Elusione e segnali d’allarme
Come riconoscere circostanze che possono indicare una destinazione diversa da quella dichiarata, un tentativo di aggiramento o un rischio non ancora chiarito.
Negli ultimi anni le autorità hanno attribuito crescente importanza al contrasto dell’aggiramento (anti-circumvention) delle sanzioni e delle restrizioni commerciali. L’obiettivo non consiste soltanto nell’identificare persone o società soggette a misure restrittive, ma anche nel prevenire operazioni attraverso le quali beni, software, tecnologie o servizi possano raggiungere indirettamente destinazioni, utilizzatori o attività che non potrebbero essere serviti direttamente. Per le imprese ciò significa che, oltre allo screening delle controparti e alla verifica delle restrizioni applicabili, può essere necessario comprendere il contesto commerciale complessivo dell’operazione.
Perché si parla sempre più di elusione?
A seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022, numerosi Stati e organizzazioni internazionali hanno introdotto ampie misure restrittive. Con il passare del tempo l’attenzione si è progressivamente spostata anche sulle modalità attraverso cui tali restrizioni potrebbero essere aggirate, ad esempio mediante:
- società intermediarie;
- distributori situati in Paesi terzi;
- trasferimenti successivi;
- strutture societarie complesse;
- flussi logistici e finanziari indiretti.
L’anti-circumvention è quindi diventato un elemento essenziale della moderna trade compliance.
Tre principi da tenere a mente
- Una vendita verso un Paese terzo non è automaticamente problematica
La maggior parte delle operazioni internazionali coinvolge distributori, intermediari o soggetti situati in Paesi diversi da quello dell’utilizzatore finale. La semplice presenza di un Paese terzo non indica quindi, di per sé, un tentativo di aggiramento: occorre valutare l’operazione sulla base delle circostanze concrete. - Una red flag non dimostra una violazione
Una red flag è un segnale d’allarme, ossia un elemento che appare incoerente rispetto al normale svolgimento dell’operazione commerciale. Non costituisce di per sé prova di un illecito e non significa automaticamente che la transazione sia vietata, ma indica che può essere necessario raccogliere ulteriori informazioni e approfondire l’operazione prima di procedere. - La valutazione deve basarsi sui fatti
L’obiettivo non è individuare qualsiasi rischio teorico, ma comprendere se le circostanze concrete dell’operazione presentino elementi che meritano ulteriori verifiche. La presenza di più segnali d’allarme, soprattutto se tra loro coerenti, può rendere opportuno ampliare la due diligence e documentare con particolare attenzione le verifiche effettuate.
La plausibilità economica dell’operazione
Un elemento importante nella valutazione delle possibili red flag è la coerenza commerciale dell’operazione. La domanda non è soltanto “L’operazione è formalmente consentita?”, ma anche “L’operazione è coerente dal punto di vista commerciale?”
Può essere utile chiedersi, ad esempio:
- il volume richiesto è compatibile con l’attività del cliente?
- il prodotto è coerente con il settore del cliente e con il mercato di destinazione?
- la struttura dell’operazione appare ragionevole?
- il percorso logistico ha una spiegazione commerciale?
- gli intermediari coinvolti svolgono un ruolo economico comprensibile?
- la struttura del pagamento è coerente con l’operazione?
Un elemento insolito non è necessariamente problematico. Se non trova una spiegazione commerciale plausibile, può tuttavia giustificare ulteriori verifiche.
Approfondimento
Anche la SECO raccomanda di valutare la plausibilità economica dell’operazione e di mantenere una due diligence continuativa sugli utilizzatori finali. In particolare, possono essere rilevanti verifiche relative all’attività effettivamente svolta dal cliente, alla sua struttura proprietaria, alla coerenza tra prodotto ordinato e utilizzo dichiarato, nonché all’eventuale rischio di trasferimenti successivi verso destinazioni soggette a restrizioni. Per approfondire: Fact Sheet: Machine Tools and Sanctions (SECO).
