Visibilità per i soci Cc-Ti

Numerose possibilità di promozione: ecco un breve prontuario per sfruttare appieno il potenziale dato dall’affiliazione alla Cc-Ti.

Per le i soci vi sono diverse proposte per incrementare la propria visibilità. Una delle possibilità è quella di approfittare dei veicoli informativi della Cc-Ti, con delle inserzioni pubblicitarie ad hoc. In relazione alla raccolta pubblicitaria, abbiamo designato quale partner l’azienda MediaTI Marketing SA di Manno, che rappresenta il nostro unico interlocutore per tutti i canali Cc-Ti. Conoscete i diversi strumenti multicanale per promuovere le vostre attività e raggiungere ancora più pubblici target selezionati?

Proposte interessanti

  • Ticino Business: la rivista economica per eccellenza, ha una tiratura di 3’000 copie, e viene distribuita alle aziende ed associazioni di categoria, ad una selezione di media e alle istituzioni ticinesi. Si tratta di un bacino di lettori selezionato, rappresentativo dell’economia e delle autorità ticinesi e degli opinion leader del tessuto imprenditoriale nostrano.
  • il dépliant semestrale delle attività: che racchiude in un pratico formato A5 tutta l’essenza della Cc-Ti (eventi, missioni economiche e formazione). La tiratura è di 5’500 copie e viene distribuito non solo agli associati diretti, ma anche alle aziende affiliate a diverse associazioni di categoria nostre socie, nonché ad altri interessati.

Networking tradizionale e digitale

Inoltre vi ricordiamo le opportunità di networking, che sta alla base dello sviluppo dei business e nel quale crediamo molto. Sfruttare la rete Cc-Ti, composta da partner selezionati, relatori autorevoli e specializzati, aziende che rappresentano i numerosi comparti economici ticinesi, un team Cc-Ti competente e a disposizione dei soci, è possibile in ogni momento d’incontro, sia esso un evento, una missione economica o un corso di formazione (puntuale o della Scuola manageriale). Oltre a ciò è stata integrata la parte ‘digitale‘, con la possibilità di sinergie online e dirette su Facebook e nel gruppo LinkedIn. Infine attraverso la rubrica “Vita dei soci” sulla rivista economica della Cc-Ti, Ticino Business, è possibile scoprire interessanti realtà, a noi affiliate.

Siamo a vostra completa disposizione per informazioni maggiori e più dettagliate. Contattateci senza esitare!

Come organizzare un evento di successo

Per far conoscere nuovi servizi, prodotti o semplicemente promuovere la propria impresa, uno dei migliori veicoli pubblicitari, che valorizzano in modo rilevante la struttura aziendale e la creazione di nuovi contatti, è sicuramente un evento.

Che si tratti però di una serata di networking per i clienti, di un congresso o di una manifestazione, nulla deve essere lasciato al caso, poiché ogni dettaglio conta. Scopriamo allora insieme un breve prontuario che mette in evidenza i passi necessari da compiere per la riuscita ottimale del proprio evento.

Primo ingrediente fondamentale: la preparazione

Inutile dire che organizzare un evento richiede una preparazione accurata e una grande attenzione ai dettagli. Ovviamente ci sono diverse tipologie di eventi e per raggiungere il successo è fondamentale non sottovalutare il lavoro che anticipa il giorno stesso della manifestazione. È ciò che fa la differenza. La programmazione può apparire semplice, ma deve essere ben coordinata e pensata.

Definire obiettivi e pubblico target

Cosa vogliamo comunicare? Quali scopi ha il nostro evento? Una chiara strategia di comunicazione prevede sicuramente al proprio interno anche l’organizzazione di eventi e seminari. È fondamentale che la manifestazione si inserisca nella strategia definita dall’azienda e non sia pianificata con superficialità. Occorre chiarire innanzitutto quali sono gli obiettivi dell’evento e quale pubblico (ad esempio clienti, fornitori, ecc.) vogliamo raggiungere, verificando anche il budget a disposizione.

