L’inchiesta congiunturale condotta in collaborazione con 5 Camere di commercio e dell’industria della Svizzera romanda è giunta alla sua undicesima edizione. Grazie al numeroso e costante contributo degli associati possiamo riuscire ad attestare una realtà che i risultati dei dati statistici ufficiali puntualmente poi avvalorano.
La
grande opportunità di poter paragonare i dati del nostro Cantone con quelli di altri
Cantoni svizzeri rafforza la voce della Cc-Ti a sostegno dei vostri interessi.
Ringraziamo sentitamente i soci per il loro impegno e collaborazione e chiediamo alle aziende affiliate alla Cc-Ti di voler compilare l’inchiesta seguendo le istruzioni elencate nella lettera ricevuta e rispedirla entro il 28 settembre 2020.
Tutti i dati saranno trattati in modo strettamente confidenziale e nel rispetto delle disposizioni di legge in vigore. La Cc-Ti presenterà i risultati dell’inchiesta in modo ufficiale e anticipatamente per coloro che vi hanno partecipato e, in seguito, verranno pubblicati sui nostri canali di comunicazione (www.cc-ti.ch, Ticino Business, newsletter, Facebook e Twitter).
Per altre informazioni potete contattare Gianluca Pagani, CSR Manager Cc-Ti.
La formazione a distanza e lo studio in modalità e-learning o “in remoto” sono divenuti elementi decisivi, vista anche la necessità di aggiornamento acuita dal Covid-19. Abbiamo parlato di questi temi con Fulvio Bottinelli, Docente cantonale e insegnante per la Scuola Manageriale Cc-Ti.
La formazione a distanza presenta senz’altro molteplici opportunità. Può evidenziarle con qualche esempio?
In questi ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di formazione a distanza (conosciuta anche con l’acronimo FAD). In realtà, la FAD è utilizzata da lungo tempo; basti pensare alle formazioni per corrispondenza postale (il primo corso è stato proposto nel 1840) oppure con la radio, la televisione, le audiocassette o, in tempi più recenti, con videocassette, CD e podcast. Evidentemente, in questi ultimi mesi, la situazione venutasi a creare con la pandemia COVID-19 ha reso la FAD un elemento importante nei diversi ambiti dei processi di apprendimento, sia a livello di formazione scolastica di base, di aggiornamento professionale che a livello universitario. L’evoluzione in campo telematico ed informatico permette oggi alla FAD di far sempre più uso di queste nuove tecnologie, mandando in pensione audiocassette e CD.
Fulvio Bottinelli
Rispetto ad un corso di formazione tradizionale che si svolge in aula, la FAD permette al corsista di poter partecipare alla formazione senza nessun vincolo, sia di spazio che di tempo. L’allievo non è quindi più legato ad un’aula né tantomeno a degli orari, consentendogli quindi di aggiornarsi in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. D’altra parte, questo corrisponde a quella che è l’evoluzione della nostra società che è sempre meno legata ad orari e luoghi definiti ed è sempre più improntata sulla flessibilità. Partecipare ad un corso di formazione a distanza non richiede molto a livello tecnologico: sono sufficienti un PC oppure un telefonino, una connessione ad Internet e l’accesso a una piattaforma di e-learning, molto facili e intuitive da utilizzare. Le piattaforme di e-learning sono anche studiate per permettere una grande interattività tra i corsisti ma anche tra questi ultimi e i formatori. Infatti prevedono appositi spazi per dei forum di discussione, la possibilità di caricare e scambiare materiali didattici, eseguire esercizi con le relative correzioni online, ecc.. Inoltre, è possibile registrare le lezioni e rivederle in altri momenti.
Questo tipo di interazione per la formazione
riscontra più vantaggi o svantaggi? Quali nello specifico?
