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Controlli e regole più severe. Bene, ma…

4 Ottobre 2016/in Comunicazione e media

L’opinione di Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti

“Bene che ci siano regole più incisive per combattere il dumping salariale che danneggia anche le moltissime aziende oneste e che faticano quotidianamente per creare la ricchezza di questo territorio. Ma l’applicazione deve essere, come per tutte le norme giuridiche, ragionata e proporzionata.”

La scorsa settimana le Camere federali hanno approvato una proposta ticinese e ginevrina di inasprire alcune regole concernenti i lavoratori distaccati nel contesto delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone. In particolare, è stato adottato il principio della proroga facilitata per i Contratti normali di lavoro (CNL), l’aumento delle sanzioni a 30’000 franchi per chi contravviene alle disposizioni legali e il divieto per aziende estere colpevoli di gravi o ripetute violazioni di operare in Svizzera da uno fino a cinque anni.

L’economia ticinese si è sempre dichiarata favorevole al rafforzamento dei controlli e all’inasprimento delle sanzioni nel quadro delle misure di accompagnamento esistenti, per cui il divieto di operare e multe più salate sono misure condivisibili. In linea di principio, anche una proroga facilitata dei CNL può avere un senso e non è tanto la misura in sé a sollevare qualche dubbio, quanto piuttosto la sua applicazione pratica. Avantutto va sottolineato che non si tratta di un automatismo e che tale proroga deve giustamente essere motivata, altrimenti può diventare uno strumento di politica economica e non di controllo e di lotta al dumping salariale, come invece dovrebbe essere. Purtroppo non sono mancati i casi in passato di CNL adottati non perché motivati da dumping, ma per correggere livelli salariali giudicati troppo bassi (che non costituiscono sempre e automaticamente dumping). In altre parole, un uso non esattamente ortodosso di uno strumento comunque utile come i CNL. In quest’ottica occorrerà quindi lavorare in modo molto chiaro e trasparente, perché, nel contesto odierno, la tentazione di largheggiare con proroghe non basate su fatti consolidati o presunzioni fondate, ma solo su ipotesi e sospetti da “sentito dire” c’è ed è innegabile. L’uso disinvolto della denuncia penale, la scarsa considerazione per talune commissioni paritetiche malgrado gli appelli al partenariato sociale, casi presunti sbattuti in prima pagina, magari violando anche qualche segreto istruttorio, salvo poi accorgersi che non c’era nulla da punire, non promettono granché di buono. Il lavoro della Commissione tripartita cantonale in materia di libera circolazione è molto buono e offre numerose garanzie, ma richiamare a un uso responsabile degli strumenti offerti dalle basi legali è doveroso, se si vogliono affrontare in maniera risolutiva i problemi che emergono dal mondo del lavoro. Quindi, bene che ci siano regole più incisive per combattere il dumping salariale che danneggia anche le moltissime aziende oneste e che faticano quotidianamente per creare la ricchezza di questo territorio. Ma l’applicazione deve essere, come per tutte le norme giuridiche, ragionata e proporzionata.

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