Prestazioni di sostegno

Una raccolta di informazioni relative ai differenti sostegni all’economia vista la situazione pandemica Covid-19. Articolo aggiornato periodicamente.

Lavoro ridotto

Nuove disposizioni per l’Indennità per lavoro ridotto (ILR)NEWS DEL 5 AGOSTO 2020

Coronavirus: Indennità per lavoro ridotto: la durata di percezione è prolungata a 18 mesi – comunicato stampa del Consiglio Federale
Il preannuncio di lavoro ridotto può essere inoltrato all’autorità competente unicamente online, utilizzando l’apposito modulo online.
Altre info: Sito della Divisione dell’economia – FAQ Lavoro ridotto – Informazione per i datori di lavoro indennità LR

Indennità perdita guadagno – disoccupazione

CF – Coronavirus: indennità di perdita di guadagno per il coronavirus: prolungamento in determinati casi – comunicato stampa del Consiglio federale dell’11.9.2020

Coronavirus: prolungamento delle semplificazioni nell’ambito dell’AD – comunicato stampa del Consiglio federale del 26.8.2020

Coronavirus: Assicurazione contro la disoccupazione: modifica dell’ordinanza COVID-19 AD – comunicato stampa del Consiglio federale del 12.8.2020

Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus: il diritto dei lavoratori indipendenti è prolungato fino al 16.9.2020 – comunicato stampa del Consiglio Federale

Coronavirus: termini chiari per il diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus – comunicato stampa del Consiglio Federale

Indennità per perdita di guadagno Corona per indipendenti – comunicato stampa del Canton Ticino

Disposizioni transitorie concernenti il diritto all’indennità di perdita di guadagno: diritto alle indennità per indipendenti prolungato fino al 16 maggio – comunicato stampa del Consiglio Federale

Coronavirus: estensione del diritto all’indennità di perdita di guadagno ai casi di rigore – comunicato stampa del Consiglio Federale e relativa Ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in relazione con il coronavirus (COVID-19)

Coronavirus: estensione del diritto all’indennità di perdita di guadagno ai casi di rigore – comunicato stampa del Consiglio Federale e relativa Ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in relazione con il coronavirus (COVID-19)

Traitement fiscal des prestations selon l’ordonnance sur les mesures en cas de pertes de gain en lien avec le coronavirus – documento dell’Amministrazione federale delle Contribuzioni del 6 aprile 2020

Documento informativo (edito dal Centro d’informazione AVS/AI in collaborazione con l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali) –FAQ (redatte dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS) – Modulo da compilare e spedire alla cassa di compensazione –
Circolare sull’indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus – Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (CIC)

Fideiussioni per PMI

Fideiussioni per start-up
Sito web della Confederazione dedicato “Crediti transitori per le imprese
News del 25.3.2020: Il Consiglio federale licenzia un’ordinanza di necessità concernente la concessione di crediti e fideiussioni solidali da parte della Confederazione
Altre info: Sito della Segreteria di Stato per l’economia – SECO – Regime speciale inerente le Fideiussioni per PMI (flyer SECO)

Richiesta di prestazioni complementari all’AVS/AI (PC) tramite formulario compilabile online

Sul sito dello IAS – Istituto Assic. Sociali è presente la documentazione necessaria per la richiesta di prestazioni complementari compilabile online.
Coronavirus: informazioni per i datori di lavoro e gli indipendenti

Anche le start up innovative ottengono il sostegno della Confederazione

Comunicato stampa della Cofederazione

Ritrovate l’articolo con tutti i dettagli aggiornati sulle informazioni per le aziende

Indicazioni utili

Una raccolta di informazioni per le aziende relative alla situazione d’emergenza Covid-19. Articolo aggiornato periodicamente.


Raccomandazioni dell’Ufficio Federale della salute pubblica

Promemoria e liste di controllo per la sicurezza e la tutela della salute sul posto di lavoro
Comportamento corretto da assumere in azienda per evitare contagi da Covid-19
Ordinanza 2 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID-19)

Materiale informativo: per la sensibilizzazione delle aziende

Un flyer informativo e un video esplicativo preparati dalla Divisione dell’Economia del Canton Ticino per sensibilizzare le aziende sul tema ‘lavoro & Covid-19’.

Certificazione aziendale/autocertificazione per lavoratori frontalieri

Certificazione aziendale (esempio)

Collaboratori italianiAutocertificazione del dipendente (ITALIA) – Certificazione datore di lavoro (ITALIA)

Nel documento, che deve essere firmato dal cittadino e dall’operatore di polizia, chi vuole spostarsi deve indicare che il viaggio è determinato da una di queste quattro motivazioni: “Comprovate esigenze lavorative; situazioni di necessità; motivi di salute; rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Se i riscontri delle forze dell’ordine saranno negativi scatterà la denuncia che prevede l’arresto fino a tre mesi e una denuncia per reati dolosi contro la salute pubblica.

Consigli di viaggio e rappresentanze – entrata in Svizzera dall’estero

Quarantena per i viaggiatori in entrata in Svizzera – Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Dal 6 luglio tutte le persone che entrano in Svizzera provenienti da uno Stato o da una regione con rischio elevato di contagio devono mettersi in quarantena per dieci giorni.

