Digital networking innovativo

Diverse possibilità di scambio ed interazione tra associati grazie alla Cc-Ti

 

La messa in rete e la creazione di contatti fra le aziende è una delle prerogative dell’attività della Cc-Ti. Creare interazioni fra le persone che possono implementare e sviluppare le loro conoscenze attraverso svariati canali è uno dei ruoli che quale associazione mantello dell’economia ticinese ci assumiamo.
Già dall’inizio del 2018 una delle nostre missioni è stata mettere la persona al centro delle attività aziendali, quale valore incommensurabile per lo sviluppo e la crescita del business. Grazie al dialogo con i soci questo assunto ci è stato sempre più confermato: la necessità di fare rete è sempre più fondamentale. Lo scambio di esperienze, conoscenze personali e contatti, che volgono verso la creazione di una rete tangibile, collima dunque nei momenti aggregativi quali eventi e formazioni. Restando al passo con i tempi abbiamo introdotto nuove possibilità di networking anche digitale: andando incontro alle esigenze delle
aziende, che mutano costantemente e vivendo le trasformazioni tecnologiche che stanno caratterizzando la nostra epoca.

I “soci Cc-Ti in rete” su LinkedIn

Il gruppo su LinkedIn “Soci Cc-Ti in rete” è pensato per facilitare la messa in rete dei nostri associati, professionisti appartenenti ai diversi settori economici che come Cc-Ti rappresentiamo (commercio, industria, artigianato e servizi). Qui è possibile condividere spunti, presentare le proprie attività e mettersi facilmente in contatto con gli altri soci.

La Bacheca dei Soci su Facebook

Questa pagina vuole essere un ulteriore spazio di incontro e di scambio per le aziende affiliate Cc-Ti. Lo scopo è mettere in rete i nostri soci attraverso la diffusione di notizie delle loro iniziative così come attraverso la presentazione delle loro attività.

Come interagire con noi sfruttando al meglio queste opportunità?

Questi spazi d’incontro online sono a disposizione dei soci. Per quanto attiene LinkedIn è necessario iscriversi al gruppo, unico requisito è lavorare per un’azienda o un’associazione di categoria che sia socia della Cc-Ti. Per la pagina Facebook, ogni associato ha a disposizione 3 post all’anno. Vi invitiamo a contattarci per ulteriori dettagli.

Nuove opportunità e vecchi rischi

Ogni nuova opportunità comporta una determinata dose di rischio; l’assunto vale anche quando si parla di opportunità offerte dalla trasformazione digitale. Fenomeno di fronte al quale chi reagisce con l’immobilismo, finisce per assumersi soltanto i rischi (senza quindi cogliere le opportunità).

L’atteggiamento opposto, ovvero affrontare allegramente nuovi percorsi ignorando i rischi può essere altrettanto nefasto.

Se è vero che l’assenza totale del rischio è ignota alla maggior parte degli imprenditori, possiamo affermare con una certa sicurezza che la formula del successo imprenditoriale o di un progetto, può contenere una buona dose di matematica. Ciò succede quando si parla di rischio calcolato oppure, quando il concetto è adeguatamente calato in una strategia, di risk management all’interno della quale si identifica e si governa il rischio.

Anche quando affrontiamo un cambiamento di paradigma (un nuovo modello di business, una nuova organizzazione, una nuova strategia commerciale, ecc.) dovremmo abituarci ad identificare per tempo i rischi, analizzarli e valutarli. Solo in questo modo, potremo dare priorità ai rischi che saremo in grado di escludere, mantenendo il controllo su quelli che decideremo di affrontare, conoscendone in anticipo l’impatto economico. In fase di realizzazione del progetto, il controllo dei rischi che abbiamo deciso di assumere completerà il quadro e ci permetterà di procedere sulla via della trasformazione.

Il risk management è applicabile in moltissimi ambiti, oggi toccati più che mai dalla trasformazione digitale. Ad esempio, si colloca molto facilmente nell’ambito della sicurezza informatica, che ci si riferisca alla protezione dei dati, al controllo degli accessi alla rete o alla continuità operativa della nostra infrastruttura informatica. Meno evidente, ma altrettanto interessante, è l’applicazione del risk management ai processi aziendali (esistenti o ancora nella fase di disegno iniziale).