L’organizzazione pratica del tutto può essere svolta in due modi: affidandosi a esperti in outsourcing (aziende di comunicazione e di organizzazione di eventi ad esempio), che propongono soluzioni diverse e organizzano il tutto, a seconda di quanto desiderato dal committente. Altrimenti, non sottovalutando l’impegno di tempo e di risorse che richiede, una seconda soluzione è quella di affidarsi a collaboratori interni alla struttura aziendale che possano organizzare la manifestazione mettendo in atto le loro conoscenze.

Scegliere il concetto

Come per ogni seminario e manifestazione che si rispetti, un’altra tappa rilevante è la scelta del concetto comunicativo con il quale si decide di presentarsi al pubblico. Ovviamente questo punto è cruciale e dipende da numerose variabili tra cui:

  • il tipo di pubblico a cui ci si rivolge;
  • le dimensioni ed il tipo di azienda;
  • il budget a disposizione.

A livello generale si consiglia di definire un messaggio chiaro e d’impatto, con lo scopo di generare interazioni di qualità sia tra i partecipanti come pure quale struttura organizzatrice.

Data idonea e location adeguata

Sembrerà banale, ma la scelta della data è un altro dei punti decisivi: l’ideale è evitare i momenti densi di appuntamenti già prestabiliti come ad esempio il mese di dicembre (per via delle festività e dei tanti aperitivi e cene aziendali), le vacanze estive o il rientro scolastico (inizio settembre). Un’altra accortezza è quella di verificare che nel giorno scelto non ci siano altri grandi appuntamenti eventistici (simili e non) a quello che si intende organizzare.

L’invio degli inviti può essere fatto per e-mail o in forma cartacea, con un lasso di tempo sufficiente per l’iscrizione e i successivi reminder agli invitati (da 2 settimane a 1 mese prima dell’appuntamento).

La location va scelta e riservata anche in tempi idonei: deve essere centrale, ben servita da eventuali mezzi pubblici o con posteggi a disposizione, nonché essere valorizzante e neutra per l’evento in programma. Se il budget lo permette, le decorazioni della sala devono riprendere il concetto scelto, costruendo quindi un filo conduttore anche a livello visivo.

Il post evento

Per cercare di raccogliere il più possibile da quanto “seminato” durante l’evento, l’esperienza dei partecipanti deve continuare a vivere anche alla fine della manifestazione. Ecco perché è utile integrare delle comunicazioni multicanali verso gli invitati, come ad esempio l’invio di un resoconto della manifestazione, la condivisione di alcuni dei momenti più significativi sui social network, ecc..

La Cc-Ti organizza periodicamente numerosi eventi su tematiche di stretta d’attualità, come pure corsi di formazione puntuale su argomenti relativi (anche) alla comunicazione. Ritrovate la nostra agenda con tutti i prossimi appuntamenti!

Inbound Marketing: guida introduttiva

Una descrizione chiara di cosa è l’Inbound Marketing e come funziona per attirare nuovi lead verso l’azienda e trasformarli in clienti. In più, le linee guida per iniziare subito e pianificare oggi stesso una strategia efficace per potenziare il business.

Inbound Marketing: definizione e significato

L’azienda che ha inventato il termine Inbound (contrapponendolo ad Outbound) è HubSpot, software di Marketing Automation presente sul mercato da molti anni.  La parola Outbound si traduce letteralmente con “mandare fuori” e fa riferimento agli spot promozionali, in TV o in radio, alle chiamate a freddo e in genere a tutte quelle azioni commerciali che “aggrediscono” le persone, senza che queste ultime abbiano mai mostrato interesse nei confronti di quel prodotto o servizio pubblicizzato.

Il termine Inbound invece, legato ad una strategia di Marketing, mira ad attirare l’interesse delle persone, solleticando la loro curiosità grazie a contenuti utili e piacevoli, diffusi in prevalenza online (ma non solo).

