Generazioni d’impresa a confronto, per creare valore

Mettere in relazione idee innovative, competenze imprenditoriali ed esperienza aziendale per generare nuove opportunità sul territorio. È stato questo il filo conduttore di “Startup & Imprese: connessioni che creano valore”, l’evento tenutosi lo scorso 23 settembre 2026, promosso congiuntamente dalla Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino e dall’USI Startup Centre.

L’incontro ha riunito imprenditori, rappresentanti di istituzioni e protagonisti dell’ecosistema dell’innovazione, offrendo uno spazio concreto di dialogo tra startup e aziende già affermate. Due realtà che operano con caratteristiche e prospettive differenti, ma che proprio attraverso il confronto possono trovare importanti occasioni di crescita reciproca.

A portare il saluto istituzionale della Cc-Ti è stato il Direttore operativo Michele Merazzi, che ha successivamente preso parte alla tavola rotonda.

L’innovazione nasce dall’incontro

Alla base della collaborazione tra la Cc-Ti e l’USI Startup Centre vi è una convinzione condivisa: l’innovazione non dipende solo dalla tecnologia o dalla disponibilità di capitali, ma nasce dalla capacità di mettere in contatto persone, conoscenze ed esperienze diverse, creando ponti e sinergie.

Le startup portano nuovi modelli di business, tecnologie emergenti e disponibilità a sperimentare soluzioni divergenti. Le aziende dispongono invece di competenze manageriali, conoscenza dei mercati, reti strutturate e capacità organizzative sviluppate nel tempo.

Creare occasioni di dialogo tra questi due mondi significa favorire uno scambio che può produrre benefici per entrambe le parti. Le imprese possono confrontarsi con chi ha già affrontato le difficoltà legate alla gestione e alla crescita aziendale. Le realtà più strutturate possono invece entrare in contatto con approcci nuovi, talenti e soluzioni capaci di accelerare i propri percorsi di innovazione.

L’obiettivo non è solo quello di affiancare due categorie di organizzazioni, ma di costruire legami tra competenze complementari, facendo emergere collaborazioni commerciali, partenariati strategici, progetti comuni e possibili opportunità di investimento.

Dalle esperienze concrete al confronto aperto

La formula dinamica dell’evento ha permesso di tradurre questi principi in esempi reali. Una serie di brevi dialoghi tra startup e aziende ha illustrato come la collaborazione possa svilupparsi nella pratica, mettendone in evidenza opportunità, sfide e condizioni di successo.

Tra le esperienze presentate figuravano il confronto tra Hoxell ed Ente Ospedaliero Cantonale (per cui sono intervenuti: Tania Antoniou, Responsabile dei Servizi Alberghieri, Ente Ospedaliero Cantonale; Federico Umberto Mion, DBA, Vice Capo Area Finanze e Controlling, Ente Ospedaliero Cantonale & Responsabile Finanze e Amministrazione, Ospedale Regionale di Lugano, Istituto di Neuroscienze Cliniche della Svizzera Italiana, Istituto di Scienze Farmacologiche della Svizzera Italiana; Davide Bernasconi, COO & Co-Founder, Hoxell e Paolo Orsatti, Membro del CdA, Hoxell) e quello tra DEC Energy e BancaStato (dove hanno portato la loro esperienza Luca Bordonzotti, Sustainability Manager, Banca dello Stato del Cantone Ticino e Nicola Scarinzi, CEO & CO-Founder, DEC Energy). I dialoghi hanno consentito di osservare da vicino come organizzazioni con dimensioni, storie e modalità operative differenti possano trovare terreni comuni sui quali sperimentare e innovare.

Il programma è proseguito con una tavola rotonda moderata da Paolo Rossi, già Direttore AET e AEM. Il coinvolgimento del pubblico ha ulteriormente arricchito la discussione.

La parte conclusiva ha dato continuità al dialogo in un contesto informale. Il networking non ha rappresentato soltanto un momento conviviale, ma una componente centrale dell’evento.

Il ruolo della Cc-Ti

Quest’evento rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di collaborazione tra Cc-Ti e USI Startup Centre, accomunati dall’intento di sostenere l’imprenditorialità innovativa e rafforzare i collegamenti tra ricerca, talenti e mondo economico, dopo l’accordo quadro di collaborazione siglato nel dicembre del 2023.
Ricordiamo anche i numerosi profili di nuove realtà incubate nell’USI Startup Centre, che vengono raccontati periodicamente su ogni edizione della rivista economica della Cc-Ti, Ticino Business.


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La sicurezza informatica è una responsabilità condivisa

La tecnologia è diventata una componente essenziale dell’attività quotidiana di aziende ed organizzazioni. Questa evoluzione ha aperto nuove opportunità di sviluppo e innovazione, ma ha anche reso necessario prestare maggiore attenzione alla protezione di dati, sistemi e infrastrutture. Abbiamo parlato di sicurezza informatica nell’evento dedicato, svoltosi il 22 settembre a Lugano, organizzato dalla Cc-Ti, in collaborazione con la Polizia Cantonale.

Da sinistra i relatori intervenuti: Commissario Stefano Marelli e Ispettore principale Roland Lucini, Polizia Cantonale

Quando si parla di cibersicurezza, spesso si pensa esclusivamente a software o antivirus. In realtà, uno degli elementi più importanti resta il fattore umano. Molti episodi di compromissione informatica non derivano infatti da vulnerabilità tecniche, bensì da azioni compiute inconsapevolmente dagli utenti: un messaggio apparentemente affidabile, una richiesta fraudolenta o una semplice disattenzione possono essere sufficienti per aprire la porta a uno o più attacchi.

Per rafforzare la consapevolezza su questi temi, la Cc-Ti collabora con la Polizia Cantonale e ha presentato il secondo appuntamento intitolato “Sicurezza informatica in ambito lavorativo” rivolto al personale di aziende e associazioni ticinesi (il primo appuntamento si è svolto a Balerna il 29 aprile 2026).

