Maggiori spinte alla crescita

Proseguono le interviste ai membri del nostro Ufficio Presidenziale. Con Andrea Gehri, Direttore Gehri Rivestimenti SA, parliamo di condizioni quadro e digitalizzazione.

 Occorrono condizioni quadro performanti per fare impresa secondo le esigenze aziendali (in evoluzione costante, viste le trasformazioni tecnologiche in atto). Come implementarne sempre di migliori? Su cosa far leva?

È innegabile che condizioni quadro interessanti e attrattive rappresentino fattori imprescindibili che determinino la capacità di una regione e/o nazione di attirare l’attenzione dell’economia e attrarre nuove realtà imprenditoriali verso le stesse. Le aziende pongono un’elevata attenzione a fattori e condizioni quadro favorevoli, che permettono loro di favorire uno sviluppo sostenibile. Occorre ottimizzare la crescente burocratizzazione statale, come pure migliorare l’approccio pubblico e politico verso gli imprenditori seri che desiderano mantenere e sviluppare le loro basi in Ticino.

Come si abbina la digitalizzazione alla formazione professionale nel suo settore?

Inizierei con l’affermare che il nostro settore è di connotazione artigianale e in tale contesto e per certi versi fortunatamente è ancora la capacità e l’estro manuale che fanno la differenza. Dobbiamo tuttavia essere coscienti che, probabilmente con minor intensità e rapidità di altre professioni, anche il settore artigianale verrà toccato dall’evoluzione digitale e, di conseguenza, anche la formazione professionale dovrà dimostrare attenzione all’evoluzione che si prospetta. Ostacolare o ignorare tale sviluppo significherebbe  regredire anche dal punto di vista artigianale.

Specializzazione industriale quale atout

Nell’intervista con Aleardo Cattaneo, Amministrazione delegato Ferriere Cattaneo SA e membro dell’Ufficio presidenziale della Cc-Ti, analizziamo il comparto industriale ticinese, parlando di mutamenti in atto, flessibilità e formazione professionale.

L’industria è sempre stato uno dei pilastri dell’economia cantonale. Visti i mutamenti nel mondo del lavoro e la richiesta di maggiore flessibilità, come risponde il comparto industriale?

Con la crisi del settore finanziario, l’industria in Ticino sta riprendendo importanza. Per rimanere competitivo il tessuto industriale cantonale deve puntare su prodotti di nicchia. I fornitori conto terzi ripensano continuamene i loro processi di produzione, snelliscono l’organizzazione, investono in macchinari moderni ed affiancano il cliente già in fase di progettazione. Gli OEM (Original Equipment Manufacturer) devono dapprima essere “state of the art” con le nuove tecnologie e adattare i loro prodotti alle richieste dei clienti. Essendo inoltre la Svizzera un Paese esportatore, una buona organizzazione di marketing/vendita a livello aziendale risulta fondamentale.

 

La formazione professionale, di base continua, è un atout imprescindibile del sistema elvetico. Come avvicinare i giovani alle professioni legate al mondo industriale?

Il tessuto industriale svizzero ha sempre considerato valido il modello apprendistato con possibilità di post- frequentare studi superiori. Questo permette di avere del personale qualificato sia in produzione che negli uffici. Alfine di rendere più attrattive le professioni industriali, dobbiamo meglio istruire il personale degli uffici predisposti. Fondamentale rimane l’aiuto alle aziende formatrici di apprendisti e che investono in riqualifica personale.

Promuovere lo spirito imprenditoriale

Nell’intervista a Rocco Cattaneo, Amministratore delegato City Carburoil SA e membro del nostro Ufficio Presidenziale, parliamo di imprenditorialità e di come innovare costantemente le proprie attività.

Alla base del progresso economico vi è l’innovazione, e per fare impresa oggi ne serve una buona quantità. Come implementa questa visione nel suo Gruppo?