L’applicazione “Travel – Admin”
Sito del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE – Raccomandazioni del Consiglio federale

AIL introduce la dilazione dei pagamenti

Più tempo per saldare le bollette, consumi stimati e Contact Center sempre a disposizione: il Contact Center è sempre a disposizione della clientela al numero di telefono 058 470 70 70, dal lunedì al venerdì (08:30 – 12:00 e 13:30 – 17:00) e per email.

Modifica temporanea dell’ordinanza sulla firma elettronica

Comunicato stampa – Amministrazione federale

Nuove procedure inerenti le prestazioni assistenziali e gli assegni familiari integrativi e di prima infanzia (AFI/API)

Comunicato stampa – Dipartimento della sanità e della socialità

Segreteria di Stato della migrazione SEM

Aggiornamenti e news

Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni

Comunicato stampa del Consiglio federale del 12.8.2020

Uso delle mascherine nello spazio pubblico – infografica

Ritrovate l’articolo con tutti i dettagli aggiornati sulle informazioni per le aziende

E tu, azienda, che piattaforma di video call utilizzi?

L’esplosione del fenomeno delle video conferenze è strettamente legata a diversi fattori correlati alla pandemia mondiale dovuta a Covid19. La necessità delle aziende di mantenere i dipendenti connessi tra loro, la relazione a distanza con partner, clienti o fornitori, senza dimenticare la didattica a distanza per i più giovani, sono tutti elementi che hanno portato a dover impostare sempre più le relazioni attraverso uno schermo.

Si definisce “videoconferenza” una riunione tra persone residenti in luoghi diversi, anche molto lontani, nella quale le parti chiamate in causa possono interagire non solo a parole ma anche in video. Va da sé che la conferenza in video sia in grado di ridurre drasticamente i costi e le perdite di tempo che spesso si riscontrano quando si organizza un incontro in presenza fisica.

Un limite da subito evidenziato riguarda invece l’assenza o il quasi totale azzeramento della comunicazione non verbale: la gestualità e la prossemica non sono premiate da questo tipo di strumenti in quanto l’attenzione del partecipante va divisa tra la moltitudine di dettagli che presenta una schermata del PC e quindi anche solo l’occhio fatica a concentarsi su un singolo punto.

Uno “zoom” sui 3 sistemi di videoconferenza più diffusi

Sono stati sviluppati molti sistemi di videoconferenze che permettono ai team di lavorare e interfacciarsi anche a distanza. Essi consentono di mantenere e rafforzare relazioni lavorative e di portare a termine progetti, anche complessi. Abbiamo analizzato i sistemi di videoconferenza più comuni e commercializzati, dopo averli utilizzati al nostro interno e per conto di alcuni clienti. I parametri di valutazione comprendevano la semplicità di utilizzo, la flessibilità per le diverse applicazioni e l’accessibilità anche in condizioni di rete non performante.

Zoom, secondo un recente studio,è la piattaforma per videoconferenza più utilizzata ed è rinomata per la capacità di gestire grandi numeri (fino a 1’000 partecipanti gestiti da più host). La sua grande diffusione è dettata da due principali fattori: la semplicità d’uso e l’immediatezza. Una volta scaricata l’applicazione desktop, si può partecipare ad una call dopo aver ricevuto l’invito e il codice univoco, il quale scadrà alla fine della videoconferenza. Gli organizzatori hanno la possibilità di decidere i permessi per i singoli partecipanti e a loro volta i partecipanti possono decidere, se non sono stati fissati dei vincoli, di attivare o disattivare il video e possono personalizzare la loro esperienza direttamente nelle Impostazioni. Zoom permette inoltre di poter gestire i contenuti multimediali durante la condivisione dello schermo: quando un host condivide una presentazione può anche dare la possibilità a un partecipante di modificare i contenuti di tale presentazione, creando così un’interazione live.

Google ha recentemente reso disponibile gratuitamente a tutti (almeno fino a settembre 2020) il suo famoso Google Meet Hangouts, un tempo destinato solo agli utenti business. La caratteristica più importante di Hangouts Meet è di interfacciarsi e lavorare con tutti gli altri strumenti Google, per cui si sincronizza con Google Calendar e lo si può utilizzare simultaneamente sia su desktop che su mobile, rendendo più facile la mobilità. Google Hangouts Meet permette di gestire riunioni virtuali fino a un massimo di 250 persone.

Microsoft mette a disposizione un sistema di videoconferenza all’interno della sua suite Teams, per permettere a tutti gli utenti che dispongono di accesso alla suite di partecipare a calls e meeting. Una derivazione data dalla decennale esperienza con Skype, che può definirsi il fratello maggiore per anzianità, ma anche la controparte minore in quanto a funzionalità. Si partecipa ai meeting che vengono organizzati all’interno di stanze specifiche alle quali appartengono tutti coloro che lavorano su un progetto o che fanno parte di un’azienda, i quali hanno anche a disposizione delle bacheche dove tenere traccia dei progetti e organizzare il lavoro. I meeting sono accessibili tramite un codice di accesso e possono essere sia con che senza video; durante una videoconferenza si possono condividere file e documenti e condividere lo schermo. Siccome Teams può gestire un numero molto alto di utenti, sia gratuitamente che a pagamento, anche alle videochiamate all’interno di Teams possono partecipare un numero ampio di persone.

