Swissness: come districarsi con le nuove regolamentazioni

La nuova regolamentazione concernente l’utilizzo dell’indicazione di provenienza “Svizzera” e la croce bianca su sfondo rosso, detta Swissness, è entrata in vigore il 1° gennaio 2017. La nuova legge sulla protezione dei marchi (LPM) suddivide i prodotti in tre categorie: prodotti naturali, derrate alimentari e prodotti industriali. Sono stati modificati anche i criteri di provenienza relativi ai servizi.

Sono molte le novità entrate in vigore, motivo per cui nelle prossime edizioni di TicinoBusiness desideriamo proporvi una serie di “Domande frequenti”, redatte dall’Istituto per la proprietà intellettuale (IPI), concernenti le principali problematiche della nuova legislazione.  

A quali condizioni si può utilizzare la designazione “Svizzera”?

La designazione “Svizzera”, utilizzata sola o con altri termini come “Made in Switzerland”, “Ricetta svizzera” o “Swiss quality”, è un’indicazione di provenienza, ossia un riferimento diretto alla provenienza geografica dei prodotti o dei servizi per i quali è utilizzata (art. 47 della legge sulla protezione dei marchi, LPM). Anche i segni figurativi come la croce svizzera, il Cervino o Guglielmo Tell sono considerati come indicazioni di provenienza svizzere. In linea di massima, il produttore o il fornitore del servizio non deve chiedere nessuna autorizzazione specifica per utilizzare l’indicazione di provenienza “Svizzera”. Quest’ultima può essere utilizzata liberamente a condizione che sia esatta, ossia che i prodotti o i servizi in questione siano realmente di provenienza svizzera. Le aziende che desiderano farne uso sono dunque tenute a garantire che i loro prodotti o servizi soddisfino appieno le condizioni di provenienza svizzera definiti nella legge. Solo in caso di contenzioso dovranno dimostrare di avere soddisfatto le condizioni legali di provenienza (cfr. domanda 22). I criteri di provenienza svizzera definiti nella legge tengono conto della natura specifica dei prodotti e divergono quindi per i prodotti naturali, per le derrate alimentari, i prodotti industriali e i servizi (cfr. artt. 48a, 48b, 48c et 49 LPM).

Indicazioni come “Designed in Switzerland” o “Swiss Research” sottostanno agli stessi criteri validi per la designazione “Svizzera”?

I produttori che non soddisfano i criteri di provenienza svizzera possono fare riferimento a determinate attività specifiche di ideazione o di fabbricazione del prodotto svoltesi in Svizzera (p.es. “Designed in Switzerland” o “Swiss Research”) se:

  1. l’intera attività specifica menzionata sul prodotto (nella fattispecie il design o la ricerca) si è svolta in Svizzera;
  2. il termine “Svizzera” non è apposto sul prodotto in maniera più vistosa – per quanto riguarda il colore, le dimensioni, la grafia – rispetto al resto dell’indicazione (esempio da non seguire: SWISS research).

Sono invece escluse da questa eccezione le indicazioni seguenti:

  • Le indicazioni del tipo “prodotto in Svizzera” sono troppo generiche per rientrare in questa eccezione. Non possono dunque essere utilizzate per un prodotto interamente fabbricato in Svizzera, che, tuttavia, non soddisfa i criteri generali di provenienza svizzera (cfr. domande da 1, 2, 3, 4). Ciò renderebbe infatti vana la legge e sarebbe contrario al suo scopo.
  • L’apposizione della croce svizzera accanto a una designazione come “Swiss research” è ingannevole: in linea di massima il consumatore percepisce la croce svizzera come un rinvio al luogo di provenienza del prodotto nel suo insieme e non come un rinvio a una fase specifica della sua lavorazione. L’utilizzo della croce svizzera in combinazione con designazioni come “Swiss research” è quindi vietato se i criteri di provenienza svizzera non sono soddisfatti.