Dopo quanto detto sopra dei vantaggi della FAD, il lettore potrebbe pensare che la lezione tradizionale è oramai sorpassata e che la FAD sarà il futuro. No, personalmente ritengo che non sia proprio così. La FAD fa da filtro a quello che è un elemento importante della formazione: l’interazione fra tutti i corsisti e fra questi e i formatori. È in aula che si crea il gruppo, il clima, l’ambiente che favorisce e stimola le domande, le discussioni, i confronti, le riflessioni. L’aula è il luogo dove ci si conosce meglio, si creano i gruppi, le conoscenze, le amicizie che ti aiutano e ti sostengono nell’affrontare lo studio. L’aula ti dà anche il piacere di conoscere nuove persone e condividere le tue incertezze, difficoltà nello studio con altri che si trovano nella tua stessa situazione. Non dimentichiamoci poi che non tutti hanno dimestichezza per le nuove tecnologie. L’aula può quindi essere un punto di appoggio per queste persone. Inoltre, nella FAD vengono a mancare quegli elementi che invece animano la lezione in classe: il contatto umano, la comunicazione che non è fatta solo di parole ma anche di gestualità, di espressioni e sfaccettature che fanno la differenza in quello che è il processo di apprendimento. Inoltre, nel caso di test, momenti di valutazione, è l’aula il luogo appropriato.
Se dovesse consigliare i discenti e altri
formatori sul tema, quali raccomandazioni darebbe?
La prima raccomandazione la darei ai formatori consigliando loro di evitare lezioni troppo lunghe. Inoltre, la FAD richiede una forte dose di concentrazione; diventa pertanto utile introdurre delle pause almeno ogni 40 minuti circa di lezione. L’ideale sarebbe alternare la video-lezione con attività di lavoro da parte dei corsisti sulle nozioni appena acquisite. Inoltre, crisi pandemica permettendo, consiglio di alternare momenti di FAD con momenti in aula. Comunque, in molti ambiti esistono corsi specifici per chi insegna. Frequentarne uno di questi corsi è sicuramente un ottimo spunto per migliorare il proprio modo di insegnare, visto che la FAD non è più il futuro ma è il presente e sarà parte integrante di qualsiasi tipo di formazione. Cosa dire ai discenti? Non fatevi indurre dalla tentazione di spegnere la telecamera e fare tutto fuorché seguire la lezione. Concentratevi e sfruttate al meglio le risorse offerte dalle piattaforme e-learning, partecipando ed animando forum di discussione, svolgendo gli esercizi proposti, ecc..
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2018/04/ELM-riga-03.jpg201500Lisa Pantinihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngLisa Pantini2020-08-04 11:41:252025-01-03 14:33:56Studiare in remoto
Presentato lo strumento di autovalutazione aziendale in ambito CSR
durante il Networking Event mattutino, tenutosi il 2 marzo 2020
Il tema della “Responsabilità sociale
delle imprese” (CSR) è ampiamente dibattuto e declinato in svariati progetti a
carattere sociale, formativo e ambientale. Una tematica alla quale la
Cc-Ti presta da tempo molta attenzione, sostenendo
iniziative diverse, con approfondimenti, eventi e formazioni mirate, dedicate
alle aziende associate, indipendentemente dalla dimensione e settore economico.
In occasione di questo business event
mattutino, tenutosi presso lo Swiss Agile Center a Mendrisio,
è stato presentato, in anteprima ai partecipanti, uno strumento di
autovalutazione aziendale che permetterà di misurare, in pochi passaggi, i
propri dati cardine sul tema della CSR. Sono intervenuti Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti, Jenny Assi e Caterina Carletti,
Ricercatrici SUPSI e Gianluca Pagani, CSR Manager Cc-Ti.
Luca Albertoni
Jenny Assi e Caterina Carletti
Uno
strumento per le aziende
Il questionario (promosso dalla Cc-Ti
in collaborazione con la SUPSI) sarà disponibile
per i soci della Cc-Ti a partire dalla fine di marzo. Si tratta di un’analisi che, in pochi e
semplici passaggi, permette la valutazione dell’indice interno CSR su 6
parametri: governance aziendale, rapporti con il mercato, con le HR, con la
comunità, tutela dell’ambiente, comunicazione.
