Russia: sanzioni e obblighi (aggiornamento)
Le sanzioni imposte alla Russia stanno avendo un grande impatto sulle transazioni commerciali e tutto questo impone alle aziende esportatrici da un lato di implementare delle procedure di trade compliance, anteriori alla spedizione e alle operazioni doganali, per verificare l’effettiva esportabilità dei propri prodotti e dall’altro di analizzare i contratti in corso di esecuzione e valutare se è possibile rinegoziarli o se, nell’impossibilità di poter adempiere agli obblighi, si configura una causa di forza maggiore.

Il 29 marzo 2023 il Consiglio federale ha adottato ulteriori provvedimenti nei confronti della Russia aderendo alle ultime sanzioni emanate dall’Unione europea (UE) nel suo 10° pacchetto, cfr. comunicato stampa. Oltre all’introduzione di esenzioni supplementari per scopi umanitari, è stata introdotta una nuova possibilità per salvaguardare interessi specifici dell’economia svizzera, ivi comprese deroghe riguardanti i disinvestimenti (cfr. sezione 4a). Le misure sono entrate in vigore il giorno stesso.
Alla luce dei vari pacchetti sanzionatori adottati nei confronti della Russia, nelle operazioni con questo Paese si consiglia di prestare particolare attenzione agli aspetti sottostanti:
Beni e servizi (*)
È generalmente vietata la vendita, la fornitura rispettivamente l’esportazione e il transito di
- materiale d’armamento e servizi connessi (estensione del divieto al transito attraverso la Federazione russa);
- beni a duplice impiego e servizi connessi;
- beni per il rafforzamento militare e tecnologico o lo sviluppo del settore della difesa e della sicurezza della Russia e servizi connessi (allegato aggiornato);
- beni destinati all’industria aerospaziale (elenco beni aggiornato) e marittima e servizi connessi;
- carboturbi e additivi per carburanti e servizi connessi;
- beni per la raffinazione del petrolio e la liquefazione del gas naturale e servizi connessi;
- beni per l’industria energetica e servizi connessi;
- beni per il rafforzamento dell’industria (elenco beni aggiornato);
- beni di lusso di valore, ove non specificato altrimenti, superiore a 300 franchi;
- (direttamente o indirettamente) servizi nei settori della revisione contabile (comprese la revisione legale dei conti, la contabilità e la consulenza fiscale), consulenze aziendali e in materia di pubbliche relazioni, servizi di architettura e di ingegneria, consulenza giuridica e informatica nonché servizi di ricerca di mercato e sondaggi di opinione, servizi tecnici di prova e di analisi così come servizi pubblicitari.
così come fare pubblicità su alcuni media russi.
Sono altresì vietati
- l’acquisto, l’acquisizione, l’importazione e il transito di materiale d’armamento di ogni genere inclusi armi da fuoco, munizioni, esplosivi, pezzi pirotecnici e polvere da fuoco originari della Russia o provenienti dalla stessa;
- l’acquisto, l’importazione, il transito e il trasporto di carbone e prodotti del carbone originari della Russia o provenienti dalla stessa e la fornitura di servizi ad essi connessi;
- l’acquisto, l’importazione, il transito e il trasporto (anche a livello mondiale) di petrolio greggio e prodotti petroliferi originari della Russia o provenienti dalla stessa, nonché la fornitura di servizi ad essi connessi. È altresì introdotto un price cap;
- l’acquisto, l’importazione e il trasporto di prodotti siderurgici originari della Russia o provenienti dalla stessa così come la fornitura di servizi ad essi connessi;
- l’acquisto, l’importazione, il transito e il trasporto di beni economicamente importanti per la Russia così come la fornitura di servizi ad essi connessi (elenco beni aggiornato);
- l’acquisto, l’importazione, il transito e il trasporto di oro originario della Federazione Russa (anche lavorato in un Paese terzo) così come di prodotti in oro originari della Russia e la fornitura di servizi ad essi connessi;
L’ordinanza istituisce anche provvedimenti che toccano i cosiddetti “territori designati” ucraini:
- divieto di importare beni originari dei territori designati senza un certificato d’origine rilasciato dalle autorità ucraine e di fornire servizi connessi;
- divieto di vendita, fornitura, esportazione e transito di determinati beni e di fornire servizi connessi.
