Gli interessi degli imprenditori sulla Cina

La Cina non smette mai di attirare gli imprenditori ticinesi. Con un 1,4 miliardi di abitanti è uno dei mercati più interessanti e in piena espansione anche per le aziende elvetiche. È quanto emerso dall’evento-Paese organizzato dalla Cc-Ti giovedì 7 giugno al LAC di Lugano.

Un centinaio di persone hanno seguito con interesse i diversi interventi che si sono focalizzati sulle informazioni pratiche per accedere al mercato cinese.

L’attenzione verso la Cina è palpabile ed è stata sottolineata anche da Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti, che ha esordito evidenziando come l’interesse della Cc-Ti verso la Cina è triplice: dopo aver seguito da vicino l’introduzione dell’accordo di libero scambio nel 2014, la Cc-Ti offre ai suoi associati – tramite questa conferenza – ulteriori informazioni per sondare concretamente il mercato ed è pronta ad offrire alle aziende una missione economica a Shenzhen, la capitale tecnologica cinese, nel mese di novembre. Inoltre, a settembre verrà proposto anche un seminario di business etiquette con suggerimenti ad hoc su come affrontare il mercato asiatico.

Strette relazioni tra la Svizzera, Lugano e la grande Cina

Da molti anni ormai la Città di Lugano può vantare strette relazioni con diverse città cinesi ed il sindaco di Lugano, nel suo saluto di apertura alla conferenza della Cc-Ti, ha sottolineato che negli anni sono stati stretti interessanti legami anche con aziende. Molto attiva anche la presenza luganese su suolo cinese in occasione di passate missioni nonché, grazie alla collaborazione con la Cc-Ti, al viaggio di novembre a Shenzhen, come gli ha fatto eco nel corso della conferenza Alex Chung, delegato per gli affari asiatici della Città di Lugano.

Ospite dell’evento della Cc-Ti, anche il consigliere degli affari economici e commerciali dell’ambasciata cinese a Berna, Wu Jingchun, che ha ribadito la forte presenza di aziende svizzere attive in Cina – se ne contano oltre mille – e rispettivamente le numerose attività cinesi presenti sul territorio elvetico.

La Città di Lugano ha stretto importanti accordi con diverse città cinesi.

Tra sfide e ottimismo

Bisogna essere ottimisti, ha affermato Damian Künzi, del Dipartimento International Wealth Management di Credit Suisse. Molti sono infatti gli aspetti positivi della situazione macroeconomica cinese: dalla “reflazione” – ossia una nuova moderata inflazione che segue a una fase di deflazione e che si accompagna solitamente a una ripresa economica – al riequilibrio dell’economia, alla ripresa del mercato immobiliare. Rimangono però ancora alcune sfide come il problema del debito pubblico, i dati demografici con un invecchiamo della popolazione e – ancora più imminente – la controversia commerciale di cui la Cina è protagonista.

Interessanti opportunità con alcuni rischi

Quali sono i megatrends, le opportunità e le sfide del mercato cinese? Secondo la consulente di S-GE, Mingya YE dello Swiss Business Hub in Cina, il dragone asiatico non è più sinonimo di produzione a basso costo e la classe media è in aumento. Le sfide per gli imprenditori svizzeri sono sicuramente quelle di affacciarsi ad un mercato estremamente vasto e a differenze culturali in ambito business da tenere bene a mente. Ma dove investire? L’e-commerce, l’industria delle macchine e l’assistenza sanitaria ad una popolazione con una speranza di vita in crescita sono i settori su cui focalizzarsi.

E quali sono i rischi nel fare business con i cinesi? Marco Arrighini, Senior Sales Manager e Emanuele Mastrogiacomo, Senior Risk Underwriter di Euler Hermes Switzerland hanno proposto una sintetica panoramica indicando come la media dei pagamenti delle aziende sia di 92 giorni – un numero differenziato a seconda dei settori – e che situa la Cina al secondo posto dei Paesi che tendono a dilungare le fatture. Daniela Tontini, Business Development Manager, e Emanuela Falcone, marketing coordinator di CRIF, hanno inoltre evidenziato come grazie alla loro forte presenza sul territorio, possono vantare un legame direttore con l’economia locale. Il mercato è molto vasto e risulta estremamente importante richiedere informazioni sulle aziende locali.

La sfida è affrontare un vasto mercato come quello cinese tenendo in considerazione le differenze culturali in ambito business.

Infine, non poteva mancare la testimonianza aziendale per conoscere l’esperienza diretta in Cina. È intervenuto Mirko Audemars, direttore generale di Audemars SA, un’azienda con 125 anni di storia attiva sul mercato asiatico dal 1983. Anche Audemars ha ribadito l’importanza di conoscere la cultura cinese per non incorrere in fraintendimenti. L’esempio del coltellino svizzero è lampante: un regalo probabilmente apprezzato, ma che viene interpretato come il taglio di una relazione. Meglio quindi puntare sul numero 8 che porta fortuna.

Pronti a partire?

Interessati quindi a sondare il mercato cinese? Le opportunità concrete vengono fornite grazie alla prima missione in Cina della Cc-Ti nella Città di Shenzhen e, facoltativamente, a Shanghai. Il programma, che è stato presentato da Chiara Crivelli, Head of International Desk della Cc-Ti, è ricco di interessanti appuntamenti e – non da ultimo – dà la possibilità alle aziende di organizzare incontri B2B con partner cinesi. Per tutti i dettagli, vi invitiamo a contattarci.

 

Quale logistica per la Cina?

Roberto Nanni, capo area spedizioni aereo & mare di Cippà Trasporti SA, presenta una panoramica delle particolarità che si devono affrontare nella spedizione di merce in Cina (o, rispettivamente, nella ricezione di prodotti cinesi). Nella presentazione video, Roberto Nanni si focalizza sulle tipologie di trasporto, sugli accordi di libero scambio, sui documenti necessari ed infine fornisce qualche consiglio pratico.