L’iniziativa nasce con l’intento di diffondere una cultura della prevenzione e fornire strumenti pratici per affrontare in modo corretto le sfide della sicurezza informatica.
Davanti a oltre 40 partecipanti, sono intervenuti Roland Lucini, Ispettore principale, addetto alla prevenzione, Dipartimento delle Istituzioni – Polizia Cantonale, Servizio comunicazione, media e prevenzione; e Stefano Marelli, Commissario, sostituto capo sezione della Sezione Analisi Tracce Informatiche, Dipartimento delle Istituzioni – Polizia Cantonale, Polizia Giudiziaria.

Attraverso esempi concreti e situazioni tratte dalla realtà, gli incontri permettono di conoscere le modalità operative dei criminali informatici e di acquisire comportamenti più sicuri sia sul posto di lavoro sia nella vita privata. Particolare attenzione viene dedicata al riconoscimento delle minacce più diffuse, tra cui phishing, truffe online, social engineering, accessi non autorizzati e altre tecniche utilizzate per sottrarre dati o compromettere sistemi informatici.


È possibile rileggere quanto emerso nel precedente appuntamento:


Scoprite il terzo appuntamento con “Sicurezza informatica in ambito lavorativo – Locarno”, il prossimo 30.10.2026.
Iscrizioni aperte
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Primi attestati federali per gli “Specialisti in commercio estero” in Ticino

Tutte le partecipanti alla prima edizione del corso preparatorio all’esame di “Specialista in commercio estero con attestato professionale federale” hanno superato l’esame finale. Questo percorso formativo è gestito dalla Cc-Ti insieme alla SSIB – Swiss School for International Business (di cui la Cc-Ti è azionista).

Le corsiste il giorno dell’esame federale

Gli specialisti in commercio estero svolgono un ruolo fondamentale per le aziende che operano sui mercati internazionali. Grazie a competenze altamente qualificate nel commercio e nel traffico transfrontaliero di merci e servizi, sono in grado di assumere responsabilità operative e dirigenziali nell’ambito dell’import e dell’export, contribuendo concretamente alla competitività aziendale in un contesto globale sempre più complesso e caratterizzato da incertezze geopolitiche e sfide normative.

Tra i loro principali compiti figurano la pianificazione e l’organizzazione dei trasporti internazionali attraverso tutte le modalità di trasporto, il coordinamento con reparti interni e partner commerciali esterni e la garanzia che merci e servizi siano consegnati alla clientela in modo puntuale ed efficiente.

Questi professionisti possiedono inoltre solide conoscenze delle regole d’origine, delle prescrizioni doganali, degli ostacoli al commercio e delle normative IVA. Sono quindi in grado di gestire correttamente le procedure di sdoganamento e la relativa documentazione, nonché di identificare e mitigare i rischi connessi al commercio internazionale, adottando le misure più adeguate a tutela degli interessi aziendali.

Le loro competenze si estendono anche alla verifica delle offerte, al controllo della redditività delle operazioni e alla negoziazione con i fornitori di servizi logistici, selezionati secondo criteri economici e imprenditoriali.

A contraddistinguerli sono infine una forte capacità di pensiero sistemico, elevate competenze metodologiche, sociali e personali e l’utilizzo di strumenti digitali moderni che consentono una gestione efficace dei processi e dei mandati.

Hanno superato brillantemente gli esami federali, conseguendo il titolo di Specialista in commercio estero con attestato professionale federale (in ordine alfabetico): Lisia Berta, Sonia Giordano, Roberta Lanini, Veronica Morabito e Marzia Sartorato.

Abbiamo raccolto le testimonianze delle nuove Specialiste in commercio estero con attestato professionale federale, che raccontano le loro esperienze, condivise per ispirare nuove idee.


Roberta Lanini, Linnea SA
Ho scelto di investire nel percorso di “Specialista in commercio estero” per ragioni personali e professionali. Ad oltre 20 anni da Laurea e Master e aver cresciuto due figlie lavorando, il conseguimento del Diploma Federale è il coronamento di un percorso per formalizzare decenni di esperienza con una qualifica ufficiale. È la base per ambire a ruoli dirigenziali, guidare team internazionali ed unire le nozioni teoriche a progetti e casistiche aziendali. La formazione tratta competenze in quattro macroaree: dogane, economia, finanza/logistica e
diritto. L’impegno richiesto è elevato, l’esame è complesso, ma la qualità delle lezioni è di alto livello. L’ottenimento del Diploma fornisce oltre a grande soddisfazione, un titolo riconosciuto dalla Confederazione e altamente stimato da aziende svizzere ed internazionali.

Veronica Morabito, Pagani Pens SA
Il conseguimento dell’attestato professionale federale rappresenta per me il risultato di un percorso intenso, affrontato conciliando lavoro, studio e famiglia. Lavorando in Pagani Pens, ho potuto applicare concretamente molte delle competenze acquisite. Porterò con me non solo le conoscenze maturate, ma anche il prezioso confronto con le compagne di corso, con cui si è creato un clima di collaborazione, sostegno e condivisione che ha reso questa esperienza ancora più significativa.

Sonia Giordano
All’inizio del corso mi ero prefissata l’obiettivo di ampliare le mie competenze in ambito internazionale, acquisendo strumenti aggiornati per comprendere meglio le dinamiche del commercio globale. Le nuove conoscenze apprese rappresentano un valore concreto per la mia azienda: permettono di migliorare la qualità del supporto offerto ai clienti, ottimizzare i processi legati all’import/export e contribuire allo sviluppo di soluzioni più efficienti. Grazie a queste competenze posso sostenere in modo più strategico la crescita del nostro reparto e dell’intero gruppo.

Lisia Berta, Agie Charmilles
La specializzazione in commercio estero ha rappresentato un’importante opportunità di crescita professionale. Durante la formazione ho approfondito le principali tematiche del commercio internazionale, dalle procedure doganali, agli aspetti giuridici e finanziari. Il confronto con docenti e colleghi ha arricchito il percorso grazie allo scambio di esperienze e conoscenze. Il conseguimento dell’esame professionale federale ha coronato un periodo impegnativo ma gratificante, consolidando le mie competenze e ampliando la mia visione del commercio globale.

