Formati a livello globale

In quest’intervista con Christoph Wild, CEO Argor-Heraeus SA, capiamo meglio le necessità dell’industria sui temi dell’esigenza di personale specializzato, come pure del contesto internazionale in cui Argor-Heraeus SA opera. 

Per l’industria è fondamentale poter contare su personale specializzato. Come occorre agire nell’incentivare i giovani nello scegliere le professioni tecniche?

La risposta va cercata a livello sistemico affinché tutti gli attori coinvolti – aziende, enti formativi, istituzioni e associazioni di categoria – contribuiscano a rendere l’industria più attrattiva. Un ruolo importante è giocato dall’orientamento professionale, ma ritengo che ciò sia solo la punta dell’iceberg. Tutti dovrebbero contribuire mettendosi a disposizione, manifestando le proprie necessità e promuovendo l’industria come un settore ricco di opportunità. Nel nostro piccolo collaboriamo da tempo con SUPSI in questo senso: negli anni abbiamo accolto molti studenti presso la nostra sede affinché potessero vedere da vicino quello che è il nostro lavoro e ogni anno consegniamo un premio per il migliore lavoro di diploma tra gli studenti del Master in Engineering. Un premio che vuole valorizzare i giovani di talento e al tempo stesso a fare capire ai ragazzi come le loro competenze possono essere impiegate.

Come affronta oggi il vostro comparto (nello specifico la vostra azienda) le sfide legate all’internazionalizzazione?

La maggiore sfida legata all’ambito internazionale per il nostro settore riguarda la definizione di un contesto di riferimento chiaro e condiviso che permetta di garantire che il metallo prezioso venga estratto nel pieno rispetto dell’ambiente e delle comunità locali. In tal senso la parola chiave è collaborazione. Lavoriamo con organismi sovranazionali, Governi e associazioni di settore per la definizione di linee guida, standard, regolamenti e best practice viepiù stringenti affinché il nostro settore diventi sempre più trasparente e responsabile. Svolgiamo anche un lavoro di sensibilizzazione verso i partner lungo la filiera rispetto all’importanza, anche meramente economica, di operare secondo determinati standard.

Intelligenza Artificiale e sua tutela

L’articolo fornisce spunti di riflessione sull’Intelligenza Artificiale (IA) come booster di crescita nei più disparati campi tecnici, stimolando a considerarne l’applicazione nelle proprie attività produttive e tutelandone i diritti di proprietà intellettuale in uno scenario pionieristico.

Sei anni fa, il presidente cinese Xi Jinping annunciò gli obiettivi per il centenario della Repubblica Popolare cinese: entro il 2025, diventare la prima potenza tecnologica nei settori di punta, inclusi mobilità autonoma, robotica ed informatica quantistica; entro il 2035, diventare leader mondiale nell’innovazione; entro il 2049, l’indiscussa prima potenza mondiale. Nel frattempo, il PIL cinese, pari alla metà di quello statunitense nel 2004, lo ha eguagliato nel 2014, e si prevede possa superarlo del 50% entro il 2024.

Questi dati rendono l’idea di quanto l’innovazione sia motore di crescita impetuosa. Secondo recenti indagini, l’Intelligenza Artificiale (IA) accelera il progresso, quindi i benefici economici dei titolari dei diritti di esclusiva (brevetti, copyright…). L’IA è la capacita di un sistema tecnologico di svolgere attività della mente, prendere decisioni non preimpostate dall’uomo. Il suo alimento sono i dati. Le sue applicazioni innumerevoli: dalla biotecnologia, farmaceutica, diagnostica, genetica, alla robotica, riconoscimento vocale, marketing personalizzato, analisi predittive, reti intelligenti, telecomunicazioni, educazione.

Non mancano interrogativi, di natura sociologica, etica e filosofica, sulle potenzialità dell’IA, sulle sue ipotesi di utilizzo e sulle sue conseguenze. Di certo, tra queste, l’incidenza sull’occupazione di personale umano, nelle attività facilmente automatizzabili, ma anche in quelle professionali, come la selezione di personale, le diagnosi mediche o l’applicazione della legge in sostituzione dei giudici.