Ma come identificare i rischi? Comunemente ci si basa sugli obiettivi o sugli scenari. Nel primo caso, il rischio è identificato con il mancato raggiungimento di un obiettivo. Nel secondo, in base ad un evento prestabilito, vengono ipotizzati diversi scenari, ciascuno contraddistinto da un particolare rischio.

Una volta identificati i rischi, occorre passare alla classificazione, normalmente basata sull’impatto economico e sulle probabilità che questi si possano verificare. La correlazione tra queste due dimensioni, permette di stabilire le priorità. Semplificando, i rischi con minor impatto economico e minore probabilità di occorrenza, verranno affrontati dopo quelli con maggior impatto economico e maggiore probabilità di occorrenza. La limitata disponibilità di risorse, così come il mantenimento di determinati margini operativi, può quindi spingere ad ignorare volutamente alcuni rischi, posti in fondo alla “classifica” perché con scarso impatto economico e una bassa probabilità di occorrenza. In questi casi si può anche parlare di costo di opportunità, che andrà aggiunto nella struttura dei costi inerenti al processo in esame.

Il tema non è dei più nuovi ma, forse proprio per questo motivo, viene spesso ignorato o, nella migliore delle ipotesi, relegato (ingiustamente) tra i progetti dei grandi numeri. Al contrario, ogni nostro processo aziendale andrebbe sottoposto ad un’analisi del rischio. Posto che in alcuni casi, dalla semplice analisi di processo più che una valutazione dei rischi, si può addirittura parlare di certezze comportante da evidenti situazioni di inefficienza. Ma tornando al tema di questa pillola, il rischio si annida in quei processi apparentemente perfetti, che spesso costituiscono l’ossatura della nostra attività. In assenza di una strategia di gestione del rischio, spesso ci rendiamo conto dei punti deboli solo quando ci troviamo in piena crisi.

A titolo di banale ma eloquente esempio, pensiamo al mondo interconnesso che oggi contraddistingue la quotidianità di ciascuno di noi e all’imprevedibile (?) interruzione del collegamento internet a causa di lavori di scavo. In un’abitazione privata, l’evento può causare un piccolo dramma famigliare ma, il più delle volte assume dimensioni relativamente preoccupanti solo se accade nel corso di un fine settimana e in presenza di internauti adolescenti. Chi ha sottoscritto l’abbonamento con l’internet provider, ha calcolato il rischio di un simile evento e, probabilmente, risolverà il temporaneo stop digitale con una sana e analogica passeggiata. Se il fatto avviene in orari feriali e il malcapitato opera come trader online in borsa, il disastro epocale è garantito. Stesso rischio, due diversi scenari con impatti economici opposti.

Un’adeguata analisi dei rischi in un processo, così come nelle attività professionali quotidiane, può aiutarci nell’identificare correttivi che spesso conducono anche alla semplificazione. Eliminare un rischio o limitarne gli effetti sul business, non comporta necessariamente un investimento in tecnologie particolari. Un buon consulente può aiutarci a più livelli anche se il più delle volte, analizzando un processo, si ottengono buoni risultati adottando una materia prima non sempre comune ma molto economica: il buon senso.

Testo redatto da
Carlo Secchi, Sales Director Swisscom (Svizzera) SA Enterprise Customers, Bellinzona

Progetti d’innovazione “Innosuisse”

La Svizzera punta a rimanere uno dei Paesi leader nello sviluppo e nell’impiego delle tecnologie digitali. Per raggiungere questo obiettivo, il Consiglio federale stanzia complessivamente 62 milioni di franchi nell’ambito del piano d’azione 2019-2020.

A questo proposito vogliamo informare le aziende associate alla Cc-Ti su “Innosuisse“,  l’istituto di diritto pubblico della Confederazione, che promuove il programma d’impulso “Tecnologie di fabbricazione.

