Competenza, indipendenza e metodo al servizio degli acquisti delle PMI

Un incontro per conoscere da vicino Melioris SPP SA e approfondire il ruolo sempre più strategico degli acquisti nelle imprese. Competenze specialistiche, conoscenza dei mercati e metodo diventano strumenti per sostenere il controllo delle spese, rafforzare l’organizzazione acquisti e generare valore.
La presentazione di Melioris SPP SA che si è tenuta l’8 settembre 2026, ha offerto l’occasione per riflettere su un tema sempre più centrale per le imprese: l’evoluzione del procurement da funzione operativa a leva strategica. In un contesto economico segnato da volatilità dei mercati, aumento dei costi energetici, tensioni geopolitiche, nuove esigenze regolatorie e crescente attenzione alla sostenibilità, acquistare bene significa oggi molto più che ottenere il prezzo migliore. Significa saper leggere il mercato, comprendere i rischi, costruire relazioni solide e contribuire alla continuità e alla competitività aziendale.

Gli spunti emersi durante l’incontro hanno messo in evidenza un cambiamento profondo

La funzione acquisti non può più essere considerata un’attività puramente amministrativa o transazionale. Il buyer diventa sempre più una figura di raccordo tra le esigenze interne delle aree specialistiche e il mercato esterno dei fornitori. Una funzione di interfaccia che richiede competenze negoziali, capacità di analisi, conoscenza dei mercati, gestione del rischio, esperienza nei progetti non standard e sensibilità relazionale.

Per le PMI, questa evoluzione non significa necessariamente replicare i modelli organizzativi delle grandi aziende. Al contrario, ogni impresa è chiamata a individuare una soluzione coerente con la propria realtà, valutando l’impatto degli acquisti sul business, la continuità dei fabbisogni, il livello di specializzazione richiesto e le competenze disponibili internamente. In questa prospettiva, un accompagnamento specialistico può aiutare le aziende a strutturare il percorso: dall’analisi delle necessità alla lettura del mercato di acquisto, dalla definizione della strategia alla selezione dei fornitori, fino all’attuazione e alla verifica dei risultati.

Il confronto con le testimonianze aziendali ha permesso di calare questi principi in contesti concreti, mostrando come le sfide legate agli acquisti assumano forme diverse a seconda del settore, della complessità dei mercati e del ruolo dei fornitori nella catena del valore.

Dalle esperienze condivise è emersa la varietà delle sfide con cui le aziende si confrontano quotidianamente. Nel settore farmaceutico, qualità, continuità e controllo dei fornitori sono fattori imprescindibili. Nell’alimentare, cambiamento climatico, disponibilità delle materie prime e pressione sui margini rendono sempre più importante diversificare le fonti di approvvigionamento. Nell’industria di precisione, la complessità tecnica dei componenti richiede un dialogo costante tra acquisti, sviluppo, ingegneria, qualità e partner esterni.

Un tema trasversale ha riguardato il delicato equilibrio tra esternalizzazione e controllo. Affidarsi a competenze esterne può essere una scelta necessaria e utile, soprattutto quando mancano risorse o strumenti interni. Tuttavia, ciò che non può essere delegato è la responsabilità di governo: l’impresa deve mantenere la capacità di valutare, monitorare e controllare ciò che affida a terzi. In questo contesto, l’indipendenza rispetto ai fornitori e l’obiettività delle analisi e delle raccomandazioni rappresentano condizioni essenziali per rafforzare il valore aggiunto degli acquisti in seno all’azienda.

Il supporto specialistico può tradursi in attività molto concrete: ricerca di nuovi fornitori, analisi dei portafogli fornitori, confronto dei prezzi benchmark, introduzione di criteri di sostenibilità nei capitolati d’oneri e accompagnamento nelle fasi di transizione. Un insieme di interventi orientati a conseguire risparmi ricorrenti, mantenendo al contempo la qualità dei prodotti e dei servizi acquistati.

La resilienza è stata uno dei concetti chiave dell’incontro. Le imprese sono sempre più chiamate a interrogarsi su quali fornitori siano davvero critici, dove esistano dipendenze difficili da sostituire e quali rischi debbano essere monitorati con maggiore attenzione. La solidità della catena di fornitura non è solo un tema tecnico o di compliance, ma una condizione essenziale per garantire continuità operativa, capacità di adattamento e crescita nel tempo.

Anche la tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, può offrire nuove opportunità. Strumenti di analisi, visibilità e supporto decisionale diventano sempre più accessibili anche alle PMI, aiutando le imprese a comprendere meglio i propri dati e a prendere decisioni più informate. Resta però centrale il giudizio umano: la tecnologia accelera e supporta, ma non sostituisce la conoscenza del contesto, l’esperienza e la qualità delle relazioni.

Uno sguardo specifico è stato dedicato anche all’energia, ambito in cui l’approccio agli acquisti deve diventare sempre più strategico. Non si tratta soltanto di cercare condizioni economiche favorevoli, ma di analizzare i consumi, individuare possibilità di ottimizzazione, valutare autoproduzione, stoccaggio, spostamento dei carichi e acquisto mirato dell’energia residua. Una visione integrata, che coinvolge competenze tecniche, finanza, direzione, sostenibilità e procurement.

Il messaggio conclusivo è chiaro: per le PMI, il procurement rappresenta oggi una leva strategica per rafforzare competitività, resilienza e capacità di affrontare il cambiamento. Non esiste un modello unico, ma vi è la necessità di costruire approcci proporzionati, flessibili e coerenti con la propria realtà aziendale. La presentazione di Melioris SPP SA ha permesso di evidenziare proprio questa esigenza: trasformare gli acquisti da semplice centro di costo a funzione capace di generare valore, collegando bisogni interni, mercati, fornitori, rischi, tecnologie e decisioni aziendali.

