Digital networking innovativo

Diverse possibilità di scambio ed interazione tra associati grazie alla Cc-Ti

 

La messa in rete e la creazione di contatti fra le aziende è una delle prerogative dell’attività della Cc-Ti. Creare interazioni fra le persone che possono implementare e sviluppare le loro conoscenze attraverso svariati canali è uno dei ruoli che quale associazione mantello dell’economia ticinese ci assumiamo.
Già dall’inizio del 2018 una delle nostre missioni è stata mettere la persona al centro delle attività aziendali, quale valore incommensurabile per lo sviluppo e la crescita del business. Grazie al dialogo con i soci questo assunto ci è stato sempre più confermato: la necessità di fare rete è sempre più fondamentale. Lo scambio di esperienze, conoscenze personali e contatti, che volgono verso la creazione di una rete tangibile, collima dunque nei momenti aggregativi quali eventi e formazioni. Restando al passo con i tempi abbiamo introdotto nuove possibilità di networking anche digitale: andando incontro alle esigenze delle
aziende, che mutano costantemente e vivendo le trasformazioni tecnologiche che stanno caratterizzando la nostra epoca.

I “soci Cc-Ti in rete” su LinkedIn

Il gruppo su LinkedIn “Soci Cc-Ti in rete” è pensato per facilitare la messa in rete dei nostri associati, professionisti appartenenti ai diversi settori economici che come Cc-Ti rappresentiamo (commercio, industria, artigianato e servizi). Qui è possibile condividere spunti, presentare le proprie attività e mettersi facilmente in contatto con gli altri soci.

La Bacheca dei Soci su Facebook

Questa pagina vuole essere un ulteriore spazio di incontro e di scambio per le aziende affiliate Cc-Ti. Lo scopo è mettere in rete i nostri soci attraverso la diffusione di notizie delle loro iniziative così come attraverso la presentazione delle loro attività.

Come interagire con noi sfruttando al meglio queste opportunità?

Questi spazi d’incontro online sono a disposizione dei soci. Per quanto attiene LinkedIn è necessario iscriversi al gruppo, unico requisito è lavorare per un’azienda o un’associazione di categoria che sia socia della Cc-Ti. Per la pagina Facebook, ogni associato ha a disposizione 3 post all’anno. Vi invitiamo a contattarci per ulteriori dettagli.

Nuova linfa al commercio

Vi proponiamo un’intervista a Lorenza Sommaruga, Presidente Federcommercio, membro dell’Ufficio Presidenziale della Cc-Ti e titolare di un negozio nel cuore di Lugano. Con lei parliamo di digitalizzazione in relazione al settore che rappresenta (il commercio al dettaglio).

Come prevede l’evoluzione della digitalizzazione nel settore del commercio al dettaglio? 

Fare acquisti in futuro sarà sempre più innovativo. Per questo motivo tra produttori e commercianti vi è una grande presa di coscienza con conseguente cambiamento atto a far fronte alle nuove sfide tecnologiche. Malgrado le vendite online siano in continuo aumento, la maggior parte degli acquisti vengono fatti ancora presso i negozi, che mantengono tutt’ora un ruolo importante ed oggi sono ancor più un elemento chiave per il commercio. I brand importanti da tempo si sono organizzati con i loro portali di vendita online, ma mantengono o si affiancano a negozi fisici. Le nostre realtà spesso si avvalgono di piattaforme social per le loro strategie di comunicazione. Allinearsi e seguire la “naturale evoluzione” dei tempi ed evolvere anche tecnologicamente adeguandoci alla digitalizzazione è fondamentale.

A che punto si trova il percorso per l’introduzione della nuova Legge Aperture Negozi? Che impulsi porterebbe al settore?

L’importante lavoro fatto da parte di Federcommercio e sindacati sembra sia quasi definitivamente concluso. Dopo aver censito ogni negozio del Cantone si è raggiunto il quorum necessario e l’incarto è stato consegnato dal DFE alla SECO per il decreto di obbligatorietà, che attendo con grande impazienza. Con l’entrata in vigore della stessa, l’apertura in alcuni giorni infrasettimanali e tre domeniche all’anno diventeranno finalmente definitive e sarà di vitale importanza per i piccoli commercianti migliorando notevolmente la loro situazione.