Le presentazioni:
Macroeconomic outlook, Damian Künzi, Dipartimento International Wealth Management, Multi Asset Strategy, CREDIT SUISSE AG
Megatrends, business opportunities and challenges in China,Mingya YE, Trade Promotion Officer, Swiss Business Hub China
Trade Credit Risk Insights, Marco Arrighini, Senior Sales Manager e Emanuele Mastrogiacomo, Senior Risk Underwriter, Euler Hermes Switzerland
Business information to evaluate China’s Partners, Daniela Tontini, Business Development Manager, CRIF AG
Presentazione della Missione a Shenzhen (16-23 novembre 2018), Chiara Crivelli, Head of International Desk, Cc-Ti
Le relazioni tra la Città di Lugano e la Cina, Alex Chung, Asian Affairs Delegate, Città di Lugano
La testimonianza aziendale, Mirko Audemars, Direttore Generale, Audermars SA
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Egitto: un Paese dalle molte potenzialità

Nell’ambito degli eventi di approfondimento sui Paesi organizzati dalla Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti), in collaborazione con Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti SA, Credit Suisse, CRIF e Euler Hermes, si è svolto lunedì 26 febbraio il business lunch dedicato all’Egitto.

Da sinistra: Gaetano Loprieno, Emanuela Falcone, Giuseppe Rachele, Valentina Rossi e Suhail El Obeid

Gli eventi Paese del 2018 organizzati dal Servizio Export della Cc-Ti hanno preso avvio con l’appuntamento dedicato all’Egitto che si è tenuto lo scorso 26 febbraio e che ha attirato numerose aziende a partecipare al business lunch per scoprire le opportunità di questo Paese. Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti, ha aperto l’evento ringraziando innanzitutto gli sponsor-Export: Switzerland Global Enteprise (S-GE), Cippà Trasporti, CRIF, Credit Suisse, Euler Hermes e TiTraduce.

Davanti a una quarantina di interessati si sono poi succedute le diverse ed interessanti relazioni, che hanno messo in luce opportunità e sfide che l’Egitto presenta per le aziende elvetiche e ticinesi.

Concrete opportunità per fare business in Egitto

Suhail El Obeid, Senior Consultant Africa, Middle East, Iran & Turkey di Switzerland Global Enterprise (S-GE) ha inaugurato il giro delle presentazioni offrendo un’importante panoramica sulla situazione macroeconomica egiziana. L’Egitto è uno Stato con una vasta superficie, di cui sono il 5% risulta coltivato (ossia la parte nei pressi del fiume Nilo). Con una popolazione di oltre 90 milioni di abitanti, ed un tasso di crescita della stessa pari al 1.3%, il Paese arabo ha un PIL pro capite di 3685 USD. L’inflazione si attesta al 21.3% e la crescita del PIL reale al 4.3%.

La Svizzera figura all’ottavo posto quale Nazione importatrice verso l’Egitto, e rispettivamente, al 5° posto per le esportazioni che si attestano a 832 milioni di dollari (dato del 2016). Si stima che la Confederazione Elvetica sia il 12° investitore in Egitto. Suhail El Obeid ha inoltre messo in luce, attraverso alcuni indici, il posizionamento dell’Egitto a livello internazionale, spiegando come il Governo stia attuando delle misure per migliorare alcuni aspetti rilevanti come la comunicazione, l’accesso ad Internet da parte della popolazione, l’abbassamento del tasso di disoccupazione, ecc. “Le opportunità per le aziende svizzere – ha sottolineato El Obeid – si riscontrano soprattutto nei settori della logistica, delle costruzioni e delle infrastrutture nonché dell’industria manifatturiera”.

Secondo le statistiche, si stima che la Confederazione Elvetica sia il 12° investitore in Egitto.

Difficoltà nel reperire le informazioni commerciali

“Valutare le aziende in Egitto: dalla disponibilità dei dati alle informazioni commerciali” era il titolo dell’intervento di Emanuela Falcone, Strategic Marketing Coordinator di CRIF, che ha esposto in modo molto completo il sistema delle imprese egiziane (si stima vi siano complessivamente circa 5 milioni di aziende, di cui registrate circa 3.5). Falcone ha inoltre fornito una dettagliata descrizione delle principali forme giuridiche aziendali e della reale difficoltà nel reperire informazioni aggiornate sulle aziende attive in loco.

Via nave o via aerea: l’Egitto a portata di spedizione

Infine sono intervenuti Giuseppe Rachele (Resp. Trasporti eccezionali) e Gaetano Loprieno (Resp. ufficio Commerciale) di Cippà Trasporti SA, che hanno esposto alla platea gli aspetti logistici di una spedizione in Egitto. “A cosa occorre prestare attenzione?” hanno chiesto ai presenti, interessati a capire come comportarsi con un partner egiziano. Gli esperti di Cippà Trasporti hanno evidenziato come occorra innanzitutto decidere il tipo di spedizione che si desidera effettuare, quale vettore utilizzare (aereo o via nave?) e di conseguenza, quali costi si è disposti a supportare. Inoltre, Rachele e Loprieno non hanno dimenticato l’importanza dei documenti doganali che devono essere conformi per poter esportare correttamente in Egitto, come ad esempio i certificati di circolazione merci Eur1 – nel caso si desideri e si possa sfruttare l’accordo di libero scambio – oppure i certificati d’origine.

Da non dimenticare l’importanza dei documenti doganali come ad esempio gli Eur1 o i certificati d’origine.

Tutti i relatori intervenuti concordano sul fatto che trovare un partner affidabile in Egitto sia uno dei passi principali da intraprendere per fare affari, così come affidarsi a specialisti per consigli e consulenze.

Al termine degli interventi Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti, ha colto l’occasione per ricordare i prossimi appuntamenti in ambito export – in particolare la “Giornata dell’Export” il 26 aprile e l’evento Paese sulla Cina in programma il 7 giugno), prima di lasciare i partecipanti ad un informale business lunch, durante il quale si sono potute stringere nuove relazioni d’affari.

 

In occasione dell’Evento Paese dedicato all’Egitto, alcune impressioni dei relatori che sono intervenuti durante il business lunch. 

 

Nell’intervista all’esperto Hazem Basuny, collaboratore di Titraduce, i consigli principali di Business Etiquette per fare affari in Egitto.