DgCheck: al servizio delle competenze digitali per il futuro delle imprese

La trasformazione digitale non è più un orizzonte lontano, ma una realtà che oggi ridefinisce il modo in cui le imprese ticinesi operano, organizzano i processi e competono sul mercato. L’accelerazione tecnologica, la diffusione dell’intelligenza artificiale e l’evoluzione delle modalità di collaborazione stanno modificando in profondità il contesto lavorativo, rendendo la capacità di adattamento un fattore decisivo.

Ma, al di là degli investimenti in tecnologie moderne, resta spesso aperta una questione fondamentale: la reale disponibilità di competenze digitali all’interno delle organizzazioni e la loro adeguatezza rispetto alle sfide future. Molte aziende ticinesi hanno già avviato percorsi di digitalizzazione, altre faticano a tradurre il cambiamento in risultati concreti. Da entrambi i casi emerge un elemento ricorrente: senza una chiara conoscenza delle competenze presenti, la digitalizzazione rischia di ridursi a un insieme di iniziative frammentate prive di visione o reale impatto strategico.

Dalla rilevazione delle competenze …

In risposta a queste sfide nasce DgCheck, sviluppato nell’ambito di un progetto finanziato dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI). L’obiettivo è quello di offrire un modello di accompagnamento alla digitalizzazione delle imprese ticinesi, attraverso la rilevazione delle competenze digitali esistenti e l’orientamento mirato dell’offerta formativa.

Promosso dalla Società degli impiegati di commercio (SIC Ticino) e avviato nel 2023, DgCheck ha attraversato una fase pilota articolata che ha coinvolto sei realtà aziendali del territorio. L’esperienza maturata evidenzia con chiarezza come la digitalizzazione non consista semplicemente nell’introduzione di nuovi strumenti, ma rappresenti un processo trasversale che coinvolge tutta l’organizzazione.
Se da un lato le competenze digitali di base risultano generalmente consolidate, le principali lacune riguardano la gestione di contenuti complessi e, soprattutto, l’utilizzo strategico e consapevole. Per colmare questo divario tra uso operativo e visione strategica c’è DgCheck. Attraverso una metodologia di coaching aziendale strutturata, il servizio consente di identificare i fabbisogni formativi sostenere le imprese nel costruire piste di sviluppo coerenti con gli obiettivi e le esigenze operative delle imprese, facilitando al contempo una lettura più chiara del capitale di competenze interne.

… alla governance del digitale: una sfida ancora aperta

Accanto al tema delle competenze emerge con forza un secondo aspetto, meno visibile ma altrettanto determinante: la governance del digitale. In molte aziende manca ancora una visione condivisa su come integrare il digitale nei processi e sui percorsi di sviluppo delle competenze, rendendo più complesso anche il lavoro di chi è chiamato a pianificare la crescita professionale dei collaboratori.
Le iniziative si moltiplicano, ma senza una cornice strategica il rischio è duplice: da un lato una formazione frammentata e poco incisiva, dall’altro una crescente difficoltà dei collaboratori nel comprendere il proprio ruolo in un contesto in continua evoluzione, ulteriormente accelerato dall’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi di lavoro.
In questo scenario, servizi come DgCheck assumono diventano rilevanti, contribuendo a costruire una base comune di lettura delle competenze digitali. Nel tessuto economico ticinese, la disponibilità di strumenti strutturati di analisi e accompagnamento rappresenta infatti un fattore abilitante per la competitività futura.
Guardando al futuro, la gestione delle competenze digitali non può essere considerata un semplice aggiornamento tecnico, ma deve diventare una componente centrale dello sviluppo aziendale. Il vero vantaggio competitivo non risiederà tanto nella rapidità di adozione delle tecnologie, quanto nella capacità di conoscere, valorizzare e sviluppare il proprio capitale di competenze digitali.

DgCheck si configura come servizio a disposizione delle imprese per trasformare la rilevazione delle competenze digitali in scelte operative lungimiranti, orientando la formazione sulla base di evidenze concrete e priorità reali, offrendo un punto di partenza concreto per chi deve prendere decisioni in ambito formativo e di sviluppo del personale. Una chiave di lettura essenziale per affrontare con consapevolezza un contesto in continua evoluzione.

A che punto siete con il digitale?
La trasformazione digitale sta cambiando rapidamente tecnologie, processi e modelli di lavoro. Per le aziende, sviluppare le competenze necessarie ad affrontare questi cambiamenti è diventato un fattore sempre più strategico. Cc-Ti e SIC Ticino organizzano un incontro per presentare DgCheck – Coaching d’impresa per la formazione continua, il servizio sviluppato da SIC Ticino con il sostegno della SEFRI per accompagnare le aziende nel rilevamento delle competenze digitali dei collaboratori e nell’individuazione dei bisogni formativi. Risultati del progetto, testimonianze delle aziende madrine e momenti di confronto offriranno spunti concreti per orientare la formazione continua in azienda.
Dettagli: 12 novembre 2026, dalle ore 15.30 presso la Scuola Cantonale di Commercio a Bellinzona. Iscrizioni entro il 31 ottobre 2026.
Maggiori informazioni

Articolo a cura di Sabrina Guidotti (Direttrice SIC Ticino) e Luca Albertoni (Direttore Cc-Ti)

La Cc-Ti al fianco della formazione professionale e dei giovani talenti

Giovani talenti, competenze digitali e collaborazione tra economia, scuola e istituzioni: la formazione professionale si conferma una leva fondamentale per il futuro del Cantone.

Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti e Michele Merazzi, COO Cc-Ti

La premiazione degli apprendisti e delle apprendiste che hanno concluso con successo la formazione 2025/2026 nei percorsi di informatico AFC, mediamatico AFC e operatore informatico AFC conferma il valore strategico della formazione professionale per il futuro economico del nostro Cantone. In un mercato del lavoro sempre più digitale e in rapida evoluzione, competenze qualificate sono essenziali per accompagnare le imprese nelle sfide della modernizzazione e dell’innovazione.

Lo ha sottolineato anche Luca Albertoni, direttore della Cc-Ti e presidente di ICT-Formazione professionale della Svizzera italiana, ricordando come entro il 2033 saranno necessari oltre 54’000 nuovi professionisti ICT. Un dato che evidenzia l’importanza di investire oggi nella crescita dei giovani, nella qualità dei percorsi formativi e nella collaborazione tra scuola, istituzioni, associazioni professionali e mondo economico.

La serata ha permesso di valorizzare non solo i risultati scolastici, ma anche le competenze tecniche e pratiche maturate durante il percorso formativo. Tra i giovani distintisi nei campionati regionali ICT figurano Yannik Ramser nella categoria Software Applications Development, Alan Gregorio nelle Web Technologies e Manuel Caimmi nel Cloud Computing. Particolarmente significativo è inoltre il risultato ottenuto in vista degli SwissSkills 2026: quattro giovani ticinesi – Alan Gregorio, Nemanja Zecevic, Robin Sartore e Amos Haefliger, tutti della SAMT di Trevano – si sono qualificati nella categoria Web Technologies, portando il talento ticinese sulla scena nazionale.

Questi risultati si inseriscono in un impegno più ampio e costante della Cc-Ti a favore della formazione professionale. Un impegno che Michele Merazzi, Chief Operations Officer della Cc-Ti, rappresentante del Cantone Ticino nel Consiglio di fondazione degli SwissSkills e nuovo membro della Commissione cantonale per la formazione professionale in rappresentanza della Camera di commerco e dell’industria del Cantone Ticino, ha più volte richiamato con forza: la formazione professionale è una leva decisiva per la competitività economica e la coesione sociale. Gli SwissSkills ne sono una dimostrazione concreta, perché rendono visibile il valore del sistema duale, la qualità delle competenze trasmesse dalle aziende formatrici e il ruolo essenziale delle associazioni di categoria.

Per la Cc-Ti, promuovere la formazione significa creare le condizioni affinché ogni giovane possa trovare la propria strada, sviluppare il proprio talento e inserirsi con fiducia nel mondo del lavoro. L’apprendistato non è una scelta di ripiego, ma un percorso di valore, moderno e aperto, capace di offrire prospettive concrete anche grazie alle passerelle verso la formazione superiore. Il successo dei giovani premiati e dei candidati ticinesi qualificati agli SwissSkills è quindi motivo di orgoglio e, al tempo stesso, uno stimolo a rafforzare la collaborazione tra economia, scuola e istituzioni.

Guardando al futuro, la sfida sarà continuare a valorizzare le professioni, coinvolgere sempre più giovani e accompagnare le imprese nella trasmissione delle competenze di cui il territorio avrà bisogno. La Cc-Ti intende restare un attore attivo di questo processo, ascoltando le esigenze dell’economia, sostenendo le associazioni di categoria e promuovendo una cultura della formazione capace di riconoscere e far crescere i talenti del nostro Cantone.

In questa prospettiva, la formazione continuata rappresenta uno strumento essenziale per tutte le persone e per tutte le imprese: permette di aggiornare le competenze, anticipare i cambiamenti e rafforzare la capacità di affrontare con consapevolezza le sfide del mercato del lavoro. Le proposte della Cc-Ti, tra percorsi formativi strutturati e momenti di formazione puntuale, sono disponibili al seguente link: www.cc-ti.ch/formazione/.

Connessioni che generano valore: i nuovi soci al centro della rete Cc-Ti

La seconda edizione dell’incontro dedicato ai nuovi associati offre una preziosa occasione per conoscersi, condividere esperienze e costruire collaborazioni capaci di rafforzare l’economia ticinese.

Creare relazioni autentiche, mettere in circolo competenze e trasformare gli incontri in opportunità concrete: è con questo spirito che la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) ha accolto i nuovi soci in occasione della seconda edizione dell’appuntamento a loro dedicato. Il successo della prima esperienza ha confermato un’esigenza reale del tessuto imprenditoriale: disporre di spazi nei quali aziende diverse possano conoscersi, dialogare e avviare nuove sinergie.

La numerosa partecipazione ha dato forma concreta a questa volontà di apertura e confronto. Michele Merazzi, COO della Cc-Ti, ha guidato l’evento con professionalità e dinamismo, accompagnando i diversi momenti della serata e favorendo un dialogo costruttivo. Fondamentale, anche quest’anno, il sostegno della Federazione delle banche Raiffeisen del Canton Ticino, che ha rinnovato il proprio impegno a favore dell’iniziativa e ha scelto di aderire alla Cc-Ti, contribuendo così ad ampliare e consolidare la rete camerale.

La Camera di commercio è la sua comunità

Il messaggio centrale dell’incontro è semplice e, al tempo stesso, decisivo: la Camera di commercio vive attraverso le persone e le imprese che ne fanno parte. Non è soltanto una struttura organizzativa, ma una comunità unita dalla volontà di contribuire allo sviluppo economico del Cantone. La Cc-Ti rappresenta gli interessi dell’economia e favorisce lo scambio; il suo patrimonio più prezioso risiede negli associati e nel loro coinvolgimento.