L’aspetto umano resta decisivo

Altri spunti di riflessione (dopo aver presentato la nostra inchiesta congiunturale) provengono dal settore dei servizi sanitari. Nell’intervista con Michela Pfyffer, Direttrice Clinica Sant’Anna di Sorengo, e nostra affiliata, approfondiamo il binomio “tecnologia-essere umano”, per lo sviluppo delle attività.

Nel settore sanitario le innovazioni ed il progresso tecnologico si susseguono, ma risulta comunque predominante anche il fattore umano. Come collimano questi due aspetti?

Confermo assolutamente che non solo l’aspetto umano resta e deve rimanere predominante a tutti i livelli, ma che ogni giorno tutti lavoriamo alacremente per garantire che questa predominanza non venga meno. La tecnologia deve essere il supporto all’esercizio delle professioni sanitarie e non il contrario. Non dimentichiamo peraltro che il progresso tecnologico è frutto dell’esperienza e del genio umano e che il suo scopo naturale è quello di rendere le  diagnosi e le terapie  sempre più performanti a favore dei pazienti, e non quello di togliere ai pazienti l’interlocutore umano nelle cure. Accogliere  il progresso tecnologico significa impegnarsi nel costante sforzo della formazione e noi, come operatori sanitari, abbiamo il dovere di  sempre garantirli con continuità e competenza.

Quanto conta il valore della ‘swissness’ (intesa come cultura d’impresa svizzera) nel vostro settore?

Swissness per me vuol dire serietà e qualità, due valori fondamentali nel nostro settore e che ne fanno la differenza, oltre ovviamente a  competenze e umanizzazione nelle cure. Non da ultimo il rispetto della privacy, ragione questa che contribuisce a renderci attrattivi anche per pazienti stranieri che in maniera sempre più regolare si affidano alle nostre strutture.

Nuove opportunità e vecchi rischi

Ogni nuova opportunità comporta una determinata dose di rischio; l’assunto vale anche quando si parla di opportunità offerte dalla trasformazione digitale. Fenomeno di fronte al quale chi reagisce con l’immobilismo, finisce per assumersi soltanto i rischi (senza quindi cogliere le opportunità).

L’atteggiamento opposto, ovvero affrontare allegramente nuovi percorsi ignorando i rischi può essere altrettanto nefasto.

Se è vero che l’assenza totale del rischio è ignota alla maggior parte degli imprenditori, possiamo affermare con una certa sicurezza che la formula del successo imprenditoriale o di un progetto, può contenere una buona dose di matematica. Ciò succede quando si parla di rischio calcolato oppure, quando il concetto è adeguatamente calato in una strategia, di risk management all’interno della quale si identifica e si governa il rischio.

Anche quando affrontiamo un cambiamento di paradigma (un nuovo modello di business, una nuova organizzazione, una nuova strategia commerciale, ecc.) dovremmo abituarci ad identificare per tempo i rischi, analizzarli e valutarli. Solo in questo modo, potremo dare priorità ai rischi che saremo in grado di escludere, mantenendo il controllo su quelli che decideremo di affrontare, conoscendone in anticipo l’impatto economico. In fase di realizzazione del progetto, il controllo dei rischi che abbiamo deciso di assumere completerà il quadro e ci permetterà di procedere sulla via della trasformazione.

Il risk management è applicabile in moltissimi ambiti, oggi toccati più che mai dalla trasformazione digitale. Ad esempio, si colloca molto facilmente nell’ambito della sicurezza informatica, che ci si riferisca alla protezione dei dati, al controllo degli accessi alla rete o alla continuità operativa della nostra infrastruttura informatica. Meno evidente, ma altrettanto interessante, è l’applicazione del risk management ai processi aziendali (esistenti o ancora nella fase di disegno iniziale).

Ma come identificare i rischi? Comunemente ci si basa sugli obiettivi o sugli scenari. Nel primo caso, il rischio è identificato con il mancato raggiungimento di un obiettivo. Nel secondo, in base ad un evento prestabilito, vengono ipotizzati diversi scenari, ciascuno contraddistinto da un particolare rischio.