La funzione di questo
modulo è duplice:
le PMI avranno a
disposizione uno strumento di autovalutazione puntuale, con risultato personale
immediato e sempre aggiornabile;
i dati finali
permetteranno una migliore comprensione delle esigenze aziendali e un più
efficace orientamento delle politiche di sviluppo economico del nostro
territorio.
Per le aziende la CSR rappresenta un valore aggiunto importante e sempre più richiesto dal mercato. Il nostro scopo è quello di aiutare a diffondere ulteriormente le buone pratiche e valorizzare quelle già messe in atto e spesso non sufficientemente comunicate.
Il questionario sulla CSR sarà disponibile alla fine del mese di marzo 2020.
Un’intervista con il Presidente Cc-Ti Glauco Martinetti sul tema
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/03/ART20-csr-sala.jpg8531280Lisa Pantinihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngLisa Pantini2020-03-03 14:09:492020-03-17 14:39:05Responsabilità sociale delle imprese in primo piano
Articolo aggiornato al 2.3.2020. Espoprofessioni è stata rinviata a data
da definirsi.
Il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha preso atto delle misure decise in data 28.02.2020 dal Consiglio federale. La XIV edizione di Espoprofessioni NON si svolgerà nella data prestabilita. La manifestazione è stata rinviata. Seguiranno altri aggiornamenti
Sviluppo di azioni e misure a
sostegno della formazione professionale di base, continua e dell’orientamento
scolastico e professionale, promozione delle professioni di tutti i settori
economici e supporto alle associazioni di categoria affiliate per iniziative di
vario genere. Sono questi alcuni dei temi su cui – anche – volge l’attività
della Cc-Ti, al fine di rispondere in maniera concreta alle necessità di
manodopera qualificata e garantire alle aziende figure professionali
specializzate.
Uno dei progetti nei quali crediamo e che sosteniamo con rinnovato
entusiasmo è la nostra partecipazione nel Comitato organizzatore di Espoprofessioni,
la fiera dei mestieri. Essa è organizzata con cadenza biennale dal
Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, in collaborazione
con la Cc-Ti, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e
l’innovazione e l’Unione associazioni dell’edilizia.
I mestieri in mostra
Espoprofessioni rappresenta
una vetrina: un mondo del lavoro vasto e diversificato che contempla un’ampia
gamma di professioni in costante
evoluzione, a dimostrazione del momento storico in cui stiamo vivendo, denso di
mutamenti tecnologici importanti e repentini. Nella settimana della fiera (che per il 2020 si terrà dal 9 al 14
marzo presso il Centro Esposizioni di Lugano) è possibile
interagire e “toccare con mano” le numerose possibilità di formazione e
perfezionamento presenti nel panorama formativo ticinese e svizzero, nonché
scoprire le oltre 230 professioni nei settori agricolo, artigianale, artistico,
industriale, commerciale e sociosanitario presentate nei diversi stand animati
dalle associazioni professionali. In questo percorso – giunto alla 14° edizione
– i giovani possono diventare attori consapevoli del mondo del lavoro, avendo l’occasione
di raccogliere le necessarie informazioni sulle possibilità di formazione di
base, di perfezionamento e di riqualifica, sugli sbocchi al termine della
scuola dell’obbligo. Non solo anche le persone in transizione di carriera e chi
si sta informando per una riqualifica
o una formazione professionale superiore può trovare i dettagli sui passi da
compiere per raggiungere l’obiettivo prefissato.
Lisa
Pantini, Responsabile relazioni con i soci Cc-Ti, è nel comitato organizzatore,
ed è a disposizione per maggiori informazioni.
Si è tenuto nella mattinata del 17 febbraio il primo Networking Business Breakfast volto ad approfondire un tema giuridico.
Con l’intento di informare e sensibilizzare maggiormente soci e imprenditori sulle tematiche di natura giuridica – nell’ottica di offrire sempre più alle aziende affiliate l’opportunità di usufruire di un’assistenza puntuale – nella mattinata del 17 febbraio l’Avv. Michele Rossi, Delegato alle relazioni esterne Cc-Ti e Responsabile del Servizio giuridico, ha inaugurato un ciclo di appuntamenti informativi per non giuristi. Questo primo seminario verteva sulle tipicità dei contratti di lavoro e delle altre forme di collaborazione professionale (mandato, agenzia, organi societari, …).
