Il veicolo aziendale

Per quanto riguarda i veicoli aziendali, si pongono in evidenza interrogativi in termini di normativa contrattuale, AVS, regime fiscale, gestione privata del veicolo aziendale, oltre ad alcune questioni relative alla responsabilità civile.

Per ragioni di politica del personale, sempre più spesso, le aziende mettono a disposizione i propri veicoli anche per un uso privato, ma con differenti modalità:

•       utilizzo del veicolo aziendale solo per il tragitto tra abitazione e luogo di lavoro
•       redazione di un registro per i viaggi privati e rimborso dei chilometri percorsi
•       rimborso di una somma forfettaria per l’uso privato del veicolo (generalmente il costo è inferiore a quello che sarebbe privatamente costato al dipendente)
•       utilizzo del veicolo anche per l’uso privato senza alcun rimborso all’azienda (una minima parte degli accordi non include nemmeno i costi per i lunghi viaggi per vacanze).

L’uso vantaggioso o gratuito del veicolo aziendale nel privato rappresenta un vantaggio fiscale e quindi rende l’azienda più attrattiva agli occhi un collaboratore.
Si pone quindi la questione di come, all’interno dell’azienda, di debba beneficiare di un veicolo aziendale a scopo privato, gratuitamente o a condizioni vantaggiose.
Le aziende fanno riferimento a quanto stabilito dalla legislazione fiscale, la quale sancisce che la maggioranza, in percentuale, di utilizzo del mezzo aziendale deve essere a questo scopo.
È sempre consigliabile la redazione di una precisa Car Policy che definisca la politica e le procedure relative all’uso dei veicoli aziendali. Si raccomanda di accludere questo regolamento al contratto di lavoro.

Certificato di salario

Nella busta paga l’utilizzo dei veicoli aziendali per uso privato deve essere incluso nella parte della retribuzione soggetta ad AVS.
L’AVS è l’assicurazione di riferimento per le assicurazioni sociali, anche la parte privata è un elemento imponibile dello stipendio. La procedura deve essere definita direttamente con la cassa pensione o l’assicuratore.

Certificato di stipendio

Il datore di lavoro è tenuto a riconoscere nella retribuzione lorda l’importo inerente all’utilizzo privato del veicolo. Questo può essere conteggiato in diversi modi:

1.     Se il datore di lavoro intende coprire i costi e il collaboratore deve pagare solo i costi della benzina per l’uso privato del veicolo nei fine settimana o in vacanza, l’importo da dichiarare è dello 0,8% del prezzo d’acquisto (IVA esclusa) ma min. CHF 150.- /mese (per prezzo di acquisto non si intende il prezzo di catalogo, ma il prezzo effettivamente pagato). Nel caso di veicoli in leasing si tiene conto del prezzo di acquisto in contanti indicato nel contratto di leasing (IVA esclusa).

2.     Se il datore di lavoro sostiene tutti i costi del veicolo aziendale, l’importo da dichiarare può essere calcolato allora in base ai chilometri percorsi a titolo privato. La condizione è che il dipendente tenga un registro ufficiale dove annotare questi dati. Il numero di chilometri percorsi a titolo privato (senza il tragitto per recarsi al lavoro) viene calcolato secondo una scala TCS.

Regime fiscale del tragitto casa-lavoro

Trasferte domicilio–luogo di lavoro
La casella F deve essere spuntata anche quando la parte privata viene fatturata al lavoratore. Il vantaggio economico derivante dall’utilizzo del veicolo aziendale per le trasferte private dal domicilio al luogo di lavoro viene indicato nel certificato di salario tramite l’apposizione di una crocetta alla casella F. Con l’apposizione della crocetta alla casella F si attesta che il dipendente non sopporta i costi del tragitto dal domicilio al luogo di lavoro: per questo motivo una sua eventuale richiesta di deduzione delle spese di trasporto verrebbe rifiutata nell’ambito della procedura di tassazione

Tutte le altre trasferte private
Per tutte le altre trasferte private (escluse cioè quelle per il tragitto domicilio-luogo di lavoro), per ogni mese di utilizzo del veicolo di servizio viene inserito quale reddito alla cifra 2.2. l’importo pari allo 0,8% del costo di acquisto dell’automobile (IVA esclusa), ma almeno CHF 150. Il calcolo effettuato sull’arco di tutto l’anno prevede l’applicazione del tasso del 9,6% ma almeno 1800 CHF.