L’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione sostiene i progetti che gettano un ponte tra ricerca e trasferimento di tecnologie, svolti congiuntamente da imprese elvetiche e istituzioni di ricerca negli ambiti «Industria 4.0 e moderne tecnologie di fabbricazione» sulla base di tecnologie digitali. Per il 2019 e il 2020 sono previsti fondi supplementari pari a 24 milioni di franchi.

Le tempistiche per presentare i progetti a Innosuisse sono assai ridotte. Infatti, al fine di partecipare ai due bandi di concorso (uno per i progetti della durata di 18 mesi e l’altro per progetti di 12 mesi) è necessario inoltrare il progetto entro:
  • il 21 gennaio 2019 per i progetti della durata di 18 mesi;
  • il 20 maggio 2019 per i progetti della durata di 12 mesi.
Per maggiori informazioni, ecco i contatti diretti a cui chiedere dettagli.

FinTech e formazione, una combinazione vincente

Nell’intervista a Davide Rigamonti, Direttore Marketing & Distribution,
Cornèrcard, analizziamo come la tecnologia e il FinTech abbiano influito positivamente sui processi bancari.

Oltre a vantare da quattro anni il primato svizzero per la solidità patrimoniale, la Cornèr è stata anche una delle prime banche in Europa a sviluppare il settore delle carte di pagamento e a seguirne con successo l’evoluzione. Grazie ad una costante innovazione del prodotto e del servizio ai clienti.

Sfruttando le risorse del FinTech, sin dal 2012 la banca è attiva nel trading online con la divisione Cornèrtrader, diventando uno dei più importanti player di questa specializzazione nel nostro Paese. “Con la continua innovazione tecnologica, in questi ultimi 20 anni il mondo, anche quello della finanza, è radicalmente cambiato.  E cambiano più rapidamente, rispetto al passato, i modelli organizzativi.  Ma il fattore umano resta fondamentale, perciò, per le banche sono necessari ora più che mai una maggiore formazione interna e l’aggiornamento costante”, dice Davide Rigamonti, Direttore Marketing & Distribution, Cornèrcard, che sarà tra i relatori dell’evento del 5 dicembre dedicato alla Smart Life, promosso dalla Cc-Ti.

La Cornèr è tra i pionieri della diffusione delle carte di pagamento. In futuro queste carte saranno solo un’app dello smartphone?

La tecnologia cambia ad una velocità decisamente superiore rispetto al passato così come il comportamento dei clienti – risponde Rigamonti -. Tuttavia, è difficile prevedere se l’utilizzo della carta di plastica nel futuro verrà completamente rimpiazzato, anche perché che non tutti i Paesi sono sullo stesso livello riguardo la tecnologia (contactless, terminal, ecc.). Sicuramente l’uso di soluzioni mobili prenderanno sempre più quota, ma una percentuale di utilizzo tradizionale comunque rimarrà anche nel medio periodo. Legate a questa previsione sono anche le abitudini della clientela e l’età anagrafica che entro i prossimi 10 anni vedrà l’Europa e, la Svizzera in particolare, tra i Paesi con l’età anagrafica più vecchia al mondo.

La Svezia è decisa ad eliminare il denaro contante, si arriverà ovunque ad una società cashless?

La tendenza anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie è questa, sebbene sarà il passare del tempo a confermarla. Noi, però preferiamo l’espressione cashfree perché da una maggiore sensazione di libertà: vivere liberi dal contante. Detto questo, riguardo al contante ritengo che la quota si ridurrà in maniera direttamente proporzionale al prevalere delle tecnologie e all’aumento sempre più intenso delle transazioni e-commerce.

In che modo il FinTech influirà sulle attività delle banche?

Ritengo che il mondo bancario dovrà progressivamente passare dal modello competitivo a quello cooperativo. Con le regole attuali, la tecno-finanza gode di vantaggi competitivi indiretti; sfruttare in termini cooperativi entità FinTech permette di rendere più agili le tradizionali strutture bancarie. Per essere più flessibili e restare sul mercato a condizioni accettabili, bisognerà giocare la partita della cooperazione.

Intervista apparsa sul CdT del 3 dicembre 2018

Parliamo di queste tematiche nell’evento Cc-Ti “Smart life, la tecnologia che migliora la vita” del 5 dicembre 2018.

