Revisione della Legge sul materiale bellico: un SÌ per la sicurezza della Svizzera, la neutralità e il tessuto industriale ticinese
In vista della votazione federale del prossimo 29 novembre, il Comitato ticinese per il SÌ alla revisione della Legge sul materiale bellico (LMB) ha presentato a Lugano le ragioni a sostegno dell’adeguamento proposto da Consiglio federale e Parlamento. Rappresentanti del mondo politico ed economico hanno evidenziato come l’adeguamento della legge sia indispensabile per garantire l’autonomia difensiva del Paese, proteggere i posti di lavoro qualificati e sostenere la rete di PMI specializzate del Cantone Ticino.

Nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la Camera di commercio e dell’industri a del Cantone Ticino (Cc-Ti) a Lugano, il Comitato ticinese ha ribadito che la revisione della LMB risponde al profondo mutamento del contesto geopolitico europeo, mantenendo al contempo severi controlli etici e il pieno rispetto della neutralità.
Un’industria forte per una difesa e una neutralità credibili
Come sottolineato dalla Consigliera nazionale Roberta Soldati (UDC), la neutralità svizzera non deve essere confusa con l’isolamento né con l’incapacità di difendersi: «Essere neutrali significa poter decidere autonomamente. E per far rispettare questa autonomia dobbiamo garantire al nostro Esercito le condizioni per assolvere il proprio compito. Una neutralità credibile deve poggiare su una difesa credibile, su approvvigionamenti affidabili e su competenze industriali nazionali che non possiamo permetterci di perdere». La Consigliera nazionale ha rimarcato che la revisione non concede alcun «assegno in bianco»: il rispetto dei diritti umani rimane vincolante, e le esportazioni verso Paesi che li violano sistematicamente o in guerra civile continueranno a essere vietate, sotto la costante vigilanza del Consiglio federale.
Autonomia strategica e stop alle delocalizzazioni
Il Consigliere nazionale Simone Gianini (PLR) ha focalizzato il proprio intervento sull’autonomia operativa e sulla capacità manutentiva del nostro Esercito: «Un Esercito moderno non può limitarsi ad acquistare equipaggiamenti: deve poterne garantire la manutenzione, la riparazione e i pezzi di ricambio anche in situazioni di crisi. Se le norme restrittive attuali spingono le aziende svizzere a delocalizzare la produzione all’estero – come accaduto per settori strategici quali i veicoli blindati o le munizioni – l’Esercito perde direttamente la propria indipendenza strategica». Gianini ha ricordato che chi contribuisce alle catene internazionali di approvvigionamento con competenze e prodotti si trova in una posizione migliore per ricevere a sua volta supporto nei momenti di crisi.
Proteggere le PMI, i posti di lavoro e l’indotto in Ticino
Il Consigliere agli Stati e Presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Fabio Regazzi ha richiamato l’attenzione sull’impatto economico della normativa, evidenziando il ruolo fondamentale delle piccole e medie imprese: «L’industria della difesa non è fatta solo da grandi gruppi, ma da una fitta rete di PMI altamente specializzate nella meccanica di precisione, nell’elettronica, nel software e nella lavorazione dei metalli. Questo vale direttamente anche per il Ticino, dove diverse imprese operano come fornitrici di punta. Se le commesse internazionali crollano a causa di ostacoli burocratici, si rischia di distruggere competenze tecnologiche, posti di lavoro qualificati e posti di apprendistato per i nostri giovani».
Integrazione con i Paesi partner e controlli rigorosi
All’incontro sono intervenuti anche Luca Albertoni (Direttore Generale Cc-Ti) e Maria Luisa Bernini (Segretario generale del Gruppo Materiale Difesa e Sicurezza della Svizzera Italiana), confermando il valore strategico della filiera per l’economia regionale. La revisione della LMB si limita ad adeguare le regole per l’esportazione e la riesportazione verso un gruppo definito di 36 Paesi partner democratici (che condividono i medesimi standard di diritto della Svizzera), ripristinando le condizioni quadro per rimanere partner internazionali affidabili.
Il Comitato ticinese invita le cittadine e i cittadini a sostenere la revisione della LMB il prossimo 29 novembre per garantire un Paese sicuro, autonomo e dotato di un’economia altamente competitiva.
Nota: ulteriori informazioni e argomenti a favore della revisione della LMB sono disponibili sul sito si-lmb.ch