Innovazione significa osservare costantemente l’evoluzione dei bisogni dei clienti, anticipare i tempi e investire con passione. Solo attraverso l’innovazione un’azienda riesce a rimanere concorrenziale, superare periodi difficili e garantire posti di lavoro a lungo termine. Il nostro Gruppo comprende diversi settori, faccio alcuni esempi: per il settore turistico penso al riorientamento del Monte Tamaro e allo Splash e Spa. Per la City Carburoil SA la nostra strategia consiste nella continua messa in discussione dell’offerta per le persone in movimento. Nel settore della logistica con la Stisa SA, stiamo sempre più investendo per assecondare le esigenze legate all’evoluzione dell’e-commerce.

È possibile far collimare maggiormente gli interessi del mondo aziendale con quelli politici?

Noi imprenditori negli ultimi anni siamo stati troppo assenti dalla politica. L’universo delle PMI, vero motore della nostra economia, deve far sentire maggiormente la propria voce. Questo non è facile perché gestire aziende e al tempo stesso impegnarsi per trovare soluzioni ai problemi che interessano tutti (ciò significa fare politica) costa molta fatica. Però è necessario poiché sul nostro operato vi sono troppi pregiudizi e false percezioni. Lo spirito imprenditoriale, va promosso perché senza di esso non vi sarebbero investimenti, posti di lavoro, formazione professionale ed entrate fiscali.

Il futuro è SMART

L’evoluzione costante dell’economia digitale sta trasformando la società ed il sistema aziendale, affermandosi quale nuovo paradigma culturale. Di questo tema parla Cassia Casagrande, Responsabile Comunicazione ed eventi Cc-Ti, lanciando l’evento “Smart life, quando la tecnologia migliora la qualità” del 5 dicembre 2018.

Con oggetti connessi ad internet, migliaia di dati, interconnessioni ed applicazioni dal potenziale infinito che, con l’incremento della tecnologia verso il 5 G – in continuo progresso –, sono e verranno trasmessi con una velocità mille volte superiore a quella attuale, mutando le abitudini e gli stili di vita personali e professionali.

L’internet delle cose – ovvero l’interconnessione e comunicazione dei diversi oggetti con e attraverso internet – è già realtà. Stiamo vivendo, pensando e facendo impresa nel futuro, qui, oggi. In questo contesto di mutamenti repentini e opportunità da cogliere date dalla digitalizzazione, parliamo anche di ‘Smart life’. In questo concetto così ampio conglobano economia digitale, progresso tecnologico ed innovazione, di cui nel corso del 2018 quale Cc-Ti abbiamo  ampiamente parlato, mettendo in luce sfaccettature diverse: big data, cyber-security, nuovi modelli di business, tecnologie innovative di comunicazione e molto altro ancora.

Una vita sempre più smart comporta un ‘ecosistema digitale’ dove tutte le attività umane (sia personali che aziendali, dal tempo libero alla produzione) sono interconnesse e facilitate da una rete di software e piattaforme intelligenti che, incrociando ed elaborando miliardi di dati, ci aiutano a rendere le nostre diverse attività più efficienti. Gli esempi da citare sono innumerevoli, basti pensare alla domotica, tramite cui si possono ottimizzare i propri consumi energetici, o all’analisi di dati legati alla mobilità che altrove hanno già permesso di gestire con efficacia ed economicità grandi infrastrutture. Ma anche alle forme di telelavoro e flessibilità nell’impiego, ossia modelli di business differenti che, con approcci innovativi, permettono di incrementare la produttività aziendale. O ancora alla sanità e alle biotecnologie, al fintech, alla governance aziendale ecc.

In ogni comparto economico le applicazioni risultano illimitate e aumentano a ritmo incessante, proponendo soluzioni inedite per temi complessi. Quale Cc-Ti rifletteremo su questi concetti per portare avanti un dibattito tematico costruttivo e propositivo, nello stile che ci contraddistingue.

In che modo? Con esempi, esperienze e testimonianze concrete di aziende attive sul territorio, nonché con un’analisi sull’intelligenza artificiale da parte di esperti, sviscerando così al meglio alcune delle opportunità che si presentano e che si creano.

Quando? Il prossimo 5 dicembre, presso il Centro Serrafiorita a Pambio Noranco, nell’evento tematico “Smart life, quando la tecnologia migliora la qualità. Le iscrizioni sono aperte!