Soluzioni di pagamento sicure per la gestione degli acquisti aziendali o dei viaggi d’affari

Le carte di credito virtuali si stanno diffondendo sempre più nel settore degli acquisti aziendali o dei viaggi d’affari per pagare acquisti aziendali di vario genere, fornitori di servizi di viaggio o altre spese relative alle trasferte. La tendenza si rafforza, in quanto con la diffusione dei nuovi tool di pagamento – come ad esempio Apple Pay o Samsung Pay – pagare senza dover ricorrere alla carta di credito fisica fa già parte della quotidianità.

Le carte di credito virtuali possono essere create in maniera semplice, e il loro utilizzo è assolutamente sicuro. Inoltre informazioni di riferimento aggiuntive semplificano l’attribuzione e la contabilizzazione dei costi.

Carte di credito virtuali in sintesi

Una carta di credito virtuale consiste in un numero di carta di credito virtuale a cui è abbinato un limite di credito globale. A prescindere dall’esistenza in forma «plastificata», l’uso delle carte di credito virtuali non è diverso da quelle convenzionali. Per consentire per esempio alle compagnie aeree, agli alberghi e agli altri fornitori di servizi di evadere le prenotazioni anche in assenza di una carta di credito fisica in plastica, le carte di credito virtuali integrano i seguenti elementi:

  • Codice di verifica della carta (CVV/CVC): come per le carte convenzionali, negli acquisti online questo elemento di sicurezza supplementare conferma che l’acquirente possiede effettivamente la carta.
  • Validità: per i numeri di carta virtuali è possibile definire la durata, che di norma è inferiore a quella di una carta di credito fisica, individualmente per ogni numero di carta.

Grazie ad ulteriori possibilità di personalizzazione le carte di credito virtuali creano maggiore trasparenza e massimizzano la sicurezza nel pagamento delle spese aziendali.

  • Informazioni aggiuntive personalizzate: per ogni carta è anche possibile associare informazioni come centro di costo, reparto, categoria di acquisto o numero del progetto. Queste ultime sono sempre visibili, assieme alla panoramica di tutte le transazioni, nel conteggio mensile – per una piena trasparenza e massimo controllo nell’attribuzione dei costi.
  • Parametri di sicurezza individuali: per ogni numero di carta è possibile definire, oltre alla validità, anche i limiti di spesa e l’importo di spesa massimo. Se si desiderano degli elementi di sicurezza supplementari, è possibile anche definire quante volte la carta può essere usata in un determinato periodo e l’importo massimo da contabilizzare.

Un ulteriore vantaggio: le carte di credito virtuali sono particolarmente adatte per i collaboratori che non dispongono di carte aziendali. Sono ideali anche per partner contrattuali o fornitori di servizi esterni che effettuano viaggi d’affari a carico dell’azienda: semplici e pratiche per i viaggiatori, che non devono anticipare le spese di tasca propria.

Soluzioni di pagamento virtuali per aziende

Oggi esistono innovative piattaforme web per le aziende con cui Travel Manager, agenzie viaggi, Procurement Manager o altri collaboratori possono generare, nel giro di pochi istanti, numeri di carte di credito virtuali e utilizzarli immediatamente per acquisti online o di qualsiasi genere. Oltre alle numerose informazioni aggiuntive sui numeri di carta virtuali, per queste soluzioni sono disponibili anche analisi o dati di fatturazione elettronici. Inoltre è compresa una vasta gamma di prestazioni assicurative gratuite con somme di copertura elevate, che proteggono sia i collaboratori che le aziende per esempio da spese di annullamento viaggio impreviste.

Testo redatto da
Beat Weidmann, Head of Distribution Channels & Sponsoring, Cornèrcard

IoT e il suo prossimo sviluppo

L’acronimo “IoT” (Internet of Things) indica qualsiasi oggetto che può connettersi e comunicare tramite la stessa Internet. L’Internet delle cose non è una tecnologia ma una sintesi di tecnologia estesa nella rete dove tutto è possibile.

