Ucraina: la Svizzera amplia le sanzioni contro Russia e Bielorussia

Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha ampliato le liste sanzionatorie nei confronti di Russia e Bielorussia, recependo parte delle misure previste dal 20° pacchetto sanzionatorio dell’Unione europea. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 22 maggio 2026 e interessano diversi ambiti rilevanti per le imprese: finanza, commercio internazionale, export control, shipping ed energia.

Nuove persone ed entità sanzionate

La Svizzera ha aggiunto 115 persone fisiche e giuridiche alle liste sanzionatorie, nei confronti delle quali si applicano il congelamento degli averi e il divieto di mettere fondi o risorse economiche a disposizione. Per le persone fisiche è inoltre previsto il divieto di ingresso e di transito sul territorio svizzero. Le nuove designazioni riguardano soggetti legati al complesso militare-industriale russo, al settore energetico e a persone coinvolte nella deportazione e nell’indottrinamento di minori ucraini.

Rafforzamento dei controlli all’export

Nel settore commerciale, 60 nuove società – incluse alcune con sede in Paesi terzi – sono state sottoposte a controlli rafforzati sulle esportazioni, con l’obiettivo di impedire la fornitura alla Russia di beni critici a potenziale impiego militare (dual-use). Le nuove restrizioni confermano la crescente attenzione verso i rischi di riesportazione e di aggiramento delle sanzioni attraverso intermediari o giurisdizioni terze.
Per le aziende esportatrici svizzere questo si traduce in obblighi concreti: è necessario rafforzare i processi di compliance, in particolare la due diligence sulle controparti, lo screening degli end user e il monitoraggio delle catene logistiche.

Misure contro la flotta ombra russa

Sul fronte dello shipping, la Svizzera si allinea alle misure europee contro la flotta ombra (shadow fleet) utilizzata per il trasporto di petrolio russo: 46 ulteriori navi sono state sottoposte a divieto completo di acquisto, vendita e prestazione di servizi, mentre sono stati revocati i divieti precedentemente applicati a 11 imbarcazioni. Due porti russi e un porto in un Paese terzo sono stati inoltre assoggettati a un divieto di transazione per la spedizione di prodotti petroliferi. Queste misure riguardano in modo particolare gli operatori attivi nello shipping, nel commodity trading, nel trade finance e nell’assicurazione marittima.

Nuove restrizioni finanziarie

In ambito finanziario, la Svizzera ha introdotto un divieto di transazione nei confronti di 20 banche russe e sette intermediari finanziari con sede in Paesi terzi, ritenuti responsabili di favorire l’elusione delle sanzioni. Dal 26 maggio 2026 è inoltre vietata la partecipazione a transazioni che coinvolgano la criptovaluta russa RUBx e il rublo digitale russo.

Possibili ulteriori sviluppi

Il Consiglio federale ha precisato che il 20° pacchetto sanzionatorio dell’UE include ulteriori misure — in ambito finanziario, energetico e commerciale — che saranno oggetto di valutazione nei prossimi mesi. Il quadro normativo è quindi destinato ad evolvere ulteriormente.
Le imprese svizzere attive sui mercati internazionali, in particolare nei settori del commercio, della finanza e della logistica, dovrebbero aggiornare i propri processi di compliance tenendo conto delle nuove designazioni e monitorare l’evoluzione del quadro sanzionatorio.

Fonte

Comunicato stampa del DEFR del 22.05.2026 “Ukraine: Switzerland expands its sanctions lists”.

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Monica Zurfluh
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