India–Svizzera: dal libero scambio alla partnership strategica

L’India non è più soltanto un mercato emergente da esplorare con cautela, ma un partner economico sempre più centrale per le imprese svizzere. Questo è il messaggio emerso dall’evento India: New Perspectives for Swiss Trade, tenutosi a Lugano e promosso dalla Camera di Commercio e dell’Industria del Cantone Ticino in collaborazione con la Città di Lugano, l’Ambasciata dell’India in Svizzera e l’ESG Center of Excellence nell’ambito dell’iniziativa India: The Flavor of Chai & Change. In tale contesto, l’entrata in vigore dell’Accordo di partenariato commerciale ed economico tra India ed AELS è stata letta come un passaggio chiave verso una relazione più strutturata e strategica. Di seguito si analizzano il contesto di riferimento, i principali contenuti dell’accordo e le relative implicazioni operative per le imprese.

Perché l’India conta oggi

Dopo i saluti iniziali di Alex Chung, responsabile dell’iniziativa Fair Trade Town per la Città di Lugano, l’Ambasciatore dell’India in Svizzera, S.E. Mridul Kumar, ha delineato il nuovo posizionamento del Paese nel contesto globale, sottolineando come il rafforzamento delle relazioni economiche con Paesi ad alta capacità tecnologica e industriale rappresenti una leva essenziale per la crescita. Parallelamente, è emersa con forza la trasformazione interna dell’India, sempre più riconosciuta non solo come mercato di destinazione, ma come ecosistema di innovazione, in particolare nel settore digitale e fintech, dove infrastrutture avanzate consentono transazioni istantanee anche per microimporti e favoriscono modelli di co-sviluppo tecnologico.

Accordi di libero scambio e AELS

È seguito l’intervento di Pietro Poretti, capo dello sviluppo economico della Città di Lugano, che ha inquadrato il ruolo degli accordi di libero scambio nella politica economica svizzera. La Svizzera, fortemente orientata all’export, ha costruito nel tempo una rete estesa di accordi, principalmente nell’ambito dell’Associazione europea di libero scambio (AELS), per garantire condizioni di accesso ai mercati internazionali e mantenere la competitività rispetto ai principali partner, in particolare l’Unione europea. L’evoluzione di questi strumenti riflette inoltre un ampliamento progressivo dei contenuti, dalla liberalizzazione delle merci all’inclusione di servizi, investimenti, proprietà intellettuale ed e-commerce.

TEPA: impatti e opportunità

L’attenzione si è poi concentrata sull’Accordo di partenariato commerciale ed economico (Trade and Economic Partnership Agreement, TEPA), analizzato da Monica Zurfluh, responsabile del servizio Commercio internazionale della Cc-Ti.
L’accordo, entrato in vigore nell’ottobre 2025, migliora significativamente le condizioni di accesso al mercato indiano: circa l’85% dell’export svizzero beneficia di riduzioni tariffarie, percentuale che sale fino al 95% per i beni industriali. Le concessioni sono applicate in parte immediatamente e in parte in modo progressivo, secondo calendari definiti, offrendo maggiore prevedibilità alle imprese.
Uno degli elementi più innovativi riguarda la dimensione degli investimenti: per la prima volta, un accordo svizzero include obiettivi quantitativi espliciti, con l’impegno dell’AELS a investire 100 miliardi di dollari in 15 anni e a generare circa un milione di posti di lavoro. Questo segna il passaggio da una logica di semplice scambio commerciale a una più ampia integrazione industriale e sviluppo condiviso.
Il quadro delineato va letto nel contesto delle trasformazioni dell’economia globale. Le tensioni geopolitiche e la riorganizzazione delle catene del valore stanno spingendo molte imprese verso strategie di diversificazione, sintetizzate nel paradigma China+1. In questo scenario, l’India si afferma come uno dei principali poli alternativi, grazie alla dimensione del mercato, alla crescita economica sostenuta e a una demografia favorevole.
Le opportunità per le imprese svizzere si concentrano in diversi settori chiave. La manifattura avanzata e i macchinari beneficiano della crescente domanda di automazione e precisione. Le tecnologie pulite e le infrastrutture sono sostenute da investimenti legati all’urbanizzazione e alla transizione energetica. Nel medtech cresce una domanda sempre più orientata alla qualità, mentre la mobilità elettrica offre opportunità nella componentistica specializzata. La digital economy, infine, agisce come fattore abilitante trasversale, favorendo innovazione e partenariato.

Operare in India: ostacoli

Nonostante il miglioramento del quadro generale, restano tuttavia alcune criticità operative. Barriere non tariffarie, requisiti di certificazione, testing e regolamentazioni locali richiedono pianificazione anticipata e una presenza sul territorio. È stato ribadito come l’India non sia un mercato “plug-and-play”, ma richieda un approccio di lungo periodo basato su investimenti, adattamento e, non meno importante, comprensione delle specificità locali.

Relazioni e adattamento

In questo contesto si inserisce il contributo di Marco Casanova, direttore di ESG Center of Excellence, che ha offerto una prospettiva complementare di natura esperienziale. Il suo intervento ha evidenziato come l’India non possa essere considerata un mercato uniforme, ma un sistema estremamente eterogeneo, in cui coesistono dinamiche anche apparentemente contraddittorie.
Dal punto di vista operativo, è stata sottolineata la centralità della dimensione relazionale: rispetto a contesti più orientati alla transazione, in India la costruzione della fiducia rappresenta una condizione preliminare all’attività economica. Questo implica tempi più lunghi e un maggiore investimento nelle relazioni personali.
Allo stesso tempo, emerge con chiarezza che il mercato indiano non è più esclusivamente sensibile al prezzo. Esiste una domanda crescente per prodotti e servizi di alta qualità, in cui le imprese svizzere possono valorizzare il proprio posizionamento, a condizione di adattare le soluzioni al contesto locale.
Infine, è stata richiamata l’importanza di un approccio aperto e non gerarchico: entrare nel mercato indiano richiede capacità di adattamento, comprensione delle aspettative e disponibilità a costruire partnership su un piano di reciproco riconoscimento.

Conclusioni e prospettive

In conclusione, il TEPA rappresenta un punto di svolta nelle relazioni economiche tra India e Svizzera, ma anche un invito a un cambiamento di paradigma. Non si tratta più soltanto di facilitare l’export, bensì di costruire una partnership strategica fondata su investimenti, innovazione e collaborazione. In questo quadro, l’India emerge non solo come mercato, ma come interlocutore chiave nel nuovo equilibrio economico globale.
In questa prospettiva, la Camera di Commercio e dell’Industria del Cantone Ticino, su iniziativa di alcuni imprenditori ticinesi, ha previsto l’organizzazione di un viaggio esplorativo in India, in programma dal 30 gennaio al 6 febbraio 2027. L’iniziativa si configura come un’occasione di scoperta e analisi sul campo, volta a offrire alle imprese e agli operatori interessati una comprensione diretta del mercato indiano, attraverso incontri con attori locali, momenti di approfondimento e opportunità concrete di networking.

Autore e contatto in Cc-Ti

Monica Zurfluh
Responsabile Commercio Internazionale
T +41 91 911 51 35
zurfluh@cc-ti.ch