Monica Zurfluh, responsabile S-GE per la Svizzera italiana
Marco Passalia, responsabile Servizio Export Cc-Ti

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Agiamo Insieme alle aziende virtuose

In una serata densa di emozioni e successo, lo scorso 7 marzo nella Sala del Gran Consiglio a Bellinzona, si sono ripercorse le storie di persone e aziende, evidenziando il lato più umano dell’economia ticinese.

 

 

In una serata densa di emozioni e successo, lo scorso 7 marzo nella Sala del Gran Consiglio a Bellinzona, si sono ripercorse le storie di persone e aziende, evidenziando il lato più umano dell’economia ticinese.

Con Agiamo Insieme, abbiamo potuto dimostrare come il mondo economico sia particolarmente legato alle proprie risorse umane, collaboratori che sono un vantaggio competitivo per le aziende.

Giunta alla 5° edizione, questa manifestazione, organizzata dalla Cc-Ti insieme all’Istituto delle assicurazioni sociali, nacque nel 2012. Da ben 5 anni si premiano delle aziende che si distinguono per la loro accuratezza nel reinserimento professionale dei dipendenti che hanno subito un danno alla salute. Si celebra l’impegno verso i dipendenti con l’obiettivo di una socialità comune, perché queste aziende hanno permesso ad alcuni dei propri dipendenti di (ri)trovare un percorso professionale.

Mantenere o reinserire in un’altra funzione o in un’altra ditta un dipendente leso nella salute e riqualificato è dunque un successo per tutti, che ben si inserisce anche nelle differenti misure a sostegno di un economia sostenibile. Nell’ambito della Responsabilità Sociale delle Imprese (RSI), tema molto caro alla Cc-Ti, questa misura si inserisce nella performance sociale (ricordiamo infatti che la RSI di compone di tre parti, tutte misurabili: performance sociale, economica ed ambientale).
Alla serata, moderata da Julie Arlin, sono intervenuti Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti, Carlo Marazza, Direttore IAS e Monica Maestri, Capo Ufficio AI. Inoltre anche il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della Sanità e Socialità Paolo Beltraminelli ha salutato favorevolmente questa manifestazione, con un intervento sul tema.

Sono state premiate, in quest’edizione, 4 realtà diverse fra loro, ma accomunate da un grande spirito di voler reinserire il proprio collaboratore nell’organico aziendale:

Rappresentata da Ivan Rotta, Consulente HR

Rappresentata da Sonia Bernet-Miserino, Amministratrice

Rappresentata da Marco Franscella, Direttore

  • Globus SA

Rappresentata da Lidia Nodari, Junior HR Partner

 La serata è stata allietata da alcuni intermezzi del Coro Castelgrande. Dopo la premiazione, i partecipanti hanno potuto continuare a dialogare tra loro e con gli ospiti grazie ad un networking apero.

Ritrovate e rivivete tutte le storie emozionanti presentate durante Agiamo Insieme.
Sul nostro canale Youtube potete visionare i video mostrati il 7 marzo scorso, oppure cliccando direttamente sul nome delle aziende sopraelencate.
Responsabilità sociale delle imprese: tema focale per la Cc-Ti

Abbiamo già sottolineato quanto il tema della Responsabilità Sociale delle Imprese sia un punto determinante per le nostre attività. Infatti nell’autunno del 2016 abbiamo presentato gli indicatori di sostenibilità scelti per la nostra valutazione interna (rileggete i risultati della nostra analisi).
In questo senso manteniamo una collaborazione strategica con Quantis SA (azienda esperta in consulenza e valutazione della sostenibilità). Ritroviamo infatti questo principio nei servizi destinati ai nostri soci. Come? Con numerose iniziative in ambito di consulenze agli associati, eventi, approfondimenti, corsi di formazione mirati sulla sostenibilità e sulle diverse sfaccettature che ne fanno parte. Agiamo Insieme ne è un ottimo esempio. Non dimentichiamo il Servizio di gestione dei conflitti (che potete approfondire, rileggendo l’articolo su Ticino Business di gennaio+febbraio a pagina 32), il corso “Mobility Management PMI” tenutosi lo scorso anno, diverse collaborazioni con enti e associazioni (citiamo, ad esempio, Fondounoimpresa e OCST) e gli eventi dedicati al tema, che riproporremo anche nel corso di quest’anno.

