Collaborazione e dialogo per un mercato del lavoro a favore di tutti

Si è svolto nel Mendrisiotto il primo appuntamento con gli eventi Cc-Ti del secondo semestre

Siamo tornati a parlare dell’Obbligo di annuncio dei posti vacanti, dopo diversi appuntamenti sul tema tenuti nei mesi scorsi. Infatti il 9 settembre 2019, nella sede dello Swiss Agile Center a Mendrisio, si è tenuto il nostro primo Networking Business Breakfast d’autunno.

In una cornice moderna e innovativa, davanti a una trentina d’imprenditori soci della Cc-Ti, Michele Merazzi, Vicedirettore Cc-Ti e  Claudia Sassi, Capo della Sezione del lavoro del DFE, hanno presentato i risultati attuali dell’interazione tra le misure del Cantone e il mercato del lavoro interagendo in finale direttamente con i partecipanti.

Temi concreti

Sono stati ribaditi i punti chiave dell’obbligo di annuncio dei posti vacanti – introdotto il 1° luglio 2018 -. Si è posto l’accento sull’indispensabile collaborazione tra le parti coinvolte: istituzioni, datori di lavoro e candidati. Il 1° gennaio 2020 il numero delle voci che sottostanno all’obbligo d’annuncio subiranno un leggero aumento in quanto il valore relativo di riferimento (tasso di disoccupazione) verrà diminuito al 5% (valore attuale 8%).

Una scelta per mantenere le interazioni con il territorio

La proposta di spostarci a Mendrisio, presso uno spazio al passo con i tempi come lo Swiss Agile Center, è il riflesso di una ferma volontà di avvicinarci alle aziende di ogni distretto del Cantone, valorizzando così in modo concreto la prossimità e il dialogo che – come associazione-mantello dell’economia – vogliamo mantenere costante con i nostri affiliati (imprese ed associazioni di categoria).

La Cc-Ti in prima linea

Affinché gli associati e le aziende siano sempre informati sulla stretta attualità, proponiamo eventi, formazioni e informazioni mirate. Per richieste mirate sul diritto del lavoro il nostro Sevizio giuridico può affiancarvi con una consulenza dedicata!

Scopri tutti gli approfondimenti sul tema

Posti vacanti: più efficienza e dialogo

Incrementare l’efficienza ed il dialogo tra le parti coinvolte: candidati, aziende e istituzioni. Sviluppi interessanti (con margini di miglioramento)  per la procedura della notifica dell’obbligo dell’annuncio dei posti vacanti.

Dopo un anno esatto dall’introduzione della modifica legislativa che ha decretato l’obbligo  dell’annuncio dei posti vacanti (entrata in vigore nel 2018), la Cc-Ti è tornata sul tema per un primo bilancio con le aziende: le protagoniste di questa importante modifica legislativa. Nell’ultimo Networking Business Breakfast prima della pausa estiva (gli eventi riprenderanno a settembre, il calendario è già pronto ed è possibile ritrovare online tutti i programmi) abbiamo fatto il punto dello stato dell’arte e guardato oltre per capire quali sono i passi che seguiranno. All’evento “Obbligo di annuncio dei posti vacanti: un anno dopo” sono intervenuti Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti e Claudia Sassi, Capo della Sezione del lavoro del DFE, che hanno portato riflessioni diverse, interagendo con la sala.

Una brevissima “cronistoria”

Nel febbraio 2014 il popolo svizzero ha approvato l’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”. Il nuovo articolo 121 a della Costituzione federale prevede l’applicazione di contingenti e del principio della preferenza nazionale nei confronti degli stranieri, compresi i cittadini dell’Unione Europea. In seguito all’esito delle urne il Parlamento elvetico ha deciso di introdurre l’obbligo di annuncio per i generi professionali con un elevato tasso di disoccupazione, al fine di favorire l’occupazione della manodopera in cerca di impiego. Il 1° luglio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di annuncio di un posto vacante all’Ufficio Regionale di Collocamento (URC).

La comunicazione: sempre più rilevante

Se il tasso di disoccupazione è lievemente sceso, si attesta una grande fluttuazione per determinate categorie professionali che sono soggette a stagionalità (ad esempio edilizia e settore alberghiero). Rilevante è il fatto di segnalare all’URC il posto vacante in azienda, indipendentemente che esso sia soggetto all’obbligo di annuncio o meno: in questo senso un dialogo performante è sempre più determinate, affinché tra persone in cerca d’impiego, aziende ed istituzioni si generi un ciclo comunicativo virtuoso e sempre più dettagliato sulle necessità delle aziende e sui riscontri sui candidati. I consulenti URC sono sempre a disposizione delle aziende per rispondere alle domande specifiche.