Il networking come leva strategica

Il networking è uno dei temi più richiesti dai soci e costituisce un cardine dell’attività camerale. L’incontro fra realtà imprenditoriali differenti può generare nuove idee, collaborazioni e prospettive di crescita. Proprio la trasversalità della Cc-Ti rappresenta un punto di forza: imprese di dimensioni, settori e sensibilità diverse possono confrontarsi, riconoscere interessi comuni e costruire valore insieme.

In uno scenario economico in rapida evoluzione, fare rete non è soltanto un’opportunità, ma una necessità strategica. Nessuna impresa può affrontare da sola ogni cambiamento. Collegare persone, conoscenze ed esperienze significa moltiplicare le possibilità di risposta, accrescere la resilienza e rafforzare la competitività dell’intero tessuto economico ticinese.

Tre direttrici per costruire valore

  • Conoscersi: presentare la propria azienda, comprenderne le attività e le peculiarità e scoprire le competenze presenti nella rete.
  • Confrontarsi: condividere esperienze, esigenze e osservazioni per leggere con maggiore consapevolezza le trasformazioni in atto.
  • Collaborare: individuare affinità, sviluppare sinergie e tradurre i contatti in iniziative e opportunità concrete.

Una partecipazione che continua nel tempo

L’invito rivolto ai nuovi soci va oltre la singola serata: prendere parte alla vita associativa significa segnalare esigenze e criticità, avanzare proposte e contribuire all’evoluzione delle iniziative camerali. La Cc-Ti resta al fianco delle aziende per ascoltarle, rappresentarle e tradurne le istanze in azioni condivise. In questa prospettiva si inserisce anche la prossima Assemblea generale ordinaria del 16 ottobre, importante momento di informazione e dialogo sulla vita dell’organizzazione.

Ogni nuovo socio porta con sé competenze, visioni e possibilità: quando queste energie entrano in relazione, la rete si rafforza e contribuisce ad accrescere la capacità dell’economia ticinese di affrontare il futuro con fiducia, solidità ed entusiasmo.

Va incrementata la cultura della verifica

Le truffe basate sull’AI stanno aumentando: come proteggere l’azienda e il proprio business prima di diventarne vittime.

L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui le imprese lavorano e comunicano. Tuttavia, la stessa tecnologia che permette a una piccola o media impresa di automatizzare processi, scrivere contenuti, analizzare dati e servire meglio i clienti viene oggi utilizzata anche dai criminali informatici. Le truffe non sono più soltanto email piene di errori grammaticali o messaggi sospetti facilmente riconoscibili: grazie all’AI, diventano più credibili, personalizzate, rapide e difficili da individuare. L’uso dell’AI in frodi, phishing, deepfake e impersonificazioni aziendali è ormai una minaccia concreta per imprese di ogni dimensione.

Per le PMI, il rischio è particolarmente serio perché spesso dispongono di risorse limitate, team ridotti e procedure meno formalizzate rispetto alle grandi aziende. Un collaboratore amministrativo che riceve una falsa email dal “direttore”, un responsabile pagamenti che riceve una telefonata con voce clonata, o un venditore che clicca su un link inviato da un falso cliente possono causare danni economici, reputazionali e operativi rilevanti. Le frodi quali l’impersonificazione di dirigenti, fornitori o partner tramite email, sono già tra le minacce più costose per le aziende; gli esperti di cybersicurezza segnalano casi di false fatture, richieste urgenti di bonifico e modifiche fraudolente delle coordinate bancarie.

L’aspetto più insidioso è che l’AI rende queste truffe molto più convincenti. Un criminale può generare email perfette nella lingua della vittima, imitare il tono di un manager, creare un sito falso quasi identico a quello di un fornitore o persino clonare una voce da pochi secondi di audio disponibili online. I deepfake audio e video permettono di simulare una riunione, una telefonata o un messaggio vocale di una persona conosciuta, inducendo i dipendenti ad agire con urgenza.

Un altro fronte in rapida crescita è quello delle truffe sui social media e sulle piattaforme di messaggistica. I criminali possono raccogliere informazioni pubbliche su LinkedIn, Facebook, Instagram o siti aziendali per creare messaggi altamente personalizzati: conoscono nomi, ruoli, relazioni commerciali, eventi aziendali e perfino abitudini comunicative.

Oltre alla consueta (ed importantissima) predisposizione di difese tecnologiche e relative alla sicurezza (infrastruttura, hardware, software, ecc.), alla formazione del personale e ad una strutturazione processuale ed organizzativa efficiente, vogliamo qui attirare l’attenzione sull’esigenza di creare una cultura della verifica. Elemento centrale del pensiero critico, la verifica delle fonti comporta il processo di accertamento dell’attendibilità di un’informazione. Consiste nel consultare fonti primarie, incrociare i dati, valutare l’autore dell’articolo e verificare l’autenticità di immagini e video.

Promuovere questa cultura significa responsabilizzare le persone, aiutandole a riconoscere i segnali di una possibile manipolazione prima ancora di reagire al contenuto di una richiesta. In un contesto in cui l’intelligenza artificiale consente di rendere sempre più convincente ciò che è falso, la capacità di verificare diventa una competenza strategica tanto quanto quella di utilizzare gli strumenti digitali.

Le truffe basate sull’intelligenza artificiale stanno aumentando, non attaccano solo i computer, attaccano la fiducia, l’urgenza e l’abitudine delle persone.

Davanti a situazioni simili, in un’azienda ci si dovrebbe chiedere: “questa richiesta è normale, verificabile e coerente con le nostre procedure?”

Se la risposta è negativa, è opportuno fermarsi, effettuare ulteriori verifiche e segnalare la situazione. Le frodi alimentate dall’AI funzionano proprio perché sfruttano la pressione del tempo e una fiducia artificiosamente costruita. La migliore difesa consiste nel rallentare il processo decisionale nei momenti critici, soprattutto quando sono coinvolti pagamenti, accessi informatici, dati sensibili o modifiche delle coordinate bancarie.