Viceversa: quando il dipendente utilizza il veicolo aziendale solo per recarsi sul posto di lavoro, non si deve calcolare alcuna quota privata e quindi non occorre barrare la casella F.
Dall’anno fiscale 2016 (1. gennaio 2016 è entrata in vigore una modifica alla Legge federale sull’imposta federale diretta (art. 26 cpv. 1 lett. a) e cpv. 2)), con il progetto FAIF (Legge federale sul finanziamento e ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria), la detrazione delle spese di trasporto per quanto riguarda l’imposta federale diretta è limitata a CHF 3000.-.
Occorre notare che il limite di 3000 CHF è applicato sulla globalità delle spese di trasporto assunte dal dipendente nell’arco del periodo fiscale, quindi anche in relazione a eventuali spese dovute ad altri mezzi di trasporto privati e/o pubblici, oppure alla presenza di più impieghi.
Ammesso che non venga chiesta alcuna altra deduzione per mezzi di trasporto pubblici e/o privati, non è necessario effettuare il calcolo del vantaggio economico quando la percorrenza totale giornaliera relativa alla tratta domicilio-luogo di lavoro è inferiore ai 20 km poiché il risultato non supererebbe il limite di 3000 CHF.
La legge sull’armonizzazione delle imposte consente inoltre ai Cantoni di fissare un importo massimo per la detrazione delle spese di trasporto. I Cantoni possono definire in modo autonomo, i massimi di questa detrazione.

Voce “servizio esterno”
Per i dipendenti di servizi esterni che utilizzano un veicolo aziendale, deve essere indicata la quota percentuale del servizio esterno (pt. 15). Le autorità fiscali necessitano di questa informazione a causa della limitazione della detrazione dei costi di trasporto.
Oltre all’apposizione della crocetta alla casella F e all’inserimento alla cifra 2.2. dell’importo pari al 0,8% del costo di acquisto dell’automobile (IVA esclusa) per ogni mese di utilizzo, ma almeno CHF 150 al mese, alla cifra 15 del certificato di salario (vedi marginali 9 e 70 delle istruzioni per la compilazione del certificato di salario) il datore di lavoro è ora tenuto ad indicare anche la percentuale relativa al servizio esterno effettuato dal dipendente.
Sono considerati servizio esterno i giorni in cui il dipendente usa per ragioni professionali il veicolo aziendale per recarsi in località differenti dal proprio luogo usuale di lavoro. Per quanto riguarda il corretto calcolo dei giorni di servizio esterno va ricordato che se il dipendente raggiunge il luogo di lavoro prima di recarsi dal cliente e la sera rincasa direttamente senza passare per il posto di lavoro, viene calcolata mezza giornata di servizio esterno. Lo stesso vale se la mattina il dipendente si reca direttamente dal cliente e prima di rincasare raggiunge il posto di lavoro. Deve essere dichiarato come servizio esterno anche il lavoro a domicilio regolare (“home office”).

La percentuale relativa al servizio esterno deve essere stabilita in conformità delle indicazioni presenti nella comunicazione del 15 luglio 2016 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni.
Se l’esatta determinazione della parte svolta nel servizio esterno rappresenta un onere eccessivo per il datore di lavoro, il servizio esterno può essere dichiarato in maniera forfettaria.

L’Amministrazione federale delle contribuzioni prevede due sistemi:

  • determinazione della percentuale effettiva tramite il numero esatto dei giorni di servizio esterno La percentuale effettiva sarà calcolata sulla base delle giornate impiegate per il servizio esterno sul totale delle giornate di lavoro effettuate. Alla cifra 15 del certificato di salario è da indicare il testo: “Quota di servizio esterno del XX% effettiva”.
  • determinazione della percentuale forfetaria tramite la tabella dell’Amministrazione federale delle contribuzioni nella quale sono già stati prefissati i tassi di attività esterna a dipendenza delle funzioni e delle categorie professionali Alla cifra 15 del certificato di salario è da indicare il testo: “Quota di servizio esterno del XX% determinata forfetariamente secondo funzione/categoria professionale”.
    Osservazioni: nei casi di attività a tempo parziale, è necessario fornire ulteriori dettagli in caso di metodo forfetario. Quando il dipendente lavora con gradi di occupazione inferiori al 100%, alla cifra 15, oltre alla percentuale sono anche da indicare quante trasferte sono legate al grado di occupazione.