Gli strumenti

È stato sottolineato quanto fondamentale sia sempre il dialogo, oltre che al rilevamento tempestivo per aziende della verifica delle tappe per l’annuncio rispettando i termini legislativi stabiliti (periodo di protezione): in questo senso i colloqui con gli URC sono fondamentali. Oltre a ciò sulla piattaforma online lavoro.swiss si trovano tutti i ragguagli, nonché informazioni e profili di chi è in cerca di un impiego, come pure è questo il portale dove pubblicare i posti a disposizione. Nella “Job Room” di lavoro.swiss, ad oggi, si contano oltre 40’000 candidati iscritti e circa 4’000 aziende con un proprio profilo.

I prossimi step

Dal 1° gennaio 2020 il valore della soglia d’annuncio verrà diminuito al 5% (valore attuale 8%). Ci si sta concentrando sull’introduzione di controlli: la scorsa settimana il Parlamento ha delegato all’Amministrazione cantonale il controllo dell’obbligo di annunciare i posti vacanti e le sanzioni delle eventuali violazioni. Questi controlli saranno effettuati nel contesto delle normali inchieste del mercato del lavoro e dei normali controlli effettuati dalle commissioni paritetiche, in modo da non “ingessare” il sistema creando burocrazia, ma rendendo agili le procedure.
Infine si lavora anche sull’efficacia dello strumento lavoro.swiss, con un costante ammodernamento dei servizi.

La Cc-Ti in prima linea
Affinché gli associati e le aziende siano sempre informati sulla stretta attualità, proponiamo eventi, formazioni e informazioni mirate. Proseguiremo dunque anche in questo caso approfondendo questa tematica. Per domande mirate il nostro Sevizio giuridico può fornirvi le risposte con una consulenza dedicata!

 

Device as device: efficienza digitale garantita

Nell’epoca odierna, caratterizzata da grandi trasformazioni tecnologiche e innovazione, l’efficienza digitale gioca un ruolo importante per le aziende.

Viviamo il futuro

Sono innumerevoli le derivazioni dell’economia digitale e le sue ramificazioni nelle differenti attività quotidiane, sia professionali che private. Oggi più che mai stiamo andando verso un cambiamento del paradigma culturale. Pensiamo che i bambini che frequentano le scuola elementari andranno a svolgere dei lavori che fra 20 anni non esisteranno, così come i professionisti attivi oggi nel mercato del lavoro, utilizzano metodologie, modelli di business e spazi di lavoro che domani potrebbero sparire.
Recentemente – il 31 maggio scorso – è altresì stata inaugurata e stata resa funzionante la prima antenna 5G in Ticino: segno che il futuro dell’era digitale è già qui.

Sono questi gli spunti dell’introduzione di Lisa Pantini, Responsabile delle relazioni con i soci Cc-Ti, all’evento del 3 giugno “Efficienza digitale: la cultura del device-as-device“, organizzato in collaborazione con DOS Group, volto ad una riflessione a 360° gradi sui mutamenti in atto, sulla sensibilizzazione ed accompagnamento alle aziende già portato avanti negli anni con diverse sfaccettature dalla Cc-Ti (modelli di business, smart life, cyber security, ecc.).

Device as device per le aziende

Stefano Doninelli, CEO di DOS Group SA, ha presentato un nuovo modello di business che sta prendendo piede, chiamato “Everything-as-a-Service” in cui il cliente non acquista il prodotto fisico, bensì acquista un servizio che include il prodotto in questione assieme al suo supporto completo.

Si tratta di un sistema economico basato su politiche di prezzo a consumo, che garantiscono un’efficienza digitale e permettono all’azienda che lo assume di avere un budget IT più sistematico, allocando al meglio le risorse. Non si acquista più un prodotto, ma un servizio che comprende diversi elementi che, insieme, formano pc, prevenzione e assistenza.

Nell’ottica di un’ottimizzazione delle risorse e, dunque, di una gestione efficiente  dell’azienda, questo metodo possiede elementi vincenti poiché permette di analizzare e divenire proattivi, permettendo al contempo, anche la gestione unificata di più dispositivi e sistemi operativi diversi.

Nello specifico è stato presentato HP Device as a Service (DaaS), che  offre dispositivi ed accessori performanti che, con il giusto supporto ed assistenza, permette la gestione sinergica del parco dispositivi sotto un unico contratto. In questo modo è quindi possibile restare focalizzati sul proprio core business, avere un maggio controllo dei costi e nessun rischio di obsolescenza dell’infrastruttura IT.
Un ecosistema efficiente con analytics e report per l’azienda, sempre più orientata al digitale.