La gestione della privacy

Parecchi sono i dubbi sollevati recentemente riguardo la gestione della privacy da parte di questi sistemi di videoconferenza. Può accadere ma esistono precauzioni facilmente implementabili per evitare che ciò accada o almeno minimizzare i rischi. Come prima cosa conviene definire una password di accesso per permettere ai partecipanti di accedere alla propria videoconferenza. Secondariamente bisognerebbe invitare i partecipanti ad analizzare le proprie impostazioni di condivisione. Infine è sempre saggio proteggere il proprio PC con antivirus adeguati.


© della fotografia: Andrea Pavan

Articolo a cura di

Beatrice Perruzzo, Assistente di Direzione, EMME SA

Il fattore Z

Non si può prevedere precisamente quando una crisi come una pandemia finirà, la storia non racconta di tempi brevi, ma di riprese forti ed importanti. Per cui, come si suol dire, chi la dura la vince.

Una ripartenza, passo dopo passo, scalino dopo scalino, verso nuovi orizzonti.

Primo Levi scrisse “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate: anche le nostre!”. La storia si ripete, sempre.

In data 11 marzo 2020, l’Organizzazione mondiale della salute ha classificato il Covid-19 come pandemia. Il primo segnale di allerta era arrivato a fine dicembre a Wuhan, dove l’apparizione di più casi di polmonite avevano insospettito il corpo medico-sanitario cinese. Virus che in poco tempo ha oltrepassato frontiere contagiando migliaia di persone, e troncando vite in tutto il mondo.

Cicli e ricicli storici

La storia ci insegna che quando si tratta di pandemie, malattie virali e influenza, le frontiere nazionali e continentali non conoscono ragioni. Dalla peste nera al Covid-19, passando per l’influenza spagnola del 1918, la SARS, la ‘suina’ o l’‘aviaria’, queste malattie hanno e stanno segnando la storia dell’umanità con modifiche demografiche, umanitarie e sociali importanti. Diverse sono state le epidemie e pandemie che hanno messo a dura prova i sistemi sanitari, la responsabilità del singolo individuo e dei Governi, per cercare di contrastare gli esiti devastanti che queste malattie causano alla società.

Nonostante gli sforzi e gli studi scientifici, non è facile trovare un vaccino. L’igiene rimane la prima arma di prevenzione contro i virus, per proteggersi dai germi e dalla diffusione dei batteri.

Parlando di economia, crescita e ripresa occorre calcolare il fattore “tempo”, ma ci si rialza sempre. A dipendenza della durata di una pandemia, dove i Paesi sono costretti a misure di contenimento e di chiusura totale per proteggere la popolazione, si osserva una perturbazione ed un rallentamento significativo dell’economia. Le imprese e i commerci subiscono forti ripercussioni, al punto da faticare nella gestione della sopravvivenza dell’impresa stessa.
Colpite maggiormente sono le aziende che già prima della diffusione della malattia riportavano delle perdite, aziende in difficoltà ante la presa di misure eccezionali e straordinarie da parte dei Governi. Una ditta sana, che deve, per cause di forza maggiore, far fronte ad un avvenimento tale quale una pandemia, può essere preoccupata di quello che riserverà il futuro, ma se prima della crisi la situazione era positiva in termini di “fattore Z”, saranno maggiori le probabilità di rifiorire.

Cos’è il fattore Z?

Così denominato dall’economista statunitense Edward I. Altman nel 1968, si tratta di un modello sviluppato al fine di prevedere, attraverso un calcolo con un’accuratezza del 95%, quali società abbiano una probabilità di fallimento alta o bassa.
Il modello prende in conto diverse variabili, tra cui le vendite nette, le attività correnti, le passività totali, il valore di mercato, ecc.. La formula matematica rappresenta un indice di analisi sufficientemente attendibile, anche se non in maniera del 100%. Questo indice permette di calcolare la probabilità di fallimento di un’azienda già un anno prima che avvenga un evento imprevedibile e di grande impatto sociale ed economico come una pandemia.

Senza entrare nel dettaglio delle variabili matematiche e non di questo indice, di seguito, alcuni esempi che hanno confermato la validità del fattore Z:

  • Leclanché: azienda attiva nell’approvvigionamento di energia, fondata nel 1909 a Yverdon. Nel 2018, sull’azienda pesavano forti perdite, per un totale di 50 milioni di franchi con in controbilancio 20 milioni di capitale proprio. Nell’arco di un anno Leclanché perse la metà del suo valore.
  • Meyer Burger: azienda che divenne presto star dei mercati borsistici, attiva nel campo dell’energia solare, ebbe una fama che durò poco tempo. Nel 2012 dei competitors cinesi copiarono la tecnologia della Meyer Burger, e così, da quel momento l’azienda registrò continue perdite, fino ad arrivare al 2018 quando l’ammontare di queste raggiunse i 60 milioni. Un anno dopo l’azienda perse due terzi del suo valore di mercato.
  • Farmaceutica di Basilea: azienda specialista nel campo della ricerca contro il cancro, a causa della forte concorrenza da parte di gradi gruppi farmaceutici, annunciò innumerevoli perdite. Negli ultimi dodici mesi, il valore borsistico delle azioni di Basilea hanno perso il 17% del loro valore.
  • MCH Group: azienda specialista nell’organizzazione di fiere in tutta la Svizzera. Tra le tante, Baselworld e Art Basel. La natura delle attività di MCH Group è fortemente toccata dagli effetti del Covid-19, portando all’annullamento degli eventi e ad un mancato guadagno. Il prezzo delle azioni è passato da 29,60 franchi nel novembre 2019, a 18,50 franchi a marzo 2020.

