Russia: sanzioni e obblighi (update 28.04.22)

Le sanzioni imposte alla Russia stanno avendo un grande impatto sulle transazioni commerciali e tutto questo impone alle aziende esportatrici da un lato di implementare delle procedure di trade compliance, anteriori alla spedizione e alle operazioni doganali, per verificare l’effettiva esportabilità dei propri prodotti e dall’altro di analizzare i contratti in corso di esecuzione e valutare se è possibile rinegoziarli o se, nell’impossibilità di poter adempiere agli obblighi, si configura una causa di forza maggiore.

Nelle operazioni con la Russia si consiglia in particolare di prestare attenzione agli aspetti sottostanti:

Prodotti

È generalmente vietata la vendita, la fornitura rispettivamente l’esportazione di:

  • beni militari speciali e servizi connessi (art. 3 cpv. 1 dell’Ordinanza del 4 marzo 2022 che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina, allegato 3 OBDI), *** NOVITÀ *** deroga prevista per l’esportazione di protezione NBC richiesta dall’OPAC (art. 3 cpv. 3 dell’Ordinanza del 4 marzo 2022);
  • beni a duplice impiego e servizi connessi (art. 4 dell’Ordinanza del 4 marzo 2022, allegato 2 OBDI). Deroghe sono previste all’art. 6 (*);
  • beni per il rafforzamento militare e tecnologico o lo sviluppo del settore della difesa e della sicurezza della Russia (quali materiali elettronici, calcolatori, apparecchiature di telecomunicazione, sensori, laser, materiale avionico, aerospaziale, di navigazione, ecc. come da art. 5 cpv. 1 e allegato 1 dell’Ordinanza del 4 marzo 2022) e servizi connessi. Deroghe sono previste all’art. 6 (*);
  • beni destinati all’industria aerospaziale e marittima e servizi connessi (artt. 9-9a e allegati 3 e 16);
  • *** NOVITÀ *** carboturbi e additivi per carburanti e servizi connessi (art. 9b e allegato 19);
  • beni per la raffinazione del petrolio e servizi connessi (art. 10, allegato 4);
  • beni per l’industria energetica e servizi connessi (art. 11, allegato 5);
  • *** NOVITÀ *** beni per il rafforzamento dell’industria (art. 11a e allegato 23). Tra questi figurano diversi prodotti dei capitoli tariffali 06, 25, 27-29, 32, 34-35, 37-40, 44, 47-49, 51-56, 58-60, 63, 68-70, 72-76, 78-87, 90, 95 e 96;
  • *** NOVITÀ *** combustibili fossili (art. 12 e allegato 22). Tra questi figurano (lista non esaustiva): carboni fossili, ligniti, torba, coke, gas e catrami di carbon fossile, pece;
  • beni di lusso di valore, ove non specificato altrimenti, superiore a 300 franchi (art. 14b, allegato 18). Tra questi prodotti figurano (lista non esaustiva): alcol, cosmetici, pelletteria, abbigliamento e calzature, gioielli, dispositivi elettronici di valore superiore a 750 franchi, veicoli, orologi, attrezzature sportive.

Sono altresì vietati

  • l’importazione di armi e munizioni (art. 2);
  • l’acquisto, l’importazione e il trasporto di prodotti siderurgici (art. 14a, allegato 17) così come la fornitura di servizi ad essi connessi;
  • *** NOVITÀ *** l’acquisto, l’importazione, il transito e il trasporto di beni economicamente importanti per la Russia così come la fornitura di servizi ad essi connessi (art. 14c, allegato 20, salvo contingenti di cui all’allegato 21, quest’ultimo in vigore dal 29.07.2022). Tra questi prodotti figurano (lista non esaustiva): crostacei, caviale, cementi idraulici, fosfati, idrocarburi, cloruro di potassio, concimi, polimeri di propilene, pneumatici, legno, carbone, carta e cartone, vetro, bottiglie e barattoli di vetro, turboreattori e altre turbine a gas, piombo.

(*) Le autorizzazioni all’esportazione rilasciate dalla SECO prima del 4 marzo 2022 non sono più valide. È necessario richiedere una nuova autorizzazione, che verrà rilasciata in base alle sanzioni in vigore e non più sulla sola base della legge sul controllo dei beni a duplice impiego.

*** NOVITÀ *** Il 13 aprile 2022 il Consiglio federale ha deciso di allineare gran parte delle sanzioni svizzere nei confronti della Russia al quinto pacchetto di sanzioni europee. Tali misure sono state attuate con decisione del 27 aprile 2022 e sono entrate in vigore alle ore 18:00 del giorno stesso. La nostra panoramica prodotti è stata aggiornata di conseguenza.

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Contatto per verifiche mirate: Segreteria di Stato dell’economia (SECO), sanctions@seco.admin.ch, tel. +41 (0)58 464 08 12 (lu-ve, 8.00-12.00 e 13.00-17.00). Per domande inerenti alle sanzioni sui beni, il settore Controlli all’esportazione / Prodotti industriali è raggiungibile al numero tel. +41 (0)58 462 68 50, licensing@seco.admin.ch.