Proseguiamo il discorso…

Tratteremo un’altra sfaccettatura dell’economia digitale il prossimo 12 giugno, nell’evento “Check digitale: analizzarsi per crescere“, che si terrà presso l’USI a Lugano. Maggiori informazioni ed iscrizioni sono disponibili qui.

Un’intervista mirata

In questa video intervista con Stefano Doninelli, CEO di DOS Group SA e Jessica Tagliabue, Marketing Manager DOS Group SA, scopriamo le novità sul tema. Buona visione!

Il Consiglio d’Amministrazione e i suoi compiti

La supervisione dell’azienda a tutti i livelli (societario, gestionale, finanziario, ecc.) è uno dei compiti di un CdA. Ecco una panoramica in merito alle diverse responsabilità di quest’organo gestionale.

Le aziende, insieme alle PMI, giocano una parte rilevante del mercato, differenziandosi per forma giuridica in varie tipologie (SA, Sagl, …) con compiti e ruoli specifici.  All’interno di un’azienda, strutturata in modo efficiente, il Consiglio d’Amministrazione (CdA) rappresenta la società nei confronti dei terzi ed è il responsabile del buon andamento dei processi interni, così come della stessa azienda sul mercato.

In un’ottica di corporate governance l’andamento aziendale assume una connotazione strategica, poiché determina il successo societario sul mercato – rappresentato direttamente dal CdA, che ne è responsabile.

Quali sono le responsabilità in merito al conto annuale della società nel ruolo di membro del Consiglio di Amministrazione o di gestore? Chi deve allestire il conto annuale? Chi lo deve controllare? Di questo complesso ma stimolante tema si è parlato il 6 maggio nell’evento “Il ruolo del consiglio di amministrazione in relazione all’allestimento e alla verifica del conto annuale“, tenutosi presso la Cc-Ti a Lugano, davanti ad una sala gremita di partecipanti interessati.

La Cc-Ti, conscia dell’importanza della tematica per le società e i manager e dirigenti, ha dunque proposto un’importante momento di riflessione per evidenziare, con consapevolezza, le responsabilità e le implicazioni di questo specifico compito.

Definizione e compiti di un CdA

Le diverse funzioni imputabili al CdA sono  definite dal Codice delle obbligazioni (CO), che specifica, all’art. 716 i principali compiti che spettano ai membri del CdA.

Il CdA è l’organo costitutivo e di sorveglianza supremo di una società anonima (SA). Esso gestisce direttamente una SA e/o delega la gestione ad una Direzione.
Il CO definisce sette attribuzioni inalienabili e irrevocabili per i membri di un CdA e la sua gestione:

  1. Il CdA è l’alta direzione della società e impartisce le direttive necessarie a tale scopo
  2. Il CdA stabilisce l’organizzazione della società
  3. Il CdA è responsabile per la struttura del settore della contabilità, del controllo delle finanze e della pianificazione finanziaria
  4. Il CdA ha il compito di nominare e di revocare la direzione d’azienda e gli aventi potere di rappresentanza
  5. Il CdA ha la sorveglianza suprema sulla direzione d’azienda nell’ambito dell’osservanza delle leggi, degli statuti, dei regolamenti e delle direttive
  6. Il CdA è responsabile per la stesura del rapporto di gestione nonché per la preparazione dell’assemblea generale e l’esecuzione delle deliberazioni di quest’ultima
  7. Informazione del giudice in caso di eccedenza di debiti o di insolvenza da parte della società

Specificità finanziarie

Ogni azienda deve dotarsi di accorgimenti specifici che le permettano di strutturarsi con un sistema di controllo interno volto all’efficienza finanziaria ed al controllo dello stesso, mediante gli strumenti preposti.  Inoltre vi sono delle peculiarità relative all’organizzazione, alla gestione e alla rendicontazione finanziaria da rispettare.

Sempre aggiornati con la Cc-Ti

Come anticipato questo argomento ha suscitato grande interesse. Oltre all’evento dedicatovi (nel quale sono intervenuti Cassia Casagrande, Responsabile Comunicazione ed eventi Cc-Ti e Stefano Caccia, Partner EY), proseguiremo ad informare i soci con aggiornamenti specifici, tramite due corsi di formazione puntuale mirati, a cui vi invitiamo ad iscrivervi:

Contattateci per ogni evenienza, saremo lieti di rispondere alle vostre domande!