Il contratto: non per forza un documento scritto
Per ‘contratto’ si intende un negozio giuridico, e meglio un accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico. Anche se spesso, riferendosi alla contrattualistica, si pensa subito a documenti, pile di carta che vanno firmati dalle parti e dagli avvocati, anche semplici azioni quotidiane come andare al bar a bere un caffè o fare benzina implicano la conclusione di un contratto.
Diritti e doveri differenti a seconda
della tipologia contrattuale
Nella maggior parte dei casi la collaborazione
professionale è regolata dal contratto di lavoro, che definisce diritti e
doveri delle parti. Ma a volte la collaborazione poggia su altre forme di
contratto (mandato, appalto, agenzia, …) oppure su situazioni direttamente
previste dalla legge (per
esempio quella degli organi
societari).
A dipendenza di queste
diverse forme di collaborazione, anche singoli aspetti del rapporto tra le
parti andranno gestiti con modalità differenziate:
contratto di lavoro: si tratta del contratto con il quale il lavoratore si obbliga a lavorare al servizio del datore di lavoro per un tempo determinato o indeterminato e il datore di lavoro a pagare un salario stabilito a tempo o a cottimo. Prevede inoltre una prestazione di lavoro personale, nessun obbligo di risultato (ma di diligenza) ed una certa durata (determinata o indeterminata).
contratto di mandato: è un contratto con cui il mandatario si obbliga a compiere gli affari o servigi di cui viene incaricato. Esso si distingue per l’indipendenza con cui il mandatario svolge gli affari affidatigli (contrariamente a quanto succede nell’ambito del contratto di lavoro).
contratto d’appalto: si tratta di un contratto per cui l’appaltatore si obbliga a compiere un’opera e il committente a pagare una mercede. Anche in questo contratto l’appaltatore svolge i propri servizi in un rapporto di indipendenza e non di subordinazione. E’ tenuto, con l’esecuzione dell’appalto, al raggiungimento di un risultato ben preciso, la fornitura dell’opera concordata per l’appunto.
contratto d’agenzia: l’agente è colui che assume stabilmente l’impegno di trattare la conclusione di affari per uno o più mandanti o di concluderne in loro nome o per loro conto, senza essere vincolato ad essi da un rapporto di lavoro. È una figura indipendente ed assume il rischio economico della propria attività.
organo di una società: le società agiscono per il tramite dei propri organi, le cui competenze sono definite direttamente dalla legge.
Altri approfondimenti targati Cc-Ti
Tra i differenti servizi che la Cc-Ti propone ai propri associati, quello giuridico offre alle aziende affiliate l’opportunità di usufruire di una consulenza puntuale su temi di natura giuridica, di regola legate all’ambito contrattualistico e del diritto del lavoro. Ricordiamo anche l’ampia offerta formativa, con corsi mirati nell’ambito del diritto, e i prossimi eventi in calendario.
Save the date Il prossimo Networking Business Breakfast Giuridico si terrà il 16 marzo 2020 negli Spazi Cc-Ti. Presto online tutti i dettagli!
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/02/ART20-nbb-contratto-lavoro.jpg8531280Lisa Pantinihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngLisa Pantini2020-02-17 16:05:512020-02-18 08:37:05Tipi di contratti
Il nostro impegno per la formazione professionale. La prossima edizione si terrà dal 9 al 14.3.20.
Sviluppo di azioni e misure a sostegno della formazione professionale di base, continua e dell’orientamento scolastico e professionale, promozione delle professioni di tutti i settori economici e supporto alle associazioni di categoria affiliate per iniziative di vario genere. Sono questi alcuni dei temi su cui – anche – volge l’attività della Cc-Ti, al fine di rispondere in maniera concreta alle necessità di manodopera qualificata e garantire alle aziende figure professionali specializzate.