Libertà economica, caposaldo svizzero

L’opinione di Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti

“Libertà economica non significa anarchia né possibilità di agire al di fuori dalle regole, bensì una protezione del singolo dall’ingerenza statale, come per tutti i diritti costituzionali.”

La Cc-Ti compie 100 anni e per celebrare questo importante traguardo vuole portare l’attenzione su diversi temi importanti non solo per l’economia. Oggi scopriamo la libertà economica e imprenditoriale.

Nella Costituzione federale svizzera vi è l’articolo 27 dedicato alla libertà economica, che prevede quanto segue:

1 La libertà economica è garantita.
2 Essa include in particolare la libera scelta della professione, il libero accesso a un’attività economica privata e il suo libero esercizio.

Il diritto fondamentale della libertà economica è stato inserito nella nostra Magna Charta nel 1874 e costituisce un unicum nel panorama internazionale, il che sottolinea la specificità della scelta svizzera, che considera tale libertà generale un pilastro essenziale per il funzionamento del nostro Stato. A differenza di molte altre costituzioni che si limitano a menzionare settori specifici dell’economia. La prosperità del nostro paese dimostra la bontà di tale scelta atipica. Libertà economica non significa anarchia né possibilità di agire al di fuori dalle regole, bensì una protezione del singolo dall’ingerenza statale, come per tutti i diritti costituzionali. Le eventuali limitazioni devono rispettare determinati criteri legati al principio di legalità, a un eventuale interesse pubblico preponderante e al principio della proporzionalità, elementi oggi tenuti purtroppo in sempre minore considerazione. Quanto il grado di libertà economica contribuisca al benessere generale, alla crescita economica e alla soddisfazione della popolazione è oggetto di molti studi. Malgrado occorra tenere conto di molti parametri, in regola generale maggiore è la libertà economica e migliori sono gli altri parametri.

Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino (SSIC TI)

Fondata nel 1918 e prossima al 100° anniversario, la Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino (SSIC TI) è un’associazione, con sede a Bellinzona, che raggruppa attualmente circa 200 imprese di costruzione (su circa 370 operanti sul territorio cantonale e iscritte all’Albo delle imprese).

Presieduta dall’Ing. Mauro Galli e diretta dall’Ing. Nicola Bagnovini, si occupa di un settore, quello dell’edilizia, che ogni anno eroga una massa salariale di circa 500 milioni e la cui cifra d’affari raggiunge i 3 miliardi di franchi (pari al 7% del PIL cantonale). A livello di tendenze, anche se esistono differenze regionali importanti, il settore della costruzione vive oggi in Ticino una situazione di stabilità, questo dopo le contrazioni riscontrate nel 2016 successive ad anni di grande vitalità nella costruzione e alla presenza di imponenti cantieri infrastrutturali.

Rappresentando 6’000 lavoratori (su un totale di 8’500 occupati), la SSIC TI si concentra molto sulla formazione professionale di base e continua, uno dei punti focali dell’attività associativa.