Attraverso il blog aziendale ad esempio o i Social Media, le persone interessate contattano spontaneamente l’azienda, diventando potenziali clienti da coltivare con riguardo. L’azienda infatti invierà ai nuovi contatti una serie di e-mail, ad esempio, in linea con le preferenze espresse, per accompagnare il nuovo Lead nel percorso che lo condurrà all’acquisto (Buyer Journey).

Come appare evidente, il cuore pulsante di una strategia di Inbound Marketing è rappresentato dalla produzione dei contenuti.

L’azienda che intende lavorare in ottica Inbound svilupperà innanzitutto un piano editoriale da proporre al proprio Target di clientela, sfruttando in prevalenza i canali di comunicazione on-line.

Strategia di Inbound Marketing per l’azienda: come iniziare

Se la produzione dei contenuti è la/una colonna portante dell’intero piano strategico, la definizione del target di riferimento è il basamento da cui partire per cominciare l’analisi. La definizione del cliente ideale (la Buyer Persona) riveste un’importanza cruciale, perché determina:

  • la produzione di ogni singolo contenuto diffuso dall’azienda
  • il ToV (tono di voce aziendale da utilizzare per comunicare con i prospect)
  • i canali di diffusione da prediligere (Linkedin o Instagram ad esempio si rivolgono a target di clientela differenti).

Un identikit efficace della Buyer Persona comprende informazioni come:

  • Dati anagrafici e geografici
  • Professione
  • Hobby
  • Problemi quotidiani che affronta e per cui cerca soluzioni

L’azienda, dal canto suo, dovrà svolgere un accurato lavoro di posizionamento del Brand, comunicando i valori a cui si ispira e l’elemento (vero) che la differenzia dalla concorrenza. Il potenziale cliente si identifica con l’azienda, concede la propria fiducia e si fidelizza.

Definita la strategia di Inbound Marketing più in linea con gli obiettivi aziendali, si passa alla fase del monitoraggio dei risultati, per risolvere eventuali criticità e puntare ad un costante aumento di traffico e conversioni.

Testo redatto da: 

 

Emanuel Paglicci, Marketing Director, Ander Group SA, Agno

 

 

 

 

 

La Cc-Ti approfondisce questi aspetti in corsi dedicati: scopri tutta la formazione puntuale!

 

Digitalizzazione al servizio delle imprese

Intervista apparsa sull’edizione del Corriere del Ticino il 26.08.2018

Dall’inizio dell’anno la Cc-Ti  ha potenziato la sua comunicazione differenziandola anche su più canali. “Per adattarla ancora di più alle nuove esigenze del vasto e diversificato tessuto economico ticinese”, come spiega Cassia Casagrande, Responsabile Comunicazione ed eventi della Cc-Ti.

Un primo bilancio di questa strategia?
“Possiamo dire di aver intrapreso la strada giusta. La nuova linea è stata ben recepita dai nostri associati e ha suscitato molto interesse anche al di fuori della Cc-Ti. In un mondo sempre più interconnesso, in cui le relazioni rappresentano un caposaldo  imprescindibile, questa strategia ci ha permesso di instaurare nuove collaborazioni in ambiti strategici, adempiendo così ancora meglio al nostro obiettivo principale: la tutela e la promozione degli interessi imprenditoriali. Ma siamo solo agli inizi. Molte sono le idee e i passi ulteriori che vogliamo concretizzare”.