Il tema non si può esaurire in poche righe ma il modo migliore per iniziare a usare l’IA è accettare la sfida dell’innovazione ed adottarne l’impiego nel proprio campo di applicazione: immaginare come cambiare la propria attività con l’IA, integrarla affidando all’uomo compiti di maggior valore e tutelare nuove dinamiche di lavoro può risultare vincente, non solo per le grandi aziende ma per chiunque intraveda e tuteli soluzioni tecniche vantaggiose.

I rappresentanti dell’industria, del mondo accademico, associazioni, studi legali brevettuali, legislatori, uffici brevetti ed enti governativi si confrontano su queste tematiche. Si dibatte sul diritto d’autore di un brano musicale, un’opera d’arte, un articolo giornalistico, quando composto dall’IA: è giusto che solo l’opera frutto diretto della creatività umana sia tutelata o che l’autorialità sia riconducibile anche al programmatore di un algoritmo che poi ha creato l’opera? Come valutare il contributo dei dati in input? E se anche i dati fossero generati dall’algoritmo, si potrebbe prefigurare un’opera esclusiva dell’IA?

Il sistema della proprietà intellettuale ha raccolto la sfida, trovando in essa nuovi stimoli per evolvere ed uniformare il diritto, darne chiara applicazione ai molteplici scenari di utilizzo dell’IA, e continuare così a fornire strumenti adeguati per la tutela dei diritti, anche di chi fonda le basi della sua crescita nell’IA.

 

Testo a cura di
Stefano Sinigaglia dello Studio M. ZARDI & Co. S.A., Lugano

Protezione completa nei viaggi d’affari con le carte di pagamento Business o Corporate

Prima di partire per un viaggio d’affari, come anche durante, ci sono molte cose a cui pensare. Dal volo, all’albergo, fino ai vari trasferimenti, tutto richiede tempo per essere organizzato al meglio. Avete pianificato le riunioni e preparato la documentazione necessaria? Non lasciate nulla al caso. Partite in tutta sicurezza e pagate le spese di viaggio con una carta di pagamento Business o una soluzione di pagamento centralizzata.

Viaggiate spesso per lavoro? In queste occasioni,  vi capita di chiedervi se  la sicurezza sia adeguata per voi, i vostri dipendenti o chi vi accompagna nelle vostre trasferte?

Sfide professionali a mente libera

Le assicurazioni per i viaggi d’affari offrono una protezione ottimale sia all’azienda che ai collaboratori: coprono ad esempio le spese di viaggio e le cure mediche impreviste e garantiscono il rispetto dell’obbligo di tutela dei datori di lavoro. Così potrete dedicarvi senza pensieri alle vostre sfide professionali.

Per le carte di pagamento Business – con cui vengono spesso pagati i viaggi d’affari – in molti casi le prestazioni assicurative sono già incluse oppure, a seconda dell’offerente, possono essere aggiunte al pacchetto di servizi in tutta semplicità.

Ciò significa:

  • Minor dispendio amministrativo: ogni collaboratore che viaggia per affari o che utilizza la carta è automaticamente assicurato. Se un’azienda opta invece per un contratto collettivo, di norma alla fine di ogni anno viene richiesta una sintesi di tutte le attività di viaggio.
  • Costi inferiori: le assicurazioni viaggi stipulate tramite le carte di pagamento sono più economiche e in molti casi addirittura gratuite. Le assicurazioni viaggi d’affari individuali e i contratti collettivi, invece, possono essere molto costosi.
  • Copertura assicurativa completa: l’assicurazione stipulata con la carta di pagamento copre tutti i viaggi d’affari.

I vantaggi e le prestazioni delle assicurazioni stipulate dalle aziende per i propri dipendenti sono davvero molteplici. Ecco perché è importante valutarle

Testo redatto da
Beat Weidmann, Head of Distribution Channels & Sponsoring, Cornèrcard

Evento – Appalti pubblici: candidarsi con successo

Nel quadro delle collaborazioni tra la Cc-Ti ed altre istituzioni e associazioni di categoria, vi segnaliamo l’evento sugli appalti pubblici, che si propone di informare le aziende ticinesi su come procedere con successo in questo ambito.

Il prossimo 25 gennaio, presso il Centro di formazione professionale SSIC a Gordola (Viale Santa Maria 27, Gordola), dalle ore 8.45 alle 12.00, si terrà un seminario che illustra le opportunità per le aziende ticinesi a partecipare agli appalti pubblici della Confederazione.