Avendo creato, a Gordola, un Centro di Formazione Professionale (CFP) che raggruppa al proprio interno saperi e corsi di formazione per il settore della costruzione, ma anche per altre professioni dell’artigianato, la SSIC TI, esprime oggi tutto il proprio potenziale. Sono infatti numerose le associazioni professionali che, nel tempo, hanno trovato in lei un partner fondamentale con il quale hanno condiviso, con impegno e professionalità, lo sviluppo di una vera e propria “Cittadella della formazione”. Un progetto da sempre sostenuto e promosso dalle autorità cantonali, federali e dagli organismi paritetici professionali. In particolare sono ben 16 le associazioni professionali stabilmente presenti presso il CFP con la loro attività di formazione di base, continua e con un’offerta di corsi interaziendali in grado di soddisfare una trentina di curricoli formativi.
L’associazione vanta rispetto e tradizione nel tessuto sociale, economico e politico del nostro Cantone, assumendo un ruolo di rappresentanza degli interessi professionali dei suoi membri confrontandosi con le principali organizzazioni tecniche, economiche e sindacali nonché le istituzioni pubbliche o private presenti nel Paese.
Tra le sfide dell’avvenire vi è sicuramente il mantenimento di buone condizioni quadro e la tutela degli associati in particolare con un occhio vigile sulle crescenti restrizioni legislative che toccano il settore. In questo e altri contesti il dialogo con la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino è fondamentale, forte ed attivo, in quanto quest’ultima rappresenta, per la SSIC TI, l’associazione economica di riferimento a livello cantonale.
Essendo parte di un’organizzazione nazionale uno degli scopi è anche quello di saper portare sul piano federale le particolarità del nostro Cantone. In questo senso la presenza dal 2014 dell’Ing. Gian-Luca Lardi, grigionese di origine ma ormai da anni residente in Ticino, alla testa della SSIC centrale è certamente un fattore positivo per la nostra realtà.

Dati di contatto
SSIC TI, Viale Portone 4, 6500 Bellinzona, info@ssic-ti.ch, www.ssic-ti.ch

L’Ambasciatore dell’Azerbaijan accolto a Lugano

Il Sindaco Marco Borradori ha ricevuto martedì 28 febbraio 2017 a Palazzo Civico S.E. Akram Zeynalli, Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian a Berna. All’incontro era presente anche Chiara Crivelli, responsabile dell’International Desk della Camera di Commercio del Cantone Ticino.

La discussione ha identificato la collaborazione nell’economia, nella cultura e nel turismo come ambiti di maggiore prossimità fra Lugano e l’Azerbaigian.

I settori dell’energia, della farmaceutica e delle materie prime sono state oggetto di un approfondimento per lo sviluppo di nuove sinergie con la Città di Lugano. Nel corso delle prossime settimane la Camera di Commercio valuterà l’interesse di aziende che operano in questi ambiti, e non solo, a esplorare le opportunità di investimento e di collaborazioni puntuali con il paese caucasico, e in particolare con la capitale Baku.

L’Azerbaigian è il principale partner commerciale della Svizzera nel Caucaso meridionale, ed è nell’interesse reciproco lavorare affinché le relazioni culturali ed economiche instaurate tra i due Paesi si rafforzino ulteriormente.

L’Ambasciatrice del Kazakistan in visita a Lugano

Lunedì 13 e martedì 14 febbraio 2017 l’Ambasciatrice del Kazakistan a Berna, Zhanar Aitzhanova, è stata in visita a Lugano. È stato organizzato un incontro con il Sindaco Marco Borradori, a cui hanno partecipato anche Filippo Lombardi, membro della Commissione di politica estera del Consiglio agli Stati, e per la Cc-Ti Marco Passalia, Vicedirettore, e Chiara Crivelli, Responsabile dell’International Desk.L’ambasciatrice Aitzhanova è giunta in Ticino, per la prima volta dalla sua entrata in carica, con l’obiettivo di attivare contatti istituzionali, economici e accademici e promuovere le relazioni fra il Kazakistan e la nostra regione.

A Lugano vi è una presenza significativa di attività legate al Kazakistan in settori interessanti per lo sviluppo economico, come l’ambito del commercio di materie prime e dell’energia. Per questa ragione, la Camera di commercio e dell’artigianato del Canton Ticino ha posto il paese eurasiatico fra le sue priorità di scambio e attualmente coordina – in collaborazione con la Città – tre progetti nei settori della certificazione energetica, della gestione dei rifiuti urbani e della produzione di energia idroelettrica elaborati da aziende ticinesi all’attenzione della Città di Almaty. Si tratta di progetti attivati a seguito della missione in Kazakistan del maggio 2016, e presentati alla Vicesindaca di Almaty Assel Zhunussova, nel corso della sua visita a Lugano lo scorso autunno.