L’aiuto da parte dello Stato che si è mosso al fine di garantire in primis la salute della popolazione e aiutare l’economia nel superare questo momento difficoltoso, è fondamentale per non lasciare cadere un Paese in uno stato d’insolvenza.
L’economia ha giocato la sua parte fino in fondo, accettando dolenti e amare restrizioni per il bene di tutti e di tutto un paese coinvolto nel vortice di una tempesta virologica inaspettata e sconosciuta. Le aziende hanno dimostrato un alto senso di responsabilità, accettando e sottoscrivendo le tante nuove regole e limitazioni, e durante il periodo di chiusura quasi totale delle attività, i servizi essenziali e le industrie autorizzate a lavorare non hanno conosciuto «riposo» attivandosi, riorganizzandosi e vigilando in primis sulla salute. I fatti hanno premiato questi sforzi promuovendole nell’operato per aver tutelato salute e mercato.

Non si può prevedere precisamente quando una crisi come una pandemia finirà, la storia non racconta di tempi brevi, ma di riprese forti ed importanti. Per cui, come si suol dire, chi la dura la vince.

Dai soci per i soci

Una raccolta di iniziative segnalateci dai nostri soci volte al sostegno delle differenti attività imprenditoriali ai tempi del Covid-19. Articolo in aggiornamento periodico.

Distanti ma vicini. Un sostegno tra le diverse attività economiche. Grazie a tutti!

Consulenza

EventsDesigner Sagl: propone la propria esperienza a favore di aziende, ristoranti, negozi, ecc. creando rendering accurati – con il programma easyRAUM – per coloro che hanno necessità di riorganizzare gli spazi adempiendo alle normative di distanza sociale emanate dalle autorità. Maggiori dettagli scrivendo a info@eventsdesigner.ch.

Fidinam: il gruppo Fidinam ha creato una pagina web dedicata a imprenditori e aziende con informazioni aggiornate su come affrontare l’emergenza Coronavirus da un punto di vista assicurativo, amministrativo, fiscale e societario. Inoltre è stato creato un ‘team risposta rapida‘ dedicato.

Helvetia Assicurazioni: ha aggiornato il proprio sito web dedicato alla clientela aziendale con tutte le informazioni a supporto delle aziende per consulenze diverse, in ambito d’assicurazioni patrimoniali e di cose, rispettivamente in assicurazioni di persone, ecc..

KPMG: ha sviluppato una nuova pagina web dedicata all’emergenza del COVID-19, che propone informazioni e soluzioni per le sfide che le aziende devono affrontare, ad esempio relative agli impatti legali e salariali e ai futuri sviluppi fiscali e aziendali.

BAK Economics: ha lanciato un ‘checkpoint PMI‘ per offrire un supporto concreto alle aziende nell’affrontare tematiche che toccano molteplici aspetti dell’emergenza aziendale in corso (per es.: garanzia della liquidità; gestione del fatturato e dei costi; pianificazione delle risorse, ecc.).

Legal Solidarity: pro bono (kostenlose) Rechtsberatung für Klienten in Not in Zeiten von COVID-19.


Tecnologia e IT

aqumo technologies: offre a titolo gratuito alle PMI che non dispongono di un’infrastruttura adatta al tele-lavoro, la possibilità di utilizzare la piattaforma tecnologica in cloud  (inclusi software applicativi standard e la consulenza tecnica necessaria per un utilizzo ottimale). Per informazioni e un contatto diretto, scrivere un’e-mail a info@aqumo.net.

Swisscom: propone soluzioni per il telelavoro gratuitamente, senza impegno, né obbligo contrattuale e nemmeno prolungamento automatico del contratto. Inoltre offre l’accesso gratuito per 4 mesi allo shop online, consentendo così a indipendenti e PMI di continuare a proporre i prodotti, grazie a uno shop online professionale (dettagli nel link segnalato).

DOS Group: ha creato un’applicazione dedicata all’ottimizzare la condivisione di aggiornamenti e linee guida, per fornire un’assistenza sanitaria efficiente e sicura, tramite Momentum.

OWL Solutions: presenta OWL for COVID-19, che contiene alcune proposte di consulenza e analisi sull’home office e il lavoro da remoto in modo gratuito (4 ore di consulenza e 4 mesi di – alcuni – servizi gratuiti).

BS4 – Sowre SA: offre soluzioni finalizzate al monitoraggio della diffusione del Covid-19 all’interno di uffici, aree pubbliche, negozi e tutti gli spazi dove normalmente è previsto un assembramento di persone, con proposte per la gestione ingressi per rispettare l’occupazione massima consentita e prevista sulla base della superficie in mq; il monitoraggio della distanza interpersonale e la misurazione automatica della temperatura corporea e controllo utilizzo mascherina. Per maggiori dettagli: info@bs4corp.com.