In un mondo sempre più digitale, la tecnologia resta fondamentale, ma il primo e più efficace strumento di difesa continua a essere il giudizio critico delle persone.


Parleremo di queste e altre tematiche relative alla sicurezza informatica per le aziende nel ciclo di eventi organizzate con la partnership della Polizia Cantonale “Sicurezza informatica in ambito lavorativo“. I prossimi appuntamenti sono previsti:
22 settembre 2026, Spazi Cc-Ti, Lugano
30 ottobre 2026, Hotel Belvedere Locarno, Locarno – in collaborazione con Hotel Belvedere Locarno e SCIA

Altri approfondimenti

Formazione: Project management – una competenza strategica per le imprese

Il project management è oggi una competenza essenziale per le organizzazioni che vogliono affrontare cambiamento, innovazione e complessità senza perdere capacità di governo. Non riguarda soltanto tempi, costi e attività, ma il modo in cui un’azienda trasforma un’idea in risultato, coordina persone, prende decisioni e crea valore.

Il percorso “Esperto in project management con certificazione” – organizzato dalla Cc-Ti in collaborazione con l’Associazione Project Management Svizzera – e giunto alla seconda edizione, nasce da questa esigenza: offrire una preparazione concreta, strutturata e orientata all’applicazione. Il corso aiuta i partecipanti a leggere il progetto nella sua interezza: obiettivi, stakeholder, ambito, pianificazione, qualità, rischi, opportunità, comunicazione, leadership, cambiamento e valore per l’organizzazione.

La rilevanza di queste competenze è confermata dal World Economic Forum. Nel Future of Jobs Report 2025, il WEF evidenzia che entro il 2030 il lavoro sarà trasformato da tecnologia, transizione verde, cambiamenti demografici, AI, frammentazione geoeconomica e incertezza. Il rapporto prevede un saldo netto positivo di 78 milioni di posti di lavoro e indica i Project Manager tra le categorie professionali che contribuiranno alla crescita occupazionale netta.

In questo scenario, le imprese hanno bisogno di professionisti capaci di guidare iniziative, coordinare risorse e trasformare investimenti in risultati. Ogni organizzazione realizza progetti — digitalizzazione, nuovi prodotti, riorganizzazioni, sostenibilità — e senza metodo questi progetti disperdono energie. Con competenza, diventano leve di crescita.

Il corso si fonda su un’impostazione coerente con la famiglia ISO 21500 / ISO 21502, riferimento internazionale per ruoli, responsabilità e pratiche di project management. Questo allineamento valorizza un profilo professionale riconoscibile e spendibile in contesti internazionali, anche grazie all’adesione al sistema di mutuo riconoscimento Global ACI — cui aderisce anche lo Swiss Accreditation Service.

Il percorso si conclude con una certificazione delle competenze riconosciuta a livello internazionale. Non è soltanto un titolo: è uno strumento che rende visibile e verificabile la preparazione del Project Manager e che offre alle aziende la garanzia di poter contare su figure capaci di operare con metodo, autonomia e responsabilità.

Per il tessuto economico ticinese, investire in project management significa rafforzare una competenza trasversale oggi sempre più richiesta. Significa formare professionisti capaci di portare ordine dove c’è complessità, metodo dove c’è dispersione e valore dove c’è investimento. È una scelta che rafforza competenze, maturità organizzativa e capacità del territorio di affrontare le sfide future.

Il prossimo corso inizierà nel settembre 2026, abbiamo ancora posti a disposizione. Info e iscrizioni

(Articolo a cura di Antonio Bassi, Prof., Presidente Associazione Project Management Svizzera)


Le testimonianze dei corsisti della prima edizione

Sono davvero molto soddisfatta che in Ticino ci sia la possibilità di seguire un corso strutturato e qualificante in project management. Il corso proposto dalla Camera di Commercio risponde, infatti, molto bene alle mie esigenze lavorative e di crescita professionale, perché offre una base tecnica solida e concreta che si può mettere subito in pratica. Già dopo poche lezioni mi ha permesso, infatti, di acquisire maggiore consapevolezza e sicurezza e di guardare ai progetti di cui mi occupo con un approccio più ordinato e consapevole. Nel lavoro di tutti i giorni spesso si tende a dare per scontati molti aspetti gestionali e si pensa di “saper fare” project management (almeno io lo pensavo!). In realtà ho capito quanto siano fondamentali metodologie, strumenti e competenze precise, che non si possono improvvisare. Il fatto che le lezioni si svolgano in remoto è un grande vantaggio, perché mi consente di conciliare lo studio con il lavoro e la famiglia senza rinunciare alla qualità della formazione. Anche se si può perdere parte del lavoro di gruppo in presenza, il numero ridotto di partecipanti permette comunque una buona interazione a distanza. L’impegno richiesto è sicuramente elevato e, proprio per questo, credo che seguire con costanza le lezioni sia fondamentale.
Claudia Pugni, Stellantis

Ho deciso di intraprendere il percorso di “Esperto in project management con certificazione” con l’obiettivo di acquisire strumenti concreti per gestire in modo più strutturato ed efficace i progetti che sto sviluppando. Provenendo da un contesto fortemente operativo e orientato alla crescita, sentivo l’esigenza di rafforzare le mie competenze nella pianificazione, nella gestione delle risorse, nell’analisi dei rischi e nel controllo strategico dei processi. Le competenze apprese durante il corso stanno già avendo un impatto concreto sul mio approccio manageriale, migliorando la capacità di organizzare obiettivi, tempistiche, budget e coordinamento dei collaboratori. Ritengo che oggi, soprattutto per un professionista/imprenditore, saper gestire progetti in maniera professionale rappresenti un vantaggio competitivo fondamentale. Dal punto di vista formativo, l’esperienza si sta rivelando estremamente stimolante e di alto valore. Oltre alla qualità dei contenuti trattati, sto apprezzando molto il confronto con docenti e professionisti provenienti da settori diversi, che arricchisce ulteriormente il percorso con casi pratici e visioni differenti. È un’esperienza che consiglio a chiunque voglia sviluppare una mentalità più strategica, organizzata e orientata ai risultati.
Riccardo Lauria