Uno dei progetti nei quali crediamo e che sosteniamo con rinnovato entusiasmo è la nostra partecipazione nel Comitato organizzatore di Espoprofessioni, la fiera dei mestieri. Essa è organizzata con cadenza biennale dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, in collaborazione con la Cc-Ti, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione e l’Unione associazioni dell’edilizia.
I mestieri in mostra
Espoprofessioni rappresenta una vetrina: un mondo del lavoro vasto e diversificato che contempla un’ampia gamma di professioni in costante evoluzione, a dimostrazione del momento storico in cui stiamo vivendo, denso di mutamenti tecnologici importanti e repentini. Nella settimana della fiera (che per il 2020 si terrà dal 9 al 14 marzo presso il Centro Esposizioni di Lugano) è possibile interagire e “toccare con mano” le numerose possibilità di formazione e perfezionamento presenti nel panorama formativo ticinese e svizzero, nonché scoprire le oltre 230 professioni nei settori agricolo, artigianale, artistico, industriale, commerciale e sociosanitario presentate nei diversi stand animati dalle associazioni professionali. In questo percorso – giunto alla 14° edizione – i giovani possono diventare attori consapevoli del mondo del lavoro, avendo l’occasione di raccogliere le necessarie informazioni sulle possibilità di formazione di base, di perfezionamento e di riqualifica, sugli sbocchi al termine della scuola dell’obbligo. Non solo anche le persone in transizione di carriera e chi si sta informando per una riqualifica o una formazione professionale superiore può trovare i dettagli sui passi da compiere per raggiungere l’obiettivo prefissato.
Lisa Pantini, Responsabile relazioni con i soci Cc-Ti, è nel comitato organizzatore, ed è a disposizione per maggiori informazioni.
Un approfondimento televisivo curato da Teleticino dedicato all’evento della Cc-Ti del 13 gennaio 2020.
Giunta alla decima edizione, l’Inchiesta congiunturale della Cc-Ti ha evidenziato trend e prospettive economiche cantonali, per cui emerge un andamento economico generale stabile e di segno abbastanza positivo malgrado le numerose incertezze del panorama internazionale. Ciò risulta essere in linea con le tendenze delle altre regioni svizzere e quelle nazionali. L’evento del 13 gennaio è stato dedicato in anteprima ai soci che hanno partecipato all’inchiesta congiunturale rispondendo al questionario inviato alla loro attenzione, e ha anticipato la conferenza stampa del giorno successivo rivolto esclusivamente ai media.
In questa puntata speciale di Zoom, curata ed andata in onda su Teleticino, approfondiamo alcuni elementi emersi con spunti interessanti. Intervengono Glauco Martinetti, Presidente Cc-Ti; Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti; Gianluca Pagani, CSR Maganer Cc-Ti e Antonio Vergamini, Co-fondatore della Compagnia Finzi Pasca.
Scopriamo allora insieme quanto emerso. Buona visione!
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/01/ART20-inchiesta-congiunturale_relatori.jpg8531280Lisa Pantinihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngLisa Pantini2020-02-07 13:30:372020-02-07 13:30:38Zoom sulla presentazione dei dati dell’Inchiesta congiunturale Cc-Ti 2019/2020
Vi proponiamo l’esperienza della Scuola Manageriale sotto una prospettiva differente, ovvero la voce di alcuni dei docenti.
Scegliere di frequentare un corso professionale superiore è sicuramente un passo importante nella carriera di una professionista. D’altro canto è indispensabile poter contare su professionisti che conoscano l’economia, le aziende e sappiano offrire ai partecipanti solide competenze. L’approfondita conoscenza delle diverse esigenze delle aziende ticinesi – visto il contatto quotidiano con il tessuto imprenditoriale – unitamente a una rete di specialisti, fa della Cc-Ti un interlocutore privilegiato nell’erogare formazione.