Viene sfruttata nei processi di innovazione digitale e viene associata all’evoluzione mobile. Questo binomio rende intelligente tutta la filiera degli oggetti collegati. Come e dove potere quindi utilizzare gli oggetti IoT? Risposta facile, semplicemente ovunque tramite la rete. Sarà sempre più in uso dalle strutture maggiormente complesse quali sanità, trasporti fino al singolo appartamento.

Il trend dell’IoT avrà un’evoluzione massiva nel prossimo futuro in diversi settori industriali. Il suo valore incrementerà verticalmente passando dai 157 miliardi di dollari del 2016 agli oltre 450 miliardi di dollari stimati nel 2020 ovvero tra soli due anni. Le aree di maggiore impatto dell’IoT sono le Smart City (26%), le industrie in generale (24%) e la sanità mobile (20%), smart home (14%), automotive (7%), smart utilities (4%) e device indossabili (3%).

Viene stimato che tra il 2020 e il 2026 le macro-aree appena citate investiranno oltre 6 trilioni di dollari nelle soluzioni IoT. Crescerà conseguentemente il numero dei device IoT collegati. Ad oggi, si stimano 23 miliardi dei dispositivi connessi alla rete e questo numero verrà più che triplicato prima del 2025. Un numero dieci volte superiore alla popolazione mondiale. Questi nuovi oggetti permetteranno di gestire da remoto un’infinità di oggetti anche potenzialmente critici e i dati trasmessi verranno analizzati per migliorare le prestazioni ed essere sempre più efficienti ed efficaci.

Gli algoritmi di Machine Learning usano metodi matematico-computazionali per apprendere informazioni direttamente dai dati ed è ormai certo che questa tecnologia sta diventando parte integrante dei dispositivi IoT. Le prestazioni dei dispositivi in rete aumentano la loro efficienza in modo adattivo man mano che gli esempi da cui apprendere aumentano.

Le grandi corporation americane quali Microsoft, IBM e Google, stanno investendo immensi capitali nelle soluzioni di Intelligenza Artificiale (AI) proprio per questo apprendimento automatico. In questo contesto globale di sviluppo tecnologico, la sicurezza gioca un ruolo sia strategico che operativo.

La privacy dei dati dovrà essere considerata con il massimo rigore e lo sforzo tecnologico per evitare le  violazioni dei dispositivi e conseguentemente delle reti a cui sono collegati dovrà essere sempre più garantito.

L’IoT è sempre più un terreno di attacco delle organizzazioni criminali per trafugare dati e/o bloccare infrastrutture anche altamente sofisticate causando potenzialmente forti danni sociali.  La sicurezza dovrà cercare di andare di pari passo con lo sviluppo tecnologico per mitigare i nuovi rischi a tutti i livelli.

A tendere, anche gli standard della sicurezza fisica verranno coinvolti in questo processo in quanto i dispositivi verranno valutati sia in base al loro livello di sicurezza che di resistenza agli attacchi piuttosto che alla loro economicità. Molti ormai ritengono che questo sia l’unico modo in cui poter andare avanti e modificherà sensibilmente la vita quotidiana di tutti noi.

Molti dispositivi IoT, e in parte lo sono già, verranno sempre più utilizzati e sfruttati nella soluzione dei nostri piccoli o grandi problemi quotidiani come per esempio aprire la porta di casa automaticamente quando si arriva in prossimità, ripristinare il cibo nella dispensa, ridurre i costi energetici, trovare un parcheggio disponibile o monitorare l’andamento della propria terapia farmacologica.

Testo a cura di Carlo Del Bo
Executive Advisor
Gruppo Sicurezza SA
Via Cantonale 20
6942 Savosa
Tel. +41 91 935 90 50
Fax  +41 91 935 90 59
www.grupposicurezza.ch

Inchiesta sulla sicurezza cibernetica – 2° edizione

Per la Cc-Ti la cyber security – e più in generale l’economia digitale – è un tema centrale che è stato approfondito con ampie sfaccettature lungo il corso dell’anno. Anche nel 2018 viene condotta un’inchiesta sulla sicurezza cibernetica, a seguito della prima interessante edizione del 2017. La parola alle aziende.