 


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Le presentazioni:

Macroeconomic Outlook & Business opportunities EGYPT: BASIC INFORMATION, OPPORTUNITIES AND CHALLENGES FOR SWISS SMES
Suhail El Obeid, Senior Consultant Africa, Middle East, Iran & Turkey, Switzerland Global Enterprise
Valutare le aziende in Egitto: dalla disponibilità dei dati alle Informazioni Commerciali
Emanuela Falcone, Strategic Marketing Coordinator, CRIF
Quale logistica per l’Egitto?
Giuseppe Rachele (Resp. Trasporti eccezionali) e Gaetano Loprieno (Resp. ufficio Commerciale), Cippà Trasporti SA
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Myanmar: molte sfide e numerose opportunità

Nell’ambito degli eventi di approfondimento sui Paesi organizzati dalla Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti), in collaborazione con Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti SA, Credit Suisse, CRIF e Euler Hermes, si è svolto martedì 28 novembre un business lunch dedicato alla Birmania.

ASEAN: la terza area di libero scambio al mondo

Dopo i saluti introduttivi di Marco Passalia, Vicedirettore e Responsabile del Servizio Export della Cc-Ti, è intervenuta Angela Di Rosa, Consultant South-East Asia di Switzerland Global Enterprise (S-GE), che ha dapprima fornito una panoramica dei Paesi ASEAN (ossia: Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia, Vietnam. Maggiori info qui). Queste Nazioni stanno acquisendo un’importanza fondamentale dato che, grazie all’accordo di libero scambio, è il terzo gruppo di Stati più grandi al mondo, dopo il trattato tra i Paesi dell’America settentrionale e quello dell’Unione Europea. Per quanto concerne il Myanmar, Di Rosa ha sottolineato come l’economia birmana ha ottime prospettive di crescita con un +7% per il prossimo anno.

Non mancano le sfide

Con un collegamento in diretta via Skype, è poi intervenuto Aung Thura, esperto di S-GE e CEO di Thura Swiss Ltd. (Yangon), che ha fornito un paragone tra la Birmania e la vicina Thailandia, sebbene quest’ultima sia più avanzata in alcuni ambiti con ad esempio il consumo di elettricità o la presenza di telefoni cellulari, la Birmania ha in realtà saputo colmare talune lacune in breve tempo. Thura ha quindi ribadito che questi ritardi si possono tramutare in opportunità di business poiché per il settore delle comunicazioni si prevedono forti crescite, con un grado di penetrazione di Internet e di rete cellulare sempre più ampio. Altre opportunità sono date dalla logistica, dal settore del petrolio e del gas e dalla tecnologia in ambito finanziario. Per Aung Thura le sfide non mancano: anni di isolamento economico hanno portato alla mancanza di manodopera qualificata, il sistema politico richiede molto tempo per l’applicazione dei processi, vengono offerti solo servizi bancari di base, con una percentuale significativa della popolazione priva di conti bancari e gli uffici o le abitazioni sono difficili da trovare e hanno prezzi molto alti. Con la firma nel 2016 del Myanmar Investment Law (MIL) è stata introdotta maggiore flessibilità alle aziende estere nelle pratiche di assunzione e tale legge consente alle società straniere di intraprendere “attività di trading” in alcuni settori, come ad esempio nei prodotti agricoli o medici.

Per S-GE, l’ASEAN è un mercato regionale con grandi opportunità ma ogni Paese deve essere gestito individualmente, perché ci sono differenze significative in termini di sviluppo economico, clima politico e maturità sociale. Importante, per poter fare business in Myanmar, coinvolgere i partner giusti ed è necessario adattarsi al ritmo e alle pratiche locali.

Emanuela Falcone, Strategic Marketing Coordinator di CRIF, ha fornito le informazioni disponibili e significative per la valutazione della solvibilità delle aziende in Myanmar. La probabilità che il governo non riesca ad ottemperare ai propri obblighi è sotto controllo. Secondo i dati CRIF, il rapporto fra debito pubblico e PIL rimarrà moderato fino al 2019, ovvero poco più del 30% e la moneta locale (kyat) rimarrà debole rispetto al dollaro americano. Persistono inoltre contrasti interni fra le varie etnie e non sembra si intravveda una soluzione a breve termine.

La testimonianza diretta di CNH in Myanmar

Infine, come di consueto, l’evento-Paese ha ospitato anche un testimonial che ha portato la sua esperienza diretta in Myanmar. È intervenuta Christelle Dejean di CNH Industrial, azienda leader a livello mondiale che commercia e produce macchine per l’agricoltura e movimento terra, camion, veicoli commerciali, autobus e veicoli speciali. CNH è da anni presente in Myanmar anche se vigono ancora alcune restrizioni e altre potrebbero essere riapplicate dagli Stati Uniti a causa delle crescenti preoccupazioni per fenomeni di violenza. La presenza di CNH Industrial in Myanmar è cresciuta nel corso degli anni, e nel 2016 ha registrato entrate di circa 20 milioni di dollari nonostante il divieto di importazione che ha avuto un impatto su molte importazioni e vendite al dettaglio. Tuttavia, CNH Industrial ha un obiettivo di crescita significativo nel 2017. Anche secondo Dejean le sfide non mancano, soprattutto perché la valuta locale ha subìto molte fluttuazioni negli ultimi due anni, anche se attualmente risulta stabile rispetto ad altre valute e permette di investire nel Paese. La mancanza di un settore bancario e finanziario sviluppato ostacola la crescita di tutti i segmenti di business affrontati da CNH Industrial: agricoltura, costruzioni e automotive. Senza adeguate soluzioni di finanziamento offerte al mercato, che rendono lo sviluppo accessibile all’intera catena (distributori e clienti), i progressi delle pratiche meccanizzate sono a rischio.


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Le presentazioni
Business opportunities
Angela Di Rosa, Consultant Sud-East Asia, Switzerland Global Enterprise
Dr. Aung Thura, CEO, Thura Swiss Ltd. (Yangon)
Le informazioni disponibili e significative per la valutazione della solvibilità delle aziende in Myanmar
Emanuela Falcone, Strategic Marketing Coordinator, CRIF
La testimonianza aziendale
Christelle Dejean, CNH

Cuba: tra sfide e opportunità

Molti gli interventi di spicco alla conferenza dedicata a Cuba organizzata lunedì 2 ottobre dalla Cc-Ti in collaborazione con S-GE e il supporto degli sponsor Export (Cippà Trasporti, CRIF, Credit Suisse e Euler Hermes).

L’isola caraibica di Cuba è conosciuta in tutto il mondo per le sue splendide spiagge da sogno, i sigari e la sua economia di stampo socialista. Quali sono quindi le opportunità commerciali per le aziende svizzere?