L’incontro è organizzato dal Dipartimento federale della finanze – Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL), in collaborazione con la Cc-Ti, economiesuisse, Comunicazione Svizzera, SSIC Sezione Ticino e AITI.

Vogliamo incentivare le PMI ticinesi a candidarsi agli appalti pubblici. Attività che presenta numerosi vantaggi e porterebbe nuove opportunità alle aziende del nostro territorio. 

Negli ultimi anni le molteplici e complesse esigenze nel settore degli acquisti pubblici sono sensibilmente aumentate sia per i servizi di aggiudicazione che per gli offerenti. Il principio dell’economicità esige da entrambe le parti procedure efficienti e conformi alla legge sugli appalti pubblici. Gli offerenti hanno dunque la necessità di essere informati sulle disposizioni giuridiche e organizzative applicabili agli acquisti pubblici della Confederazione.
La piattaforma elettronica simap.ch per le commesse pubbliche della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni facilita la pubblicazione di bandi di concorso e la relativa documentazione, evitando complesse formalità. Le aziende interessate e i fornitori possono così visualizzare l’insieme delle commesse a livello svizzero e hanno la possibilità di scaricare il bando di concorso e la documentazione.

Maggiori informazioni sul programma, così come sulle iscrizioni (tramite formulario d’iscrizione), sono disponibili nel file da scaricare attraverso questo link e vanno inviati entro il 18 gennaio 2019 per mail ad economiesuisse.

Appartenere ad una rete incisiva

Nell’intervista a Franco Polloni, Head of Switzerland & Italy Region EFG Bank, capiamo meglio le evoluzioni del settore del Fintech e gli elementi per cui l’appartenenza alla Cc-Ti può essere incisiva, tra i numerosi servizi che vengono offerti.

Quale importanza riveste il settore fintech nel nostro Cantone?

Il settore Fintech si sta ricavando una nicchia sempre più rilevante all’interno del panorama economico del nostro Cantone. Un numero crescente di imprese attive in questo ambito, infatti, sta trovando delle condizioni quadro favorevoli al proprio insediamento. Tra queste, risultano particolarmente rilevanti l’apertura delle Istituzioni verso l’affermazione di realtà imprenditoriali innovative, la nascita di associazioni attive a livello cantonale, nonché la presenza sul nostro territorio di importanti centri di competenza quali l’Istituto Dalle Molle.

Per un grande ed importante istituto bancario come il vostro, cosa significa essere associato alla Cc-Ti?

L’associazione alla Cc-Ti ci permette un contatto con il tessuto economico e sociale del Cantone, consentendoci di capire le esigenze della clientela locale e di predisporre un’offerta commerciale adeguata alla domanda. Ci dà l’opportunità di appartenere ad una rete di aziende con una forte connotazione imprenditoriale, elemento caratterizzante anche di EFG, che consente l’attivazione di dinamiche virtuose. Infine rappresenta la volontà di partecipare ad un progetto, che ha anche come obiettivo il miglioramento della qualità della vita nel territorio, assicurando le condizioni per un successo economico duraturo. È quindi quanto appena descritto lo spirito con cui EFG vive la propria affiliazione: una possibilità di contribuire attivamente allo sviluppo economico del territorio ed alla diffusione del benessere nel Cantone.

I passi più importanti per vendere la propria società

Nel 2017 vi sono state circa 700 operazioni di fusione e acquisizione che hanno coinvolto aziende svizzere per un valore totale di quasi 70 miliardi di franchi. Tra queste vi sono state circa 140 acquisizioni di PMI Svizzere, con un forte aumento in Ticino. La decisione di vendere la propria società è spesso dettata dal desiderio di ritirarsi, congiuntamente all’assenza di un successore all’interno della famiglia o nell’attuale management.

Nel caso particolare delle successioni di aziende familiari si arriva però purtroppo quasi sempre tardi alla decisione di vendere la società, a volte nella speranza che l’azienda possa invece rimanere all’interno della famiglia, sotto il controllo dei propri successori.