Quando l’outsourcing è digitalmente SMART

Digital outsourcing per amministrazioni SMART: benefici diversi con l’esternalizzazione digitalizzata di alcuni processi aziendali

Da sin.: D. Granzella, M. Ferrari, C. Casagrande e R. Grassi

L’outsouricing (o esternalizzazione) rappresenta “l’insieme delle pratiche adottate dalle imprese nel ricorrere ad altre imprese per lo svolgimento di alcune fasi del proprio processo produttivo o fasi dei processi di supporto“. In questo senso vi sono innumerevoli processi che possono essere considerati per questa pratica ed implementati con successo. Abbinando anche le trasformazioni tecnologiche in atto e sempre più presenti nei processi aziendali e strategici, ecco che per le aziende si apre un mondo di opportunità ‘smart’: esternalizzare porta più dinamicità e meno burocrazia nella quotidianità.

Vantaggi digitali della gestione documentale

In questo contesto sono stati portati numerosi esempi nell’evento organizzato dalla Cc-Ti in collaborazione con Fidinam, presso gli Spazi Fidinam il 1° aprile 2019, nel consueto appuntamento mattutino dei Networking Business Breakfast .
La maggior parte delle aziende, ad oggi, è confrontata con processi legati ai mutamenti tecnologici. Durante l’evento è stato fatto il punto su come implementare strategie al fine di rendere l’amministrazione più snella ed efficace, e dunque meno burocratizzata. Così facendo misure e sistemi ‘smart’ consentono di garantire una dinamicità importante e l’accesso alle informazioni e confidenzialità nei processi.

L’amministrazione del futuro andrà in questa direzione: sviluppando piattaforme di condivisione di documenti ed informazioni, con interazione tra software diversi e tra utenti di diversa provenienza (amministrazione, personale, magazzino, fornitori, ecc.), convertendo i documenti cartacei in digitale, si andrà verso l’ottimizzazione del business e dei processi interni.

Quali i vantaggi? In estrema sintesi: automazione dei processi; ottimizzazione del lavoro; riduzione degli errori e della reiterazione delle attività; risparmio di tempo, risorse e spazi; possibilità di creare interazioni tra software e gestionali diversi, e infine, implementare nuove forme di condivisone e modelli di lavoro. Certamente per poter tradurre questo passo in realtà è necessario un cambiamento nella cultura aziendale, che percepisca in modo rinnovato il modo di lavorare.

Sviluppo di sinergie

Esternalizzare uno o più processi permette di consolidare le competenze specifiche per l’azienda, che si china e si addentra sempre di più nel suo settore di competenza, accrescendo il proprio know how; lasciando invece “all’esterno” quello che non le compete in maniera primaria, “delegandolo” a chi lo sa fare meglio. In questo modo si viene a creare una sorta di rete composta da tanti hub – grandi o piccoli – di altissima specializzazione che sono per forza di cose interconnessi l’un l’altro. Una rete che si sostiene, cresce e si sviluppa man mano che il tempo passa dando vita anche a nuove realtà, proprio perché le imprese che ne fanno parte non sono chiuse a riccio ma orientate al mercato, con un’attenzione alle partnership.

Le collaborazioni fra differenti attori sono interessanti e durature nel tempo, portano vantaggi in termini di costi, flessibilità, efficienza e – non da ultimo – qualità. Le sinergie che si creano in termini di efficacia portano anche allo sviluppo di nuovi metodi e modelli di lavoro, come pure sinergie tra attori diversi (altre aziende, enti, ecc.), incrementando al contempo la rete di networking in un dato territorio.

Sempre aggiornati con la Cc-Ti

Il tema è di grande attualità. Oltre all’evento dedicatovi (nel quale sono intervenuti Cassia Casagrande, Responsabile Comunicazione ed eventi Cc-Ti; Roberto Grassi, CEO Fidinam Group; Davide Granzella, Partner Fidinam SA e Manuele Ferrari, Procuratore Fidinam SA), proseguiremo ad informare i soci con aggiornamenti mirati.

Scarica la presentazione power point dell’evento con tutte le informazioni o contattaci direttamente per ulteriori dettagli.

Vi proponiamo una video intervista a Davide Granzella, Partner Fidinam SA e Manuele Ferrari, Procuratore Fidinam SA, nella quale ci parlano del tema trattato durante il Networking Businss Breakfast del 1° aprile.

 

Riforma fiscale e finanziamento dell’AVS: nuove possibilità di sviluppo

In un contesto internazionale sempre più complessamente globalizzato, la riforma fiscale federale (su cui si voterà il prossimo 19 maggio) lascia presagire delle opportunità d’incremento della competitività cantonale e attrattività per le aziende.

