109esima Assemblea generale ordinaria della Cc-Ti
Comunicato stampa

Ritrovare la rotta: dieci cantieri per il futuro del Ticino
Finanze sane, economia competitiva, capitale umano e visione di lungo periodo: sono i quattro punti cardinali indicati dalla Cc-Ti per restituire al Ticino una direzione. Al centro della 109esima Assemblea generale ordinaria anche i nuovi equilibri geopolitici, le tensioni commerciali tra i grandi blocchi e le conseguenze per economia, imprese e filiere.
La Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino (Cc-Ti), associazione-mantello dell’economia ticinese, ha tenuto oggi, 16 ottobre 2026, all’Espocentro di Bellinzona la sua 109esima Assemblea generale ordinaria.
L’evento si è svolto con il supporto di EFG Private Banking, Gold Partner, e Sunrise, Partner.
Nel corso dei lavori assembleari sono state nominate nell’Ufficio presidenziale Nicole Anna Pandiscia Hasler, fondatrice e Project & Event Manager di EventsDesigner Sagl e copresidente nazionale di Swiss LiveCom Association, ed Eszter Jakab, CEO di EJ Solutions SA e copresidente del Ticino Chapter della Swiss Asian Chamber of Commerce. Subentrano a Enzo Lucibello e Alessandro Colombi, rafforzando la rappresentanza dei servizi alle imprese, della live communication, dell’industria e delle relazioni economiche internazionali.
Sono intervenuti il Presidente della Cc-Ti Andrea Gehri, il Direttore Luca Albertoni, la Vicepresidente Cristina Maderni, il Vicepresidente Didier Guglielmetti, il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) Christian Vitta e Sergio Giraldo, Energy & Commodity Advisor e fondatore di Energytide.it.
Ritrovare la rotta: quattro punti cardinali e dieci cantieri
Nel suo intervento, intitolato «Ritrovare la rotta», il Presidente Andrea Gehri ha invitato il Ticino a superare la gestione dell’ordinario e delle emergenze per tornare a scegliere una direzione condivisa. Finanze pubbliche, politica economica, competitività, formazione e demografia non sono, ha sottolineato, temi separati, ma parti della stessa sfida: garantire opportunità alle prossime generazioni e tradurre una visione di lungo periodo in scelte concrete.
Sul fronte finanziario, Gehri ha richiamato l’urgenza di intervenire su uno squilibrio che non è più congiunturale, ma strutturale, prima che il margine d’azione del Cantone si riduca ulteriormente e gli oneri vengano trasferiti alle generazioni future. A un anno dall’appello «Riformare per servire meglio», il Presidente ha rilevato che alcuni primi passi sono stati compiuti, ma che il cambiamento resta distante dalla profondità ritenuta necessaria. Da qui la proposta di una Spending Review Ticino permanente, fondata sulla verifica dei compiti dello Stato, delle priorità, della spesa e dell’efficacia dell’Amministrazione. Gehri ha precisato che l’obiettivo non è indebolire lo Stato né colpire i suoi collaboratori o i servizi pubblici, ma costruire uno Stato migliore: più semplice, rapido, vicino a cittadini e imprese e sostenibile nel tempo.
Nel medesimo contesto, il Presidente ha richiamato l’iniziativa «Stop all’aumento dei dipendenti cantonali», del cui comitato promotore fa parte la Cc-Ti, auspicando un controprogetto credibile che colleghi il contenimento degli effettivi alla verifica dei compiti, alla mobilità interna, alla digitalizzazione e alla sostituzione selettiva delle partenze.
