Dal “gazosat” all’imprenditore

Nell’intervista a Daniele Cattaneo, Direttore Succ. E. Brughera SA, scopriamo come è evoluta la figura dell’imprenditore nel mondo del commercio.

Oltre 80 anni di storia aziendale, di generazione in generazione. Come è cambiato il modo di fare impresa?

È cambiato in modo sostanziale seguendo l’evoluzione dei tempi. In una battuta siamo passati dal “gazosat” all’imprenditore. Dalla piccola ditta di allora, che impiegava 5 dipendenti e vendeva aranciate e gazzose, siamo giunti all’azienda di oggi che dà lavoro a 60 impiegati e che commercia acque minerali, birre e alcolici. Negli anni abbiamo sviluppato un servizio sempre più moderno, avvalendoci della tecnologia necessaria, di una logistica sempre più performante, di un’organizzazione efficiente e di mezzi di trasporto all’avanguardia. Nell’ultimo ventennio è stata potenziata la distribuzione al dettaglio, soprattutto sul mercato ticinese con l’acquisizione di piccole e medie aziende del settore.

Si parla molto di sostenibilità. Al vostro interno come viene impostato questo aspetto?

Essere sostenibili in un’azienda incentrata sulla distribuzione è possibile unicamente se ci si impegna ad avere un parco veicoli moderno e rispettoso dell’ambiente come il nostro. Inoltre è importante avere uno sguardo attento all’organizzazione che deve essere il più razionale possibile per evitare viaggi inutili e a vuoto. Da circa un anno abbiamo anche piazzato sul tetto della nostra sede di Mezzovico un impianto fotovoltaico per la produzione di energia. Ma nonostante tutto, i nostri sforzi per essere sostenibili sono spesso “vanificati” da un traffico in costante aumento.

Verso lo sviluppo di nuovi prodotti

In Ticino da quasi un secolo. Da impresa con poche decine di persone ad azienda leader a livello internazionale nella produzione di sostanze chimiche e nello  sviluppo d’impianti per l’industria chimica. Scopriamo Casale Group, con un’intervista a Federico Zardi, CEO.

La storia di Casale Group è frutto di grandi visioni imprenditoriali e d’innovazione continua, come testimonia anche il  numero di brevetti depositati. Sin dalla sua fondazione a Lugano nel 1921, ad opera di Luigi Casale, chimico italiano di fama mondiale per aver ideato un  processo di sintesi dell’ammoniaca. Invenzione decisiva per la produzione dei nuovi fertilizzanti azotati che hanno segnato una svolta nello sviluppo  nell’agricoltura. In questo testo parliamo  dell’importanza delle nuove tecnologie digitali per l’innovazione.

Anche nell’ultimo studio di Bak Economics, Casale si evidenzia come un’impresa capace di competere per innovazione e brevetti con i giganti mondiali dell’industria. In che misura le tecnologie digitali accelerano o agevolano l’innovazione?

“Penso che le nuove tecnologie digitali abbiano un grande potenziale per creare applicazioni  innovative in vari campi, come anche nel nostro. Un esempio di tecnologia digitale che agevola direttamente il nostro lavoro è l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nel processo di ricerca. L’analisi di grandi masse di dati prodotti durante la ricerca può essere velocizzata con tecniche che si basano sull’Intelligenza
Artificiale, accelerando e agevolando lo sviluppo di prodotti innovativi”.

L’innovazione dipende più dalle dimensioni dell’impresa o dalla cultura aziendale?

“L’innovazione dipende fondamentalmente dalla cultura aziendale. Quando Casale aveva una dimensione di poche decine di persone è riuscita a sviluppare  innovazioni che le hanno permesso di primeggiare rispetto a concorrenti molto più grandi. È evidente, comunque, che una maggior dimensione dell’azienda crea maggiori capacità finanziarie che possono essere dedicate all’innovazione”.

Quali vantaggi offre il Ticino per un’azienda leader a livello mondiale come Casale Group?

“Il Ticino per noi è un ottimo baricentro tra il nord della Svizzera e più in generale il nord dell’Europa, con la sua grande tradizione e cultura scientifica, e l’Italia con la sua cultura e produzione industriale specialistica del nostro settore, combinata col buon livello tecnico degli istituti universitari. Riusciamo facilmente ad accedere alle competenze e capacità di ricerca dei due Politecnici federali, degli istituti di ricerca svizzeri e del nord dell’Europa, e altrettanto facilmente ai fornitori e partner specializzati nel nostro campo che sono presenti e attivi in Italia”.