Il contesto fiscale in cui le aziende si trovano ad agire oggi è in continuo mutamento, sia a livello internazionale, nazionale ed cantonale. L’importanza dell’attrattività fiscale per il nostro Cantone è prioritaria, per proseguire nell’attirare aziende che incrementino il valore aggiunto del territorio imprenditoriale ed economico.
Una riforma fiscale è più che necessaria e porterebbe diversi vantaggi. Si pensi ad esempio alle conseguenze delle richieste di OCSE ed UE delle abolizioni dei regimi fiscali validi fino ad oggi che prevedono la soppressione dei regimi fiscali privilegiati  per società holding, ausiliarie, di domicilio, principali e finanziarie,  pena l’inserimento della Svizzera nelle “black list. Inoltre, se la riforma non entrasse in vigore, a seconda degli scenari si possono stimare perdite di gettito fiscale nazionale, cantonale e comunale da 2.5 a 13 miliardi di franchi.

Innovazione e fiscalità

In questo contesto la riforma fiscale in votazione il prossimo 19 maggio – che se approvata entrerebbe in vigore il 1° gennaio 2020 –  prevede alcune interessanti misure che sono state discusse in un evento organizzato dalla Cc-Ti il 25 marzo in collaborazione con PwC. Molte di queste misure incentivano l’innovazione all’interno delle aziende,  con sgravi fiscali per redditi da brevetti nonché la deducibilità fino al 150% delle spese per Ricerca e Sviluppo (R&S).

Il Cantone Ticino è un terreno fertile per l’innovazione, dato recentemente riconfermato dallo studio BAK Economics 2019, presentato in un evento della Cc-Ti il 21 marzo, e con una forte componente d’avanguardia anche a livello tecnologico.

Vediamo dunque in sintesi le principali misure della riforma in votazione il 19 maggio:

  • introduzione del ‘patent box’  per l’armonizzazione fiscale: si tratta di una misura fiscale che incoraggia le aziende ad investire nell’innovazione e nella R&S. Esso prevede che i redditi provenienti da diritti su beni immateriali (proprietà intellettuale) e da diritti simili, vengano separati dagli altri redditi dell’impresa e tassati in maniera privilegiata.  La base imponibile si può ridurre al massimo del 90%.
  • incentivi per la Ricerca & Sviluppo (R&S): la Legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI) presenta un’ampia definizione della ‘ricerca scientifica’, in quest’ottica le imprese possono agire e incrementare l’innovazione. A far leva per la riforma fiscale sono i costi di R&S propri, gli altri costi relativi alla R&S  nonché  la R&S commissionata a terzi in Svizzera.  La superdeduzione fiscale permetterebbe di dedurre dall’utile imponibile un ulteriore 50% di costi di R&S.
  • step-up: in relazione all’abolizione degli statuti fiscali cantonali speciali, per quanto concerne il trattamento di riserve latenti e goodwill precedentemente esonerati, si prevedono due opzioni.  La prima, già disponibile oggi, consiste nel cosiddetto step-up in esenzione nel bilancio fiscale delle riserve latenti e del goodwill (avviamento), seguito dal suo ammortamento fiscale. La seconda, possibile solo all’interno della riforma fiscale federale prevede una tassazione ad aliquota separata (ridotta) per cinque anni.

Nel complesso tutte le agevolazioni fiscali (patent box, superdeduzione R&S, step-up opzione 1) non potranno eccedere una determinata quota dell’utile imponibile. In Ticino si prevede che almeno il 70% dell’utile imponibile venga tassato.

Quale la situazione in Ticino? Attualmente circa il 30% delle aziende gode di una tassazione a regime speciale. La riforma fiscale aiuterebbe a salvaguardare la competitività fiscale e darebbe un incremento tangibile all’attrattività cantonale.

Sempre aggiornati con la Cc-Ti

La tematica trattata è di estrema attualità. Oltre all’evento dedicatovi (nel quale sono intervenuti Cassia Casagrande, Responsabile Comunicazione ed eventi Cc-Ti; Cristina Maderni, Vice Presidente Cc-Ti, Presidente Ordine dei Commercialisti del Cantone Ticino e Presidente FTAF; e Louis Macchi, Partner PwC), proseguiremo ad informare i soci con aggiornamenti mirati.

Scarica la presentazione power point dell’evento con tutte le informazioni o contattaci direttamente per ulteriori dettagli.