Diversi

Titraduce: il gruppo offre gratuitamente dei momenti di conversazione in lingua inglese e tedesca anche a chi non è uno studente iscritto alla scuola di lingue. Per i dettagli scrivere una e-mail a info@titraduce.ch.

Tio.ch: propone offerte interessanti sui banner nell’home page del portale informativo, con uno sconto del 50% per le prenotazioni effettuate entro il 30 aprile 2020. Per maggiori informazioni, scrivere a claudio@tio.ch.

Mazzantini & associati: ha messo online il portale emergenza24.ch, quale aggregatore di informazioni e servizi per cittadini e imprese in caso di emergenza.

Cronoparty & Services Catering: propone forniture di pasti presso aziende operative. Scrivendo a info@cronoparty.com, è possibile avere le informazioni necessarie, definire gli aspetti logistici e le proposte di menù.

Gastroticino: numerosi soci dell’associazione di esercenti propongono un servizio di asporto o consegna a domicilio per favorire la popolazione e mantenere un contatto con l’affezionata clientela, aziendale e privata. La lista degli esercizi che forniscono questo servizio è disponibile su www.ticinoatavola.ch.

Kairos Allestimenti SA: propone soluzioni per riqualificate l’ambiente lavorativo e proteggersi allo stesso tempo attraverso mascherine, pannelli e pareti protettive. I dettagli scrivendo a info@kairosgroup.ch.

EMME SA: presenta una cabina termometrica di disinfezione che permette di misurare la temperatura, prima di far accedere le persone in azienda e in luoghi istituzionali. L’apparecchiatura è inoltre dotata di un disinfettante che viene automaticamente nebulizzato ad ogni passaggio, in entrata e in uscita. Maggiori info: emergenzacovid19@emme.ch. Inoltre si mette a disposizione delle aziende per effettuare consulenze gratuite nel campo degli eventi, con un focus sul 2021. Tutti i dettagli scrivendo a info@emme.ch.

Società Mastri Panettieri-Pasticcieri-Confettieri del Cantone Ticino: ha lanciato la campagna “Sosteniamo l’artigiano locale“. In cosa consiste? Si tratta di buoni da regalare ai collaboratori della propria azienda, ai clienti, ai membri della famiglia, ad amici e a conoscenti. È poi possibile usare il buono regalo consegnandolo presso le panetterie-pasticcerie-confetterie affiliate alla SMPPC, e ricevere il corrispondente valore in prodotti. Maggiori info: www.smppc.ch.

Iniziare a cambiare il finale

“Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale” (C. S. Lewis)

Gli ultimi difficili mesi hanno evidenziato come, in situazioni estreme come quella che stiamo vivendo, l’esigenza di combinare la tutela della salute e la possibilità di sopravvivenza economica sia un esercizio di equilibrio non facile. Oltretutto dovendo gestire una situazione in rapida e continua evoluzione, senza dati certi, ma imparando quotidianamente nuovi approcci verso un nemico ancora poco conosciuto. Le valutazioni di tipo sanitario non sono certamente di nostra competenza, ma è apparsa evidente l’importanza di concentrarsi su una strategia, cercando di mantenerla e riconoscendone immediatamente le fragilità o le indicazioni errate. Purtroppo in questa difficile circostanza, spesso, abbiamo dovuto imparare molto rapidamente dai nostri errori.

I continui cambiamenti di orientamento, come l’esempio del Regno Unito, hanno ottenuto conseguenze negative e si sono dimostrati poco paganti.

La strategia del passo dopo passo adottata in Svizzera si sta rivelando, a nostro modesto avviso, commisurata alle esigenze del nostro paese. È stato importante costruire l’accettazione delle misure da parte della popolazione, che doveva e deve essere accompagnata nelle varie fasi, nuove per tutti, rendendo le regole credibili e vivibili. Dal punto di vista economico è stato purtroppo necessario limitare tantissimo, ma fortunatamente non si è fermato tutto. Un compromesso che ha permesso di non peggiorare una situazione che, purtroppo e comunque, sta già avendo un peso notevole per l’economia.

I servizi essenziali per i cittadini devono essere sempre garantiti e i necessari finanziamenti per un settore sanitario performante, un alimentare non carente, ecc., attingono anche da un’economia che, anche se “a lavoro ridotto”, non si ferma.

È un fatto che, con l’applicazione delle misure adeguate in ambito sanitario-aziendale, in Svizzera i contagi non siano aumentati malgrado appunto determinate attività siano rimaste operative. Anche l’esposizione giornaliera del personale dei commerci alimentari, per esempio, ma come anche nelle poste, nelle banche, ecc., non ha comportato fortunatamente un aumento significativo dei contagi di categoria.

Restano problematici gli assembramenti pubblici incontrollati e purtroppo le attività economiche a essi legati, a differenza di quelle svolte in cerchia ristretta e controllata, sono quelle più a rischio e probabilmente saranno quelle più difficili da gestire. “Non abbassare la guardia” è una frase che i professionisti della salute hanno raccomandato e raccomandano a gran voce a tutti, ancora tutt’ora. Permane incessante una minacciosa incertezza, con la quale stiamo lentamente imparando a convivere e che dovremo gestire e tollerare presumibilmente ancora per parecchio tempo.