Prima di contattare potenziali interessati alla società è necessario avere tutti i documenti pronti e aver concordato le tempistiche. Il processo è estremamente articolato poiché tutti gli aspetti chiave che riguardano la società e gli azionisti dal profilo aziendale, fiscale, legale e strategico devono essere considerati in un lasso di tempo che viene spesso sottostimato. La preparazione della vendita può infatti richiedere da qualche mese sino ad alcuni anni in situazioni particolarmente complesse. Vi sono anche casi limite in cui è maggiormente conveniente che l’azienda passi attraverso a una fase di ristrutturazione o di innovazione del proprio modello di business prima di essere messa in vendita. Ma quali sono le prerogative più importanti che stanno alla base della preparazione di questo processo e gettano le basi per una transazione di successo?

Essere decisi e sapere qual è il risultato desiderato

Vi sono differenti retroscena possibili negli obiettivi dell’azionista riguardo alla vendita di una società. Possono andare dal capire come realizzare il prezzo più alto all’ottenere il maggior valore strategico per la continuazione della società e assicurare il futuro ai propri dipendenti. Essi devono essere ben chiari sin dall’inizio. È anche importante decidere se si desidera essere ancora (parzialmente) coinvolti nella gestione della società o detenere ancora una parte delle azioni. Infine è necessario prendere una decisione sulle tempistiche desiderate in modo da programmare in modo ottimale il processo di vendita.

Preparare la società e il management per l’exit

Anche se possono essere previsti per contratto dei periodi di transizione, per gli acquirenti è fondamentale che la società possa continuare la propria attività anche senza l’attuale proprietario e che il management supporti la transazione. Molti degli M&A infatti falliscono o hanno grosse difficoltà di successo a causa delle difficoltà di integrazione che si verificano successivamente alla vendita. È inoltre molto importante che tutte le informazioni finanziarie siano facilmente disponibili, accurate e di buona qualità per una stima corretta del prezzo di vendita richiesto e per poter dimostrare il valore della propria società al potenziale acquirente.

Raccontare il passato ma guardare al futuro

Gli imprenditori hanno solitamente accompagnato la propria società per molto tempo ed è giusto che presentino e valorizzino le tappe e i traguardi raggiunti nel tempo. Gli acquirenti, per contro, saranno soprattutto interessati a quanto potranno realizzare in futuro con l’acquisto della società. Opportunità di crescita, possibili integrazioni con il proprio business, nuovi mercati giocano per loro un ruolo fondamentale. Capire quali possono essere le motivazioni di acquisto per i propri potenziali acquirenti o nuovi possibili business models permette di procedere in modo mirato alla scelta delle aziende target.

Farsi delle aspettative di prezzo realistiche

Nell’ambito della valutazione di un’azienda è importante sottolineare che il valore oggettivo di una società raramente corrisponde con il prezzo di vendita ottenuto. Quest’ultimo è infatti dipendente da molti fattori soggettivi. La migliore stima del valore che si può ottenere dalla vendita di una società è data dal prezzo di vendita ottenuto in transazioni recenti di società comparabili, dove vale solitamente la seguente regola: più alta è l’importanza strategica di un’acquisizione per l’acquirente, più alto sarà il prezzo che sarà disposto a pagare. Da qui l’importanza di capire a fondo le opportunità di crescita per un futuro acquirente.

Farsi accompagnare nella transazione

La preparazione del processo di vendita richiede solitamente alcuni mesi di tempo per raccogliere le informazioni chiave sull’azienda e sui suoi prodotti o servizi, analizzare i contratti, la documentazione legale e i risultati finanziari, per allestire la documentazione di vendita e scegliere le aziende target. Tutti i documenti soggetti a una futura due diligence vengono infatti raccolti e analizzati in questa fase e dovranno quindi esserci delle risorse interne dedicate al progetto senza che l’operatività della società in questo delicato momento venga compromessa. Per evitare spiacevoli sorprese in corso di progetto e informarsi su quali effetti le varie soluzioni possano avere sulla società o sui venditori, è infine inevitabile richiedere per tempo il parere di un proprio consulente fiscale e legale di fiducia.

Testo redatto da: 

 Roberto Pezzoli, Partner, Gruppo Multi SA, Muralto

 

La Cc-Ti approfondisce questi aspetti in corsi dedicati: scopri tutta la formazione puntuale!

 

Soluzioni di pagamento sicure per la gestione degli acquisti aziendali o dei viaggi d’affari

Le carte di credito virtuali si stanno diffondendo sempre più nel settore degli acquisti aziendali o dei viaggi d’affari per pagare acquisti aziendali di vario genere, fornitori di servizi di viaggio o altre spese relative alle trasferte. La tendenza si rafforza, in quanto con la diffusione dei nuovi tool di pagamento – come ad esempio Apple Pay o Samsung Pay – pagare senza dover ricorrere alla carta di credito fisica fa già parte della quotidianità.