Principali segnali d’allarme
Le red flag possono riguardare diversi aspetti della transazione. Nessuno degli elementi indicati di seguito dimostra, isolatamente, l’esistenza di un tentativo di elusione.
Cliente e controparte
Può essere opportuno approfondire quando:
- la società è stata costituita recentemente e non presenta una chiara attività commerciale
- sono disponibili poche informazioni sull’azienda o risulta difficile identificarne sede, attività o management
- l’attività dichiarata non appare coerente con il prodotto richiesto
- il cliente è riluttante a fornire informazioni sulla propria attività
- la controparte commerciale cambia improvvisamente senza una spiegazione plausibile
- vengono utilizzati intermediari il cui ruolo non è chiaramente spiegato.
In presenza di questi elementi può essere opportuno verificare:
- registro di commercio
- sito web e presenza commerciale
- attività effettivamente svolta
- struttura societaria
- proprietà e controllo
- ruolo degli intermediari coinvolti.
Utilizzatore finale (end-user)
Può essere opportuno approfondire quando:
- l’utilizzatore finale non è identificato
- il cliente dichiara di non conoscere chi utilizzerà il prodotto
- viene rifiutata una richiesta ragionevole di informazioni o documentazione sull’utilizzatore finale
- le informazioni sull’end-user sono incomplete o contraddittorie
- il coinvolgimento di più intermediari rende difficile identificare il destinatario finale.
In presenza di questi elementi può essere opportuno verificare:
- identità dell’utilizzatore finale
- eventuale end-user statement
- attività del destinatario
- coerenza tra prodotto e utilizzatore
- ruolo delle diverse controparti nella catena commerciale.
Utilizzo finale (end-use)
Può essere opportuno approfondire quando:
- l’utilizzo dichiarato è generico o poco chiaro
- il cliente non è in grado di spiegare in modo plausibile come verrà impiegato il prodotto
- le caratteristiche tecniche richieste non sembrano coerenti con l’uso dichiarato
- mancano informazioni o documentazione normalmente disponibili per il progetto o l’applicazione indicati.
In presenza di questi elementi può essere opportuno verificare:
- utilizzo previsto
- progetto o applicazione
- settore di attività
- eventuale sito di installazione
- documentazione tecnica disponibile.
Prodotto
Può essere opportuno approfondire quando:
- le quantità ordinate appaiono sproporzionate rispetto all’attività del cliente
- vengono richieste specifiche tecniche insolite per il settore indicato
- il cliente manifesta interesse per prestazioni particolarmente avanzate senza fornire una spiegazione convincente
- vengono richiesti componenti, software o tecnologie sensibili senza un utilizzo chiaramente identificato
In presenza di questi elementi può essere opportuno verificare:
- capacità operativa del cliente
- mercato di riferimento
- utilizzo previsto
- coerenza tra quantità, caratteristiche del prodotto e attività dichiarata.
Logistica e spedizione
Può essere opportuno approfondire quando:
- l’itinerario appare particolarmente complesso o insolito
- la destinazione cambia ripetutamente durante la negoziazione
- vengono utilizzati hub logistici apparentemente non necessari
- viene richiesto di spedire verso una destinazione diversa da quella dell’utilizzatore finale senza una chiara spiegazione
- intervengono soggetti aggiuntivi non previsti inizialmente
- vengono richieste modifiche insolite alla documentazione di trasporto o commerciale.
In presenza di questi elementi può essere opportuno verificare:
- destinazione effettiva
- percorso logistico e commerciale
- ruolo dei soggetti coinvolti
- motivazione delle eventuali deviazioni rispetto alla struttura originaria dell’operazione.