Ho deciso di iscrivermi a questo corso di Project Manager mossa dal desiderio di portare un cambiamento concreto all’interno della piccola ONG per cui lavoro. Il mio obiettivo principale è rendere la nostra organizzazione più efficiente e strutturata, ottimizzando le risorse e i tempi per massimizzare l’impatto dei nostri progetti sociali. Le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte, se non superate: il corso è estremamente ben strutturato e approfondisce ogni argomento con grande cura. Un valore aggiunto fondamentale è rappresentato da Antonio Bassi, un docente eccellente capace di trasmettere competenze complesse in modo chiaro e stimolante. Sono certa che gli strumenti acquisiti mi permetteranno di gestire i flussi di lavoro in modo molto più professionale ed efficace.
Dr Scilla Roncallo, Little Scientists

I nostri nuovi diplomati

I percorsi formativi sono corsi di formazione costituiti da moduli interconnessi, che formano un vero e proprio approfondimento su una tematica specifica. Al termine si sostiene un esame finale e, al superamento dello stesso, viene rilasciato un attestato di frequenza Cc-Ti.

La classe “Competenze nel diritto del lavoro”

Competenze nel diritto del lavoro

“Competenze nel diritto del lavoro” è pensato per coloro che lavorano nel campo delle risorse umane e mirano ad ottenere solide competenze e qualifiche per esercitare una funzione di responsabile/assistente delle risorse umane e per svolgere attività qualificate legate all’ambito del diritto del lavoro.
La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato, nella foto da sinistra: Elisabetta Ciocca (Guess Europe Sagl), Patrizia Libri (My Way Services SA), Mari Anna Oliva (Luxury Goods International SA), Samantha Martinelli (Ferrovia Monte Generoso SA), Cristina Ferrari (Brogioli SA), Samari Yasaman (Traila AG).
La formazione è stata condotta dalle avvocate Roberta Bazzana-Marcoli e Rosella Chiesa-Lehmann, che hanno fornito le basi per maturare conoscenze e strumenti per una gestione efficace dei rapporti di lavoro.
Il prossimo ciclo prenderà avvio il 2 ottobre.

Sales Professional Academy

“Sales Professional Academy”, il nuovo percorso formativo promosso dalla Cc-Ti, in collaborazione con Vendita Svizzera. La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato, nella foto da sinistra: Alessia Eggmann (Biofair Naturapart), Fabio Messina (Emil Frey), Cesar Gullà (Emil Frey), Richard Pesare (Emil Frey), Alessandra Balzarini (BGG Europe SA), Fabio Näf (PM Solving Sagl), Patrizia Ceppi Bota.
A guidare l’Academy, due professionisti del settore: Andrea Carlesso e Stefano Bosia, che hanno accompagnato i partecipanti in un vero e proprio laboratorio di crescita professionale, mantenendo costante il focus su applicabilità e risultati.
Questa prima edizione rappresenta un segnale chiaro per il mercato: cresce la domanda di formazione commerciale di qualità, capace di fornire strumenti concreti e un metodo replicabile.

Oltre l’ABC: strumenti avanzati per capi team

“Oltre l’ABC: strumenti avanzati per capi team” è un percorso pensato per chi vuole alzare il proprio livello di impatto professionale. Non solo “fare bene il proprio lavoro”, ma diventare un punto di riferimento capace di generare valore attraverso persone, processi e relazioni.
La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato, nella foto da sinistra: Mattia Tirotta (Hydac AG), Gianluca De Stefani (Città di Mendrisio), Luana Balestra (Società svizzera sclerosi multipla), Federica Cometti (Guess Europe), Paola Rappoccio (Guess Europe). In seconda fila, da sinistra Aldo Volpatti (Mikron Switerland), Roberta Spinelli (Guess Europe) e Roberto Bissolotti (Comune di Collina d’Oro). La formazione è stata condotta da Andrea Carlesso e Sabina Zucchiatti, che hanno accompagnato i partecipanti in un laboratorio di crescita professionale finalizzato a rafforzare la capacità di contribuire in modo concreto allo sviluppo e alla competitività dell’organizzazione.

ABC della leadership

“ABC della leadership” è un percorso di formazione e sviluppo creato appositamente per i neo-manager. La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato (in ordine alfabetico): Samuel Ardizzoia (Diamond SA), Riccardo Barbatti (Azienda elettrica Ticinese), Elisa Bartesaghi (FFS SA), Nadia Bianchi (Istituto scolastico comunale di Chiasso), Igor Candolfi (SES Collaudi Sagl), Simone Costantino (AOZ), Debora Di Gregorio (Casa Paganini Ré), Giulia Ferlito (Spalluto Comunicazione Sagl), Barbara Fiscalini (Lombardi SA), Ivan Gianetta (Cantone Ticino), Pietro Jolli (Azienda Elettrica Ticinese), Nenad Jovanovic (OCST), Andrea Masarati (Lombardi SA), Flavio Milazzo (Schindler SA), Fabiana Mondada (Lombardi SA), Daniele Peraino (Azienda Elettrica Ticinese), Francesco Pezzali (Diamond SA), Giovanni Pigliapoco (AOZ), Mathias Tavasci (MKS Pamp SA).
A guidare il percorso sono stati Andrea Carlesso e Sabina Zucchiatti, che hanno accompagnato i partecipanti nello sviluppo di una maggiore consapevolezza del proprio ruolo all’interno dell’organizzazione.
Il prossimo ciclo prenderà avvio il 14 ottobre.