Una volta identificati i rischi, occorre passare alla classificazione, normalmente basata sull’impatto economico e sulle probabilità che questi si possano verificare. La correlazione tra queste due dimensioni, permette di stabilire le priorità. Semplificando, i rischi con minor impatto economico e minore probabilità di occorrenza, verranno affrontati dopo quelli con maggior impatto economico e maggiore probabilità di occorrenza. La limitata disponibilità di risorse, così come il mantenimento di determinati margini operativi, può quindi spingere ad ignorare volutamente alcuni rischi, posti in fondo alla “classifica” perché con scarso impatto economico e una bassa probabilità di occorrenza. In questi casi si può anche parlare di costo di opportunità, che andrà aggiunto nella struttura dei costi inerenti al processo in esame.

Il tema non è dei più nuovi ma, forse proprio per questo motivo, viene spesso ignorato o, nella migliore delle ipotesi, relegato (ingiustamente) tra i progetti dei grandi numeri. Al contrario, ogni nostro processo aziendale andrebbe sottoposto ad un’analisi del rischio. Posto che in alcuni casi, dalla semplice analisi di processo più che una valutazione dei rischi, si può addirittura parlare di certezze comportante da evidenti situazioni di inefficienza. Ma tornando al tema di questa pillola, il rischio si annida in quei processi apparentemente perfetti, che spesso costituiscono l’ossatura della nostra attività. In assenza di una strategia di gestione del rischio, spesso ci rendiamo conto dei punti deboli solo quando ci troviamo in piena crisi.

A titolo di banale ma eloquente esempio, pensiamo al mondo interconnesso che oggi contraddistingue la quotidianità di ciascuno di noi e all’imprevedibile (?) interruzione del collegamento internet a causa di lavori di scavo. In un’abitazione privata, l’evento può causare un piccolo dramma famigliare ma, il più delle volte assume dimensioni relativamente preoccupanti solo se accade nel corso di un fine settimana e in presenza di internauti adolescenti. Chi ha sottoscritto l’abbonamento con l’internet provider, ha calcolato il rischio di un simile evento e, probabilmente, risolverà il temporaneo stop digitale con una sana e analogica passeggiata. Se il fatto avviene in orari feriali e il malcapitato opera come trader online in borsa, il disastro epocale è garantito. Stesso rischio, due diversi scenari con impatti economici opposti.

Un’adeguata analisi dei rischi in un processo, così come nelle attività professionali quotidiane, può aiutarci nell’identificare correttivi che spesso conducono anche alla semplificazione. Eliminare un rischio o limitarne gli effetti sul business, non comporta necessariamente un investimento in tecnologie particolari. Un buon consulente può aiutarci a più livelli anche se il più delle volte, analizzando un processo, si ottengono buoni risultati adottando una materia prima non sempre comune ma molto economica: il buon senso.

Testo redatto da
Carlo Secchi, Sales Director Swisscom (Svizzera) SA Enterprise Customers, Bellinzona

Soci Cc-Ti in rete: networking anche online

Molte le novità per il networking fra associati, grazie al nuovo gruppo LinkedIn dedicato interamente ai soci Cc-Ti

La comunicazione online e la digitalizzazione stanno cambiando il modo di vivere, fare impresa e fruire dei servizi. Come Cc-Ti lo sappiamo bene avendo dedicato molti momenti di approfondimento e riflessione alle sue differenti sfaccettature: dalle opportunità offerte dall’analisi dei big data alla cyber security , dall’ottimizzazione dell’organizzazione aziendale ai nuovi modelli di business, dalla formazione continua alle nuove forme di lavoro, passando per la comunicazione d’impresa strategica e la ‘Smart life’, fino ad arrivare alle potenzialità di alcuni nuovi strumenti, quale ad esempio LinkedIn.

Messa in rete online ed offline

In un mondo sempre più digitale, siamo convinti che il contatto umano e diretto resti un punto cardine fondamentale per sviluppare nuove sinergie. Infatti incoraggiamo lo scambio reciproco tra soci grazie a eventi, formazioni, missioni economiche, ecc.. Accanto alle quali integrare le possibilità di networking oggi offerte dalle piattaforme social.