Un’economia in evoluzione

Ospite della serata l’Ambasciatore cubano in Svizzera, Manuel F. Aguilera de la Paz che ha ricordato come, a causa della politica con gli Stati Uniti che ha posto un severo embargo, l’isola ha subito danni per 753 miliardi di dollari. Da circa un paio d’anni l’economia cubana è in ripresa e i segnali sembrano essere positivi, come anche le relazioni diplomatiche con gli USA, rese più amichevoli grazie alla visita di Barack Obama nel 2016. Purtroppo, dopo le recenti dichiarazioni del presidente attuale Donald Trump, i rapporti sono tornati critici e gli Stati Uniti continuano a sanzionare duramente le transazioni cubane.

 

 

Molte opportunità con tanta pazienza

Le opportunità commerciali per le aziende svizzere sono comunque presenti, com’è stato sottolineato da Ulrich Hinterberger, Consulente per l’America latina di Switzerland Global Enterprise (S-GE). S-GE si appoggia al partner locale Swiss Cuban Cham per dare supporto a chi desidera entrare nel mercato cubano. Andreas Winkler, Presidente dello Swiss Cuban Cham, ha infatti dichiarato che non è impossibile fare business con i caraibici. Data l’economia di stampo statalista, ogni transazione deve essere approvata dal Governo e per operare in loco ogni accordo deve ottenere tutta una serie di autorizzazioni specifiche, dette “accrediti”, dalle varie agenzie nazionali. Il consiglio dell’esperto di S-GE e del Presidente della Camera di commercio Svizzera-Cuba è quello di armarsi di molta pazienza poiché i processi statali sono lunghi e complicati.

Tra incertezze e accrediti

“Vi è incertezza sul futuro” ha esordito Marco Arrighini, Key Account Manager di Euler Hermes. Malgrado negli ultimi 18 mesi vi siano stati segnali positivi, la situazione cubana è ritenuta una nazione “ad alto rischio” per le assicurazioni crediti private. I termini di pagamento variano da 1 a 3 anni, anche se possono diminuire se vi è una volontà specifica del Governo cubano di effettuare un’operazione commerciale.

Anche dal lato logistico, come affermato da Angelo Betto, Direttore operativo e Giuseppe Rachele, Responsabile area trasporti “eccezionali” di Cippà Trasporti SA, bisogna operare seguendo tutta una serie di procedure. Gli spedizionieri locali devono infatti essere accreditati ad effettuare qualsiasi operazione logistica. Inoltre è fondamentale verificare se l’importatore è autorizzato a ricevere la merce. Il consiglio è quindi sempre quello di affidarsi al proprio spedizioniere di fiducia per poter affrontare con serenità le operazioni logistiche.

 

L’esperienza diretta e la qualità svizzera

“Cuba è un mercato non semplice, bisogna avere molta pazienza ma vi è una grande potenzialità” ha ribadito Stefano Belso Sabini di Gieinter AG, che ha portato la sua testimonianza diretta davanti al folto pubblico giunto alla conferenza. L’isola caraibica ha bisogno di molte materie prime, come ad esempio acciaio o anche tecnologie che l’economia cubana non produce. Vi sono quindi molte opportunità da cogliere, soprattutto per le società svizzere che sono ben viste grazie alla loro reputazione e alla qualità dei prodotti elvetici.

Entrare nel mercato cubano non richiede solo un’attenta analisi delle diverse procedure, ma una conoscenza anche di come approcciarsi con il proprio interlocutore. I consigli di business etiquette sono stati forniti da Amaury Naranjo di TI Traduce, che ha elencato una serie di protocolli da tenere a mente quando bisogna interfacciarsi con il Governo cubano.

L’interessante conferenza si è conclusa con un aperitivo di networking che ha permesso ai partecipanti di continuare a discutere sulle opportunità di business del mercato cubano.


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Le presentazioni
Economic Outlook and Business Opportunities in Cuba
S.E. Manuel F. Aguilera de la Paz, Ambasciatore di Cuba in Svizzera
How Swiss institutions can support you in doing business in Cuba
Ulrich Hinterberger, Consultant Latin America, Switzerland Global Enterprise
Andreas Winkler, President, Swiss Cuban Cham
Credit risk management
Marco Arrighini,  Key Account Manager, Euler Hermes
Quale logistica per Cuba?
Angelo Betto, Direttore operativo e Giuseppe Rachele,  Resp. area trasporti “eccezionali”, Cippà Trasporti SA
Business etiquette: scambio informativo sugli usi & costumi di Cuba
Amaury Naranjo, TI Traduce
Uragano Irma: come aiutare?

MEDICUBA (SCHWEIZ)
www.medicuba.ch
Partnering with the Cuban Ministry of Public Health
Beneficiary: mediCuba-Europa Miglieglia (Switzerland)
Bank: Banca dello Stato del Cantone Ticino – 6982 Agno, Switzerland
IBAN CH70 0076 4301 3245 C000 C
Ref: “IRMA”

CAMAQUITO
www.camaquito.org
Rebuilding schools in Camagüey since 2005
Beneficiary: Kinderhilfsorganisation CAMAQUITO, 8038 Zürich
Bank: PostFinance 90-161400-1
IBAN CH69 0900 0000 9016 1400 1
Ref: “IRMA

Cuba: nuova terra di sbarco per le aziende elvetiche?

Le opportunità commerciali dell’isola sotto la lente il prossimo 2 ottobre

La Repubblica di Cuba è un arcipelago circondato dal mar dei Caraibi, il golfo del Messico, e l’Oceano Atlantico ed è divisa in 16 province. Alleato con l’Unione Sovietica durante la guerra fredda, il Paese affrontò una grave recessione economica dopo il ritiro delle sovvenzioni sovietiche del valore di 4-6 miliardi di dollari. Negli anni a seguire, la Cina è diventata la sua maggiore alleata internazionale, con rapporti multilaterali eccellenti.

L’economia cubana è pianificata, di stampo socialista e la quasi totalità dei mezzi di produzione appartengono alla Stato. La principale fonte di crescita del PIL è il settore terziario, che rappresenta ben il 74,5%, mentre il settore primario solo il 5%, e il settore secondario il 20,5%. La grande percentuale del settore terziario è dovuta in particolare al turismo, che contribuisce al 40% delle entrate della nazione.