I prossimi corsi di formazione puntuale al via da settembre, il calendario completo è già online!

Primi attestati federali per gli “Specialisti in commercio estero” in Ticino

Tutte le partecipanti alla prima edizione del corso preparatorio all’esame di “Specialista in commercio estero con attestato professionale federale” hanno superato l’esame finale. Questo percorso formativo è gestito dalla Cc-Ti insieme alla SSIB – Swiss School for International Business (di cui la Cc-Ti è azionista).

Le corsiste il giorno dell’esame federale

Gli specialisti in commercio estero svolgono un ruolo fondamentale per le aziende che operano sui mercati internazionali. Grazie a competenze altamente qualificate nel commercio e nel traffico transfrontaliero di merci e servizi, sono in grado di assumere responsabilità operative e dirigenziali nell’ambito dell’import e dell’export, contribuendo concretamente alla competitività aziendale in un contesto globale sempre più complesso e caratterizzato da incertezze geopolitiche e sfide normative.

Tra i loro principali compiti figurano la pianificazione e l’organizzazione dei trasporti internazionali attraverso tutte le modalità di trasporto, il coordinamento con reparti interni e partner commerciali esterni e la garanzia che merci e servizi siano consegnati alla clientela in modo puntuale ed efficiente.

Questi professionisti possiedono inoltre solide conoscenze delle regole d’origine, delle prescrizioni doganali, degli ostacoli al commercio e delle normative IVA. Sono quindi in grado di gestire correttamente le procedure di sdoganamento e la relativa documentazione, nonché di identificare e mitigare i rischi connessi al commercio internazionale, adottando le misure più adeguate a tutela degli interessi aziendali.

Le loro competenze si estendono anche alla verifica delle offerte, al controllo della redditività delle operazioni e alla negoziazione con i fornitori di servizi logistici, selezionati secondo criteri economici e imprenditoriali.

A contraddistinguerli sono infine una forte capacità di pensiero sistemico, elevate competenze metodologiche, sociali e personali e l’utilizzo di strumenti digitali moderni che consentono una gestione efficace dei processi e dei mandati.

Hanno superato brillantemente gli esami federali, conseguendo il titolo di Specialista in commercio estero con attestato professionale federale (in ordine alfabetico): Lisia Berta, Sonia Giordano, Roberta Lanini, Veronica Morabito e Marzia Sartorato.
La prossima edizione del corso prenderà il via nell’ottobre 2026. I posti sono limitati e le iscrizioni sono già aperte.

La Cc-Ti incontra l’Ambasciata di El Salvador

La Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) ha accolto una delegazione dell’Ambasciata di El Salvador in Svizzera, guidata dall’Ambasciatrice Yessenia Lozano, per un incontro dedicato alle prospettive di rafforzamento delle relazioni economiche tra il Paese centroamericano e il Ticino.

Da sinistra: Flor Rodriguez (Ministro consigliere, Ambasciata di El Salvador), Monica Zurfluh (Resp. Commercio internazionale, Cc-Ti), S.E. Yessenia Lozano (Ambasciatrice di El Salvador in Svizzera), Luca Albertoni (Direttore Cc-Ti), Giacomo Zucco (Console onorario di El Salvador in Ticino), Vidar Tobar (Console generale di El Salvador a Ginevra), Alex (Plan B Network).

L’incontro si inserisce in un momento particolarmente significativo per la presenza salvadoregna in Ticino, a seguito dell’inaugurazione, il 1° luglio 2026, del Consolato onorario di El Salvador a Lugano. La rappresentanza costituisce un importante punto di riferimento per lo sviluppo dei rapporti istituzionali ed economici tra i due territori.

Negli ultimi anni El Salvador ha avviato un importante percorso di trasformazione economica e di apertura internazionale. Il Paese continua a registrare una crescita economica sostenuta, prossima al 4%, accompagnata da significativi investimenti nelle infrastrutture di trasporto e nella connettività. Il Governo punta, inoltre, a rafforzarne l’attrattività nei settori del turismo, della logistica, delle tecnologie digitali, dell’innovazione, delle life sciences e della manifattura avanzata, con l’obiettivo di attrarre nuovi investimenti internazionali.

L’incontro ha posto le basi per future iniziative congiunte dedicate alla promozione delle opportunità offerte da El Salvador nei settori del commercio, degli investimenti e del turismo. In questo contesto, la Cc-Ti ha confermato la propria disponibilità a collaborare con l’Ambasciata e il Consolato onorario per valorizzare il potenziale del Paese e rafforzare i rapporti economici tra El Salvador e il Ticino.

Oltre la ‘Great Resignation’: la formazione che trattiene i talenti

La formazione continua svolge un ruolo fondamentale sia dal punto di vista dei collaboratori — in termini di successo professionale e partecipazione attiva al processo lavorativo — sia da quello delle aziende, che ne traggono benefici in termini di produttività, competitività, innovazione e pianificazione della successione.

Inoltre, la formazione rappresenta uno strumento essenziale anche nell’ambito della gestione del rischio. Per Risk Management, o Gestione del rischio, si intende l’insieme di azioni e attività che un’azienda mette in atto per identificare i rischi e sviluppare strategie utili a mitigarli e controllarli.

Il rischio è un elemento intrinseco alla vita aziendale e dipende da molteplici fattori, sia interni sia esterni. Un’efficace attività di gestione del rischio consente di affrontarlo in modo strutturato, salvaguardando l’organizzazione e permettendole di continuare a generare valore.