La voce dei docenti
Davide Righetti
“Un paio di anni fa, quando sono stato coinvolto in questo progetto formativo, ho dovuto riflettere attentamente prima di confermare la mia disponibilità, soprattutto per una questione di carico di lavoro. Il percorso formativo dello “Specialista della gestione PMI” è ambizioso e parecchio impegnativo, sia per i partecipanti, come pure per i docenti. Visto il mio personale interesse nel lavorare e sostenere la formazione professionale e chi si mette in gioco per un’importante crescita professionale e personale, ho accettato. Questi primi due anni mi hanno dato la conferma della buona scelta compiuta, un’esperienza molto arricchente per me; che mi ha fatto anche tornare “sui libri” per aggiornare le mie conoscenze”.
Nicola Giambonini
“Da diversi anni ho il piacere di insegnare “Gestione d’impresa” nel corso “Specialista della gestione PMI” con attestato federale erogato dalla Cc-Ti. I partecipanti al corso mi hanno sempre incitato a essere concreto e a portare la mia esperienza diretta nella conduzione di un’azienda. Ciò mi ha permesso di fare molti esempi, rendendo chiaro in che modo i concetti e le nozioni trasmesse potessero essere direttamente trasferibili nelle diverse situazioni professionali dei corsisti. Ho conosciuto, fra i partecipanti, uomini e donne alle prese con la complessità della gestione di un’azienda, settore, reparto, e desiderosi di acquisire conoscenze, ma soprattutto metodi e strumenti, per far fronte alle proprie responsabilità professionali”.
Roberta Fabbri
“Ciò che conta è che alla fine di ogni mia lezione i ragazzi possano portare anche un solo concetto che fa la differenza, nella loro realtà aziendale”.
Si riparte in marzo
Il prossimo ciclo formativo prenderà avvio a marzo 2020. Abbiamo ancora alcuni posti a disposizione e volentieri siamo a disposizione per qualsiasi informazione in merito.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2018/04/ELM-riga-03.jpg201500Lisa Pantinihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngLisa Pantini2020-02-07 09:29:422025-01-03 14:33:17Saliamo in cattedra
Dallo scorso 1° gennaio, con l’entrata in vigore della direttiva UE 2019/475, il territorio del comune di Campione d’Italia è entrato a far parte del territorio doganale dell’Unione Europea. Come devono comportarsi le aziende ticinesi?
Da sinistra: L. Albertoni, E. Cavadini, G. Binda, F. Maltauro
Nella mattinata del 27 gennaio si è svolto presso la Cc-Ti il primo Networking Business Breakfast del 2020. L’evento ha voluto centrare la propria attenzione su un tema di stretta attualità: la nuova realtà campionese, territorio che dal 1°.1.2020 è passato a tutti gli effetti sotto il regime doganale dell’UE. Cosa ha comportato questo cambiamento? Quale è l’impatto delle diverse normative per le aziende ticinesi che si recano a Campione d’Italia per forniture o prestazione di servizi? Quali le implicazioni? Ne abbiamo parlato con Giorgio Binda, Capo-sezione tariffe e regimi doganali, AFD Lugano; Eros Cavadini, ispettore dell’ID Chiasso Strada e Francesco Maltauro, Capo Servizio Sezione della circolazione, Camorino; davanti ad una sala gremita di interessati. Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti, ha aperto l’evento passando subito la parola a Giorgio Binda ed Eros Cavadini.
Alcuni cenni su Campione d’Italia
Il Comune di Campione d’Italia conta oggi circa 2’000 abitanti e si situa in territorio svizzero, affacciandosi sul lago di Lugano. Si tratta di un exclave italiana. Dall’inizio del 2020, su richiesta dell’Italia, la Commissione Europea ha approvato la direttiva UE 2019/475 che prevede l’inclusione del comune nel territorio doganale dell’Unione Europea.
Conseguenze dal profilo doganale
Se fino alla fine del 2019, dal punto di vista doganale, la Confederazione considerava Campione come facente parte del territorio doganale svizzero in base al diritto consuetudinario internazionale, a partire dal 1° gennaio 2020 l’exclave doganale di Campione d’Italia e le acque italiane del Lago di Lugano sono entrate a far parte del territorio doganale dello Stato italiano/dell’UE.