Per quanto riguarda i rapporti con la Svizzera, i due Paesi hanno stipulato accordi in materia di promozione e protezione degli investimenti, commercio, trasporti aerei e trasferimento dei condannati. Fino alla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti, la Svizzera ha giocato un ruolo di tramite, rappresentando gli interessi degli Stati Uniti a Cuba (1961) e di Cuba negli Stati Uniti (1991). Le relazioni commerciali, piuttosto modeste, sono promosse dalla Camera di commercio e dell’industria svizzero-cubana. Nel 2016 la Svizzera ha importato merci per un valore di 33,3 milioni CHF, tra cui essenzialmente prodotti agricoli, mentre le esportazioni sono state pari a 17,6 milioni CHF e hanno riguardato principalmente prodotti stampati, plastici e chimici, nonché macchinari e strumenti di precisione.

Durante l’incontro in programma il 2 ottobre, i partecipanti verranno sensibilizzati sulla situazione economica di Cuba, sulle opportunità d’affari nonché sulle problematiche commerciali più ricor­renti. Inoltre, grazie alla collaborazione con Switzerland Global Enterprise, vi è la possibilità di fissare dei colloqui individuali per una consulenza mirata durante la giornata.

Marco Passalia, vice direttore e responsabile Servizio Export Cc-Ti
Monica Zurfluh, responsabile S-GE per la Svizzera italiana

Stati Uniti: importante mercato per le aziende elvetiche

Molti gli interventi di spicco alla conferenza dedicata agli Stati Uniti organizzata mercoledì 7 giugno dalla Cc-Ti in collaborazione con S-GE e il supporto degli sponsor Export (Cippà Trasporti, CRIF, Credit Suisse e Euler Hermes).

Durante la conferenza sono state evidenziate le relazioni tra la Svizzera e gli Stati Uniti: gli interventi si sono focalizzati sugli aspetti commerciali, sulle possibilità di espandere il proprio business sul territorio americano, sull’attrattività del mercato statunitense come investimento, senza tralasciare le raccomandazioni e testimonianze di chi ha già avuto modo di investire in questa nazione.

L’incontro ha avuto inizio con l’intervento di Toby Wolf, Economic and Commercial Officer, dell’ambasciata americana a Berna, introdotto da Marco Passalia, vice direttore e responsabile del Servizio Export della Cc-Ti che ha magistralmente condotto la conferenza. Toby Wolf ha analizzato i rapporti tra Svizzera e Stati Uniti, mettendo in evidenza gli ideali in comune e facendo luce sulla situazione economica e commerciale tra i due Paesi. In seguito è intervenuto il suo collega, Sandor Galambos, di SelectUSA, specialista degli investimenti negli Stati Uniti, il quale ha esposto i principali settori d’investimento, come ad esempio quello finanziario o dell’industria delle macchine. Galambos ha inoltre presentato i principali fattori per i quali un’azienda sceglie di investire nel mercato a stelle e strisce: primo su tutti le dimensioni dello stesso, le condizioni per chi desidera fare business, l’innovazione e le risorse presenti.

Per dare una panoramica sulla situazione macroeconomica statunitense è poi intervenuto Damian Künzi, Vice presidente del Global Macro Analysis di Credit Suisse, affermando che quella che gli Stati Uniti sta vivendo è la seconda espansione più lunga degli ultimi 50 anni. Künzi ha anche esposto i rischi della politica statunitense attuale, sui quali però ha voluto assicurare i presenti.

 

Condizioni quadro favorevoli per le aziende elvetiche

Tra i relatori, anche il Trade Commissioner di S-GE, Damian Fechlin, che ha promosso l’esportazione dei prodotti svizzeri negli Stati Uniti illustrando le varie opportunità del mercato. Con il supporto degli Swiss Business Hub presenti sul territorio americano, le aziende elvetiche hanno un punto d’appoggio professionale e competente per trovare partner a stelle e strisce. Promuovere gli States come luogo ideale per gli investimenti nel mondo degli affari, è stato anche il punto centrale della presentazione di Antje Abshoff, che, tuttavia si è focalizzata sulla Georgia, in quanto Managing Director of the State of Georgia Europe office di Monaco. Infatti, nello Stato americano sono già presenti numerose aziende elvetiche che hanno sviluppato con successo il proprio business grazie anche alle condizioni quadro favorevoli.

Rischi finanziari e logistici

Emanuele Mastrogiacomo, Senior Risk Underwriter di Euler Hermes è poi intervenuto sottolineando l’alto livello di rating dei crediti concessi negli USA, nonostante ci siano stati alcuni settori che, nell’ultimo anno, hanno fatturato debiti piuttosto allarmanti. È bene quindi sempre proteggersi dalle insidie dei mercati.

La ditta di spedizioni Cippà Trasporti, con gli interventi di Gaetano Loprieno e Angelo Betto, ha mostrato le tendenze del momento del commercio negli Stati Uniti, considerando le prospettive per il futuro e fornendo consigli su come e dove scambiare merci, senza tralasciare raccomandazioni logistiche.

 

 

L’esperienza diretta sul campo

Fiore all’occhiello degli eventi export della Cc-Ti, è stata la testimonianza aziendale fornita da Paul Zumbühl, CEO di Interroll, azienda che ha già avviato con successo il proprio business sul territorio americano. Secondo l’esperienza di Zumbühl, per potersi affacciare sul mercato statunitense è bene conoscere lo stile a stelle e strisce del mondo degli affari ed è necessario fare molta attenzione al sistema legale statunitense, molto diverso da quello europeo.

Per concludere l’evento, grazie a Philipp Pianezzi, esperto in materia di TI Traduce, vi è stato uno scambio informativo sugli usi e costumi degli Stati Uniti, in cui si è spiegato come è bene comportarsi quando si fanno affari con gli americani. Spunti interessanti, che chi ha intenzione di investire negli USA, metterà sicuramente in pratica.