Le possibilità

  • NOVITÀ: il gruppo su LinkedIn “Soci  Cc-Ti in rete” – un gruppo chiuso, dedicato esclusivamente ai nostri associati, che possono così interagire e creare rinnovate relazioni di business. Lo scopo è di fornire un ulteriore servizio per permettere agli associati di ampliare o consolidare la loro rete di contatti, acquisendo nuove informazioni selezionate di qualità, direttamente dalla fonte.
  • La pagina su Facebook: Bacheca dei soci Cc-Ti – essa vuole essere un ulteriore spazio di incontro e di scambio per le aziende affiliate Cc-Ti. Lo scopo è mettere in rete i nostri soci attraverso la diffusione di notizie delle loro iniziative. In questa pagina ogni azienda associata alla Cc-Ti ha a disposizione 3 post all’anno.
Contattateci per altri dettagli. Saremo lieti di rispondere alle vostre domande!

 

Progetti d’innovazione “Innosuisse”

La Svizzera punta a rimanere uno dei Paesi leader nello sviluppo e nell’impiego delle tecnologie digitali. Per raggiungere questo obiettivo, il Consiglio federale stanzia complessivamente 62 milioni di franchi nell’ambito del piano d’azione 2019-2020.

A questo proposito vogliamo informare le aziende associate alla Cc-Ti su “Innosuisse“,  l’istituto di diritto pubblico della Confederazione, che promuove il programma d’impulso “Tecnologie di fabbricazione.

L’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione sostiene i progetti che gettano un ponte tra ricerca e trasferimento di tecnologie, svolti congiuntamente da imprese elvetiche e istituzioni di ricerca negli ambiti «Industria 4.0 e moderne tecnologie di fabbricazione» sulla base di tecnologie digitali. Per il 2019 e il 2020 sono previsti fondi supplementari pari a 24 milioni di franchi.

Le tempistiche per presentare i progetti a Innosuisse sono assai ridotte. Infatti, al fine di partecipare ai due bandi di concorso (uno per i progetti della durata di 18 mesi e l’altro per progetti di 12 mesi) è necessario inoltrare il progetto entro:
  • il 21 gennaio 2019 per i progetti della durata di 18 mesi;
  • il 20 maggio 2019 per i progetti della durata di 12 mesi.
Per maggiori informazioni, ecco i contatti diretti a cui chiedere dettagli.

FinTech e formazione, una combinazione vincente

Nell’intervista a Davide Rigamonti, Direttore Marketing & Distribution,
Cornèrcard, analizziamo come la tecnologia e il FinTech abbiano influito positivamente sui processi bancari.

Oltre a vantare da quattro anni il primato svizzero per la solidità patrimoniale, la Cornèr è stata anche una delle prime banche in Europa a sviluppare il settore delle carte di pagamento e a seguirne con successo l’evoluzione. Grazie ad una costante innovazione del prodotto e del servizio ai clienti.

Sfruttando le risorse del FinTech, sin dal 2012 la banca è attiva nel trading online con la divisione Cornèrtrader, diventando uno dei più importanti player di questa specializzazione nel nostro Paese. “Con la continua innovazione tecnologica, in questi ultimi 20 anni il mondo, anche quello della finanza, è radicalmente cambiato.  E cambiano più rapidamente, rispetto al passato, i modelli organizzativi.  Ma il fattore umano resta fondamentale, perciò, per le banche sono necessari ora più che mai una maggiore formazione interna e l’aggiornamento costante”, dice Davide Rigamonti, Direttore Marketing & Distribution, Cornèrcard, che sarà tra i relatori dell’evento del 5 dicembre dedicato alla Smart Life, promosso dalla Cc-Ti.

La Cornèr è tra i pionieri della diffusione delle carte di pagamento. In futuro queste carte saranno solo un’app dello smartphone?

La tecnologia cambia ad una velocità decisamente superiore rispetto al passato così come il comportamento dei clienti – risponde Rigamonti -. Tuttavia, è difficile prevedere se l’utilizzo della carta di plastica nel futuro verrà completamente rimpiazzato, anche perché che non tutti i Paesi sono sullo stesso livello riguardo la tecnologia (contactless, terminal, ecc.). Sicuramente l’uso di soluzioni mobili prenderanno sempre più quota, ma una percentuale di utilizzo tradizionale comunque rimarrà anche nel medio periodo. Legate a questa previsione sono anche le abitudini della clientela e l’età anagrafica che entro i prossimi 10 anni vedrà l’Europa e, la Svizzera in particolare, tra i Paesi con l’età anagrafica più vecchia al mondo.