L’entrata e l’uscita nel/dal territorio campionese è quindi soggetta, analogamente a quanto avviene già oggi agli altri valichi di frontiera italo/svizzeri, all’espletamento delle formalità doganali e valutarie, oltre a quelle derivanti dall’applicazione delle rimanenti normative dei rispettivi Stati. È stato creato un «ufficio doganale» al nuovo confine tra Bissone e Campione (suddivisione Bissone dell’Ispettorato doganale di Chiasso-Strada), vista l’assenza della necessaria superficie logistica per la realizzazione fisica dell’ufficio e la relativa area di controllo, sono e saranno previsti controlli mobili per il traffico turistico e controlli materiali presso uno spazio allo svincolo autostradale di Bissone per il traffico commerciale. La situazione è in evoluzione, l’obiettivo generale è quello di implementare dei processi che, con i debiti accorgimenti, possano facilitare il disbrigo delle procedure. Vi sarà la possibilità di ulteriori adeguamenti futuri sulla base delle esperienze raccolte durante le prime settimane di gennaio, in materia di tipologie e volumi di traffico.
Cosa è emerso finora? Il traffico campionese è basato esclusivamente su fornitori di prestazioni ticinesi, per cui si tratta di esportazioni di beni/merci di quantità ridotta, con un raggio d’azione entro – circa – i 50 km. Per determinati servizi vi è la necessità di assicurare il servizio 7 giorni su 7, giorno e notte (24/h). Quest’analisi ha permesso di stilare un elenco dei settori economici operativi in loco e delle loro specifiche necessità. Per queste e altre situazioni incontrate son stati implementati dei processi (anche temporanei), come ad esempio:
Implementata procedura semplificata all’esportazione per invii sino a CHF 1000.- / 100 kg
Ove giustificato, autorizzato export/import di merce al di fuori degli orari d’apertura dell’ufficio doganale, senza riscossione della tassa fuori orario
Concluso accordi per casi particolari (servizi urgenti alla clientela, ecc.)
Visto l’evolversi della situazione e una mancata regolamentazione in essere dalla controparte italiana, invitiamo le aziende che avessero domande mirate per l’Amministrazione Federale delle Dogane a rivolgersi all’Ispettorato doganale Chiasso-Strada (tel. +41 58 483 41 02).
Automobili e circolazione
Un altro degli importanti cambiamenti con cui i cittadini campionesi dovranno confrontarsi è l’immatricolazione dei veicoli con targa svizzera (ticinese) con targhe italiane, in quanto le automobili dei residenti a Campione non potranno più essere immatricolate in Ticino. Il processo riguarda oltre 1800 veicoli, che risulta abbastanza snello per la parte burocratica ticinese, ma può richiedere un po’ di tempo per il disbrigo della pratica a livello italiano. Visto che non è stata formalmente definita una transizione e l’accordo è in fase di definizione, presumibilmente la data termine potrebbe essere il 31.12.2020.
È stato anche posto l’accento su alcune problematiche assicurative, per quanto attiene delle disdette di contratti di assicurazione e di leasing delle automobili.
Per maggiori informazioni, il nostro Servizio giuridico resta a disposizione per le aziende associate alla Cc-Ti.
Da 10 anni a questa parte rileviamo presso i nostri associati l’andamento degli affari e le prospettive per l’anno successivo. L’indagine avviene in collaborazione con le altre Camere di commercio e dell’industria svizzere, secondo uno schema uniforme e consolidato.
Per quanto riguarda il Ticino, il campione è costantemente di circa 300 aziende (330 per il 2019/2020) e interessante è il fatto che le tendenze che rileviamo sono in seguito sempre regolarmente confermate dai dati ufficiali cantonali e federali. Malgrado lo scetticismo che alle nostre latitudini accompagna ormai ogni notizia positiva riguardante l’economia cantonale, è un fatto che i dati ticinesi illustrano sempre un’evoluzione in linea con quella delle altre regioni svizzere. Per alcuni, con parametri addirittura migliori di zone come l’Arco lemanico, considerate unanimamente fra le più dinamiche e innovative. Come sottolineiamo sempre, non si tratta di esaltare oltre modo gli aspetti positivi e l’accusa di ignorare qualche fattore negativo è totalmente ingiustificata e ingenerosa. Si tratta piuttosto di aiutare a capire quali sono i punti di forza della nostra economia e far emergere le questioni delicate, magari meno note al grande pubblico, ma utili per un dibattito politico sereno e basato sui fatti.