Per approfondire questi e altri temi in ambito privato, nel corso della visita l’ambasciatrice ha inoltre reso visita ad alcune aziende della regione. Lo scorso anno ad Astana è stato aperto l’International Financial Centre che sarà attivo dal 2018 e opererà in lingua inglese sulla base del diritto britannico: tra i suoi obiettivi rientrano il sostegno agli investitori stranieri e alle imprese. L’ambasciatrice Aitzhanova si è poi soffermata sul tema energetico: nell’ambito dell’8° Forum Internazionale delle Nazioni Unite sull’energia per lo sviluppo sostenibile che si terrà l’11 giugno 2017 ad Astana è infatti prevista la Conferenza ministeriale delle Nazioni Unite sul tema delle energie sostenibili. In quell’occasione sarà inaugurato l’International Centre for Green Technology and Investment, che si pone l’obiettivo di favorire la transizione verso un’economia verde, attraverso lo sviluppo di energie rinnovabili, la promozione di tecnologie verdi e di modelli di green finance.

L’ultima tappa del programma della delegazione kazaka è stata la visita, martedì, alla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, dove l’ambasciatrice Aitzhanova è stata accolta dal direttore generale della SUPSI Franco Gervasoni e da alcuni rappresentanti della direzione.

Russia: quali opportunità per le aziende ticinesi?

Evento Paese: Russia

Nell’ambito degli eventi di approfondimento sui Paesi organizzati dalla Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino (Cc-Ti) in collaborazione con Switzerland Global Enterprise, Cippà Trasporti SA, Credit Suisse, CRIF e Euler Hermes si è svolto giovedì 16 febbraio un incontro dedicato alla Russia che ha riscosso un grande successo di pubblico. Un’ulteriore conferma che la Federazione Russa continua ad attrarre positivamente le aziende ticinesi che sono particolarmente interessate ad affacciarsi su questo mercato.

 

 

Dopo i tradizionali saluti introduttivi di Marco Passalia, vice direttore e responsabile del Servizio Export della Cc-Ti, ad aprire il business lunch è intervenuta Julie Bächtold, Deputy Head dello Swiss Business Hub Russia, che ha presentato la situazione economica russa – in ripresa – e i rapporti commerciali con la Svizzera che sono invece in diminuzione dal 2013. Le sfide da affrontare per entrare nel mercato russo sono diverse come ad esempio l’instabilità della situazione geopolitica, la logistica, le differenze culturali, la ricerca di partner commerciali, le scarse informazioni o le differenze culturali. Con un breve excursus storico Bächtold ha ricordato la politica russa che ha voluto sostituire le merci importate con prodotti ‘made in Russia’. La sostituzione delle importazioni può creare nuove opportunità per le aziende estere per alcuni settori specifici, per esempio quello agricolo o alimentare. La legislazione russa sulla sostituzione delle importazioni è molto dinamica: nuove leggi, statuti, risoluzioni vengono creati ogni anno o ogni mese, e le imprese straniere devono far fronte alle mutevoli condizioni del mercato e da una certa incertezza. Come sottolineato da Bächtold, lo Swiss Business Hub è attivo con grande impegno per offrire informazioni pratiche su questi aspetti ed aiutare le aziende ticinesi ad inserirsi nel mercato.

Infine, Julie Bächtold ha focalizzato l’attenzione sulla regione di Ekaterinburg, la quarta città della Russia. Vi sono infatti interessanti opportunità di business nel settore metallurgico, delle macchine o nell’industria estrattiva. È inoltre una regione interessante poiché ricca di forza lavoro e di solide infrastrutture. La Cc-Ti – come ha evidenziato Chiara Crivelli, Head of international desk – organizzerà una missione commerciale proprio a Ekaterinburg a fine settembre. Maggiori dettagli sulla missione saranno comunicati nelle prossime settimane e le aziende già potenzialmente interessate possono cominciare a contattare la Cc-Ti.