 

 


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Le presentazioni

Toby Wolf, Economic and Commercial Officer, U.S. Embassy Bern Sandor Galambos, SelectUSA Investment Specialist, U.S. Embassy Bern
U.S.-Swiss Relations and SelectUSA
Economic Outlook
Damian Künzi, vicepresident Global Macro Analysis, Credit Suisse
USA: a country of opportunities
Damian Felchlin, Trade Commissioner, Swiss Business Hub USA
Georgia – Opportunities for Swiss Companies
Antje Abshoff, Managing Director of the State of Georgia Europe office, Munich
Credit Risk Management
Emanuele Mastrogiacomo, Senior Risk Underwriter, Euler Hermes
Quale logistica per gli USA?
Angelo Betto, direttore operativo e Gaetano Loprieno, resp. ufficio commerciale, Cippà Trasporti SA
Testimonianza aziendale
Interroll, Paul Zumbühl, CEO
“Business etiquette: scambio informativo con un esperto di TI Traduce sugli usi & costumi degli Stati Uniti”

 

Il Regno Unito si avvicina alla Svizzera

Una conferenza molto interessante quella svoltasi giovedì 11 maggio all’Hotel Parco Paradiso dedicata al Regno Unito, organizzata dalla Cc-Ti in collaborazione con S-GE e il supporto degli sponsor Export (Cippà Trasporti, CRIF, Credit Suisse e Euler Hermes).

Durante gli interventi è emerso come il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’UE nel giugno 2016 non ha causato – come si poteva pensare – una scossa economica in questo Paese. Ha suscitato invece un certo interesse per l’economia svizzera. Emergono quindi anche delle chances per le esportazioni elvetiche mentre rimane un po’ più di prudenza per il settore finanziario.

L’evento dedicato al Regno Unito ha attirato numerose aziende che hanno seguito con interesse gli interventi dei vari relatori. Nella foto Marco Passalia, Marco Arrighini, Damian Künzi, Geraldine Mortby, Haig Simonian, Peter Steimle e Monica Zurfluh al Parco Paradiso.

Dopo i saluti introduttivi di Marco Passalia, vice direttore e responsabile del Servizio Export della Cc-Ti, è intervenuto Damian Künzi, Vicepresident Global Macro Analysis di Credit Suisse che ha sottolineato come contro le previsioni pessimiste di tanti media, l’economia britannica ha dimostrato la sua forza di resistenza. Rimane comunque una certa incertezza dovuta al rallentamento della crescita, all’aumento dell’inflazione – seppur minore del previsto – ma, come detto da Künzi, si mangia comunque «meno Toblerone per lo stesso prezzo».

In seguito sono intervenute Geraldine Mortby, Deputy Head and Head of Export dello Swiss Business Hub UK & Ireland e Nadja Kolb, consulente S-GE per questi Paesi, che hanno evidenziato come le relazioni commerciali dovrebbero rimanere stabili e invariate almeno fino al mese di aprile 2019.

Opportunità importanti per le aziende elvetiche

Secondo le consulenti di S-GE, i settori più importanti del commercio tra la Svizzera e la Gran Bretagna manterranno la loro posizione privilegiata. Vi saranno anche in futuro delle opportunità interessanti per le aziende elvetiche: ben venga tutto quello che viene concepito e elaborato in Svizzera, per esempio il cioccolato, ma anche prodotti nell’ambito dell’automatizzazione o della nanotecnologia che sono molto importanti per il Regno Unito. Lo stesso vale per prodotti innovativi nel settore assicurativo che concernono applicazioni smartphone o nel contesto della blockchain.

Sempre assicurarsi contro i rischi

Marco Arrighini, Key Account Manager di Euler Hermes, ha in seguito sottolineato ai numerosi partecipanti che, malgrado queste opportunità ed il fatto che il mercato britannico sia uno dei più affidabili, ci sono delle incertezze riguardo il consumo privato, gli investimenti e l’esportazione. A questi si aggiunge la possibilità della volatilità a lungo termine ed anche del numero crescente delle insolvenze.

Due Paesi partner, ma anche rivali

Al termine di questi interventi, è poi seguita un’interessante discussione tra Peter Steimle, Chairman of the Ticino Chapter, della British Swiss Chamber of Commerce e Haig Simonian, Freelance journalist and formerly on the staff of the FT and Economist. Steimle ha innanzitutto evidenziato come la Gran Bretagna è il secondo più grande esportatore europeo. Il Regno Unito ha inoltre un accesso facilitato ai 53 Paesi del Commonwealth e quindi a un mercato con due miliardi di persone. Haig Simonian ha poi constatato come la curiosità nel Regno Unito per la Svizzera è aumentata considerevolmente. Il nostro Paese gode infatti di un forte sviluppo tecnologico e vanta delle relazioni più o meno stabili con l’UE.

Dalla discussione è emerso come vi siano diversi aspetti in comune tra i due Paesi, ma anche delle differenze e persino una concorrenza evidente: entrambe le nazioni dispongono di una forte piazza finanziaria, ma per il Regno Unito il segreto bancario non ha un significato così attuale. “In merito a questo punto la Svizzera deve essere molto attenta” ha affermato Simonian.

Buone maniere britanniche

Al termine dell’evento, grazie al supporto di Ti Traduce, vi è stato anche un momento di approfondimento dedicato al “Business etiquette”.  Nigel Casey ha presentato alcuni buoni consigli di comunicazione e di comportamento per chi desidera approcciarsi alla realtà professionale britannica. Suggerimenti interessanti da mettere sicuramente in pratica.

Tech for Insurance – What’s next for the insurance industry in Switzerland and the UK?

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Le presentazioni

Economic outlook
Damian Künzi, vicepresident Global Macro Analysis, Credit Suisse
Business opportunities for Swiss companies
Geraldine Mortby, Deputy Head and Head of Export, Swiss Business Hub UK & Ireland
Credit risk management
Marco Arrighini, Key Account Manager, Euler Hermes
Business Etiquette
Nigel Casey, Digital Professionals Academy

Russia: quali opportunità per le aziende ticinesi?

Evento Paese: Russia

Nell’ambito degli eventi di approfondimento sui Paesi organizzati dalla Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino (Cc-Ti) in collaborazione con Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti SA, Credit Suisse, CRIF e Euler Hermes si è svolto giovedì 16 febbraio un incontro dedicato alla Russia che ha riscosso un grande successo di pubblico. Un’ulteriore conferma che la Federazione Russa continua ad attrarre positivamente le aziende ticinesi che sono particolarmente interessate ad affacciarsi su questo mercato.