Nel vostro settore quanto conta il made in Switzerland?
“Il made in Switzerland rimane un sinonimo di qualità e di eccellenza tecnologica, il nostro valore però dobbiamo dimostrarlo con i fatti”.

Avete difficoltà nel reperire la manodopera qualificata e gli specialisti di cui avete bisogno?

“Sì, abbiamo qualche difficoltà, ma generalmente riusciamo a risolverla”.

Cristina Maderni eletta in Gran Consiglio

La Cc-Ti si complimenta con la propria Vice Presidente per la sua elezione nel Parlamento cantonale

In corsa per le elezioni cantonali dello scorso aprile, Cristina Maderni, Vice Presidente Cc-Ti, Presidente Ordine dei Commercialisti del Cantone Ticino e Presidente FTAF è stata brillantemente eletta in Gran Consiglio nelle fila del PLRT.

Con una campagna elettorale durante la quale si è smarcata su diverse tematiche anche legate al mondo economico ticinese, Cristina Maderni ha saputo affermarsi e dimostrare il proprio impegno.

La Cc-Ti si complimenta con la propria vice presidente e le formula i migliori auguri di un buon lavoro in seno al Parlamento cantonale.

 

Le opinioni di Cristina Maderni su tematiche differenti

La blockchain velocizzerà gli scambi

Servizi finanziari veloci e sicuri sono fondamentali per le aziende impegnate sui mercati esteri. Di questa complessa attività abbiamo parlato con Davide Rigamonti, Direttore Marketing & Distribution Cornèrcard, che sarà tra i relatori della Giornata dell’Export del 2 aprile, l’evento faro della Cc-Ti per questo settore.

Dal profilo dei servizi finanziari sono cambiate le esigenze delle imprese nelle transazioni internazionali?
“Le esigenze delle imprese per le transazioni internazionali sono rimaste immutate, ciò che è cambiato è il contesto competitivo e il bisogno di rispondere alle esigenze di mercato e clienti con sempre maggiore rapidità. Le imprese internazionali hanno sempre necessità di coprirsi dai rischi di cambio e tasso, specie in un
mercato molto volatile, ma anche di avere certezze di consegna della merce e, quindi, fiducia nella filiera usata, così come la necessità di incassi dei corrispettivi senza rischi. A regime l’uso di tecnologie quali la blockchain potrebbe rendere più fluido e meno costoso il processo, mettendo in relazione le due parti contraenti
con strumenti di pagamento elettronici B2B”.

Le tecnologie basate sulle blockchain sono davvero un nuovo modo di concepire e garantire la fiducia anche negli scambi internazionali?
“Sono convinto che la blockchain già nel medio periodo rivestirà un ruolo centrale negli scambi commerciali e, aggiungo, non solo internazionali. Sempre di più i clienti tendono a prendere decisioni che si basano su una fiducia “circolare”, un po’ come avveniva nelle prime comunità in cui ci si fidava del feedback diretto dei vicini di casa. Il network personale di ogni cliente riveste oggi e rivestirà in futuro un ruolo sempre più importante, e la fiducia nella tecnologia come forma di protezione idealistica farà il resto”.

Dopo un exploit, ora l’entusiasmo per i bitcoin si è raffreddato. Che ruolo avranno in futuro le monete virtuali nel commercio mondiale?
“Ricordo il marzo 2001 che rappresentò l’apparente scoppio senza ritorno della bolla Internet. Avrebbe dovuto segnare la fine del sogno tecnologico. Oggi, a distanza di quasi 20 anni la realtà è ben diversa. Molte aziende sono scomparse perché non sono state in grado di raggiungere una scala adeguata, altre sono state
acquisite perché hanno avuto buone idee, ma non la capacità di sviluppare una strategia solida. I bitcoin (o meglio le criptovalute) hanno avuto una prima bolla, già in buona parte scoppiata, figlia della mancanza di fiducia negli istituti finanziari tradizionali. Ma già ci sono player consolidati e solidi che hanno creato un ecosistema di interscambio che renderà scalabile il trading, e in più la criptovaluta, oggi pensata come “standalone”, sarà integrata nell’economia reale e abbinata alla tecnologia blockchain, e alle esigenze di tutti i giorni della clientela privata, diventando de facto, uno strumento alternativo alla moneta tradizionale. In futuro regoleremo le transazioni in modalità elettronica, supportati dalla tecnologia e regolando i rischi con algoritmi simili a quelli usati oggi nei mercati azionari”.