Il business lunch è in seguito proseguito con l’intervento di Anastasia Bratanchuk, Business consultant di CRIF, che ha esposto ai numerosi partecipanti alcune informazioni commerciali e significative per la valutazione delle aziende in Russia, ricordando quanto sia importante per chi desidera fare business all’estero, conoscere a fondo il proprio partner commerciale.

Come di consueto, l’evento-Paese ha ospitato anche una testimonianza aziendale attiva direttamente sul mercato. Ad interessare la platea è stato l’intervento di Julia Renaux, Client Relationship Manager di Black Pearl SA, un family office attivo in diversi parti del mondo, tra cui anche in Russia. “La maggior parte dei russi benestanti citati nella lista di Forbes possiede un family office“ ha dichiarato Renaux. Un business in espansione che deve saper valutare diversi aspetti, da quelli culturali, alle normative statali fino alla conoscenza del sistema formativo.

Al termine del business lunch vi è stato infine un momento più culturale e informativo grazie ad un breve seminario tenuto da Andrea Maurin e Tatiana Kern di TI Traduce che hanno sensibilizzato i partecipanti sugli usi e i costumi per chi vuole intraprendere una relazione con il mercato russo e, quindi, affacciarsi nel modo corretto con i partner commerciali.


Sponsor export

Le presentazioni
Business opportunities for Swiss (Ticino) companies despite of economic difficulties
Julie Bächtold, Deputy Head, Swiss Business Hub Russia
Informazioni commerciali disponibili e significative per la valutazione delle aziende in Russia
Anastasia Bratanchuk, Business consultant, CRIF
Il lato logistico delle spedizioni da e verso la Russia: un esempio pratico
Angelo Betto, direttore operativo e Gaetano Loprieno, resp. ufficio commerciale, Cippà Trasporti SA
La testimonianza aziendale
Julia Renaux, Client Relationship Manager, Black Pearl SA
La prossima missione economica in Russia 
Chiara Crivelli, Head of the International Desk, Cc-Ti
Il Servizio di Teleticino sull’evento
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Curiosità
Nell’edizione 2016 di “Oltre i confini” sono state dedicate alcune puntate proprio sulla Russia e sulle aziende che si sono spinte in questo mercato.
Per rivedere la trasmissione vi invitiamo a cliccare direttamente al seguente link.

Alla ricerca del consenso

L’opinione di Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti

“Uno dei fatti per noi confortanti è stato il sì in controtendenza del Ticino alla Riforma fiscale.”

Il week-end di votazioni appena trascorso ha riservato non poche sorprese, su tutte ovviamente quella per noi negativa, benché non inaspettata, del rifiuto della Riforma III dell’imposizione delle imprese. Se un NO rientrava tra le ipotesi molto concrete, la sua entità è stata molto più netta del previsto, anche in cantoni che recentemente hanno lavorato intensamente sulla fiscalità con un buon consenso popolare (Lucerna su tutti). Verdetto inequivocabile, questa riforma non è piaciuta. I motivi sono molteplici e sono stati snocciolati nei commenti post-voto. Di tutti occorre tenere conto, ma ora va cercata velocemente una via consensuale che permetta di evitare una situazione di stallo e la relativa incertezza che, come noto, è il peggiore nemico dell’economia. Vi sarà modo di tornare sul tema e a una discussione fattuale. Uno dei fatti per noi confortanti è stato il Sì in controtendenza del Ticino.