 

Focus sulla SERV

Siete produttori svizzeri ed esportate in tutto il mondo, ma c’è il rischio che non riusciate a consegnare la vostra merce o che la vostra produzione non venga pagata? Non siete in grado di finanziare i costi di produzione con mezzi propri oppure i costi gravano sulla vostra liquidità? Queste alcune delle numerose domande che le aziende esportatrici ticinesi spesso si pongono.

La SERV, l’assicurazione svizzera contro i rischi all’esportazione, supporta le aziende esportatrici fornendo sicurezza sui rischi politici, così come sul trasferimento e il pagamento delle merci. Fornisce inoltre liquidità grazie a una copertura assicurativa per i prestiti sul capitale e controgaranzie per gli obblighi contrattuali.

Come assicurarsi?

Per la stipulazione di un’assicurazione SERV non è richiesto un volume minimo né in termini di dimensioni dell’impresa, né in termini di ordini acquisiti. Il presupposto, invece, è che l’esportatore richiedente abbia sede in Svizzera e che l’operazione di esportazione abbia un adeguato valore aggiunto per la Svizzera.

Come sottolineato da Verena Utzinger – Senior Relationship Manager della SERV – durante il Networking Business Breakfast dell’11 marzo, avendo accesso a una protezione finanziaria accurata, a una liquidità maggiore nella supply chain le aziende esportatrici possono incrementare il loro business e acquisire così una forte competitività sul mercato internazionale. I settori che utilizzano maggiormente i servizi della SERV sono le aziende attive nel campo energetico, dell’industria meccanica, dell’industria farmaceutica, dell’elettronica, del tessile ma anche dei software.

Chi è la SERV?

Secondo i suoi statuti, come ente di diritto pubblico della Confederazione, la SERV ha l’obbligo di essere economicamente sostenibile e non riceve alcun sussidio dalla Confederazione. Si finanzia infatti attraverso le sue stesse entrate e con la sua assicurazione, contribuisce alla competitività internazionale dell’economia svizzera e garantisce ogni anno esportazioni per un volume di miliardi di franchi, garantendo la conservazione di posti di lavoro in Svizzera sia nell’economia dell’esportazione che nei settori dell’indotto.

 

Per saperne di più sulla SERV contattate Valentina Rossi, responsabile del Servizio Export Cc-Ti oppure scaricate la presentazione di Verena Utzinger, Senior Relationship Manager, SERV.

Bring your own device in azienda

Come viene regolato l’utilizzo a scopo professionale di apparecchi elettronici del dipendente sul posto di lavoro?

Cassia Casagrande, Stefano Fornara e Alex Domeniconi

Oggigiorno il dipendente lavora spesso utilizzando il proprio cellulare o pc portatile (acquistato con i propri mezzi), sia sul luogo di lavoro sia a casa. Come si regola l’uso a scopo professionale di dispositivi personali? Si tratta di un fenomeno globale, definito “bring your own device (BYOD)”, che sta prendendo sempre più piede soprattutto per quanto concerne i cellulari. I vantaggi sono evidenti: si va da una maggiore mobilità e produttività da parte del dipendente, che si sente più coinvolto ed ha una familiarità maggiore con il proprio ‘device’, a minori costi in termini di dispositivi per l’azienda.

Vi sono però alcune caratteristiche a livello giuridico che è bene tenere in considerazione.

L’articolo 327 cpv. 1 CO indica che «Salvo accordo o uso contrario, il datore di lavoro deve fornire al lavoratore gli utensili e il materiale di cui ha bisogno per il lavoro». Da qui si deduce che il BYOD non è obbligatorio e non può essere imposto. L’articolo 327 cpv. 2 CO prosegue dicendo che «Se, d’intesa con il datore di lavoro, il lavoratore mette a disposizione utensili o materiale per l’esecuzione del lavoro, egli deve essere adeguatamente indennizzato, salvo accordo o uso contrario»: vediamo dunque come questa pratica sia facoltativa e debba essere oggetto di un accordo (datore di lavoro e collaboratore) tra le parti, anche se spesso quest’ultimo è tacito.

Costi e responsabilità

A livello di costi, l’acquisto del ‘device’ deve essere – almeno i parte – a carico del dipendente, altrimenti cadrebbe il discorso del BYOD, così come i costi sostenuti per l’abbonamento di riparazione e legati all’utilizzo andrebbero suddivisi proporzionalmente (in riferimento all’articolo 327 a del CO).
Cosa succede in caso di utilizzi impropri del ‘device’? Quali sono le responsabilità? Ve ne è una civile, da parte del datore di lavoro in caso di danneggiamento del dispositivo nel contesto dell’attività lavorativa, ma anche del dipendente in caso venissero causati dei danni al datore di lavoro (un esempio potrebbe essere, banalmente, l’uso del telefono da parte di bambini, che accidentalmente commettono un’azione involontaria che causa un problema).