ATTENZIONE: i beni e/o i componenti critici provengono da altri Paesi (riesportazione)? Se del caso vedasi anche le relative legislazioni in materia.
Data la complessità crescente delle sanzioni in relazione con la situazione in Ucraina, il servizio Commercio internazionale ha optato per mantenere snella e breve questa pagina. Per informazioni mirate sulle sanzioni vogliate contattarci alle coordinate menzionate a fondo pagina.
(*) la presente panoramica non riporta nello specifico le restrizioni finanziarie adottate dalla Svizzera. A tale scopo vogliate consultare la sezione 3 dell’Ordinanza del 4 marzo 2022 ed eventualmente la pagina Provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (admin.ch).
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Contatto per verifiche mirate: Segreteria di Stato dell’economia (SECO), sanctions@seco.admin.ch, tel. +41 (0)58 464 08 12 (lu-ve, 8.00-12.00 e 13.00-17.00). Per domande inerenti alle sanzioni sui beni, il settore Controlli all’esportazione / Prodotti industriali è raggiungibile al numero tel. +41 (0)58 462 68 50, licensing@seco.admin.ch.
La SECO ha altresì approntato una pagina di FAQ
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Persone ed entità
Per una verifica delle persone fisiche e giuridiche sanzionate vedasi la banca dati SESAM (SECO Sanctions Management), approntata dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO).
Banche e finanziamenti
Per una verifica delle banche sanzionate vedasi la banca dati SESAM (SECO Sanctions Management), approntata dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO).
L’Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (SERV) ha aggiornato la sua prassi di copertura per le nuove transazioni con Russia, Bielorussia e Ucraina e creato una pagina di FAQ.
Trasporto e transito nell’UE, procedure d’esportazione
Va chiarità la fattibilità del trasporto e del transito attraverso l’UE: la complessità delle sanzioni rende spesso difficile per lo spedizioniere valutare in autonomia se la spedizione è interessata dalle sanzioni – svizzere o europee.
Per l’emissione dei certificati d’origine, la Cc-Ti chiede conferma all’azienda esportatrice di aver effettuato le opportune verifiche presso la SECO e che l’esportazione verso la Russia può avvenire. Eventuali Carnet ATA per la Russia vengono rilasciati solo previa conferma scritta che in caso di difficoltà in relazione al suo utilizzo, il richiedente se ne assume la responsabilità nonché il pagamento di eventuali reclami doganali.
Aspetti legali, contratti in essere
Fra i molti aspetti da chiarire, ve n’è uno in particolare che preoccupa le imprese, cioè l’impossibilità di adempiere agli obblighi contrattuali a causa dei divieti imposti dalle autorità, nello specifico quelle elvetiche. Va verificata la possibilità di estendere, rescindere o rinegoziare i contratti esistenti.
Una delle domande più frequenti che si pone è di sapere se le aziende svizzere possono invocare la clausola di forza maggiore nei loro rapporti commerciali con partner russi. A tale proposito la Cc-Ti ha redatto una scheda informativa.
La scheda informativa “Russia: adempimento degli obblighi contrattuali e clausola di forza maggiore in relazione con la situazione in Ucraina” (gratis per i soci, CHF 20.- per i non soci) può essere richiesta al servizio Commercio internazionale alle coordinate indicate qui sotto.
Il vostro contatto in Cc-Ti per ulteriori ragguagli:
Monica Zurfluh, Responsabile Commercio internazionale, T +41 91 911 51 35, zurfluh@cc-ti.ch
Prima pubblicazione: 9 marzo 2022
Il documento è aggiornato costantemente.
Disclaimer: la panoramica qui sopra fornita è a scopo esclusivamente informativo e non ha presunzione di esaustività e completezza.