La Cc-Ti ha avviato un importante dibattito sull’economia digitale, oggi c’è più consapevolezza su opportunità e rischi della trasformazione digitale?
“Come Cc-Ti non potevamo non impegnarci a fondo su un fenomeno così dirompente  per l’intera società. Il nostro tessuto economico ha dimostrato anche questa volta di essere ricettivo alle nuove opportunità e pronto ad impegnarsi per raccoglierle. È vero però che se alcune aziende hanno saputo adattarsi senza difficoltà, per altre questo processo richiede uno sforzo maggiore, ma ciò è normale. Siamo consapevoli che ogni grande cambiamento è accompagnato da dubbi, timori e rischi possibili che a volte rallentano il processo. Affinché si possa beneficiare al meglio delle opportunità di questa trasformazione, anche il mondo imprenditoriale deve adoperarsi per sviluppare alcune competenze e capacità fondamentali. Proprio per fornire un supporto concreto alle aziende continueremo a lavorare con impegno su questo  cambiamento accompagnando i nostri associati passo per passo. Tutto ciò avverrà fornendo loro un costante sostegno in termini di informazione e  formazione, agevolando al contempo il  contatto con partner competenti e rappresentando i loro interessi inmodo adeguato”.

Per il secondo semestre del 2018 la Cc-Ti ha ampliato l’offerta formativa dando molto spazio alle nuove forme di comunicazione nella strategia aziendale. In che misura la comunicazione oggi è fondamentale anche per le piccole imprese?

“Il comunicare è da sempre al centro vita umana e, quindi, anche dell’attività aziendale. Oggi l’importanza di questa capacità si è imposta ancor di più, diventando un fattore imprescindibile. In un mondo fortemente interconnesso  e dove l’agilità aziendale è ormai un punto di forza strategico, le imprese, qualsiasi sia la loro grandezza, il loro settore o il mercato e pubblico target di loro riferimento non possono più esimersi dal comunicare in modo efficiente. Come per gli altri ambiti della gestione aziendale anche per la comunicazione c’è una parte di conoscenze trasmissibili e una di competenze legate alle capacità personali di innovazione e creazione. È sulle prime che come Cc-Ti focalizziamo maggiormente la nostra attività, offrendo approfondimenti vari sui nostri canali di comunicazione e nei corsi di formazione. Allo stesso tempo sosteniamo e tuteliamo gli interessi imprenditoriali in questo ambito e favoriamo la messa in rete dei nostri associati con specialisti diversi del settore. Una buona preparazione è infatti un trampolino di lancio per sviluppare quelle capacità più personalizzate e creative che, sommandosi alle prime, rendono unico, e di successo, il  proprio lavoro”.

Un rebranding a 360 gradi

Un’interessante video intervista a Julien Daulte, titolare dello Studio Daulte di Locarno, ci svela i passaggi fondamentali che hanno toccato il rebranding della Cc-Ti.

Una rinnovata comunicazione che su diversi canali sfrutta appieno il potenziale che essi offrono strettamente legati alla digitalizzazione, un fenomeno sempre più presente nel modo di comunicare ed informare i diversi pubblici target.

La grande novità del secondo semestre è anche rappresentata dal sito web della Cc-Ti, che grazie ad un’attenta architettura dell’informazione è ora più performante, semplice ed immediata.

Informazione, formazione e comunicazione nelle attività Cc-Ti del secondo semestre

Il futuro è già cominciato. L’economia digitale può offrire una reale prospettiva di crescita per tutti, solo se si è consapevoli dei suoi effetti e dei suoi rapidi sviluppi. Innanzitutto, dell’inarrestabile diffusione delle nuove tecnologie in ogni ambito produttivo e sociale, con l’affermarsi di inediti modelli di business e di gestione  aziendale, di organizzazione della vita collettiva e, in particolare, con una crescente richiesta di lavoro qualificato e di competenze manageriali sempre più avanzate.

Oggi si agita lo spettro della fine del lavoro sotto la pressione dell’impetuoso sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Si parla però poco della valorizzazione del lavoro, ad ogni livello, indotta dalla digitalizzazione dell’economia che richiederà sempre più manodopera qualificata. Si parla poco di un lavoro che è ormai fuori dalle gabbie del Novecento, dai sicuri fortini della vecchia civiltà industriale con le sue mansioni ripetitive e le carriere lineari, che l’economia odierna sta trasformando in una funzione aperta, suscettibile di una continua e positiva evoluzione sulla base delle competenze, dell’impegno e dell’abilità individuale. Qualità che per ogni impresa sono una risorsa irrinunciabile.