La Cc-Ti, in collaborazione con il Servizio informatica forense della SUPSI e IntheCyber Group, e con il patrocinio del Dipartimento delle Istituzioni del Cantone Ticino, è lieta di presentare la seconda edizione dell’inchiesta sulla cyber security. L’obiettivo dell’indagine è quello di raccogliere informazioni e condividerle sul territorio, evidenziando i rischi cyber e le attività di “detection & response” per aziende e istituzioni cantonali, così da capire, ad un anno di distanza, lo stato dell’arte in tema di sicurezza e prevenzione di attacchi cibernetici.
Possono partecipare tutte le aziende, attraverso questo link che porta direttamente alla pagina dell’indagine.

Contattateci per maggiori informazioni, saremo felici di darvi ulteriori ragguagli.

Altri articoli di approfondimento sull’economia digitale

Swiss Cyber Security Days: un’occasione di aggiornamento

Si terranno a febbraio 2019 gli Swiss Cyber Security Days, una prima edizione che a Friborgo vedrà riuniti in una due giorni gli esperti di cyber security a livello nazionale. Una manifestazione aperta non solo agli interessati della materia, ma anche al mondo economico, politico, della formazione, ecc.

L’evento si terrà presso il Forum Fribourg il 27 e 28 febbraio 2019. Riunendo gli attori in gioco sotto un unico tetto (professionisti di cyber security, informatici, mondo economico, politico, della ricerca e della formazione, ecc.), si farà il punto sulle competenze tecnologiche e sulle soluzioni innovative attuali e future per proteggere le infrastrutture sensibili per aziende pubbliche e private.

Un tema su cui anche la Cc-Ti è molto sensibile, avendogli dedicato numerosi approfondimenti (fra cui un evento lo scorso maggio, simulando anche un attacco cyber), oltre ad un’inchiesta sulla cyber security che verrà riproposta nelle prossime settimane.

Grazie alla rete delle Camere di commercio e dell’industria svizzere (CCIS), di cui il direttore della Cc-Ti, Luca Albertoni, è Presidente, tutte le aziende associate ad una Camera di commercio e dell’industria svizzera, possono disporre di condizioni agevolate (ossia il 10% di sconto) fino al 15 novembre 2018 con un duplice vantaggio:

  • l’affitto di uno spazio espositivo,
  • i biglietti “early bid” in promozione, barrando la casella “associativa” al momento dell’acquisto sul sito della manifestazione.

Tutte le informazioni a riguardo sono disponibili sul sito www.swisscybersecuritydays.ch e contattando la Camera di commercio di Friborgo.

La comunicazione tra uomo e macchina

Uno degli aspetti più affascinanti dell’era digitale è rappresentato da applicazioni basate sulla virtual reality (la riproduzione di scenari appunto vistuali) e l’augmented reality (l’abbinamento di informazioni/oggetti virtuali all’ambiente reale).

Il loro utilizzo congiunto costituisce il principio della cosiddetta “immersive experience“. Ma non si tratta di una semplice combinazione di tecnologie. In effetti la VR (Virtual Reality) offre funzionalità avanzate come lo spostamento di oggetti all’interno dello scenario virtuale fino alla riproduzione di stimoli (come il tatto). L’abbinamento di Augmented e Virtual Reality rende possibile un collegamento tra il mondo virtuale e quello fisico che, grazie al rapido sviluppo tecnologico, diventerà sempre più raffinato e realistico. Le applicazioni pratiche sono già numerose: partendo da un paio di occhiali intelligenti, un tablet e uno smartphone, oggi è possibile trasferire le immagini del mondo reale, completandole con le informazioni digitali. Ad esempio, i tecnici interni di Swisscom, responsabili della manutenzione dell’infrastruttura di rete, utilizzano occhiali intelligenti per lavorare su macchine e oggetti. In questo modo possono accedere all’oggetto reale attraverso il menu di selezione digitale ed essere supportati dalle informazioni digitali rese disponibili in sovrapposizione a quanto osservato nello scenario reale.