Visibilità per i soci Cc-Ti

Numerose possibilità di promozione: ecco un breve prontuario per sfruttare appieno il potenziale dato dall’affiliazione alla Cc-Ti.

Per le i soci vi sono diverse proposte per incrementare la propria visibilità. Una delle possibilità è quella di approfittare dei veicoli informativi della Cc-Ti, con delle inserzioni pubblicitarie ad hoc. In relazione alla raccolta pubblicitaria, abbiamo designato quale partner l’azienda MediaTI Marketing SA di Manno, che rappresenta il nostro unico interlocutore per tutti i canali Cc-Ti. Conoscete i diversi strumenti multicanale per promuovere le vostre attività e raggiungere ancora più pubblici target selezionati?

Proposte interessanti

  • Ticino Business: la rivista economica per eccellenza, ha una tiratura di 3’000 copie, e viene distribuita alle aziende ed associazioni di categoria, ad una selezione di media e alle istituzioni ticinesi. Si tratta di un bacino di lettori selezionato, rappresentativo dell’economia e delle autorità ticinesi e degli opinion leader del tessuto imprenditoriale nostrano.
  • il dépliant semestrale delle attività: che racchiude in un pratico formato A5 tutta l’essenza della Cc-Ti (eventi, missioni economiche e formazione). La tiratura è di 5’500 copie e viene distribuito non solo agli associati diretti, ma anche alle aziende affiliate a diverse associazioni di categoria nostre socie, nonché ad altri interessati.

Networking tradizionale e digitale

Inoltre vi ricordiamo le opportunità di networking, che sta alla base dello sviluppo dei business e nel quale crediamo molto. Sfruttare la rete Cc-Ti, composta da partner selezionati, relatori autorevoli e specializzati, aziende che rappresentano i numerosi comparti economici ticinesi, un team Cc-Ti competente e a disposizione dei soci, è possibile in ogni momento d’incontro, sia esso un evento, una missione economica o un corso di formazione (puntuale o della Scuola manageriale). Oltre a ciò è stata integrata la parte ‘digitale‘, con la possibilità di sinergie online e dirette su Facebook e nel gruppo LinkedIn. Infine attraverso la rubrica “Vita dei soci” sulla rivista economica della Cc-Ti, Ticino Business, è possibile scoprire interessanti realtà, a noi affiliate.

Siamo a vostra completa disposizione per informazioni maggiori e più dettagliate. Contattateci senza esitare!

Formati a livello globale

In quest’intervista con Christoph Wild, CEO Argor-Heraeus SA, capiamo meglio le necessità dell’industria sui temi dell’esigenza di personale specializzato, come pure del contesto internazionale in cui Argor-Heraeus SA opera. 

Per l’industria è fondamentale poter contare su personale specializzato. Come occorre agire nell’incentivare i giovani nello scegliere le professioni tecniche?

La risposta va cercata a livello sistemico affinché tutti gli attori coinvolti – aziende, enti formativi, istituzioni e associazioni di categoria – contribuiscano a rendere l’industria più attrattiva. Un ruolo importante è giocato dall’orientamento professionale, ma ritengo che ciò sia solo la punta dell’iceberg. Tutti dovrebbero contribuire mettendosi a disposizione, manifestando le proprie necessità e promuovendo l’industria come un settore ricco di opportunità. Nel nostro piccolo collaboriamo da tempo con SUPSI in questo senso: negli anni abbiamo accolto molti studenti presso la nostra sede affinché potessero vedere da vicino quello che è il nostro lavoro e ogni anno consegniamo un premio per il migliore lavoro di diploma tra gli studenti del Master in Engineering. Un premio che vuole valorizzare i giovani di talento e al tempo stesso a fare capire ai ragazzi come le loro competenze possono essere impiegate.

Come affronta oggi il vostro comparto (nello specifico la vostra azienda) le sfide legate all’internazionalizzazione?

La maggiore sfida legata all’ambito internazionale per il nostro settore riguarda la definizione di un contesto di riferimento chiaro e condiviso che permetta di garantire che il metallo prezioso venga estratto nel pieno rispetto dell’ambiente e delle comunità locali. In tal senso la parola chiave è collaborazione. Lavoriamo con organismi sovranazionali, Governi e associazioni di settore per la definizione di linee guida, standard, regolamenti e best practice viepiù stringenti affinché il nostro settore diventi sempre più trasparente e responsabile. Svolgiamo anche un lavoro di sensibilizzazione verso i partner lungo la filiera rispetto all’importanza, anche meramente economica, di operare secondo determinati standard.