La sfida per l’economia resta quella di garantire la salute parallelamente al funzionamento ottimale delle attività, tutelando cittadini, collaboratori e azienda.

Finora in Ticino e anche in Svizzera l’esercizio è riuscito ed è nostra ferma intenzione continuare a operare in questo senso.


Da una chiusura quasi totale, incalza il desiderio di riprovare a ricostruire quella che, solo qualche mese fa, era scontata normalità. A questo fine, negli ultimi giorni le Nazioni hanno presentato ai loro cittadini piani di ripartenza mirata e commisurata alla propria realtà.
Piani che sono il risultato di serie considerazioni a 360 gradi. Se da un lato si vuole tutelare la salute delle persone, dall’altra, l’economia necessita di respiro dopo settimane di stop.
Le decisioni sui termini della ripartenza vengono prese in base all’evoluzione della pandemia all’interno di ogni Paese, ma tenendo in puntuale considerazione, in particolare, anche la situazione nei Paesi limitrofi.
È ormai appurato come un virus non conosca frontiere o barriere geografiche, per cui, conoscere la realtà che stanno vivendo le diverse Nazioni nel Continente è un ulteriore criterio per una gestione oculata dei passi da intraprendere per un’iniziale riapertura delle diverse attività socioeconomiche interne.

L’Europa intorno al nostro territorio

Italia

L’Italia è una delle nazioni più duramente colpite dal Coronavirus. Un rallentamento dell’espansione della malattia ha permesso al Governo italiano di considerare alcune misure di allentamento dopo lo stop completo delle attività non essenziali.
Il 4 maggio si è permessa la riapertura della manifattura, le costruzioni e tutto l’ingrosso funzionale ai due settori. All’interno della regione sono consentiti gli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, ai quali si aggiunge la possibilità di spostamenti mirati per far visita a congiunti. L’accesso a parchi, ville e giardini pubblici resta condizionato al rigoroso rispetto delle distanze e all’adozione di misure per contingentare gli ingressi. I sindaci potranno disporre la chiusura delle aree se non sarà possibile assicurare il rispetto di queste misure. Sarà consentita l’attività di ristorazione da asporto. Nessun assembramento, il cibo si consumerà a casa o in ufficio.
Il 18 maggio è prevista la riapertura di musei e biblioteche, commercio al dettaglio funzionale ai settori manifatturiero e delle costruzioni.
Dal 1° giugno verrà considerata, numeri pandemici permettendo, la riapertura di bar, ristorazione, barbieri, parrucchieri, estetisti, ecc.

Francia

La Francia ha registrato una tendenza in diminuzione ma i decessi sono ancora numerosi. Sebbene il numero di nuovi contagi non sia ai minimi, il governo francese ha deciso il 28 aprile il piano di riapertura, il quale ha come prima data l’11 maggio.
L’11 maggio sarà una giornata di riapertura per i negozi commerciali, delle biblioteche, dei musei, di parrucchieri, di centri di bellezza, dei parchi e dei giardini pubblici.
In questo giorno riapriranno anche le scuole dell’infanzia, con l’imposizione dell’uso delle mascherine per il personale scolastico. Il limite di bambini è di 10 per gli asili nido, è invece posto a 15 allievi per le scuole dell’infanzia, elementari e per le scuole medie. Per le scuole superiori e universitarie bisognerà attendere prima di ricevere indicazioni riguardo alla data di riapertura.
L’attività fisica all’aperto sarà possibile, con l’imperativo di rispettare le distanze sociali e di non allontanarsi per più di un chilometro da casa e per massimo un’ora al giorno. Tuttavia, i raduni di persone restano limitati ad un massimo di dieci persone. I grandi eventi saranno rimandati almeno fino a settembre.

Germania

La Germania ha retto efficacemente il confronto con gli altri Paesi europei, imparando e agendo tempestivamente. Vista l’adozione preventiva di misure di distanza sociale, in Germania si sono riscontrati meno casi di Covid-19, ragion per cui, si è presto considerato un rientro alla normalità delle attività socioeconomiche.
In data 20 aprile è stato possibile allentare le misure di contenimento per i commercianti e i rivenditori con uno spazio d’attività superiore agli 800 metri quadrati (questo per garantire che le norme di distanza sociale venissero rispettate). Anche i rivenditori di automobili e biciclette hanno loro potuto riaprire le loro attività.
Il 29 aprile, la città di Berlino ha imposto l’obbligo di portare la mascherina in occasione di visite a mercati e supermercati, e sui mezzi pubblici. Misura che è stata poi adottata anche da altre regioni della Germania.
La riapertura delle scuole è stata attuata per il 4 maggio, sia per le scuole dell’obbligo che per il post-obbligatorio.
Per quanto riguarda bar, ristoranti, centri di svago e luoghi culturali, per il momento resteranno chiusi fino a nuovo avviso.
Tutte le manifestazioni, come concerti, spettacoli, competizioni, restano vietati fino a fine agosto.