Marzia Sartorato Albertini, Agie Charmilles
Il corso per Specialista in Commercio Estero ha rappresentato un’importante opportunità di crescita professionale. Il mio obiettivo era approfondire la conoscenza della realtà svizzera, delle direttive e della legislazione che regolano le attività di Order Processing, aspetti che conoscevo solo in parte avendo studiato all’estero. Il superamento dell’esame federale, particolarmente impegnativo e tutt’altro che scontato, è stato una grande soddisfazione personale e professionale. Le competenze acquisite mi permettono oggi di svolgere le attività quotidiane con maggiore sicurezza, garantendo il rispetto delle normative e una collaborazione più efficace tra i diversi reparti.

Competenza, indipendenza e metodo al servizio degli acquisti delle PMI

Un incontro per conoscere da vicino Melioris SPP SA e approfondire il ruolo sempre più strategico degli acquisti nelle imprese. Competenze specialistiche, conoscenza dei mercati e metodo diventano strumenti per sostenere il controllo delle spese, rafforzare l’organizzazione acquisti e generare valore.
La presentazione di Melioris SPP SA che si è tenuta l’8 settembre 2026, ha offerto l’occasione per riflettere su un tema sempre più centrale per le imprese: l’evoluzione del procurement da funzione operativa a leva strategica. In un contesto economico segnato da volatilità dei mercati, aumento dei costi energetici, tensioni geopolitiche, nuove esigenze regolatorie e crescente attenzione alla sostenibilità, acquistare bene significa oggi molto più che ottenere il prezzo migliore. Significa saper leggere il mercato, comprendere i rischi, costruire relazioni solide e contribuire alla continuità e alla competitività aziendale.

Gli spunti emersi durante l’incontro hanno messo in evidenza un cambiamento profondo

La funzione acquisti non può più essere considerata un’attività puramente amministrativa o transazionale. Il buyer diventa sempre più una figura di raccordo tra le esigenze interne delle aree specialistiche e il mercato esterno dei fornitori. Una funzione di interfaccia che richiede competenze negoziali, capacità di analisi, conoscenza dei mercati, gestione del rischio, esperienza nei progetti non standard e sensibilità relazionale.

Per le PMI, questa evoluzione non significa necessariamente replicare i modelli organizzativi delle grandi aziende. Al contrario, ogni impresa è chiamata a individuare una soluzione coerente con la propria realtà, valutando l’impatto degli acquisti sul business, la continuità dei fabbisogni, il livello di specializzazione richiesto e le competenze disponibili internamente. In questa prospettiva, un accompagnamento specialistico può aiutare le aziende a strutturare il percorso: dall’analisi delle necessità alla lettura del mercato di acquisto, dalla definizione della strategia alla selezione dei fornitori, fino all’attuazione e alla verifica dei risultati.

Il confronto con le testimonianze aziendali ha permesso di calare questi principi in contesti concreti, mostrando come le sfide legate agli acquisti assumano forme diverse a seconda del settore, della complessità dei mercati e del ruolo dei fornitori nella catena del valore.

Dalle esperienze condivise è emersa la varietà delle sfide con cui le aziende si confrontano quotidianamente. Nel settore farmaceutico, qualità, continuità e controllo dei fornitori sono fattori imprescindibili. Nell’alimentare, cambiamento climatico, disponibilità delle materie prime e pressione sui margini rendono sempre più importante diversificare le fonti di approvvigionamento. Nell’industria di precisione, la complessità tecnica dei componenti richiede un dialogo costante tra acquisti, sviluppo, ingegneria, qualità e partner esterni.

Un tema trasversale ha riguardato il delicato equilibrio tra esternalizzazione e controllo. Affidarsi a competenze esterne può essere una scelta necessaria e utile, soprattutto quando mancano risorse o strumenti interni. Tuttavia, ciò che non può essere delegato è la responsabilità di governo: l’impresa deve mantenere la capacità di valutare, monitorare e controllare ciò che affida a terzi. In questo contesto, l’indipendenza rispetto ai fornitori e l’obiettività delle analisi e delle raccomandazioni rappresentano condizioni essenziali per rafforzare il valore aggiunto degli acquisti in seno all’azienda.

Il supporto specialistico può tradursi in attività molto concrete: ricerca di nuovi fornitori, analisi dei portafogli fornitori, confronto dei prezzi benchmark, introduzione di criteri di sostenibilità nei capitolati d’oneri e accompagnamento nelle fasi di transizione. Un insieme di interventi orientati a conseguire risparmi ricorrenti, mantenendo al contempo la qualità dei prodotti e dei servizi acquistati.

La resilienza è stata uno dei concetti chiave dell’incontro. Le imprese sono sempre più chiamate a interrogarsi su quali fornitori siano davvero critici, dove esistano dipendenze difficili da sostituire e quali rischi debbano essere monitorati con maggiore attenzione. La solidità della catena di fornitura non è solo un tema tecnico o di compliance, ma una condizione essenziale per garantire continuità operativa, capacità di adattamento e crescita nel tempo.

Anche la tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, può offrire nuove opportunità. Strumenti di analisi, visibilità e supporto decisionale diventano sempre più accessibili anche alle PMI, aiutando le imprese a comprendere meglio i propri dati e a prendere decisioni più informate. Resta però centrale il giudizio umano: la tecnologia accelera e supporta, ma non sostituisce la conoscenza del contesto, l’esperienza e la qualità delle relazioni.

Uno sguardo specifico è stato dedicato anche all’energia, ambito in cui l’approccio agli acquisti deve diventare sempre più strategico. Non si tratta soltanto di cercare condizioni economiche favorevoli, ma di analizzare i consumi, individuare possibilità di ottimizzazione, valutare autoproduzione, stoccaggio, spostamento dei carichi e acquisto mirato dell’energia residua. Una visione integrata, che coinvolge competenze tecniche, finanza, direzione, sostenibilità e procurement.

