questo spirito che ho scelto di iscrivermi al corso di formazione “Specialista della gestione PMI” offerto dalla Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti).
Dopo essermi informata attentamente, ho riconosciuto negli obiettivi del corso una perfetta corrispondenza con le mie aspirazioni professionali. Il mio percorso accademico mi ha portata, circa cinque anni fa, a conseguire un doppio diploma come assistente sociale ed educatrice. Subito dopo, ho iniziato a lavorare nel contesto del sostegno personale. In questo contesto, ho compreso quanto fosse importante affiancare alle competenze relazionali e operative una visione strategica e manageriale. E stato questo bisogno di struttura e direzione che mi ha spinta a intraprendere un percorso di crescita interna, culminato con la mia nomina a Coordinatrice.
La gestione di progetti complessi e l’evoluzione della mia attività professionale mi hanno portata a cercare una formazione che potesse integrare teoria e pratica, offrendo strumenti concreti per affrontare le sfide quotidiane. Il corso della Cc-Ti si è rivelato esattamente ciò che cercavo: una formazione agile, cucita su misura per chi opera sul campo, ricca di esempi pratici immediatamente applicabili. Ogni insegnamento diventa patrimonio personale, pronto per essere trasferito e valorizzato all’interno della struttura in cui lavoro.
Parlando con la mia famiglia di questo percorso, ho scoperto con sorpresa e orgoglio che la relazione con la Cc-Ti e una tradizione che attraversa tre generazioni. Tra il 1979 e il 1984, mio nonno materno Juan Ramon Duran, originario della Spagna, visse in Ticino e frequentò un corso come perito aziendale. Questo gli aprì le porte a numerose opportunità professionali in Svizzera, prima del suo rientro in patria.
Circa vent’anni dopo, mio padre seguì due corsi presso la Cc-Ti, ottenendo gli attestati federali di Capo azienda ed Economista federale. Oggi, con la mia partecipazione al corso “Specialista della gestione PMI”, la tradizione continua. Siamo ufficialmente alla terza generazione che sceglie di formarsi con la Cc-Ti, portando avanti un legame che unisce famiglia, formazione e professionalità. Un’eredità preziosa, che si rinnova nel tempo e che sento di onorare con entusiasmo.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2025/12/ART25-gianfreda.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2025-12-12 08:30:002025-12-12 08:58:13Di generazione in generazione
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