Articolo apparso su La Regione del 26.11.2018

Elementi decisivi per la crescita

Prosegue il viaggio della Cc-Ti alla scoperta delle opinioni dei professionisti che fanno parte dell’Ufficio Presidenziale. Oggi conosciamo meglio Andrea Ghiringhelli, Avvocato, Studio legale e notarile Olgiati, Ghiringhelli ed associati, con cui parliamo della piazza finanziaria e degli elementi su cui puntare per una crescita sostenibile.

La piazza finanziaria ticinese è evoluta negli anni e con essa anche le imprese che si insediano sul territorio. Dal suo osservatorio come sono evolute le dinamiche?

I rapidi mutamenti legislativi che hanno caratterizzato la piazza finanziaria svizzera e ticinese in questi ultimi anni, in particolare l’introduzione dello scambio automatico di informazioni, nonché l’adeguamento delle norme fiscali svizzere agli standard europei, hanno sicuramente modificato le dinamiche delle aziende che si insediano sul nostro territorio. Sono venute meno le holding e le società di servizi. Assistiamo invece sempre più all’arrivo di aziende che si insediano sul territorio con attività legate ai settori tradizionali dell’economia e a comparti legati alle innovazioni tecnologiche.

Quali sono gli elementi che caratterizzano una crescita sostenibile globale?

Per una crescita sostenibile globale servono: una fiscalità maggiormente competitiva, visto il Canton Ticino ha le aliquote più alte tra tutti i Cantoni lungo la dorsale del Gottardo; una manodopera sempre più qualificata per essere al passo con l’evoluzione tecnologica in atto; una legge a supporto dell’innovazione più incisiva; una minore burocrazia e tempi decisionali più rapidi sia per quanto concerne la giustizia ordinaria (i tempi dei processi sia civili che penali sono troppo lunghi) sia per quanto concerne gli atti dell’amministrazione pubblica.

No al protezionismo dilagante

Vi proponiamo l’opinione di Valentina Rossi, Responsabile del Servizio Export Cc-Ti, in relazione ad uno degli oggetti in votazione il prossimo 25 novembre, su cui anche la Cc-Ti si è recentemente espressa con un chiaro NO.

Non sottovalutiamo quanto sottoposto a votazione il prossimo 25 novembre che inneggia una presunta autodeterminazione. Non entrando nel merito delle singole conseguenze negative che potrebbe avere l’accettazione di questo testo, mi limito a citare ciò che tocco con mano quotidianamente, ovvero le attività delle aziende che lavorano, importando o esportando, con i mercati esteri.

Con l’iniziativa cosiddetta “per l’autodeterminazione” rischiamo di minare il nostro benessere economico, vale a dire la competitività delle nostre imprese che – in un mercato di piccola dimensione come quello elvetico – devono poter disporre di condizioni quadro favorevoli per operare all’estero. Il protezionismo purtroppo sta guadagnando terreno ma è in piena contraddizione con i principi di mercati aperti e di commercio libero promossi dall’Organizzazione Mondiale del Commercio di cui la Svizzera è onorata di fare parte.

La nostra Confederazione, piccola nazione in mezzo a grandi potenze mondiali, non può permettersi di rinchiudersi in se stessa pensando di poter garantire un benessere economico come quello attuale. La Svizzera è uno dei dieci principali Paesi esportatori al mondo. Ciò significa concretamente che la forza della nostra economia si fonda sull’export: 2 franchi su 5 sono guadagnati grazie alla politica esterna. L’iniziativa “per l’autodeterminazione” non mira solo a rivedere i possibili accordi futuri, ma mina anche quelli già in vigore. Quali sarebbero ad esempio le conseguenze per i 30 accordi di libero scambio (con oltre 40 partner) che permettono alle aziende di avere vantaggi fondamentali sui mercati esteri e di essere innovative, produttive e vincenti?

La concorrenza internazionale per le nostre PMI è molto forte ed esse sono costrette ad affrontare un contesto estremamente dinamico. Oggi dobbiamo evitare di isolarci e restare competitivi combattendo con tutta forza il protezionismo dilagante che nuoce gravemente alla nostra economia.

Già oggi la Svizzera non conclude nessun trattato che non rispetti la Costituzione federale, non mettiamo in pericolo tutto quanto costruito poiché a pagarne le conseguenze sarebbero le aziende e, in definitiva, i nostri posti di lavoro. No quindi all’isolamento della Svizzera, NO all’iniziativa per l’autodeterminazione!