Il messaggio conclusivo è chiaro: per le PMI, il procurement rappresenta oggi una leva strategica per rafforzare competitività, resilienza e capacità di affrontare il cambiamento. Non esiste un modello unico, ma vi è la necessità di costruire approcci proporzionati, flessibili e coerenti con la propria realtà aziendale. La presentazione di Melioris SPP SA ha permesso di evidenziare proprio questa esigenza: trasformare gli acquisti da semplice centro di costo a funzione capace di generare valore, collegando bisogni interni, mercati, fornitori, rischi, tecnologie e decisioni aziendali.

DgCheck: al servizio delle competenze digitali per il futuro delle imprese

La trasformazione digitale non è più un orizzonte lontano, ma una realtà che oggi ridefinisce il modo in cui le imprese ticinesi operano, organizzano i processi e competono sul mercato. L’accelerazione tecnologica, la diffusione dell’intelligenza artificiale e l’evoluzione delle modalità di collaborazione stanno modificando in profondità il contesto lavorativo, rendendo la capacità di adattamento un fattore decisivo.

Ma, al di là degli investimenti in tecnologie moderne, resta spesso aperta una questione fondamentale: la reale disponibilità di competenze digitali all’interno delle organizzazioni e la loro adeguatezza rispetto alle sfide future. Molte aziende ticinesi hanno già avviato percorsi di digitalizzazione, altre faticano a tradurre il cambiamento in risultati concreti. Da entrambi i casi emerge un elemento ricorrente: senza una chiara conoscenza delle competenze presenti, la digitalizzazione rischia di ridursi a un insieme di iniziative frammentate prive di visione o reale impatto strategico.

Dalla rilevazione delle competenze …

In risposta a queste sfide nasce DgCheck, sviluppato nell’ambito di un progetto finanziato dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI). L’obiettivo è quello di offrire un modello di accompagnamento alla digitalizzazione delle imprese ticinesi, attraverso la rilevazione delle competenze digitali esistenti e l’orientamento mirato dell’offerta formativa.

Promosso dalla Società degli impiegati di commercio (SIC Ticino) e avviato nel 2023, DgCheck ha attraversato una fase pilota articolata che ha coinvolto sei realtà aziendali del territorio. L’esperienza maturata evidenzia con chiarezza come la digitalizzazione non consista semplicemente nell’introduzione di nuovi strumenti, ma rappresenti un processo trasversale che coinvolge tutta l’organizzazione.
Se da un lato le competenze digitali di base risultano generalmente consolidate, le principali lacune riguardano la gestione di contenuti complessi e, soprattutto, l’utilizzo strategico e consapevole. Per colmare questo divario tra uso operativo e visione strategica c’è DgCheck. Attraverso una metodologia di coaching aziendale strutturata, il servizio consente di identificare i fabbisogni formativi sostenere le imprese nel costruire piste di sviluppo coerenti con gli obiettivi e le esigenze operative delle imprese, facilitando al contempo una lettura più chiara del capitale di competenze interne.

… alla governance del digitale: una sfida ancora aperta

Accanto al tema delle competenze emerge con forza un secondo aspetto, meno visibile ma altrettanto determinante: la governance del digitale. In molte aziende manca ancora una visione condivisa su come integrare il digitale nei processi e sui percorsi di sviluppo delle competenze, rendendo più complesso anche il lavoro di chi è chiamato a pianificare la crescita professionale dei collaboratori.
Le iniziative si moltiplicano, ma senza una cornice strategica il rischio è duplice: da un lato una formazione frammentata e poco incisiva, dall’altro una crescente difficoltà dei collaboratori nel comprendere il proprio ruolo in un contesto in continua evoluzione, ulteriormente accelerato dall’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi di lavoro.
In questo scenario, servizi come DgCheck assumono diventano rilevanti, contribuendo a costruire una base comune di lettura delle competenze digitali. Nel tessuto economico ticinese, la disponibilità di strumenti strutturati di analisi e accompagnamento rappresenta infatti un fattore abilitante per la competitività futura.
Guardando al futuro, la gestione delle competenze digitali non può essere considerata un semplice aggiornamento tecnico, ma deve diventare una componente centrale dello sviluppo aziendale. Il vero vantaggio competitivo non risiederà tanto nella rapidità di adozione delle tecnologie, quanto nella capacità di conoscere, valorizzare e sviluppare il proprio capitale di competenze digitali.

DgCheck si configura come servizio a disposizione delle imprese per trasformare la rilevazione delle competenze digitali in scelte operative lungimiranti, orientando la formazione sulla base di evidenze concrete e priorità reali, offrendo un punto di partenza concreto per chi deve prendere decisioni in ambito formativo e di sviluppo del personale. Una chiave di lettura essenziale per affrontare con consapevolezza un contesto in continua evoluzione.

A che punto siete con il digitale?
La trasformazione digitale sta cambiando rapidamente tecnologie, processi e modelli di lavoro. Per le aziende, sviluppare le competenze necessarie ad affrontare questi cambiamenti è diventato un fattore sempre più strategico. Cc-Ti e SIC Ticino organizzano un incontro per presentare DgCheck – Coaching d’impresa per la formazione continua, il servizio sviluppato da SIC Ticino con il sostegno della SEFRI per accompagnare le aziende nel rilevamento delle competenze digitali dei collaboratori e nell’individuazione dei bisogni formativi. Risultati del progetto, testimonianze delle aziende madrine e momenti di confronto offriranno spunti concreti per orientare la formazione continua in azienda.
Dettagli: 12 novembre 2026, dalle ore 15.30 presso la Scuola Cantonale di Commercio a Bellinzona. Iscrizioni entro il 31 ottobre 2026.
Maggiori informazioni

Articolo a cura di Sabrina Guidotti (Direttrice SIC Ticino) e Luca Albertoni (Direttore Cc-Ti)

La Cc-Ti al fianco della formazione professionale e dei giovani talenti

Giovani talenti, competenze digitali e collaborazione tra economia, scuola e istituzioni: la formazione professionale si conferma una leva fondamentale per il futuro del Cantone.

Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti e Michele Merazzi, COO Cc-Ti

La premiazione degli apprendisti e delle apprendiste che hanno concluso con successo la formazione 2025/2026 nei percorsi di informatico AFC, mediamatico AFC e operatore informatico AFC conferma il valore strategico della formazione professionale per il futuro economico del nostro Cantone. In un mercato del lavoro sempre più digitale e in rapida evoluzione, competenze qualificate sono essenziali per accompagnare le imprese nelle sfide della modernizzazione e dell’innovazione.

Lo ha sottolineato anche Luca Albertoni, direttore della Cc-Ti e presidente di ICT-Formazione professionale della Svizzera italiana, ricordando come entro il 2033 saranno necessari oltre 54’000 nuovi professionisti ICT. Un dato che evidenzia l’importanza di investire oggi nella crescita dei giovani, nella qualità dei percorsi formativi e nella collaborazione tra scuola, istituzioni, associazioni professionali e mondo economico.

La serata ha permesso di valorizzare non solo i risultati scolastici, ma anche le competenze tecniche e pratiche maturate durante il percorso formativo. Tra i giovani distintisi nei campionati regionali ICT figurano Yannik Ramser nella categoria Software Applications Development, Alan Gregorio nelle Web Technologies e Manuel Caimmi nel Cloud Computing. Particolarmente significativo è inoltre il risultato ottenuto in vista degli SwissSkills 2026: quattro giovani ticinesi – Alan Gregorio, Nemanja Zecevic, Robin Sartore e Amos Haefliger, tutti della SAMT di Trevano – si sono qualificati nella categoria Web Technologies, portando il talento ticinese sulla scena nazionale.

Questi risultati si inseriscono in un impegno più ampio e costante della Cc-Ti a favore della formazione professionale. Un impegno che Michele Merazzi, Chief Operations Officer della Cc-Ti, rappresentante del Cantone Ticino nel Consiglio di fondazione degli SwissSkills e nuovo membro della Commissione cantonale per la formazione professionale in rappresentanza della Camera di commerco e dell’industria del Cantone Ticino, ha più volte richiamato con forza: la formazione professionale è una leva decisiva per la competitività economica e la coesione sociale. Gli SwissSkills ne sono una dimostrazione concreta, perché rendono visibile il valore del sistema duale, la qualità delle competenze trasmesse dalle aziende formatrici e il ruolo essenziale delle associazioni di categoria.

Per la Cc-Ti, promuovere la formazione significa creare le condizioni affinché ogni giovane possa trovare la propria strada, sviluppare il proprio talento e inserirsi con fiducia nel mondo del lavoro. L’apprendistato non è una scelta di ripiego, ma un percorso di valore, moderno e aperto, capace di offrire prospettive concrete anche grazie alle passerelle verso la formazione superiore. Il successo dei giovani premiati e dei candidati ticinesi qualificati agli SwissSkills è quindi motivo di orgoglio e, al tempo stesso, uno stimolo a rafforzare la collaborazione tra economia, scuola e istituzioni.

Guardando al futuro, la sfida sarà continuare a valorizzare le professioni, coinvolgere sempre più giovani e accompagnare le imprese nella trasmissione delle competenze di cui il territorio avrà bisogno. La Cc-Ti intende restare un attore attivo di questo processo, ascoltando le esigenze dell’economia, sostenendo le associazioni di categoria e promuovendo una cultura della formazione capace di riconoscere e far crescere i talenti del nostro Cantone.

In questa prospettiva, la formazione continuata rappresenta uno strumento essenziale per tutte le persone e per tutte le imprese: permette di aggiornare le competenze, anticipare i cambiamenti e rafforzare la capacità di affrontare con consapevolezza le sfide del mercato del lavoro. Le proposte della Cc-Ti, tra percorsi formativi strutturati e momenti di formazione puntuale, sono disponibili al seguente link: www.cc-ti.ch/formazione/.

Connessioni che generano valore: i nuovi soci al centro della rete Cc-Ti

La seconda edizione dell’incontro dedicato ai nuovi associati offre una preziosa occasione per conoscersi, condividere esperienze e costruire collaborazioni capaci di rafforzare l’economia ticinese.

Creare relazioni autentiche, mettere in circolo competenze e trasformare gli incontri in opportunità concrete: è con questo spirito che la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) ha accolto i nuovi soci in occasione della seconda edizione dell’appuntamento a loro dedicato. Il successo della prima esperienza ha confermato un’esigenza reale del tessuto imprenditoriale: disporre di spazi nei quali aziende diverse possano conoscersi, dialogare e avviare nuove sinergie.

La numerosa partecipazione ha dato forma concreta a questa volontà di apertura e confronto. Michele Merazzi, COO della Cc-Ti, ha guidato l’evento con professionalità e dinamismo, accompagnando i diversi momenti della serata e favorendo un dialogo costruttivo. Fondamentale, anche quest’anno, il sostegno della Federazione delle banche Raiffeisen del Canton Ticino, che ha rinnovato il proprio impegno a favore dell’iniziativa e ha scelto di aderire alla Cc-Ti, contribuendo così ad ampliare e consolidare la rete camerale.

La Camera di commercio è la sua comunità

Il messaggio centrale dell’incontro è semplice e, al tempo stesso, decisivo: la Camera di commercio vive attraverso le persone e le imprese che ne fanno parte. Non è soltanto una struttura organizzativa, ma una comunità unita dalla volontà di contribuire allo sviluppo economico del Cantone. La Cc-Ti rappresenta gli interessi dell’economia e favorisce lo scambio; il suo patrimonio più prezioso risiede negli associati e nel loro coinvolgimento.