La protezione dei dati

Altro grande capitolo in tema di BYOD è la protezione dei dati, a cui occorre prestare attenzione. Come tutelarla? Vi è una difficoltà tecnica e logica nel separare  dati professionali e personali, i rischi sono quelli che dati professionali divengano accessibili a terzi, o vi sia una perdita o un abuso. L’art. 7 cpv. 1 della Legge sulla Protezione dei Dati afferma che «I dati personali devono essere protetti contro ogni trattamento non autorizzato, mediante provvedimenti tecnici ed organizzativi appropriati». In questo caso la responsabilità ricade sul detentore della collezione di dati. È bene dunque che il datore di lavoro premunisca le necessarie misure di protezione per i dati commerciali/aziendali e, al contempo, tuteli anche la sfera privata del dipendente.

Una conclusione

La Legge sul lavoro regola il tempo di lavoro e di riposo, e prevede che il dipendente debba essere tutelato con misure di protezione della sua salute. I confini tra tempo di lavoro e tempo libero/luogo di lavoro e abitazione propria sono sempre più labili. Il consiglio è quello di prevedere delle direttive interne chiare, che regolino e disciplinino l’utilizzo del BYOD. Esso deve far parte di una strategia aziendale globale, con una pianificazione e un accordo bilaterale.

Sempre aggiornati con la Cc-Ti

La tematica trattata è di estrema attualità. Vi abbiamo dedicato un evento il 25 febbraio a cui hanno partecipato una trentina di partecipanti. I relatori sono stati Cassia Casagrande, Responsabile Comunicazione ed Eventi Cc-Ti; Alex Domeniconi, Avv. dr. iur., associato presso Walder Wyss SA, Lugano e Stefano Fornara, Avv., CAS in civil litigation, counsel presso Walder Wyss SA, Lugano.

Il Servizio giuridico della Cc-Ti è sempre a disposizione degli associati per domande e consulenze diverse.

Dato il grande interesse ad esplorare in modo più approfondito la tematica la Cc-Ti proporrà due corsi di formazione inerenti il diritto del lavoro, che saranno tenuti rispettivamente dall’Avv. Alex Domeniconi e dall’Avv. Stefano Fornara: “I contratti di lavoro atipici” – 8 maggio e “L’uso di Internet, della posta elettronica e dei social media sul posto di lavoro”– 17 maggio.

 

 

Innovare le strategie d’impresa con il web marketing

Come gestire la comunicazione aziendale e le strategie per divenire più efficienti con i nuovi strumenti di comunicazione? Ne abbiamo parlato nel Networking Business Breakfast (NBB) dell’11 febbraio

Sala gremita – sinonimo di grande interesse per il tema – per il secondo appuntamento con gli NBB della Cc-Ti. La comunicazione sta assumendo un ruolo sempre più strategico e centrale nella gestione aziendale. In un’epoca di grandi mutamenti tecnologici,  i nuovi strumenti di comunicazione rappresentano dunque una risorsa a cui attingere per innovare.

Dopo il saluto introduttivo di Cassia Casagrande, Responsabile comunicazione ed eventi Cc-Ti, la parola è passata al relatore principale: Fabio Angotti, CEO & Founder di SNDS, che ha sottolineato come il paradigma comunicativo stia cambiando e come si debba essere aperti e attivi verso il cambiamento.

Una pianificazione imprenditoriale

Angotti, nella sua relazione, ha evidenziato l’importanza di una visone imprenditoriale per le aziende, cercando di focalizzare la propria strategia sul vantaggio competitivo che si possiede e su quello che si riesce a fare e produrre in modo ottimale, differenziandosi dai competitor. Una volta individuata questa nicchia, è possibile poi partire con delle campagne promozionali sul web, utilizzando gli strumenti moderni, al fine di monetizzare le campagne che si andranno a progettare.

Sul territorio cantonale occorre pianificare al meglio una campagna promozionale web che dia i frutti giusti, in quanto i volumi di traffico spesso sono bassi ed il territorio è piccolo. Identificando però le giuste risorse ed avendo chiara la propria strategia imprenditoriale, tutto è più semplice e chiaro.