 

Articolo a cura di
Valentina Rossi, Responsabile Servizio Export Cc-Ti

Testo apparso sul CdT dell’8 novembre 2018

Ti potrebbe inoltre interessare:
– la posizione della Cc-Ti, che, in vista della votazione federale del 25 novembre 2018, raccomanda di votare NO all’Iniziativa per l’autodeterminazione.

Immutabilmente legati ai valori svizzeri

L’opinione del Direttore Cc-Ti Luca Albertoni

È già passato quasi un anno dalle celebrazioni dell’assemblea generale del centenario, in cui abbiamo ribadito la centralità per l’economia di valori fondamentali del sistema elvetico come la libertà economica, il principio di legalità, il rispetto della proprietà privata, ecc..

Il 2018 è continuato su questa linea, con la messa in evidenza delle molte caratteristiche positive del tessuto economico cantonale. Il che non significa negare che vi siano problemi da affrontare e da risolvere, ma ciò va fatto ragionando su cifre e fatti concreti, non solo su percezioni talvolta fuorvianti. Anche questo è “Swissness”.

Con gli associati e per gli associati

Il continuo progresso della nostra base di soci individuali (oltre 900) e associazioni di categoria (43) è la migliore testimonianza di fiducia verso il nostro operato, reso negli ultimi anni ancora più attento alle esigenze delle aziende, con un dialogo diretto e mirato e offerte formative e informative praticamente su misura. Quale associazione-mantello dell’economia ticinese percepiamo l’onore e l’onere del ruolo, votato completamente all’accompagnamento e al sostegno delle imprese. I profondi mutamenti in atto a livello mondiale impongono un’attenzione particolare verso temi come la trasformazione digitale e i nuovi modelli di business oppure il modo di fare impresa nel contesto sociale. E noi ci siamo.

Garantire la libertà economica

Senza questo pilastro fondamentale non vi è sviluppo né benessere. Che poi talvolta siano necessari limiti e correttivi può e deve essere oggetto di discussione. Ma non al punto da compromettere la possibilità di fare impresa, perché, contrariamente a quanto viene troppo spesso propagandato, libertà non significa anarchia. Chi abusa della libertà, imprese comprese, va sanzionato, ma senza penalizzare un intero sistema economico con “soluzioni” che funzionano benissimo solo negli slogan e non nell’applicazione pratica. Vegliare al rispetto di questo elementare principio è nell’interesse non solo delle imprese ma di tutti.

Un CCL per crescere

Nell’intervista a Flavio Franzi, Rappresentante ASIAT e membro dell’UP della Cc-Ti, facciamo il punto anche sull’introduzione del nuovo Contratto Collettivo di Lavoro settoriale (per studi d’ingegneria e di architettura).

In un settore in evoluzione quale quello degli studi d’ingegneria e di architettura, l’introduzione di un contratto collettivo di lavoro metterebbe ordine e farebbe chiarezza. A che punto siamo?

L’assemblea ordinaria 2016 dell’ASIAT ha approvato il nuovo CCL. Al momento il documento è in fase di approvazione da parte della SECO. Il CCL con decreto di forza obbligatoria ci permetterebbe di migliorare la qualità del lavoro prodotto rendendo il nostro settore competitivo con una partnership sociale stabile. Inoltre permetterebbe di creare condizioni quadro, combattendo il dumping salariale, migliorando la credibilità politica, sostenendo meglio la formazione e il perfezionamento e non da ultimo migliorando l’attrattività del settore della progettazione.

Nel mondo associativo le sinergie sono sempre più imprescindibili. Come si muove la vostra associazione a riguardo?

La nostra associazione padronale, unica nel cantone, ha da sempre riconosciuto la necessità di mettere in campo tutte le possibili sinergie tra le molte associazioni presenti nel settore della progettazione. L’ASIAT è stata tra i promotori della costituzione della Conferenza delle Associazioni Tecniche (CAT) che attualmente è riconosciuta quale unico referente istituzionale per il settore sia per consultazioni che per consulenze specifiche. Le associazioni membri di CAT, mantenendo le loro rispettive specificità, collaborano tra di loro con efficacia anche grazie alla recente nomina di un direttore e ad un segretariato con sede a Bellinzona.