Il networking come leva strategica

Il networking è uno dei temi più richiesti dai soci e costituisce un cardine dell’attività camerale. L’incontro fra realtà imprenditoriali differenti può generare nuove idee, collaborazioni e prospettive di crescita. Proprio la trasversalità della Cc-Ti rappresenta un punto di forza: imprese di dimensioni, settori e sensibilità diverse possono confrontarsi, riconoscere interessi comuni e costruire valore insieme.

In uno scenario economico in rapida evoluzione, fare rete non è soltanto un’opportunità, ma una necessità strategica. Nessuna impresa può affrontare da sola ogni cambiamento. Collegare persone, conoscenze ed esperienze significa moltiplicare le possibilità di risposta, accrescere la resilienza e rafforzare la competitività dell’intero tessuto economico ticinese.

Tre direttrici per costruire valore

  • Conoscersi: presentare la propria azienda, comprenderne le attività e le peculiarità e scoprire le competenze presenti nella rete.
  • Confrontarsi: condividere esperienze, esigenze e osservazioni per leggere con maggiore consapevolezza le trasformazioni in atto.
  • Collaborare: individuare affinità, sviluppare sinergie e tradurre i contatti in iniziative e opportunità concrete.

Una partecipazione che continua nel tempo

L’invito rivolto ai nuovi soci va oltre la singola serata: prendere parte alla vita associativa significa segnalare esigenze e criticità, avanzare proposte e contribuire all’evoluzione delle iniziative camerali. La Cc-Ti resta al fianco delle aziende per ascoltarle, rappresentarle e tradurne le istanze in azioni condivise. In questa prospettiva si inserisce anche la prossima Assemblea generale ordinaria del 16 ottobre, importante momento di informazione e dialogo sulla vita dell’organizzazione.

Ogni nuovo socio porta con sé competenze, visioni e possibilità: quando queste energie entrano in relazione, la rete si rafforza e contribuisce ad accrescere la capacità dell’economia ticinese di affrontare il futuro con fiducia, solidità ed entusiasmo.

Va incrementata la cultura della verifica

Le truffe basate sull’AI stanno aumentando: come proteggere l’azienda e il proprio business prima di diventarne vittime.

L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui le imprese lavorano e comunicano. Tuttavia, la stessa tecnologia che permette a una piccola o media impresa di automatizzare processi, scrivere contenuti, analizzare dati e servire meglio i clienti viene oggi utilizzata anche dai criminali informatici. Le truffe non sono più soltanto email piene di errori grammaticali o messaggi sospetti facilmente riconoscibili: grazie all’AI, diventano più credibili, personalizzate, rapide e difficili da individuare. L’uso dell’AI in frodi, phishing, deepfake e impersonificazioni aziendali è ormai una minaccia concreta per imprese di ogni dimensione.

Per le PMI, il rischio è particolarmente serio perché spesso dispongono di risorse limitate, team ridotti e procedure meno formalizzate rispetto alle grandi aziende. Un collaboratore amministrativo che riceve una falsa email dal “direttore”, un responsabile pagamenti che riceve una telefonata con voce clonata, o un venditore che clicca su un link inviato da un falso cliente possono causare danni economici, reputazionali e operativi rilevanti. Le frodi quali l’impersonificazione di dirigenti, fornitori o partner tramite email, sono già tra le minacce più costose per le aziende; gli esperti di cybersicurezza segnalano casi di false fatture, richieste urgenti di bonifico e modifiche fraudolente delle coordinate bancarie.

L’aspetto più insidioso è che l’AI rende queste truffe molto più convincenti. Un criminale può generare email perfette nella lingua della vittima, imitare il tono di un manager, creare un sito falso quasi identico a quello di un fornitore o persino clonare una voce da pochi secondi di audio disponibili online. I deepfake audio e video permettono di simulare una riunione, una telefonata o un messaggio vocale di una persona conosciuta, inducendo i dipendenti ad agire con urgenza.

Un altro fronte in rapida crescita è quello delle truffe sui social media e sulle piattaforme di messaggistica. I criminali possono raccogliere informazioni pubbliche su LinkedIn, Facebook, Instagram o siti aziendali per creare messaggi altamente personalizzati: conoscono nomi, ruoli, relazioni commerciali, eventi aziendali e perfino abitudini comunicative.

Oltre alla consueta (ed importantissima) predisposizione di difese tecnologiche e relative alla sicurezza (infrastruttura, hardware, software, ecc.), alla formazione del personale e ad una strutturazione processuale ed organizzativa efficiente, vogliamo qui attirare l’attenzione sull’esigenza di creare una cultura della verifica. Elemento centrale del pensiero critico, la verifica delle fonti comporta il processo di accertamento dell’attendibilità di un’informazione. Consiste nel consultare fonti primarie, incrociare i dati, valutare l’autore dell’articolo e verificare l’autenticità di immagini e video.

Promuovere questa cultura significa responsabilizzare le persone, aiutandole a riconoscere i segnali di una possibile manipolazione prima ancora di reagire al contenuto di una richiesta. In un contesto in cui l’intelligenza artificiale consente di rendere sempre più convincente ciò che è falso, la capacità di verificare diventa una competenza strategica tanto quanto quella di utilizzare gli strumenti digitali.

Le truffe basate sull’intelligenza artificiale stanno aumentando, non attaccano solo i computer, attaccano la fiducia, l’urgenza e l’abitudine delle persone.

Davanti a situazioni simili, in un’azienda ci si dovrebbe chiedere: “questa richiesta è normale, verificabile e coerente con le nostre procedure?”

Se la risposta è negativa, è opportuno fermarsi, effettuare ulteriori verifiche e segnalare la situazione. Le frodi alimentate dall’AI funzionano proprio perché sfruttano la pressione del tempo e una fiducia artificiosamente costruita. La migliore difesa consiste nel rallentare il processo decisionale nei momenti critici, soprattutto quando sono coinvolti pagamenti, accessi informatici, dati sensibili o modifiche delle coordinate bancarie.