 

 

Dopo i tradizionali saluti introduttivi di Marco Passalia, vice direttore e responsabile del Servizio Export della Cc-Ti, ad aprire il business lunch è intervenuta Julie Bächtold, Deputy Head dello Swiss Business Hub Russia, che ha presentato la situazione economica russa – in ripresa – e i rapporti commerciali con la Svizzera che sono invece in diminuzione dal 2013. Le sfide da affrontare per entrare nel mercato russo sono diverse come ad esempio l’instabilità della situazione geopolitica, la logistica, le differenze culturali, la ricerca di partner commerciali, le scarse informazioni o le differenze culturali. Con un breve excursus storico Bächtold ha ricordato la politica russa che ha voluto sostituire le merci importate con prodotti ‘made in Russia’. La sostituzione delle importazioni può creare nuove opportunità per le aziende estere per alcuni settori specifici, per esempio quello agricolo o alimentare. La legislazione russa sulla sostituzione delle importazioni è molto dinamica: nuove leggi, statuti, risoluzioni vengono creati ogni anno o ogni mese, e le imprese straniere devono far fronte alle mutevoli condizioni del mercato e da una certa incertezza. Come sottolineato da Bächtold, lo Swiss Business Hub è attivo con grande impegno per offrire informazioni pratiche su questi aspetti ed aiutare le aziende ticinesi ad inserirsi nel mercato.

Infine, Julie Bächtold ha focalizzato l’attenzione sulla regione di Ekaterinburg, la quarta città della Russia. Vi sono infatti interessanti opportunità di business nel settore metallurgico, delle macchine o nell’industria estrattiva. È inoltre una regione interessante poiché ricca di forza lavoro e di solide infrastrutture. La Cc-Ti – come ha evidenziato Chiara Crivelli, Head of international desk – organizzerà una missione commerciale proprio a Ekaterinburg a fine settembre. Maggiori dettagli sulla missione saranno comunicati nelle prossime settimane e le aziende già potenzialmente interessate possono cominciare a contattare la Cc-Ti.

Il business lunch è in seguito proseguito con l’intervento di Anastasia Bratanchuk, Business consultant di CRIF, che ha esposto ai numerosi partecipanti alcune informazioni commerciali e significative per la valutazione delle aziende in Russia, ricordando quanto sia importante per chi desidera fare business all’estero, conoscere a fondo il proprio partner commerciale.

Come di consueto, l’evento-Paese ha ospitato anche una testimonianza aziendale attiva direttamente sul mercato. Ad interessare la platea è stato l’intervento di Julia Renaux, Client Relationship Manager di Black Pearl SA, un family office attivo in diversi parti del mondo, tra cui anche in Russia. “La maggior parte dei russi benestanti citati nella lista di Forbes possiede un family office“ ha dichiarato Renaux. Un business in espansione che deve saper valutare diversi aspetti, da quelli culturali, alle normative statali fino alla conoscenza del sistema formativo.

Al termine del business lunch vi è stato infine un momento più culturale e informativo grazie ad un breve seminario tenuto da Andrea Maurin e Tatiana Kern di TI Traduce che hanno sensibilizzato i partecipanti sugli usi e i costumi per chi vuole intraprendere una relazione con il mercato russo e, quindi, affacciarsi nel modo corretto con i partner commerciali.


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Le presentazioni
Business opportunities for Swiss (Ticino) companies despite of economic difficulties
Julie Bächtold, Deputy Head, Swiss Business Hub Russia
Informazioni commerciali disponibili e significative per la valutazione delle aziende in Russia
Anastasia Bratanchuk, Business consultant, CRIF
Il lato logistico delle spedizioni da e verso la Russia: un esempio pratico
Angelo Betto, direttore operativo e Gaetano Loprieno, resp. ufficio commerciale, Cippà Trasporti SA
La testimonianza aziendale
Julia Renaux, Client Relationship Manager, Black Pearl SA
La prossima missione economica in Russia 
Chiara Crivelli, Head of the International Desk, Cc-Ti
Il Servizio di Teleticino sull’evento
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Curiosità
Nell’edizione 2016 di “Oltre i confini” sono state dedicate alcune puntate proprio sulla Russia e sulle aziende che si sono spinte in questo mercato.
Per rivedere la trasmissione vi invitiamo a cliccare direttamente al seguente link.

Quali opportunità di business offre il Sudafrica?

Si è tenuto il 22 settembre 2016 l’evento-Paese dedicato al Sudafrica. Il business lunch, organizzato dalla Cc-Ti con il sostegno di Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti SA, Credit Suisse, CRIF e Euler Hermes, è uno degli appuntamenti periodici di focus sulle tendenze in atto nei Paesi emergenti e/o che offrono stimolanti prospettive d’affari per le PMI del nostro territorio.

Davanti ad un’interessata platea di partecipanti, si sono succedute le presentazioni di competenti relatori che hanno permesso ai convenuti di acquisire maggiori informazioni sulla Nazione sudafricana.

Dopo i saluti introduttivi di Marco Passalia, Vicedirettore e Responsabile Servizio Export Cc-Ti, si è subito entrati nel vivo della tematica, con una panoramica sull’economia globale sudafricana presentata da Suhail El Obeid, Senior Consultant Africa, Middle East, Iran & Turkey di S-GE. La Repubblica Sudafricana è presieduta da Jacob Zuma, ha una popolazione di 55 milioni di abitanti (dati del 2015), con un tasso di crescita dell’1.6%. In Sudafrica convivono etnie bianche, nere, asiatiche e miste, e si parlano ben 11 lingue (predominano inglese ed afrikaans, con altre 9 lingue regionali). Il PIL si attesta a 313 miliardi di dollari, mentre il tasso di inflazione è del 4.6%. Il Sudafrica è uno cinque Paesi, oltre a Botswana, Lesotho, Namibia e Swaziland, a far parte dell’Unione doganale dell’Africa meridionale (SACU), la più vecchia unione doganale del mondo fondata nel 1910. I trattati di regolamentazione della SACU sono stati rinegoziati nel 1969 e nel 2002, ma si è continuato a mantenere il punto fermo dell’egemonia del Sudafrica. Da notare che la Svizzera rappresenta il 10° più grande investitore in Sudafrica.

Alexandra Langeveldt-Theiler, Trade Advisor, Swiss Business Hub Southern Africa ha illustrato invece le opportunità d’affari che presenta lo Stato africano, sottolineando anche come, per la sua posizione geografica, il Sudafrica spesso sia considerato la porta per altri Stati vicini (Angola, Botswana, Lesotho, Mauritius, Mozambico, Mamibia, Swaziland). Quali sono dunque i settori di punta nei quali investire? L’ICT, il cleantech, il comparto sanitario, quello dei beni di lusso, il settore alimentare, quello dell’educazione e le infrastrutture.