Il Risk Management coinvolge tutti i processi aziendali e, per essere davvero efficace, deve essere integrato nella cultura organizzativa, diventando parte integrante del modo di operare dell’impresa.

Un’azienda, inoltre, deve essere in grado di rispecchiare al proprio interno l’architettura, la cultura e la diversità dei mercati in cui opera.

Da un’indagine condotta dal Politecnico di Milano in collaborazione con Doxa, su un campione di 800 lavoratori e 100 aziende, e recentemente ripresa anche da ‘Il Sole 24 Ore’, emerge che il 41% dei lavoratori che hanno lasciato il proprio impiego negli ultimi 12 mesi — pari all’11% del campione totale — si dichiara oggi insoddisfatto della nuova esperienza professionale.

In altre parole, il rischio di passare dalla Great Resignation” alla “Great Regret” è tutt’altro che remoto.

In questo contesto, la formazione continua non è solo uno strumento di crescita, ma anche una leva strategica per trattenere i talenti, accompagnare i collaboratori nei cambiamenti e ridurre il rischio di scelte professionali poco consapevoli.

Quante volte ci si ritrova a desiderare un cambiamento professionale, a immaginare un nuovo lavoro o una carriera più in linea con le proprie aspirazioni? Il desiderio di cambiare è molto diffuso, ma spesso si scontra con la paura dell’ignoto o con l’assenza di un progetto concreto.

Eppure, un cambiamento di carriera può rappresentare un’opportunità straordinaria di crescita, sia personale sia professionale, permettendo di raggiungere nuovi obiettivi e trovare una maggiore soddisfazione nel proprio percorso lavorativo.

Esistono strumenti e guide che aiutano a individuare i passi da seguire: comprendere le proprie motivazioni, scegliere una nuova direzione professionale, affrontare dubbi e timori e costruire un piano d’azione efficace. Allo stesso tempo, è fondamentale mantenere alta la motivazione durante tutto il percorso di transizione.

Sognare di cambiare lavoro, in fondo, è il primo passo verso una svolta significativa. Questo desiderio può nascere da molte ragioni: la ricerca di una maggiore soddisfazione, il bisogno di un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro o la volontà di seguire una vera passione.

La domanda da porsi è quindi: qual è il motivo principale che spinge a voler cambiare lavoro?

Una volta chiarite le motivazioni, è possibile iniziare a trasformare il desiderio in un obiettivo concreto. Questo processo richiede impegno, determinazione e un piano ben strutturato.

Formarsi con la Cc-Ti

L’offerta formativa della Cc-Ti, in particolare nell’ambito dei corsi di lunga durata, è stata introdotta e progressivamente ampliata sulla base delle esigenze espresse dalle aziende e dalle associazioni di categoria affiliate.

Attualmente, essa comprende quattro aree formative, che consentono di conseguire attestati federali, CAS (Certificate of Advanced Studies) e certificati rilasciati dalla stessa Cc-Ti:

  • Specialista della gestione PMI con attestato federale

Questo corso puntuale è destinato a coloro che desiderano acquisire le competenze per assumere la posizione di quadro in una PMI.  Il corso è erogato in collaborazione con l’Istituto svizzero per la formazione dei capi azienda (SIU) di Zurigo.
I partecipanti ampliano le loro conoscenze grazie ad aggiornamenti e approfondimenti, dopo ogni lezione viene consegnato l’incarico di applicare quanto appreso nella propria realtà lavorativa.

Nuova edizione del corso in partenza a settembre 2026. Per dettagli e informazioni
  • Specialista in commercio estero con attestato professionale federale

La formazione come Specialista in commercio estero apre nuove opportunità di carriera. L’attestato federale di capacità offre un trampolino di lancio in questo settore, ed è destinata agli impiegati export, import, commercio internazionale, spedizioni e acquisti, nonché ai commercianti, diplomati di scuole universitarie professionali, professionisti del settore bancario e a tutte le persone coinvolte nella lavorazione e nella vendita delle esportazioni, indipendentemente dal settore.

Il corso viene erogato dalla Cc-Ti in collaborazione con SSIB – Swiss School for International Business.

Nuova edizione del corso in partenza a ottobre 2026. Per dettagli e informazioni
  • CAS – Certificate in Advanced Studies “Supply Chain Management”

Il corso è stato elaborato con la SUPSI – Dipartimento di tecnologie innovative e Spedlogswiss Ticino. La Supply Chain riguarda tutte le fasi che un prodotto attraversa dall’identificazione dei bisogni di mercato alla sua produzione alla vendita. Un ostacolo complesso da gestire è l’interruzione delle forniture che ha messo in crisi la Supply chain di molte aziende del comparto manufatturiero. Le molteplici emergenze sono un segnale di crisi del modello produttivo degli ultimi anni.

Il percorso formativo permetterà ai partecipanti di poter allestire un buon piano aziendale che deve prevedere diversi scenari di rischio e, per quanto riguarda la supply chain, avere cura di identificare e gestire le risorse in modo appropriato.

Nuova edizione del corso in partenza a settembre 2026. Per dettagli e informazioni
  • Esperto in project management con certificazione

La gestione dei progetti è diventata un pilastro fondamentale per il successo lo sviluppo delle organizzazioni. Il corso mira a fornire una preparazione strutturata riconosciuta virgola in linea con gli standard internazionali per formare professionisti in grado di affrontare con competenza e visione le sfide del Project Management contemporaneo punto il corso viene offerto in collaborazione con l’Associazione Project Management Svizzera (APMS).

Nuova edizione del corso in partenza a settembre 2026. Per dettagli e informazioni