Mettere ordine nei conti, tuttavia, non basta: il Ticino deve anche tornare a crescere. Gehri ha ricordato che le imprese creano il valore che finanzia la solidarietà e lo Stato sociale e ha chiesto una strategia economica cantonale coerente e di lungo periodo, da costruire insieme alle istituzioni, al mondo accademico, alle associazioni economiche, alle parti sociali e alla società civile. In questa prospettiva ha proposto un Libro bianco Ticino 2040 e una strategia fiscale Ticino 2035, accompagnati da condizioni quadro competitive, da una moratoria burocratica per la crescita e dalla concreta applicazione del principio «once only». L’accento è stato posto anche sulla formazione duale e sulla riqualificazione professionale, sull’intelligenza artificiale applicata alle PMI, sull’attrazione di imprese e talenti e sulla demografia: la politica familiare, ha evidenziato, non è soltanto una politica sociale, ma anche una politica economica. La rotta indicata si traduce in dieci cantieri concreti:
- spending Review e verifica dei compiti dello Stato;
- equilibrio finanziario;
- strategia fiscale Ticino 2035;
- semplificazione amministrativa;
- libro bianco Ticino 2040;
- patto per la formazione duale;
- riqualificazione professionale;
- politica familiare e abitativa;
- attrazione di imprese e talenti;
- Ticino AI & Innovation Hub.
Le proposte delineano un patto di responsabilità tra politica, economia e società. Alla politica spetta garantire finanze pubbliche sostenibili, condizioni quadro competitive, meno burocrazia e una visione economica di lungo periodo; l’economia è pronta a investire, formare, innovare, creare posti di lavoro e assumersi rischi e responsabilità. L’obiettivo, ha concluso Gehri, non è vincere una battaglia politica, ma far vincere il Ticino: un Cantone nel quale valga la pena investire, lavorare, far crescere una famiglia e restare.
Nuovi equilibri geopolitici e impatto sull’economia
Nel suo intervento, Sergio Giraldo ha analizzato i nuovi equilibri geopolitici e i loro effetti sull’economia, partendo dagli squilibri commerciali tra i grandi blocchi. Ha richiamato il surplus record della Cina, sostenuto da uno yuan debole e da una domanda interna in difficoltà, la risposta
degli Stati Uniti attraverso i dazi e il crescente peso di gas e petrolio nelle forniture europee. In questo scenario, l’Europa affronta la guerra commerciale divisa al proprio interno, mentre la Germania resta stretta tra il mercato americano e quello cinese.
Giraldo ha inoltre richiamato il ritorno di tassi d’interesse elevati, alimentati dall’inflazione legata all’energia, dagli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale e dal riarmo. La tesi di fondo è che, dopo il lungo ciclo di crescita del dopoguerra e la globalizzazione seguita alla fine dell’Unione Sovietica, il mondo sia entrato in una nuova fase segnata dalla politica di potenza e dal confronto economico e militare tra Stati Uniti e Cina. Per le imprese, comprendere questi mutamenti significa leggere con maggiore consapevolezza rischi, mercati e catene di approvvigionamento.
Un confronto sul lavoro svolto e sulle sfide ancora aperte
La parte conclusiva dell’Assemblea ha proposto una conversazione tra la Vicepresidente Cristina Maderni e il Consigliere di Stato Christian Vitta. Il confronto ha ripercorso alcuni risultati raggiunti grazie al dialogo tra il DFE e le associazioni economiche: dalla modifica della legge sull’apertura domenicale dei negozi alle riforme dell’imposizione delle persone giuridiche e fisiche, fino alla votazione sull’iniziativa cantonale contro il dumping salariale.
Lo sguardo si è poi rivolto alle sfide ancora aperte: innovazione e sviluppo dello Switzerland Innovation Park Ticino, governabilità, presenza degli imprenditori nella politica e necessità di rinnovare la collaborazione tra autorità e associazioni economiche. Richiamando l’esperienza della pandemia, Maderni e Vitta hanno ribadito il valore di un confronto pragmatico anche per il rilancio dell’economia e il risanamento delle finanze pubbliche. La conversazione ha infine tracciato un bilancio dei trent’anni di impegno politico di Christian Vitta, con uno sguardo alle prospettive future e alla continuità del dialogo tra istituzioni ed economia.