Il credit risk management è stato invece il tema trattato da Mark Schulz, Director Risk, Claims & Collections / Member of the Board of Management di Euler Hermes. È così stato messo in evidenza come le insolvenze siano in crescita e come il rischio di credito sia un argomento topico per le aziende esportatrici. Il signor Schulz ha poi suggerito alcune buone prassi da intraprendere per evitare spiacevoli sorprese.

La testimonianza aziendale concreta è stata portata da Giovanni Leonardi, Member Board of Directors di Eskom, un colosso energetico sudafricano, che dà lavoro a 47’000 dipendenti, società detenuta al 100% dal Governo. Nel raccontare la sua esperienza, Giovanni Leonardi ha presentato il radicale cambiamento messo in atto dallo Stato dal 2015 a livello energetico, con grandi investimenti in infrastrutture, e quanto Eskom rappresenti a livello societario: con un fatturato di 11.5 miliardi di franchi e 400 mila km di linee di alta tensione in tutto il Paese, si classifica tra le aziende principali del Sudafrica.

L’evento si è poi concluso con le domande del pubblico presente, alle quali è seguito un informale business lunch, che ha permesso l’interazione ed il networking tra i partecipanti ed i relatori.

Le presentazioni
Business opportunities
Alexandra Langeveldt-Theiler, Trade Advisor, Swiss Business Hub Southern Africa
Credit risk management
Mark Schulz, Director Risk, Claims & Collections / Member of the Board of Management,
Euler Hermes

Il mercato turco: opportunità per le nostre aziende

Evento Export: Turchia

Nell’ambito degli eventi di approfondimento sui Paesi organizzati dalla Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino (Cc-Ti) in collaborazione con Switzerland Global Enterprise, si è svolto lunedì 20 giugno un incontro dedicato alla Turchia.

Nell’evento del 20 giugno scorso, organizzato dalla Cc-Ti, in collaborazione con Switzerland Global Enterprise, si è fatto il punto sul ventaglio d’interessanti possibilità offerte dalla Nazione turca alle aziende ticinesi, con un focus sulla missione commerciale della Cc-Ti in Turchia prevista in dicembre.

Ricordiamo innanzitutto che la Turchia ha una popolazione di quasi 78 milioni di persone e si situa in un punto strategico a livello geografico: un vero e proprio ponte tra Europa ed Asia. A livello di scambi commerciali, la Turchia intrattiene relazioni sia con la Confederazione che con l’UE.

Andiamo con ordine. A prendere la parola per prima è stata Monica Zurfluh, Responsabile S-GE per la Svizzera italiana, che ha salutato i partecipanti presentando i relatori, rimarcando anche come sia S-GE che la Cc-Ti abbiano monitorato le opportunità offerte dalla Turchia per molto tempo.

Arpat Şenocak, Presidente della Swiss Chamber of Commerce in Turkey, ha aperto il suo intervento con una breve panoramica dell’istituzione che presiede, spiegando come essa si impegni a favore della creazione di sinergie tra i due Paesi. Il Signor Şenocak è poi entrato nel vivo del tema, illustrando la situazione geopolitica turca e le sue influenze sul mondo degli affari e del commercio. Il contesto geopolitico è attivo ed offre molte opportunità, nonostante alcune problematiche, soprattutto politiche, condizionino negativamente lo Stato (ad es. situazioni instabili ai confini con Siria ed Iraq, la situazione armena, ecc.). Tuttavia la Turchia è un mercato interessante proprio per la sua posizione a cavallo tra vecchio Continente e Medio Oriente. Rappresenta la 7° economia in Europa e la 17° al mondo, con un PIL indicativo di 800 miliardi di dollari, dove la popolazione attiva rappresenta quasi il 68% del totale.

Yasemin Öztürk, Local Trade Officer, Swiss Business Hub Turkey, ha invece esposto le opportunità d’affari in Turchia, sottolineando come le previsioni prospettano che la Nazione si attesti al 10° posto tra le maggiori economie globali entro il 2023 (anno del Centenario della nascita della Repubblica turca). In quali settori, dunque, investire? Rilevanti i settori ITC & infrastrutture, scienze della vita, energie ed energie rinnovabili, costruzioni. Tra i progetti meritevoli di attenzione vi sono il maggiore tecnoparco turco e il più grande aeroporto al mondo.

Due interventi sono stati incentrati sulle testimonianze dirette. Alberto Lotti, Vice Presidente del CdA di Axion Bank, ha avuto modo di relazionarsi frequentemente con Turchia nel corso della sua carriera, tanto che la banca ha aperto una filiale di rappresentanza ad Istanbul, e ha affermato che con partner fidati, e grazie alle similitudini tra il sistema legale svizzero e turco, gli investimenti in Turchia sono favorevoli; dal canto suo, Orhan Arikci, Managing Director, Pro Business Partners International di Lugano, ha evidenziato una serie di “do & don’ts” sul fare affari con partner turchi.

La missione della Cc-Ti a Istanbul è prevista in dicembre, ha confermato Chiara Crivelli, Head of International Desk della Cc-Ti. Si tratterà di una missione multisettoriale, in concomitanza con lo Swiss-Turkish Economic Forum, organizzato dalla Swiss-Turkish Chamber of commerce. Vi sarà la possibilità di incontri B2B mirati con potenziali partner, oltre a un ricevimento ufficiale dove ci si potrà intrattenere con rappresentanti delle istituzioni turche e con imprenditori svizzeri già presenti in Turchia. Per tutte le informazioni inerenti questa nuova missione Cc-Ti, potete consultare la pagina web: www.cc-ti.ch/international-desk.

A chiudere l’evento, dopo il saluto conclusivo di Marco Passalia, Vice Direttore Cc-Ti e Responsabile del Servizio Export, un momento informale di networking tra partecipanti e relatori.

Le presentazioni
Geopolitical Situation and Impact on the Turkish Business Environment
Arpat Şenocak, president, Swiss Chamber of Commerce in Turkey
TurkeyBusiness Opportunities in Turkey
Yasemin Öztürk, Local Trade Officer, Swiss Business Hub
Lancio missione commerciale in Turchia
Chiara Crivelli, Head of the International Desk, Cc-Ti
Doing Business in Turkey
Orhan Arikci, Managing Director, Pro Business Partners International, Lugano