Le carte di credito virtuali possono essere create in maniera semplice, e il loro utilizzo è assolutamente sicuro. Inoltre informazioni di riferimento aggiuntive semplificano l’attribuzione e la contabilizzazione dei costi.

Carte di credito virtuali in sintesi

Una carta di credito virtuale consiste in un numero di carta di credito virtuale a cui è abbinato un limite di credito globale. A prescindere dall’esistenza in forma «plastificata», l’uso delle carte di credito virtuali non è diverso da quelle convenzionali. Per consentire per esempio alle compagnie aeree, agli alberghi e agli altri fornitori di servizi di evadere le prenotazioni anche in assenza di una carta di credito fisica in plastica, le carte di credito virtuali integrano i seguenti elementi:

  • Codice di verifica della carta (CVV/CVC): come per le carte convenzionali, negli acquisti online questo elemento di sicurezza supplementare conferma che l’acquirente possiede effettivamente la carta.
  • Validità: per i numeri di carta virtuali è possibile definire la durata, che di norma è inferiore a quella di una carta di credito fisica, individualmente per ogni numero di carta.

Grazie ad ulteriori possibilità di personalizzazione le carte di credito virtuali creano maggiore trasparenza e massimizzano la sicurezza nel pagamento delle spese aziendali.

  • Informazioni aggiuntive personalizzate: per ogni carta è anche possibile associare informazioni come centro di costo, reparto, categoria di acquisto o numero del progetto. Queste ultime sono sempre visibili, assieme alla panoramica di tutte le transazioni, nel conteggio mensile – per una piena trasparenza e massimo controllo nell’attribuzione dei costi.
  • Parametri di sicurezza individuali: per ogni numero di carta è possibile definire, oltre alla validità, anche i limiti di spesa e l’importo di spesa massimo. Se si desiderano degli elementi di sicurezza supplementari, è possibile anche definire quante volte la carta può essere usata in un determinato periodo e l’importo massimo da contabilizzare.

Un ulteriore vantaggio: le carte di credito virtuali sono particolarmente adatte per i collaboratori che non dispongono di carte aziendali. Sono ideali anche per partner contrattuali o fornitori di servizi esterni che effettuano viaggi d’affari a carico dell’azienda: semplici e pratiche per i viaggiatori, che non devono anticipare le spese di tasca propria.

Soluzioni di pagamento virtuali per aziende

Oggi esistono innovative piattaforme web per le aziende con cui Travel Manager, agenzie viaggi, Procurement Manager o altri collaboratori possono generare, nel giro di pochi istanti, numeri di carte di credito virtuali e utilizzarli immediatamente per acquisti online o di qualsiasi genere. Oltre alle numerose informazioni aggiuntive sui numeri di carta virtuali, per queste soluzioni sono disponibili anche analisi o dati di fatturazione elettronici. Inoltre è compresa una vasta gamma di prestazioni assicurative gratuite con somme di copertura elevate, che proteggono sia i collaboratori che le aziende per esempio da spese di annullamento viaggio impreviste.

Testo redatto da
Beat Weidmann, Head of Distribution Channels & Sponsoring, Cornèrcard

Unità d’intenti e spirito imprenditoriale per rilanciare il commercio al dettaglio

Vi proponiamo oggi un’intervista a Lorenza Sommaruga, Presidente Federcommercio, membro dell’Ufficio Presidenziale della Cc-Ti e titolare di un negozio nel cuore di Lugano. Con lei parliamo del commercio al dettaglio e della nuova Legge Apertura Negozi.

Da alcuni mesi lei ha assunto la Presidenza di Federcommercio. Quali ritiene siano gli elementi su ci puntare per lo sviluppo del commercio al dettaglio?