Nuova linfa al commercio

Vi proponiamo un’intervista a Lorenza Sommaruga, Presidente Federcommercio, membro dell’Ufficio Presidenziale della Cc-Ti e titolare di un negozio nel cuore di Lugano. Con lei parliamo di digitalizzazione in relazione al settore che rappresenta (il commercio al dettaglio).

Come prevede l’evoluzione della digitalizzazione nel settore del commercio al dettaglio? 

Fare acquisti in futuro sarà sempre più innovativo. Per questo motivo tra produttori e commercianti vi è una grande presa di coscienza con conseguente cambiamento atto a far fronte alle nuove sfide tecnologiche. Malgrado le vendite online siano in continuo aumento, la maggior parte degli acquisti vengono fatti ancora presso i negozi, che mantengono tutt’ora un ruolo importante ed oggi sono ancor più un elemento chiave per il commercio. I brand importanti da tempo si sono organizzati con i loro portali di vendita online, ma mantengono o si affiancano a negozi fisici. Le nostre realtà spesso si avvalgono di piattaforme social per le loro strategie di comunicazione. Allinearsi e seguire la “naturale evoluzione” dei tempi ed evolvere anche tecnologicamente adeguandoci alla digitalizzazione è fondamentale.

A che punto si trova il percorso per l’introduzione della nuova Legge Aperture Negozi? Che impulsi porterebbe al settore?

L’importante lavoro fatto da parte di Federcommercio e sindacati sembra sia quasi definitivamente concluso. Dopo aver censito ogni negozio del Cantone si è raggiunto il quorum necessario e l’incarto è stato consegnato dal DFE alla SECO per il decreto di obbligatorietà, che attendo con grande impazienza. Con l’entrata in vigore della stessa, l’apertura in alcuni giorni infrasettimanali e tre domeniche all’anno diventeranno finalmente definitive e sarà di vitale importanza per i piccoli commercianti migliorando notevolmente la loro situazione.

L’aspetto umano resta decisivo

Altri spunti di riflessione (dopo aver presentato la nostra inchiesta congiunturale) provengono dal settore dei servizi sanitari. Nell’intervista con Michela Pfyffer, Direttrice Clinica Sant’Anna di Sorengo, e nostra affiliata, approfondiamo il binomio “tecnologia-essere umano”, per lo sviluppo delle attività.

Nel settore sanitario le innovazioni ed il progresso tecnologico si susseguono, ma risulta comunque predominante anche il fattore umano. Come collimano questi due aspetti?

Confermo assolutamente che non solo l’aspetto umano resta e deve rimanere predominante a tutti i livelli, ma che ogni giorno tutti lavoriamo alacremente per garantire che questa predominanza non venga meno. La tecnologia deve essere il supporto all’esercizio delle professioni sanitarie e non il contrario. Non dimentichiamo peraltro che il progresso tecnologico è frutto dell’esperienza e del genio umano e che il suo scopo naturale è quello di rendere le  diagnosi e le terapie  sempre più performanti a favore dei pazienti, e non quello di togliere ai pazienti l’interlocutore umano nelle cure. Accogliere  il progresso tecnologico significa impegnarsi nel costante sforzo della formazione e noi, come operatori sanitari, abbiamo il dovere di  sempre garantirli con continuità e competenza.

Quanto conta il valore della ‘swissness’ (intesa come cultura d’impresa svizzera) nel vostro settore?

Swissness per me vuol dire serietà e qualità, due valori fondamentali nel nostro settore e che ne fanno la differenza, oltre ovviamente a  competenze e umanizzazione nelle cure. Non da ultimo il rispetto della privacy, ragione questa che contribuisce a renderci attrattivi anche per pazienti stranieri che in maniera sempre più regolare si affidano alle nostre strutture.

Reattivi e ricettivi alle novità del 2019

Essere reattivi e ricettivi alle necessità delle aziende è una prerogativa essenziale per poter operare con gli imprenditori che ogni giorno sono confrontati con le problematiche più disparate.

Da mesi ormai siamo confrontati ad un mercato mondiale che vive in un clima di incertezza con la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina che si affrontano a suon di dazi e contro-dazi. Anche l’Unione Europea non è stata da meno con l’introduzione di misure protezionistiche. In questo contesto in costante mutamento come Cc-Ti, in stretta collaborazione con Switzerland Global Enterprise (S-GE), desideriamo essere un punto fermo su cui contare per poter affrontare con sicurezza e consapevolezza i mercati esteri.