Austria

Unica nazione ad attuare una quasi-immediata chiusura totale delle proprie frontiere.
L’Austria ha messo sul tavolo le sue direttive per una riapertura graduale delle attività, che riassunta in semplici note si presenta come segue.
Tutti gli spazi commerciali con superfici superiori ai 400 metri quadrati hanno potuto ricominciare ad esercitare le loro attività dal 14 aprile.
A partire dal 1° maggio, i centri commerciali e i negozi, così come i parrucchieri, potranno riaprire, mantenendo però imperativamente le norme di distanza sociale, e portando obbligatoriamente le mascherine.
Gli studenti che si trovano alla fine del loro percorso scolastico potranno accedere agli istituti scolastici a partire dal 4 maggio. Anche nelle scuole è in vigore l’uso di mascherine per gli studenti con più di dieci anni.

Belgio

Ad un mese dal proprio picco, il Belgio ha deciso di ripartire con la messa in atto di norme e direttive basate sul rispetto delle norme igieniche e di distanza sociale.
La gran parte delle attività commerciali tornerà a svolgere le proprie attività a partire dall’11 maggio.
Bar e ristoranti potranno riaprire gradualmente a partire dall’8 giugno.
La mascherina sarà obbligatoria per coloro che frequenteranno i mezzi di trasporto.
Gli studenti potranno tornare in classe a partire dal 18 maggio, con un limite di massimo dieci studenti per aula.

Grecia

Vista la tendenza relativamente bassa di diffusione della malattia ha potuto permettere una riapertura graduale, dando precedenza ai piccoli commerci, agli indipendenti e alle attività legate al turismo. Decisione ponderata sulla grande dipendenza dal settore turistico, fiore all’occhiello per la Grecia e fonte importante di guadagno.
Il 28 aprile è stata annunciata una graduale ripresa delle attività commerciali, come piccoli negozi, librerie, parrucchieri, saloni di bellezza e di cura della persona.
I grandi centri commerciali dovranno attendere il 1° giugno prima di poter accogliere nuovamente i propri clienti.
Agli inizi di giugno potranno anche riaprire bar, hotel e ristoranti, con l’auspicio di poter sollevare anche se in minima parte la stagione turistica.
Le persone potranno spostarsi liberamente, senza restrizioni particolari, ma le spiagge rimarranno chiuse fino a nuovo avviso.
Le scuole medie e i licei riapriranno le loro aule l’11 maggio e la settimana seguente sarà il turno delle scuole professionali e universitarie. Per gli istituti dell’infanzia e le scuole primarie, per il momento, non è prevista una data precisa per la loro riapertura.
Per coloro che utilizzeranno i mezzi pubblici, o che necessiteranno del sistema sanitario, sarà obbligatorio l’uso della mascherina.
A partire dal 17 maggio le chiese potranno riaprire le loro porte ai fedeli e sarà di nuovo possibile partecipare a messe e funzioni religiose.

Repubblica Ceca

Con una tendenza del numero di casi volta verso il ribasso, il Paese ha deciso di far ripartire l’economia interna, favorendo gli spostamenti di persone, ma controllandone rigorosamente lo stato di salute. Dal 27 aprile, infatti, per i residenti della Repubblica Ceca, è possibile uscire dal Paese per motivi lavorativi e non. Al loro ritorno in patria dovranno però dimostrare di essere negativi al Covid-19, sottoponendosi al test o passando direttamente 14 giorni in auto-quarantena. Per i frontalieri sarà necessario presentare un certificato di salute ogni due settimane, che mostri un risultato negativo al Covid-19.
I cittadini possono circolare liberamente all’interno del Paese, senza nessuna restrizione nelle distanze percorse, ma con il limite di assembramento di massimo dieci persone.

Danimarca

Come diversi Paesi del Nord, la Danimarca ha registrato un numero basso di casi fatali. Il picco è stato registrato ad inizio di aprile, con una tendenza in discesa dal dieci aprile in poi. Tendenza che ha convinto la Danimarca a mettere in atto un piano, seppur severo, di ripresa e riapertura delle attività socioeconomiche.
Dal 15 aprile la Danimarca ha riaperto le scuole ai suoi studenti, e ha imposto regole severe sulla distanza sociale da mantenere tra i banchi di scuola. La Danimarca è stata il primo Paese europeo a riportare ad uno stato di normalità il sistema scolastico, nonostante i limiti imposti sul numero di allievi per classe e la suddivisione degli allievi in sottogruppi al fine di limitare il numero di contatti e di persone raggruppate nello stesso stabile.

Norvegia

Come menzionato in precedenza, l’incidenza dei casi di Covid-19 sembra aver colpito in maniera più lieve i Paesi nordici. Anche la Norvegia ha registrato un picco, ma questo non ha fermato la presa di decisioni per la ripresa della normalità nelle attività sociali e commerciali. La Norvegia ha riaperto gli asili nido e le scuole dell’infanzia in data 27 aprile. Il 4 maggio sarà il turno delle scuole primarie, medie e superiori. Il limite di studenti per classe è limitato a quindici al massimo.
Le attività non essenziali, come parrucchieri, estetisti, centri benessere, dermatologi, palestre potranno riattivarsi solo garantendo le misure di distanza sociale e le norme igieniche.
I grandi assembramenti di persone, come in occasione di eventi culturali o raduni sportivi, restano per il momento vietati.