Innovazione da oltre 100 anni

Prosegue il viaggio alla scoperta di opinioni e riflessioni all’interno dell’Ufficio Presidenziale Cc-Ti. Nell’intervista a Mauro Galli, Presidente SSIC Sezione Ticino, possiamo vedere come anche quest’associazione abbia raggiunto il traguardo del Centenario proprio nel 2018.

Anche la SSIC Ticino è giunta, quest’anno, al 100° di fondazione. Quali i messaggi chiave dell’edilizia nell’economia cantonale oggi?

Nella sua assemblea costitutiva la SSIC Ticino dichiarava i suoi principali intenti: unione delle forze per la tutela degli interessi comuni, formazione degli apprendisti, lotta contro la concorrenza sleale. Obiettivi attualissimi che sono anche i messaggi principali che l’edilizia manda oggi all’economia ticinese. La SSIC TI con i suoi 180 membri rappresenta l’80% della forza lavoro nelle costruzioni. Siamo costantemente impegnati nella ricerca di condizioni quadro sostenibili, di qualità e sicurezza sul lavoro, di formazione professionale adeguata ai tempi, di collaborazione con i partner contrattuali e istituzionali.

 

La digitalizzazione sta rivoluzionando tutti i settori professionali. Artigianato, nello specifico l’edilizia, e progresso tecnologico, come si combinano?

La tecnologia digitale ha rivoluzionato il nostro modo di lavorare. L’intelligenza artificiale potrebbe effettivamente sconvolgere il settore nel prossimo futuro. Per il momento la componente umana, penso all’arte del muratore, e le variabilità continue del cantiere rendono la vita difficile all’avvento di questi processi. Seguiamo con interesse l’evoluzione e soprattutto cerchiamo di adeguarci con la formazione professionale dei nostri giovani.

Lavorare uniti per la crescita del nostro Paese

di Glauco Martinetti, Presidente Cc-Ti

Il Ticino oggi può vantare un tessuto imprenditoriale sano e dinamico, che crea lavoro e ricchezza per tutto il Cantone. Un articolato sistema d’imprese sempre più orientato all’innovazione e alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica delle attività produttive.

Basti qui ricordare l’impegno dei nostri imprenditori per ridurre le emissioni nocive, gli esempi di mobilità aziendale alternativa per non sovraccaricare il traffico stradale, le misure per conciliare meglio lavoro e famiglia o lo sforzo delle imprese nella formazione per restare al passo con i tempi.

Come imprenditori sappiamo che il benessere dei nostri collaboratori, il legame col territorio e la società in cui operiamo sono le radici da cui si alimenta la forza delle imprese. È questo il concetto di sostenibilità a cui la Cc-Ti attribuisce una rilevanza fondamentale e che sarà sottolineato nell’evento del 25 settembre. Soprattutto alla luce delle trasformazioni indotte dalla rivoluzione digitale che sta destrutturando i vecchi schemi. Imponendo nuovi modelli di business, di gestione aziendale, di modalità di lavoro, di organizzazione sociale e di formazione, perché l’economia digitale avrà un bisogno crescente di manodopera qualificata. Sono queste le sfide che abbiamo davanti e che, oltre alla nostra tenacia, richiedono anche una forte dose d’innovazione istituzionale.

Per noi la sostenibilità è una vocazione spontanea nel fare impresa, da non soffocare con una schizofrenia regolamentatrice che, penalizzando le aziende, alla fine produce più danni che vantaggi. Al riguardo non mancano in Ticino segnali allarmanti, frutto di una cultura antindustriale che da anni ammorba il Cantone con la retorica dei famelici imprenditori che farebbero solo i loro interessi.

Siamo convinti che l’economia digitale offra opportunità inedite per una crescita sostenibile. Come Cc-Ti non possiamo che ribadire la volontà di lavorare assieme alle istituzioni e agli altri partner sociali per un progetto di sviluppo condiviso, che anche in futuro ci assicuri benessere.

Articolo apparso sul Corriere del Ticino il 17.9.2018