Pagamenti
Può essere opportuno approfondire quando:
- il pagamento proviene da una società diversa dall’acquirente
- viene utilizzata una banca inattesa o cambiano improvvisamente le coordinate bancarie
- la struttura del pagamento appare poco chiara o incoerente con l’operazione
- il cliente non è in grado di spiegare il ruolo del pagatore
- intervengono soggetti che non sembrano avere un ruolo commerciale nell’operazione.
In presenza di questi elementi può essere opportuno verificare:
- relazione tra cliente e pagatore
- identità e ruolo dei soggetti coinvolti
- banca utilizzata
- motivazione economica dell’assetto proposto.
Paesi terzi e trasferimenti successivi
Il coinvolgimento di un Paese terzo non costituisce di per sé una red flag. Può tuttavia essere opportuno approfondire quando:
- non è possibile comprendere dove il prodotto verrà effettivamente utilizzato dopo la consegna
- il cliente è riluttante a fornire informazioni sulla destinazione finale
- emergono indicazioni di possibili riesportazioni verso mercati diversi da quelli dichiarati
- sono previsti più passaggi commerciali senza una chiara giustificazione economica
- la struttura dell’operazione rende difficile ricostruire la destinazione finale dei beni.
In presenza di questi elementi può essere opportuno verificare:
- destinazione finale
- eventuali trasferimenti o riesportazioni
- catena commerciale
- ruolo e attività dei soggetti coinvolti nei diversi passaggi.
Software, tecnologia e accessi remoti
I rischi di trasferimento indiretto non riguardano soltanto le merci fisiche.
Può essere opportuno approfondire quando:
- vengono richiesti accessi remoti da Paesi o località non previsti
- soggetti non identificati richiedono accesso a repository, server o documentazione tecnica
- viene richiesta la condivisione di know-how senza un chiaro scopo operativo
- attività di ricerca e sviluppo coinvolgono partner o utenti non sufficientemente identificati.
In presenza di questi elementi può essere opportuno verificare:
- identità degli utenti
- localizzazione degli accessi
- informazioni e tecnologie alle quali viene richiesto l’accesso
- finalità dell’attività
- eventuali restrizioni applicabili al trattamento.
Cosa fare quando emerge una red flag?
La presenza di uno o più segnali d’allarme non significa automaticamente che l’operazione debba essere interrotta, ma può rendere necessario:
- chiarire l’anomalia, chiedendo alla controparte le informazioni necessarie
- raccogliere documentazione supplementare, quando appropriato
- verificare le controparti, l’end-user, l’end-use, la destinazione effettiva e le restrizioni eventualmente applicabili
- riesaminare la struttura commerciale, logistica e finanziaria dell’operazione
- documentare le verifiche effettuate e le spiegazioni ricevute
- coinvolgere, quando necessario, la funzione compliance o richiedere un approfondimento specialistico
- decidere, sulla base degli elementi raccolti, se procedere, sospendere o non effettuare l’operazione.
Le spiegazioni ricevute dovrebbero essere valutate nel loro complesso e alla luce della documentazione disponibile. La semplice raccolta di una dichiarazione non sostituisce necessariamente ulteriori verifiche quando permangono elementi incoerenti o non chiariti.
Caso pratico – Ordine con possibili indicatori di elusione
Un distributore situato in un Paese terzo ordina una quantità significativa di componenti industriali. Il prodotto non è soggetto a divieti specifici e il distributore non compare in alcuna lista.
Tuttavia:
- il cliente fornisce informazioni limitate sull’utilizzatore finale
- il volume ordinato appare inusuale
- il pagamento viene effettuato da una società diversa dall’acquirente
- la destinazione finale della merce non è chiaramente identificata.
Nessuno di questi elementi dimostra, di per sé, una violazione. Considerati nel loro insieme, possono però giustificare ulteriori verifiche prima di confermare la vendita, ad esempio sull’identità dell’utilizzatore finale, sul ruolo del pagatore, sulla destinazione effettiva e sulla plausibilità economica dell’operazione.