Google e Facebook

Sono stati presentati due semplici strumenti attraverso i quali si può ottimizzare la presenza sul web, attraverso Google – quale motore di ricerca – e Facebook – quale social network. Sono diversi i meccanismi che stanno alla base dei due strumenti: su Google si cercano parole chiave, Facebook è un aggregatore di informazioni e persone, dove non si fa solo business, ma ci si ritrova anche per diletto.
Data questa grande differenza di partenza, è fondamentale diversificare la presenza su essi con informazioni e campagne ad hoc.
Entrambi gli strumenti permettono di targetizzare e indirizzare la comunicazione attraverso filtri e pubblici di riferimento diversi, ma in modo diverso:

  • Google utilizza parole chiave e lavora con la geolocalizzazione, è quindi imperativo possedere un sito di qualità e con contenuti ben strutturati, identificando parole chiave pertinenti
  • per le inserzioni su Facebook occorre partire dalla costruzione della ‘community’ di fan, ossia le persone interessate al prodotto dell’azienda, e poi produrre contenuti periodici a cui gli utenti metteranno ‘like’.

Determinante però per l’utilizzo di qualsiasi strumento è la strategia aziendale che sta alla base della comunicazione.

Interessato a continuare ad approfondire il tema? Lo faremo con un corso di formazione puntuale dal titolo «Strategia d’impresa per il web marketing». Si tratta di un ciclo formativo completo composto da 6 moduli, frequentabili anche separatamente, che si svolgerà dal 13 marzo al 22 maggio 2019. Contattaci per maggiori dettagli!

Relazioni e stimoli per crescere

Davanti a una quarantina di associati, provenienti da settori diversi, si è tenuto questa mattina, 14 gennaio, il primo appuntamento eventistico del 2019.

Si è parlato delle attività che abbiamo in serbo per il 2019, toccando poi i diversi servizi e le novità in corso. Sono intervenute Cassia Casagrande, Responsabile Comunicazione ed eventi Cc-Ti e Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti. In sala altri collaboratori del team Cc-Ti, per un’informazione ed una conoscenza mirata delle persone che quotidianamente sono in contatto con i soci.

Prossimità efficiente

La Cc-Ti, quale associazione mantello dell’economia ticinese, rappresenta un tessuto imprenditoriale dinamico e ricettivo. Per questo sta sempre più orientando le proprie attività e la propria essenza verso la prossimità alle aziende. Con lo scopo di ottimizzare il dialogo tra economia e politica ed incrementare l’immagine dell’imprenditore nell’opinione pubblica, la Cc-Ti si dinamizza e crea opportunità di tessere nuove relazioni fra imprenditori, con la messa in rete di contatti e servizi concreti ed efficienti per gli associati su tematiche di attualità e utili per lo sviluppo di progetti ed idee. Grazie ad un dialogo concreto ed aperto, contatti quotidiani consulenze ad hoc, nella formula “informati, formati e in rete”, la Cc-Ti ha creato gli elementi per sviluppare una crescita sostenibile. Fedele alla sua missione di accompagnamento delle imprese con servizi orientati sulle loro reali necessità, la Cc-Ti continua dunque su questa strada.

Al passo con le trasformazioni tecnologiche

Negli ultimi anni, la Cc-Ti ha fatto della digitalizzazione – nel suo insieme -, una delle sue macro aree su cui creare approfondimenti diversi, appuntamenti dedicati e formazione specifica. Ma non solo: nella sua stessa struttura sono state implementate attività, servizi e processi che abbinano il progresso tecnologico alle competenze dei collaboratori, andando verso un’associazione mantello che eroga servizi, mettendo in primo piano le persone e le relazioni (punto focale per lo sviluppo di qualsiasi contatto propositivo). In questo modo è possibile raggiungere con messaggi innovativi e definiti differenti target mirati (soci, imprenditori, partner, istituzioni, opinione pubblica, ecc.), perseverando nel lavoro capillare iniziato nel 2018 di umanizzazione dell’imprenditoria e di messa in luce di realtà aziendali o settoriali interessanti.

Servizi tangibili per aziende in evoluzione

I differenti servizi puntuali (consulenze, eventi, missioni economiche, corsi di formazione) che la Cc-Ti eroga per i soci sono costantemente perfezionati e ricalibrati sulle esigenze dei soci. Grazie ai nostri strumenti di comunicazione (sito web, Newsletter diverse, Ticino Business, Dépliant attività, social media), ed alla presenza su media diversi (CdT, TicinoNews, Teleticino, La Regione, laregione.ch, Ticinonline, Ticino Libero e Libera TV), possiamo fornire informazioni specifiche aggiornate e di qualità. Questi assi collimano con la messa in rete delle aziende – scopo primario per un’evoluzione e la creazione di nuove sinergie – che avviene sia in modo tradizionale che virtuale.

Informazioni utili

I principali servizi della Cc-Ti

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