Un supporto AR si può rivelare molto utile nell’elaborazione di procedure critiche come, ad esempio, la manutenzione di macchinari complessi. Le tecnologie AR e VR consentono ai tecnici di zoomare all’interno di una macchina come se “navigassero” all’interno del disegno progetto, senza dover smontare fisicamente la macchina. Nella stampa 3D la tecnologia VR può aiutare a riprodurre visivamente i modelli in anteprima, analizzarli e simularne l’utilizzo prima dell’effettiva realizzazione.

Le nuove tecnologie immersive porteranno enormi cambiamenti anche in settori come l’educazione, il lavoro, le interazioni sociali, il turismo e il commercio.

«Augmented Reality e Virtual Reality sono metodi completamente nuovi e rivoluzionari di controllare le macchine e l’Immersive Experience renderà possibile l’interazione tra ogni singolo touchpoint fisico e digitale. Prima che arrivasse sul mercato lo smartphone, non era pensabile un telefono senza tastiera. L’Immersive Experience seguirà uno sviluppo simile.

Testo redatto da
Carlo Secchi, Sales Director Swisscom (Svizzera) SA Enterprise Customers, Bellinzona

Uniformarsi al GDPR

Il 25 maggio ha rappresentato la data del cambio di passo sulla protezione dei dati nel senso più ampio del termine.

È entrato in vigore il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali noto con il già famoso acronimo di GDPR.

Le finalità del Regolamento è quello di proteggere tutti i cittadini Europei dalle violazioni dei dati in un mondo articolato e molto diverso rispetto alla precedente direttiva 95/46/CE.

Questo Regolamento probabilmente è il più importante cambiamento nel panorama normativo della riservatezza dei dati in quanto si applica a tutte le società europee ed extra europee che gestiscono dati di cittadini europei.

Il giorno dopo l’entrata in vigore, abbiamo immediatamente assistito ad alcune azioni legali nei confronti dei maggiori colossi mondiale che gestiscono i nostri dati personali.Un paio di organizzazioni si sono subito mosse contro Facebook, Instagram e WhatsApp tramite una class action sulla privacy con potenziali sanzioni che arrivano oltre i 4 miliardi di dollari. Un’altra denuncia del valore di € 3,7 miliardi è stata presentata dalla CNIL francese nel caso del sistema operativo Android di Google.

La sicurezza è uno dei temi preponderanti negli oltre 90 articoli del Regolamento e queste class action pongono le loro basi proprio sul concetto della sicurezza che deve essere garantita.

La nuova norma ha creato molto fermento ed interesse in tutti i settori aziendali. Anche le aziende svizzere che lavorano con l’Unione Europea e quindi hanno archiviato dati di cittadini europei dovranno necessariamente adeguarsi al nuovo Regolamento anche se non in vigore nella Confederazione.

Come dicevo la sicurezza è preponderante e questo Regolamento rispetto alla precedente direttiva sulla privacy ha un altro cambiamento sostanziale. Sono le aziende che devono dimostrare di aver messo in atto tutte le misure di protezione e dimostrare di essere compliance ovvero garantire che ila gestione dei dati avviene in forma sicura.

Viene specificato infatti che tutte le operazioni di protezioni dei dati devono essere fatte by default ovvero dai sistemi esistenti ma anche by design ovvero tramite un approccio di progettazione e di messa in sicurezza sin dalla fase iniziale del processo gestionale dei dati.

Occorre dunque sostenere le aziende che devono regolamentare la protezione dei propri dati come imposto dal GDPR, con un’analisi dettagliata delle vulnerabilità dei dati e una valutazione globale del livello di sicurezza dei sistemi ICT del cliente.

Il GDPR recita di realizzare una procedura atta a “testare, verificare e valutare regolarmente l’efficacia delle misure tecniche e organizzative al fine di garantire la sicurezza del trattamento dei dati”.

Testo a cura di Carlo Del Bo
Executive Advisor
Gruppo Sicurezza SA
Via Cantonale 20
6942 Savosa
Tel. +41 91 935 90 50
Fax  +41 91 935 90 59
www.grupposicurezza.ch

 

La Cc-Ti continuerà ad approfondire il tema del GDPR e della digitalizzazione. Lo ha già fatto con un Networking Business Breakfast, e  in autunno, seguiranno molte proposte formative puntuali sull’argomento comunicazione d economia digitale, che stiamo programmando.