In un mondo sempre più digitale, la tecnologia resta fondamentale, ma il primo e più efficace strumento di difesa continua a essere il giudizio critico delle persone.


Parleremo di queste e altre tematiche relative alla sicurezza informatica per le aziende nel ciclo di eventi organizzate con la partnership della Polizia Cantonale “Sicurezza informatica in ambito lavorativo“. I prossimi appuntamenti sono previsti:
– 22 settembre 2026, Spazi Cc-Ti, Lugano
– 30 ottobre 2026, Hotel Belvedere Locarno, Locarno – in collaborazione con Hotel Belvedere Locarno e SCIA

Altri approfondimenti

Formazione: Project management – una competenza strategica per le imprese

Il project management è oggi una competenza essenziale per le organizzazioni che vogliono affrontare cambiamento, innovazione e complessità senza perdere capacità di governo. Non riguarda soltanto tempi, costi e attività, ma il modo in cui un’azienda trasforma un’idea in risultato, coordina persone, prende decisioni e crea valore.

Il percorso “Esperto in project management con certificazione” – organizzato dalla Cc-Ti in collaborazione con l’Associazione Project Management Svizzera – e giunto alla seconda edizione, nasce da questa esigenza: offrire una preparazione concreta, strutturata e orientata all’applicazione. Il corso aiuta i partecipanti a leggere il progetto nella sua interezza: obiettivi, stakeholder, ambito, pianificazione, qualità, rischi, opportunità, comunicazione, leadership, cambiamento e valore per l’organizzazione.

La rilevanza di queste competenze è confermata dal World Economic Forum. Nel Future of Jobs Report 2025, il WEF evidenzia che entro il 2030 il lavoro sarà trasformato da tecnologia, transizione verde, cambiamenti demografici, AI, frammentazione geoeconomica e incertezza. Il rapporto prevede un saldo netto positivo di 78 milioni di posti di lavoro e indica i Project Manager tra le categorie professionali che contribuiranno alla crescita occupazionale netta.

In questo scenario, le imprese hanno bisogno di professionisti capaci di guidare iniziative, coordinare risorse e trasformare investimenti in risultati. Ogni organizzazione realizza progetti — digitalizzazione, nuovi prodotti, riorganizzazioni, sostenibilità — e senza metodo questi progetti disperdono energie. Con competenza, diventano leve di crescita.

Il corso si fonda su un’impostazione coerente con la famiglia ISO 21500 / ISO 21502, riferimento internazionale per ruoli, responsabilità e pratiche di project management. Questo allineamento valorizza un profilo professionale riconoscibile e spendibile in contesti internazionali, anche grazie all’adesione al sistema di mutuo riconoscimento Global ACI — cui aderisce anche lo Swiss Accreditation Service.

Il percorso si conclude con una certificazione delle competenze riconosciuta a livello internazionale. Non è soltanto un titolo: è uno strumento che rende visibile e verificabile la preparazione del Project Manager e che offre alle aziende la garanzia di poter contare su figure capaci di operare con metodo, autonomia e responsabilità.

Per il tessuto economico ticinese, investire in project management significa rafforzare una competenza trasversale oggi sempre più richiesta. Significa formare professionisti capaci di portare ordine dove c’è complessità, metodo dove c’è dispersione e valore dove c’è investimento. È una scelta che rafforza competenze, maturità organizzativa e capacità del territorio di affrontare le sfide future.

Il prossimo corso inizierà nel settembre 2026, abbiamo ancora posti a disposizione. Info e iscrizioni

(Articolo a cura di Antonio Bassi, Prof., Presidente Associazione Project Management Svizzera)


Le testimonianze dei corsisti della prima edizione

Sono davvero molto soddisfatta che in Ticino ci sia la possibilità di seguire un corso strutturato e qualificante in project management. Il corso proposto dalla Camera di Commercio risponde, infatti, molto bene alle mie esigenze lavorative e di crescita professionale, perché offre una base tecnica solida e concreta che si può mettere subito in pratica. Già dopo poche lezioni mi ha permesso, infatti, di acquisire maggiore consapevolezza e sicurezza e di guardare ai progetti di cui mi occupo con un approccio più ordinato e consapevole. Nel lavoro di tutti i giorni spesso si tende a dare per scontati molti aspetti gestionali e si pensa di “saper fare” project management (almeno io lo pensavo!). In realtà ho capito quanto siano fondamentali metodologie, strumenti e competenze precise, che non si possono improvvisare. Il fatto che le lezioni si svolgano in remoto è un grande vantaggio, perché mi consente di conciliare lo studio con il lavoro e la famiglia senza rinunciare alla qualità della formazione. Anche se si può perdere parte del lavoro di gruppo in presenza, il numero ridotto di partecipanti permette comunque una buona interazione a distanza. L’impegno richiesto è sicuramente elevato e, proprio per questo, credo che seguire con costanza le lezioni sia fondamentale.
Claudia Pugni, Stellantis

Ho deciso di intraprendere il percorso di “Esperto in project management con certificazione” con l’obiettivo di acquisire strumenti concreti per gestire in modo più strutturato ed efficace i progetti che sto sviluppando. Provenendo da un contesto fortemente operativo e orientato alla crescita, sentivo l’esigenza di rafforzare le mie competenze nella pianificazione, nella gestione delle risorse, nell’analisi dei rischi e nel controllo strategico dei processi. Le competenze apprese durante il corso stanno già avendo un impatto concreto sul mio approccio manageriale, migliorando la capacità di organizzare obiettivi, tempistiche, budget e coordinamento dei collaboratori. Ritengo che oggi, soprattutto per un professionista/imprenditore, saper gestire progetti in maniera professionale rappresenti un vantaggio competitivo fondamentale. Dal punto di vista formativo, l’esperienza si sta rivelando estremamente stimolante e di alto valore. Oltre alla qualità dei contenuti trattati, sto apprezzando molto il confronto con docenti e professionisti provenienti da settori diversi, che arricchisce ulteriormente il percorso con casi pratici e visioni differenti. È un’esperienza che consiglio a chiunque voglia sviluppare una mentalità più strategica, organizzata e orientata ai risultati.
Riccardo Lauria