L’indicazione della percentuale di servizio esterno facilita infatti il dipendente nella dichiarazione del tragitto tra il domicilio e il luogo di lavoro abituale, dato che devono essere considerati solo i giorni in cui egli utilizza il veicolo di servizio per recarsi al luogo di lavoro abituale dal proprio domicilio. Il conteggio che riporta gli elementi utilizzati per il calcolo del vantaggio economico (vedi esempi riportati di seguito) deve essere allegato alla dichiarazione di imposta. L’importo ottenuto quale vantaggio netto va inserito alla cifra 1.3. della dichiarazione di imposta. Nota: per l’imposta federale diretta il costo delle trasferte per l’autoveicolo è calcolato con una tariffa chilometrica unica di -.70 CHF/km indipendentemente dai chilometri percorsi
Il datore di lavoro è libero, eccezionalmente, di concordare con le autorità fiscali del Cantone di residenza una separata decisione preliminare che attesti la parte del servizio esterno quando, per determinate funzioni rispettivamente categorie professionali, non si trova alcuna indicazione nell’elenco o quando le aliquote offerte, in questi casi, non sono considerate pertinenti.
In questo caso, è opportuno, nella cf. 15 – Osservazioni indicare una menzione: “Quota del servizio esterno XX% secondo l’aliquota forfettaria stabilita con previa decisione dell’amministrazione cantonale delle contribuzioni YY.”.

Veicolo aziendale per l’uso ai lavoratori transfrontalieri

L’UE ha inasprito le norme sull’uso dei veicoli aziendali immatricolati in Svizzera, da parte dei lavoratori transfrontalieri. La Commissione Europea competente in materia ha uniformato l’interpretazione dell’articolo 561, par. 2) del Codice doganale comunitario. Questo articolo esiste dal 2013, ma Germania, Francia, Italia e Austria hanno applicato questa disposizione in modo differente. Esiste ora, dal 2015, un regolamento uniforme che riguarda tutti i frontalieri con veicolo aziendale immatricolato in Svizzera.

I lavoratori domiciliati in uno dei paesi dell’UE non possono utilizzare un veicolo aziendale immatricolato in Svizzera per scopi personali.

Sono autorizzati solo i seguenti utilizzi:

  • tragitti effettuati per conto dell’azienda e previsti dal contratto di lavoro, come a esempio, la visita di clienti in uno dei paesi dell’UE
  • tragitto effettuato tra il domicilio in un paese dell’UE e il luogo di lavoro in Svizzera.

L’utilizzo a fini privati di un veicolo aziendale immatricolato in Svizzera per viaggiare all’interno dell’UE presuppone il pagamento delle tasse di ingresso nel paese membro dell’UE interessato.
Le tasse di ingresso prevedono dazi doganali d’entrata del 10% sul valore attuale del veicolo oltre alla tassa di importazione di circa il 20% (dal 19 al 22% a seconda del Paese). In questo caso, il veicolo immatricolato in Svizzera può essere utilizzato anche per viaggi privati nei paesi dell’UE.
È possibile – almeno in Germania – per un datore di lavoro svizzero registrato ai fini IVA, richiedere il rimborso di tale imposta, a condizione che quest’ultimo ne sia dichiarato importatore.
Tuttavia, i dazi doganali non vengono rimborsati.
In caso di utilizzo privato del veicolo aziendale nell’UE senza aver pagato le tasse d’ingresso, le Autorità possono rivendicarle, infliggere una multa oltre che sequestrare il veicolo, cosa che peraltro si è già verificata più di una volta.
Diverse opzioni sono disponibili per il datore di lavoro svizzero per evitare tali complicazioni:

•  Pagamento delle tasse di ingresso da parte del datore di lavoro e partecipazione del lavoratore ai costi (pagamento al datore di lavoro come importatore del veicolo). Per il lavoratore ciò rappresenta un peggioramento delle condizioni di lavoro e richiede il preventivo consenso di quest’ultimo in merito alle norme contrattuali in termini di partecipazione ai costi e, il più delle volte, una modifica del contratto di lavoro.
•  Limitazione dell’uso del veicolo aziendale agli spostamenti casa-lavoro e per lavoro. Per fare ciò è necessario modificare il contratto di lavoro ed eventualmente il regolamento per l’uso dei veicoli aziendali, previo consenso del lavoratore.