Anche qui i motivi sono molteplici e non è il caso di abbandonarsi a trionfalismi. Il voto cantonale esprime però una sensibilità verso una riforma fiscale, ora tutta da definire secondo i parametri della situazione venutasi a creare dopo il 12 febbraio 2017. Ma comunque si dispone di una buona base per cercare di costruire qualcosa che possa mantenere il Ticino competitivo in un contesto internazionale estremamente concorrenziale e aggressivo. Tenendo ovviamente conto delle molte sensibilità emerse nel contesto della Riforma III appena bocciata e che taluni hanno ignorato. Perché la costruzione del consenso resta un elemento indispensabile nel nostro sistema, anche e soprattutto per sostenere progetti tecnicamente validi ma poco “digeribili” per complessità, incertezze vere e presunte ecc. Per terminare su una nota decisamente lieta, non posso non segnalare il netto SÌ popolare al nuovo fondo infrastrutturale per le strade (FOSTRA), che di fatto pone fine all’assurda contrapposizione fra strada e ferrovia in nome di una complementarietà essenziale per la mobilità moderna. Battaglia meno controversa della Riforma III, ma non per questo dall’esito scontato. Un segnale importante.

Export: garanzia di successo per le aziende ticinesi

È ormai puntuale e consolidato l’appuntamento annuale con i dati dell’inchiesta congiunturale della Cc-Ti. Per il 2016 vi è stato un trend generale positivo secondo le 281 aziende ticinesi che hanno risposto al sondaggio. Da rimarcare che si ricalcano i dati dell’anno precedente i quali hanno subito una scossa causata dall’effetto franco forte dell’inizio del 2014. In questo nostro breve articolo ci concentreremo sui dati inerenti il settore dell’export (un’analisi più dettagliata dell’inchiesta congiunturale è disponibile alle pagg. xxx di questa edizione di TicinoBusiness). L’andamento degli affari – dal 2012 al 2016 – indica chiaramente che le aziende esportatrici mantengono un’evoluzione stabile; negli ultimi sei mesi pure positiva. Tutta l’economia ticinese ha avuto un crollo nel 2014 a seguito del cambio franco-euro, ma secondo i dati emerge in modo netto come chi opera nell’export ha sì avuto un leggero calo, ma si è subito ripreso, anzi ha superato il livello dell’andamento degli affari rispetto al 2014. Diverse invece le cifre per chi non esporta o esporta molto poco: si constata infatti che tali aziende hanno subito una diminuzione importante e oggi fanno ancora fatica a ritornare nelle cifre positive. Risulta quindi fondamentale l’internazionalizzazione che permette ai nostri imprenditori di diversificare il mercato e di non essere legati ad una situazione economica che può subire tutto ad un tratto – com’era successo ad inizio 2014 con il cambio della nostra valuta – un grave contraccolpo.

Nell’inchiesta congiunturale sono state suddivise le aziende a seconda del loro grado di export: 0%, dall’1 al 20%, dal 21% al 79% e chi esporta quasi interamente i propri prodotti (dall’80% al 100%).  È interessante quanto emerge sulla correlazione effettivi del personale-esportazione e di quanto il fattore export sia fondamentale per la crescita di un’azienda. Il 19% che si dedica quasi interamente all’internazionalizzazione ha indicato nell’inchiesta congiunturale che per il 2017 vi sarà un aumento di personale. Una percentuale maggiore rispetto a color che si rivolgono al solo mercato interno. L’export si declina quindi in più aspetti positivi che vanno da un aumento generale della cifra d’affari a un ampliamento conseguente nell’effettivo del personale.

Internazionalizzare vuol dire anche avere rapporti diretti con gli altri mercati a livello internazionale. I principali partner commerciali della Svizzera sono naturalmente le nazioni che ci circondano e quindi soprattutto l’Unione Europea. L’inchiesta congiunturale della Cc-Ti si è soffermata anche sugli Accordi bilaterali e ha valutato la loro importanza per le aziende ticinesi. Il 71% risultano essere direttamente toccate da questi trattati nel business quotidiano, una cifra importante dato che non sono stati presi in considerazioni fattori come la libera circolazione delle persone e quindi della facilità di assumere personale estero. Le aziende esportatrici sarebbero le più toccate da un’eventuale caduta degli accordi bilaterali tanto che il 36% segnala addirittura conseguenze gravi. Fa riflettere il dato delle aziende ticinesi che invece non esportano che sarebbero in ogni caso toccate nella misura del 47%. Possiamo supporre, anche se non ne siamo certi, che questi imprenditori hanno una relazione commerciale in import con fornitori dell’Unione Europea e che le relazioni commerciali con l’UE sono quindi altrettanto fondamentali.