Il difficile stato economico dei negozi al dettaglio ticinesi è sotto gli occhi di tutti, malgrado i buoni risultati statistici delle vendite in Svizzera, nel nostro Cantone la situazione rimane tuttora delicata ma vi è la percezione di aver abbandonato quella fase di perdita continua che contrastava gli ultimi anni e, malgrado l’indebolimento del franco svizzero abbia avuto solo una minima reazione a livello di vendite, si è constatato che la clientela locale inizia a capire che non sempre vale la pena fare acquisti oltre frontiera ed il loro ritorno ci fa molto piacere.  Siamo prudentemente ottimisti sperando che questo timido miglioramento si prolunghi nei prossimi mesi. Le nostre problematiche sono da qualche tempo simili alle realtà dei Paesi a noi limitrofi, stiamo vivendo un cambiamento epocale delle abitudini economiche e culturali ma non possiamo perdere l’entusiasmo, dobbiamo rimanere fiduciosi e continuare a migliorarci, diversificare la scelta dei prodotti e rimanere sempre attuali nell’offerta delle merci seguendo le tendenze e assecondando le richieste dei consumatori, è fondamentale che i nostri prezzi siano allineati alla vicina Italia. Possedere un buon spirito imprenditoriale significa essere leader e trascinatore, visionario e ambizioso ma significa soprattutto imparare a fare nuovo business prendendo strade sconosciute e moltiplicando gli sforzi.

Sono diversi i ritratti di realtà aziendali peculiari e differenti – rappresentanti quel tessuto fertile, diversificato e dinamico che contribuisce in maniera importante alla crescita economica – che da qualche tempo, come Cc-Ti, vi stiamo presentando attraverso delle interviste mirate

Da anni si cerca di dare uno scossone al settore che rappresenta. Lei è titolare di un negozio nel cuore di Lugano. Dalla sua esperienza, l’introduzione della LAN – Legge aperture negozi, sarà l’occasione giusta?

Da 20 anni Federcommercio, unitamente alle autorità politiche ed ai sindacati si è impegnata nell’ottimizzare l’evoluzione della vecchia legge e adeguarla alle necessità  attuali. Ho iniziato il mio mandato proseguendo con entusiasmo all’adempimento di questo progetto per portare avanti l’ottimo e difficile lavoro fatto dai miei predecessori. La messa in atto della nuova legge, ossia, l’estensione degli orari, la regolamentazione della situazione attuale contrastata da continue richieste di deroghe potranno essere nell’interesse di tutti, piccola e grande distribuzione.
L’accordo fra i partner sociali creerà finalmente un quadro giuridico chiaro, costituirà un enorme vantaggio ed impedirà l’intervento dello Stato nell’area molto delicata della definizione dei salari. Vi è stato un grande impegno per raggiungere il maggior numero di sottoscrizioni del CCL, onde evitare le sempre maggiori richieste di salari minimi, spesso insostenibili per noi commercianti. Come molti negozianti, anch’io da troppo tempo sono sopraffatta dalla ricerca di individuare il modo giusto per poter andare avanti, l’attuale situazione economica ci sta mettendo a durissima prova, abbiamo provato ad adeguarci, ci siamo rinnovati, cerchiamo di essere sempre più possibili vicini al cliente, fidelizzandolo e accontentandolo in ogni sua richiesta. La nuova legge ci permetterà di lavorare in un contesto più stabile, sarà un segnale di apertura e unità del nostro settore, fattore che ci favorirà nella nostra attività.

 

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Al passo con i tempi di un commercio che cambia

In quest’intervista a Flavia Poggioli Jacobs, titolare insieme a Mara Pult Poggioli e Giovanni Pult della Pelletteria Poggioli di Lugano – che da oltre 100 anni è presente nel cuore di Lugano –, cerchiamo di analizzare il commercio al dettaglio sulla piazza luganese, per vedere come è evoluto e quali sono le caratteristiche che lo distinguono.

La famiglia Poggioli, titolare dell’omonimo negozio in centro a Lugano. Da sin.: Mara Pult Poggioli, Giovanni Pult e Flavia Poggioli Jacobs

 

Questo testo presenta anche un’accezione particolare alla trasmissione aziendale, su cui la Cc-Ti sta focalizzando la propria attenzione tramite approfondimenti e corsi di formazione puntuale.

Da oltre 100 anni rappresentate uno dei negozi storici di Lugano. Come si vive la piazza luganese (e ticinese) dal vostro osservatorio?