La Svezia è decisa ad eliminare il denaro contante, si arriverà ovunque ad una società cashless?

La tendenza anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie è questa, sebbene sarà il passare del tempo a confermarla. Noi, però preferiamo l’espressione cashfree perché da una maggiore sensazione di libertà: vivere liberi dal contante. Detto questo, riguardo al contante ritengo che la quota si ridurrà in maniera direttamente proporzionale al prevalere delle tecnologie e all’aumento sempre più intenso delle transazioni e-commerce.

In che modo il FinTech influirà sulle attività delle banche?

Ritengo che il mondo bancario dovrà progressivamente passare dal modello competitivo a quello cooperativo. Con le regole attuali, la tecno-finanza gode di vantaggi competitivi indiretti; sfruttare in termini cooperativi entità FinTech permette di rendere più agili le tradizionali strutture bancarie. Per essere più flessibili e restare sul mercato a condizioni accettabili, bisognerà giocare la partita della cooperazione.

Intervista apparsa sul CdT del 3 dicembre 2018

Parliamo di queste tematiche nell’evento Cc-Ti “Smart life, la tecnologia che migliora la vita” del 5 dicembre 2018.

IoT e il suo prossimo sviluppo

L’acronimo “IoT” (Internet of Things) indica qualsiasi oggetto che può connettersi e comunicare tramite la stessa Internet. L’Internet delle cose non è una tecnologia ma una sintesi di tecnologia estesa nella rete dove tutto è possibile.

Viene sfruttata nei processi di innovazione digitale e viene associata all’evoluzione mobile. Questo binomio rende intelligente tutta la filiera degli oggetti collegati. Come e dove potere quindi utilizzare gli oggetti IoT? Risposta facile, semplicemente ovunque tramite la rete. Sarà sempre più in uso dalle strutture maggiormente complesse quali sanità, trasporti fino al singolo appartamento.

Il trend dell’IoT avrà un’evoluzione massiva nel prossimo futuro in diversi settori industriali. Il suo valore incrementerà verticalmente passando dai 157 miliardi di dollari del 2016 agli oltre 450 miliardi di dollari stimati nel 2020 ovvero tra soli due anni. Le aree di maggiore impatto dell’IoT sono le Smart City (26%), le industrie in generale (24%) e la sanità mobile (20%), smart home (14%), automotive (7%), smart utilities (4%) e device indossabili (3%).

Viene stimato che tra il 2020 e il 2026 le macro-aree appena citate investiranno oltre 6 trilioni di dollari nelle soluzioni IoT. Crescerà conseguentemente il numero dei device IoT collegati. Ad oggi, si stimano 23 miliardi dei dispositivi connessi alla rete e questo numero verrà più che triplicato prima del 2025. Un numero dieci volte superiore alla popolazione mondiale. Questi nuovi oggetti permetteranno di gestire da remoto un’infinità di oggetti anche potenzialmente critici e i dati trasmessi verranno analizzati per migliorare le prestazioni ed essere sempre più efficienti ed efficaci.

Gli algoritmi di Machine Learning usano metodi matematico-computazionali per apprendere informazioni direttamente dai dati ed è ormai certo che questa tecnologia sta diventando parte integrante dei dispositivi IoT. Le prestazioni dei dispositivi in rete aumentano la loro efficienza in modo adattivo man mano che gli esempi da cui apprendere aumentano.

Le grandi corporation americane quali Microsoft, IBM e Google, stanno investendo immensi capitali nelle soluzioni di Intelligenza Artificiale (AI) proprio per questo apprendimento automatico. In questo contesto globale di sviluppo tecnologico, la sicurezza gioca un ruolo sia strategico che operativo.

La privacy dei dati dovrà essere considerata con il massimo rigore e lo sforzo tecnologico per evitare le  violazioni dei dispositivi e conseguentemente delle reti a cui sono collegati dovrà essere sempre più garantito.