La SECO ha altresì approntato una pagina di FAQ: FAQ – Sanzioni contro la Russia (admin.ch)

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ATTENZIONE: i beni e/o i componenti critici provengono da altri Paesi (riesportazione)? Se del caso vedasi anche le relative legislazioni in materia. Es.:

  • Unione europea: es. regolamento (UE) n. 2022/328, regolamento (UE) n. 2022/428 (dedicato ai prodotti siderurgici e del lusso) e regolamento (UE) n. 2022/576 (quinto pacchetto di sanzioni, tocca in particolare l’export – diretto o indiretto – verso la Russia di diversi beni quali computer quantistici e semiconduttori avanzati, elettronica di alta gamma, software, macchinari sensibili e attrezzature per il trasporto e l’import di carbone e altri combustibili fossili solidi, nonché di legno, cemento, fertilizzanti, prodotti ittici e liquori dalla Russia o di origine russa);
  • Stati Uniti: es. Final Rule del Bureau of Industry and Security (BIS) del Dipartimento del commercio USA.
    Nota: anche se le sanzioni americane sono dirette a “US persons”, in realtà hanno una portata extraterritoriale in quanto comprendono anche sanzioni secondarie nei confronti di persone e imprese di altri Paesi che intrattengono rapporti commerciali o finanziari in violazione delle disposizioni USA (prodotti di origine statunitense o prodotti con contenuto statunitense controllato o basati su una determinata tecnologia statunitense, cfr. “Foreign-Direct Product Rules”, FDP Rules).

In considerazione della costante evoluzione della situazione, si invita a verificare regolarmente le disposizioni in vigore. A titolo puramente indicativo, una buona panoramica delle sanzioni internazionali è fornita da Reuters: Tracking sanctions against Russia (reuters.com)

Persone ed entità

È necessario svolgere un’analisi soggettiva su tutte le controparti contrattuali, al fine di verificare che non siano soggette alle sanzioni. È infatti vietato fornire averi alle persone fisiche, alle imprese e alle organizzazioni sanzionate o mettere a loro disposizione, direttamente o indirettamente, averi e risorse economiche.
Per aiutare l’esportatore nella verifica che le parti coinvolte (persone fisiche e giuridiche, incl. le banche) non rientrino nelle sanzioni, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha approntato la banca dati SESAM.

Banche e finanziamenti

Le sanzioni coinvolgono buona parte del mercato bancario russo e le banche sanzionate figurano nella banca dati SESAM. Sia l’esclusione delle banche russe dal sistema SWIFT sia i divieti russi sui trasferimenti di valuta estera rendono estremamente difficili i pagamenti. La banca titolare del conto può fornire informazioni più dettagliate in merito.

L’Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (SERV) ha aggiornato la sua prassi di copertura per le nuove transazioni con Russia, Bielorussia e Ucraina e creatouna pagina di FAQ.

Trasporto e transito nell’UE, procedure d’esportazione

Va chiarità la fattibilità del trasporto e del transito attraverso l’UE: la complessità delle sanzioni rende spesso difficile per lo spedizioniere valutare in autonomia se la spedizione è interessata dalle sanzioni – svizzere o europee – e sempre più spesso essi richiedono una dichiarazione volontaria da parte dell’azienda esportatrice in cui essa conferma di aver effettuato i necessari controlli presso la SECO e che le merci da esportare non sono coperte dalle misure restrittive. Inoltre molte grandi aziende di logistica hanno sospeso i trasporti verso la Russia e alcuni uffici doganali dell’UE non trattano più le spedizioni destinate al Paese. Infine, il 5° pacchetto di sanzioni UE vieta alle aziende di trasporto russe e bielorusse di circolare sul territorio dell’Unione e alle navi russe di attraccare nei porti dell’UE.

Per l’emissione dei certificati d’origine, la Cc-Ti chiede conferma all’azienda esportatrice di aver effettuato le opportune verifiche presso la SECO e che l’esportazione verso la Russia può avvenire. Eventuali Carnet ATA per la Russia vengono rilasciati solo previa conferma scritta che in caso di difficoltà in relazione al suo utilizzo, il richiedente se ne assume la responsabilità nonché il pagamento di eventuali reclami doganali.

Aspetti legali, contratti in essere

Fra i molti aspetti da chiarire, ve n’è uno in particolare che preoccupa le imprese, cioè l’impossibilità di adempiere agli obblighi contrattuali a causa dei divieti imposti dalle autorità, nello specifico quelle elvetiche. Va verificata la possibilità di estendere, rescindere o rinegoziare i contratti esistenti.

Una delle domande più frequenti che si pone è di sapere se le aziende svizzere possono invocare la clausola di forza maggiore nei loro rapporti commerciali con partner russi. A tale proposito la Cc-Ti ha redatto una scheda informativa.

La scheda informativa “Russia: adempimento degli obblighi contrattuali e clausola di forza maggiore in relazione con la situazione in Ucraina” può essere richiesta al servizio Commercio internazionale inviando una e-mail a internazionale@cc-ti.ch (gratis per i soci, CHF 20.- per i non soci).

Prima pubblicazione: 9 marzo 2022
Il documento è aggiornato costantemente.

Disclaimer: la panoramica qui sopra fornita è a scopo esclusivamente informativo e non ha presunzione di esaustività e completezza.