Ho deciso di iscrivermi a questo corso di Project Manager mossa dal desiderio di portare un cambiamento concreto all’interno della piccola ONG per cui lavoro. Il mio obiettivo principale è rendere la nostra organizzazione più efficiente e strutturata, ottimizzando le risorse e i tempi per massimizzare l’impatto dei nostri progetti sociali. Le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte, se non superate: il corso è estremamente ben strutturato e approfondisce ogni argomento con grande cura. Un valore aggiunto fondamentale è rappresentato da Antonio Bassi, un docente eccellente capace di trasmettere competenze complesse in modo chiaro e stimolante. Sono certa che gli strumenti acquisiti mi permetteranno di gestire i flussi di lavoro in modo molto più professionale ed efficace.
Dr Scilla Roncallo, Little Scientists

I nostri nuovi diplomati

I percorsi formativi sono corsi di formazione costituiti da moduli interconnessi, che formano un vero e proprio approfondimento su una tematica specifica. Al termine si sostiene un esame finale e, al superamento dello stesso, viene rilasciato un attestato di frequenza Cc-Ti.

La classe “Competenze nel diritto del lavoro”

Competenze nel diritto del lavoro

“Competenze nel diritto del lavoro” è pensato per coloro che lavorano nel campo delle risorse umane e mirano ad ottenere solide competenze e qualifiche per esercitare una funzione di responsabile/assistente delle risorse umane e per svolgere attività qualificate legate all’ambito del diritto del lavoro.
La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato, nella foto da sinistra: Elisabetta Ciocca (Guess Europe Sagl), Patrizia Libri (My Way Services SA), Mari Anna Oliva (Luxury Goods International SA), Samantha Martinelli (Ferrovia Monte Generoso SA), Cristina Ferrari (Brogioli SA), Samari Yasaman (Traila AG).
La formazione è stata condotta dalle avvocate Roberta Bazzana-Marcoli e Rosella Chiesa-Lehmann, che hanno fornito le basi per maturare conoscenze e strumenti per una gestione efficace dei rapporti di lavoro.
Il prossimo ciclo prenderà avvio il 2 ottobre.

Sales Professional Academy

“Sales Professional Academy”, il nuovo percorso formativo promosso dalla Cc-Ti, in collaborazione con Vendita Svizzera. La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato, nella foto da sinistra: Alessia Eggmann (Biofair Naturapart), Fabio Messina (Emil Frey), Cesar Gullà (Emil Frey), Richard Pesare (Emil Frey), Alessandra Balzarini (BGG Europe SA), Fabio Näf (PM Solving Sagl), Patrizia Ceppi Bota.
A guidare l’Academy, due professionisti del settore: Andrea Carlesso e Stefano Bosia, che hanno accompagnato i partecipanti in un vero e proprio laboratorio di crescita professionale, mantenendo costante il focus su applicabilità e risultati.
Questa prima edizione rappresenta un segnale chiaro per il mercato: cresce la domanda di formazione commerciale di qualità, capace di fornire strumenti concreti e un metodo replicabile.

Oltre l’ABC: strumenti avanzati per capi team

“Oltre l’ABC: strumenti avanzati per capi team” è un percorso pensato per chi vuole alzare il proprio livello di impatto professionale. Non solo “fare bene il proprio lavoro”, ma diventare un punto di riferimento capace di generare valore attraverso persone, processi e relazioni.
La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato, nella foto da sinistra: Mattia Tirotta (Hydac AG), Gianluca De Stefani (Città di Mendrisio), Luana Balestra (Società svizzera sclerosi multipla), Federica Cometti (Guess Europe), Paola Rappoccio (Guess Europe). In seconda fila, da sinistra Aldo Volpatti (Mikron Switerland), Roberta Spinelli (Guess Europe) e Roberto Bissolotti (Comune di Collina d’Oro). La formazione è stata condotta da Andrea Carlesso e Sabina Zucchiatti, che hanno accompagnato i partecipanti in un laboratorio di crescita professionale finalizzato a rafforzare la capacità di contribuire in modo concreto allo sviluppo e alla competitività dell’organizzazione.

ABC della leadership

“ABC della leadership” è un percorso di formazione e sviluppo creato appositamente per i neo-manager. La formazione si è conclusa con l’esame finale, momento chiave per validare le competenze acquisite. Hanno ottenuto il certificato (in ordine alfabetico): Samuel Ardizzoia (Diamond SA), Riccardo Barbatti (Azienda elettrica Ticinese), Elisa Bartesaghi (FFS SA), Nadia Bianchi (Istituto scolastico comunale di Chiasso), Igor Candolfi (SES Collaudi Sagl), Simone Costantino (AOZ), Debora Di Gregorio (Casa Paganini Ré), Giulia Ferlito (Spalluto Comunicazione Sagl), Barbara Fiscalini (Lombardi SA), Ivan Gianetta (Cantone Ticino), Pietro Jolli (Azienda Elettrica Ticinese), Nenad Jovanovic (OCST), Andrea Masarati (Lombardi SA), Flavio Milazzo (Schindler SA), Fabiana Mondada (Lombardi SA), Daniele Peraino (Azienda Elettrica Ticinese), Francesco Pezzali (Diamond SA), Giovanni Pigliapoco (AOZ), Mathias Tavasci (MKS Pamp SA).
A guidare il percorso sono stati Andrea Carlesso e Sabina Zucchiatti, che hanno accompagnato i partecipanti nello sviluppo di una maggiore consapevolezza del proprio ruolo all’interno dell’organizzazione.
Il prossimo ciclo prenderà avvio il 14 ottobre.


I prossimi corsi di formazione puntuale al via da settembre, il calendario completo è già online!