Andamento stabile
Un elemento importante che emerge da vari anni e che è stato riconfermato anche dall’indagine 2019/2020 è la sostanziale stabilità della nostra economia. Stabilità che non è mai venuta meno anche in periodi molto difficili di grandi crisi (pensiamo alla questione franco-euro) e che conferma l’importanza di un tessuto economico diversificato come quello ticinese. Sono innegabili, e noi ne siamo consapevoli, le difficoltà di taluni settori (non segnatamente rilevate nella nostra inchiesta che osserva solo le tendenze generali dell’economia), ma queste per fortuna non hanno inficiato la situazione globale e i risultati tutto sommato positivi che risultano a saldo di tutte le situazioni specifiche. Non è un caso se, malgrado i brutali assestamenti del settore bancario, il gettito fiscale delle persone giuridiche negli ultimi dieci anni è rimasto costante, con importanti contributi di aziende di altri ambiti che hanno compensato quanto è venuto a mancare sul fronte della finanza. Non deve quindi stupire se dalle risposte dei nostri associati emergono tendenze positive, come attestato da 3 aziende su 4 che hanno confermato le aspettative espresse nel 2018. L’andamento generale degli affari, fra chi lo considera soddisfacente (42%) e chi lo ritiene buono (32%), può essere considerato di segno positivo. Così come le previsioni per il 2020 che, salvo cataclismi imprevedibili, sono improntate alla fiducia per il 74% delle imprese che hanno partecipato all’inchiesta. Interessante è il fatto che anche per le imprese votate all’esportazione, le cifre sono sostanzialmente le stesse, malgrado un contesto internazionale molto nervoso o ondivago, l’inasprimento dei conflitti commerciali, l’incertezza dei rapporti con l’Unione europea (UE) e sull’esito della Brexit, nonché le difficoltà di alcuni importanti mercati di riferimento.
Investimenti sotto pressione, ma molte iniziative per il territorio
Vi sono settori, come quello farmaceutico, che hanno investito e investono moltissimo in Ticino. Dobbiamo constatare però che a livello generale abbiamo osservato una flessione degli investimenti, soprattutto da parte delle aziende di più piccole dimensioni. Se le strutture grandi sembrano reggere alle insidie delle incertezze globali, quando le dimensioni si fanno più ridotte si osserva invece qualche comprensibile maggiore difficoltà. I 4 punti percentuali in meno rispetto al 2018 e le previsioni più prudenziali del solito per il prossimo futuro sono certamente riconducibili agli elementi di insicurezza derivanti dalla situazione internazionale caratterizzata da tensioni e guerre commerciali, ma non vanno trascurati elementi rilevanti anche sul fronte interno, visto che il cambiamento radicale di sistema fiscale a livello svizzero e cantonale, al momento dei rilevamenti, non era ancora completamente acquisito. E indubbiamente anche la pressione sui margini di utile ha giocato un ruolo. Interessante è comunque che, nel quadro della valutazione dei parametri riconducibili alla Responsabilità sociale delle imprese (CSR), si è registrato un buon livello di iniziative da parte delle imprese, che hanno fatto registrare ben 138 buone pratiche suddivise in 32 diverse tipologie di intervento in ambiti come la governance d’impresa, i rapporti con gli attori del mercato, con i collaboratori e con la comunità, senza dimenticare le differenti misure in campo ambientale.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/01/ART20-tendenze-inch-cong..jpg8531280Lisa Pantinihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngLisa Pantini2020-01-21 10:26:432020-01-21 10:27:17Tendenze cantonali a confronto con le altre regioni svizzere
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