L’IoT è sempre più un terreno di attacco delle organizzazioni criminali per trafugare dati e/o bloccare infrastrutture anche altamente sofisticate causando potenzialmente forti danni sociali.  La sicurezza dovrà cercare di andare di pari passo con lo sviluppo tecnologico per mitigare i nuovi rischi a tutti i livelli.

A tendere, anche gli standard della sicurezza fisica verranno coinvolti in questo processo in quanto i dispositivi verranno valutati sia in base al loro livello di sicurezza che di resistenza agli attacchi piuttosto che alla loro economicità. Molti ormai ritengono che questo sia l’unico modo in cui poter andare avanti e modificherà sensibilmente la vita quotidiana di tutti noi.

Molti dispositivi IoT, e in parte lo sono già, verranno sempre più utilizzati e sfruttati nella soluzione dei nostri piccoli o grandi problemi quotidiani come per esempio aprire la porta di casa automaticamente quando si arriva in prossimità, ripristinare il cibo nella dispensa, ridurre i costi energetici, trovare un parcheggio disponibile o monitorare l’andamento della propria terapia farmacologica.

Testo a cura di Carlo Del Bo
Executive Advisor
Gruppo Sicurezza SA
Via Cantonale 20
6942 Savosa
Tel. +41 91 935 90 50
Fax  +41 91 935 90 59
www.grupposicurezza.ch

Inchiesta sulla sicurezza cibernetica – 2° edizione

Per la Cc-Ti la cyber security – e più in generale l’economia digitale – è un tema centrale che è stato approfondito con ampie sfaccettature lungo il corso dell’anno. Anche nel 2018 viene condotta un’inchiesta sulla sicurezza cibernetica, a seguito della prima interessante edizione del 2017. La parola alle aziende.

La Cc-Ti, in collaborazione con il Servizio informatica forense della SUPSI e IntheCyber Group, e con il patrocinio del Dipartimento delle Istituzioni del Cantone Ticino, è lieta di presentare la seconda edizione dell’inchiesta sulla cyber security. L’obiettivo dell’indagine è quello di raccogliere informazioni e condividerle sul territorio, evidenziando i rischi cyber e le attività di “detection & response” per aziende e istituzioni cantonali, così da capire, ad un anno di distanza, lo stato dell’arte in tema di sicurezza e prevenzione di attacchi cibernetici.
Possono partecipare tutte le aziende, attraverso questo link che porta direttamente alla pagina dell’indagine.

Contattateci per maggiori informazioni, saremo felici di darvi ulteriori ragguagli.

Altri articoli di approfondimento sull’economia digitale

Swiss Cyber Security Days: un’occasione di aggiornamento

Si terranno a febbraio 2019 gli Swiss Cyber Security Days, una prima edizione che a Friborgo vedrà riuniti in una due giorni gli esperti di cyber security a livello nazionale. Una manifestazione aperta non solo agli interessati della materia, ma anche al mondo economico, politico, della formazione, ecc.

L’evento si terrà presso il Forum Fribourg il 27 e 28 febbraio 2019. Riunendo gli attori in gioco sotto un unico tetto (professionisti di cyber security, informatici, mondo economico, politico, della ricerca e della formazione, ecc.), si farà il punto sulle competenze tecnologiche e sulle soluzioni innovative attuali e future per proteggere le infrastrutture sensibili per aziende pubbliche e private.

Un tema su cui anche la Cc-Ti è molto sensibile, avendogli dedicato numerosi approfondimenti (fra cui un evento lo scorso maggio, simulando anche un attacco cyber), oltre ad un’inchiesta sulla cyber security che verrà riproposta nelle prossime settimane.

Grazie alla rete delle Camere di commercio e dell’industria svizzere (CCIS), di cui il direttore della Cc-Ti, Luca Albertoni, è Presidente, tutte le aziende associate ad una Camera di commercio e dell’industria svizzera, possono disporre di condizioni agevolate (ossia il 10% di sconto) fino al 15 novembre 2018 con un duplice vantaggio:

  • l’affitto di uno spazio espositivo,
  • i biglietti “early bid” in promozione, barrando la casella “associativa” al momento dell’acquisto sul sito della manifestazione.

Tutte le informazioni a riguardo sono disponibili sul sito www.swisscybersecuritydays.ch e contattando la Camera di commercio di Friborgo.