L’economia digitale impone una costante predisposizione al cambiamento, non solo per il sistema produttivo ma per tutta la società. Ecco perché sarà su tre dei principali driver della crescita futura – ossia informazione, formazione e comunicazione -, che come Cc-Ti concentreremo i nostri sforzi per sostenere gli imprenditori nelle grandi sfide della digitalizzazione. Oltre ai tradizionali servizi alle aziende, il programma di attività della Cc-Ti per questo secondo semestre del 2018 si è arricchito di eventi tematici, approfondimenti diversi e corsi di formazione che spaziano dalla vendita alla conduzione delle risorse umane, dal diritto del lavoro all’organizzazione aziendale, dall’export alla specializzazione della gestione delle PMI. Per arrivare alla comunicazione nell’era digitale con una vasta scelta di corsi, tra cui: il linguaggio della conduzione aziendale, come parlare in pubblico, l’uso di Linkedln e  l’utilizzazione delle e-mail per aumentare le vendite, le presentazioni efficaci e il corporate storytelling, ovvero l’impresa in un racconto.

Informazione, formazione e comunicazione, una formula con cui scandagliare in profondità le quattro aree strategiche che la Cc-Ti ha individuato per uno sviluppo duraturo: internazionalizzazione delle imprese e Swissness, digitalizzazione, sostenibilità e Smart life. Un’offerta ad ampio raggio ma calibrata sui concreti bisogni degli imprenditori e sulle esigenze delle aziende che devono stare al passo con i rapidi mutamenti dei mercati. Parallelamente a questo lavoro di supporto diretto alle aziende, come Cc-Ti in questi primi sei mesi dell’anno abbiamo anche potenziato e diversificato su più canali la nostra comunicazione verso l’esterno.

Con la convinzione che sul tema dell’economia digitale, in tutte le sue sfaccettature, sia necessario stimolare un ampio dibattito pubblico. Perché viviamo già in una società completamente informatizzata che sta cambiando anche il nostro stile di vita, dunque oggi più che mai la continua innovazione tecnologica deve necessariamente combinarsi all’innovazione sociale. Vale a dire a modi nuovi d’immaginare la formazione in tempi in cui anche le competenze specifiche diventano rapidamente obsolete, con una nuova visione degli investimenti infrastrutturali e con l’uso delle nuove tecnologie nella pianificazione e nella gestione del territorio, per razionalizzare il traffico o rendere più efficienti i servizi collettivi, come lo smaltimento dei rifiuti, la distribuzione  idrica e dell’energia elettrica. Un’innovazione sociale capace di sperimentare anche nuove forme di Welfare State che sostengano l’auto promozione e la valorizzazione individuale, più che l’assistenza passiva. Con il nostro spirito da sempre orientato al costante dialogo tra le parti sociali e al confronto costruttivo con la politica, come Cc-Ti vogliamo essere un soggetto attivo di questo dibattito pubblico. Per far prosperare una cultura dell’innovazione e la comune consapevolezza della necessità di condizioni quadro in grado di sviluppare un ambiente favorevole alla produzione di ricchezza e di nuovo capitale sociale.

La Cc-Ti sempre più social

Nella sua strategia di multicanalità e per sfruttare al meglio le differenti potenzialità dei moderni mezzi di comunicazione social, la Cc-Ti è presente, con la sua rinnovata comunicazione, anche sulle piattaforme di network sociali.

Tra le novità del 2018 spicca sicuramente la presenza della nostra associazione con una pagina ufficiale su Instagram.

Anche questo social network quindi si inserisce nel ventaglio di canali con cui comunichiamo con i nostri soci, i pubblici target e, più in generale, con l’opinione pubblica. Seguiteci dunque per non perdervi i nostri aggiornamenti!

I canali social della Cc-Ti
Facebook, LinkedIn, Instagram, Youtube, Twitter
Non dimentichiamo anche la Bacheca dei Soci su Facebook, spazio d’incontro online per i aziende e associazioni di categoria affiliate alla Cc-Ti.
Vi aspettiamo online!

