Stati Uniti: al via CAPE per i rimborsi IEEPA
Dal 20 aprile 2026, la U.S. Customs and Border Protection (CBP) attiva la prima fase operativa del sistema CAPE (Consolidated Administration and Processing of Entries) per la gestione dei rimborsi dei dazi riscossi ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Il nuovo strumento modifica in modo sostanziale le modalità di recupero dei dazi, introducendo un processo centralizzato, automatizzato e massivo.

Un sistema più semplice e centralizzato
La principale innovazione introdotta da CAPE è la possibilità di gestire i rimborsi in modo consolidato. Non è più necessario intervenire su ogni singola dichiarazione doganale: il sistema consente infatti di trasmettere una richiesta unica contenente più entry, semplificando sensibilmente il processo.
Dal punto di vista operativo, la procedura si basa su un passaggio essenziale: il caricamento, nel portale ACE, di un file in formato CSV contenente esclusivamente i numeri delle dichiarazioni per le quali si richiede il rimborso. Il sistema accetta fino a 9’999 entry per singola dichiarazione, con la possibilità di invii multipli. Questa apparente semplicità è però bilanciata da un elemento cruciale: l’accesso al sistema è strettamente riservato ai soggetti legittimati:
- Importer of Record (IOR)
- customs broker autorizzato
Non è possibile per terze parti presentare direttamente le dichiarazioni: ogni incongruenza tra soggetto richiedente e dati doganali comporta il rigetto automatico della richiesta.
Validazioni automatiche e selezione delle entry
Uno degli aspetti più rilevanti, e spesso sottovalutati, riguarda il sistema di controlli integrato. CAPE non si limita a raccogliere le richieste, ma effettua una doppia verifica – formale e sostanziale – prima di accettarle.
In una prima fase, il sistema controlla la correttezza del file (formato, integrità, struttura). Successivamente, analizza ogni singola entry per verificarne l’eleggibilità. È proprio in questa fase che emergono le principali criticità operative.
Non tutte le dichiarazioni possono essere incluse. Restano escluse, tra le altre, le entry legate a procedure di drawback, reconciliation, regimi speciali come il duty deferral USMCA, oppure quelle oggetto di protest aperti o con status di liquidazione non compatibili. Un ulteriore limite importante riguarda il fattore temporale: le entry già liquidate da oltre 80 giorni non sono ammesse.
È importante sottolineare che eventuali errori o non conformità non bloccano l’intera richiesta: il sistema scarta unicamente le entry non valide e prosegue con l’elaborazione delle altre. Questo consente una certa flessibilità, ma impone una verifica preventiva accurata per evitare esclusioni e ritardi.
Una prima fase volutamente limitata
È importante sottolineare che la Fase 1 di CAPE ha un ambito di applicazione limitato.
Il sistema si applica unicamente:
- alle dichiarazioni non ancora liquidate
- alle dichiarazioni liquidate da meno di 80 giorni.
Come sopra indicato, restano escluse diverse tipologie di operazioni.
Questa scelta riflette un approccio prudenziale da parte della CBP: CAPE viene introdotto come strumento progressivo, destinato a essere ampliato nel tempo.
Per gli operatori, ciò significa che non tutte le posizioni aperte potranno essere gestite immediatamente attraverso il nuovo sistema.
Tempistiche: tra efficienza e controlli di compliance
Secondo le indicazioni della CBP, i rimborsi dovrebbero essere erogati entro 60–90 giorni dalla presentazione di una dichiarazione CAPE valida.
Questo arco temporale include una fase iniziale di circa 45 giorni dedicata alla revisione da parte dell’autorità doganale, seguita dai tempi tecnici necessari per l’esecuzione del pagamento tramite il Tesoro statunitense.
Va tuttavia evidenziato che tali tempistiche non sono garantite in senso assoluto. In presenza di anomalie o rischi di non conformità, la CBP può avviare verifiche supplementari, con conseguente estensione dei tempi.
Interazioni con altri strumenti doganali
L’introduzione di CAPE richiede un coordinamento attento con altri strumenti già in uso.
Nel caso dei protest, ad esempio, la CBP suggerisce – quando questi siano stati presentati unicamente per ottenere il rimborso IEEPA – di valutarne il ritiro e di utilizzare CAPE, che offre un canale generalmente più rapido.
Diversamente, le Post Summary Corrections (PSC) non possono essere utilizzate per richiedere rimborsi IEEPA e devono, se del caso, essere presentate prima dell’invio della dichiarazione CAPE per altre rettifiche.
Anche il drawback richiede particolare attenzione: la raccomandazione operativa è di procedere prima con CAPE e solo successivamente con eventuali richieste di drawback, evitando sovrapposizioni.
Un prerequisito essenziale: i pagamenti elettronici
Un aspetto spesso trascurato ma determinante riguarda la modalità di pagamento. Tutti i rimborsi vengono effettuati esclusivamente tramite sistema elettronico ACH (Automated Clearinghouse).
Ciò implica che l’importatore o il soggetto designato deve essere correttamente registrato per ricevere pagamenti elettronici. In assenza di tale configurazione, il rischio di ritardi è concreto.
Conclusione
Con CAPE, la CBP introduce un sistema che punta a semplificare e accelerare i rimborsi IEEPA attraverso automazione e consolidamento. I benefici sono evidenti, ma non automatici: l’efficacia del sistema dipenderà in larga misura dalla capacità degli operatori di adattarsi rapidamente ai nuovi requisiti.
Per le imprese, il messaggio è chiaro: il recupero dei dazi diventa più accessibile, ma richiede una gestione attenta, coordinata e tecnicamente solida.
Link utili
- Messaggio CSMS # 68340863 della CBP: CSMS # 68340863 – UPDATE – Consolidated Administration and Processing of Entries (CAPE) for IEEPA Refunds, April 20, 2026, Deployment
- Messaggio CSMS #68315804 della CBP: CSMS # 68315804 – Introduction – Consolidated Administration and Processing of Entries (CAPE) for IEEPA Refunds, April 20, 2026 Deployment
- Pagina FAQ della CBP: ACE Portal and ACH Refunds FAQs | U.S. Customs and Border Protection
Autore e contatto in Cc-Ti
Monica Zurfluh
Responsabile Commercio Internazionale
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