Durante il periodo di licenziamento, può porsi la questione di un risarcimento a favore del dipendente.
Per il lavoratore anche questa opzione rappresenta un peggioramento delle condizioni di lavoro in quanto avrà bisogno di un veicolo aggiuntivo per effettuare i suoi viaggi privati. A titolo di risarcimento, il datore di lavoro può, ad esempio, partecipare ai costi di leasing del veicolo privato.

In questo caso è consigliabile l’esclusione espressamente dichiarata nel contratto di lavoro o nel regolamento, dell’uso privato del veicolo aziendale da parte del lavoratore oltre che da parte di terzi (parenti, parenti o conoscenti). Allo stesso tempo, dovrebbe essere espressa chiaramente la responsabilità del lavoratore per qualsiasi danno finanziario derivante dall’uso (vietato) del veicolo privato da parte di quest’ultimo /terzi.
Il lavoratore dovrebbe avere sempre una copia con sé, dell’accordo aziendale (ad esempio una copia del suo contratto di lavoro da presentare quando le Autorità doganali lo richiedono).
È possibile utilizzare in un paese dell’UE, un veicolo immatricolato e sdoganato in Svizzera. Può trattarsi sia di un veicolo aziendale o di un veicolo privato del lavoratore.

In quest’ultimo caso, il datore di lavoro deve indennizzare il lavoratore a chilometro, nell’ambito dei viaggi legati al suo lavoro. Tuttavia, quest’ultima opzione è possibile solo se si tratta di viaggi d’affari all’estero.
La Svizzera consente ai lavoratori domiciliati all’estero di utilizzare veicoli immatricolati e sdoganati nell’UE per recarsi al lavoro e per viaggi privati. Tuttavia, i viaggi d’affari sul territorio svizzero possono essere effettuati solo con veicoli sdoganati e immatricolati in Svizzera. Dal punto di vista svizzero, una doppia immatricolazione è possibile ma resta da verificare con i diversi Paesi dell’UE di riferimento.

Responsabilità per danni accidentali

La responsabilità del lavoratore è regolata dagli articoli 321 a) ed e) del CO. Un lavoratore deve svolgere con diligenza il lavoro a lui affidato e prendersi cura delle macchine messe a sua disposizione. Il lavoratore è responsabile solo dei danni causati al suo datore di lavoro intenzionalmente o per negligenza.
Il compito di guidare un veicolo viene classificato come attività che comporta dei rischi. Per questo motivo il lavoratore che, in caso di sinistro con il veicolo aziendale, ha solo una colpa lieve non è tenuto al risarcimento del danno. In caso di colpa media del conducente, si considera, in pratica, opportuno il pagamento di un terzo della retribuzione mensile a titolo di risarcimento del danno.

Un operaio alla guida di un’auto aziendale ha avuto un grave incidente che lo ha reso disabile. Successivamente ha intentato un’azione per risarcimento danni nei confronti dell’assicurazione di responsabilità civile della società.
Il Tribunale federale ha concluso che la responsabilità civile del datore di lavoro non poteva essere messa in discussione. Il Tribunale federale ha motivato la sua decisione come segue: se il veicolo non è messo a disposizione del lavoratore esclusivamente per scopi professionali e se il collaboratore può, per la maggior parte, decidere liberamente sul suo utilizzo, si considera quindi la persona detentrice del mezzo. Ciò vale anche quando il veicolo viene utilizzato principalmente per viaggi d’affari. Il ricorso per risarcimento danni presentato contro il titolare dei documenti del veicolo (la società) è stato quindi respinto (giudizio del Tribunale federale 4C. 321/2001 del 5 novembre 2002).


Fonte e link utili
fonte: WEKA 2018 – T. Wachter, adattamento Cc-Ti
– Link: https://www4.ti.ch/fileadmin/DFE/DC/DOC-IPF/2016/2016_UsoVeicoloAziendale.pdf
– Link: https://europa.eu/youreurope/citizens/vehicles/cars/company-cars/index_it.htm#shortcut-1