Anche le PMI si fanno pubblicità nel mondo digitale come «i grandi»

In Svizzera, la situazione è a dir poco paradossale per quanto riguarda l’utilizzo dei media digitali: mentre gli utenti registrano cifre record in questo settore rispetto al resto dell’Europa, le PMI locali raramente optano per il passaggio alla digitalizzazione. Oltre l’80 percento della popolazione elvetica effettua ricerche online su Google, search.ch o local.ch per trovare servizi, informarsi su prodotti tramite social network quali Facebook o Instagram, leggere e scrivere recensioni e, prima di recarsi in un negozio locale, cercare l’itinerario tramite i servizi cartografici e di navigazione come Apple Maps o il rispettivo sistema di navigazione.

Al contempo lo studio «Digital Switzerland», pubblicato da localsearch nel 2017 in collaborazione con l’Hochschule für Wirtschaft Zürich (Scuola universitaria di economia di Zurigo), ha mostrato che sono soprattutto le imprese più piccole a manifestare un certo ritardo nel settore digitale. Secondo lo studio, l’87% degli intervistati rientra tra i cosiddetti «dinosauri digitali» e il divario tra le grandi aziende e le PMI si fa sempre più marcato.Chi desidera raggiungere la maggior parte dei consumatori e delle consumatrici deve essere reperibile sulle piattaforme digitali con una presenza il più possibile accentuata. Solo coloro che compaiono tra milioni di risultati sulle prime pagine di ricerca di local.ch e Google vengono notati. Solo chi si mette in evidenza su Facebook o Instagram può acquisire nuovi clienti. E chi non è registrato su Google o Apple Maps ha pressoché zero possibilità di essere trovato. Per le PMI, le offerte di agenzie online specializzate sono di norma troppo care, non sono scalabili e sono carenti in termini di consulenza. Tuttavia le tecnologie digitali offrirebbero loro un gran numero di opportunità al fine di migliorare la propria visibilità online e di rivolgersi ai clienti in modo specifico in base al gruppo target.

Attualmente i nuovi formati pubblicitari digitali offrono possibilità inedite per farsi pubblicità in modo altamente innovativo ed efficace pur stanziando un budget ristretto. A tale scopo, per prima cosa le PMI devono accertarsi di essere reperibili non solo sui motori di ricerca e sulle piattaforme di social media, ma anche sui portali di recensioni e sui servizi cartografici e di navigazione. In secondo luogo possono iniziare ad acquisire nuovi clienti online. Le campagne di Facebook, ad esempio, consentono di rivolgersi a potenziali clienti in modo specifico in relazione al gruppo target. Infine, le PMI devono riuscire a fidelizzare i clienti attuali a lungo termine. Un presupposto centrale per assicurarsi la fedeltà dei clienti nel tempo è una banca dati clienti, a cui si dovrebbe aggiungere preferibilmente anche la possibilità di effettuare prenotazioni online. Se le PMI dispongono dei dati dei clienti possono optare per l’invio di newsletter con offerte speciali o promemoria di appuntamenti via SMS. Spesso, tuttavia, alle PMI mancano le competenze e il tempo per sfruttare i nuovi canali pubblicitari per la propria azienda. Pertanto localsearch offre loro soluzioni globali pratiche e convenienti con cui gestire il proprio marketing online con successo e beneficiare così della digitalizzazione.

Testo a cura di Stefano Santinelli
CEO
Localsearch.ch
www.localsearch.ch

 

Abbiamo approfondito il tema della comunicazione performante e della pubblicità online nel Networking Business Breakfast di maggio 2018. Vi informiamo che in autunno, seguiranno molte proposte formative puntuali sull’argomento comunicazione ed economia digitale, che stiamo programmando.