Russia

In Russia non è previsto alcun allentamento delle misure di contenimento, il presidente Vladimir Putin ha infatti menzionato che forse si potrà parlare di alleggerire le misure solo verso metà maggio, ma per il momento, con più di centomila contagi, non vi è ancora margine di riapertura. Per coloro che devono spostarsi per motivi assolutamente necessari è imperativo l’utilizzo della mascherina.

Regno Unito

Boris Johnson ha comunicato che potrebbe trattarsi di attendere ancora qualche giorno prima di parlare di misure di allentamento, per il momento, nessun piano specifico è stato presentato ai cittadini inglesi. Il picco di casi sembra esser stato registrato in data 30 aprile. Purtroppo, il numero delle fatalità sembra essere in continua crescita.

Svezia

La Svezia ha riportato un numero di casi da Covid-19 quasi doppio a quello elvetico. La tendenza degli ultimi giorni è prevalentemente in discesa, con un rallentamento dell’espansione della malattia. A differenze delle nazioni limitrofe, come Norvegia e Finlandia, la Svezia ha adottato delle misure di prevenzione differenti e meno restrittive.
Nessuna attività economica e commerciale è stata temporaneamente sospesa, tutte le attività hanno continuato ad esercitare e a fornire i propri servizi. Persino bar e ristoranti sono rimasti aperti, contrariamente al resto dell’Europa che ha fermato ogni attività che proponesse l’aggruppamento di più persone.
Ad essere state sospese sono i grandi eventi, come concerti, spettacoli, i quali avrebbero riunito un numero importante di persone nello stesso luogo.
La politica svedese ruota la sua strategia di combattimento contro il Coronavirus sulla responsabilità individuale di ciascuno dei sui cittadini.

Adeguamenti salariali CNL 2020

Un’informativa sulle modifiche salariali relative ai contratti normali di lavoro.

La Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone ha pubblicato sul Foglio ufficiale no.102/2019 del 20 dicembre 2019 gli adeguamenti salariali 2020 dei contratti normali di lavoro (CNL).

I CNL ex-art. 360a CO decretati dal Consiglio di Stato su proposta della Commissione tripartita prevedono un adeguamento agli eventuali aumenti salariali decisi dalle parti dei rispettivi CCL di riferimento oppure, laddove non vi è un CCL di riferimento, l’adeguamento al rincaro in funzione dell’evoluzione su base annua dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC del mese di novembre).

In breve, dal 1° gennaio 2020:

  • sono stati adeguati, in base all’aumento deciso dalle parti contraenti del CCL per gli impiegati di commercio nell’economia ticinese, i minimi salariali orari previsti dagli 11 contratti normali di lavoro (CNL) attualmente in vigore per la professione di impiegato/a di commercio, con un aumento da 19.85 a 20.06 franchi per un impiegato generico, da 21.45 a 21.67 franchi per un impiegato operativo e da 24.40 a 24.64 franchi per un impiegato responsabile;
  • è stato adeguato ai nuovi minimi del rispettivo contratto collettivo di riferimento (CCL Swissmem) anche il CNL per il settore della fabbricazione di macchinari e apparecchiature, con l’aumento da 21.10 a 21.25 franchi per il personale non qualificato e da 22.95 a 23.12 per il personale qualificato;
  • il CNL per gli operatori di call center è stato adeguato in base agli adeguamenti decisi dalle parti contraenti del CCL Contact e Call center con l’aumento da 19.25 a 19.62 per il livello 1, da 20.90 a 21.30 per il livello 2 e da 23.90 a 24.38 per il livello 3;
  • per quanto riguarda il settore dell’informatica, i minimi delle 3 categorie salariali degli informatici previsti nel CNL sono stati adeguati in linea con gli aumenti previsti per le tre categorie di impiegati di commercio, ossia da 19.85 a 20.06 franchi per la categoria a, da 21.45 a 21.67 franchi per la categoria b e da 24.40 a 24.64 franchi per la categoria c.

Non essendosi verificato un rincaro su base annua nell’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC novembre) non vi è invece stato nessun adeguamento dei salari minimi per i rimanenti CNL.

Certificato esecuzione e fallimenti rilasciati da siti fasulli: attenzione

In una nota stampa il Dipartimento delle Istituzioni ha comunicato l’esistenza in rete di un sito web non ufficiale: occorre prestare cautela.

La richiesta di un certificato di solvibilità è spesso un documento utile alle aziende e ai cittadini. In queste settimane gira su Internet un sito web fasullo che propone di ottenerlo online per un prezzo maggiorato.

Il Dipartimento delle Istituzioni segnala il fatto in una nota stampa, precisando che si tratta di un’operazione del tutto estranea agli Uffici esecuzione del Canton Ticino.

Ricordiamo che il certificato di solvibilità è ottenibile compilando il formulario online sul sito ufficiale dell’Amministrazione cantonale, e per qualsiasi informazione è possibile far capo gli Uffici di esecuzione.

Invitiamo a prestare la dovuta cautela e in caso di dubbio, volentieri, siamo a disposizione.