Le aziende elvetiche sono capaci di reagire positivamente anche alle situazioni più difficili. La nostra economia deve però poter continuare a contare su due elementi essenziali: condizioni quadro favorevoli e l’apertura dei mercati.

Spinta da queste prerogative, la Cc-Ti, in collaborazione con S-GE, è attenta e ricettiva nel sostenere gli imprenditori ticinesi che affrontano i mercati mondiali, desiderando ampliare le proprie destinazioni di business. Anche per il 2019 continueremo dunque con la presentazione di nuovi mercati, attraverso l’organizzazione di Eventi Paese, conferenze dal taglio pratico che forniscono informazioni concrete per approcciare nuove nazioni.

Il focus del 2019 sarà il Canada, un mercato particolarmente interessante per le aziende svizzere che possono beneficiare di un accordo di libero scambio. Il 13 marzo, durante l’Evento-Paese, avremo quale ospite d’onore l’Ambasciatore Susan Bincoletto che porterà la sua esperienza nei rapporti bilaterali tra i nostri Paesi. La Cc-Ti organizzerà inoltre alla fine del mese di aprile una missione economica che si snoderà tra Toronto e Montréal volta a dare l’opportunità agli imprenditori di conoscere con mano il mercato canadese.

Gli Eventi-Paese continueranno con il Giappone, il 21 maggio, un’altra nazione con la quale la Svizzera è riuscita a stipulare un accordo di libero scambio che ne agevola le relazioni commerciali. Nel secondo semestre gli appuntamenti con gli Eventi-Paese si concentreranno dapprima sulla Germania, motore dell’Europa e, in vista di Expo 2020, il 20 novembre vi sarà una conferenza sugli Emirati Arabi Uniti.

Gli appuntamenti proseguiranno anche all’estero con una seconda missione in Cina, dopo il successo di quella appena conclusasi tra Shenzhen e Shanghai. Un mercato, quello cinese, estremamente ricco e diversificato che può creare sbocchi concreti agli imprenditori ticinesi. La Cc-Ti risponde quindi presente ed è pronta ad affrontare queste nuove sfide.

 

Articolo a cura di
Valentina Rossi, Responsabile Servizio Export Cc-Ti

Testo apparso su La Regione del 17.12.2018

Soci Cc-Ti in rete: networking anche online

Molte le novità per il networking fra associati, grazie al nuovo gruppo LinkedIn dedicato interamente ai soci Cc-Ti

La comunicazione online e la digitalizzazione stanno cambiando il modo di vivere, fare impresa e fruire dei servizi. Come Cc-Ti lo sappiamo bene avendo dedicato molti momenti di approfondimento e riflessione alle sue differenti sfaccettature: dalle opportunità offerte dall’analisi dei big data alla cyber security , dall’ottimizzazione dell’organizzazione aziendale ai nuovi modelli di business, dalla formazione continua alle nuove forme di lavoro, passando per la comunicazione d’impresa strategica e la ‘Smart life’, fino ad arrivare alle potenzialità di alcuni nuovi strumenti, quale ad esempio LinkedIn.

Messa in rete online ed offline

In un mondo sempre più digitale, siamo convinti che il contatto umano e diretto resti un punto cardine fondamentale per sviluppare nuove sinergie. Infatti incoraggiamo lo scambio reciproco tra soci grazie a eventi, formazioni, missioni economiche, ecc.. Accanto alle quali integrare le possibilità di networking oggi offerte dalle piattaforme social.

Le possibilità

  • NOVITÀ: il gruppo su LinkedIn “Soci  Cc-Ti in rete” – un gruppo chiuso, dedicato esclusivamente ai nostri associati, che possono così interagire e creare rinnovate relazioni di business. Lo scopo è di fornire un ulteriore servizio per permettere agli associati di ampliare o consolidare la loro rete di contatti, acquisendo nuove informazioni selezionate di qualità, direttamente dalla fonte.
  • La pagina su Facebook: Bacheca dei soci Cc-Ti – essa vuole essere un ulteriore spazio di incontro e di scambio per le aziende affiliate Cc-Ti. Lo scopo è mettere in rete i nostri soci attraverso la diffusione di notizie delle loro iniziative. In questa pagina ogni azienda associata alla Cc-Ti ha a disposizione 3 post all’anno.
Contattateci per altri dettagli. Saremo lieti di rispondere alle vostre domande!