Campione dell’innovazione 4.0

In collaborazione con la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino, la community dei Global Shapers di Lugano si è posta l’obiettivo di identificare le best practices più innovative delle aziende che in varie aree d’interesse già si distinguono per approcci innovativi.

È in corso, fino a fine luglio, un’interessante analisi condotta dai giovani del World Economic Forum a cui vi invitiamo a partecipare compilando questo questionario online.
Alla stesura di un rapporto finale seguirà la premiazione delle aziende che si distinguono negli ambiti di analisi.

I Global Shapers

I Global Shapers Lugano Hub sono una community locale promossa dal World Economic Forum e composta da una ventina di giovani professionisti under 30 attivi in diversi settori, che uniscono le loro conoscenze con un scopo comune: avere un impatto positivo in Ticino.

Il progetto

In collaborazione con la Cc-Ti, gli Shapers di Lugano vogliono dunque identificare le best practices più innovative delle aziende. Lo scopo è quello di valutare il grado di preparazione del tessuto economico ticinese alle molte trasformazioni già in corso. Più precisamente, tramite degli indicatori suddivisi in vari ambiti quali l’innovazione, l’impegno sociale, la sostenibilità ambientale e altri, si intende comprendere la filosofia delle aziende ticinesi verso i profondi cambiamenti socio-economici in atto nella nostra società. I risultati dell’analisi saranno successivamente raccolti in una relazione che verrà resa disponibile ai partecipanti e a tutti gli interessati. Le aziende che si distingueranno in ogni area valutata saranno invitate alla serata pubblica, che avrà luogo nell’autunno 2018, in cui saranno premiate le aziende migliori. Con questo progetto i Global Shapers si impegnano a promuovere un cambiamento positivo in cui credono fermamente e che comincia in ogni nostra azione e decisione quotidiana. Maggiori dettagli si possono trovare sulla sezione del sito dedicata al progetto.

Investire o risparmiare sull’informazione economica?

Il 13 giugno scorso, presso lo Studio 2 RSI a Lugano, si è tenuto un dibattito al quale ha partecipato il Direttore Cc-Ti Luca Albertoni in veste di relatore. L’evento, dal titolo “Investire o risparmiare sull’informazione economica?”, è stato organizzato dalla CORSI, in collaborazione con la Cc-Ti.

Tra gli altri ospiti sono intervenuti, oltre a Luca Albertoni, Reto Ceschi, Responsabile Dipartimento Informazione RSI e Roldolfo Helg, Docente universitario presso Università Carlo Cattaneo e SUPSI. La serata è stata moderata da Lino Terlizzi, Editorialista del Corriere del Ticino e collaboratore de Il Sole 24 Ore per la Svizzera. Presenti in sala anche Fabio Pontiggia, Direttore del Corriere del Ticino, e Franco Citterio, Direttore Associazione Bancaria Ticinese.

Durante il dibattito si è parlato di regole deontologiche e di informazione puntuale sulle notizie di stampo economico; elementi utili proprio per una corretta informazione. Albertoni ha sottolineato come il mondo dell’economia sia spesso sul banco degli imputati per percezioni e non sulla base di fatti.

Parlando di informazione economica, è stato evidenziato quanto sia fondamentale separare fatti ed opinioni, in modo tale da non incorrere in distorsioni delle informazioni. Un investimento necessario andrebbe fatto per le risorse, come pure per la quantità e qualità delle notizie. In questo modo si otterrebbe l’accuratezza dei servizi assicurando la diversificazioni delle opinioni. Il tutto è possibile con maggiore formazione, incrementando le competenze specifiche tra gli addetti ai lavori. Un altro tema trattato è stato quello relativo agli scoop ed alle fake news, oggi così  ‘di moda’.

Investire o risparmiare, dunque,  non vanno intesi solo in senso finanziario, cioè quante risorse finanziarie dedicare all’interno di ciascun media a persone e/o strutture che si occupano di informazione economica, ma anche e soprattutto nel senso della qualità a cui bisogna mirare con attenzione per quel che concerne l’informazione economica stessa.