Concludendo ribadiamo quanto sia fondamentale l’internazionalizzazione per le aziende ticinesi: garantisce una diversificazione dei mercati e ampia le possibilità di business favorendo la crescita imprenditoriale.  La Cc-Ti e S-GE forniscono informazioni aggiornate in ambito export e rimangono sempre volentieri a disposizione dei propri associati per ulteriori informazioni in merito.

Monica Zurfluh, responsabile S-GE per la Svizzera italiana
Marco Passalia, vice direttore e responsabile Servizio Export Cc-Ti

Tutti i risultati dell’inchiesta congiunturale della Cc-Ti sono disponibili online. Buona lettura!

Raccomandazioni di voto della Cc-Ti

In vista delle votazioni federali e cantonali del 12 febbraio 2017, la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino (Cc-Ti) raccomanda 2 sì in materia federale e 3 sì per i temi cantonali che toccano il risanamento delle finanze.

La Cc-Ti sostiene la Riforma III dell’imposizione delle imprese al fine di mantenere la competitività della piazza economica svizzera. La riforma è stata infatti concepita per rendere il sistema elvetico compatibile con i nuovi standard internazionali e per mantenere la nostra piazza attrattiva per le varie attività economiche. Tutte le aziende attualmente assoggettate ad un’imposizione ordinaria beneficerebbero di una riduzione fiscale e, parallelamente, le società al beneficio di un’imposizione speciale vedrebbero il loro carico fiscale aumentare e allinearsi a quello normalmente applicato. L’adattamento delle regole permette di mantenere un contesto affidabile, fondamentale per gli investimenti e i posti di lavoro in Svizzera. In un contesto internazionale fortemente competitivo, è importante ribadire l’affidabilità delle regole elvetiche ed evitare ogni incertezza che potrebbe portare numerose aziende a scegliere di investire su altre piazze economiche. Votare sì significa quindi votare a favore di un sistema equilibrato, rispettoso del federalismo e decisivo per il mantenimento degli impieghi in Svizzera e in Ticino.

La Cc-Ti è favorevole pure al Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA), grazie al quale potranno finalmente essere completati importanti progetti come il collegamento A2-A13 per il Ticino. Con questo fondo si assicura la complementarietà tra i mezzi di trasporto; nel 2014 è stato infatti approvato in votazione popolare il progetto per il finanziamento e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria (FAIF). Il fondo FOSTRA rappresenta a livello stradale quello che il progetto FAIF rappresenta per la ferrovia, che è stato pure fortemente sostenuto dagli ambienti economici. Infine il FOSTRA permetterà la realizzazione dei Programmi di agglomerato di terza generazione (sviluppo di ciclopiste, lo sgravio dei quartieri residenziali, il miglioramento della sicurezza, sostegno alla mobilità aziendale, …). In conclusione, sì al FOSTRA per garantire una rete viaria affidabile al nostro paese e per gestire in modo più razionale i trasporti a vantaggio della qualità di vita della popolazione svizzera e ticinese!

3 sì alle modifiche di legge volte al risanamento delle finanze cantonali

Il 12 febbraio saremo chiamati ad esprimerci anche su 3 temi che concernono direttamente il riequilibrio delle finanze cantonali: la modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria, la modifica della Legge sull’assistenza e cura a domicilio e la modifica della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali. Tutte e tre le misure si inseriscono nelle manovre di risanamento delle finanze cantonali e andranno a migliorare lo stato di salute dei conti pubblici, senza mettere a rischio la qualità dei servizi e delle prestazioni fornite alla popolazione.

La Cc-Ti sostiene queste manovre e per queste ragioni raccomanda di votare sì alle 3 modifiche di legge proposte da Governo e Parlamento.