Da sempre la posizione privilegiata del nostro negozio ci ha favorito essendo nel centro storico e su una via di grande affluenza, ma nonostante ciò, di questi tempi, anche noi risentiamo l’effetto della crisi alla quale proviamo però a reagire. Sono stati e sono tutt’ora tempi non così rosei per il settore del commercio al dettaglio nel quale operiamo, e lo vediamo bene sulla piazza luganese (d’altro canto però è così in tutto in Cantone): serrande abbassate, commercianti che provano a reinventarsi ed offrire novità, diversificarsi, ecc.. Nel corso degli anni l’acquisto online e l’imporsi della digitalizzazione in modo sempre più rilevante nella società ha sicuramente influenzato le vendite, ma questo ci dà un ulteriore stimolo a valorizzare il contatto diretto con il cliente. Non dimentichiamo che il nostro successo lo attribuiamo anche alla nostra fedele clientela e non da ultimo al turista, che apprezza sempre maggiormente un negozio multimarche con un servizio personalizzato sempre più raro.

 

Quali sono gli elementi chiave per garantire una crescita sostenibile ed una presenza costante sul mercato?

Il nostro punto di forza è sempre stato, sin dal 1905 fino ad oggi, la gestione familiare. In essa abbiamo posto in primo luogo il cuore, l’accoglienza, il servizio personalizzato al cliente e anche la scelta di prodotti che possano soddisfare le diverse esigenze, trovando sempre nuove idee da proporre alla nostra stimata e fedele clientela. È stato possibile realizzare tutti questi obiettivi grazie al sostegno della famiglia in primis, alla scelta di personale qualificato, che abbiamo costantemente formato e seguito incrementando le loro competenze, ed al rinnovamento generazionale, passando per una successione aziendale interna avvenuta con serenità.

 

L’intervista si inserisce inoltre nel quadro di differenti portrait aziendali che vengono pubblicati da alcune settimane sul sito internet della Cc-Ti.

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Digitalizzazione sì, ma anche dialogo con i clienti

Dopo aver avuto le testimonianze di aziende differenti fra loro (Fratelli Matasci e Polydentia), eccone una terza che opera nel settore dell’artigianato, nello specifico di elettrodomestici. Con Laura e Lino Fornoni, titolari della Elettrodomestici Fornoni SA di Pregassona, affrontiamo oggi l’argomento della digitalizzazione e di come essa stia rivoluzionando l’intero comparto artigianale (tema tra l’altro a cui la Cc-Ti ha dedicato numerosi approfondimenti, tra cui recentemente un evento).

Nel mondo dell’artigianato, e nello specifico nel vostro settore, come evolvono le dinamiche alla luce delle trasformazioni digitali e tecnologiche in atto?

Se nel passato l’elettrodomestico quale lavatrice, forno, lavastoviglie, ecc. era visto semplicemente come uno strumento per eseguire le proprie faccende quotidiane, al giorno d’oggi la rivoluzione digitale sta portando l’integrazione di questi apparecchi, all’apparenza semplici, ad essere sempre più comunicativi e inseriti nella domotica casalinga. Questo significa programmare e utilizzare, ad esempio, il forno o la lavastoviglie con un semplice clic sul proprio smartphone, oppure sarà possibile che, in futuro, l’apparecchio comunichi direttamente con il servizio di assistenza in caso di guasti. Certo, stiamo parlando di ipotesi riferite all’avvenire, ma che la digitalizzazione, con le sue diverse trasformazioni in atto, permette di supporre. Anche noi ci affidiamo, collaborando con partner all’avanguardia come ad esempio V-ZUG SA, ditta svizzera, alle evoluzioni ed innovazioni che il progresso tecnologico porta con sé (citiamo a memoria: lavare le stoviglie in 11 minuti, cucinare una lasagna in 20 minuti in maniera sana e veloce, ecc.).

Un’impresa familiare come la vostra su cosa deve puntare per restare competitiva sul mercato?

Premesso quanto già affermato nella prima risposta, per restare competitivi occorre rimanere sempre aggiornati e al passo con i tempi. In questo senso la formazione continua è essenziale. A ciò aggiungiamo però che è altresì importante il contatto con la clientela, da effettuarsi sia in maniera fisica (con il telefono o faccia a faccia) che digitale, integrando sempre di più servizi che semplifichino la gestione dei propri elettrodomestici. Ad esempio, la nostra azienda offre un servizio d’accoglienza e di consulenza estremamente professionale nei nostri 250 mq. di esposizione, come pure un’informazione aperta e chiara verso il cliente.